Bunheads – 1×18 – Next!

Bunheads e preservativi

Si chiude la prima stagione di Bunheads. Più realisticamente, si chiude il secondo troncone di una stagione che racchiude in sé due distinti cicli, divisi nettamente dal salvataggio di Michelle operato da Fanny e dal suo secondo arrivo a Paradise. Impossibile non notare il cambio di tono e passo degli ultimi sette episodi, che di fatto sono una mini-stagione a sé.

Uno dei cambiamenti più rilevanti per l’economia della serie è quello del rapporto Michelle-Fanny, che è passato dall’antitesi al duo comico (specie in materia contabile). Questo cambio di equilibri ha di fatto spostato il focus dello show, che ora si può permettere l’assenza di Kelly Bishop per svariati episodi senza troppo soffrirne.
Michelle è sempre più una delle colonne portanti di Paradise e finalmente Bunheads può avvalersi di lei come epicentro per la sua narrazione cittadina, sfruttandone la vera maturazione dopo un primo fallimentare tentativo nel tredicesimo episodio. Proprio nel season finale Michelle dimostra  di aver capitalizzato il ritorno dalla spirale distruttiva, il romantico “sposalizio geriatrico” di Talia e il suo rinnovato ruolo di guida professionale e umana per le danzatrici di Paradise, posizione che ora ricopre con orgoglio.
Ha trovato un luogo, Paradise, in cui costruire qualcosa (un anfiteatro, una professione?), poi ha capito che il richiamo del palco per lei rimane inalterato. Così ci prova di nuovo, torna ad un audizione e pazienza se si rivela l’ennesima fregatura. Era lì con gli altri ballerini, era ancora all’altezza, era portentosa e ci ha regalato l’ennesima esibizione fenomenale di Sutton Foster, in un episodio che soddisferà chi soffre di carenze danzerecce.

Molto è cambiato anche attorno a Michelle, perché l’esigenza di tirare di nuovo le fila in vista di un’ipotetica conclusione, unita a quella di rinnovare le dinamiche a Paradise, hanno di fatto accelerato lo sviluppo di tutti i personaggi.
A questo proposito, impossibile non citare alcune aggiunte di peso nel cast, con esiti altalenanti. A chi si lamentava della mancanza di “una Paris” è stata data una versione aggiornata della stessa Liza Weil, ora magnate del mercato immobiliare. Il personaggio è fortemente stereotipato, ma già in “Next!” si nota come l’incontro/scontro con la sorella Truly venga utilizzato per fornire quel tocco di umanità alla spietata proprietaria di immobili.
Hunter Foster invece interpreta Scotty, il fratello di Michelle. Sbucato dal nulla e con una vita affettiva disastrosa quanto quella della sorella, non è un personaggio memorabile, ma ha il pregio di introdurre il per ora solo accennato capitolo “madre di Michelle”. In uno show che fa del rapporto e delle distanze tra generazioni uno dei suoi cardini, è un elemento da non sottovalutare.
In fascia scolastica, il provvidenziale arrivo di Frankie & Cozette ha permesso alle nascenti storie amorose di complicarsi un po’. Complimenti ancora una volta alla Palladino, capace di ritagliare un personaggio perfetto per la naturale vivacità di Jeanine Mason, trasformandola in una manciata di episodi da antagonista ai limiti dell’eccesso (memorabili i suoi cambi d’abito in itinere) a probabile quinto elemento del poker di ballerine protagoniste. La Mason poi ha anche goduto di alcuni delle esibizioni più appaganti di un’avara seconda metà di stagioneRiguardo alle bunheads, l’episodio conclude con una sorta di argomento livellatore (il sesso e la prima volta) l’evoluzione singola delle quattro. Se nella prima parte della serie le abbiamo conosciute come un gruppo ben affiatato, in questa seconda trance di episodi ognuna affronta un evoluzione più articolata rispetto alle basi del personaggio. Il tutto sempre in contrapposizione con Michelle e il suo “esempio”.
Boo rimane l’ingenuotta di turno ma dimostra maturità e responsabilità insieme a Carl in una dinamica “adulta” (quasi pantofolara) della coppia che bada ai bambini.
Sasha è più caustica, influenzata dall’esempio di Michelle (basta notare certi tocchi nelle acconciature e nel vestiario) e contemporaneamente lontanissima; riflessiva, cauta, come dice lei che “over-intellectualize“ ogni decisione sulla cura della casa, della propria relazione, del sesso.
Ginny invece vive con terrore l’opposizione alla madre sull’orlo della crisi di nervi, temendo di cadere nello stesso precipizio e sulla conclusione amarissima finisce per soffrire anche lei per un maschio che l’ha (momentaneamente?) abbandonata in un momento difficile.
Melanie rimane la più abbozzata, forse perché non ha ancora una versante amoroso che la fa crescere, forse perché, come dice Emma Dumont, è il sostegno delle altre.

Il filo conduttore è ancora una volta quello genitoriale (materno?), che le accomuna tutte a Michelle: madre totalmente assenti, che lasciano le figlie dietro di sé,  isteriche, che delegano molto. Come bilanciamento, le due figure materne sostitutive: Fanny, che non esita a condividere con le sue alunne le sue “clandestine carnal knowings” e Michelle, che col suo scomodo carico di vita vissuta riesce sempre la risposta giusta e inaspettata alle angosce delle giovani allieve.

Insomma, ci si continua a divertire, a ridere, a parlare velocissimo e a essere più citazionisti che mai, ma sotto le ceneri cova una crescente amarezza e lucidità, che rende Bunheads capace di momenti di cruda verità rispetto al rapporto tra generazioni. Purtroppo, questo mix perfetto di leggerezza e amarezza vacilla un po’ a causa di qualche lungaggine e qualche esagerazione di troppo (“mi sono dimenticata di finire le superiori”, seriamente?), coronando in un buon Next!, ma lontanissimo dal picco qualitativo di “A Nutcracker in Paradise”.

Ok.

Ultima nota sul tema centrale della puntata, la prima volta. Considerando che ABC family non è la permissività fatta ad emittente, ho trovato azzeccata la scelta di scrittura e regia di Amy Sherman Palladino, che mette in scena una sorta di sottile parodia delle commediole per ragazzine alla Disney con tanto di muffin, canzoncine e libri verità, mettendole però davanti a una parete di preservativi e riservandosi l’ennesima amara svolta nel finale (e tirandoci la mazzata finale con il bel numero di danza di chiusura).
La stessa regia di questo episodio sembra un po’ giocare tra stereotipo e realtà, inanellando anche nell’intero spezzone sull’audizione a Los Angeles una serie di inquadrature canoniche da “sogno che diventa realtà” per poi chiudere con la porta sbattuta in faccia a Michelle. Forse, senza l’andirivieni delle alunne, questa contraddizione sarebbe risultata ancora più convincente.

 

  •  Jeanine Mason è la vincitrice della quinta edizione del programma “So You Think You Can Dance“.
  • Difficilmente dopo Lost uno personaggio televisivo legge un libro in bella vista senza che gli autori vogliano comunicarci qualcosa, specie se chi scrive è una persona del calibro della Palladino.
    Prima del provino, Michelle legge “Where’d You Go, Bernadette”. In tema di sessualità, Sasha sceglie “The Chemistry between Us”, pur non disdegnando gli autori russi e “Anna Karenina”. Ginny preferisce il premonitore “Girls who said Yes“, la spaiata Melanie il celebre “Sex and the Single Girl“. Boo prova a farsi un’idea con “Forever” di Judy Blume (presente nella classifica dei 100 libri più contestati d’America) ma alla fine gli preferisce “Lo Hobbit”. Infine Cozette si distingue procurando una copia di “Our Bodies, Ourselves”.
  • Nel turbinio di battute velocissime a volte si finisce per perdersi i rimandi meno evidenti, che comunque ci raccontano qualcosa dei personaggi. Per esempio, Sasha ha appesa in camera una foto di Malala Yousafzai.
  • Speriamo che il titolo della chiusa finale sia di buon auspicio per una serie che sta ancora nel limbo, in attesa di una conferma o di un fermo definito.

Elisa G.

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Commenti
10 commenti a “Bunheads – 1×18 – Next!”
  1. pemf.bolloso scrive:

    Ottima recensione, anche se io sono molto più entusiasta di questa seconda parte di stagione. Sutton Foster è bravissima ed è perfetta per i dialoghi Palladiniani. Facendo un po’ un paragone azzardato secondo me è per la Palladino quello che Waltz è per Tarantino.
    Sono d’accordo con Elisa riguardo le trovate registiche sempre molto azzeccate, soprattutto in una delle scene più belle di tutta la stagione, cioè il litigio tra Michelle e suo fratello.
    Inoltre, cosa che secondo me non è stata sottolineata a sufficienza nella recensione, si ride TANTISSIMO. Tutti i siparietti tra Michelle e Bash, o la scena in cui Sasha e Roman cercano il ladro (“get the pretty pony”) e un miliardo di altre cose. Praticamente è una comedy di 40 minuti che fa più ridere di tutte le altre comedy attualmente in onda (Community compreso) e questo per me garantisce il massimo dei voti alla serie. Incrociamo le dita.

  2. luciox23 scrive:

    adorabile! DEVONO rinnovarla, per forza!

  3. Arnika scrive:

    Spero proprio che la rinnovino… è davvero una serie piacevole e divertente. *_*

  4. Holly scrive:

    Bellissima recensione,complimenti!!
    Che dire,io adoro alla follia Bunheads:orfana com’ero delle Gilmore mi ci sono attaccata tantissimo,e adesso tremo al pensiero di una probabile cancellazione.
    Amo il personaggio di Michelle,la sua evoluzione e il suo rapporto con le ragazze e con Fanny,insomma con Paradise;Sutton Foster è fantastica,spero la facciano cantare più spesso (ancora mi riguardo il pezzo in cui canta insieme al fratello suonando l’ukulele).
    Purtroppo non sapevo,quando l’ho guardato,che Next fosse il finale di stagione,per cui ci sono rimasta malissimo anche perchè la chiusa su Ginny è stata amarissima..spero vivamente in un rinnovo.
    Ah e comunque un abbozzo di storia d’amore ce l’ha anche Melanie,con l’amico del fratello :)

  5. ADProperant scrive:

    Adoro questa serie!!! Vorrei abitare in uno di questi paesi inventati dalla Palladino, ci starei coooosì bene!!! *_*
    Spero che si sviluppo la storia tra Melanie e l’amico di suo fratello, secondo me sarà molto interessante e non vedo l’ora di sapere cosa succederà tra Truly, sua sorella e il fratello di Michelle :)

  6. BetterLife scrive:

    Questa seconda parte di stagione mi è piaciuta molto di più della prima parte….dopo i primi 10 episodi mi era indifferente se fosse continuata o no, mentre adesso se la cancellassero ne soffrirei tantissimo, ne voglio ancora! Non saprei neanche spiegarmi perchè mi è piaciuta di più, ma ora sono davvero affezionata a tutti i personaggi, anche a quelli che prima mi irritavano :)
    Di quest’ultima puntata mi è piaciuta la parte del provino di Michelle, alla fine pensi che le alternative siano la prendono/non la prendono/la scartano subito/la scartano alla fine e invece il fatto che il provino fosse “finto” era inaspettato. E’ una delle cose che mi piacciono di più, le situazioni sono standard già viste in altre serie ma le soluzioni e gli svolgimenti sono sempre un po’ diversi dal solito visto e rivisto.

  7. Jo3y scrive:

    E’ una serie adorabile e soprattutto “valida”, nel senso che secondo me MERITA di esistere perchè è qualcosa di sperimentale, nel linguaggio e nella realizzazione, e, soprattutto, è gestita comunque con maestria. Anche le Gilmore ammettiamolo che per la prima stagione (ma pure per buona parte della seconda va) non sapevano bene che forma prendere, cosa esattamente essere, e Bunheads in tal senso mi sembra sia uguale: mi piace come i numeri di ballo diventino qualcosa di estremamente complementare al plot e non mero abbellimento, e mi piace molto come pian piano si stia delineando la personalità di Michelle e delle ragazze, soprattutto della prima che all’inizio forse era un pò troppo Lorelai (ma come qualcuno aveva già giustamente detto, più che altro era troppo Amy Palladino, perchè è lei comunque l’anima alla base sia di Lorelai che di Michelle), e che ora invece è una figura più amara, un pò tragicomica e che disperatamente cerca la sua rivalsa. C’è una cosa che al contrario mi ha dato fastidio in questa prima stagione e cioè il fatto che alcune storylines e personaggi siano stati gestiti troppo ad intermittenza (ad esempio Frankie, Cozette, Charlie, Carl, Dez, Godot, le famiglie di Sasha e Boo, la mamma di Ginny) e che vorrei venissero utilizzate in maniera più organica, soprattutto per dare un’anima DAVVERO concreta a Paradise, così come accadde per Stars Hollow (ma immagino sia un problema di budget purtroppo). Detto questo, è proprio vero: Bunheads fa ridere in una maniera assurda, il pezzo di Sasha che prova a chiamare “Police” con la chiamata vocale quando pensa siano entrati i ladri in casa sua, mi ha fatto sbellicare.

  8. Jacob scrive:

    Mi spiacerebbe davvero fosse questo il series finale, anche perchè ha una chiusa molto meno memorabile di A Nutcracker in Paradise, non si è neanche visto Hubbell per un secondo. Sono un fan della ring composition :)

    Comunque questa prima serie ha toccato vertici altissimi: il balletto Instanbul – Not Constantinople della puntata 1×06 che rende perfettamente la personalità in evoluzione di Sasha; le scene di Michelle alle prese con il mago Jo Jo Deline a Henderson e il suo stupido “bird”; il disincanto misto a tenerezza con cui è tratteggiato il personaggio di Talia, che in qualunque altra serie sarebbe sembrata una escort e basta; la personalità maschia di Melanie e i suoi battibecchi con il nonno paraplegico, così lontana dagli stereotipi femminili dei teendrama; Fanny Flowers, peccato non sia stata nel cast fisso.

    Se Bunheads finisce così mi riguarderò Movie Truck (1×06), un piccolo capolavoro di leggerezza non frivola, di amarezza lucida non priva di serenità. Un Paradise. Finger crossed oppure mi mancherà davvero..

  9. Caygri scrive:

    peccato che la seconda serie è a rischio…i pg sopratutto michelle l’ho trvata piatta dall’inizio…non le hanno reso profondità e giustizia

  10. Hasmodai scrive:

    Finale che non mi è piaciuto particolarmente devo dire, non so, mancava forse del brio o qualche twist tipico del finale.
    Nonostante questo, rimane una delle serie che ho visto con più piacere di recente.

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