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Ogni cospirazione millenario-apocalittica che si rispetti possiede almeno uno dei tre elementi canonici: gli alieni, i maya, i nazisti. Dato che recentemente il filone sudamericano è stato sovrasfruttato e gli alieni fanno troppo fantascienza, Paul T. Scheuring (creatore di Prison Break) ha rispolverato un vero e proprio classico: l’eterna lotta tra Bene e Male, tra Cristianità e Nazismo. Siamo pur sempre su ABC.

“Twelve is a magic number. Twelve is divine. Twelve is both the beginning and the end of time.”

Cosi si apre l’episodio pilota di Zero Hour, con un accozzaglia di cabala e misticismo della domenica sussurrata con tono suadente, poco prima di rendervi partecipi dell’ennesimo misteriosissimo segreto che potrebbe distruggere l’umanità se cadesse nelle mani sbagliate, ovviamente nascosto in una cattedrale tedesca nel 1938.
State pensando a Dan Brown? Giusto!
Vi ricorda certi tomi alla Ken Follett di sordidi segreti di guerra che riaffiorano a decenni di distanza? Giusto!
Vi sembra una di quelle vaccate che costituiscono la puntata di tipo di Mistero? Giustissimo!
Facciamola breve: so che tra voi ci sono persone che controllano sistematicamente i recap degli episodi pilota alla ricerca di perle trash, e più gli si dice che è una puntata immonda, più loro provano l’irresistibile bisogno di vederla. Difficilmente quest’anno qualcosa supererà l’attitudine cazzara di Zero Hour. Correte a vederlo!
Per tutti gli altri rimasti per saperne di più sulla trama, su cosa hanno combinato questa volta i nazisti o per fruire dell’ennesima testimonianza drammatica della sofferta visione per dovere di cronaca… Sinceramente, non so cosa dirvi. Tentare di descrivere l’esperienza di visione di “Strike” è lacerante, darne un giudizio drammatico.

Zero Hour è al contempo tremendo e meraviglioso.

Spiegarvi il tremendo equivale a raccontarvi per sommi capi la trama. Anthony Edwards (Ciccio di E.R.) è Hank Galliston, direttore della rivista scientifica sfata-miti metropolitani “Modern Skeptic”. Mentre è impegnato a smascherare falsi licantropi, la moglie orologiaia Laila (Jacinda Barrett, meglio nota come la moglie di Gabriel Macht che appare in Suits) viene rapita dal “criminale più pericoloso del mondo”, allertando persino l’FBI. Hank ci mette poco a scoprire perché.
D’altronde, a chi non è mai capitato di comprare in un mercatino di Brooklyn un orologio da tavolo che nasconde un diamante che nasconde una mappa che nasconde un messaggio scritto in una lingua scomparsa nel secondo secolo (un ceppo morto del demotico!) che nessuno sa tradurre tranne il prete che ti ha sposato?
Ovviamente Hank decide di seguire le tracce del killer, nel tentativo di salvare la vita a Laila. Questa scelta però lo pone di fronte alla terribile scena del “devi crederci! Devi credere che lei sia viva!!” pronunciato con tono spiritato dalla sua collaboratrice. Guidato con mano sicura dai rigidi dettami etici dell’ABC, lui ci crede, trasformandosi da Moderno Scettico in Novello Giacobbo.

Circondati da un susseguirsi di assurdità e spiegazioni di comodo per far procedere la narrazione (tipo “Analizzo questo orologio come un vero esperto, adducendo come scusa il fatto che ne so a pacchi perché amo mia moglie orologiaia”), gli attori si divincolano, inermi. Difficile capire se siano tremendi o se la parte sia talmente ridicola da vanificare qualsiasi sforzo recitativo. La realizzazione tecnica in generale è invece divisa tra un evidente flusso di denaro che permette allo show di spararla sempre più grossa e una pochezza registica che cerca di veicolare con naturalezza forzature di questo tenore.

Il meraviglioso? Questo accenno di trama non copre che un terzo dell’episodio e rispetto a ciò che segue, non è che un assaggio. L’approccio di Scheuring è completamente liberatorio. Sì, sta scrivendo una serie tremenda, divisa tra cospirazioni e morale cristiana, nonostante i buoni oltrepassino ampiamente il limite della blasfemia decidendo di nominare dodici nuovi apostoli per salvare il mondo. Al posto di glissare e tentare di salvare un po’ le apparenze, Scheuring decide di spararle sempre più grosse, sempre più sfacciate, creando un continuo avvincente di WTF!? purissimo fino al potentissimo finale cazzaro, che rischia di farvene desiderare ancora. Sono stata volutamente sul vago perché, nel caso fosse il vostro genere, sarebbe un delitto anticiparvi i colpi migliori del pilota. Non vi ho detto quasi nulla che possa rovinarvi l’enormità della scena introduttiva, quella ambientata nel 1938.

Nel caso invece foste semplicemente curiosi, vi elenco solo alcune delle folli uscite di Zero Hour: dodici orologi che nascondono dodici mappe per trovare i dodici nuovi apostoli e salvare il mondo, neonati immortali dagli occhi demoniaci creati da nazisti, un protagonista che scopre di essere immortale (e di aver inconsapevolmente portato le lenti a contatto fino ad ora?), la folle corsa verso il circolo polare artico per trovare il sottomarino nazista dove è nascosto il primo apostolo 2.0 (Nuovo Bartolomeo), un assistente sociale che diventa agente dell’FBI dopo aver perso il marito in un finto attentato ceceno.
Le mie preferite: l’orologiaio bavarese Norbert Peter Steinke IV che prima ti chiude la porta in faccia e subito dopo ti esorta in inglese a combattere il male e il segretissimo ordine religioso che gira con il suo pacchianissimo simbolo sempre in bella vista sui rosari.

Insomma, “Strike” è davvero tremendo, è l’anello di congiunzione tra il nuovo History Channel e il mondo della serialità, il telefilm di cui Giacobbo potrebbe testimoniarvi l’attendibilità storica nel making of.
Tuttavia è anche vero che affronta la sua esagerazione con un piglio sicuro, con un ritmo incalzante e con una convinzione disarmante. L’unico rammarico è che sarà veramente difficile non sgonfiarsi nel secondo episodio, dopo un tale crescendo di uscite pazzesche. Se dovesse mantenersi a questi livello, potrebbe diventare una perla trash eccezionale.

Zero Hour è così iperbolico che non si accontenta di un bollino qualsiasi! Si becca il semaforo rosso e il Fuck Yeah!, tutto assieme. Ve l’ho detto, le spara grosse.

 

Stiamo parlando di pilot e premiere anche su twitter, con l’hashtag #episodi01. Seguite @Serialmente (se siete parte di quei cattivi che ancora non lo fanno) e scriveteci cosa ne pensate!

 

Elisa G.

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Commenti
25 commenti a “Zero Hour – 1×01 – Strike”
  1. krishel scrive:

    Wow e io che pensavo di esserci andata pesante nel mio forum… Direi che hai perfettamente centrato il mio pensiero su questo Pilot. Ovviamente non credo che proseguirò la visione. Peccato perchè ero anche abbastanza contenta di vedere Edwards tornare sugli schermi.

  2. Jo3y scrive:

    La parte con gli highlights mi ha fatto morire, sarà che il paragrafo si conclude con la parola “ceceno” il che dà al tutto un senso di climax pazzesco. Quasi quasi me lo vedo ahahahahah

  3. riccardo scrive:

    Ahahahahahahahahahahah complimenti non potevi trascrivere meglio il mio pensiero :D L’orologiaio bavarese di 90 e passa anni dal fluente inglese è fenomenale :D

  4. Andrea B. scrive:

    Non si affronta…

  5. FabioB scrive:

    Attori pietosi prima di tutto direi!

  6. lupus in fabula scrive:

    ho trovato il mio nuovo guilty pleasure.
    che dire del protagonista che dice che il supercattivo non lascerà mai in vita sua moglie perché ormai conosce la sua faccia, quando l’FBI la sua faccia la conosce benissimo, tanto da poterlo identificare da una videocamera di sorveglianza?
    che dire dell’assistente sociale-agente FBI che prende e parte per il polo così su due piedi, in barba a qualunque possibile legge e regolamento, insieme a un tipo appena conosciuto ma che comunque merita tutta la sua fiducia?
    che dire dei due giovani giornalisti che da una postazione internet casalinga scoprono qualunque cosa?
    e se tutto questo era presente nel pilot, fremo nel pensare a quante perle avranno ancora in serbo. alieni? vampiri nazisti? lupi mannari del kgb? ne voglio ancora!!!

  7. Thiliol scrive:

    Mi hai tolto le parole di bocca! Questa roba è peggio del peggior episodio di Voyager condita con le perle di Mistero. L’orologiaio bavarese di 90 anni dal fluentissimo inglese che racconta il segreto dell’apocalisse a due sbarbatelli appena conosciuti credo che sia stato il massimo del trash raggiungibile!

    Mi dispiace solo che Ciccio Green sia finito in mezzo a questa cosa.

  8. Namaste scrive:

    Ma recensire “Banshee” vi faceva schifo?

    Quello si che è una figata trash!

    Seriamente!

  9. Lupigi scrive:

    Che poi perlomeno uno si aspetta un minimo di documentazione, ma proprio minima minima eh.
    Del tipo che se devi fare i Dodici Apostoli 2.0, perlomeno ti vai a tirare giù i nomi dei 12 originali.
    E invece ecco qua che, tra un “New Bartholomew” e un “New Peter” ci infilano in mezzo uno stupendo “New Luke”. Bravi.

  10. Rouges scrive:

    Rispetto a tanta roba scritta male ma che pretende di essere seria (the following) questa è onestamente cazzara. Sarà che, letta la trama, ho iniziato con una buona dose di scetticismo.

    Per me s’è guadagnato le tre puntate di rito di test e poi vedremo che farne.

  11. Psikiatria80 scrive:

    @ riccardo:
    Riccardo mentre lo leggevo pensavo a te! noi di SerialClub tranne uno) abbiamo esattamente questa visione della serie. Personalmente la coninuerò a seguire perchè sono uno di quelli che ama la cabala della domenica e poi sempre meglio delle facce di Barbara D’Urso (ecco sarebbe curioso capire che espressione le tirerebbe fuori una trama del genere). Comunque anche io che sono di manica larga e basse pretese (una fogna per dirla in breve) davanti al bavarese di 90 anni super lucido – beato lui che ha quella pelle e quella tempra – che ti apre già parlando in Inglese – probabilment ein Bavaria si userà aprire a due sconosciuti giovanissimi reduci da uin viaggio dall’altra parte del mondo senza effetto Jet Lag – che ti fa entrare e ti svela il più grande segreto della stoiria che per circa 60 anni hai tenuto nascosto – probabilmente pure ai tuoi figli e ai figli dei figli – ho avuto un momento di smarrimento!

  12. aleale scrive:

    pensavo di mollare lì per lì, ma ho continuato e mi sono divertita perchè consapevole che fosse una cretinata.
    è stracolmo di difetti, che penso siano fatti apposta, a questo punto, e penso che lo sport sarà quello di cercarli e di riderci su.
    non avevo pensato alle lenti a contatto di ciccio! e poi, uno scettico non dovrebbe starsene alla lontana dai matrimoni religiosi?
    per dimostrare quanto sia disperato ciccio gli hanno fatto indossare una camicia sciupata e quando sono vicini al sommergibile dalle loro bocche non esce neanche il vapore del freddo!
    condivido la regola delle tre puntate di prova.
    un’ultima cosa: che vecchietto ciccio! il tempo passa anche per lui…

  13. violetta scrive:

    In effetti avevo trascurato molti difetti, l’articolo mi ha fatto rotolare dalle risate,la cabala della domenica!! Comunque prenderò il meglio della recensione,il Fuck Yeah, e continuerò a seguirla, i nazisti ,la chiesa, orologi in giro per il mondo, se si vuole cazzeggiare allegramente questa è sicuramente la serie giusta xD

  14. Pogo scrive:

    Scheuring sa fare il suo lavoro (le prime due stagioni di “Prison Break” sono fenomenali).
    Siccome sa fare il suo lavoro, ha dato da subito un taglio ben preciso alla serie anche in funzione dell’emittente. “Zero Hour” non si prende sul serio; è volutamente un miscuglio di avventura, misticismo, fantascienza, fantarcheologia e dei cliché che ne derivano: l’eroe catapultato da subito nell’avventura, gli elementi mistici dei nazisti, le chiavi di svolta individuate in un batter d’occhio per evidenti casi fortuiti (la luce che riflette la mappa del diamante), le competenze specifiche che inevitabilmente hanno i personaggi coinvolti, i mentori che accolgono i discepoli immediatamente etc…

    Proprio per questo condivido quanto scritto nella recensione (anche il “fuck yeah” con bollino rosso), ma proprio per questo non condivido l’uso del termine difetti: non sono difetti. Sono stilemi narrativi che appartengono ai racconti avventurosi che si sarebbero definiti di serie B qualche anno fa [la letteratura di genere, i film di genere (i c.d. b-movie), sempre a basso costo, perfino pubblicato a puntate nel caso dei romanzi] e che ora si ripropongono sotto forme diverse.
    Queste scelte da parte degli autori fanno di “Zero Hour” un prodotto con qualità artistiche, di contenuto, di tematiche e narrative pari a 0. Zero. Nomen Omen, insomma.
    Allo stesso tempo, non lo rendono una robaccia o trash (quello è altra cosa, rivolgersi a Spartacus o TWD, per dire). Lo rendono intrattenimento puro, svincolato dall’attenzione ai dettagli e dal prendersi sul serio, reggendosi su ritmo, tensione, struttura e scrittura fatta come si deve.
    “Zero Hour” ha un solo pericolo: la noia. Nel preciso istante in cui verrà meno la tensione, la voglia di vedere oltre e vedere la guerra tra il bene e male (andiamo, il male i nazisti, il bene i Rosa Croce, entrambi tedeschi, più volutamente scontato di così!?), allora uno non avrà più ragione di perdere 40 minuti della propria vita dietro a questa serie.

    Come sempre, fino al 4°, poi se vale la pena sprecare minuti, resto alla visione.
    Ogni anno ci sono robacce incredibili che si prendono maledettamente sul serio (qualcuno ha detto “The Following?” oppure “Revolution”? Devo continuare? :-D ) che non hanno ragione di essere seguite.
    Scheuring una ragione per essere seguito riesce sempre a trovarla.

    P.S. visto che parlano in inglese anche all’inizio, nella Germania del 1938, si può perdonare il 90enne che si trova a suo agio a usarlo immediatamente. Che lo parli è credibilissimo, però… stiamo parlando di nazisti e Rosa Croce.

    Ah, un difetto c’è. Il cast. Davvero pessimo.

  15. jackson1966 scrive:

    Ammetto una cosa: nel vederlo (ebbene sì lo ammetto mi piace il Brown del Codice Da Vinci) non ci ho capito un tubazzo a parte che ….. non ci ho capito un tubazzo. Ora con la tua recensione (ottima mi ha fatto morir dal ridere, in senso positivo è tutto il giorno che vomito per l’Influenza) ho cominciato a capirci qualcosa ed ho capito che non vale un tubazzo e che mi diverte proprio per questo: ad ogni puntata cercherò di trovare tutte le “scemate” che tu mi hai insegnato a guardare, così solo per divertimento (un po’ come faccio con Revolution)
    @ Pogo:
    Mamma mia come il nostro “vissuto” televisivo cambia la “nostra visone” dello stesso prodotto: io penso che Williamson sappia fare il suo lavoro egregiamente e che con The Following lo stia dimostrando mettendo subito le carte in tavola per noi (tra l’altro non mi sembra che si stia prendendo tanto sul serio, anzi). Solo che lì c’è un cast di tutto rispetto anche. Non so chi sia questo produttore e non so cosa sia PB quindi per questo mi fido di te e vedrò
    Su Revolution d’accordissimo (sul serio qualcuno la prende sul serio?)
    Su TWD è guerra: quello è il mio amore assoluto e indiscutibile e guai a chi lo tocca LOL (un po’ come per King no?)

  16. Pogo scrive:

    jackson1966 ha scritto:

    sul serio qualcuno la prende sul serio?

    Guarda che io mi riferisco al prodotto che si prende sul serio, non se gli spettatori lo prendono sul serio.
    “Zero Hour” è evidente non si prende sul serio…

    P.S. TWD e King? Che bella accoppiata… ;-)

  17. Jabba the Hutt scrive:

    Maledetta banda di miscredenti: non sapete che lo spirito santo concede il dono di parlare tutte le lingue del mondo? È questo il motivo per cui tutti parlano inglese (anche se con accento tedesco)

  18. Julia scrive:

    è talmente Trash che ho gli occhi così da quando è finito *_*
    Io già lo amo perché è ultracazzone, è molto più WTF di 666 park avenue ma allo stesso tempo non è un pippone come Terra Nova.
    Ah e poi ci sono il Dr Greene e Cappie.
    I WANT MORE.

  19. neverletgo scrive:

    Orologi , Nazisti, Neo-detective alla “Signora in giallo”, FBI Agents con il cuore d’oro ed inquadrature di perfidi occhi bianchi da demone assatanato? *risatina malefica*

    Etichettato come Guilty Pleasure, il caso è chiuso :D

  20. pallaALbalzo scrive:

    L’ho visto, è come leggere James Rollins (tra l’altro alcuni spunti della serie sembrano pezzottati dal suo imperdibile L’Ordine del Sole Nero)
    Che dire?
    Laila è una delle primissime reality star trasformate in attrici, faceva parte di Real Wolrld che andava su MTV bei tempi andati, meravigliosa la sua telefonata al marito piuttosto che alla polizia
    I due nerd che in un battito d’ali arrivano in baviera (anche se mi sembrava il set di un episodio di Justified ma tant’è l’incredulità la dobbiamo sospendere no?) sono puramente strumentali e riempitivi, e la battuta sui goonies non me li rende più simpatici
    Il dottor Greene, è la prima volta che sento la sua vera voce e qui termina il mio interesse nei suoi confronti
    L’agente dell’FBI…seriously? facevi l’assistente sociale, poi diventi agente FBI e tutto prima dei trent’anni? solo in america!
    Comunque non ne perderò un episodio
    E’ una gran serie!

  21. Woland scrive:

    ma è FANTASTICO! Sul serio, tipo BEST.PILOT.EVER. una roba così cazzara non credo di averla mai vista. Purtroppo dubito possa reggere il ritmo e le aspettative del pilot, basta riguardare la prima serie di Prison Break dove la seppur ottima prima stagione si reggeva sull’eterno ripetersi degli stessi frustranti meccanismi… comunque Scheuring sa come scrivere un pilot, direi. Peccato anche che il peso del materiale massacri un altrimenti ottimo attore come Ciccio… gli altri mi sa che sono proprio pessimi di loro (tranne il buon Cappie che mi resta nel cuore), con menzione particolare per la reporter monofaccia…

  22. Lisa C. scrive:

    Ma io mi sono schiantata dalle risate per quaranta minuti pieni! XD Questo pilot è favoloso, follia pura, sul monologo finale del vecchio orologiaio che invitava i due giornalisti nerd a salvare il mondo trovando i nuovi apostoli in un crescendo di assurdo, MACCOSA e WTF mi sono fogata tantissimo X’D Se tiene questo tono e continua a spararle così grosse per tutto il resto della serie ci troveremo di fronte a un capolavoro trash di titaniche dimensioni di cui parleremo ancora con affetto fra vent’anni. Se si sgonfia e diventa noioso lo mollo istantaneamente perché è chiaro che una serie come questa puoi seguirla e divertirti solo se ti fai trascinare dalla pazzia, altrimenti non ne esci vivo XD
    Comunque mi fa abbastanza ridere leggere cose tipo
    Pogo ha scritto:

    Queste scelte da parte degli autori fanno di “Zero Hour” un prodotto con qualità artistiche, di contenuto, di tematiche e narrative pari a 0. Zero. Nomen Omen, insomma.
    Allo stesso tempo, non lo rendono una robaccia o trash (quello è altra cosa, rivolgersi a Spartacus o TWD, per dire). Lo rendono intrattenimento puro, svincolato dall’attenzione ai dettagli e dal prendersi sul serio, reggendosi su ritmo, tensione, struttura e scrittura fatta come si deve.

    Dai, che TWD non è mai stato trash nella sua vita e Spartacus ha smesso di esserlo completamente già quel paio di serie fa XD Cioè, figurarsi, anche Spartacus ha i suoi momento di trash assoluto, non sarò mai io la prima a negarlo (mentre con TWD la sensazione di trash mi sfugge completamente, sarò io che non la vedo, chissà), ma dire che TWD e Spartacus sono trash mentre Zero Hour è “intrattenimento puro” fatto come si deve mi sembra fare il passo quei trecento chilometri più lungo della gamba, inciampare in una buccia di banana e schiantarsi di faccia per terra XD
    Comunque la recensione è fantastica e il bollino rosso col fuck yeah è la scelta più appropriata EVER XD

  23. Pogo scrive:

    Lisa C. ha scritto:

    Comunque mi fa abbastanza ridere leggere cose tipo

    A me fa ridere il fatto si accusi chi usa bene il prestito linguistico “trash”, che ha significato ben diverso da quello dello slang della lingua dalla quale proviene (l’inglese statunitense): in entrambi i casi non lo si usa come hai inteso per “Zero Hour”.

    Mettermi qui a discutere ora sul perché “Spartacus” è tamarro e trash mi farebbe sentire cretino come chi cerca di spiegare che è la terra che gira attorno al sole e non viceversa, a chi non vuole crederci.
    Se non vedi il trash in Spartacus, non riuscirò a farti cambiare idea, né è mio interesse.
    D’altronde è talmente palese che ci sarebbe pure poco da discutere.

    Su TWD (tutta la prima stagione è “trash”), invece, avrei bisogno di un OT, che non sarebbe giusto e non ho nemmeno voglia. Inoltre sono stato impreciso, perché ho mischiato il significato dei due termini.

    P.S. su “Zero Hour” ho già spiegato, non devo ripetermi; solo una precisazione: fatto bene, non vuol dire che è di qualità, né che entrerà mai nella storia, né che sarà ricordato. Anzi, non prevedo nemmeno una seconda stagione.
    Anche la casa più brutta del mondo, può essere costruita bene… sempre brutta resta. Ma non ti crolla in testa.

  24. anto scrive:

    sbaglio o la moglie del protagonista è interpretata da 2 attrici diverse? al mercato e quando viene rapita! e non solo nel preair

  25. Cecilia scrive:

    Elisa G. Ti amo. XD La penso esattamente allo stesso modo.

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