Metto le mani avanti: sono confusa. Eppure so d’essere in buona compagnia: che a leggere in giro sono in tanti, come me, che se da una parte lamentano le pecche e le incongruenze dello show, dall’altra continuano (apparentemente senza ragione alcuna), ad aspettarne con discreto piacere la messa in onda. Perciò sono confusa, vagolo nell’oscurità come scopriamo vagolarvi il buon Jacob in questo episodio. Provo a venirne a capo, lo devo a Kevin Bacon ma soprattutto a Williamson senza il quale non avrei mai potuto strutturare la mia individualità di adulta.
Oh, if you say 9/11 aka This family is coursed aka Ryan Hardy, sfigato di proporzioni cosmiche.
Qui vorrei appropriarmi per un istante delle mie facoltà di autrice della recensione (leggi anche alla voce: rompipalle), per conferire pubblicamente con Antonio Varriale. Caro Antonio, arrivasti prima di me e seppur involontariamente rubasti la mia sublime intuizione, quella su cui avrei impalcato e infiocchettato tutto il mio discorso. Dammit! I miei complimenti comunque ad una puntualizzazione tanto appropriata: (citando a braccio la recensione che mi precede) The Following dice tutto. Ma tutto, dal superfluo, al ridondante, all’involontariamente comico. Perché, avanti, tra di noi possiamo dirlo: abbiamo riso allo straziante racconto della famiglia decimata di Ryan. Abbiamo riso forte. Voglio soprassedere per un momento sull’opinabile scelta di schiacciare così tanto l’acceleratore del tragico; ma non voglio fare altrettanto con quella di smarmellarci il tutto nell’ennesimo flashbackspiegone. Era chiaro che Mr Hardy fosse un tipo problematico, e buona tecnica narrativa vuole che quella problematicità emerga a poco a poco, non che ci sia urlata, vomitata addosso. Insomma, Ryan è uno sfigato, e la sfiga lo ha reso (dalli con i cliché) incapace di sentirsi speciale per qualcuno, ragion per cui il buon Ryan è costretto a giocarsi con Claire l’asso che -poco onestamente- tutti tiriamo fuori dalla manica quando vogliamo tirarci fuori da una storia scomoda: non sei tu, sono io. Il problema è che nel suo caso Ryan è talmente imbecille da crederci davvero. A dircelo (dalli coi cliché detti), è Jenny, sorella di Ryan, nonché unica superstite del tragico-mico- dramma familiare. Il montaggio che nelle ultime scene vede alternarsi i flashback Ryan-Jenny con il presente Ryan-Claire, è di una ridondanza ma soprattutto -lasciatemelo dire- di una bruttezza rara.
Nothing changes if nothing changes
E dunque, si diceva, la sorella di Ryan. Chef, propinatrice di slogan very cheap. Appare nei flashback unicamente per farsi rapire un attimo dopo. Ne viene da sé che una scelta del genere uccida la suspense: allo spettatore, del rapimento della povera Jenny, può fregare quanto a me frega dell’esistenza di Maria de Filippi. Lo dimostra, un attimo dopo, il fatto che a Maggie non interessi una cippa uccidere Jenny, ma anzi si sia preventivamente attrezzata -con un kit che nemmeno Abu Nazir- per mandare in tilt il pacemaker di Hardy. Va bene, sospendiamo l’incredulità: ma comunque l’espediente non acchiappa; Ryan è il protagonista ed è un nonsense creare una situazione di presunta angoscia sulla sua morte al quarto episodio. Mi si potrà obiettare che il tutto fa parte della tortura psicologica che Carroll (praticamente assente a questo giro) intende somministrare poco alla volta a Ryan, ma allora -prendetemi pure per cinica- più appropriata avrei visto l’uccisione a sangue freddo di Jenny.
Deep into that darkness, peering,long I stood there wondering, fearing.
Doubting, dreaming dreams no mortal ever dared to dream before
E allora, buttiamola in caciara con un bel threesome. Vabbe’, era nell’aria. Jacob e Paul si fingono gay, ma in realtà Paul un pochino gay lo è, ed è geloso fracico di Jacob. In seguito si scopre che comunque a Jacob mica gli dispiaceva ogni tanto di limonare duro con Paul, epperò comunque adesso vuole stare con Emma. Insomma, l’ho detto: era nell’aria. Quel che mi delude abbastanza è che uno spunto buono (Jacob che non ha mai veramente ucciso), si sia risolto – passatemi il francesismo- a incularella nella doccia. Almeno in questo episodio. Mi auguro, piuttosto, che sia punto di partenza per un approfondimento di questi tre “big” (fra molte virgolette) bad. Ché poi, non si capisce perché tre tipi che dovrebbero essere tre assassini (o aspiranti tali), debbano essere mostrati come tre monellacci anche sotto le lenzuola. Come se fra un threesome e l’impulso ad uccidere ci fosse un insondabile nesso.
Epperò, direte voi, la confusione resta. Niente di più vero. Il mio voto, anticipandomi, non può essere un bignono perché nonostante i palesi difetti, i personaggi tagliati con l’accetta, l’involontariamente comico e via dicendo, mi trovo a non demordere con The Following. Ho i miei motivi, primo fra tutti il fatto di trovare la visione nell’insieme godibile, anche, soprendentemente, quando mi fa ridere, invece di spaventarmi. È vero, anche io mi aspettavo ben altro dallo show, ma nel senso che mi aspettavo un altro prodotto, diverso, dove diverso non vuol dire necessariamente migliore. Vale a dire che un prodotto à la Breaking Bad, non per forza di cose assurge a modello di superiorità estetica in assoluto. La puntata mi ha fatto spesse volte saltare sulla sedia invocando la stronzata epica; eppure mi ha divertito, ecco, e riconosco in quel divertimento lo stesso identico gusto che mi divertiva in Scream.
Non solo; ma riconosco anche che alcuni passaggi sono ben fatti se sanno tenermi -nonostante le faccette di Emma e Jacob- abbastanza in tensione; perché ahimé, mi duole un po’ ammetterlo ma la palma per il thrilling questa settimana andava per forza di cose ai tre nell’allegra fattoria e alla tentata fuga dell’ingenua commessa del market. Restano, certamente, le perplessità per il futuro, perché se è vero -come diceva bene Giovanni-, che The Following è un bel giocattolone, altrettanto vero è che, sul lungo periodo, rischia di assestarsi sullo sbadiglio selvaggio, specialmente se non saprà variare un pochino rispetto a quello che ad oggi sembra essere uno schema piuttosto rigido (nuovo matto della setta del giorno subitamente catturato e/o fatto fuori).
Note sparse:
-
A me, il groupie di Ryan, puzza una cifra. Ma io, notoriamente, non ne azzecco mai una.
- Se ingenuamente state pensando che l’involontariamente comico del fratello pompiere deceduto l’11 settembre è roba da primato, forse vi state dimenticando di un’altra pietra miliare targata Williamson.
- Sarà mezzuccio di fascinazione blando e facilone; sarà quel che vi pare. Ma ogni volta che si cita Poe ho gli occhi a cuore.

















Ho già rinunciato al secondo episodio a seguire ‘sta roba ma leggo le recensioni per la curiosità di sapere se ho fatto male. Ecco, no.
Peccato, ero così in fibrillazione per questa serie…
Consiglio personale: guardate Cult…
Jacob che confessa di non aver mai ucciso nessuno come se stesse confessando di essere vergine. “Ma come, amore? Tu mi avevi detto di averlo già fatto con quella ragazza al college…”
Che cazzata questa serie
Per me è una commedy oramai.
La puntata rivela poi un insospettabile altro criminale: il paramedico che “consiglia” a Bacon di farsi visitare dal suo cardiologo e poi lo saluta. In tutto l’Occidente quello sarebbe stato un paziente da movimentare in codice rosso fino al primo ospedale..
Io ho lasciato al secondo episodio… ma ora mi mettono il threesome? Eccheppalle mi devo recuperare sti episodi per farmi quattro risate?
Ah, la sfiga cosmica nella morte del papà di Dawson doppiato da Kevin Spacey! Verissimo, uno dei momenti seriali che più mi ha fatto piagnè (dalle risate)!
La perla involontariamente comica dell’episodio per me rimane comunque il non ancora citato confronto tra Jacob e Carroll nel parlatorio della prigione, quando gli spiega che poverino lui si vergognava!… Dai, o sei un coglione o sei un genio del male, ma se da grande vuoi fare il serial killer di sicuro non puoi essere tutti e due. Più che accoliti di Carroll a me ‘sti qua sembrano ormai il trio Medusa.
Piuttosto, dopo l’ennesimo Meh per una serie che conferma episodio dopo episodio tutti i suoi limiti, sono un po’ confuso anch’io, mentre invece vorrei sinceramente essere aiutato a capire alcuni meccanismi che evidentemente mi sfuggono. Poi naturalmente liberissimi d’interpretarla come una mia domanda retorica ma… c’è un motivo per cui in una redazione si sceglie, per esempio, di non recensire più una serie come Shameless o altre più meritevoli, destinando risorse ed energie ad un prodotto così mediocre come questo?
Può capitare che un sito si accanisca di tanto in tanto su un prodotto (in questo caso una serie tv). Per carità, non c’è nulla di male nel prendere una posizione e difenderla a tutti i costi. Ora, leggendo di The Following qui mi sembra di essere tornato indietro nel tempo alle prime 2 stagioni di The walking dead. L’impressione che l’abbiate “preso di mira” come fatto con Darabont è più di un sospetto. Liberissimi di criticare e ridicolizzare un episodio (magari concentrandosi su un dialogo di pochi minuti tra 2 amanti). Detto ciò mi chiedo: qualcuno ha mai visto Scream? Sa da chi è sceneggiato e chi ha tenuto in piedi quella quadrilogia di cui Craven è solo esecutore materiale? Il dubbio mi viene, perchè apprezzare The Following senza aver compreso, capito o peggio saltato a piè pari Scream è molto, molto difficile. Poi leggo che l’autrice del pezzo fu folgorata da Dawson’s Creek, guarda caso creato dallo stesso autore di Scream … e i conti continuano a non tornarmi. The Following ha molti punti in comune con Scream e Dawson’s Creek, non capirlo mi sembra un errore grave. Al di là del fatto che una serie possa piacere o meno.
Ultima cosa, in qualunque thriller popolare che si rispetti lo spiegone è necessario, esiste da sempre. Psycho di Hitchcock ne contiene uno nel finale clamoroso, roba da bimbi delle elementari con problemi di comprensione degli eventi. Eppure è il thriller per eccellenza della storia del cinema …
Ragazzi questa serie mi fa un effetto strano. Pur essendo una serie da bignono mi fa passare 40 minuti velocemente e piacevolmente, ma per essere una serie che vedo piacevolmente al tempo stesso è deludente ma deludente davvero.
Innanzitutto 4 puntate che non hanno detto nulla e soprattutto non mi appassiona minimamente. Non crea spettative per la puntata successiva, lo guardo quasi al pari di un big bang theory ormai giusto per passare il tempo.
Ma come si fa a sceneggiare certe cagate?
- Alla quarta puntata è mai possibile che un attento spettatore creda anche solo x un istante che il protagonistone venga ucciso?
-Sono ostaggio in una fattoria vengo liberato e mentre scappo che faccio? mi guardo intorno evado in una casina o a gambe levate mi butto in strada ed inizio ad urlare? mah!!!
-ryan l’uomo più sfigato al mondo……..
-la sorella dell’uomo più ricercato da una rete di serial killer non ha custodia protettiva?fosse l’ultima di 10 sorelle lo capirei ma è l’unica persona che somigli ad un legame affettivo per hardy eppure nessuno si sogna di monitorarla?
Troppi buchi e va bene la sospensione dell’incredulità ma qui siamo nel ridicolo!!!
Preannunciata come serie dell’anno questa non è molto diversa sa the mentalist con maggiore sangue maggiore traccia di horror. Suspance zero, credibilità zero.
@ Luca:
No, Scream lo hai visto e “capito” solo tu, e solo tu sai che Williamson lo ha scritto. Noi siamo dei poveri scemi che non sanno quello che dicono, che lo dicono solo perché ci pagano per parlare male di The Following.
Punti di contatto con Scream e Dawson’s Creek? E quindi? Questo cosa dovrebbe mutare nel giudizio? Cosa ci sarebbe da capire in Scream che aiuta a capire The Following? Illumina noi poveri fessi.
@ Namaste:
Namaste, purtroppo Shameless non stiamo riuscendo a coprirlo, non è che abbiamo deciso di non coprirlo. Cerca di capire che noi siamo più o meno sempre quelli, mentre le serie aumentano ogni anno, anche quelle che meriterebbero copertura settimanale. Poi, quest’anno abbiamo coperto ogni settimana roba che negli scorsi anni non avevavamo coperto alla stessa maniera: Treme, Doctor Who, Girls, Enlightened, Spartacus, Suits, The Carrie Diaries, The Following e The Americans. Sono quasi dieci serie in più, e ripeto, noi siamo più o meno sempre quelli. Mi rendo conto che sia un peccato lasciare roba come Shameless per strada. Ma non è una decisione. C’è chi, tra di noi, la segue ma non la può recensire per varie ragioni. C’è chi non la segue, c’è chi la sta recuperando (io). Magari faremo un recap unico, vedremo, non è che la lasceremo del tutto scoperta. Non è una decisione della “redazione”. Ci dispiace, ma magari ogni tanto un complemento per aver coperto tante serie (alcune splendide) in più rispetto all’anno scorso non ci starebbe male. Ma mi rendo conto che sia una questione di punti di vista: c’è chi si vuole concentrare sul di più fatto, chi sul di meno. L’importante è che la cosa non si prenda come un boicottaggio, e come una mancanza di attenzione. E’ una questione di tempo. Spero di essermi spiegato ^.^
XDDDDD Sapevo che sotto quel link c’era la morte di Mitch prima ancora di cliccare!!1!!11 Meraviglia, uno dei momenti di formazione della mia carriera di spettatrice seriale, e non sto nemmeno scherzando XD E’ stato il momento in cui per la prima volta nella mia allora breve e giovane esistenza mi sono ritrovata di fronte alla domanda: mio Dio, questa scena è da schiantarmi dalle risate, MA IL PADRE DI DAWSON E’ MORTO!!!, dovrei comunque ridere? Allora mi sono risposta di sì, ed è stato il primo di una lunga serie nonché il primo passo verso l’adorazione che oggi nutro per la comicità involontaria nei telefilm. Cioè palesemente Williamson già dieci anni fa mi stava addestrando a gradire The Following. Joe Carroll je fa ‘na pippa.
Comunque, ricordi della mia infanzia a parte, ottima recensione, con la quale sono completamente in accordo XD Ho provato le stesse sensazioni, durante la visione. Sulla storia della sua famiglia che Ryan sciorina nel flashback (“MIA MADRE E’ MORTA DI MALATTIA QUANDO ERO ADOLESCENTE” “oh mio Dio, Ryan, mi dispia–” “POI MIO PADRE L’HANNO SPARATO” “ossignore… quindi siete solo tu e tua sore–” “BE’ C’AVEVO UN FRATELLO MA E’ MORTO L’UNDICI SETTEMBRE” “MINCHIA, RYAN *sparge acqua santa*”) ammetto di aver quasi ceduto. Ebbene sì. Stavo per quittare senza più voltarmi indietro. Ma poi la risata è nata spontanea e sono andata avanti, e The Following mi ha premiato diventando LA FOLLIA negli ultimi venti minuti XD Tutta la storyline dei tre dell’Ave Maria lì in campagna è stata meravigliosa, con Jacob vergine dell’omiGidio che si rifiuta di uccidere l’ostaggio (primo caso EVER di ostaggio che manipola il suo carceriere e non viceversa XD), quei due che la inseguono brandendo coltelli da macellaio recuperati da ceppi convenientemente sparsi per tutta la casa, poi Emma e Paul che bondano nella doccia su quanto è scemo Jacob (MERAVIGLIA), e infine Jacob che si presenta e li trova in quel modo e, invece di dire a entrambi “da faq?”, li fissa con l’occhio dell’amore mentre Emma dice “WE WON’T GIVE UP ON YOU!!11!11″ e poi si lascia trascinare nella doccia dove immediatamente il suo viso assume l’espressione della beatitudine più totale perché è chiaro che non stava aspettando altro che la sua donna e il suo amante cominciassero a loro volta ad amarsi per potere avere una threesome con loro XD
Cioè, qui siamo su livelli di comicità che le comedy si sognano. Eppure, come tu stessa hai detto, o forse proprio per questo motivo, io continuo a guardarlo XD Non andrei così in là da dire che aspetto gli episodi con ansia, e quando un episodio esce tende a non essere mai la mia priorità, ma lo guardo con piacere, sì XD Mi associo ai confusi.
Mi sento tradita. Ero troppo gasata per The following, ma dopo il pilot, puntata dopo puntata- come dice l’utente qui sopra- conferma tutti i suoi limiti. Hardy è un personaggio tremendamente banale, scialbo, e Carroll diventa sempre meno attraente, troppo ridondante e ‘fasullo’ (nonché quasi marginale, sta diventando un mero pretesto per la setta- e la serie stessa).
La stagione la finisco sicuramente, c’è qualcosa che fortunatamente continua ad affascinarmi e lo trovo comunque abbastanza godibile… boh vediamo un po’.
Non vorrei che finisse nella lista di serie mai portate a termine. Vedi The Event.
Le risate davvero XD cmq mi consola non essere stata l’unica a scoppiare a ridere alla storia famigliare di Ryan, davvero, è stato un momento bellissimo. (anche perchè ha fatto l’ “elenco dei famigliari morti” senza sembrare neanche tanto emozionato, sembrava proprio una lista, mi aspettavo andasse ancora avanti).
I flashback sono troppi e troppo contestuali alla singola puntata, ci dicono solo cose che ci serviranno per capire tal cosa che sta per accadere, potrebbero renderli più interessanti, così son solo gente che parla per spiegarti perchè tal personaggio sta per agire in tale maniera. E poi li trovo troppo invadenti, in alcuni momenti c’è stata un po’ di tensione però questi venivano sempre interrotti da un anticlimatico flashback o da un cambio di scena da Ryan ai discepoli, spezzando tutto quello che era riuscito a creare.
Concordo poi con l’assurdità di mettere Ryan in pericolo di vita alla quarta puntata; il poliziotto che lo segue ovunque è un po’ troppo invadente, spero sia anche lui uno dei discepoli sennò è veramente una persona inquietante.
Io ormai lo guardo davvero per il LOL e perché ancora non mi è cominciato Doctor Who e quindi non so che vedermi nel post weekend. E’ una cazzata. Molto bella la recensione comunque, soprattutto la parte su Hardy sfigato, che ho pensato pure io. Tutta la famiglia morta, lui perseguitato ed insicuro … è chiaro: Hardy è una Mary Sue.
BetterLife ha scritto:
Secondo me no. Boh, magari mi sbaglio, ma il poliziotto secondo me è Dawson 2.0.
Pensate a Dawson che ha Spielberg a portata di mano: solo lui potrebbe morirci dietro in questo modo.
@ Francesco Gerardi:
Intanto grazie per la cortese precisazione. Avevo appunto il timore che, come purtroppo mi capita spesso, la mia curiosità potesse in qualche modo percepita come una piccola nota polemica, tra l’altro in un periodo, mi rendo conto, abbastanza “caldo” in cui sembra quasi che i redattori di Serialmente siano colpevoli dei peggiori crimini di guerra, quando invece sono proprio interventi esplicativi come il tuo, che aiutano il lettore al confronto. E permettergli di capire quali sono i limiti obiettivi che incontrate, non può far altro che accrescere il rispetto per il difficilissimo lavoro che fate ogni giorno. E quello sicuramente non può e non deve mai venir meno. Massimo rispetto e riconoscenza infinita verso chiunque metta la propria passione a servizio degli altri. E anche se spesso lo diamo per scontato, è comunque giusto ribadirlo, ci mancherebbe.
Pensare però che un recensore, qui o altrove, possa parlar male di una serie solo per posizione presa o perchè magari quella è “linea editoriale” da seguire, è semplicemente assurdo. Poi si potrà essere d’accordo o meno e, se necessario, scagliarsi contro di lui più o meno aspramente, ma quando non gli si riconosce nemmeno l’onestà intellettuale di saper individuare i limiti o i meriti oggettivi che poi gli consentiranno di formulare un giudizio sommario, allora è chiaro che il giudizio viziato diventa più il nostro che non quello di chi recensisce un episodio. Se non si è d’accordo allora basta dire semplicemente ed educatamente perchè, mettendo sul piatto quei meriti oggettivi che al redattore o alla redattrice possono essere semplicemente sfuggiti. In caso contrario, sono quelle critiche e non le recensioni a diventare, secondo me, un po’ pretestuose.
Anch’io ho trovato il tutto molto tragi-comico…ma soprattutto manca la tensione,fila tutto senza che me ne possa importare di meno di quello che succederà, ed è brutto pensando che quando ho visto il pilot mi aspettavo tutto tranne questo,mi aspettavo di essere terrorizzata da Joe Carroll e dai suoi followers mica di farmi 4 risate tra uno sbadiglio e l’altro >_< Si anch'io sono delusa,ormai al 4 ep. lo posso dire,il piano è di continuarne la visione ma se continua così non so se ce la faccio.
Ho dovuto penare per trattenere le risate davanti alla storia familiare di Ryan, mentre mi chiedevo come facesse Claire a non vaporizzarsi lì dov’era -cavolo, se non te ne voleva parlare una ragione c’era, scommetto da allora non gli ha più chiesto neanche l’ora.
In generale l’episodio è stato un rolleye continuo:
- hai a che fare con uno psicopatico che vuole rovinarti la vita e ferirti in ogni modo immaginabile, con una schiera di seguaci apparentemente sterminata e insospettabile, e quando tua sorella, la tua unica familiare ancora in vita alla quale sei pure affezionato, ti chiama, tu NON RISPONDI??? Già come suggeriva qualcuno avrebbero dovuto darle una custodia protettiva, o quantomeno avvertirla di espatriare, ma ignorarla tanto platealmente quando al primo accenno a un detective come Ryan avrebbero dovuto cominciare a lampeggiare tutti i segnali d’allarme è semplicemente assurdo, pur nel contesto assurdo della serie.
- l’ennesimo cattivo, o cattiva in questo caso, che pur avendo la sua vittima su un piatto d’argento non la uccide e si toglie il pensiero, ma no, deve “godersi il momento”… è un cliché usato anche dai migliori, ok, ma almeno controlla che la tua vittima non abbia effettivamente portato soccorsi, non gli credere sulla parola.
- Nothing changes if nothing changes. Really?? Jenny sei sprecata in un ristorante, dovresti aprire uno studio di psicoterapia.
- il threesome NOOOO. Anche se non so se sia meglio questa inaspettata armonia o Emma e Paul che si prendono a coltellate.
- Ma poi davvero, ‘sti coltelli da macellaio ce li hanno in tutta la casa?
Una domanda sull’ostaggio. A parte le sue tecniche di fuga alquanto discutibili, alla fine è ancora viva? Ho un mezzo dubbio che Jacob abbia avuto un’allucinazione, perché si è presa una coltellata nella pancia (ma “it’s only a flesh wound”, ci mancherebbe) e i due allegri nuovi amici erano tutti sporchi di terra, come se l’avessero seppellita. O l’hanno tenuta in vita perché vogliono che Jacob la uccida?
Comunque, condivido la confusione, perchè nonostante tutto aspetto di vedere il prossimo episodio. Chissà, magari migliora, mi dico. E poi, sarà una ben blanda motivazione, ma mi sa tanto che io continuo a seguire anche per Mike, il fanboy di Ryan che sarà o non sarà il braccio destro di Carroll? Quegli occhioni sognanti mi fanno tenerezza, non ci posso fare niente.
Causa influenza (vomito continuo da lunedì e quindi probabile ricovero entro domenica) ho perso la puntata (che recupererò di sicuro se sopravvivo ai miei colleghi: si sa che un medico è il peggior paziente ed io in questo eccello)) ma approvo in pieno la recensione: è ciò che dico di The following dall’inizio: MEH, BIG NO NO ma…… è il ma che conta qui. Non riesco a staccarmene (le parole dette nella rensione dell’ultima puntata di Spartacus, scusate ma in sto’ casino di vomito ho dimenticato il nome di chi ha fatto quella meravigliosa recensione e non so se ho il tempo di andarla a riprendere prima di vomitare ancora) vanno benissimo per come vedo io The following: non ci posso fare niente, lo devo vedere. Perchè? Semplice mi diverte e questo è ciò che chiedo ad una serie tv (senza contare che Bacon e Purefoy proprio schifosi coem vista non sono)
Cassandra ha scritto:
Secondo me la seconda che hai detto. Tant’è che anche Emma, tendendogli romanticamente la mano per trascinarselo in doccia, gli ha detto “We won’t give up on you!”, come a dirgli “ti staremo vicino finché non l’avrai ammazzata ed ogni volta che la lascerai scappare te la riporteremo indietro fino a farti diventare pazzo”. Che dichiarazione d’amore, eh? X’D (Questo sempre che Jacob non si sia rassegnato e l’abbia uccisa offscreen prima di andare sotto la doccia, non potrei giurare di no, dipende quanto vogliono tirare questa cosa dell’”insegniamo a Jacob come si uccide la gente”.)
Boh, a me viene tutto meno che da ridere davanti ai racconti disgraziati del protagonista. Ma ormai ho capito che non sono abbastanza cinica per serialmente. In ogni caso, quoto jackson anche questa volta: Io continuo ad aspettare di vederlo. Una attrazione c’è tranne evidenti difetti. Non so per cosa, non so perchè, sarà legata all’atmosfera che tutto sommato mi lascia in attesa, sarà la piacevolezza dei protagonisti, anche Claire, e anche un pochino la love story..ma anche questo sarà per la solita ingenuità, ne sono sicura, nonostante tutti i miei anni. Io vado avanti
@ Francesco Gerardi:
Punto primo abbassiamo i toni, mi sembra di aver fatto delle semplici ed educate osservazioni. Non ho dato a nessuno del cretino, nè dell’incompetente, nè del “marchettaro” che scrive male in quanto pagato per farlo. Non capisco perchè ti scaldi tanto e, lasciatelo dire, non è questo il modo di rivolgersi a un lettore.
Secondo, ho esordito dicendo che non c’è nulla di male se un prodotto viene criticato (anche ed eventaulmente) per partito preso. Dalle recensioni lette fino a questo momento mi è sembrato di capire che a The Following serie si muovono le stesse accuse che si muovevano a Scream film/quadrilogia [se vuoi ti porto gli esempi]. Tutto qui. Il dubbio, e quindi la domanda, mi è venuta spontanea: vi ricordate chi è e come lavora Williamson? Punto e basta. Poi naturalmente posso anche sbagliarmi e prendere un abbaglio (io, perchè dalla tua risposta non mi sembra che tu sia mai incappato in un errore di valutazione. Beato te).
Se ti vuoi sforzare di discutere con educazione, magari imparando (sempre con educazione) ad accettare alcuni appunti mi trovi disponibile al confronto. Altrimenti resta sulle tue posizioni a leggere tra le righe insulti che sono frutto solo della tua fantasia.
@ Luca:
Allora, tanto per cominciare, sei tu che dici che qui si è preso di mira The Following, come se le critiche fossero fatte per crudeltà o professione. Sei tu che dici che qui si è presa una posizione e la si sta difendendo a tutti i costi, come se fossimo incapaci di giudicare con lucidità quello che abbiamo davanti. Sei tu che dici che si critica lo show per partito preso. Se io fossi suscettibile, mi sarebbe bastato già questo per sentirmi insultato. Ma non è così, credimi. C’ho letto solo una critica che non sta né in cielo né in terra.
Hai chiesto se qualcuno ha visto Scream e se qualcuno sa da chi è stato scritto. Io ti ho risposto, ironicamente, che no, l’hai visto solo tu e solo tu sai da chi è stato scritto. Sono stato maleducato? Ti chiedo scusa, non era assolutamente mia intenzione.
Ti è però mai venuto in mente che, forse eh, anche noi abbiamo visto e sappiamo? E che la cosa non muta il giudizio? C’è tanta presunzione nel credere che le opinioni diverse dalla propria siano sempre frutto di un buco nella conoscenza altrui. Tantissima. E dalla tua domanda, mi è parso di leggere che ‘Il dubbio mi viene, perchè apprezzare The Following senza aver compreso, capito o peggio saltato a piè pari Scream è molto, molto difficile’.
Il fatto di ricordare chi è e come lavora Williamson, il fatto di ricordare Scream e DC, come dovrebbe influire sul giudizio di The Following? E, soprattutto, perché dovrebbe? Qua sembra di essere di nuovo a parlare di The Newsroom, in cui invece che guardare la serie dovevamo pensare a chi la scriveva, a The West Wing e a Sports Night.
Se poi, come hai detto, è vero che c’è qualcosa da “capire” in Scream che aiuta a capire TF, t’ho chiesto di spiegarcelo. Ironicamente, magari piccatamente, ma non con maleducazione. Se ti è parso così, ancora scusa, non era mia intenzione.
Io mi sbaglio su un sacco di cose. Non ho letto insulti tra le righe, sennò te l’avrei detto.
@ Namaste:
Figurati, ci mancherebbe altro. Credimi anche su questo, i più dispiaciuti nel non riuscire a coprire certe serie siamo noi. Anche noi siamo solo dei tizi che adorano parlare di ‘sta roba, sennò non saremmo qui a discutere XD.
Per quanto riguarda il resto del tuo intervento, dici bene. L’unica cosa che davvero mi infastidisce è essere accusati di critiche per partito preso. E’ insultante, davvero. Soprattutto quando si passano ore a preparare una recensione sperando di fornire un punto di vista interessante ed equilibrato.
@ Luca:
ma sei lo stesso Luca che commentava SoA?
anyway credimi, qui nessuno critica qualcosa per partito preso. Non ci sono riunioni carbonare per decidere cosa prendere di mira, non c’è alcuna linea editoriale, noi stessi non sappiamo cosa c’è scritto nella recensione di un altro finché non viene pubblicata.
Può accadere che, quando un prodotto è brutto e ridicolo come è stato finora questo, le reazioni dei recensori siano simili. Ad esempio, io questo episodio l’ho trovato l’apoteosi del WTF? e del LOL, con l’aggravante di essere noiosissimo. Scritto male, diretto male, interpretato male. Mollo qui, questa roba per me è inguardabile, e chi la recensisce per me è un eroe.
ah, e Scream l’ho amato molto. Mentre Dawson’s Creek mi ha sempre fatto schifo. Questo come mi posiziona?
Ragazzi, sta diventando difficile sia fare i recensori che fare i commentatori.
E se ci dessimo tutti una calmata?
Tutto è cominciato con l’accusa di snobismo lanciata qualche episodio fa.
E’ un’accusa ingiusta e antipatica che capisco possa fare infuriare.
Ma che davero davero si deve sempre dire: “Tutto va ben, madama la marchesa”?
Ecchecavolo!
The Following, secondo me (SECONDO ME! lo posso dire o no?), sta diventando una pizza mostruosa.
E’ lento, lo vogliamo dire?
Sono tre episodi che sono in ‘sta casa nella prateria del piffero e non succede niente!
Hanno ammazzato un topo e rapito una pirla qualsiasi che nessuno si è nemmeno accorto che manca da casa.
Ogni due per tre parte un flashback.
Se c’è qualcuno da sorvegliare si manda un solo (UN SOLO) agente e tutti in massa al piano di sotto a disquisire su quanto è pericolosa ‘sta minaccia dei followers e intanto quello schiatta.
Se ogni tanto qualcuno è sul posto è perchè Kevin è un cane sciolto e fa come gli pare, vabene?!
E basta!
Per non parlare della scema che pesca il biglietto vincente della lotteria, l’unico killer che non sa uccidere (che tenerezza!), e che fa?
Esce cercando di non farsi sentire dagli altri due psicopatici?
Nooo!
Esce SBATTENDO la porta!!!
Fugge nel bosco, visto che è notte?
Nooo!
Si rifugia nel garage o quel che è.
La ribeccano?
Eh, be’, non mi ha fatto nemmeno pena, ma devo confessare che difficilmente gli idioti me ne fanno.
A che è servita la sua storia?
A innescare l’ennesimo flashback e l’ammucchiata sotto la doccia.
OMG!
Sta per venirmi uno sc-iopone dalla rabbia (dicesi: “sc-iopòn de fùta” in genovese)
Insomma, io avevo delle aspettative su questo show.
Kevin Bacon mi piace molto, l’idea mi sembrava promettente, anche se non nuova, a ogni nuovo episodio mi siedo al pc piena di speranza e… mi rialzo alla fine piena di rabbia.
Anche se ad ogni round schiatta qualche follower in realtà mi sembrano sempre al punto di partenza.
E’ frustrante.
Voglio un po’ di azione vera non il girare continuamente in tondo.
Voglio una roba tipo Homeland.
Va be’, vado a rivedermi Homeland, che quanto a inverosimiglianze e sospensione dell’incredulità nassuno gli bagna il naso ma dove almeno succedono DELLE COSE, accidenti!
O.T.
Un minuto di silenzio per il mio gatto Alan (vedi avatar) che dopo quasi 17 anni di amorosa convivenza oggi alle 17 mi ha lasciato.
Il mio cuore piange.
Molto.
Cancella pure.
Volevo solo sfogarmi un po’.
@ luta44:
lo vedevo sempre nel tuo avatar, mi era diventato familiare. Lo so cosa si prova, ti capisco.
mi dispiace
@ luta44:
Mi dispiace
luta44 ha scritto:
Succube anch’io del potere felino, ne ho due splendidi esemplari (Zenith e Nadir), capita spesso che mi si stringa il cuore al solo pensiero di quando anche per me arriverà quel triste giorno, figuriamoci doverlo vivere davvero. Ti abbraccio idealmente.
Lisa C. ha scritto:
Ma infatti io un po’ mi aspettavo che Jacob lo facessero fuori lì sotto la doccia, sull’onda del “tu uccidi, lui no, ti amo”, magari tirando fuori un altro coltellaccio da dentro il bagnoschiuma.
Ma effettivamente è più probabile che loro teneramente vogliano insegnargli a sgozzarla, e anche se Jacob dovesse lasciarla andare ancora, la tipa si farà fuori praticamente da sola se si fa acchiappare in quel modo un’altra volta (che poi secondo me era quel che Jacob sperava fin dall’inizio, non liberarla davvero ma che toccasse agli altri ucciderla).
@luta44
Mi dispiace
Mi viene da ridere, io e le recensioni (o recensori) di serialmente non andiamo mai d’accordo. Questa recensione esprime esattamente il mio pensiero riguardo allo scorso episodio…ma non a questo! mentre ancora nello scorso al voglia di vedere come andava avanti c’era, non mi ero annoiato e la sospensione dell’incredulità era ancora a livelli sopportabili, a partire da questo episodio mi ritrovo più in linea con la recensione della settimana precedente. I difetti in questo caso (vedi la fuga più stupida della storia da parte della cinese a titolo d’esempio) sono troppo grossolani da soprassedere, ma soprattuto questo episodio è noioso da morire!! quindi mi sa che i casi sono due, o sono indietro di un episodio rispetto alla redazione, o voi avanti di uno!
ps. non so se ha un senso logico quello che ho scritto. Scusate, ma ho appena finito di collaudare il divano nuovo!
Grazie a tutti per le parole di conforto.
E’ stata una morte dolce e lui è rimasto bellissimo fino alla fine.
Fine OT.
Scusate.
@ luta44:
Quoto tutto il commento.
Mi dispiace tanto per il tuo gatto.
@ luta44:
Mi dispiace tanto per il tuo gatto.
@ luta44:
mi dispiace tanto per il tuo micio, ma sono sicuro che grazie a te avrà vissuto una bellissima vita.
@ Paola:
Mi sa che siamo 2 matte allora vorrei ricordare che siccome la realtà supera la fantasia ci sarebbe quel calciatore morto in campo poco tempo fa che a Ryan fa una pippa per rogna ma io non ci vedo niente da ridere mah de gustibus la rogna
Jackson1966 ha scritto:
Ma infatti la realtà supera la fantasia, ma le due non sono la stessa cosa, e la reazione che si ha di fronte alle sventure di un personaggio fittizio scritto pure malaccio può non essere la stessa che si ha per Piermario Morosini, senza essere per questo cinici o senza cuore, anzi.
Io l’ilarità l’ho trovata nell’improbabilità della costruzione della scena e nel fatto che si aggiungesse ad altri elementi che contrubuiscono a stereotipare abbastanza clamorosamente Ryan… nel senso, non potevano farlo più ovvio di così.
Poi sono la prima che per esempio di fronte a un Jesse Pinkman versa lacrime di pura disperazione, ma non ho paura a ridere di una cattiva scrittura, anche se questa comporta un ‘elencazione di disgrazie.
@ Francesco Gerardi:
Allora:
- Se rileggi bene il mio primo commento troverai questo “attacco” : “Può capitare che un sito si accanisca di tanto in tanto su un prodotto (in questo caso una serie tv). Per carità, non c’è nulla di male nel prendere una posizione e difenderla a tutti i costi”.
Ora, a parte l’autocitazione (mi do del ridicolo da solo…), si capisce che nell’ipotesi (qualora fosse vera e in questo caso vera non è) non ci trovo nulla di male. Succede ovunque: nei quotidiani, nelle riviste cartacee e online, nelle fanzine più indie del mondo. Non c’è, nel caso, nulla di male. E’ capitato anche a me di farlo: ho un’opinione, la porto avanti finchè campo. Se mi sento di “smontare” un prodotto lo faccio. Punto. Perchè prendersela per una cosa che è giustificata e compresa già da chi la segnala?
- Ho chiesto di Scream perchè, lo ripeto, le critiche che serialmente redazione rivolge a The Following sono le stesse che la critica, al tempo, rimproverarva a Scream. Da qui la domanda che non conteneva presunzione alcuna, semmai solo curiosità … (avessi scritto: “Williamson è il miglior sceneggiatore del pianeta, se lo criticate non capite un tubo perchè siete troppo superficiali per apprezzarlo” – avrei capito il tuo sfogo. Ma non ho scritto una roba simile)
- The Following è stracolmo di citazioni relative a Scream. Spesso arriva a rielaborare situazioni già presentate in quella quadrilogia (pensa alla coppia finta gay o quasi. O alla “setta” che mette alla prova marito e moglie facendo sì che quest’ultima venga pugnalata. A come è ripresa tecnicamente ogni coltellata o alla modalità di gestione delle suspense), per non parlare di come la serie prova a scavare nei clichè horror e thriller rivelandoli più che suggerendoli. Williamson gioca con il meccanismo del genere (lo faceva anche in DC), arriva quasi a prenderlo in giro, si autocita (lui però, contrariamente a me, può permetterselo …) lavorando di metacinematografia. Gioca a carte scoperte insomma. Come spettatore ti provoca chiedentoti di stare al gioco (Poe, il serial killer, il detective alcolizzato che non vuole amare così da proteggere la sua bella, giovanotti americani che decidono di seguire un folle: tutti clichè da condire prima di venir gettai nel minestrone) per poi rassicurarti a colpi di flashback e spiegoni.
- E’, a mio modestissimo parere, un grandissimo sceneggiatore pop. Non a caso si è affermato trattando 2 filoni prevalentemente adolescenziali: lo slasher (Scream) e il teen movie (DC) per la tv. La chiudo qui, tanto posso scrivere fino a domani ma la sostanza non cambia. Tu resti convinto di quanto poco valga The Following (giustamente, ci mancherebbe) io di quanto sia interessante.
Alla prossima
@ Daniela G.:
Si sono io … provo a spiegarlo anche a te:
- Non era mi intenzione darvi dei “marchettari” (altrimenti non vi leggerei, non trovi?). Inutile che ripeta a te quello che ho già scritto/risposto a Francesco Gerardi
- Liberissima di farti disgustare da The Following, ci mancherebbe
- Non uso classificare le persone a seconda delle visioni (in tal caso avrei scritto: “ignoranti, non conoscete quel genio di Williamson” ecc e non mi pare di averlo fatto).
- Scream mi è piaciuto fino al 3, è un prodotto che con la sua particolarità ha salvato l’horror anni ’90. Il 4 è altrettanto buono ma è uscito in un momento in cui non se ne sentiva la necessità (visto che quel genere da un po’ lo fanno con continuità e da Dio in Francia, offerta che basta e avanza mentre negli anni ’90 il mondo sembrava essersi scordato degli horror di qualità).
- DC è un ottimo prodotto, pur non essendo il mio genere preferito. Però la stagione in cui Dawson prepara il documentario sul regista pulp in fin di vita (non ricordo che numero di stagione fosse) è fantastica
- Il mio era solo un commento, non nascondeva nessun livore o presunzione. Nè voleva impartire lezioni di cinema/tv a qualcuno. Tu dovresti saperne qualcosa: quante volte ci siamo trovati ad argomentare intorno ai tuoi pezzi su SOA?
Luca ha scritto:
Tutto molto bello e interessante, il problema è che se io guardando questa serie e cmq mi annoio e trovo che ci sia una totale assenza di suspence, non è che se mi metto a pensare “wow le citazioni di scream” improvvisamente mi diverto. Se tutta la serie funziona sono cose che danno un valore aggiunto e divertono lo spettatore, ma se la serie non funziona (ovviamente soggettivamente per qualcuno che la sta guardando) non possono da sole reggere il peso dello show. E non c’entra il conoscere o non conoscere Scream o ritenere Williamson un buon sceneggiatore o no.
Io ho visto scream e la differenza è che scream teneva alta la tensione ed era pieno di colpi di scena, qui non c’è suspence dal primo episodio, tutto è prevedibile e i flashback sono inseriti in modo da spezzare la tensione appena potrebbe iniziare ad alzarsi. Poi se a te invece la serie tiene sul chi vive e in ansia buon per te, ma non puoi accusare di essere prevenute o ignoranti le persone che non la sentono e per cui quindi gli episodi risultano noiosi.
@ Luca:
Caro Luca, comprensibilissimo il tuo discorso, fuorché in due punti fondamentali:
1. tendi a sottolineare (anche nelle tue risposte successive) come non ci sia “nulla di male” a voler difendere la propria opinione “a tutti i costi”; ora, premesso che io sono permalosissima
e sono proprio quel genere di persona che in generale dà di matto per difendere la sua opinione “a tutti i costi”. Ebbene, io sinceramente mi rendo conto con poco sforzo che non ciò è IL MALE
. Non è ” a tutti i costi” che spero di scrivere una recensione, ma al contrario profondo il mio impegno per essere il più oggettiva possibile (operazione praticamente impossibile al 100%, ma uno ci prova). Non ” a tutti i costi”, e neppure secondo una presunta “Linea editoriale” o massoneria: secondo me molti di noi saltano sulla sedia perché chi legge manifesta molte volte l’impressione che ci teniamo ad essere compatti nel demolire una cosa o piuttosto ad esaltarla. E che di fronte a questo imperativo morale andiamo avanti come treni. Sinceramente: se hai letto la mia recensione vedrai come invoco Antonio per avermi battuto sul tempo con alcune idee fondamentali che la visione mi aveva suscitato; segno manifesto che io, dell’opinione di Antonio, non conoscevo una cippa prima che uscisse la sua recensione (letta pure con estremo ritardo, perché ero in ritardo con le puntate).
2. Non capisco perché argomenti la tua opinione (molto interessante, peraltro) proprio in questo frangente, vale a dire proprio davanti alla mia recensione. Mi spiego: capisco che possa essere noioso a volte leggersi tutto il pappardellone e che uno voglia saltare direttamente al voto, ma vedi, uno ‘sto dannato bollino ci prova a giustificarlo, ed io questa volta ci ho provato accennando esattamente alle cose che tu hai poi più ampiamente argomentato. Ho amato Dawson’s Creek e ho amato Scream, ed è proprio Scream che tiro in causa quando dico che non mi sento di bocciare in toto The Following; perché, come ho scritto, nonostante i difetti interni all’episodio, in generale sto riscontrando un discreto piacere nel guardare la serie, SOPRATTUTTO quando mi ricorda da vicino Scream; ed io sono una nostalgica
Saluti
ho deciso: prima leggerò la recensione, poi, forse, guarderò la puntata.
questa volta la parola chiave per convincermi è stata: incularella.
quale sarà la prossima? a voi recensori il compito di stimolarmi nella visione delle prossime puntate.
(che poi il giudizio mio non cambia: questa serie è una porcheria presuntuosa pensata,girata e recitata male)
@ BetterLife:
Tutto comprensibile quello che dici, tranne per un passaggio: l’ultimo. Quando (al netto anche delle risposte che ho fornito successivamente al mio primo commento) avrei dato dell’ignorante a qualcuno?
Se per “prevenuto”, infine, intendi aver sospettato che The Following potesse non piacere a priori e quindi essere demolito senza pietà ho più volte aggiunto e ribadito che non ci sarebbe nulla di male, nel caso, ad assumere un atteggiamento del genere.
Esempio: a me non piace Tarantino, mi danno da recensire un suo film. Parto “prevenuto” e finisco per sottolinearne i difetti, in quanto di parte (avversa). Non è mica una colpa, capita ovunque. Non è il caso di serialmente con The Following, ok. Ma per me non è un’offesa. E se rileggi bene il mio primo commento non troverai nessuna acredine. Solo domande che un lettore fa a chi scrive.
@ Pamela Rossi:
hai scritto che:
- “secondo me molti di noi saltano sulla sedia perché chi legge manifesta molte volte l’impressione che ci teniamo ad essere compatti nel demolire una cosa o piuttosto ad esaltarla. E che di fronte a questo imperativo morale andiamo avanti come treni”.
Esatto (non a caso ho citato le prime 2 stagione di Walking Dead). Ho avuto questa impressione sottolineando però che non c’è nulla di male in tale atteggiamento. Anzi, in certi casi lo reputo un pregio diretta conseguenza della coerenza. Ciò non toglie che posso essermi sbagliato nel pensare questo di voi.
hai poi aggiunto:
- “Non capisco perché argomenti la tua opinione (molto interessante, peraltro) proprio in questo frangente, vale a dire proprio davanti alla mia recensione”.
E’ stato un caso, per motivi di tempo mi sono perso le prime recensioni recuperandole “in differita” una di fila all’altra. La tua è stata la prima che ho letto subito dopo aver visto lo stesso episodio. Tutto qui
Intendiamoci, probabilmente sono io a vedere un gioiello di medio-alto valore lì dove c’è soltanto un fondo di bottiglia
può darsi. Facciamo così, vi leggo senza commentare: almeno per quanto riguarda The Following
@ Luca:
Scusa, sull’ “ignorante” ho sbagliato a scrivere io (dovrei rileggere prima di pubblicare) intendevo dire “ignorante” proprio nel senso di non sapere, lo so che non hai dato dell’ignorante a nessuno
Sull’essere prevenuto come ora hai spiegato che lo intendi tu concordo; io non lo chiamerei cmq prevenuti: se un dato autore non mi piace, ho visto tot cose sue che non mi sono piaciute e quindi ovviamente mi avvicino al suo prodotto già con un’idea, negativa, in mente, è essersi formati un opinione e avere dei gusti ed è normale, quando io leggo prevenuto penso a qualcuno che con motivazioni futili discredita un prodotto prima di vederlo, ma non su basi solide ma piuttosto su pregiudizi. Io pensavo che tu lo intendessi in questo secondo modo, ora che l’hai spiegato ho capito meglio cosa volevi dire.
Luca ha scritto:
Ciao mi spieghi meglio perchè continuo a non cogliere queste somiglianze… sarà che scream l’ho visto 15 anni fa e non ricordo quasi nulla, figurati i dettagli .. ma non ricordo nè finte coppie gay nè followers.. ah forse ti riferisci a scream 2 o 3 dove Liv Shrieber è l’imitatore del killer?
Per il resto.. per me TF è partita col botto seppur già da allora si sentissero scie di retrogusto trash, in questo 4 episodio ho sentito tutto il peso del LOL e del WTF come scritto in recensione.. assurdo il rapimento della sorella che non sapevamo esistesse, quindi puoi capire l’interesse!!! senza parlare della fuga della vittima dei 3 dell’ave maria, possibile che non abbia visto un thriller? scappa a gambe levate il più lontano possibile, il più silenziosamente possibile, se riesci nascondi le tue tracce, non chiedere aiuto per strada, ecc ecc.. invece furbamente si nasconde nel granaio di casa.. eh beh genialata!!! per di più mentre loro si abbandonavano a torture, inseguimenti e sesso a 3, dov’è il bimbo? che fra l’altro inizia ad intuire che c’è qualcosa che non va.. chi se ne occupa? L’hanno segregato in camera???
E’ scritto male, malissimo e mi irrita proprio per questo.. perchè non siamo cretini, non ci si può identificare in degli idioti!!! nè farsi stringere il cuore dalle innumerevoli disgrazie dell’agente alcolista e martire.. no, mi rifiuto. E’ un ripetersi di clichè triti e ritriti e banali e noiosi.. tutto è già visto ed i personaggi sono tagliati con l’accetta.. manco Kevin crede a quello che dice.. mentre lo dice.
Purtroppo non mi viene un paragone decente, ma per farmi capire: mi ha colpito molto The Carries Diaries perchè la scrittura è fresca e sebbene parli degli stessi temi di diecimila altre teen series, non sono stereotipie, i personaggi hanno reazioni ed emozioni e pensieri credibili e sfaccettate.. non fanno mai “quello che ti aspetti” avvenga in quel contesto.. e se lo fanno, c’è un comportamento umano e sentimentale dietro ad esso, non il solito schema di intrighi alla Gossip Girl o il gioco di potere/seduzione/rivalsa blablabla whatever che abbiamo visto ovunque in salse diverse, usato solo per alzare il cliffhanger fino alla settimana successiva. Teen Drama scritti così bene sono rari, mi viene in mente solo Katims (Roswell, Friday Night Lights ora Parenthood).
Ecco, non pretendo l’eccelso, ma almeno la credibilità sì. Lo guarderò ancora, spero si riprenda.. o magari migliori.
@ Ashja:
)
Ciao, ricordi come finisce il primo Scream? Chi sono i 2 colpevoli? Qui l’unica variante è che 2 componenti della setta si fingono gay! Come (auto)citazione mi sembra ci possa stare, o quanto meno essere considerata tale da qualcuno (in questo caso me).
Inoltre, sempre nel primo Scream, uno dei due “compari” dà una coltellata all’altro, quest’ultimo lo accusa di “essere andato troppo a fondo”. Stessa cosa che succede tra marito e moglie in uno dei flashback che rimanda agli incontri “formativi” della setta, quando il SK “capo” era ancora in prigione e li “educava” da dietro le sbarre…. Potrei continuare a lungo (sull’onda di The Following ho rivisto di recente i 3 Scream, di esempi potrei farne fino a domani, ma non voglio annoiare nessuno
Ma, cosa secondo me ancora più importante, quando dici: “senza parlare della fuga della vittima dei 3 dell’ave maria, possibile che non abbia visto un thriller? scappa a gambe levate il più lontano possibile, il più silenziosamente possibile, se riesci nascondi le tue tracce, non chiedere aiuto per strada, ecc ecc.. invece furbamente si nasconde nel granaio di casa.. eh beh genialata!!!”
Il punto è proprio questo! Scream trilogia lavorava sugli stereotipi dell’horror (concentrandosi sullo slasher, filone tra i più prevedibili e ripetitivi di tutta la storia del cinema) rivelandoli: i protagonisti di Scream giocavano a stilare le regole di sopravvivenza: “non fare questo, non fare quello, scappa, chiedi aiuto, non hai mai visto quel film ecc”. I dialoghi, scritti da Williamson, giocavano con il luoghi comuni del genere, lo prendevano in giro con autoironia. Quella che tu definisci prevedibilità di chi sembra non aver mai visto un thriller, era il sale di Scream.
Ritrovarla in The Following lo trovo molto interessante, questione di gusti
@ Luca:
Anche “Scary Movie” prendeva in giro i luoghi comuni del genere e lo stesso “Scream” (mi viene in mente la geniale scena con Carmen Electra inseguita dal killer che, giunta ad un bivio, tra Safe e Death, sceglieva ovviamente la seconda), ma almeno lì l’ironia era voluta. Quello che invece mi pare qui ti stia sfuggendo è che “The Following” è un thriller che si prende e vuole prendersi maledettamente sul serio. Fa ridere ma non dovrebbe. Almeno credo.
@ Namaste:
è normale, funziona così. tanto al cinema quanto in tv.
Scream per certi versi “inventa” Scary Movie (infatti lo precede). Scream era rilettura (anche ironica) del genere horror/slasher attraverso la metacinematografia. Solo l’idea aveva un che di geniale. In The Following c’è parecchio di Scream; penso a Poe, nient’altro che una maschera del SK “capo” (prima metaforica ma in un episodio addirittura concreta, grazie all’adepto piromane che dà fuoco al critico. Categoria quest’ultima, detestata dal vero EA Poe..) utilizzata come Scream (e quindi Williamson) faceva con L’urlo di Munch. Ripeto, ce ne sarebbe un’enormità di riferimenti che legano The Following a Scream, poi è chiaro: a me piace e ad altri no. Io lo trovo a fuoco nonostante i suoi difetti, altri un c….. pazzesca!
Luca ha scritto:
Proprio questo il problema.. in questa puntata di TF io non vedo nessuna ironia se non il LOL involontario, manca totalmente la buona scrittura (mentre per me era stato sorprendente il colpo di scena dei vicini di casa con l’armadio truccato ad es)
Mentre Scream era divertente, spaventante e geniale, condivido! (e grazie per gli esempi, ora mi ricordo la scena della prova del coltello!!! citazionissima!)
@ Ashja:
L’ironia che c’è in The Following è meno evidente di quella presente in Scream, su questo non ci piove. Sono però convinto che Williamnson, con The Following, sia tornato a lavorare su quei frangenti del thriller e dell’horror di cui si era già occupato in Scream. Li conosce e come tali li mette in scena. Hai trovato prevedibile e sbagliata la scelta della ragazza di nascondersi nel capanno della casa anzichè darsela a gambe levate? Ci può stare. Io invece l’ho letta così:
la serie cita EA Poe, uno dei suoi racconti più famosi è La lettera rubata, che spiega come la tecnica migliore per nascondere una cosa è proprio quella di metterla bene in evidenza in mezzo ad altre simili: in un posto prevedibile dove, proprio perchè tale, nessuno andrebbe a cercare. Possibile che la ragazza, e quindi gli sceneggiatori, abbiano ragionato così: omaggiare Poe facendo nascondere la ragazza nel capanno e non nel bosco vicino. Cioè nel posto, il capanno, più prevedibile da individuare come nascondiglio e quindi “sicuro”, almeno stando a Poe. Alla ragazza è semplicemente andata male. Almeno a me piace pensarla così.
ps. Williamson è ossessionato dai coltelli, sopratutto quelli spessi, da cucina. Ogni coltellata di The Following è una citazione registica di Scream, tecnicamente vengono riprese nella stessa maniera.
@ Luca:
sarebbe bello se non fosse che gli ossessionati da Poe sono i killers e non la ragazza, che tra l’altro ha già dimostrato di non essere molto sveglia…
a me sta serie non mi dispiace per la suspance che cè certo kw forse guardando altre sue serie coppia un po di qua è di la ma chi sa in ascolti in america come sta andando ?
Salve, è la prima volta che scrivo un commento ma seguo Serialmente da anni oramai e me la spasso con le vostre recensioni.
Su Following non sono d’accordo con il vostro giudizio. Vero che alcune cose non sono molto verosimili,tipo il terzetto di serial killer nella casa della prateria, il tipo morto l’11 set e così via, Kevin Bacon che ha lasciato la donna che amava appunto perchè la amava troppo (?), ma è pure vero che la serie si lascia guardare con piacere, dopotutto è interessante.
Di stranezze nelle serie ce ne sono a bizzeffe, se penso a Criminal minds giunta oramai alla ottava stagione, quanti improbabili serial killer ha sfornato!… in quella serie basta che uno un bel giorno abbia il raffreddore o gli abbiano pestato un piede per scatenare il punto di non ritorno e cominciare a far fuori tutti!
e che dire di Dexter che la fa franca in una maniera talmente plateale ogni volta? acquisisce informazioni con tutta tranquillità sulle sue vittime dalla stessa polizia eppure nessuno sospetta di lui, con la debita eccezione di quel povero Doakes (se ricordo bene il nome) che diciamolo pure non sembrava affatto una cima!
serie come Gossip Girl, the Vampire diares etc. sono poi da ascriversi alla categoria delle fantaserie perchè spesso le vicende sembrano appartenere alla fantascienza! nei vampire diares non muore mai nessuno o quasi, vuoi per via di anelli fatati, di incantesimi e di resuscitazioni varie sono sempre tutti là in tutti gli episodi- a meno che non debbano trasferirsi a Cult!
insomma concludo dicendo che queste serie americane che durano spesso buoni 22 episodi a stagione, e vanno avanti per tante stagioni, per forza ci hanno abituato non solo alla poca verosimiglianza ma anche a un certo lassismo nella sceneggiatura e The following non è da meno. E’ strano che faccia così sin dall’inizio, ma d’altronde la stessa trama non lasciava tanto spazio di manovra. Una storia incentrata su un pazzoide dal sorriso sbilenco che ha avuto un’ora alla settimana su internet e qualche colloquio privato solamente, per addrestrare una allegra famigliola di assassini e scatenarli contro quel povero Kevin Bacon, è già una storia breve in partenza, figuriamoci se gli agenti dell’FBI avessero fatto ben bene il loro lavoro, avrebbero protetto adeguatamente la prima vittima, il ragazzino sarebbe stato a casa sua, quel povero agente non sarebbe morto ucciso dalla moglie del serial killer, la sorella dell’agente non sarebbe stata rapita e non ci sarebbe stata nessuna o poca storia su cui dibattere!:))
E’ davvero un peccato che non si sia colta la sottile trama psicologica di questa serie, perchè di psicologia si tratta.
La chiave è capire in che modo un serial killer possa instaurarsi nella mente di giovani all’ apparenza fragili, ma dotati di una forza interiore incredibile, che spesso tenevano chiusa dentro di se e che purtroppo esplode nel peggiore dei modi.
Il fatto che il personaggio di Carroll sia man mano meno presente nella storia è indispensabile, infatti i suoi seguaci sono come i rami di un albero che escono dalla finestra a quadretti della sua cella.
La tematica dei “seguaci”, di una setta piuttosto che di un serial killer, è sicuramente molto più sentita in America piuttosto che nel nostro bel paese.
Gli unici che possono vantare uno stuolo di seguaci in Italia sono il Papa ed un politico, aimè innominabile per via della par condicio.
Il personaggio di Emma è macabrevolmente affascinante, è lei la mente forte dei tre ragazzini killer;
la sua infanzia cresciuta all’ ombra della madre, che ha dovuto eliminare per poter iniziare a vivere, il modo in cui tiene in scacco gli altri due finti gay, è quantomeno interessante.
E’ lei la nuova serial killer, ora che Carroll ha le mani legate, e i due ragazzi sono i suoi primi seguaci.
Il fatto che qualcuno possa trovare dell’ ironia nella malasorte che ha colpito la famiglia di Hardy mi lascia un po’ perplesso, forse chi ha riso di questo, aprendo la porta di casa sua trova sempre un bel giardino fiorito, senza mai averlo dovuto innaffiare.
Si Hardy è uno sfigato, nel senso letterale del termine, ma di gente come lui il mondo è pieno.
Daltraparte “vende” di più una critica negativa rispetto ad una critica oggettiva.
Perlomeno la lettura di questo articolo mi è servita a qualcosa, ho scoperto una parola nuova! vagolare, ovvero Vagare qua e là, confusamente e di continuo.
@ fergo:
Caro Fergo, desumere che chi abbia osato ridere delle sventure di Hardy non si sia mai trovato a soffrire per la perdita di qualcuno è un po’ indelicato e naive da parte tua, direi. Io ho pianto come un bambino guardando The Road, mi sono commosso col finale di Six feet under, con Sherlock e con miriadi di libri, film o serie. Sì, sono un frignone, ed empatizzo. Il punto è che 1) la morte/sventura/quel che è di qualcuno deve coinvolgermi
2) non deve essere messa lì come spiegone per dire ‘guarda questo sventurato, empatizzate con lui’. In quel caso risponde picche e, se si usa il prezzemolo 11 settembre come stura a una serie di sfighe pazzesche elencate come la lista della spesa sì, mi viene da ridere.
Tu trovi Emma affascinante, io la trovo sciapa e cliché vivente (mamma, tu compri soltanto i profumi per te, una scusa vecchia come il mondo) e, se tu pensi che inizi a ‘vivere’ una volta uccisa la madre okay, io vedo solo una che esce da una disfunzionalità per passare all’omicidio, che non è esattamente salutare. Ma ognuno ha il suo modo di elaborare l’adolescenza. Io mi facevo le canne, per dire. In generale, trovo che di serial killer/killer e/o psicopatici affascinanti nella serialità ce ne siano molti e migliori (qualcuno citava Luther alcuni commenti fa, ecco, io AMO Alice), e questo è dovuto alla cura che si mette nel costruire personaggi. Ci vuole tempo? Non proprio. Ad uno sceneggiatore bravo bastano due episodi. E mi parli di forza interiore e di seguaci: non è un po’ una contraddizione in termini?
Ma in teoria The Following vorrebbe spiegare il legame che si crea tra un leader carismatico, egocentrico e affascinante e un branco di disadattati che lo segue. Il problema è che la psicologia – sia del leader che dei disadattati – è tratteggiata con un badile, per essere gentili. Il personaggio di Emma è, come dicono anche gli altri, un concentrato di stereotipi che banalizzano ogni cosa – compreso il problema della rivalità con la madre narcisista che viene risolto con una coltellata a tavola. Quando vedo i tre dell’ave maria penso solo che sono tre stronzetti sociopatici, che non hanno neanche idea di cosa sia l’empatia e il dolore umano, non penso che abbiano avuto un’infanzia difficile o chissà che. E, sempre quotando sopra, me ne sono piaciuti di personaggi sociopatici – Vedi Alice di Luther, caratterizzata con una finezza di analisi e con una profondità che Emma non avrà mai né in questa vita né nelle prossime trenta; vedi anche il Loki della Marvel, combattuto tra tragedia personale e desiderio di vendetta. Emma, Giacobbe e l’altro sono solo delle bamboline.
Idem per Hardy, che è una Mary Sue. Che la tragedia dell’eroe protagonista possa essere affascinante non c’è dubbio – e, anche in questo caso, quanti flawed hero sono amatissimi? Pensate a Batman, non so. – Ma sono SCRITTI BENE! Questo qui elenca le disgrazie come fossero la lista della spesa e mette pure in mezzo l’Undici Settembre, che tanto si parla di americani e si ci commuove prima.
Dai, è imbarazzante.
Kiki May ha scritto:
detto proprio bene ^___-
la sequenza alternata tra flashback e spiegoni di Ryan mi ha fatto parecchio ridere e in effetti mi aveva convinto ancora di più sulla questione dell’eccessivamente “spiegato a parole” di Following.
ammetto che questo episodio ha corretto un po’ il tiro: pieno zeppo di fesserie che Pamela ha elencato perfettamente, ma certo qualche buona cosa sono riusciti a ficcarla nel mezzo. anche se ancora non mi fido, anzi mi fido ancora pochissimo.
luta44 ha scritto:
mi spiace molto per il tuo gatto, luta. alla fine diventano persone di famiglia, è dura quando se ne vanno. ti posso capire bene perché sono anni che adoro (e possiedo) dei gatti. al momento ne ho due, che subiscono inevitabilmente la mia passione cinefila/telefilmica: Vincent (Vega) – che ormai ha quasi nove anni – e Walt (White).
Le capacità di FBI e polizia mi ricordano questa cosa http://youtu.be/OoR83y9Kb9U
Puntata ridicolina, un po’ meglio della scorsa. Aspetto la recensione della prossima, dove un po’ di sottotrame si smuovono.
@luta44 Ti capisco e ti abbraccio forte.
antarctica ha scritto:
Ahahah oddio bellissimo, ho riso mezz’ora XD
Ho guardato il primo episodio e, vuoi perchè la sceneggiatura è un saccheggio quasi imbarazzante, vuoi perchè ho visto un bel pò di serie, sapevo praticamente tutto prima che accadesse. Il fattore novità l’ho quindi escluso dai motivi per vedere la serie. La recitazione, anche quella del navigato Bacon, è (A MIO PARERE) pessimissimisserrima. Ho cancellato anche l’intrattenimento recitativo dai motivi. E poi è pieno di “momenti in cui devi sospendere, legare, uccidere, portare nel bagagliaio della tua auto, arrivare allo specchio d’acqua più vicino e scaricare il corpo della tua incredulità”. Secondo me, sul genere, Cult merita di più, (nonostante anche quello forse non brilli per la recitazione) l’esperimento meta narrativo dello “show nello show”, almeno nel primo episodio, è riuscito a interessarmi
Questa serie parte da una base davvero interessante, una setta “virtualmente” infinita che pero’ si sta’ dimostrando il solo unico punto cruciale della serie………
Ovvero oramai il colpo di scena dei personaggio che da amici diventano immediatamente nemici non fa piu’ effetto!!!!!!!!!!!
la sesta puntata mi ha deluso fortemente, la trama in questo modo non puo’ reggere assolutamente, c’e’ bisogno che la produzione dia una svolta soprattutto alle indagini e cominci a farci capire come riconoscere la copirazione
altrimenti e’ un serpente che si mangia la coda, un vero peccato!!!!!
visto soltanto ieri (e facendo uno sforzo di volontà enorme):
- si sta indagando sul rapimento di un ragazzino e si cercano dei serial killer, ma si lascia il posto di lavoro come se niente fosse
- Ryan lascia aperta la porta del retro (ancora devo capire da dove sia entrato, deve essere un ristorante enorme) e ha tempo di: esplorare, farsi dare una botta in testa, farsi legare, farsi applicare i magneti sul petto e il tizio dell’FBI (non ricordo e non voglio dargli un nome) cosa avrà mai fatto? Si è forse fatto un pisolino, o doveva andare in bagno… boh
- In quella casa rapiscono commesse, le inseguono, le riportano in casa, fanno la doccia tutti assieme e girano sempre con un coltello in mano, ma il ragazzino non si accorge di nulla… o è drogato o Carroll lo ha adottato
Nel frattempo siamo arrivati all’ottavo episodio e la cosa più fastidiosa in assoluto rimane la stessa: deus ex machina.
L’impegno (proficuo o meno) nel tentare di costruire un intreccio sensato e che provi ad essere coinvolgente viene costantemente demolito da questi accoliti che saltano fuori dal nulla, magari tra gli alleati.