pilot

Vikings – 1×01 – Rites of Passage

Nel marzo del 2012 History Channel annuncia la produzione della sua prima serie tv, a due mesi dalla messa in onda della prima produzione non documentaristica: la miniserie Hatfields & McCoys che conquisterà il record di ascolti al canale e, tra i vari premi, Emmy e Golden Globe al protagonista Kevin Costner. Questo è il risultato di una diversificazione delle proposta pianificata da tempo sotto la guida del presidente Nancy Dubac: “We began this journey over six years ago, when we set sail to broaden the genre of History and now we are the only cable network to have achieved this amazing level of success in both nonfiction and scripted genres.”

L’investimento per Vikings, co-produzione Canada/Irlanda, è di 40 milioni di dollari, l’ordine è per una stagione completa di nove episodi, lo sviluppo della storia ha la firma di Michael Hirst (Elizabeth, The Tudors). L’accuratezza storica che ci sentiremmo autorizzati ad aspettarci da una serie a marchio History Channel si scontra però con la mancanza di fonti, lo stesso Hirst avverte “I especially had to take liberties with ‘Vikings’ because no one knows for sure what happened in the Dark Ages. Very little was written then”. L’obbiettivo è quello di scrivere una storia accattivante – mostrata dal punto di vista dei Vichingi – che racconti questo popolo di abili navigatori e conquistatori, le loro usanze sociali e credenze religiose, seguendo le gesta di Ragnar Lothbrok (Travis Fimmel) la cui stessa figura storica sconfina e sfuma nella leggenda.

The Storm is coming

Probabilmente la tempesta si abbatterà a partire dal secondo episodio perché il pilot naviga in acque piuttosto tranquille. La tag line scelta per il lancio della serie richiama neanche troppo velatamente “Winter is Coming”  invitando a ribattezzare la serie come il  Games of Thrones norreno anche se dopo la diffusione dei primi trailer c’è chi – sottoscritta inclusa – avrebbe puntato più su una sorta di Spartacus scandinavo. In realtà Vikings ha pochi superficiali elementi in comune con le due serie di cui non possiede la forza narrativa, la capacità di sorprendere, tantomeno l’accuratezza nei dialoghi che risultano spesso fin troppo espositivi. Almeno fino ad ora. Ma non vorrei sembrare più contrariata di quanto in realtà non sia, a fronte di una certa prevedibilità di fondo Vikings ha dalla sua un’idea affascinante portata in vita da un casting convincente, elemento fondamentale visto che al protagonista è richiesto non solo la fisicità per una resa credibile sul campo di battaglia, ma anche la capacità di catturare il favore del pubblico.

Eastern Bartic 793 A.D. Il pilot si apre con i cinque minuti più belli e lirici della puntata. Lo sguardo di Fimmel ci introduce all’ultimo assalto sul campo di battaglia: molti morti, due vincitori superstiti – Ragnar e il suo fratello d’armi – e, circondato dai corvi, la figura di Odino che assiste all’ascensione in cielo delle anime dei guerrieri battutisi con valore. Opening sulle note di “If I Had a Heart” dei Fever Ray. Da qui in poi, con il ritorno di Ragnar in patria, la serie si prende tutto il tempo per farci acclimatare con questa nuova realtà introducendo gran parte dei protagonisti e vertendo sostanzialmente su un unico punto che costituirà l’innesco per lo sviluppo della storia:  in aperto contrasto con gli ordini dell’autorità locale il Jar Haraldson (Gabriel Byrne), Ragnar pianifica di navigare verso ovest, alla conquista di nuove terre da esplorare e depredare. La navigazione in mare aperto può essere possibile grazie a due strumenti, uno gnomone per rilevare la posizione del sole e una sunstone, che Ragnar racconta di aver ricevuto da un “wanderer”, e non a caso una delle manifestazioni di Odino è sotto le sembianze di un vagabondo: tutta la puntata è permeata da un senso di religiosità e dall’idea di predestinazione di Ragnar che trae dalle visione del Dio il favore per la realizzazione dei suoi progetti.

È facile dunque intravedere la lotta per il potere tra Ragnar e Haraldson – un Gabriel Byrne che porta a casa il personaggio con il minimo sindacale – ma sono meno entusiasta della scelta di rendere Rollo spudoratamente invaghito di Lagertha: non sento minimamente la necessità di una sotto trama di gelosie, triangoli amorosi e rivalità in salsa norrena. Al contrario, se gestito senza scadere nel macchiettistico, il personaggio di Floki – giullaresco ma geniale costruttore di imbarcazioni – potrebbe essere uno dei punti forti del cast. Ultima annotazione in favore di Lagertha che pare essere una presenza femminile attiva, parte integrante della storia non solo in veste di moglie in attesa del ritorno dell’uomo a casa.

La valutazione finale è una promozione sulla fiducia visto che the storm is yet to come.

Ok.

Note

  • Il regista è Joan Renck (Breaking Bad, The Walking Dead).
  • Floki è interpretato da Gustav Skarsgård, uno degli ennemila otto figli del più famoso Stellan.
  • Le location del pilot sono in terra d’Irlanda.
  • Ditemi che non sono l’unica ad aver pensato a Marilyn Manson quando è apparso l’indovino.

Stiamo parlando di pilot e premiere anche su twitter, con l’hashtag #episodi01. Seguite @Serialmente(se siete parte di quei cattivi che ancora non lo fanno) e scriveteci cosa ne pensate!

Mara R.

Whedonverse.

45 Comments

  1. Quando vivevo nel Perù cagavo a testa in giù, questo ritornello mi viene in mente dopo aver assistito alla visione e letto la recensione.
    Tutto al contrario.

    Vogliamo parlare della recitazione incerta? Degli effetti speciali risibili?

    Sinceramente non condivido, poi altri avranno opinioni diverse per carità

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  2. Quoto la recensione e, avendo già visto il secondo episodio, confermo l’impressione che parte la tempesta leggermente in ritardo (non solo in senso figurato).

    Interessante, ma lento; ti deve piacere il genere. Insomma, si vede proprio che è scritto da Hirst.

    Voglio sottolineare la bellezza della scena iniziale di Odino che raccoglie le anime; orchestrata e resa meravigliosamente (sia in regia che in CGI). Ho ancora i brividi.

    Floki è interpretato da Gustav Skarsgård, uno degli ennemila otto figli del più famoso Stellan.

    Anche il più brutto e spelacchiato, aggiungerei io.
    A differenza di Fimmel, di cui ancora tutti ricordano lo splippino bianco Calvin Klein che svetta su Times Square.

    p.s. no no, anche io ho pensato a Manson. Poi ho pensato “però questo non ha gli occhi di colore diverso!”.

    Barabba ha scritto:

    Vogliamo parlare della recitazione incerta? Degli effetti speciali risibili?

    Sulla recitazione incerta quoto, ma sugli effetti speciali devo dissentire. Per il livello che si trova in genere nei telefilm, devo dire che questo è abbastanza buono.

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  3. Diciamo che visto il livello di tutto ciò che lo circonda, questo Vikings è un po’ deludente. Vuole unire più che diversi generi, diversi stili (quello storico, l’action-packaging di Spartacus, il dramma à la HBO, un po’ di soap per attrarre il target femminile, ecc.): è un po’ un Frankenstein laccato tenuto insieme da valori produttivi chiaramente molto alti. Il risultato per me è che la voglia di vedere il secondo episodio è uguale zero.

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  4. Dirtyfishydishcloth 8 marzo 2013 at 15:22

    Mi attizza assai, credo che lo vedrò!

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  5. Confesso che prima di approcciarmi alla visione, non conoscendo History in ambito seriale, avevo il timore che avrei assistito a un docu-telefilm in stile Voyager con tanto di voce over a presentare i personaggi. Poi, per fortuna, vedendo nei credits il nome di Hirst (di cui sto casualmente recuperando i Tudor in questi giorni), ho capito cosa aspettarmi. Very apricied la sigla, per quanto stra-abusata in ambito televisivo (oltre a Breaking Bad e Person of Interest l’hanno usata anche nell’ultima spassosissima scena di “The Following”) ma dico subito che il concept non mi è sembrato entusiasmante. Ok, dovranno costruire le navi e convincere gli altri a salirci sopra per andare in Amerigga e poi?… Non ci vedo insomma gli stessi motivi d’interesse di una storia sulla ribellione alla schiavitù dei romani o su una guerra all’ultimo sangue tra le famiglie dei Sette Regni.

    Sui personaggi, a parte il grande capo interpretato da Gabriel Byrne che prima ti offre da mangiare dal suo piatto e poi se lo riprende indietro – che matacchione – nessuno doi loro mi sta particolarmente simpatico. L’attore che fa Ragnar mi è sembrato un Jax Teller dei poveri, il fratello di armi è un buono spadaccino ma abbiamo già capito che non ha lo stesso codice morale di un Crixus, la moglie (dove l’ho vista?) fa bello sfoggio di badassery ma ha l’aggravante di chiamarsi Lagherta… e il figlioletto fresco di barbiere con la nuca rasata di tutto punto, ha buone probabilità, se ancora si può dire, di rientrare nel podio dei bambini/adolescenti più pallosi e odiati della TV.

    Il pilot fa quello che deve fare, nel senso che presenta i vari personaggi, ma non riesce a darmi nel corso dei 40 minuti minuti dei validi incentivi per volerli approfondire. Per me sarebbe più Meh ma visto che se lo dai ad un pilot pare brutto allora diciamo che è OK.

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  6. Setteditroppo 8 marzo 2013 at 16:55

    Mah! Se non fosse per l’ottima confezione il giudizio tenderebbe al negativo.
    Vedrò almeno altri due episodi poi decido se continuare. L’elemento fantastico (le visioni del protagonista) è la cosa più interessante di tutta la puntata assieme alla “descrizione” delle usanze vichinghe in fatto di giustizia con processo ed esecuzione inclusi. Invece la mancanza di sesso esplicito e i cenni di soap depongono male e il ritmo pacato non aiuta.
    Altra delusione è Byrne, attore bravissimo, che qui sembra svogliato, probabilmente infastidito dalla parrucca che lo ridicolizza un po’ eh eh.
    Nel complesso si annuncia una serie troppo fredda e pudica per i miei gusti.

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  7. @ Namaste:
    Io ho visto il secondo episodio e credo che ne vedrò qualcun altro perché, in teoria, dovrebbe essere un crescendo datosi che Ragnar Lothbrok dovrebbe diventare il futuro primo re di Danimarca. Il viaggio a west è pretestuoso, suppongo, per contraddire lo Jarl (tant’è che noi pensiamo immediatamente a quella, ma in realtà tra l’America e la Norvegia ci stanno altre terre e loro parlano solo ed esclusivamente di west). Insomma, senza di lui niente Amleto.

    Poi, non faccio molto testo in merito; ho visto questa serie convinto proprio che fosse un docu-telefilm in stile Voyager e sono rimasto sorpreso. A me interessava solo sapere qualcosa di più sui Vichinghi.

    Il ritmo dovrebbe salire, almeno spero, perché sennò avrei preferito il docu-film.

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  8. Per quanto mi riguarda, sono vichinghi, e questa è già una ragione più che sufficiente per proseguire la visione (anche se palesemente le domeniche dei prossimi due mesi abbatteranno a mazzate quel che resta della mia vita sociale, ci scommetto XD). Comunque quoto in toto la recensione, non si può dire che mi abbia esaltata particolarmente, ma onestamente non mi ha neanche fatto schifo, e Gandalf!Odino è bellissimo XD Rollo entra istantaneamente nell’Olimpo dei nomi più WTF LOL mai sentiti, e anche io non vedo di buon occhio questa sua passione per la bella Lagertha, se non altro perché chi se ne frega? Io no di certo.
    Però boh, sono abbastanza incuriosita dal resto, per cui l’ok ci sta tutto.

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  9. Will Gaiman 8 marzo 2013 at 18:51

    Dato che è di History Channel, a quando gli alieni?

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  10. Ma solo a me è piaciuta?
    No, davvero, per me è un FUCK YEAH su tutta la linea, i primi minuti in norreno poi mi hanno fatto felice

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  11. Boh, io concordo su tutto invece. Non solo lo definirei uno Spartacus in salsa norrena – con GoT ha in comune solo i corvi, penso – ma trovo che gli attori siano convincenti e il tizio che faceva l’indovino chiaramente Marilyn Manson travestito da sacerdote vichingo. Il secondo episodio lo guardo con molto piacere. Ottima recensione, Mara!

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  12. Ah, e il bambino mi ispira simpatia.

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  13. Avevo forse aspettative troppo alte, e forse un po’ rimescolate.
    Pilot indubbiamente tranquillo, non dico troppo, ma molto a ruscello, rispetto alla cascata che mi aspettavo di vedere dopo l’ottima scena iniziale.
    Devo dire che la cosa che maggiormente mi infastidisce sono i dialoghi veramente, ma veramente didascalici. Ragnar che racconta al figlio che lui vuole andare oltre, che a lui non basta il suo appezzamento di terra e bla bla bla, a me sembrava sinceramente superfluo. Si sarebbe capito ugualmente. Idem per l’infatuazione di Rollo per Lagherta. Andiamo su, già ce l’avete messo e non serviva a niente, in più così spiattellato. Giochi di sguardi, imbarazzi e inquadrature fatte come si deve, e quella scenetta pessima di triste tentativo di approccio me la sarei risparmiata.
    Spezzo una lancia a favore del cast, che a me onestamente piace. Travis Fimmel nella fattispecie regge bene la parte (e finalmente potrà, forse, togliersi di dosso gli slippini della KC -_-), e Floki (sarà che su uno Skargsard non si sputa mai, ma a me piace assai anche lui…) promette di essere, se non condotto all’estrema caricatura di se stesso, un personaggio chiave.
    La lentezza non è sempre sda scongiurarsi…vero è che non so quanto ci si possa accontentare dell’atmosfera e del senso di attesa della “vera ciccia”…vedremo…

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  14. Io ho trovato il pilot un po’ lento e mi aveva lasciato perplessa, ma poi ho visto il secondo episodio che mi ha convinta a dare una possibilità alla serie. E’ stato più ricco di avvenimenti e aveva più ritmo, e a differenza del primo mi ha anche lasciata abbastanza incuriosita sul seguito. Penso che nell’indecisione se proseguire o meno finirò per vedermi tutta la prima stagione! L’unico problema è che finora non mi sono affezionata a nessun personaggio, non me ne frega proprio, potrebbe anche morire il protagonista e tutti i personaggi che finora hanno presentato e per me sarebbe uguale…

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  15. Quoto Lisa C. “sono vichinghi, e questa è già una ragione più che sufficiente per proseguire la visione”… ed un telefilm che si apre sul mio storico taglio di capelli per me ha un appeal speciale. Abbastanza in linea con quanto espresso dalla recensione e da alcuni dei commentatori riguardo ai vari personaggi (Byrne ingessato, Floki a rischio Gollumizzazione, Rollo MEH). Dopo la visione del secondo episodio, non solo la tempesta non è ancora arrivata ma le previsioni davano sereno o poco nuvoloso; ho avuto l’impressione che la serie cerchi di ingraziarsi un pubblico scafato non cadendo subito negli stereotipi dell’action ma ciò vada a determinare una lentezza generale, un senso di dilatazione temporale che appesantisce non poco. Se è “la quiete prima della tempesta”, per ora le manca tutto il pathos richiesto. Ho amato i momenti mistico/visionari ma mi chiedo dove vada a parare la serie in tal senso; se – e così sembra – vuole mettere in gioco anche la carta dello scontro tra culture e paradigmi religiosi differenti (Ragnar, il personaggio “storico”, rivendicava la discendenza da Odino) cosa dovrei aspettarmi a questo punto? La mano di Dio dei Monty Python che appare tra le nuvole?
    Nerdgasm personalissimo: incuriosito sui personaggi ho wikipediato tutta la dinastia di Ragnar Lodbrok scartabellando tra figli, figlie, figliastri e apprendendo che uno degli ultimi ha razziato la città in cui vivo, nell’ 860 ca.

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  16. Leggendo la recensione mi sono incuriosito e ho pensato di cominciare la visione di questa serie, che dire…..
    L’inizio mi è piaciuto combattimenti cruenti e rallenty stile Spartacus, poi però tutto è rallentato, praticamente l’ambiente si è ovattato per raccontarci che il protagonista lavora per un Lord, Lord che prende decisioni insensate e che è pure permaloso……La moglie del protagonista sembra di spessore, forse piu’ di tutto il cast per ora…. Il tipo che ha le visioni mi fa scompisciare, Odino è raffigurato da una sorta di barbone che vaga con un corvo…io me lo facevo diversamente….poi il tipo che costruisce i battelli in un giorno mi lascia basito….
    Non ho capito perchè Rollo o come si chiama si vuole bombare la moglie dell’amico per la pelle e perchè al figlio viene detto quando i genitori fanno sesso…..
    A parte tutto ciò continuerò a seguirlo sperando che il ritmo diventi incalzante e che qualcuno del cast inizi a piacermi, come ho letto in altri post, per ora chiunque muoia non mi farebbe effetto….

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  17. warrior81 ha scritto:

    Odino è raffigurato da una sorta di barbone che vaga con un corvo…io me lo facevo diversamente….

    Eppure, è proprio una interpretazione canonica di Odino quando si muoveva tra agli uomini, molto fedele all’iconografia

    warrior81 ha scritto:

    poi il tipo che costruisce i battelli in un giorno mi lascia basito….

    La cosa a dire il vero ha lasciato basito anche me. Magari qualche incidente di percorso, l’interferenza del Jarl, qualcosa che rendesse un po più interessante questa fase avrebbe giovato alla trama. Penso si tratti ad ogni modo di un “taglio” temporale e che la costruzione abbia richiesto alcuni giorni (se non settimane) che non ci sono stati mostrati

    warrior81 ha scritto:

    Non ho capito perchè Rollo o come si chiama si vuole bombare la moglie dell’amico per la pelle

    Perché tutte le altre – a parte la moglie del Jarl – somigliano a Camilla Parker Bowles.

    warrior81 ha scritto:

    e perchè al figlio viene detto quando i genitori fanno sesso…

    Per lo stesso motivo per cui al traditore di Ragnar non sembra impossibile che il Jarl gli metta a disposizione la donna e per cui Ragnar stesso e la moglie invitano nel loro letto il prete (mentre la prole è in giro se non nella casa stessa). Penso siano (come le abluzioni prima della partenza, gli spiegoni sotto funghi di Floki sulle navi ed altre amenità) espedienti per raccontarci la quotidianità vichinga, la loro cultura ed il loro sistema di valori, senso della morale e quant’altro (per inciso, questa cosa sembra strana a noi, oggi, ma fino a 40-50 anni fa nel “mio” sud non era inusuale che in una famiglia di 5-6-7 persone che abitavano in case minuscole i figli aspettassero fuori dall’uscio o nell’ortale mentre i genitori “facevano i propri comodi”).

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  18. @ KuroKo:
    Devo vedere ancora la seconda parte della serie e la vedrò oggi, in ogni caso sei stato esauriente, le mie ovviamente erano battute in tono ironico, le cose che ho trovato quantomeno superficiali sono:
    1 costruzione battello o nave vichinga, non è stato spiegato il tempo che ci è voluto, come è stata costruita, si è solo visto un albero che veniva mozzato, e poi ta ta il battello era sul mare…..
    2 Il lord è interpretato da un gran attore, ma sembra quasi piu’ poveraccio dei suoi sudditi, a mio parere andava costruito meglio il personaggio ma c’è tempo (sò che verrò smentito nei prox episodi)
    3 Il bimbo sa che i suoi bombano, però non ha una famiglia numerosa e non era il caso che lo sapesse, però può anche essere veritiero ma non necessario ai fini della serie, cioè non fregava a nessuno che lui sapesse….
    4 L’iniziazione del figlio è veramente poca cosa, da un bacio in bocca alla donna del Lord…..tutto li il rito celtico….
    5 Potevano dare piu’ ritmo a questa puntata introduttiva, è stata troppo introduttivo, in pratica capita tutti il primo minuto e poi calma piatta…….
    Nonostante tutto un pò dì’interesse per la serie lo ho quindi mi aspetto molto…

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  19. Ho visto la seconda puntata, e purtroppo mi ha deluso piu’ della prima, non voglio spoilerare per chi non l’ha vista ma grande delusione..

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  20. Sono già alla terza e non voglio parlare di delusione, ma insomma, la serie non decolla.
    Mi spiace per gli spoiler nel commento precedente, ho scritto di getto senza pensarci durante il lavoro.
    Vedo, tra l’altro, che più nessuno ha recensito il secondo episodio (e siamo ormai al terzo ed in attesa del quarto), s’aspetta un eventuale recap o la si lascia a languire? Ho intenzione comunque di continuare a seguirla, se non altro per la buona fotografia, i bei costumi ed il fatto che ormai mi sia affezionato al clan di Ragnar essendomi fatto una idea del contesto storico e delle conseguenze di quanto ora stiamo vedendo.

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  21. Per Vikings copriremo midseason e finale.

    PS alla terza puntata, pur continuando a rilevare il sentore di “occasione mancata”, sono già affezionata alla serie e Ragnar è un simpaticone entusiasta per cui mi è impossibile non tifare.

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  22. @ Mara R.:
    Mara scusa la mia ignoranza con la terminologia inglese, intendi che farete la recenzione quando arrivate a metà serie??????giusto per capire, giustamente non è la miglior serie tra tutte quelle che seguite ed è comprensibilissimo…., continuerò a seguire la serie giusto per dare il mio commento alle vostre recensioni, e anche perchè alla fin fine per quanto la storia non mi coinvolga la fotografia è caruccia….

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  23. Setteditroppo 18 marzo 2013 at 01:30

    @ Mara R.:
    Sono contento che lo facciate. Dopo aver visto secondo e terzo episodio, la serie mi pare più interessante, la seguirò fino alla fine. Anche se ancora resta difficile empatizzare con i protagonisti e le vicende che li riguardano (io ho tifato per i monaci), Ragnar non è male e il sorriso stampato in faccia del suo interprete sembra dirmi: abbi fiducia, continua a vedermi, non te ne pentirai.
    E poi questi esterni, il paesaggio, gli ampi spazi mi rinviano a GOT (ma è l’unica cosa che hanno in comune) e ne ingannano l’attesa…

    Rispondi

  24. @ Mara R.:
    Bella notizia. Sinceramente non mi aspettavo le recensioni perché, diciamoci la verità, non è così appassionante, ma anche io mi sono affezionato e sto cominciando a “tifare”. Il sentore di “occasione mancata” non lo rilevo in modo pesante, ma probabilmente perché, parlando di Vichinghi, qualsiasi cosa dicano mi interessa; Ragnar poi c’ha una fantastica faccia da culo.

    @ Setteditroppo:
    Anche io tifo per il monaco. Sto proprio empatizzando con lui e sono contento del modo in cui si sta sviluppando la sua storyline; è persino più interessante dei viaggi ad ovest.

    Rispondi

  25. warrior81 ha scritto:

    Mara scusa la mia ignoranza con la terminologia inglese, intendi che farete la recenzione quando arrivate a metà serie??????

    Sì, esatto, faremo il punto della situazione circa a metà stagione e poi gran finale.

    @SalG @Setteditroppo

    La scelta di Fimmel e dell’altro personaggio sono per ora le scelte vincenti. L’idea di raccontare la storia dal punto di vista vichingo – e quindi mostrare la loro reazione nei confronti delle nuove civiltà – è senz’altro intrigante ma serve qualcosa che faccia partecipare anche lo spettatore.

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  26. Già per il semplice fatto che l’ambientazione, una volta tanto, sembra storicamente accurata merita la visione, insomma, niente elmi con le corna e cagate similari. Per ora mi ha incuriosito, vediamo se appassionerà. Ma lì sta all’intelligenza di chi scrive ed elementi da sfruttare, primo fra tutti la cristianizzazione o la doppia personalità mercante-saccheggiatore spietato se sfruttati a dovere dovrebbero permettere di portare a casa una serie di tutto rispetto.

    E sì, Ragnar “braghe pelose”, stando alla leggenda, romperà le ossa alle isole britanniche e al nord della francia e alla danimarca e frutto dei suoi lombi sarà la stirpe Normanna.

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  27. Io sono entusiasta. Sarà che al contrario di molti sono stata confusa dal marchio History Channel e le mie aspettative si aggiravano intorno a un “Meh, ma vaaa… sarà un polpettone pseudostorico tipo documentario di Alberto Angela”… e invece sono rimasta molto sorpresa. Non dal primo episodio, ma dal secondo e terzo sì, eccome. Il belloccio Travis Fimmel a sorpresa si rivela adattissimo al ruolo e ha un certo magnetismo che mi ha colpito. Lagertha è un personaggio femminile con i controcosiddetti e la comparsa del monaco Athelstan promette un incontro-scontro di civiltà che può rivelarsi interessante. Gli scenari sono meravigliosi e se riuscissero a infilarci un po’ di soprannaturale (come la bellissima apparizione di Odino) sarebbe il top (ho il sospetto che Floki sia Loki sul serio). Speriamo che la trama si infittisca, però.

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  28. In questa serie c’è qualcosa che non mi convince. Intanto io non riesco ad empatizzare con i protagonisti, anzi spero che qualcuno prim a o poi gli faccia il mazzo. Raganr a tratti pare un sociopatico, Rollo invece è lo stereotipo del solito fratello geloso che vuole farsi la cognata, Lagherta è la solita femmina bad ass modello ormai strabusato ovunque, la nuova tipologia di mary sue, il re è il solito insicuro schiacciato dalla reesponsabilità del potere e abilmente soggiogato dalla moglie, per non dimenticare Floki, il folletto psicopatico, ma che io definirei meglio come lo scemo del villaggio, e per il ultimo come dice Kiki l’indovino, ovvero il Marilyn Manson de noatrii. Non sono molto ferrata su usi e costumi dei Vickinghi, ma questa serie mi sembra una lunga sequela di luoghi comuni telefonati e in alcuni casi anche irratanti per la loro faciloneria. Il problema più grande però è la trama, piatta e priva di pathos. Non parlo per non spoilerare, ma come dicevo all’inizio manca qualcosa. Nonostante ciò ha dei pregi, come la scenografia, i luoghi fantastici in cui è girato e la fotograafia. Un po’ poco in realtà, ma ormai vedrò la fine anche per capire dove andrà a parare. Ma concordo con chi parla di “occasione mancata”.

    Rispondi

  29. Dopo il quarto episodio continuo ad essere interessato, la ricostruzione storica è ottima anche se mi mancano le visioni soprannaturali (ma capisco che la CGI costa un botto, soprattutto quando è buona come nel primo episodio).
    Confermo però la sensazione di incompletezza, come se ci fosse qualche dettaglio mancante. Tutto interessante, ma l’azione non decolla come dovrebbe; è tutto fermo tra un documentario terribilmente ben fatto ed una buona serie che non riesce a trovare la sua direzione.

    @ Grimilde:
    Gli stereotipi, secondo me, sono di ovvio uso, ma il problema è come la sceneggiatura li rende. Qui, purtroppo, non stanno riuscendo a caratterizzarli troppo lasciando tutto troppo generico.
    Sui luoghi comuni, nell’eventualità tu ti riferisca ai Vichinghi, ti assicuro che c’è uno stravolgimento totale; un po’ mi mancano i tipici elmi con le corna!

    Rispondi

  30. Sal G. ha scritto:

    @ Grimilde:
    Gli stereotipi, secondo me, sono di ovvio uso, ma il problema è come la sceneggiatura li rende. Qui, purtroppo, non stanno riuscendo a caratterizzarli troppo lasciando tutto troppo generico.
    Sui luoghi comuni, nell’eventualità tu ti riferisca ai Vichinghi, ti assicuro che c’è uno stravolgimento totale; un po’ mi mancano i tipici elmi con le corna!

    No, non mi riferisco ai Vickinghi (anche a me mancano elmi e corna e siceramente hanno pettinature decisamente troppo anni 80) ma per farti un esempio anche alla figura del frate e a certe scelte un po’ telefonate che credo accadranno in seguito, ma non vorrei parlare troppo per non fare spoiler e comunque spero di essere smentita.

    Rispondi

  31. @ Grimilde:
    In questo senso forse si, alcune cose sono più che ovvie e manca la suspance.

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  32. Ho visto i primi 4 episodi e finora questa serie si è rivelata una piacevole rivelazione.
    Le atmosfere sono più cupe e a tratti oniriche,uno stile visivo che si differenzia da quello estremo e caricaturale di Spartacus (che a sua volta si richiama a “300”) e più realistico.
    Il mio personaggio preferito è Lagertha (la moglie guerriera del protagonista) e nel complesso gli attori mi sembrano più che azzeccati e convincenti.
    Sulla performance di Gabriel Byrne non mi esprimo soprattutto perchè come attore non mi è mai piaciuto un granchè.
    L’ennesima riproposizione di “If I had a heart” mi ha in un primo momento storcere il naso ma poi (come spesso mi capita) riguardando le atmosfere della serie e il montaggio della sigla l’ho riapprezzata.
    Spero che continuino a riproporre di tanto in tanto le atmosfere surreali/”astrali”” e gli spunti mitologici/meta-religiosi
    INIZIO SPOILER

    (le anime che vengono accompagnate nel Valhalla,la sfida “prometeica” dell’ignoto di Ragnar,i richiami escatologici dei monaci che attendono la punizione divina tra presagi e visioni premonitrici)

    FINE SPOILER

    che conferiscono a questo Vikings un alone “dark” e magico e che compongono una miscela che raramente capita di vedere sul piccolo schermo .
    Sarà per lo scetticismo con il quale mi sono avventurato nella visione di questa serie ma per il momento devo dire che si è rivelata al di sopra delle mie aspettative.

    P.s.
    Contesto totalmente ogni paragone con Games Of Thrones e Spartacus.
    Nel primo caso si tratta di un paragone tra due serie molto diverse e dai punti di forza differenti e ad occhio e croce GOT mi sembra anche superiore a livello di produzione (trascurando il vantaggio di essere basato su una saga già di per sè eccelsa).
    Per quel che riguarda Spartacus…non sono riuscito a trattenere un sorriso di sarcasmo.
    Ormai voglio vederlo fino alla fine ma si tratta di una serie che seguo senza grandi pretese,un divertissement che ormai ha perso gli elementi positivi delle prime due stagioni e che si regge riproponendo soluzioni estetiche,immagini e situazioni ormai trite e usurate.

    Rispondi

  33. @ zos:
    non so se ti riferisci alla recensione o in generale ma io stessa ho scritto chiaramente che, nonostante le supposizioni iniziali nate dai primi teaser e in un certo grado incoraggiate da HC, Vikings non ha nulla da spartire – nel bene e nel male – con Got o Spartacus. Se proprio dovessi rinvedere un’analogia direi che, puntata dopo puntata, Fimmel sta facendo per il suo Ragnar quello che Whitfiel fece a suo tempo per il suo Spartacus.

    PS anche io sono completamente conquistata dalla serie.

    Rispondi

  34. @Mara R.
    Mi fa piacere che stai apprezzando anche tu questa serie. :-)
    Peccato per la scelta di recensirla solo parzialmente.

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  35. Io la stò seguendo questa seria con sottotitoli e mi piace.
    C’è qualche rumors per una visione su History Channel Italia?

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  36. Sono arrivata alla terza puntata giusto per dare alla serie una chance che, onestamente, fin dalle prime impressioni, non meritava.
    Delusione sempre maggiore. Quindi non la guarderò più.

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  37. Grimilde ha scritto:

    In questa serie c’è qualcosa che non mi convince. Intanto io non riesco ad empatizzare con i protagonisti, anzi spero che qualcuno prim a o poi gli faccia il mazzo. Raganr a tratti pare un sociopatico, Rollo invece è lo stereotipo del solito fratello geloso che vuole farsi la cognata, Lagherta è la solita femmina bad ass modello ormai strabusato ovunque, la nuova tipologia di mary sue, il re è il solito insicuro schiacciato dalla reesponsabilità del potere e abilmente soggiogato dalla moglie, per non dimenticare Floki, il folletto psicopatico, ma che io definirei meglio come lo scemo del villaggio, e per il ultimo come dice Kiki l’indovino, ovvero il Marilyn Manson de noatrii. Non sono molto ferrata su usi e costumi dei Vickinghi, ma questa serie mi sembra una lunga sequela di luoghi comuni telefonati e in alcuni casi anche irratanti per la loro faciloneria. Il problema più grande però è la trama, piatta e priva di pathos. Non parlo per non spoilerare, ma come dicevo all’inizio manca qualcosa. Nonostante ciò ha dei pregi, come la scenografia, i luoghi fantastici in cui è girato e la fotograafia. Un po’ poco in realtà, ma ormai vedrò la fine anche per capire dove andrà a parare. Ma concordo con chi parla di “occasione mancata”.

    Dunque quoto in tutto, tranne che nella parte in cui dici che arriverai alla fine delle puntate.

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  38. Io invece dopo 5 puntate la trovo una piacevole rivelazione.

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  39. @ AryaSnow:

    Anche io.

    @ Mara R.:

    Aspetto con ansia la recensione del midseason :)

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  40. @ Sal G.: the storm is coming and so the review!

    NB Vikings è stato rinnovato per una seconda stagione da 10 episodi.

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  41. Scusate ma chi ha criticato la serie televisiva parlando dei personaggi con termini come sociopatico, stereotipi vichinghi, luoghi comuni, etc… forse non sa che è la riproduzione televisiva della vita di Ragnar che non è un personaggio inventato ma reale
    http://en.wikipedia.org/wiki/Ragnar_Lodbrok
    Le sue gesta sono raccontate nella Saga di Ragnar che è una delle più famose saghe vichinghe.
    Sua moglie Lagherta era descritta come una famosa guerriera “badass” già nel 1.100
    http://en.wikipedia.org/wiki/Lathgertha
    Ve lo anticipo già io, questo telefilm non andrà a “parare” da nessuna parte ma si limiterà a racconta una storia già nota e, mi vien da dire, sarebbe stato facile capirlo visto che è targata History Channel…

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  42. Marky Mark ha scritto:

    Scusate ma chi ha criticato la serie televisiva parlando dei personaggi con termini come sociopatico, stereotipi vichinghi, luoghi comuni, etc… forse non sa che è la riproduzione televisiva della vita di Ragnar che non è un personaggio inventato ma reale
    http://en.wikipedia.org/wiki/Ragnar_Lodbrok
    Le sue gesta sono raccontate nella Saga di Ragnar che è una delle più famose saghe vichinghe.
    Sua moglie Lagherta era descritta come una famosa guerriera “badass” già nel 1.100
    http://en.wikipedia.org/wiki/Lathgertha
    Ve lo anticipo già io, questo telefilm non andrà a “parare” da nessuna parte ma si limiterà a racconta una storia già nota e, mi vien da dire, sarebbe stato facile capirlo visto che è targata History Channel…

    E quindi?

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  43. Grimilde ha scritto:

    Marky Mark ha scritto:

    Scusate ma chi ha criticato la serie televisiva parlando dei personaggi con termini come sociopatico, stereotipi vichinghi, luoghi comuni, etc… forse non sa che è la riproduzione televisiva della vita di Ragnar che non è un personaggio inventato ma reale
    http://en.wikipedia.org/wiki/Ragnar_Lodbrok
    Le sue gesta sono raccontate nella Saga di Ragnar che è una delle più famose saghe vichinghe.
    Sua moglie Lagherta era descritta come una famosa guerriera “badass” già nel 1.100
    http://en.wikipedia.org/wiki/Lathgertha
    Ve lo anticipo già io, questo telefilm non andrà a “parare” da nessuna parte ma si limiterà a racconta una storia già nota e, mi vien da dire, sarebbe stato facile capirlo visto che è targata History Channel…
    E quindi?

    E quindi hai preso una cantonata galattica.
    I personaggi non sono inventati e i luoghi comuni di cui parli non sono esistono proprio.
    Poi se non ti piace benissimo ognuno è libero di scegliere, ma sicuramente questo serial non è stereotipato come vuoi far credere, punto.

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  44. [...] i propri orizzonti colonizzando nuovi territori. È accaduto con il canale documentaristico History Channel con Vikings, accade con Sundance Channel di proprietà della AMC, improntato alla trasmissione di [...]

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