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“Let the people vote thumbs up, thumbs down, the majority wins. That’s a democracy.”

So’s YouTube and I don’t know if you’ve seen it but the most popular video is a dog farting the theme tune to Happy Days.”

Per l’episodio finale della seconda stagione, Black Mirror decide di tornare agli scenari puramente fantapolitici da cui era partito – con il disturbante The National Anthem  – il suo percorso di spietata critica dei media. Lo fa esplorando nuovamente gli ambienti del giornalismo e della politica, all’interno dei quali un nuovo elemento virale e perverso inizia a gonfiarsi fino a esplodere inevitabilmente sul finale.

Mentre in The National Anthem il fattore virale era costituito dal video del rapitore della principessa Susannah, con la sua particolare e scandalosa richiesta nei confronti del Primo Ministro inglese, in The Waldo Moment si parte con un semplicissimo tormentone: Waldo è un personaggio fittizio (come il Pulcino Pio o il Pinguino Pino), un volgarissimo orsetto blu animato digitalmente (e in diretta) dal suo creatore, il trentatreenne Jamie Salter, descritto continuamente come un comico “mediocre” e fallito, disgustato dalla politica e dal suo lavoro. L’introduzione di Jamie è quanto mai emblematica della mancanza di sottigliezza della narrazione, un difetto tipico della serie fin dagli esordi, ma diventato solo quest’anno realmente invasivo e deleterio (mi riferisco più al fallimentare e pretenzioso White Bear che all’ottimo Be Right Back). In pochi secondi veniamo “esposti” (la conversazione al telefono con la sua ex ragazza) alla mancanza di autostima e di affetti di Jamie, e al suo complesso d’inferiorità verso Waldo e il “suo” successo, dal quale non riesce a trarre motivi di orgoglio.

Un po’ più “enigmatica” (all’apparenza, in realtà solo più inconsistente ed esile dal punto di vista narrativo) la vicenda parallela di Gwendolyn Harris, una giovane aspirante parlamentare, intraprendente e politicamente impegnata (anche se in tutta la puntata non la vediamo esprimere nessuna idea concreta). Dopo le dimissioni del parlamentare conservatore Jason Gladwell - in seguito a una “corrispondenza” di natura sessuale con una quindicenne (scandalo venuto a galla su twitter) – Gwendolyn viene scelta come candidata del partito Laburista (di centrosinistra) per le elezioni suppletive. Come suo avversario troviamo la tipica macchietta del politico falso e “navigato”, tale Liam Monroe, che cerca inutilmente di ignorare le continue volgarità di Waldo, da cui viene seguito come un’ombra. Artificioso e poco sorprendente anche l’incontro tra Jamie e Gwendolyn, che una sera si conoscono, si prendono in simpatia e tra un bicchiere e un altro si concedono una piccola parentesi di onestà. Dopo aver passato la notte insieme, però, i due vengono separati dal clima elettorale, che impone a lei di stargli alla larga. Risentito, Jamie userà il suo Waldo per reagire sia agli attacchi personali di Monroe che al doloroso distacco di Gwendolyn, nel più prevedibile dei conflitti narrativi possibili.

“Something’s got to change. No-one trusts you lot cos they know you don’t give a shit about anything outside your bubble.”

Da qui inizia la scontata spirale discendente di Jamie, che dopo aver visto Waldo crescere da semplice inserto di un (altrettanto volgare) programma satirico a show indipendente, assiste al successivo e definitivo salto nel campo della politica. In una ridicola sequenza dai toni “oscuri”,  il volgare orsetto blu viene a configurarsi come il burattino politico definitivo nelle mani di una non meglio specificata “Agenzia” (la CIA?) , che ne vuole esportare il modello in tutto il mondo; un tentativo derisibile di suscitare il “brivido” tipico della serie. Quando Jamie cerca di sottrarsi a questo ennesimo sconfinamento del brand, capisce di non possedere legalmente il personaggio di Waldo e si affretta quindi a non mollarne la presa, almeno non prima del definitivo confronto con Gwendolyn, alla quale prova inutilmente a chiedere scusa.

Forse la stavate aspettando con ansia, ma mi sono sentito quasi in dovere di non portare al centro del discorso su questa puntata la similarità tra Jamie/Waldo e il nostro Beppe Grillo, con i suoi famosi “vaffa” e la sua ricetta di anti-politica (“mandiamoli tutti a casa”). Onde evitare di fare gli stessi errori di Jamie, vorrei cercare di non sconfinare in questioni che non competono Serialmente e di non esprimere in questa sede alcun giudizio politico, anche perché l’assonanza c’è ma è così esile e superficiale che non credo porterebbe da nessuna parte.

“He has nothing to offer and he has nothing to say.”

La mancanza di profondità della puntata si rispecchia sia nel trattamento dei personaggi (abbozzati e stereotipati), sia nelle dinamiche narrative, prevedibili e dagli esiti scontati. Anche la parte politica – nonostante gli evidenti richiami alla realtà britannica –  appare semplicistica e troppo “astratta”, forse per un tentativo di generalizzare i concetti di base e di renderli quanto più “universali” possibile. In ogni caso dove The Waldo Moment fallisce miseramente è nel descrivere la presa di Waldo sulla gente, tratteggiata ancora una volta a grandi linee come volgare, ignorante e violenta. Si può intuire sicuramente come l’uso di un linguaggio di bassa lega abbia fatto di Waldo l’eroe della classe meno istruita, e di come gli insulti alla classe politica abbiano attirato un’altra fetta di elettori, ma rimane tutto in superficie, abbozzato come un cartone animato per bambini. Inoltre non si avverte alcuna rabbia per le istituzioni da parte della gente, e gli scontri politici sono troppo generici e vuoti. L’unica pista seguita fino in fondo è quella della trivialità e dell‘inutilità/dannosità di Waldo, chiara fin dal primo istante e via via sempre più esasperante. Alla fine Monroe vince le elezioni e Waldo arriva secondo, superando Gwendolyn. Non viene mai realmente posta la questione di un parlamentare “virtuale” (liquidata subito con qualche battuta), e quando dopo i titoli di coda assistiamo al “tragico” e banalissimo epilogo (Waldo esportato in tutto il globo, Jamie in mezzo alla strada e un violento corpo di polizia a suggerire l’idea di un futuro distopico), non sappiamo cosa c’è stato in mezzo.

Charlie Broker sembra non poter fare a meno di caricare tutto oltre il grottesco, con una spietatezza eccessiva che trasuda non solo (e non tanto) moralismo (come aveva ipotizzato Aldo Grasso in occasione della prima stagione), quanto disprezzo allo stato puro. Paradossalmente la sua critica degli eccessi risuona anch’essa eccessiva ed esasperata, un veleno non sempre capace di tradursi in fase di scrittura in qualcosa di abbastanza elaborato e profondo. E se lo scorso episodio poteva quantomeno contare su un plot twist degno di nota, stavolta la narrazione procede fino alla fine col pilota automatico, senza nessun reale guizzo creativo. Un gran peccato, perché gli argomenti di partenza e le idee anche quest’anno erano molto valide e solo in fase di sviluppo (in questo episodio soprattutto) hanno avuto diversi problemi a centrare il bersaglio, preferendo l’utilizzo di scorciatoie e strade già battute. Anche se possiamo ancora scorgervi il nostro inquietante riflesso, lo specchio nero stavolta sembra essersi rotto sul serio.

Danilo Conti

Alias Dextha. Nato a Palermo, vive a Roma, perennemente distratto e con la testa tra le nuvole. Gli piace leggere e scrivere, ascoltare musica e vedere dozzine di film e serie tv. Odia profondamente la televisione italiana (con qualche rarissima eccezione), motivo per cui è costantemente "sintonizzato" oltreoceano. Ha scritto un romanzo di fantascienza, dal titolo Dio 2.0.

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Commenti
44 commenti a “Black Mirror – 2×03 – The Waldo Moment”
  1. Lucan scrive:

    Devo ammmettere che l’episodio è pieno dei difetti che hai appena descritto ma l’ho trovato di un’attualità e di una veridicità disarmanti. Innanzitutto l’eccessiva semplificazione del linguaggio scurrile e senza troppe argomentazioni che tu critichi non l’ho trovata poi così distante dagli insulti e dalle idee semplificate per una politica democratica del web che va propinando agli italiani Beppe Grillo, poi penso che molto dell’approfondimento delle tematiche trattate sia imputabile al minutaggio limitato che per forza di cose uno show televisivo deve avere.
    Anche criticare l’eccessiva presenza del grottesco mi sembra superfluo se stiamo parlando di Black Mirror, la serie non ha mai avuto troppe pretese di realismo, si è sempre comportata in questo modo indipendentemente dagli argomenti trattati: estremizzare comportamenti umani derivati dall’uso della tecnologia ed estremizzarne le conseguenze. E’ stato fatto in modo troppo poco sottile e questo te lo concedo ma per me anche questa puntata è pollice su.

  2. D.A.N.I. scrive:

    Lucan ha scritto:

    molto dell’approfondimento delle tematiche trattate sia imputabile al minutaggio limitato che per forza di cose uno show televisivo deve avere.

    Quoto!

    Allora, io capisco che probabilmente il recensione sia fan di Grillo, ma voler demolire l’episodio perchè drammaticamente simile a quello appena accaduto in Italia lo trovo scorretto nei confronti dei lettori e della puntata. Black Mirror è critica, e in quanto tale se vuole essere commentato bisogna considerare quanto ci sta accadendo intorno. Chiudere gli occhi e dire: in 40 minuti di episodio le spiegazioni sono state troppe didascaliche è un commento veramente superficiale. è un solo episodio, e in quanto tale un po’ di forzatura vanno per forza di cose accettate, soprattuto se la storia è complessa.

    Io ho dovuto stoppare la visione almeno un paio di volte perchè non ci volevo credere a quello che stavo vedendo. Mi chiedo cosa sarebbe successo se fosse andato in onda prima delle elezioni!

  3. Thiliol scrive:

    Mah, sinceramente con concordo affatto. Non solo ho trovato questo episodio di una potenza narrativa straordinaria, ma dire che la serie manca di “sottigliezza” mi fa pensare che, forsem stiamo guardando serie diverse.
    Per me è un FUCK YEAH come pochi che diventa MEGA FUCK YEAH se si parla dell’intera serie.

  4. massimo alberti scrive:

    Danilo, stavolta proprio non condivido per nulla.
    E il modo in cui liquidi la questione Grillo non è per nulla convincente.
    Quanto questo episodio sia centrato, lucidamente visionario, ferocemente attuae e figlio dei nostri tempi lo dimostra proprio quello che è appena successo in italia.
    E stavolta vederlo con le lenti “italiane” non è certo provincialismo, perchè stavolta Brooker non racconta una cosa che “potrebbe succedere”. Racconta un cosa che già c’è, perchè è appena successa. E quel “cambieremo il mondo” che Grillo haa pronunciato, altro non è che esattamente la possibile riproduzione globale di questo modello, come viene mostrato.
    A prescindere dal giudizio che se ne può avere.
    Ma stavolta sarebbe sufficiente prenderne atto.
    e’ una puntata dove la forza del merito della questione che brooker pone, è talmente dirompente – e torno a ripetere, attuale al punto che sta già succedendo – che il resto passa in secondo piano, semplicemente perchè non è necessario.
    Brooker si conferma un genio totale, un profondo conoscitore dei meccanismi e delle distorsioni dei media, svelandoceli da un “interno” che lui stesso vive. Altro che moralismo.

  5. corvus trust scrive:

    a me è piaciuto
    è pieno di difetti il recensore ha ragione in questo, ma tutti gli episodi di black mirror 1 e 2 hanno difetti, nessuno escluso, ma restano piccole cose belle
    io alla fine di the waldo moment ero rapito da quello che avevo visto nonostante un finale decisamente banale e scontato
    per quel che riguarda i parallelismi con la situazione politica italiana non mi interessano e sinceramente dubito che gli autori inglesi della serie quando hanno prodotto questo episodio avessero in mente le nostre elezioni
    magari mi sbaglio

  6. pemf.bolloso scrive:

    Recensione molto superficiale, secondo me, intanto perchè mettere aggettivi come “ridicolo”, “forzato”, “banale” in mezzo a quello che in fin dei conti è il riassunto della puntata non è fare una recensione, è per l’appunto riassumere 40 minuti di televisione dicendo “a me ha fatto schifo”, che è un’opinione rispettabilissima, ma argomentata in maniera pessima.
    Sbagliato anche evitare il paragone con Grillo. Capisco che il compito del recensore fosse difficilissimo e che abbia cercato di evitare discussioni sulla politica, ma la genialità di Black Mirror sta nel proporre scenari grotteschi ma verosimili: qui hanno descritto uno scenario grottesco ma VERO.
    Se Dextha si fosse fermato un attimo a riflettere su quello che Brooker voleva dirci si sarebbe accorto che la somiglianza non è tutt’altro che “esile e superficiale” non tanto per la natura del partito politico (Waldo non propone nessun contenuto politico, il M5S ha un programma ben preciso) ma per le ragioni che portano la gente a votarlo. Mi sembra innegabile che per molte persone il voto al M5S sia stato un voto di protesta, un voto per esprimere il proprio disprezzo verso la classe politica attuale. Stessa cosa vale per Waldo: il suo picco di gradimento viene raggiunto quando insulta i politici al dibattito dicendo quello che tutti gli sfiduciati pensano: siete finti, costruiti, ladri, fate i vostri porci comodi. Mi sembra che Brooker abbia anzi letto in maniera perfetta (e terrificante) la mentalità delle “masse”, o almeno delle masse italiane.
    Solo su una cosa sono d’accordo: l’ultima parte è troppo esagerata. L’episodio doveva finire con Waldo che arriva secondo e aizza i propri sostenitori contro il vincitore, lasciando all’immaginazione dello spettatore il “seguito”. L’orsetto che conquista il mondo è francamente troppo esagerato e toglie un po’ di forza a quello che si era fatto nei 40 minuti precedenti.

    Fatto sta che questo episodio è forse il più doloroso dei 6 finora trasmessi (non che gli altri 5 fossero simpatici e allegri), ma per questo anche il più potente e d’impatto. Io l’ho guardato con le mani nei capelli e con l’impulso di metterlo in pausa ogni 4-5 minuti e a fine visione non ho potuto che pensare che sia la cosa migliore che abbia visto in tv da quando Jesse ha sparato a Gale.

  7. Giuseppe Labate scrive:

    Anche io dissento, le critiche mi sembrano pretestuose: l’episodio non è per nulla superficiale è solo molto diretto, per noi italiani ancora di più che per il pubblico inglese.
    E’ vero che i personaggi sono solo abbozzati e che lo svolgimento è lineare, ma non è quello lo scopo della narrazione. Brooker qui vuole mostrarci come la reazione (giusta e comprensibile) verso una classe politica ormai sempre più autoreferenziale possa diventare uno strumento facilmente sfruttabile per incanalare il consenso verso derive autoritarie.
    Partendo da questo assunto mi pare che il risultato sia assolutamente efficace. Quando, proprio nell’incontro con “l’agenzia”, si fa notare come un movimento del genere sfruttando l’aspirazione al rinnovamento possa diventare un contenitore vuoto per veicolare qualsiasi tipo di messaggio a me il brivido tipico della serie è arrivato tutto.
    Sicuramente questa puntata, più delle altre, è un invettiva volta a condannare alcune tendenze presenti nella nostra società e in questo scopo riesce alla grande. Poi si può anche dissentire totalmente da quello che Brooker sostiene, ma non credo che di fronte ad un episodio del genere si possa rimanere indifferenti.

  8. Bayta scrive:

    Proprio perchè è stato l’episodio peggiore, aspettavo scalpitante la recensione!
    Sono d’accordo con il Meh!, ma ci aggiungerei anche un bel meno meno. Black Mirror ci ha abituati a certi livelli e qui c’è stato un calo veramente drastico.
    Per dirla semplicemente, tranne il personaggio di Waldo e il suo modo di far presa sulla gente, bollerei tutto con un BigNoNo.
    Quindi sarei anche d’accordo con la recensione, solo che davvero, come si dice anche nei commenti sopra, non si può commentare questo episodio senza fare un paragone con quello che sta succedendo in Italia con Grillo. E’ come negare l’evidenza. Dire che non è di competenza di Serialmente non significa niente perchè puoi anche urlarlo, che non vuoi fare commenti politici, ma chiunque abbia visto la puntata ha per forza di cose pensato a Grillo.

    Comunque, episodio banalotto e protagonista buh. Epilogo tremendamente brutto e facilone (no, veramente, sembrava un SF di serie B).
    Peccato.

  9. evilane scrive:

    Mi accodo a buona parte dei precedenti commenti. Indubbiamente stereotipi e falle nella narrazione ce ne sono, ma personalmente non mi hanno dato troppo fastidio, anzi, a parte il finale, che effettivamente mi ha fatto storcere il naso (si poteva benissimo chiudere con la scena di Jamie che guarda i risultati alla TV), ho trovato quasi impossibile star lì a guardare i difetti della forma di fronte a tanta qualità nella sostanza. Non solo è di un’attualità sconcertante, ma quasi ogni scena, ogni dialogo porta con sé molteplici spunti degni di riflessione che vanno ben al di là della mera politica/antipolitica.

    Per me è un fuck yeah grande come una casa, non solo è il miglior episodio della stagione ma va a contendere a The National Anthem il titolo di miglior Black Mirror di sempre (secondo la mia personale classifica, ovviamente ^^). Personalmente ho amato tantissimo i suddetti episodi perché non hanno avuto bisogno di inventarsi tecnologie strane e/o futuristiche per colpire nel segno, in entrambi i casi è bastato far accadere nella attuale realtà sociale e tecologica un evento solo apparentemente inverosimile, per poi descrivere tanto spietatamente quanto verosimilmente la degenerazione che ne consegue; e sempre in entrambi i casi, la politica in è usata solo come situazione di partenza per andare poi ad assestare una mazzata a ben altre componenti della società, a partire da quella fetta di internauti che pensano di essere migliori di chi si rimbambisce con ore di TV spazzatura, ma in realtà, come dimostra la popolarità del video del cane petomane citato da Jaime, non sono poi tanto diversi. Le tecnologie cambiano e migliorano, il problema è sempre la gente, a cui basta davvero poco per farsi condizionare e lasciarsi usare.

  10. Inpol scrive:

    Purtroppo la recensione di Danilo pecca di eccessivo pregiudizio sul tema in oggetto. Concordo sul fatto che stilisticamente sono presenti errori e anomalie, ma soprassedere sul nucleo della puntata in se (il dibattito al tempo di internet che si è ridotto a becero scambio di insulti, slogan e offese verso chi non la pensa come te) vuol dire non aver voluto capire l’intera puntata.
    Ps e in tutta sincerità definire fallimentare e pretenzioso White bear e voler provocare. è come definire megan fox bruttina.
    np

  11. Will Gaiman scrive:

    Chi ha fatto la recensione probabilmente non ha capito il linguaggio di Black Mirror che, anche nei suoi episodi migliori, ha sempre esasperato ed esagerato i tratti socio-tecnologici. L’episodio, come per The National Anthem, funziona perchè è già reale e non parliamo solo della situazione italiana ma di come l’antipolitica abbia trovato nuova voce, in grado di generare proseliti più potenti, attraverso la Rete e i social network. Pensiamo al tea party americano, voce di antipolitica guidata da ricchi imprenditori, e capiremo che nel suo estremismo Brooker ha colpito nel segno. I difetti elencati c’erano negli altri episodi ma chissà perchè solo oggi ne parliamo :faccinaverde: Tralasciamo la parte sul non parlare di Grillo,il punto più basso della recensione(aldo grasso LOL). Per chiudere, non il migliore episodio ma Black Mirror in 6 episodi ha parlato di ciò che siamo e ciò che stiamo diventando come poche altre cose in tv oggi.

  12. Salvo Bzero scrive:

    neanche a me white bear ha particolarmente convinto, e guardando Waldo le inconsistenze dei personaggi sono più che palesi: tuttavia siamo comunque a livelli così alti di metalinguaggio che credo le critiche mosse siano sostanzialmente infondate, e se non infondate sicuramente troppo lapidarie per un prodotto tv tanto intelligente ed inusuale.
    nel complesso però anche io ho enormemente preferito la prima stagione a questa seconda, che a momenti alterni è stata ricca di situazioni troppo didascaliche e di una certa esasperazione dell’elemento grottesco che secondo me allontana e tranquillizza (e questo non si fa) lo spettatore dallo stesso inquietante messaggio che fonda la premessa, questo in tutti e tre gli episodi.
    Ad ogni modo, la sensazione di totale WTF che emerge minuto dopo minuto alla visione di Waldo per la sua attualità direi essa stessa sconvolgente, per me compensa ampiamente le leggerezze di natura narrativa.

  13. Psi scrive:

    Per me è stato di brutto l’episodio più disturbante della stagione, credo di aver messo in pausa una decina di volte.

    Comunque,la mia classifica di Black Mirror è qualcosa del genere:

    1° 1×02 15 Millions Merits
    2° 1×03 The Entire History of You
    3° 2×01 Be Right Back
    4° 1×01 The National Anthem – 2×03 The Waldo Moment
    5° 2×02 White Bear

    …la vostra?

  14. AthanasiusPernath scrive:

    episodio oggettivamente più debole della stagione, nonostante le incredibili premesse. in generale, questa season 2 mi è piaciuta di meno, pur restando su livelli stratosferici. continuo a preferire l’episodio ‘meno distopico’ e meno ‘tecnologicamente interessato’ di tutti, ovvero 1×03 The Entire History of You, di gran lunga il mio preferito.

  15. lupus in fabula scrive:

    l’episodio in sostanza mi è piaciuto, però era già stato detto tutto in un episodio dei simpson, quello dove telespalla bob vuole diventare sindaco di springfield, e se non sbaglio anche il film “chi più spende più guadagna” sul finale andava nella stessa direzione.
    inoltre giustifico tutti i limiti tecnici di una storia contenuta in soli 40 minuti, tipo personaggi stereotipati e situazioni tirate via, ma il finale distopico è stato proprio una caduta di stile.

  16. Setteditroppo scrive:

    Giuseppe Labate ha scritto:

    Brooker qui vuole mostrarci come la reazione (giusta e comprensibile) verso una classe politica ormai sempre più autoreferenziale possa diventare uno strumento facilmente sfruttabile per incanalare il consenso verso derive autoritarie.
    Partendo da questo assunto mi pare che il risultato sia assolutamente efficace. Quando, proprio nell’incontro con “l’agenzia”, si fa notare come un movimento del genere sfruttando l’aspirazione al rinnovamento possa diventare un contenitore vuoto per veicolare qualsiasi tipo di messaggio a me il brivido tipico della serie è arrivato tutto.
    Sicuramente questa puntata, più delle altre, è un invettiva volta a condannare alcune tendenze presenti nella nostra società e in questo scopo riesce alla grande. Poi si può anche dissentire totalmente da quello che Brooker sostiene, ma non credo che di fronte ad un episodio del genere si possa rimanere indifferenti.

    Sono pienamente d’accordo sia con te che con Brooker.
    Ecco un episodio che fa politica, che propone un punto di vista politico, che è orgogliosamente di parte. Meriterebbe il massimo dei voti solo per questo. E’ pur vero che una recensione deve giudicare non “il messaggio”, la “morale”, ma le modalità con le quali ci propinano il messaggio. In realtà le due cose sono legate. Se mi piace il messaggio, se sono ideologicamente d’accordo, chiuderò un occhio sui difetti della sceneggiatura (che un po’ qui ci sono eh). E’ quello che è accaduto a me guardando l’episodio.
    Lo specchio nero è tutt’altro che rotto, ma come i titoli di coda di quest’ultima puntata ci mostrano, è più nero che mai.

  17. puppone scrive:

    Confermo che anche da queste parti l’episodio è stato messo in pausa molte volte per la potenza disturbante del messaggio.
    Episodio con diversi difetti, i minuti del finale potevano essere usati, ad esempio, per lo spot della “campagna elettorale” di Waldo e avrebbero aggiunto potenza al messaggio dell’episodio, piuttosto che farci vedere un’esasperazione rassicurante, perchè irreale.

    Non faccio classifiche per questa serie, ho apprezzato tutti gli episodi e spesso per motivi differenti.

  18. Holmes scrive:

    Diciamo che dal tono della recensione, caro Danilo, ti sei fatto sgamare come grillino :D
    Non che sia un peccato o un crimine, ma l’intento demolitivo su base pregiudiziale mi sembra sia stato subito notato un po’ da tutti. Credo che indubbiamente ci troviamo di fronte all’episodio più disturbante della stagione, proprio perchè, volenti o nolenti, è quello che quasi immediatamente ha trovato riscontro con la realtà, quasi a sottolinearci come il confine tra fantapolitica e politica vera sia sempre più labile.
    I parallelismi tra Waldo e Grillo sono ben più che superficiali, a mio parere: sia l’uno che l’altro hanno alle spalle un imprenditore impegnato nell’ambito dei mass-media, sia l’uno che l’altro non scendono in prima persona nell’agone politico, ed entrambi i modi operandi sono piuttosto vicini per stile e presa sul pubblico. Magari sono temi estranei a Serialmente (ma sinceramente ne dubito, visto che qui si è parlato di tanti temi spinosi, per esempio nei commenti su House), ma limitarsi ad una meccanica valutazione del ritmo e della tensione narrativa (su cui per certi versi mi trovo d’accordo), mi sembra ridursi ad una valutazione un po’ monca.

  19. Dextha scrive:

    Holmes ha scritto:

    Diciamo che dal tono della recensione, caro Danilo, ti sei fatto sgamare come grillino

    D.A.N.I. ha scritto:

    capisco che probabilmente il recensione sia fan di Grillo, ma voler demolire l’episodio perchè drammaticamente simile a quello appena accaduto in Italia lo trovo scorretto nei confronti dei lettori e della puntata.

    Probabilmente me la sono cercata “liquidando” Grillo in poche righe, ma se proprio devo, vi dico con tutta franchezza che Grillo come persona e come atteggiamenti non mi piace, al M5S invece – visto il resto dalla politica italiana – tenderei a dare una occasione di mettersi alla prova. Non l’ho votato, se ci tenete a saperlo.

    Ho demolito l’episodio non per le sue premesse di base – l’argomento era interessante – ma per come è stato portato su schermo. Molti di voi si saranno messi le mani nei capelli pensando alla situazione italiana attuale e all’ultima campagna elettorale, ma io ho visto in Waldo qualcosa di radicalmente diverso rispetto al M5S, a parte i “vaffa” di Grillo e al suo essere un comico.
    Sinceramente, dopo anni e anni di Berlusconi al governo, l’idea di un “comico/politico” in Italia mi sembra tutt’altro che inedita.
    E in questa puntata, come ho spiegato, non viene reso bene il senso di anti-politica. La gente sembra votare Waldo solo perché lo sente vicino, perché è volgare e ignorante come loro. Perché fa battute sconce, e non usa paroloni incomprensibili. Si fanno pochissimi riferimenti (in dialoghi espliciti, mai mostrandolo davvero) alla rabbia e al risentimento (la mamma col passeggino, ritratta ovviamente come stupida, appare divertita e spensierata).
    Una visione che trasuda un esagerato disprezzo di partenza verso la massa, e che non ho trovato realmente interessante o originale nel suo sviluppo.

  20. Novocajna scrive:

    Secondo me sarebbe interessante anche esplorare un altro tema: quello delle identità digitali. I Gorillaz, i Tre allegri ragazzi morti, le Vocaloid giapponesi, sono tutti artisti virtuali. Di chi sono i diritti delle loro canzoni? Come fa il pubblico a passare sopra al fatto che quei pupazzetti non esistono? Come fanno a dare realtà ai gossip su di loro. Mi viene in mente il romanzo Aidoru di William Gibson, piuttosto distopico come tutta la sua produzione, vagamente in tema con black mirror.

  21. maxwell demon scrive:

    Volevo aggiungere carne al fuoco alla discussione su questo episodio che mi ha lasciato veramente di sasso per le analogie con la situazione italiana. E lo premetto, vedo di buon occhio il successo del M5S alle ultime elezioni politiche. Vien da se che siccome non sono uno sciocco integralista delle idee ho il piacere di riflettere anche su cose che condivido che poi credo sia uno degli scopi di black mirror come serie.

    Mi sono andato a cercare un pò di cose e ho scoperto per esempio che Charlie Brooker è , oltre che sceneggiatore, anche un comico.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/01/charlie-brooker-fa-a-pezzi-berlusconi/94588/

    E che endemol che produce la miniserie è in parte anche di mediaset.

    Quando il conflitto di interessi non influisce sulla libertà artistica.

    Ciao a tutti e complimenti a questa splendida e utile comunity.

  22. Leonardo scrive:

    Un vero peccato, quando la puntata è finita ci sono rimasto di sasso perchè pensavo ci fosse un altra mezz’ora da guardare ancora…
    Puntata Meh…peccato..

  23. D.A.N.I. scrive:

    @ Dextha:

    Grazie 1000 per la risposta. A mente fredda riesco a capire (e in parte condividere) le tue perplessita’. Il fatto di aver visto l’episodio esattamente il giorno dopo le elezioni ha sicuramente “annebbiato” il mio giudizio. Anche se cmq rimango dell’idea che sia un bell’episodio, forse non il migliore ma sicuramente un gran bel pezzo di televisione.

  24. the Crooner scrive:

    premettendo che white bear è un assoluto capolavoro, il modo in cui la recensione liquida Grillo mostra un pregiudizio ideologico insormontabile come estrinsecato nei commenti. Il film mostra perfettamente come la rabbia delle persone venga incanalata attraverso un meccanismo prefabbricato, intriso di populismo e volgarità sostanzialmente verso la neutralizzazione della stessa, permettendo al sistema di perpetrarsi. Waldo ha incredibili assonanze con l’ analisi che il collettivo di scrittori Wu Ming fa dell’ ascesa del grillismo. Concordo che è un punto di vista tutt’ altro che neutro e concordo pure che solo per questo merita un hell yeah!, i meccanismi mostrati operano nella realtà e Brooker parla per una fetta di persone come il sottoscritto che li vedono in modo molto preoccupato.

  25. 999sickboy666 scrive:

    A me sembra che il motivo per cui il recensore non ha apprezzato questo episodio sia, sostanzialmente, nel “rifiuto” di accettarne l’allegoria.

    Non è casuale il parallelo con la situazione Grillo/Movimento 5 stelle, così come non lo è il fatto che negli USA sia in produzione (o in uscita, o appena uscito – adesso non ricordo bene) un film con Robin Williams che racconta la scalata di un comico alla politica americana.

    Questo episodio – come, per altro, tutto Black Mirror – è simbolico, ha la funzione di rappresentare una realtà descrivendone un’altra, una sua versione alterata e distorta. Se si rimuove questa chiave d’interpretazione – ad esempio, nel caso di questa puntata, perché al momento è scomodo parlare (male) del fenomeno Grillo – (tutto) Black Mirror, inclusa la passata stagione, diventa una stronzata.

    Usandola, invece quella chiave interpretativa, “leggendo” che il senso dell’episodio può essere: “occhio, che questo modo di (dis)fare la politica è molto pericoloso E contagioso”, io l’ho trovato terribilmente inquietante.

  26. Dextha scrive:

    the Crooner ha scritto:

    il modo in cui la recensione liquida Grillo mostra un pregiudizio ideologico insormontabile

    Wow. Vabbè, evidentemente qualcuno rimarrà di questa idea. L’unico pregiudizio che credo di aver avuto per questa puntata è stata la scottatura per l’episodio precedente, quello che tu consideri un capolavoro assoluto.

    the Crooner ha scritto:

    Il film mostra perfettamente come la rabbia delle persone venga incanalata attraverso un meccanismo prefabbricato, intriso di populismo e volgarità sostanzialmente verso la neutralizzazione della stessa, permettendo al sistema di perpetrarsi.

    Non so che “film” tu abbia visto, ma io questa “rabbia” non l’ho proprio notata, se non da parte del protagonista fallito. Le uniche due scene in cui la gente esplode in espressioni “violente” (diverse da rabbiose) è quando Waldo le “usa” (e naturalmente loro – da brave marionette – obbediscono in un lampo): prima per pestare il protagonista e poi per tirare le scarpe a Monroe. Roba già vista e rivista.

    999sickboy666 ha scritto:

    Questo episodio – come, per altro, tutto Black Mirror – è simbolico, ha la funzione di rappresentare una realtà descrivendone un’altra, una sua versione alterata e distorta.

    Naturale, ma nelle ultime due occasioni però, Broker ha esagerato nella distorsione della “realtà” e ha puntato troppo sul grottesco, realizzando due “caricature” che magari potranno impressionare qualcuno, ma che personalmente ho trovato poco credibili e interessanti.

  27. fluorocromo scrive:

    Io voglio dire due cose:
    1. la puntata non è stata scritta per dare ragione a chi non ha votato grillo, io ho votato pd e non è che mi son sentita più intelligente di altri dopo averla vista.
    2.in molti tendono a tappare buchi e giustificare la storia così come è presentata perchè l’hanno avvicinata troppo a quello che è accaduto da noi. Secondo me gli elettori sono poco descritti, giusto delineati ma in modo troppo superficiale per giustificare “il finalone”
    Detto questo l’episodio mi è comunque piaciuto ma attenzione alla differenza tra quello che si vede e quello che vorremmo vedere.

  28. genio in bottiglia scrive:

    Per me questa era una puntata da Fuck Yeah come tutte le altre della serie. Ogni volta Black Mirror ha forzato la realtà di quel po’ che serviva a costringerci a riflettere sulle conseguenze di determinati mutamenti che stiamo affrontando. Credo sia la forza dirompente della serie. Se proprio bisogna trovare un difetto alla puntata, come già fatto notare da molti, il finale sapeva di roba appiccicata lì perché bisognava dipingere un futuro distopico di modo da restare impressi. Di questa stagione penso che sia stato White Bear, proprio in virtù dello stupendo finale, l’episodio più riuscito. Ma la qualità media è rimasta sempre molto alta.

  29. Dario scrive:

    Certo dall’Italia è facile fare il confronto con l’M5S, ma non sono sicuro che abbiano utilizzato Grillo come “fonte” di ispirazione, potrebbe essere una coincidenza o se volete un sincronismo: mi pare che abbiano piuttosto raccontato lo sviluppo di una possibile distopia puntando con passo molto veloce sull’origine e poco sugli effetti (giusto il finale): capisci nei primi 5 minuti come va a finire, e segui lo sviluppo, un pò come in “rise of the planet of the apes” se volete.
    Oltretutto questa puntata a me è parsa la migliore del trittico insieme proprio a “White Bear” che considero un capolavoro. OVVIAMENTE tutte le puntate di Black Mirror sono esagerate e impossibili, già il solo fatto che in ogni puntata non ti trovi “nel futuro” dovrebbe farti capire che quello che guardi è FALSO e che la verosimiglianza non è necessaria, anzi, il contrario, casomai l’eccesso.
    Per quanto mi riguarda questa, come tutte le puntate, potrebbe tranquillamente diventare un serissimo film di fantascienza

  30. marco scrive:

    Solo un appunto su questo passaggio della recensione: “una non meglio specificata “Agenzia” (la CIA?)”
    “The Agency” è l’appellativo con il quale viene chiamata comunemente la CIA nel mondo anglosassone. Non è un riferimento mascherato, è il suo nome popolare.

  31. Little Hill scrive:

    Dopo aver recuperato la seconda stagione, la mia personale classifica è:

    1 – 1×01 The National Anthem
    2 – 2×02 White Bear
    3 – 2×03 The Waldo Moment
    4 – 1×03 The Entire History of You
    5 – 2×01 Be Right Back
    6 – 1×02 15 Million Merits

    “White Bear” e “The Waldo Moment” sono praticamente pari merito.

  32. dory scrive:

    vedi, Danilo, io non so se tu sia un elettore M5S, (nè me ne importa) ma sei tu che con la tua recensione banalizzi l’episodio.
    perchè è inevitabile che noi italiani lo vediamo ora, in un periodo ben preciso, e istintivamente notiamo delle cose, ma Black Mirror è oltre questo.
    chiariamo una cosa: la volgarità, il messaggio aggressivo ma superficiale, i vaffa, la personalizzazione della politica esistono da almeno una ventina d’anni in questo paese. detta altrimenti: Grillo non ha inventato nulla, ha solo usato qualche mezzo in più rispetto ad altri prima di lui. (sì, sono sufficientemente carampana per poterlo sostenere) :)

    fra l’altro ho notato che hai stroncato anche White Bear, al che mi chiedo cosa ti piacesse di Black Mirror un anno fa o in altri episodi. io tutti e sei, prima e seconda serie, li trovo fratelli,

    questo Waldo non è il migliore, a mio avviso, eppure riesce come sempre ad essere disturbante. il fatto che sia un cartone animato il pifferaio magico dietro cui tutti vanno è appunto l’esasperazione di quello già vediamo, ovvero la prevalenza del come sul cosa, della forma rispetto ai contenuti nella comunicazione politica.

    personaggi superficiali? è la caratteristica di Black Mirror. ditemi una sola volta in cui ci si sofferma sui protagonisti. loro sono mezzi a disposizione dell’autore. sono anche fisicamente assolutamente dimenticabili e non credo sia una scelta casuale.
    Black Mirror angoscia per questo, perchè spersonalizza così tanto da rendere noi che lo vediamo quelli che si caricano addosso le emozioni dei personaggi. se loro fossero più caratterizzati, probabilmente non ci sentiremmo così.

    è prevedibile quest’episodio? no, non così tanto, visto che le elezioni non le vince Waldo e non le vince nemmeno la giovane laburista. le vince invece quello che è comunque il meno nuovo, il più rassicurante anche nella sua mediocrità. oggi. domani chissà.

  33. 999sickboy666 scrive:

    @Dextha: in effetti, tutta questa seconda stagione di Black Mirror distorce la realtà più di quanto facesse la precedente (la prima puntata, “Be right back”, è bellissima ma non si ferma all’idea della app, che già era sufficientemente disturbante e “distorceva” pochissimo, si spinge oltre e “distorce” parecchio9.

    Mi limitavo a sottolineare che la chiave interpretativa – che con BM è fondamentale – ha senso se viene applicata sempre. Altrimenti “The National Anthem” diventa una profonda e sfaccettata riflessione sul potere dei moderni mezzi di comunicazione di massa in ambito politico (perché viene interpretata) e “The Waldo Moment” divenga una cagata superficiale che non parla di nulla (perché interpretarla, riconducendola ad una realtà che abbiamo alla porta di casa, è scomodo ed “esula dallo scopo di Serialmente”[???]). E viceversa.

    Io mi rendo conto che in questo Paese tanto è forte la tentazione di “buttare tutto” in politica, tanto lo è quella di “tutelare” degli spazi – ad esempio, Serialmente.com – da una “invasione” di tematiche politiche. Però mi sembra una presa in giro sforzarsi di non vedere che “Black Mirror” è una serie che FA politica, non fosse altro che per le tematiche che tratta (almeno quattro puntate su sei – “The National Anthem”, “15 million merits”, “White Bear” e “The Waldo Moment” – hanno tematiche che sono esplicitamente politiche, mentre le altre due lo sono, comunque, per riflesso).

  34. Dextha scrive:

    dory ha scritto:

    vedi, Danilo, io non so se tu sia un elettore M5S, (nè me ne importa) ma sei tu che con la tua recensione banalizzi l’episodio.
    perchè è inevitabile che noi italiani lo vediamo ora, in un periodo ben preciso, e istintivamente notiamo delle cose, ma Black Mirror è oltre questo.

    My point exactly. Questo episodio cerca di esprimere un concetto “generale”, e ingabbiarlo nel paragone con Grillo e la situazione politica italiana secondo me aveva poco senso nella recensione (ciò non toglie che non lo si possa fare qui nei commenti, se lo si ritiene interessante).

    dory ha scritto:

    fra l’altro ho notato che hai stroncato anche White Bear, al che mi chiedo cosa ti piacesse di Black Mirror un anno fa o in altri episodi. io tutti e sei, prima e seconda serie, li trovo fratelli,

    Anch’io li considero come dei “fratelli”, ma con diversi caratteri. L’anno scorso mi sono piaciuti tutti gli episodi, specie il secondo, dolce e triste.
    The National Anthem è stato un crescendo molto solido, che davvero mi ha fatto calare nella storia. Assurdo e grottesco sì, ma anche potente e magnetico. Ancora BM era una vera novità, per cui è stato doppiamente fulminante, e l’evoluzione della trama la trovai ai tempi appassionante e credibile.
    15 Million Merits è poesia. L’ambientazione è grottesca e poco credibile, ma il tono è sublime, e la narrazione è estremamente compatta e riuscita (i tempi sono scanditi alla perfezione).
    The Entire History Of You ha il pregio di avere una bellissima idea di partenza (non mi stupisco che ne vogliano fare un film), che porta avanti abbastanza bene. E’ ottima fantascienza, dal tono più sobrio e pulito, proprio come Be Right Back, che metto più o meno sullo stesso livello (forse meglio quest’ultimo).
    White Bear invece è stato fallimentare, almeno nella mia esperienza da spettatore. Lo definirei esasperante e pretenzioso, come anche The Waldo Moment. Tutta una prima parte – lunghissima – a cercare di credere in questo “scenario” da b-movie d’azione post-apocalittico, poi la rivelazione/plot twist, e infine il “replay” (la parte meglio riuscita) in realtà poco necessario e che esaspera ancora di più la trama, che ho trovato nel complesso poco credibile/interessante, nonché il più noioso dei 6, nonostante la presenza massiccia dell’azione.

    dory ha scritto:

    personaggi superficiali? è la caratteristica di Black Mirror. ditemi una sola volta in cui ci si sofferma sui protagonisti. loro sono mezzi a disposizione dell’autore. sono anche fisicamente assolutamente dimenticabili e non credo sia una scelta casuale.

    In tutti gli episodi ci si sofferma su un personaggio protagonista. Solo in questo episodio però la superficialità nella descrizione dei caratteri diventa davvero un deterrente (mentre in 15 Million Merits diventa quasi un “tratto poetico” in grado di rendere la narrazione più “soffice” e dolce, in contrasto con la durezza del messaggio e degli esiti). White Bear non lo considero perché la protagonista era senza memoria e gli altri erano attori. Non è quello il suo problema.

    dory ha scritto:

    è prevedibile quest’episodio? no, non così tanto, visto che le elezioni non le vince Waldo e non le vince nemmeno la giovane laburista. le vince invece quello che è comunque il meno nuovo, il più rassicurante anche nella sua mediocrità. oggi. domani chissà.

    Non credo che nessuno abbia pensato ad una vittoria di Waldo (e per fortuna non c’è stata), anche perché sono gli stessi personaggi (l’agente della CIA) a scartare l’idea. Ma che il protagonista avrebbe fatto errori nel nome di e tramite Waldo, per poi infine rinnegarlo, credo fosse ovvio.

  35. dory scrive:

    @Dextha

    ok, leggendo le tue opinioni posso capire perchè quest’episodio non ti abbia preso. a me per esempio (e so di essere in netta minoranza), la 1×02 non ha colpito più di tanto. era così surreale, così portata al fantascientifico da farmi meno effetto, per esempio. e con un finale molto prevedibile, tutto sommato. IMHO.

    ma questo è un modo personale di sentire. a me dà molto di più il cazzotto allo stomaco quando il racconto si mantiene ai limiti del reale, per esempio, perchè la storia diventa POSSIBILE, me la sento dietro l’angolo, per così dire.

    sui personaggi forse c’è da dire che questo è un episodio molto più corale, dovendo rappresentare le varie facce della politica e della comunicazione a confronto, mentre in altri il focus è sull’esperienza di uno e basta, con gli altri a contorno. in entrambi i casi però resto della mia idea: mi sembrano tutti, senza eccezione, dei puri e semplici “portatori” di idee. che non è un difetto, per niente, in una serie dove è il messaggio la cosa importante (messaggio che può convincere o meno, intendiamoci)

    però davvero ho trovato ingenerosa la tua recensione e non è aver glissato sul M5S la pecca, ma io ho sentito come una volontà di “staccarsi” dal messaggio politico, che probabilmente non è nelle tue corde (parlo di corde emotive, ognuno ha le proprie e va bene così).

    è difficile scrivere di quest’episodio senza farsi influenzare dal nostro presente in Italia, eppure credo bisognasse tentare di farlo. sia chiaro, col massimo rispetto per il tuo lavoro :)

  36. jack scrive:

    Io ho deciso di vedere la seconda serie in Italiano visto che la passeranno Martedì 19 su SKY Cinema 1. Voi che avete visto la seconda serie, dite che è all’altezza della prima?

  37. Suethespider scrive:

    Io devo dire che francamente non ho molto capito le critiche esposte nella recensione, non ho capito qual è la critica principale ma leggo solo un serie di appunti che denotano, mio modesto parere, un pregiudzio generale dovuto alla scomodità e/o antipatia verso il tema trattato.

    Black Mirror è sin dal primo episodio volutamente generico nella rappresentazione dei personaggi, ha una forma narrativa estremamente sintetica ai limiti del fotografico. Io trovo questa forma narrativa davvero efficace e moderna perchè porta lo spettatore a lavorare continuamente di fantasia, tappare i buchi e collegare i circuiti logici grazie anche all’immaginario collettivo legato allo sviluppo delle tecnologie tra fantascienza e realtà. Trovo interessante che molti dei commentatori qui abbiano dovuto continuamente mettere in pausa perchè denota esattamente questa caratteristica sostanziale delle serie. In 40 minuti di televisione con puntate autoconclusive è inutile creare un eccessivo background dei personaggi, è lo schema e i modelli che contano e lo spettatore è portato a processare mentalmente tutto il resto, questa è pura aanguardia nel linguaggio televisivo fatto dalle solite pappette riscaldate.

    Comunque anche se non mi è piaciuta, la recensione offre interessanti spunti di riflessione.

  38. marta scrive:

    ma come questa e white sono quelle più distorte? sono le più realistiche e prossime se consideriamo national praticamente contemporanea e credits troppo avanti nel futuro per via dell’ambientazione. le altre due, le più intime, sono quelle più fantasia che parlano di tecnologie mostruosamente lontane da noi. ma white bear? dopo che esiste QUALSIASI tipo di shock-documentario, trasmissione d’ursiana, gente coi forconi fuori dalle “villette dell’orrore” è a un passo. e waldo, nonostante le mille differenze, è attuale da far venire i brividi. 6 episodi su 6 riflessioni.

  39. dory scrive:

    @jack

    secondo me sì. io ho trovato bellissima anche questa serie esattamente come la prima.

  40. Sal G. scrive:

    Ho appena finito di vedere la seconda stagione in italiano (in cui la non bene identificata “Agenzia” diventa esplicitamente CIA… mah) e non è mia abitudine commentare una recensione quando sono in differita rispetto alla pubblicazione, ma qui mi sento di dire qualcosa.

    Sono in parte d’accordo col recensore; idea molto interessante e molto attuale ma trattata un po’ superficialmente soprattutto perché si allontana dalla scrittura disturbante e distopica di Black Mirror. I due minuti finali con un probabile (sic!) futuro Waldo dittatore (?) non giustificano niente nel contesto generale della trama. Ho avuto l’impressione di un episodio più pretestuoso che visionario, tipo “attenti a chi votate, masse!” (che poi lo si dica in un prodotto di nicchia quale Black Mirror non ne trovo il senso).

    Ad ogni modo, avrei comunque fatto il paragone con Grillo perché in molti punti si regge con sorprendente attualità (l’antipolitica, la mancanza di programma – non me se ne voglia, ma programma e statuto M5S sono arrivati quando la situazione s’è concretizzata, prima era tutto solo un Vaffa Day – il modo di cavalcare le masse ed il modo di comunicare per farlo) e perché si tratta di una realtà vicina alla nostra, ma dubito ovviamente che quando l’episodio sia stato scritto Grillo fosse un punto di riferimento.
    Inoltre non porrei la presa di Waldo sulle masse ignoranti ma solo su quelle stanche: rispecchia ciò che accade in Italia; molta gente di cultura ed acculturata si lascia abbindolare da questo sistema pensando che invece sta sfuggendo al vecchio e marcio. Se ne sta costruendo uno nuovo e, forse, non migliore del precedente. Waldo è solo un modo per arrivare al potere e l’interesse dell’Agenzia lo dimostra, un mezzo semplice e diretto che non ha necessità di essere compreso. La massa non si accorge di star votando per un cartone animato ed il sistema politico non si capacita di come affrontarlo (con uno sprazzo di lucidità Monroe se ne rende conto) lasciando che la situazione degeneri; in fondo quello che sta accadendo col M5S dove l’unica cosa che ha mantenuto la possibilità di gestione è l’oligarchia che Grillo e Casaleggio (il nostro produttore di Waldo) esercitano sulla millantata democrazia dell’uno vale uno. Sennò ti licenzio.
    Il filo conduttore è lo stesso di V per Vendetta, però con fini completamente diversi; nel primo ciò che muoveva le masse era l’ideale di liberazione ed il gesto eclatante svegliava le coscienze verso un futuro migliore, mentre nel secondo si fa leva sulla stanchezza del vecchio sistema non rinfrescando i valori ma criticando la mancanza di essi. Perché? Il motivo è facile, cioè che non si propone ma si dispone; ciò che sta facendo il M5S è di dar voce ai basta del popolo ma di non formarne la coscienza. Jamie lo sa, se ne rende conto, dice spesso di trovarsi in difficoltà a sostenere un confronto politico perché lui non può essere portatore degli ideali che la politica dovrebbe avere, eppure ha più successo semplicemente mostrando cazzi e dita medie. Bisogna spiegare cosa accade, bisogna far comprendere i motivi e non agire sbattendo i pugni.

    Tutto questo è spiegato male, c’è in potenza ma non in effetto. Forse si, 40 minuti sono stati pochi, ma allora non trattiamo un tema così ampio che si rischia di svaccare. Mantenendo il tono principale della scrittura, cioè l’introduzione di un solo semplice elemento che devia il rapporto causa-effetto verso la distopia, si sarebbe avuto un episodio più potente. Nella mia classifica personale, l’episodio peggiore di Black Mirror, che comunque è una gran serie.

  41. Manq scrive:

    Ci sono arrivato tardi, ma la serie è bellissima.
    Vi do la mia classifica sui sei episodi.
    1 – 1×03 The Entire History of You
    2 – 2×01 Be Right Back
    3 – 1×01 The National Anthem
    4 – 2×02 White Bear
    5 – 2×03 The Waldo Moment
    6 – 1×02 15 Million Merits

  42. Banjo scrive:

    Cmq. l’attrice che interpreta Gwendolyn è davvero gnocca.
    Concordo con Manq sulla classifica, ma 15 million merits lo metterei per secondo/terzo.

    VOGLIO L’APP DI WALDO PER ANDROID!!!

  43. rbrbianchi scrive:

    Il fatto che non volete parlare di Grillo, per non urtare la sensibilità è il voler non parlare dell’episodio. E’ chiaro che è tutto “leggero” e poco strutturato, ma perchè è a favore di un messaggio forte e attualissimo.
    Mi spiace, ma per me questa è una non-recensione.

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