girls 2x06

Girls – 2×06 – Boys

Trovo molto divertente che Girls arrivata alla metà della seconda stagione tiri fuori un episodio dal titolo Boys. Sì, lo so, mi diverto con poco, ma forse è un atteggiamento che alla fine paga sempre. Questa settimana le storie di Hannah & co. mi sono piaciute più che negli scorsi appuntamenti: la seconda stagione non mi stava convincendo molto, per dirla tutta. Il sesto episodio invece introduce uno scarto interessante, perché la polarità creata per il titolo in realtà ha radici un po’ più profonde: per la prima volta abbiamo trenta minuti più concentrati sull’universo maschile, se non assurto a ruolo principale sicuramente finisce col dividersi in pari il minutaggio.

Boys ci fa scoprire (ma forse lo sappiamo da sempre) che gli uomini dell’universo-Dunham si dividono grosso modo in due categorie ben distinte, agli antipodi: gli uomini di successo accentrati sul proprio ego che maltrattano le ragazze a colpi di indifferenza e quelli smarriti e incapaci di incidere sul mondo e sull’amore. Due prototipi, in realtà, assai più vicini di quanto si pensi: entrambi rivelano un autismo, un’incapacità di uscire fuori dal loro perimetro (anche letteralmente questa settimana) che in fondo non li allontana troppo dalle loro controparti sessuali.

Al primo caso è da associare Booth Jonathan artista famoso e rispettato, ma soprattutto idolatrato, specie dal gentil sesso simboleggiato da Marnie che solo perché invitata alla festa da lui organizzata per un artista si illude di essere diventata la sua fidanzata. Ora, Booth sarà pure uno stronzo però mi sembra quanto meno infantile da parte della nostra bella del gruppo ragionare secondo sistemi così semplicistici (And I just feel dumb all because I just liked spending time with you and I hoped you were my boyfriend).  Anche perché non è passato molto da quando l’abbiamo vista giocare a fare la stronza con Charlie. Da questo punto di vista ancora mi sorge il sospetto che la Dunham si diverta proprio a creare delle donne così insopportabilmente egocentriche e soprattutto animate da una vaga volontà di sperimentazione, a patto che ovviamente l’esperienza non dia poi loro torto. La caratterizzazione di Marnie, da questo punto di vista, ha sempre avuto il rischio di incagliarsi in una melma di autocompiacimento, in una fiaba di superiorità di cui è convinta soltanto lei e che la costringe di volta in volta a scontrarsi con la vera realtà del mondo. Se non altro lo scontro verbale tra Marnie e Booth riesce a dare maggiore profondità all’artista, togliendogli di dosso un po’ di quella supponenza che sembrava la sua unica caratteristica e rivelando in realtà un bisogno che è quello di tutti i personaggi di Girls, uomini donne e animali, quello di essere amati, compresi, un sentimento giusto e umanissimo che sconfina spesso nel suo omologo negativo caratterizzato dal chiudersi in se stessi, dando per scontato che debbano essere gli altri a lavorare per entrare in contatto con noi e mai viceversa.

Dall’altro capo c’è invece Ray, uno dei personaggi più teneri e realistici dello show. Non ha la tracotanza di Hannah e co. ma è altrettanto smarrito nei confronti della vita tanto da non riuscire ancora a trovare il proprio posto nel mondo. Il viaggio che fa da Manhattan a Staten Island, in compagnia di un Adamsempre in bilico tra un’intelligente stravaganza e la follia pura (e che rivela forse una visione dell’amore più profonda e complessa di quanto pensassimo), ne definisce ancor meglio il carattere e la sequenza finale che lo vede solo, col cane, a fissare il ponte e Manhattan è la metafora perfetta del suo stato. Spettatore più che attore del mondo, incapace di muoversi e trovare ciò che cerca, in compagnia di un compagno meno intelligente di lui e più bisognoso di cure, ma paradossalmente più equilibrato. In fondo quel cane che non riesce a riconsegnare al suo padrone se dimostra da un alto ancora una volta il suo fallimento, anche nei piccoli progetti, è anche e soprattutto l’ennesima denuncia della sua incapacità a prendersi cura di un altro, di qualsiasi altro – Shoshanna? – se prima non riesce a prendersi cura di sé (What are you looking at, hmm? Your life is perfect. You think I’m pathetic, don’t you? Hmm? You think I’m a kike? Well, I’m not even that. I’m nothing).

Per quanto riguarda Hannah, invece, dopo la sbronza di minutaggio fatta nell’episodio scorso, questa volta si ritaglia qualche piccolo spazio, aprendo le danze con l’offerta fattagli da un editore – interpretato da John Cameron Mitchell – di scrivere un libro, un e-book per la precisione (all’origine di un divertente e imbarazzante scambio di battute alla festa di Booth). Una possibilità reale di trasformare in realtà il suo sogno che porta con sé, dopo l’eccitazione del momento, un attacco di vomito e subito dopo la terribile ansia da prestazione di fronte alla pagina bianca del portatile. Mi è sembrata una descrizione particolarmente efficace del divario tra ambizione e realtà, tra sogni di fama e l’impegno necessario a costruirli, perché realizzare la propria ambizione richiede molto più coraggio che immaginarla soltanto. Come ci vuole coraggio a confessare la propria delusione, le proprie false partenze, i propri fallimenti, specie quando si rivelano lì dove avevamo puntato con totale sicurezza. Per questo la telefonata finale tra Marnie e Hannah è uno dei momenti migliori dell’episodio, quello che rivela l’incapacità di queste due amiche a confessarsi con sincerità, non solo i propri errori ma anche i sentimenti che ognuna prova per l’altra, è la prova perfetta delle motivazioni del loro rapporto altalenante e delle rispettive difficoltà a crescere e assumersi le proprie responsabilità partendo dal riconoscere i propri limiti.

 

Note

  • Boys è uno dei rarissimi episodi in cui la Dunham si tiene i vestiti addosso tutto il tempo. Va bene che c’è tutto il discorso del coraggio sull’esibire un corpo che non rientra negli standard da top model e via dicendo e siamo sulla HBO e bla bla ma a me se una si mostra nuda ogni settimana e a ogni momento possibile, fossero anche la Hendricks o Gillian Jacobs (per dirne due) dopo un po’ trovo la scelta un pochino abusata e mi girano (ok nel caso della Hendricks e della Jacobs magari mi arrabbio un poco meno, pur continuando a condannare la scelta da un punto di vista critico).
  • E poi comunque non si spiega perché Hannah giri sempre nuda mentre le altre girls pure quando fanno sesso e il loro uomo è nudo come un verme sono avvolte in un lenzuolo peggio di un baco da seta nel suo bozzolo. E sì, dico a te Marnie/Allison Williams. Una regola o vale per tutto il serial, altrimenti sembra solo il palcoscenico della libertà della Dunham.

Antonio Varriale

Semplicemente il dark passenger di Noodles (e/o viceversa). Non gli bastava il cinema e Sergio Leone. La sua doppia natura lo portò a mietere vittime di notte tra i serial americani. Dipendente dalle dipendenze, non si lasciò sfuggire la possibilità di entrare in un altro tunnel di visioni e meno ancora quello di scriverne pure.

20 Comments

  1. wow! bellissima recensione!!!!!!!

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  2. la seconda nota vince.

    e comunque nessuno mi toglie la convinzione che la Dunham ci marci un bel po’ con il suo stra-potere di creatrice: siamo sempre al limite di una bella accusa per abuso di potere.

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  3. che cavolo vuol dire il tuo commento sulla nudita’?? se lena vuol svestirsi che si svesta, se l’attrice che fa marnie non vuole mostrarsi senza veli in telecamera sara’ pur una faccenda personale. o no? dovrebbe forse imporglielo lena? o peggiora ancora te???

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  4. La cosa più bella di Girls sono le recensione di Serialmente su Girls.
    Spesso vengo qui dopo la visione di una puntata per capirne il senso, e lo trovo.

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  5. a me ha “stupito” che il primo bell’episodio collettivo da tanto tempo (questo, appunto) non sia né scritto né diretto dalla dunham… facciamoci delle domande :)

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  6. Mi è piaciuta l’incursione nel mondo dei boys, più sinceri e più intimi (anche solo dopo una passeggiata a Staten Island) di quanto siano mai state Marnie e Hannah. Il punto, però, è che si sentiva (o almeno io lo percepivo, magari perché di fatto lo sapevo) che a scrivere fosse una donna, una donna che scriveva di uomini. La scena dello scontro tra Adam e Ray mi è parsa, a tratti, un po’ inverosimile, ma lo scatto finale di Adam ha riportato il tutto sui binari giusti. Ray francamente non capisce cosa ci trovi in Hannah, lo dice velatamente ma chiaramente, è un cesso ed è una stronza (e questo penso abbia fatto gioire innumerevoli spettatori, me compresa) e lì Adam sbotta. E’ ferito, si sente anche un po’ preso per il culo e se ne va in una maniere molto Hannesca, dicendogli che non sa niente dell’amore. Che tenerezza.
    L’episodio nel complesso non è male, ogni tanto l’ho trovato noioso, ma la scena finale tra Marnie e Hannah, pur nella sua banalità (forse proprio per questo), mi è sembrata molto “vera”.

    EDIT ho scritto una cazzata, l’episodio non è stato scritto dalla Dunham personalmente, mea culpa et ignoratemi. A quanto pare non sono particolarmente ferrata nel capire chi scrive chi e a che genere appartenga.

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  7. Ecco un altro episodio di Girls che mi è piaciuto molto,e finalmente ci si è potuti concentrare su Adam e Ray,due dei miei personaggi preferiti (l’artista non lo sopporto,sinceramente).
    Nonostante Marnie sia parecchio insopportabile,questa volta mi è dispiaciuto molto per lei:in fin dei conti cosa aveva fatto di male?Mi spiace Antonio,ma non condivido molto quando dici:
    “Ora, Booth sarà pure uno stronzo però mi sembra quanto meno infantile da parte della nostra bella del gruppo ragionare secondo sistemi così semplicistici (And I just feel dumb all because I just liked spending time with you and I hoped you were my boyfriend).”
    Posso capire che suoni strano da una che fino a poco tempo prima si era lamentata delle eccessive attenzioni del fidanzato,però dopotutto non mi pare che Booth le avesse detto “ti assumo”..la scena in cui lui le parla del compenso mi ha fatto stare male per lei.
    Meno Hannah,è vero,ma ciò che si è visto mi è piaciuto,soprattutto vederla finalmente alle prese con un progetto vero.
    Complimenti per la recensione!!

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  8. Per me l’episodio più brutto della stagione.
    Un episodio che, secondo me, non sapeva dove andar a parare. E dialoghi li ho trovati molto più brutti del solito, sarà che non è stato scritto dalla Dunham.

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  9. non so se la puntata scorsa fosse la svolta, ma qualcosa è cambiato in hannah: quando parlava con l’editore mi è sembrata più seria del solito, più concentrata. non ha detto le sue solite cretinate, forse perchè non le hanno dato il tempo, e apprezzo il fatto che se ne sia andata prima dalla festa.
    marnie: un po’ ingenuo, ma poi non troppo, pensare di essere la ragazza di quell’arrogante. ma ricordiamoci che con charlie era lei a condurre la relazione, dunque si sentiva forte; ora era booth il più forte, dunque ben le sta di essere trattata con la stessa arroganza che usava lei. poteva approfittarne e chiedere 1000 dollari, allora…
    belle le sequenze in esterna con i boys: già dalla scorsa stagione si sapeva che adam, quando si è innamorato, era più profondo di quanto non sembrasse.
    mi sa che piano piano boys and girls stanno crescendo.

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  10. scaccol ha scritto:

    che cavolo vuol dire il tuo commento sulla nudita’?? se lena vuol svestirsi che si svesta, se l’attrice che fa marnie non vuole mostrarsi senza veli in telecamera sara’ pur una faccenda personale. o no? dovrebbe forse imporglielo lena? o peggiora ancora te???

    Certo! Però visto che la Williams non vuole spogliarsi, non continuiamo ad infilarla in improbabili scene in cui deve coprire la propria nudità sfruttando tecniche ninja… Che senso hanno?
    L’episodio è il migliore della stagione, l’ho trovato onesto e a tratti anche divertente. Viene lasciata da parte la spocchiosità di raccontare il falso, ma Marnie continua ad essere caratterizzata da una brutta scrittura ed infilata in dialoghi più grandi di lei. A parte quello finale, forse il più sincero di sempre.

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  11. Miglior episodio della stagione. Per me molto più sincero e vero di tanti altri. Pochi fronzoli, poche costruzioni. E il dialogo finale tra Marnie e Hannah è purtroppo più reale di quanto si voglia credere. Spesso le amicizie femminili sono proprio così: bloccate nell’incapacità di comunicare nel tentativo però di volerlo fare disperatamente. Perchè chiamare l’amica se non le dirài la verità su dove sei e come vanno veramente le cose? succede. è triste ma succede.
    Ray e Adam fantastici. La recensione ha detto tutto :D complimenti.

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  12. Ho apprezzato tantissimo l’episodio sui BOYS ,che tenerezza Ray col cane…Marnie invece mi sta tanto sulle scatole che non mi è dispiaciuto per niente quando ha capito di essere una hostess e non la fidanzata.
    La nudità: e’ una scelta personale quante volte spogliarsi o se farlo,ammetto di apprezzare di più chi lo fa,un attore dovrebbe sentirsi a suo agio col proprio corpo e se la scena lo richiede dovrebbe esserne capace. Secondo me la nudità della Dunham non è abusata ,non è che vediamo Hannah girare nuda per casa o in strada,solo più volte di ciò che è ritenuto il minutaggio canonico(che alla HBO è maggiore) per restituire un realismo caratteristico della serie,se ne parla tanto e sa di abusato (con tutta la buona fede possibile) perchè è un corpo cicciottello e non è una serie alla GOT o alla Spartacus dove sembra più normale,convenzionale, vedere corpi nudi.. Tuttavia non nego che a qualcuno possa disturbare e dar fastidio ,io invece la ritengo una caratteristica fondamentale e fondante della serie.

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  13. Questo episodio finalmente mi ha convinto in tutto e per tutto. Sicuramente il migliore della stagione.
    Ho notato un’enorme differenza negli scambi tra Adam e Ray, sicuramente più “crudi” ma sinceri, e quello finale tra Hannah e Marnie, caratterizzato invece da falsità e ipocrisia reciproca.
    E concordo anche con l’autore sul fatto che sì, Booth sarà anche uno stronzo, ma come ha fatto Marnie a pensare di essere la sua fidanzata non è chiaro. Si è illusa di qualcosa che non esiste e si è dimostrata molto infantile.
    Ho l’impressione che la Dunham ci stia descrivendo gli uomini della serie sotto una luce migliore rispetto alle controparti femminili, cosa che per una donna è piuttosto insolito. Ray e Adam mi sembrano i personaggi meglio caratterizzati nella serie, quelli con più spessore e che sempre più procedono verso un’evoluzione. Lo stesso non mi sento dire delle ragazze, che bene o male pur con dei cambiamenti nella loro vita, mi sembrano rimaste un po’ ferme al punto di partenza.

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  14. scaccol ha scritto:

    che cavolo vuol dire il tuo commento sulla nudita’?? se lena vuol svestirsi che si svesta, se l’attrice che fa marnie non vuole mostrarsi senza veli in telecamera sara’ pur una faccenda personale. o no? dovrebbe forse imporglielo lena? o peggiora ancora te???

    Boss ha già risposto, in parte. Il tuo commento, scaccol, mi da l’idea che non hai letto bene ciò che ho scritto. Innanzittutto non è solo Marnie che appare sempre ridicolmente coperta, ma anche le altre attrici. La scena di sesso con Elijah credo rappresenti il top ridicolo da questo punto di vista: nuda con le ciocche di capelli in caduta perfetta sui seni: neanche il pipino di Bart nel film dei Simpson veniva occultato in modo così volutamente evidente. La questione che avanzavo era di coerenza nella messa in scena del serial. Non puoi essere esplicita con un personaggio e bacchettona con un altro. Pur volendo rispettare il carattere più chiuso e insicuro di una donna, non si può metterla in scena, sul letto o su un divano, durante un amplesso, come fosse in un film degli anni ’50.
    Faccenda personale, sottolineavi. Ma di nuovo, siamo in tilt. Quando la Dunham ha progettato Girls di sicuro sapeva quali standard voleva cogliere e non credo che abbia ingaggiato delle attrici che avrebbero avuto problemi a spogliarsi e se le è capitato e l’ha accettato (invece di scegliere un’altra attrice) allora la scelta è anche più assurda e controproducente.
    Spero di aver spiegato cosa intendevo.

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  15. Holly ha scritto:

    Nonostante Marnie sia parecchio insopportabile,questa volta mi è dispiaciuto molto per lei:in fin dei conti cosa aveva fatto di male?Mi spiace Antonio,ma non condivido molto quando dici:
    “Ora, Booth sarà pure uno stronzo però mi sembra quanto meno infantile da parte della nostra bella del gruppo ragionare secondo sistemi così semplicistici (And I just feel dumb all because I just liked spending time with you and I hoped you were my boyfriend).”
    Posso capire che suoni strano da una che fino a poco tempo prima si era lamentata delle eccessive attenzioni del fidanzato,però dopotutto non mi pare che Booth le avesse detto “ti assumo”..la scena in cui lui le parla del compenso mi ha fatto stare male per lei.
    Complimenti per la recensione!!

    Holly (e gli altri) grazie per i complimenti alla recensione.
    Mi riferivo al fatto che con Booth si vede da poco, sa che tipo è (e se non l’ha capito allora è una demente e si merita ciò che le capita in base alle scelte sbagliate che fa), Booth non ha mai parlato di sentimenti e via dicendo… Marnie ha passato l’adolescenza da un po’, ci si aspetterebbe da parte sua un minimo di giudizio, non una che dopo una settimana solo per qualche attenzione ricevuta è convinta che sta per avere l’anello di fidanzamento.

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  16. @ Antonio Varriale:
    Sì sì,ho capito cosa intendi!E’ solo che capisco anche perchè Marnie possa aver frainteso le cose..suppongo che oltre ad andare a letto insieme,i due facessero anche altro,da cui le sue idee.
    Certo,da lì a trasformarsi nella mogliettina che ti organizza il ricevimento a casa (con senso di superiorità verso le amiche annesso) ce ne vuole,però se non altro mi sento di darle un pò di ragione perchè si è sentita usata.
    Tutto qui :)

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  17. Ray, uno dei personaggi meglio caratterizzati di sempre.
    Fuck yeah.

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  18. Io, dai tempi della 1 superiore, ho conosciuto almeno 15 Marnie. La bella della classe, la bella della compa, che con falsa modestia sostiene di essere “infastidita che i maschi mi vogliano solo perchè sono bella”. E quando poi si trova nel mondo là fuori, dove di belle come lei ce ne sono tante e anche di più, si accorge di essere semplicemente una normale. Quindi caccia l’ex il “carino nella media”, perchè lei adesso sta con quello “figo”, che la fa di nuovo sentire la più “figa”, come nella scena con l’assistente. La personalità di Marnie è definita solo da persona con cui sta (per prendere la metro si toglie quel orrendo vestito in pvc..), e credo sia, come molte 25enni, ancora alla ricerca di quello che lei è veramente. Quanto alle sue scene di -non- nudo (braccio davanti, capelli davanti), forse sono volute dall’attrice che non si vuole mostrare, ma possono anche essere significative di quella, che in molti posti del nord viene chiamata “figa-di-legno”. Se ben ricordo, nella prima stagione, c’erano numerosi riferimenti al fatto che lei non fosse proprio un’amante da sballo, particolarmente recalcitrante a fare tutto quello che non era “io sopra tu sotto-tu sotto io sopra”.
    Per il bresto, nella scorsa puntata c’erano una discreta quantità di scene dedicata alle tette di Jessa.

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  19. [...] durare mi pare la più realistica: è ovvio che i due hanno ben poco in comune, come dice Adam in Boys “you’re just two kids holding hands”; ciascuno si è aggrappato all’altro per le [...]

    Rispondi

  20. [...] dubbio, i due personaggi meno detestabili di tutta la serie (non che ci voglia molto). Ma già in Boys Adam instillava dubbi, e poi abbiamo visto la strana coppia sgretolarsi, neanche troppo lentamente. [...]

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