no doubt

Enlightened – 2×07 – No doubt

Blessed are the moments in life when the decision is clear, when doubt shrugs and slinks away, ashamed of itself, and resolve embraces you like a long-lost lover. Sweet certainty, where have you been? No matter, no longing, no looking back. Welcome the consequences, when your heart is alert and lucid. What bad can come?

In una recente intervista a Mike White, Maureen Ryan, critica televisiva per Huffingtonpost, si trova nuovamente – necessariamente – ad accostare fra loro i grandi personaggi femminili dell’ultima stagione televisiva. Amy Jellicoe, Carrie Mathison, Hannah Horvath. Perché esiste un sottile filo rosso che ad un tempo accomuna questi personaggi e li rende nuovi: sono, certo, donne e protagoniste in uno show, ma più di tutto sono donne protagoniste fortemente anticonvenziali rispetto ad uno stereotipo finora predominante. Antipatiche, egocentriche, inconcludenti. Finanche bipolari.

Tagliamo fuori dai giochi Carrie, la scrittura della quale ha un’originalità che difficilmente la predispone a paragoni. La somiglianza fra Amy ed Hannah, considerando il sostanziale narcisismo di entrambe, è notevole. Ma Amy sa forse suscitare un’antipatia ancor più grande di quanto non possa Hannah; perché Amy è, anagraficamente, un’adulta a tutti gli effetti, e come tale l’inconcludenza, l’egocentrismo, l’autocompiacimento veicolati dal suo personaggio, hanno un impatto più brutale su chi osserva, irritano di più. Eppure, ed è Mike White stesso a dichiararlo nella stessa intervista, il presunto cambiamento di cui vuol parlare Enlightened è un cambiamento che avviene, certamente, dentro alla storia; ma che vorrebbe proiettarsi anche al suo esterno: la speranza è quella di coinvolgere lo spettatore stesso, portandolo ad esperire un graduale processo di identificazione con i personaggi della serie, finanche con la sua eccentrica protagonista:

This is the Other, this is someone else, this is not me.” And then at some point, hopefully, if I do my job right, you’re like, “Wait a minute, I’m suddenly feeling for this person,” or “Now I sort of see myself in that person and I’m complicit with some of the things that they’re doing and I’m now inside their head”

Ed è esattamente in questo modo che il mio personale, originario prurito nei confronti di Amy e delle sue maniere stridule e bambinesche, si è trasformato in una devastante empatia nei confronti della donna ( e di chi la scrive – Mike White tvb-). Ed è un’empatia scomoda, scomodissima: perché diviene improvvisamente chiaro come la sua storia sia quella di qualunque individuo si trovi a buttarsi a capofitto in un progetto, un ideale, una relazione, un qualcosa, un qualsiasi cosa che conferisca senso al vivere. E perché la parte più difficile – per chiunque come per Amy- è riconoscere, in certi momenti, di star solo ingannandosi, pur di ritagliarsi disperatamente una strisciolina di quel senso da qualche parte.

HAVE A NICE, BIG LIFE!

Nonostante Levi sia ripiombato nella sua vita esattamente come lei lo desiderava, Amy continua a rifiutarlo per gettarsi piuttosto nella sua nuova, più impegnata, più degna d’essere vissuta- esistenza. Ma basta davvero decidere che direzione prendere, che missione intraprendere, per farle proprie, per trasformarle in fatti concreti ed esperibili? Ed è autentica questa certezza del cuore che Amy invoca per sé, questo desiderio incondizionato di far qualcosa (?) di grande? La risposta la dà già il titolo dell’episodio -No doubt-, che assieme al voice-overWhat bad can come?” , si preannuncia, al contrario, foriero di sconvolgimenti.

 YOU DON’T HAVE TO STAY TIED TO THIS STORY ANYMORE. BUT I HAVE TO. THIS IS MY MISSION NOW!

 Perché non è solo Levi a cambiare d’improvviso le regole del gioco. Tyler, finalmente sorridente, propone ad Amy – complice la sua Eileen- un incontro con Szidon, per discutere del tanto agognato outreach job all’interno della Abaddon stessa. Ma Amy si dimostra istantaneamente scettica sull’opportunità di un simile confronto: come un bambino cui un adulto minacci di togliere il suo giocattolo più bello, la donna punta i piedi e non ci sta; vorrebbe soltanto attenersi al suo progetto originario. Non le viene affatto spontaneo abbracciare il dubbio, l’incertezza, la svolta imprevista: vorrebbe anzi che il suo cuore, a questo proposito, fosse limpido e lucido, senza ombra, senza esitazione. A far nuovamente da contraltare alla pompa magna di presunti buoni intenti ed esaltazione cui Amy si aggrappa disperatamente, è di nuovo Tyler. Quella sommessa, e però autentica richiesta di felicità – Can’t this have an happy ending for everyone? – stringe il cuore e ancora una volta suggerisce-con delicatezza estrema- i termini nei quali un’esistenza può realizzarsi, non necessariamente urlati e ammantati di gloria.

DO YOU REALLY WANT TO DO SOMETHING GOOD, OR ARE YOU JUST TIRED OF FEELING POWERLESS?

 L’incontro con Szidon suggella questo percorso verso il dubbio e il cambiamento improvviso. Ecco che ad Amy si prospetta – finalmente- la possibilità che tanto andava invocando, di cambiare le cose dall’interno dell’azienda. La cosa non può che destabilizzarla, piombata nella sua vita proprio alla vigilia dello scandalo mediatico contro le Abaddon Industries. Crollano le certezze, poiché certezze non erano: ed ecco che Amy inizia ad intravedere quanto è fragile il castello delle sue presunte convinzioni. Quanto è illusoria la promessa di verità ed unicità che esse sembravano portarsi dietro: perché al contrario, sono tanti i modi per districarsi nel proprio caos esistenziale; a volte compromissori, spesso imperfetti, non per questo peggiori.

 LIFE IS A SNEAKY BITCH

 Ma la vita è comunque più forte, e spazza via, con una logica cieca, le indecisioni tanto quanto le decisioni. Il plauso accorato, allora, va allo splendido  monologo di Dougie (posso essere tua amica Dougie?): life is a sneaky bitch. And she’ll pull the rug out from under you, every fuckin’ time. When you build your castle here comes the fuckin’ tidal wave! Dougie, il sempliciotto, il servo della gleba inconsapevole fino all’ultimo di esser tale, si rivela il più schietto dei personaggi, il più onesto con sé stesso.  È una dichiarazione programmatica, la sua: perché a fine episodio, quel What bad can come? si è ormai rivoltato con tutta la sua forza distruttrice contro Amy e il suo bisogno di certezze posticce. Non solo: Dougie è di nuovo là a ricordarci, che non serve essere chissachi o fare chissacosa per comprendere una o due verità essenziali per la propria vita. La messa in scena racconta lo stesso contenuto: Dougie, semplice impiegato dal fare un po’ piacionico, si sbraccia, si dimena, si spende, e lo fa in modo del tutto genuino. Al contrario, Jeff, il bellanima, l’intellettuale, l’attivista, rimane perfettamente immobile a farfugliare frasi di circostanza mentre Amy esce visibilmente provata da casa sua.

 I DON’T KNOW WHAT I’M DOING. I DON’T FUCKIN’ HAVE A CLUE.

 Tutto è crollato: Jeff non sembra affatto essere l’amorevole compagno che nella sua mente Amy aveva costruito, ancora una volta, appositamente per sé. Ed anche il folle desiderio di affossare la Abaddon, che sembrava tanto vivido, tanto coscientemente ponderato, si svela – soltanto ora anche alla stessa Amy – in tutta la sua fragilità ed inautenticità. L’episodio si conclude con una sequenza particolarmente emblematica. Se dovessi raccontare Enlightened a chi non l’ha mai visto, gli mostrerei – fra le altre- questa scena, anche perché mi pare dia ragione dell’equivoca etichetta di comedy affibiata alla serie. Mi torna spesso alla mente, guardando Elightened, una citazione di Chaplin cui sono molto affezionata, che recita così: In the end, everything is a gag. Alcune situazioni della serie, fuor di dubbio drammatiche e dense di significato, vengono nondimeno messe in scena attraverso siparietti parossistici, come questa -passatemi la terminologia azzardata- “gag” del clackson. L’esplosione di Amy, del tutto fuori luogo è, ad un tempo – così come il monologo di Dougie, la visita a Krista, il litigio con Levi,- tragica e paradossale. Ecco, questa è uno degli aspetti che più visceralmente amo di questo show, e non solo per ragioni estetiche, ma perché sono persuasa che la scelta di utilizzare questa forma (e non un’altra) sia riprova dell‘onestà di fondo di quel che questa serie ha da comunicare; e ora credetemi quando dico che questo amore è talmente sanguigno che sto facendo una fatica invereconda per trasformare questa sensazione in parole che siano appena intellegibili.

 Insomma: risate, lacrime, scrittura e regia (al timone questa volta David Michod) ancora una volta impeccabili; perdonerete allora se a chi scrive oggi non saltano agli occhi difetti di sorta, perché di fronte ad un’onestà simile il mio cuore -e con lui l’esercizio critico- collassano indignitosamente.

 

Note, che sono sempre un po’ vanagloriose pure loro:

  • Se ne parla sorprendentemente poco, ma complice dello straordinario fascino di Enlightened è il compositore della sua colonna sonora; l’uso straniante di alcuni brani (e sì, vi ricordate bene, una roba simile l’avete sentita in cosette come The Life Acquatic with Steve Zissou e The Royal Tenenbaums) è da applausi e rende certe scene – fossero anche le pause caffè a Cogentiva- memorabili.
  • Allora, ce la daranno questa terza stagione di Enlightened? Io, per non dovermi adattare ad un tristo futuro orfano di Amy Jellicoe e compagnia bella, preferirei di sì. Ma se la stagione saprà chiudere le fila come sono certa che farà -e cioè col botto- che devo dirvi: pazienza se le mie aspettative, come quelle di Amy, saranno disattese. Alla fine resta quell’unica, grande verità: life is a sneaky bitch.

Pamela Rossi

Una a cui è capitato qualcosa di cruciale durante l'adolescenza: Italia Uno decide di trasmettere Dawson's Creek. Da allora le cose non sono più le stesse: il mode del Dawson Piangente si impadronisce della mia vita, ma soprattutto esplode l'accanimento seriale. Affetta da un incondizionato feticismo per l'inglese britannico, sogno di guardare l'inguardabile e diventare un giorno nerd supersayan di quarto livello. Mangio quasi tutto, ma i cetrioli proprio no. Porto degli occhiali rossi, e con questi vedo la gente scema.

23 Comments

  1. Questa serie sa creare plot twits meglio di tanti prodotti più “movimentati”. Ancora una volta, sono colpita.
    Secondo me questa seconda stagione di Enlightened è davvero la migliore che si sia vista da un po’ di anni. Si elogia tanto (giustamente) la quinta stagione di Mad Men… ecco, per me questa è meglio :P Spero solo che il finale sia all’altezza.
    Anch’io adoro la colonna sonora, e purtroppo non riesco a trovarla da nessuna parte :(
    Bellissima la somiglianza tra la scena finale di questa puntata e quella del pilot (non ricordo se era proprio la scena finale, ma comunque una di esse). Fa capire che è bastato davvero un soffio per far collare tutto il castello che è stato costruito e tornare al punto di partenza.

    5/5

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  2. Unico neo secondo me: Amy che sente l’esigenza di rivelare il suo segreto alla sua collega incinta (non ricordo come si chiama). Mi sembra un’aggiunta plausibile, ma che sa di posticcio, per farci venire il dubbio su chi sarà il “traditore” che spiffererà (o che ha spifferato) tutto a Szidon (non so se avverrà davvero, non ho letto gli spoiler, è una mia ipotesi).

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  3. A me la proposta di Szidon è parsa troppo “tempestiva” per essere solo casuale. E quindi credo che sì, Krista_Bitch abbia già spifferato tutto ai suoi capi e che questi abbiano avvisato Szidon tempo zero permettendogli di arrivare all’incontro preparato. Bastano 100,000 dollari per convincere qualcuno a rinunciare ai propri ideali? Se quegli ideali sono forti in genere no, neanche un milione di dollari possono farti desistere dalle tue convinzioni, ma visto che le motivazioni di Amy niente hanno a che fare con i presunti ideali ma solo con la sua voglia egoistica di riscatto e di riconoscibilità all’interno dell’azienda che l’ha quasi portata in manicomio, in barba ai propositi di felicità di Tyler e dell’ex-marito Levi, ecco che la proposta di Szidon riesce nel suo intento di metterla in crisi. Solo in questo caso riuscirei a tollerare l’ingenuità di Amy nell’aver confidato il segreto alla presunta amica, magari inconsciamente voleva proprio essere fermata. In caso contrario, l’operazione “simpatia” che negli ultimi episodi l’avevano riguardata, per me finirebbe qui e temo che finirei per detestarla come mi capitava all’inizio, perchè tutto posso perdonare ad un personaggio, anche gli istinti più bassi e più amorali, tranne che la stupidità. Ecco perchè, per esempio, non ce la faccio a guardare “Girls”, le cui possibili analogie tra le due protagoniste e tra le due serie HBO faccio più fatica a trovare. Più inconcludene invece mi sembra il paragone con Carrie Mathison di “Homeland”, a lei non frega niente di essere accettata, per lei è solo questione di ideali. Altra roba.

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  4. Io Amy non riesco proprio a sopportarla.
    Da una parte mi fa pena, ma dall’altra mi fa così rabbia che non riesco a fare il salto empatico che hai fatto tu.
    A volte addirittura skippo certe scene perchè non riesco a reggere la sua stupidità, il suo egocentrismo e in pratica la sua cattiveria di fondo.
    Quando ha rifiutato Levi con quei discorsi vigliacchi e senza senso mi ha fatto andare in bestia.
    Non mi dispiace che Jeff la rifiuti a sua volta e in quel modo ipocrita, poi, era una cosa che era nell’aria fin dall’inizio, è lei che ha voluto illudersi di essere indispensabile mentre in realtà tutti la evitano come la peste.

    Gran serie, comunque, niente da dire, e poi adoro Tyler e Levi.

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  5. Namaste ha scritto:

    A me la proposta di Szidon è parsa troppo “tempestiva” per essere solo casuale. E quindi credo che sì, Krista_Bitch abbia già spifferato tutto ai suoi capi e che questi abbiano avvisato Szidon tempo zero permettendogli di arrivare all’incontro preparato.

    Ma infatti non è casuale. C’è stata una raccomandazione e la cosa ha senso anche senza tirare in ballo Krista. Poi ovviamente si vedrà, può anche essere…

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  6. amy ha svelato tutto a krista perchè si è sentita lusingata dall’amicizia che la stessa dice di avere.
    le lusinghe in fondo sono la chiave per far muovere amy, jeff e la “nuova vita”, szidon e l’offerta di lavoro, che potrebbe accettare a condizione di formare una squadra con alcuni di cogentiva, così almeno farà veramente qualcosa di giusto.
    ed ora sarà di nuovo vendetta, che è il secondo motore di amy.
    28 minuti di continua tensione, insostenibile con un tempo normale.

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  7. Prestoooooo recensite il season finale. Devo commentare. Solo una cosa. Episodio stellare. Se la serie finisse qui non sarei nemmeno dispiaciuto. Tutto troppo perfetto.

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  8. Vi preeeego!
    La recensione del season finale, per pietà!
    Sono in crisi di astinenza.
    Potrebbe essere l’ultima volta che avrete l’occasione di recensire questa bellissima serie.
    Non ve la fate sfuggire, per favore!
    Aspetto fiduciosa.

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  9. Cosa sta succedendo?
    Davvero intendete abbandonare questa serie senza recensire il season finale o tutta la stagione nel suo complesso?
    Eppure l’avete messa fra le Hot Right Now!
    Non capisco, davvero non capisco.
    Qualcuno almeno risponda qui, per favore, dandoci lumi.
    Grazie.

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  10. Mi dispiace per quanti seguono la serie ma HBO ha appena annunciato la cancellazione …

    http://tvbythenumbers.zap2it.com/2013/03/19/enlightened-cancelled-by-hbo/174110/

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  11. Toni ha scritto:

    Mi dispiace per quanti seguono la serie ma HBO ha appena annunciato la cancellazione …
    http://tvbythenumbers.zap2it.com/2013/03/19/enlightened-cancelled-by-hbo/174110/

    Letto poco fa. Un triste giorno per tutti.

    Rispondi

  12. pemf.bolloso 20 marzo 2013 at 12:39

    Namaste ha scritto:

    Letto poco fa. Un triste giorno per tutti.

    Ma nemmeno troppo, alla fine l’ultima puntata chiude tutto perfettamente. Per me, da un certo punto di vista, è meglio così. Almeno ha chiuso al top.

    Rispondi

  13. Anche per me.
    E’ perfetta così.
    Però la recensione ci vorrebbe proprio (eh! eh! lo so, sono insistente), soprattutto ora che sappiamo che sarà l’ultima occasione per salutarci.

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  14. Francesco Gerardi 20 marzo 2013 at 13:02

    @luta44

    Arriva la recensione, arriva.

    Rispondi

  15. pemf.bolloso ha scritto:

    Ma nemmeno troppo, alla fine l’ultima puntata chiude tutto perfettamente. Per me, da un certo punto di vista, è meglio così. Almeno ha chiuso al top.

    Sì, quella è stata anche la mia prima reazione immediata. Poi a distanza di settimane ho ripensato a Tyler, a Levi, a Dougie (quanto avrei voluto un episodio che riguardasse anche lui), alla voce over di Amy che parla diretta alle nostre vite, ed è subentrata la nostalgia. Poi magari non sarà un triste giorno per tutti, ma lo è sicuramente per la TV, da oggi un po’ più povera.

    FADE IN

    (MIKE) WHITE.

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  16. @ Francesco Gerardi:
    Grazie, Francesco, mi basta questo e scusa l’insistenza.

    Rispondi

  17. Namaste ha scritto:

    pemf.bolloso ha scritto:
    Ma nemmeno troppo, alla fine l’ultima puntata chiude tutto perfettamente. Per me, da un certo punto di vista, è meglio così. Almeno ha chiuso al top.
    Sì, quella è stata anche la mia prima reazione immediata. Poi a distanza di settimane ho ripensato a Tyler, a Levi, a Dougie (quanto avrei voluto un episodio che riguardasse anche lui), alla voce over di Amy che parla diretta alle nostre vite, ed è subentrata la nostalgia. Poi magari non sarà un triste giorno per tutti, ma lo è sicuramente per la TV, da oggi un po’ più povera.
    FADE IN
    (MIKE) WHITE.

    E’ vero, ma fra questo finale aperto e per me dolce e in fondo positivo e lo stiracchiamento e svaccamento di altre serie che avrebbero dovuto chiudere eoni fa e invece no, purtroppo, preferisco così (chi ha detto Dexter?).

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  18. posso dire che non mi dispiace per niente per la cancellazione? il finale e’ stato perfetto. non voglio vedere amy perseguitata e nemmeno le conseguenze alle sue azioni. non vedo proprio come avrebbero potuto continuare. un finale fantastico. uno dei migliori season final e series final ever.

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  19. La recensione del finale. Please. Ne ho bisogno. Sto per avere un nervous breakdown.

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  20. Ma sta recensione arriva come quella del series final di Big Love,io la sto ancora ad aspetta’!!!!!

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  21. Non si era detto che la recensione sta arrivando? A un mese dal finale di serie ….

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  22. Per curiosità, come mai la recensione del finale di serie non è mai stata fatta? denial? :)

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  23. Tra parentesi, riprendendo la discussione comparativa tra Amy ed Hannah: è vero che sono entrambe fondamentalmente egocentriche e narcisiste e che Amy a volte fa venire il nervoso più di Hannah anche perché è un’adulta, ma per me Hannah resta comunqueuna figura molto più negativa perché almeno Amy è mossa da una spinta a migliorare le cose. Sicuramente accentratrice e mal diretta, ma almeno questa spinta c’è (ed alla fine qualcosa fa, diventando un “agent of change” nel finale). Fa le cose giuste per le ragioni sbagliate, ma almeno qualcosa fa.
    Hannah invece non prova nemmeno a vedere al di là del proprio naso e l’unica cosa che cerca di sollevare negli altri è il compatimento per la propria condizione (sempre autoinflitta).

    Splendida seconda stagione che termina con un finale che almeno dà soddisfazione! Ma nulla potrà superare quel capolavoro che è The ghost is seen. Uno scandalo che sia stato dimenticato dagli Emmy.

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