doppio_schermo-romanzo-criminale

Ci sono quelli che la tv è meglio del cinema, e quelli che il piccolo schermo non sarà mai come una sala con dolby surround. Quelli che hanno smesso di guardare film perché guardano troppe serie e quelli che usano ancora l’aggettivo “televisivo” come segno di disprezzo. Quelli che le serie sono il futuro e il cinema è morto, e quelli che restano scettici pure davanti a Mad Men. Ma grande e piccolo schermo sono legati a doppio filo, non solo perché sempre di audiovisivo si tratta, ma perché storie, registi e attori ormai migrano dall’uno all’altro come in un unico grande flusso. In questa nuova rubrica, gli amici di Mediacritica.it ci raccontano i film che fanno da punto di contatto: quelli da cui sono state tratte delle grandi serie e quelli che invece dalle serie sono nati. Oggi parliamo di Romanzo criminale, e ci prendiamo tutto, ci prendiamo Roma.

DAL FILM ALLA SERIE

IL FILM. Nella Roma degli anni ’70, un gruppo di amici crescono con un obiettivo ben preciso: conquistare Roma. Così il Libanese, il Freddo, il Dandi e i loro colleghi di malaffare riescono a prendere possesso della città attraverso la sua malavita, dal traffico di droga alla prostituzione. Il film esce nel 2005, tratto dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo del 2002. La storia ricalca le vicende della banda della Magliana, attiva nella capitale negli anni  ’70, coinvolta nei maggiori eventi della storia d’Italia (dal rapimento Moro all’operazione Gladio). Il regista è Michele Placido che, per la sua consacrazione dietro la macchina da presa, sceglie una storia tutta italiana, circondandosi, sia nel cast che nella troupe, di quasi tutto il nuovo panorama professionale nel nostro paese. Il racconto si svolge lungo una spirale che congiunge tutti i ceti sociali, dall’alta politica ai bassifondi malavitosi, costruendo una sorta di panoramica della città e con essa dell’intera storia italiana. Con queste premesse è inutile dire quanto l’identità nazionale dilagante e i personaggi a dir poco iconici siano più che sufficienti a rendere il film un vero e proprio cult.

LA SERIE. Il successo riscosso dal film e la facilità commerciale del progetto hanno dato come risultato Romanzo criminale – La serie, uno dei rari esempi di vera serie tv italiana, una delle pochissime con tutti gli elementi al loro posto. Prodotta e messa in onda da Sky, la serie presenta un cast totalmente rinnovato rispetto al film (solo Roberto Infarcelli, Gigio, è presente anche nel lungometraggio). Gli attori principali sono tutti emergenti e hanno trovato il successo proprio qui. Il racconto rimane pressoché lineare, ancora una volta diviso in capitoli, a seguire i vari personaggi. Le diversioni riguardano linee secondarie della narrazione, i momenti di maggior distacco dalla versione su grande schermo sono lo svelamento delle motivazioni dietro il rancore tra il Terribile e il Libanese e la morte di quest’ultimo. Placido collabora come consulente per la serie. Nonostante ai personaggi vengano dati volti nuovi, la forza del brand Romanzo criminale non svanisce, ma anzi, viene arricchita da nuovi dettagli, così da strutturare ulteriormente la psicologia e la portata mediatica dei protagonisti. Ideatore e regista della serie è Stefano Sollima, che l’anno scorso è approdato al cinema con Acab. All Cops Are Bastards e che al momento sta lavorando a un adattamento seriale di Gomorra, sempre per Sky.

ROMANZO CRIMINALE, IL FILM. Che Romanzo criminale non sia un reportage, né un documento storicamente attendibile lo dice lo stesso Giancarlo De Cataldo, l’autore del libro “editio princeps” della leggenda. Si possono notare svariate differenze tra film e serie tv e tra libro e film, in cui i personaggi e le vicende sono stati rifunzionalizzati rispetto alle diverse necessità di tempo , di spazio, talvolta di dinamiche narrative e, perché no, di spettacolarizzazione. Ma le differenze sono maggiori se confrontiamo le versioni romanzate con la realtà. Si scopre così che le biografie e i legami, a partire dai nomi stessi dei personaggi, sono stati in alcuni casi totalmente stravolti. Questa sarebbe un’affermazione retorica e superflua, in quanto legata all’essenza stessa dell’opera di finzione. Sarebbe. Perché poi di fatto Romanzo criminale è diventato nel pensiero comune una di quelle opere a cui affidarsi per scoprire verità nascoste e rinfrescarsi la memoria su determinati argomenti storici. Ma se La meglio gioventù (il più evidente precedente storico e italiano) aveva mantenuto, se non una totale adesione alla realtà, almeno una certa attinenza con essa, Romanzo criminale (romanzo, film e serie) ha aperto le porte a un vero e proprio filone di genere. A partire dal 2005, infatti, sono moltissimi i titoli apparsi che narrano storie italiane, cercando (o fingendo) di far luce sui dati rimasti più ambigui. Sarà perché la realtà ci piace poco se le togliamo quel velo di avventura, se non riusciamo a scorgere delle icone dietro ai personaggi. Se non altro è da lodare il fatto di riportare in primo piano certe domande, anche se il rischio di strumentalizzazione è giusto dietro l’angolo. Forse proprio perché è stato il primo film della sua generazione a farlo, Romanzo criminale entra nell’Olimpo di prepotenza come farebbero i suoi personaggi, ma con un certo diritto di rivendicare la propria buona riuscita e dignità. Senza badare allo stile spesso grossolano e retorico, la forza del fascino delle personalità descritte riesce a costruire una vera a propria anti-mitologia moderna. La pecca maggiore del film è proprio questa. Il fatto cioè che Placido e la costruzione drammaturgica si affidano in toto alla centralità di queste figure e dei loro tic comportamentali e linguistici. Lo stile si priva, in pratica, di marche e innovazioni, rimanendo sterile e cavalcando una retorica classica che fondava le sue radici già nel polar. Una preponderanza di interpretazione al grado zero che in più punti si rivela ancorata ai propri stilemi e che lascia poco spazio sia alla personalità attoriale che all’autorialità registica, anche quando esse potrebbero essere significative.

EXTRA

  •  In sede di montaggio sono stati eliminati dal film circa 30 minuti di girato (contenuti poi nel dvd) tra cui le scene riguardanti un discorso di Berlusconi e la comunicazione al Sismi del ritrovamento di Moro.
  • Nella messa in onda “integrale” su Canale 5, è stato comunque omesso il discorso di Berlusconi.
  • Nel film appaiono in due cameo sia Michele Placido (nei panni del padre del Freddo) che Giancarlo De Cataldo (il giudice in una delle scene in tribunale).
  • La colonna sonora sia del film che della serie è un mix di musiche originali e successi della disco music anni ’80, dai Queen all’Equipe 84 passando per Califano.
  • È possibile tracciare un percorso attraverso i  luoghi di Romanzo criminale. I più importanti sono: il bar da Franco, che non si trova alla Magliana, bensì in via Silvano 15, a Pietralata; gli interni di Regina Coeli sono stati ricreati nella scuola elementare “Regina Elena”; il bordello di Patrizia è in realtà Villa Mercadante in via Mercadante 22, zona Parioli.
  • Come già detto, nella realtà dei fatti i membri della banda a cui si ispirano i personaggi hanno avuto percorsi ben diversi; i più eclatanti sono il Freddo, che divenne poi un collaboratore della giustizia (altrimenti detto un “pentito”) e il Nero, ancora in vita.
  • Durante l’agguato al presidente del Banco Ambrosiano, il Nero lo chiama Bianconi, omaggio allo scrittore di un libro sulla banda della Magliana “Ragazzi di malavita”.

Teresa Nannucci

Sono nata nel 1989, poco prima che cadesse il muro di Berlino. Scrivo su mediacritica.it e carnagenews.com. Laureata in cinema a Firenze, mi sono lasciata trasportare dalle mie passioni: il cinema e l'Irlanda. Non mi faccio scappare nessun film di Martin Scorsese e Neil Jordan.

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Commenti
18 commenti a “Doppio schermo. Romanzo criminale, dal film alla serie”
  1. Firpo scrive:

    Per me è stato il contrario: è stato dalla serie al film (e in ultimo il libro). Insomma sono partita dal fondo.
    Mi ha quasi costretto il mio compagno a vederla (la serie tv) ed è stato amore a prima vista. Mai avrei creduto che una serie italiana potesse coinvolgermi così tanto. Avevo in mente tutti i pregiudizi possibili su una serie nostrana. Quindi per me il merito di questa serie è stato quello di dimostrarmi che potevo sbagliarmi. Che anche in Italia si possono fare prodotti seriali di qualità.
    Il film di Placido mi è piaciuto meno. Mi è sembrato quasi tutto incentrato sulla figura del Freddo (per quanto interpretato magnificamente da un grande Kin Rossi Stuart). Il film stesso l’ho trovato un pò freddo (non voleva essere un gioco di parole).

    “Lo stile si priva, in pratica, di marche e innovazioni, rimanendo sterile e cavalcando una retorica classica che fondava le sue radici già nel polar.”

    Però non sarei così radicale: ispirarsi al polar (e mi sembra che sia proprio questa l’ispirazione dichiarata di Placido) non lo vedo come un difetto a priori.

  2. Thiliol scrive:

    Ho amato appassionatamente il film, rimane il mio film italiano preferito ancora adesso, e la serie è qualcosa di meraviglioso!

  3. Prusso scrive:

    Ho apprezzato il film ma ancor di più ho adorato profondamente la serie.
    “A Scrocchiazzeppi er matrimonio più bbbbello de Roma !!!!”
    Per i veri fan, una piccola chicca, “La Banca della Magliana”…parodia della serie. Trovate le puntate su YouTube.
    Fantastica mini sit-com.

  4. AthanasiusPernath scrive:

    eheh il mio rapporto con la serie è iniziato bestemmiando. abito a roma di fronte all’edificio che hanno usato per girare tutte le scene di ‘commissariati/prefetture ecc.’ e senza che sapessi nulla della serie, un bel mattino alle 08.00 mi sono svegliato per il gran rumore di urla, schiamazzi, esplosioni, cariche della polizia e fumogeni. pensavo fosse la rivoluzione bengalese, invece stavano girando una manifestazione caricata dalla polizia (credo primo episodio della serie). balordi, stavo dormendo u_u

    però la cosa mi ha permesso di scoprire COME in italia (ma secondo me più che altro a Roma) si lavora ad una serie tv..ed ecco, il fatto che l’abbiano poi filmata davvero è un mezzo miracolo, visto il livello di ‘professionalità’ di addetti e comparse :/

  5. Daniela G. scrive:

    a me il film è piaciuto parecchio, soprattutto perché è stato uno dei pochissimi film realizzati in Italia liberi dalla triste sindrome: “due camere e cucina”. Anche il cast è stato tutto all’altezza, dai protagonisti fino a Gianmarco Tognazzi, a Fassari, a Germano e persino a Er Patata. Unica eccezione come al solito Accorsi che è veramente un cane, basta guardare la scena tra lui e Rossi Stuart al commissariato per capire la differenza tra un attore e un canide.

  6. September scrive:

    Il film resta oggi uno dei primi 3 film italiani della storia recente ma quella che ha fatto saltare il banco è stata la serie.
    Primo e unico esempio di serialità italiana fatta come cristo comanda. Senza peli sullo stomaco, senza censura, senza banalità ma solo con personaggi ironici, spietati e monumentali. Nle mezzo un ritratto di storia italiana e approfondimento culturale che certo non guasta mai.

  7. sae scrive:

    Quoto totalmente l’intervento di September.
    La serie mi ha fatto impazzire, un esempio di serialità italiana che sarebbe da seguire…

  8. Prusso scrive:

    @ September:
    In Italia abbiamo i soggetti (ogni anno al salone del libro di Torino ci sono emissari dei più importanti network USA che vengono a fare manbassa di storie) e Romanzo Criminale – La serie ha dimostrato che ci sono anche gli attori.
    Io credo che con un po’ di coraggio e con interpreti presi nelle scuole di teatro e non nei reality show, si possa fare tranquillamente un po’ di concorrenza ai prodotti USA e UK.
    Se penso alle merdate che passano in TV ogni settimana mi viene la pelle d’oca.
    Fondamentalmente è una questione di coraggio e competenza.

  9. Namaste scrive:

    @ Prusso:

    Che qui avessimo i soggetti e che gli americani facessero anche a gara per contenderseli mi sorge francamente nuova. Non è un caso che i due maggiori successi televisivi italiani degli ultimi tempi, ovvero Montalbano e lo stesso Romanzo Criminale, non sono soggetti originali ma storie che prima di approdare in TV hanno conosciuto un discreto successo editoriale come romanzi autoriali di scrittori famosi che col cinema e la TV hanno poco a che fare. Poi ovviamente, almeno nel caso di RC, alcuni validi sceneggiatori (Valenti, Petronio e Cesarano) hanno fatto un ottimo lavoro, su qualcosa che però era già stato scritto da qualcun altro e che andava solo adattatato. Questo per dire che non basta una rondine per fare primavera, perchè rispetto alle serie UK ma anche francesi per non parlare di quelle USA, sulle nostre capacità di produrre storie originali, di essere insomma autori anzichè semplici adattatori, se guardiamo ai nostri palinsesti televisivi, è evidente che abbiamo ancora molta strada da fare.

    In questo panorama desolante, voglio considerare la serie di Romanzo Criminale, solo come una piacevole eccezione, di quello che autori, registi, attori semi-sconosciuti e maestranze tutte sono in grado di fare se li si lascia lavorare in pace (ovviamente su Sky, perchè se l’avesse accettato Mediaset ne sarebbe uscita una discreta cagata, vedesi “Il Clan dei Camorristi” con lo stesso team di sceneggiatori), ma che appunto rimane solo un caso isolato, o meglio la casuale concomitanza di eventi in cui tutti i reparti artistici s’incastrano alla perfezione. Qualcosa insomma che, ancora per molto tempo, non sarà affatto facile replicare.

  10. Firpo scrive:

    E della miniserie su Faccia d’Angelo sempre di Sky cosa ne pensate?
    Non l’ho trovata all’altezza di Romanzo Criminale, ma comunque non male (un pò algida).

    Ho visto che Sky ha in cantiere diversi progetti seriali tra cui una trasposizione di Gomorra, una versione italiana di In Treatment e la serie tv di Diabolik.
    Che possa essere l’inzio di una serialità italiana di qualità?

  11. Firpo scrive:

    E della miniserie su Faccia d’Angelo cosa ne pensate?
    Per me non era all’altezza di Romanzo Criminale ma comunque un buon prodotto no?

    Ho visto che Sky ha in cantiere diversi progetti tra cui una trasposizione di Gomorra, la versione italiana di In Treatment e una serie tv tratta da Diabolik.
    Che possa essere l’inizio di una produzione italiana di qualità?

  12. Prusso scrive:

    @ Namaste:
    Ciao Namaste,
    vorrei precisare meglio il mio concetto perchè forse mi sono espresso male. Non intendevo dire che in Italia siamo una fucina di idee originali e che gli altri fanno a gare per accaparrarsele; semplicemente che sia dal punto di vista storico che dal punto di vista sociopolitico, di storie ne avremmo da raccontare ma la trasposizione televisiva (o anche cinematografica) che ne segue risulta poi di scarso appeal per quelli che sono gli standard internazionali. La forza di RC oltre che dalla sua trama, è stata data anche dalla forza, dalla violenza e dalla veridicità delle immagini, dal ritmo; in questo sicuramente SKY avrà avuto meno problemi di censura ovvio ma cmq il coraggio di osare a parer mio c’è stato. Se ci guardiamo indietro, e analizziamo soprattutto l’industria cinema, possiamo osservare che registi coraggiosi in Italia ne abbiamo avuti e parlo di tutto il filone exploitation, del poliziottesco e dello spaghetti western (e perchè no, anche un po’ del primo Dario Argento e della commedia sexy). Io ora non so se al tempo la critica massacrava o apprezzava ma sicuramente dietro c’era un lavoro coraggioso, si cercava anche di sperimentare. E non penso neanche che le risorse di allora (in proporzione) fossero maggiori di quelle di cui dispongono alcune produzioni oggi.

  13. September scrive:

    @Prusso

    Non metto in dubbio quello che dici ma per curiosità potresti farmi qualche esempio?
    Non ricordo molti esempi di questa genialità o almeno non riconosciuti.

  14. Prusso scrive:

    @ September:
    Se leggi la risposta che ho dato a Namaste, hai una panoramica un po’ più ampia del mio discorso con vari esempi.
    Per tornare ai giorni nostri, ti prendo come esempio la serie “Freaks”. Ottimo progetto considerato che praticamente la prima stagione è stata fatta con un budget pari a zero. E’ vero che il soggetto non è originale (Misfits – Heroes ndr) ma è stato ed è sicuramente qualcosa di nuovo e di diverso nel panorama televisivo italiano (il progetto era partito solo sulla rete).
    Ovvio che quando parliamo di prodotti italiani, quelli buoni si contano sulle dita di una mano ma a parer mio non è tutta colpa della mancanza di capacità o della materia prima.
    Quando dico che si può fare un po’ di concorrenza ai prodotti UK e USA non intendo “esportare il prodotto”. Può anche essere un buon prodotto per il mercato interno e stop.
    Non si può sottovalutare il fatto che la nostra generazione guarda per il 90% produzioni straniere e la concorrenza non può essere “Un medico in famiglia”.

  15. September scrive:

    Finche vedrò trasmettere roba tipo clan dei camorristi, ris, medico in famiglia ed onore il rispetto non darò un soldo bucato alla seriealità italiana

  16. Stefania Sana scrive:

    September ha scritto:

    Primo e unico esempio di serialità italiana fatta come cristo comanda. Senza peli sullo stomaco, senza censura, senza banalità ma solo con personaggi ironici, spietati e monumentali. Nle mezzo un ritratto di storia italiana e approfondimento culturale che certo non guasta mai.

    Assolutamente d’accordo. Tra film e serie TV, direi assolutamente la serie. Un cast fenomenale, e ovviamente quel sentimento che, puntata dopo puntata, ti fa affezionare ai vari personaggi. Pur essendo tutti dalla parte della legalità e della giustizia, chi di noi non si scocciava a morte quando Scialoja trovava un espediente per mettere i bastoni tra le ruote alla banda?
    Mi piacerebbe anche vedere la serie TV o il lungometraggio del seguito ideale di Romanzo Criminale (che sarebbe “Nelle mani giuste”), ma sono certa che non avrebbe quello smalto e quel carisma che ha reso la serie di RC una merce rara rispetto a tante altre produzioni italiote

  17. Gruppo di risparmiatori truffati da bastardo, criminale, vi assicuro, pure assassino Paolo Barrai. scrive:

    Gruppo di risparmiatori truffati da criminale Paolo Barrai. Da incapace, delinquente, ladro e vigliacchissimo Paolo Barrai di Mercato Libero (malavitoso spietato, nato a Milano il 28.6.1965 e, prima di ora, scappare come un ratto vile, in Svizzera, facente sue mega delinquenze in cravatta, da Via Ippodromo 105 Milano).

    Ciao, sono Antonella di Milano, e faccio parte di un foltissimo gruppo di clienti truffati dall’assolutamente criminale Paolo Barrai di Mercato Libero. Costui è davvero uno spietato delinquente. A tutti noi, uniti ora in una associazione ” risparmiatori truffati dal criminalissimo Paolo Barrai di Mercato Libero ” e siamo gia’ in cinquanta, dico, cinquanta”, di tutta Italia e Svizzera, ci fece andare corti ( al ribasso) sul mercato azionario italiano a inizio marzo 2009. Abbiam perso quasi tutti tra il 50 e il 90 per cento dei nostri investimenti. E quando lo telefonavamo per chiedere semplicemente che fare, mentre il mercato saliva rapidissimamente, egli, come un vile ratto, scappava, si faceva sempre negare al telefono. Mandavamo e mails, nessuna risposta. Citofanavamo agli uffici di ultra truffatrice, ultra malavitosa, ultra ladrona Bsi Italia Srl di Via Socrate 26 a Milano di suo padre Vincenzo Barrai, ci vedeva dalla telecamera e nemmeno ci rispondeva.Nemmeno ci apriva il cancello di entrata. Io non sto offendendo, sto dicendo la mera verità. E fra poco la faremo sapere a fior fior di Tribunali di mezza Italia. Che i delinquenti ti debbano fare fessa, e pure non permettano replica, no eeeee. Il neofascismo e la mafia del criminale, del delinquente, del ladro, del truffatore, del professionalmente incapacissimo Paolo Barrai di Mercato Libero alias Mer-d-ato Libero, a noi non fa nessuna paura. Una truffata dal malavitoso falso e vigliacco Paolo Barrai di Mercato Libero. Antonella di Milano. PS Mi ha bruciato 700.000 euro. Tutto quello che avevo. Ma a tanti altri ha bruciato 1,2, 3,10 milioni di euro. Facendo comprare il gas naturale a 5$ e passa, che in poche settimane crollava a 2$. Senza che lui prendesse telefonate, rispondesse ad emails. Senza dare indicazione alcuna a noi clienti terrorizzati! Come uno struzzo, che dalla paura e coscienza di essere incapacissimo a livello di fiuto per investimenti, mette la testa sotto la sabbia. Paolo Barrai, oltre ad essere il peggiore consulente per investimenti borsistici o di qualsiasi altro tipo, ove inesorabilmente sbaglia sempre, ove mai, mai e ri mai ne azzecca mezza, è un irresponsabile, codardo, ladro, truffatore, criminale, falsissimo. E mi dicono che ha pregressi, pure vari patteggiamenti di condanne al carcere. Aaa, ad averlo saputo prima e non essermi fidata della Lega Nord, di cui ero parte, e che mi ha messo in contatto con sto brucia tutti i risparmi e super truffatore. Ora mi son sfogata qui. Presto lo ri faró in fronte a polizia, carabinieri, magistrati, giudici! E con me, almeno altre 50 persone! Oooo!! Non cascateci, ne scrivo proprio per questo, via dal criminale, delinquente, ladro, truffatore, professionalmente incapacissimo Paolo Barrai di Mercato Libero!!!!! BASTA ANCHE CON STA LEGA LADRONA CAPACE SOLO DI ACCCUMULARE MAZZETTE PER CENTINAIA DI MILIONI DI EURO, CAPACE SOLO DI FREGARE TONNELLATE DI SOLDI VIA QUOTE LATTE E RIMBORSI ELETTORALI, E POI METTERE TUTTO ALL’ESTERO, PRESSO CRIMINALISSIMA FINTER BANK LUGANO DI MALAVITOSISSIMI FILIPPO CRIPPA E GIOVANNI DEI CAS (MA DI CERTO NON SOLO), PROPRIO ATTRAVERSO QUESTO COLLETTO CRIMINALISSSIMO, DA RINCHIUDERE IN GALERA SUBITO, DI PAOLO BARRAI!

  18. peppe scrive:

    wow ho appena finito la serie e penso sia qualcosa di veramente pazzesco.
    Sinceramente non avrei mai pensato che in Italia si potesse creare un serie così bella ed appassionante.
    Ho visto per la prima volta degli attori italiani ,che si possono definire tali, come: Francesco Montanari, Vinicio Marchioni, Alessandro Roja e naturalmente Marco Bocci.
    Il libanese è in assoluto il mio personaggio preferito…

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