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Girls – 2×04 – It’s a Shame About Ray

Ho smesso di cercare in Girls quelle macchie di collettivismo, di generazionale, di universale di cui la serie sembrava essere sporca all’inizio. Ho smesso di cercare punti di contatto tra me e la mia esperienza e quella dei personaggi della serie. Ho smesso di cercare di capire chi amo e chi odio, perché, e non credo ci sia una maniera più efficace e più elegante di dirlo, mi stanno tutti sul cazzo. Perché, piuttosto che ritrovarmi coinvolto in cene come quelle a casa di Hannah, con fidanzate/ex-fidanzate/mogli/ex-mogli come Jessa, Marnie o Shoshanna, preferirei immergermi nel magma per scoprire se è proprio caldo come dicono. Ormai, prendo Girls per quello che è, per quello che, alla fine, è sempre stato: una piccola storia di amici e amanti che si accoppiano e si scoppiano, con i quali ho in comune giusto una semi-contemporaneità del giorno di nascita. Non lo prendo diversamente da un teen-drama, magari bello, ma un teen-drama. Ci sono più sesso, più parolacce, una spolverata di droga, metti twenty al posto di teen, ma la sostanza non cambia. E, all’inizio, non l’avrei mai detto.

GROW UP!

 

Hannah organizza una cena a base thai a casa sua per festeggiare il primo articolo pubblicato su jazzhate.com. Invita Marnie senza aspettarsi che questa si presenti (sorpresa!), invita Charlie e Audrey, invita Ray e Shosh. Nonostante l’imbarazzo della situazione, vieta l’abbandono della festa, costringe al tavolo e alla conversazione. La chiacchierata sull’uso maschile del butt-plug e sulla natura erogena della prostata mi è piaciuta nel suo essere surreale, con la sola Shoshanna a fare la domanda legittima, e con tutti gli altri a dare la risposta stentata (mi sono pure andato a informare, però ancora non ho chiara la risposta). Poi, però, si è, inevitabilmente e prevedibilmente, trasformato un discorso sul buco di culo in quanto vettore erotico maschile in un discorso sul buco di culo in quanto parte anatomica di Charlie, su quanto Marnie ci pensi e su quanto Audrey ne sia infastidita (non dal buco del culo di Charlie, ma dal fatto che Marnie ci pensi). Il battibecco è inevitabile, così come la drammatica alzata dal tavolo e l’inseguimento romantico sul tetto. Chi è intimidito da chi, perché, un paio di complimenti qui, un bacio e una palpata lì. Jonathan Booth si fa spazio tra i due, Marnie respinge Charlie, Charlie se la prende con Marnie, Hannah se la prende con Charlie e Marnie, perché, a quanto pare, sono due cretini. Detto da quella che non era stata capace di prendere le parti durante il litigio precedente.

I don’t even know what i want

La storia tra Marnie e Charlie è noiosissima e stupidissima, tira-e-molla non rende l’idea, il voglio-quello-che-non-posso-avere nemmeno. Certo, anche in un segmento del genere, un briciolo che non sia artefatto lo si trova: il discorso di Marnie, a invocare una sorta di principio regolatore all’interno della sua esistenza è, nella sua stupidità e futilità, tenero. Perché passa un momento difficile, brutto, è più sola e più misera che mai, pronta a rifugiarsi tra le braccia di quel pagliaccio di Booth e a partecipare alle cene di Hannah, pur di non stare sola. Perché la soluzione semplice e impossibile è, tutto sommato, la figlia naturale dell’esasperazione.

I love you so fucking much

La storia tra Ray e Shosh è quella che funziona meglio e pesa meno. Sarà perché i due hanno poco screentime e hanno ruolo principalmente comico, ma sarà pure perché, alla fine, sono quello che mostrano: due con la crescita ritardata che si stanno innamorando. Niente di più, niente di meno. Shoshanna, essendo stata piccola parte della prima stagione, è meglio sopportabile di una Hannah, una Marnie e una Jessa che dieci episodi bastavano e avanzavano. In più, non avendo mai avuto nessuna presunzione di significato che non fosse “la ragazza grandicella, verginella e svampitella”, tutte le leggerezze (non si accorge che Ray, di fatto, vive con lei fino a quando non le fanno un disegno sulla lavagna) che la definiscono sono digeribili perché proprie del personaggio. Shoshanna è lo stereotipo generato da un segmento della retta generazionale, una caricatura, una macchietta.

Ray è, sorprendentemente, il personaggio più reale della serie. Niente di che, ma non mi riesce impossibile immaginare un suo corrispettivo nella realtà fisica. Un po’ sfigato, un po’ pigro, un po’ perdente, con delle uscite parecchio divertenti (‘i’m a 33 year old guy who’s only valuable possession is a signed picture of Andy Kaufman’). Lui e Shosh funzionano perché sono tanto imbranati, imbarazzanti e scemi da essere dolci, ben assortiti.

I’m a unicorn

La cena tra gli sposini e i genitori dello sposo nemmeno mi era dispiaciuta. Un classico comico, quello dell’incontro imbarazzante tra moglie e marito e i genitori di lui/di lei. Il problema è stato il ritorno a casa. Mi rendo conto che nessuno sa perché Jessa e Thomas-John si siano sposati, e mi rendo conto che nessuno ce lo dirà mai, e mi rendo conto che nessuno si aspettava che durasse addirittura quattro episodi. E’ un’altra delle storie che Jessa potrà raccontare, non credo ci sia altro da dire sul significato di questa roba. Jessa, come Shoshanna, è la figlia deforme di una parte di umanità, uno stereotipo, una macchietta anche lei. L’irrazionalità, l’impulsività, non mi pesano perché li ho sempre intesi come parte del tutto-Jessa. Che poi la sua possa essere una figura insopportabile è la verità. E’ insopportabile, in questo episodio più che mai. La sua incapacità di adattarsi (a chi la circonda, a chi la ascolta) è insopportabile; la sua arroganza nel ritenere la sua esperienza non solo universalmente comprensibile, ma universalmente condivisibile, è insopportabile; il suo ritenersi pietra miliare nell’esperienza di chiunque la incontri è insopportabile; la sua incapacità di distinguere, di pesare cause e conseguenze, di dare un colore alle decisioni, è insopportabile. Questi sono tutti tratti dell’infanzia. Jessa è infantile, è stupida nel suo non considerare adeguatezza e conseguenze, nel suo considerarsi un contenitore da riempire, come se un’esperienza valesse l’altra, senza differenza tra disastro e trionfo. Certo, ‘sta storia del matrimonio è stata noiosa e inutile lo stesso.

Però fa una pena indicibile nell’ultima scena. Un tratto di umanità disegnato sul personaggio che, fino a ora, era il più distante, il più freddo, il più incomprensibile. Piange non tanto per la perdita, ma per un pezzo di verità su se stessa. Quella scena è bella perché è divertente di quel divertente che vien fuori senza avvisare, senza essere cercato. Perché se una tua amica lascia galleggiare il moccio nella vasca 1/fa schifo 2/fa ridere 3/tutto il resto sparisce finché il moccio va. E ricorda quel finale che mi piacque talmente tanto che, ancora adesso, ogni tanto me lo riguardo.

Mi riesce difficilissimo giudicare un episodio di Girls, davvero. Come detto, odio tutti i personaggi, odio tutte le storie. Non posso sapere se Dunham abbia la consapevolezza, o il fine, del fastidio che genera il suo show. Non sono di quelli che credono che il problema  sia la staticità, l’immobilismo. Anzi, io, in tutto ciò che la serie ci ha mostrato in questi quattordici episodi, ci leggo regressione. Questi tipi erano migliori, e stavano meglio, all’inizio. Non dico che sono cambiati in peggio, questo non sarebbe vero, ma ci stanno mostrando il peggio. Mi riesce difficilissimo giudicare perché non avrei mai pensato di guardare Girls come guardo The Carrie Diaries, aspettandomi più o meno lo stesso, il più sono le libertà che lascia la HBO. Storie d’amore, litigi tra amici, di questo si tratta. Ciò che è esterno, ormai, non compare più. Non compare più il lavoro, non compaiono più gli adulti, non compaiono più i soldi, non compaiono più i progetti, realizzati e falliti. C’è chi lascia chi e chi sta con chi, chi litiga con chi e chi si riappacifica con chi. Con una punta di bravura in più nella scrittura di certi dialoghi, una punta di realismo in più, una regia da cinema indie, delle buone musiche, ma nulla di sostanziale. Alla fine, non è niente di così brutto, niente di così bello. Solo già visto.

ok

Sono caduto nel tranello per cui qualunque cosa uno/a sotto i trent’anni faccia, è una roba generazionale. Che Dunham avesse cercato o meno questo risultato, non ne ho idea e non me ne importa. Girls non è questo, tanto vale smetterla di guardarlo e giudicarlo secondo parametri e aspettative fuori luogo.

 

Note a margine e curiosità

 

Francesco Gerardi

Un incompreso nato a Taranto negli anni del Grunge. Crede che la migliore uscita serale immaginabile sia quella che prevede uno schermo dai 12 pollici in su davanti alla faccia per un intervallo di tempo t1 tendente all'infinito. Se proprio non si può, andiamo a sentir suonare questo o quello. Leggo in bagno.

53 Comments

  1. Giustissimo. Io ho abbandonato questa serie perchè era veramente brutta da guardare

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  2. AthanasiusPernath 9 febbraio 2013 at 10:15

    per me è stata la puntata migliore perchè Hannah è meno al centro della scena. e davvero Ray e Shoshanna sono infinitamente meno odiosi di tutti gli altri. (Ray l’anno scorso aveva avuto l’unica battuta che mi aveva fatto ridere: Hannah, you are wearing a white dress! Ok? You’re essentially begging the world to fuck with you)

    solo che appunto, come fai notare giustamente, generazionale una cippa. sta roba ormai è abbondantemente peggio di Skins, e persino meno significativa.

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  3. Solitamente leggo le recensione ma non commento perché non me ne frega nulla di Girls; dopo le prime puntate l’ho trovato noioso da morire.
    Però, non potevo non avvallare la produzione di BOYS; io gli darei i soldi immediatamente. Petizione ufficiale per l’HBO!

    p.s. ma dove l’hai trovato?

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  4. buahahahahah il trailer di Boys mi ha fatto lacrimare XD Put some fuckin’ pants on! I’m in my twenties!
    lo voglio ora, adesso, subito!

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  5. Concordo con la recensione…e pensare che l’incipit della serie era Hannah che si trovava senza più la copertura economica dei suoi a doversela cavare da sola! evidentemente era solo una finta perchè da allora la questione soldi l’hanno affrontata più o meno tutti i personaggi tranne lei…

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  6. AthanasiusPernath ha scritto:

    Spiegami: Skins secondo te sarebbe un metro in negativo?

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  7. genio in bottiglia 9 febbraio 2013 at 11:34

    Per me la faccia di Shoshanna mentre si rende conto del fatto che Ray sta vivendo con lei è motivo sufficiente a che questa puntata sia almeno da OK!

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  8. Francesco Gerardi 9 febbraio 2013 at 11:56

    @ Sal G.:
    l’ho trovato come si trova più o meno tutto in rete: in un momento in cui non avevo una cippa da fare e mi andava di perder tempo, più il caso e la fortuna XD. Comunque a me il figlio di Daniel Craig, Craig Craig, mi fa schiantare.

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  9. Girls sta finendo dritto nello sciacquone, c’è poco da fare.

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  10. Bellissima recensione, complimenti. E direi “più Ray e Shosh per tutti”, ma poi diventerebbero tristi e sgradevoli come gli altri, li preferisco così: cinque minuti di tenerezza credibile. Jessa è orribile, e mi ricorda un paio di persone che conosco, ormai quarantenni e impegnate a rinnegare il passato e a sputare su chiunque non abbia fatto le loro scelte. Il punto è sempre lo stesso: mia cara hipster, ma se odi ‘sta persona perché sei tanto libera ed unica… cosa cavolo te lo sei preso a fare? Boh. Bellissimo il promo di Boys con colonna sonora di Asa Taccone (il fratello di Jorma che fa Booth). Eh, è il cerchio della vita. :D

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  11. sono d’accordo sul discorso della trama, poco interessante e già vista, però c’è da dire che il modo in cui è stata resa tutta questa banalità è tutt’altro che banale… ho avuto l’impressione che si trattasse di un piccolo film, sia per la colonna sonora che per i dialoghi. quindi per me è un ok!!

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  12. AthanasiusPernath 9 febbraio 2013 at 13:21

    GiuliaM ha scritto:

    AthanasiusPernath ha scritto:


    Spiegami: Skins secondo te sarebbe un metro in negativo?

    le ultime 4 stagioni..si, decisamente :) . la 3 e la 4 in particolare, sono ben oltre l’imbarazzante

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  13. Bella recensione,sono d’accordo con buona parte di quello che hai scritto.
    I personaggi che più mi piacciono al momento sono Ray e Shoshanna,però concordo con chi dice che se avessero più screen time alla fine diventerebbero odiosi pure loro. Questo episodio mi è piaciuto di più proprio perchè è stato meno Hannah-centrico degli altri:ho apprezzato la cena con i genitori di Thomas John,ma sinceramente mi piacerebbe sapere in primo luogo perchè lui e Jessa si sono sposati :)
    La storia Marnie-Charlie è abbastanza banale,ma mi è piaciuto il discorso che ha fatto Marnie quando erano sul tetto..detto questo concordo con chi dice che la questione soldi della prima puntata è stata abbandonata molto facilmente. Pensavo che avremmo visto i tentativi di una ragazza di sopravvivere a NY,ma io Hannah non è che la veda lavorare molto..
    Dov’è finito Adam??
    ps.bellissimo il trailer di Boys!!!Con il tizio che fa Hannah con quel ridicolo cappello :)

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  14. Holly

    Dov’è finito Adam??

    Sul set del sopravvalutato Lincoln XD

    Già amo Craig Craig

    Rispondi

  15. Hannah chiama la polizia e si stupisce quando arriva. Invita Marnie e non capisce come mai questa si presenti alla festa.
    Non è in grado proprio di valutare le conseguenze di quello che fa. Tuttavia quando ha elencato le miserie della sua amica mi è parsa per la prima volta mostrare consapevolezza su qualcosa che non riguardi il suo ego.
    La serie sta andando un po’ a cavolo e secondo me ha tradito le sue premesse.

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  16. Volpe ha scritto:

    Sul set del sopravvalutato Lincoln XD

    ahah veramente???ok grazie per l’ìnfo :P

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  17. AthanasiusPernath ha scritto:

    GiuliaM ha scritto:
    AthanasiusPernath ha scritto:

    Spiegami: Skins secondo te sarebbe un metro in negativo?

    le ultime 4 stagioni..si, decisamente . la 3 e la 4 in particolare, sono ben oltre l’imbarazzante

    Beh, definire la 3 e la 4 oltre l’imbarazzante è decisamente esagerato e poco obiettivo. La seconda generazione non è stata la migliore nella totalità, ma alcuni singoli episodi erano veramente belli (cook nella 4, effie 3×08, freddie nella 4). Perchè non questo astio contro l’ultima serie? Che di episodio accettabile ha avuto soltanto Rich nell’ultima? E con questo concludo perchè non voglio andare OT

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  18. fluorocromo ha scritto:

    Hannah chiama la polizia e si stupisce quando arriva. Invita Marnie e non capisce come mai questa si presenti alla festa.
    Non è in grado proprio di valutare le conseguenze di quello che fa. Tuttavia quando ha elencato le miserie della sua amica mi è parsa per la prima volta mostrare consapevolezza su qualcosa che non riguardi il suo ego.

    Concordo! Continuo comunque a non sopportare questo personaggio che non dà il minimo segno di maturazione e anzi temo continuerà a fare cazzate su cazzate finchè non toccherà un punto così basso da dover necessariamente capire di dover cominciare a crescere.

    Sono d’accordo con la recensione sul discorso di Jessa-infantile ma, per quanto riguarda il fatto del matrimonio, mi è capitato di leggere un’intervista dell’attrice che potrebbe dare un punto di vista interessante su cui riflettere. Ve ne riporto un pezzo.

    “Q: It felt like she got married basically because she had that conversation with Kathryn Hahn’s character last season about how she needed to grow up.

    A: Oh my God, I know. And the first picture that popped into her head of what an adult would look like she went with. The first picture.

    Q: In the last scene of Sunday’s episode, Jessa’s crying in the tub with Hannah: Is she actually sad that they broke up, or just about what it means for the rest of her life?

    A: I think she cried because some part of her really did believe that this could be it, that she figured it out. “Oh, I am a grown-up, I am staying married and have money, like grown-ups have, and I am going to stay married and going to live in an apartment” and it really didn’t work. And I think what Kathryn Hahn’s character said to her was so true to her and really struck a nerve with her. So I think that is probably still ringing in her ears after she breaks up with him, this “You really have no idea who you are. This person you’ve constructed is a complete fallacy” and now she is like, “Well, now what? I tried. It didn’t work.” ”

    Per il resto io personalmente ho apprezzato quest’episodio molto più dei precedenti,almeno ho avuto l’impressione che in questo un po’ di “ciccia” al fuoco ci fosse e per questo lo reputo indubbiamente il migliore di questa fiacca seconda stagione, che non si capisce bene dove voglia andare a parare. Mi sono piaciute sia le scene collettive che quelle di confronto tra le coppie, soprattuto tra Shoshanna e Ray.

    E concordo anche sulla scena finale, anche a me ha fatto ripensare a quella bellissima scenda della prima serie con Dancing on my own in sottofondo. Un sorriso amaro, tipico di questa serie.

    ps. rivogliamo Adam!!

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  19. Francesco Gerardi 9 febbraio 2013 at 15:44

    Se vi può interessare, questo è un interessantissimo saggio su Girls, scritto dopo il terzo episodio dello scorso anno, in cui l’autore difende la serie dalle critiche di allora (e di oggi). A mio parere, in questo saggio e nella difesa che ne vien fuori, c’è tutto quello che Girls era, sarebbe potuto essere, non è più e non è stato.

    http://badassdigest.com/2012/04/18/film-crit-hulk-smash-hulk-vs.-the-girls-criticism/

    Non fatevi ingannare dal caps lock o dalla grammatica un po’ così. Lui è un critico fantastico, ma scrive impersonando Hulk.

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  20. Per me la Dunham ha il fine di rendere ,a partire dal suo personaggio, il tutto molto insopportabile e fastidoso. A me piace tantissimo, lo trovo divertente e più realistico del 99% che passa in tv,sarà l’impronta indie o i dialoghi al di sopra della media, ma è originale e mi rappresenta seppur nei miei aspetti più negativi,e mi mancava uno show del genere,ma capisco che non può essere per tutti. Per quanto riguarda l’ep. mi è piaciuta tantissimo la scena tra Shoshanna e Ray,davvero bella, e mi ha fatto morire Hannah con le sue affermazioni “ho cucinato la cena,sono un’adulta” per poi regredire a quinduicenne divorandosi l’intera torta da sola mentre manda a fanculo Charlie.

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  21. Questo episodio mi è piaciuto moltissimo. Attendevo la puntata in cui tutto “esplode”, e ho avuto quella in cui tutto implode. Probabilmente c’è qualcosa di sbagliato e contorto in me, ma per quanto i personaggi di questa serie siano obiettivamente odiosi, non riesco mai ad odiarli davvero: come ho scritto nella recensione della premiere, nei loro continui e testardi fallimenti rivedo molto di me e di tante persone che conosco. Capisco perfettamente i difetti della serie, capisco perfettamente perchè molti la trovino insopportabile, ma personalmente mi infastidisce molto di più la continua presa in giro insistita sempre sugli stessi argomenti (i figli/figlie di, l’hipsterismo) di quanto mi infastidiscano i protagonisti dello show. In questa puntata ho riso molto, mi sono emozionata, mi sono addirittura commossa. Mi ha fatto tenerezza persino Hannah, così scollegata dal mondo, che si mangia la sua tortina mentre tutto intorno a lei va a ramengo. Mi ha trafitto il litigio tra Jessa e Thomas John, perchè si sono detti delle cose cattivissime, ed erano tutte, più o meno, vere: lei è egoista e superficiale, lui è egoista e superficiale, e in più è anche un piccolo ometto sfigato che, in conclusione, finisce per darle della puttana per sentirsi meglio. La storia tra Marnie e Charlie l’ho vista succedere infinite volte, e *Girls* me la rivela in tutta la sua stupida testarda insulsaggine; e anche qui, Marnie fa cazzate, ma non è che Charlie ci faccia una gran figura. La scrittura della scena tra Ray e Shoshanna, poi, è scritta divinamente: “mi sento talmente un fallito che non riesco a credere di meritarmi qualcosa”. Insomma, a me *Girls* continua a piacere, anzi, dalla premiere a oggi per me è stato un crescendo.

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  22. Francesco Gerardi 9 febbraio 2013 at 20:44

    @ Alice Cucchetti:
    ti dirò, Alice, io sono pure d’accordo con quello che dici, credo si legga anche nella recensione. Ci sono cose di Girls che mi inteneriscono ed emozionano tanto, ma non mi ci riconosco, né in parte né in tutto, perché fare sempre la scelta sbagliata è, statisticamente, impossibile. Ma, comunque, non è questo quello che conta, identificarsi importa fino a un certo punto. Quello che per me non funziona è che lo show è ormai monocorde, fissato, ossessionato. Non si parla più di sessualità, ma di sesso. Non si parla più di rapporti di coppia, ma di coppie. E basta. Altre cose sono proprio sparite, come ho scritto in recensione. E alla fine, sì è vero che ci si lascia e ci si prende pure nella vita vera, ma questo si potrebbe dire pure delle coppie di Beverly Hills o Dawson’s Creek. Alla fine, la solfa è sempre quella, e io un po’ degli scazzi sentimentali mi sono scocciato. Non so se mi spiego, non sono granché capace a parlare di ‘ste cose.

    Per quanto riguarda quelle obiezioni idiote che si sono fatte e si fanno allo show (elitarismo, razzismo, nepotismo) sono d’accordo con te. Se leggi quel saggio che ho linkato, tutte ‘ste scemenze vengono smontate a una a una.

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  23. genio in bottiglia 9 febbraio 2013 at 23:38

    @ Alice Cucchetti:
    @ violetta:
    quoto in pieno.
    L’impressione è che in alcune critiche a Girls si confondano i personaggi con la serie.

    Rispondi

  24. Francesco Gerardi 10 febbraio 2013 at 00:00

    @ genio in bottiglia:

    Questa non l’ho capita. In una serie come Girls, i personaggi sono la serie.

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  25. genio in bottiglia 10 febbraio 2013 at 10:55

    @ Francesco Gerardi:
    I personaggi di Girls sono odiosi ergo la serie è odiosa/scadente? Trovo che, quanto meno in certe critiche, Girls venga smontata a causa dei comportamenti dei suoi personaggi. Esempio: il matrimonio di Jessa. E’ ridicolo, e destinato a implodere rapidamente. Lo sa chiunque guardi la serie. E aspetta solo che questo succeda, proprio mentre lei sta raccontando all’amica di come tutto sia perfetto, di come si senta completa, eccetera. E succede. E lo fa in una situazione per molti versi convenzionale, come una cena con i suoceri. Nessuna sorpresa dunque. Non per noi, che guardiamo. Ma per il personaggio sì. Lei ci credeva davvero alle cose che diceva. Credeva a quel matrimonio che a noi era apparso assurdo sin dal primo istante. E a fronte dell’incredulità verso l’ennesimo fallimento, Jessa ci sta male, anche se poi le basta un niente per risollevarsi. Probabilmente alla fine Girls è proprio questo: un branco di ragazzine naive che ancora si stupiscono dei loro fallimenti che perlopiù sono loro a inseguire. Hannah vuole fare la scrittrice, ma di fronte a un pubblico sceglle di leggere un pezzo insignificante invece che uno valido. Vuole un ragazzo che non le mostra affetto e se ne allontana non appena quello si umanizza. Ne vuole un altro ma poi si accorge che gli altri “sanno” che è repubblicano (scopre che gli altri lo sanno, non sa gestire il lato pubblico della sua relazione).
    PS: Capisco il meccanismo però, a me succede con Enlightened. Detesto lei (in modo esponenziale in questa seconda stagione) e conseguentemente faccio fatica con la serie :)

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  26. Francesco Gerardi 10 febbraio 2013 at 11:11

    @ genio in bottiglia:
    Che la serie sia odiosa, sì. Scadente, no. Il mio problema con Girls è il suo essersi rifugiato in un nido fatto di fidanzatini/e, amichetti/e. E basta. Le volte in cui non ha parlato di questo si contano sulle dita di una mano, in questa stagione più che mai.

    Il matrimonio di Jessa: la questione è che è stato noioso e inutile perché non ce lo hanno praticamente raccontato. Sappiamo che si sono sposati e che si sono lasciati. E basta. Cosa funzionava, cosa non? Fallimento? Certo, ma annunciato. Ha un po’ meno peso perché tutti sapevamo che sarebbe andata così. E la spiegazione che ci viene data in questa puntata è “incompatibilità, era sempre lì, non avete visto?”. E vabbe’, ma di aggiungere non ha aggiunto nulla, ha dimostrato l’ovvio. Non ci si può stupire che sia andata così, nemmeno si può stupire Jessa, credo, che mi era sembrata parecchio consapevole di chi si fosse sposata. E il fatto è che nemmeno ce lo fanno vedere ‘sto matrimonio, ci fanno solo vedere lo sposalizio e la litigata finale. Noia che mi dice quello che già so. Diverso sarebbe stato se Jessa si fosse sposata sì in maniera lampo, ma con uno con cui le possibilità c’erano. Allora il fallimento sarebbe stato davvero un’esperienza, una lezione. Così, invece, è stata solo l’ennesima affermazione e celebrazione della natura del personaggio, che l’abbiamo capita eh! Ecco perché dico quello che dico: alla fine, Girls non sta raccontando vita di coppia, ma coppie. E basta.

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  27. Le relazioni sentimentali e le coppie, però, sono utilizzate per parlare d’altro. Che ci riescano oppure no, va a momenti, e dipende anche un po’ dalla predisposizione personale. Tutta la storia del matrimonio di Jessa serve a farci vedere un suo tentativo di “sistemarsi”, di trovare un’etichetta in cui mettersi comoda e sentire di appartenere a qualcosa. Ovviamente non funziona, perchè, allo stesso modo in cui lei si è sempre infognata in relazioni irrealizzabili (con uomini sposati, per esempio), qui si è buttata tra le braccia di un ometto ridicolo, qualcuno che lei disprezza profondamente. non c’è mica bisogno di farci vedere “cosa non ha funzionato”, non c’era proprio niente da far funzionare: si sono sposati, sono andati in giro due mesi per il mondo a ubriacarsi e a divertirsi disperatamente, sono tornati a casa e tutto è, inevitabilmente, venuto giù. Ora, io capisco che possa infastidire la messa in scena di personaggi che continuano a ripetere gli stessi errori in modo diverso, senza riuscire ad uscirne. Ma qui il punto non è la coppia Jessa/Thomas John, qui il punto è Jessa che cerca se stessa e non si trova. Allo stesso modo, le brevissime relazioni di Hannah con Sandy e con il vicino tossico, sono servite a farci vedere qualcosa di lei, e infatti, per ora, i due tipi sono già spariti.
    Ah, non credo nemmeno che sia vero dire che *Girls* non parla più di altro se non delle storie di coppie: parla moltissimo di amicizia, per esempio. Parla ancora di lavoro – Marnie che fa la hostess, Hannah che cerca di fare la giornalista (il colloquio dello scorso episodio ha fatto ridere, ma è anche troppo vero) -, parla degli stereotipi che gli altri ci appiccicano addosso e di quelli in cui ci mettiamo noi, etc.

    Rispondi

  28. genio in bottiglia 10 febbraio 2013 at 11:47

    @ Francesco Gerardi:
    Perché raccontarti del fallimento di un matrimonio del genere non è il core business della serie. Non è quello che interessa alla Dunham. Quello che interessa è l’espressione un po’ idiota un po’ fanciullesca con la quale Jessa annuncia ad Hannah che è finita. Narrare delle ragioni di un fallimento del genere, non è quello il centro della fiamma. E quindi non te le raccontano nemmeno. E’ molto da o-skené il modo nel quale la narrazione degli eventi procede in questa serie. Molte cose non vengono nemmeno mostrate, vero. Altre, probabilmente superflue, magari sì. Ma l’obiettivo è esattamente quello di mostrarti la faccia di Jessa quando si infila nella vasca con Hannah. Nessuna esperienza, nessuna lezione, potrebbero mai riavere Jessa, o uno degli altri personaggi, dal loro infantile narcisismo. Forse è proprio per questa ragione che Girls scatena reazioni così forti e contrastanti (diciamo che non passa sottotraccia, ecco). Perché molti di noi una fase del genere, magari non con comportamenti del genere ma con pari egocentrismo, l’abbiamo passata. Magari non ci siamo imbottiti di coca per scrivere un pezzo, o non ci siamo sposati solo perché ci mancava l’esperienza. Ma molti di noi sono probailmente stati abbastanza egoisti da guardare i propri genitori e pensare che non potevano capirli, magari proprio mentre quelli si facevano in quattro per capirli, dicendoglielo anche. C’è una terra di mezzo, che è quella dei ventenni, che viene spesso raccontata o come una zona franca dalla quale si esce cmq immacolati, o come una zona di battaglia, nella quale sopravvivere, e basta. Girls per me la racconta in un modo differente. Queste ragazze fanno cazzate continuamente, continuando a stupirsi del fatto che il mondo tende a non perdonargliele. Sono stupide? Forse! Ma non vogliono solo sopravvivere. Vogliono vivere, anche se non hanno ancora imparato come farlo.

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  29. A me “Girls” continua a piacere, e tanto.
    E’ originale, con personaggi finalmente reali e non le solite macchiette che si trovano in quasi tutti i teen-drama.
    E non riesco proprio ad odiarli (a parte 1po Hannah) perché di persone così ne ho conosciute e mi immedesimo nelle loro storie, mi fanno arrabbiare, mi fanno tenerezza, mi fanno ridere.

    Ed è questo che chiedo da una serie: emozioni.

    Eppoi FINALMENTE UNA PROTAGONISTA BRUTTA, GRASSA, ANTIPATICA ergo UNA PERSONA VERA!!! Ci si lamenta che Hannah è inguardabile e fa venire il nervoso per i suoi atteggiamenti, ma secondo me questa è la vera riuscita della serie: chi meglio di un personaggio REALE può scatenare queste emozioni?
    Ebbasta finalmente con le belle gnocche, carine e complicate quanto un organismo monocellulare che tirano avanti una stagione con i loro occhi dolci, i capelli profumati ed i vestiti alla moda (gossip girl e molte altre, no non sto affatto parlando di voi).

    EVVIVA “Girls” .

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  30. Francesco Gerardi 10 febbraio 2013 at 12:28

    @ genio in bottiglia:
    @ Alice Cucchetti:
    Sissì, io capisco quello che dite, eh. Il fatto che Girls parli di amicizia l’ho pure scritto, anche se, secondo me, ormai parla di amichette, di gente che litiga per chi si è scopato l’ex di chi.
    Per quanto riguarda il lavoro…be’, il colloquio sì era divertente, ma alla fine in cosa si è risolto? Hannah ed Elijah che si fanno di coca, litigano perché lui rivela di aver fatto sesso con Marnie, Hannah ri-litiga con Marnie, Hannah caccia di casa Elijah. Alla fine, coppiette e amichetti che litigano per le ragioni più idiote (davvero può dare fastidio che un’amica e un ex-fidanzato scopino? Boh). Che cosa sia venuto fuori da quell’esperienza, che cosa ci abbia scritto Hannah, come lo abbia scritto? Niente. Ecco perché dico che il lavoro non c’è. Vogliamo mettere con ‘Leave me alone’? Lì sì che vi facevano vedere tutte le difficoltà e le insicurezze di Hannah nel confrontarsi con il suo essere, o voler essere, scrittrice. Quell’episodio fu straziante.

    Per Jessa, ho detto che tutta la sua irrazionalità e impulsività non sono un problema, le considero parti del tutto. Il mio problema è che non riesco a vedere il matrimonio come un’esperienza, ma solo come l’ennesima bravata. Insomma, tra tutti perché proprio lui? Perché è il contrario di Jessa, stabile e noioso? Perché è il primo che è capitato? Perché sì? Jessa ha tentato di sistemarsi, mi dite. Più che altro, ha tentato di essere sistemata, dico io. Insomma, mi riesce impossibile pensare che chiunque possa credere che il solo atto di sposarsi possa risolvere un che. Ma Jessa che si aspettava, che tutto il resto della sua persona sparisse dopo il sì? O che tutta la persona del marito sparisse dopo il sì? Cioè, questo è un tentativo di sistemarsi? Mettere la mano sul fuoco e poi lamentarsi del caldo? Ecco perché mi ha annoiato, perché l’ho presa come l’ennesima celebrazione di Jessa in quanto macchietta. Per me Jessa non si cerca in questo matrimonio, ma si celebra.

    Almeno ditemi se si è sforzata o no, per far andare le cose. Almeno. Sennò mi riesce difficile prenderla diversamente da una qualunque altra scemenza fatta. E il punto non è che non mi sta bene, il punto è che ho capito, è fatta così. Ora possiamo vedere qualcos’altro del personaggio? Il problema non è il ripetere gli errori, il problema è vedere sempre lo stesso lato dei personaggi, gli stessi errori commessi sempre nello stesso pezzo di vita. Sempre sbagliare uomo per impulsività. E basta, no?

    Rispondi

  31. secondo me il matrimonio è saltato anche perchè si sono fatti vedere i suoceri.
    mi è piaciuto il marito, che cercava di vedere jessa interessante e simpatica, giusto il contrario di sua moglie, e cercava di tirare su le sorti dell’incontro. mentre il maritino si è vergognato della sua scelta, specie per riguardo di sua madre. infatti lui è molto simile alla madre e con jessa ha provato ad esplorare una vita fatta di cose diverse dalla sua.
    jessa poi è così rozza e non penso abbia fatto apposta ad esporsi così di fronte ai suoceri.
    è vero: è tutta una questione di non aver capito ancora che ad ogni azione c’è una conseguenza, bella a volte, meno in altre, specie per questa serie.
    infine questa puntata mi è piaciuta più delle altre, ci sono più cose e meno autocompiacimento, e delle scene con più leggerezza positiva.
    ray e shoshana sono da strapazzare di abbracci

    Rispondi

  32. Quoto ogni singola parola della recensione, soprattutto la parte su Jessa (che ritengo uno dei personaggi più odiosi, insieme ad Hannah). Mai fu più azzeccato un “Grow up!” scritto a caratteri cubitali!

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  33. Di questo telefilm odio più di tutti Hanna che è una egoista di prima categoria CHE TRATTA MALISSIMO LA SUA AMICA(SPECIAlmente nella seconda stagione) e che si scopa chiunque essendo in condizioni più che pietose e ciò mi spinge a chiedermi come è possibile che un ragazza bruttina e antipatica e pure insignificante come lei becchi tutti sti uomini che la serie vuole fare apparire come ragazzi sfigati e con problemi(vedi Adam), ma che invece mi sembrano, tutto sommato, molto meglio di lei?! Questo è ancora da chiarire…Per quanto riguarda le altre io non odio Jessa, ma anzi è la più simpatica e quella che mi fa pena. La povera Marnie si commenta da sè e l’ultima shos(nome orrendo e da sfigata tra l’altro) non mi interessa neanche. Odio e amo questa serie e la guardo perchè alla fine mi intriga sapere quante altre cazzate nonsense finiranno per fare i personaggi, ma in ultima analisi mi pare che l’idea era buona, purtroppo non sono stati capaci di farla sviluppare nel giusto modo perchè se quello che volevano fare era dare un’idea dell’altra parte di NY, quella vera, vicina alla gente non ci sono riusciti perchè francamente sembra ancora più irrealistico di sex and the city.

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  34. dailana ha scritto:

    Eppoi FINALMENTE UNA PROTAGONISTA BRUTTA, GRASSA, ANTIPATICA ergo UNA PERSONA VERA!!!

    il genere di commento che mi fa capire quanto la Dunham sia una furbona, e quanto in fondo faccia bene a fare quel che fa, cioé scrivere una serie mediocre infarcendola delle nudità del suo corpo sgraziato, perché questa sarà considerata una cosa degna di nota. Le serie dove i protagonisti sono brutti, più o meno grassi, antipatici se non proprio odiosi, si sprecano, dov’è la novità? Prendiamo Enlightened, se vogliamo parlare di donne. La protagonista è bruttarella, non più giovane, e quasi sempre insopportabile. Ma è questo quello su cui ci si focalizza? No, perché c’è ben altro di cui parlare. In Girls invece alla fin fine non c’è quasi un tubo da commentare perché è una serie mediocre e falsissima (ma furba, questo glielo riconosco). Trovare questa serie interessante principalmente perché la protagonista è una racchia è uguale al trovare bello Gossip girl perché le protagoniste sono belle ed eleganti, non c’è alcuna differenza.

    Rispondi

  35. @ Daniela G.:
    si ma anche chi se ne frega se è furba o meno la Dunham, mica è una mia amica o vicina di casa.
    Io guardo il suo prodotto, non giudico lei come persona, e a me quello che ha creato piace.
    Sia perché ci sono persone grasse ed antipatiche, sia per come ce le presenta, quindi in definitiva la storia.
    Sinceramente a me della trama può anche fregare poco dal momento che mi piacciono i momenti presi a sé, le serie non sono tutte uguali per cui non c’è sempre un inizio-svolgimento-conclusione, sarà che è forse questo che mi ha fatto innamorare anche di SKINS.

    Ma ovviamente sono solo gusti personali eh.

    Rispondi

  36. Francesco Gerardi ha scritto:

    (davvero può dare fastidio che un’amica e un ex-fidanzato scopino? Boh).

    non ne hai idea!!! :D

    Rispondi

  37. Allora, io riprendo un temo che m’è caro e che ho sempre sostenuto e che tutti i recensori qui continuano a sostenere che è una critica idiota, “una gran cazzata” :D. Quella che definisco la “questione caucasica”. Che lo show sia stato accusato di razzismo perché non ci sono personaggi di altre etnie, è una fesserie dal punto di vista etico/morale, e qui siamo d’accordo. Ma ignorare che fosse già un indizio di come la serie rientrasse comunque in un filone infinito di telefilm basati su un gruppo di personaggi omogenei e “limitati”, per lo più bianchissimi (ça va sans dire), chiusi nel loro mini-mondo, secondo me è altrettanto sciocco. Io sì, l’ho criticata fin da subito per questo, perché mi pareva che già ci dimostrasse i suoi limiti congeniti. Uno sguardo che di partenza mi pareva un po’ miope, meno interessante delle possibilità offerte, meno originale di quanto non lo si volesse vendere. Poi, che nonostante questo fosse possibile descrivere egregiamente 4 personaggi, tutti dello stesso ambiente, tutti con più o meno gli stessi problemi relativi della nostra società del benessere, certo, era possibile e in diversi punti è sembrata la direzione presa dalla Dunham. Certi dialoghi sono davvero freschi e ben scritti, ma c’è una mancata distanza da sé stessa autrice troppo forte per riuscire ad offrire un racconto corale efficace, personaggi veri e intensi, “brutti” e sfaccettati. Ma ormai sembra che la serie si sia persa in girotondo sempre uguale e monotono, superficiale nella descrizione dei personaggi, delle loro situazioni e delle loro emozioni. Alla fine cosa resta? Qualche battuta sagace, qualche scena memorabile, e un senso di frustrazione enorme per lo spettatore che voleva vedere il potenziale della serie in atto, e non solo come un fantasma che torna di quando in quando.

    Rispondi

  38. Mah, a me se la mia migliore amica si scopasse un mio ex non fregherebbe niente (a meno di non avere ancora un certo tipo di interesse per quell’ex, ovviamente). Quindi tutto questo litigio mi sembra noiosissimo e insulsissimo.

    Rispondi

  39. AryaSnow ha scritto:

    Mah, a me se la mia migliore amica si scopasse un mio ex non fregherebbe niente (a meno di non avere ancora un certo tipo di interesse per quell’ex, ovviamente). Quindi tutto questo litigio mi sembra noiosissimo e insulsissimo.

    Buon per te, anche se dal periodo ipotetico che usi mi sembra non ti sia mai capitato, ti garantisco che non è bello :) Per me i ragazzi delle mie amiche sono automaticamente fuori dalla lista dei papabili. Potrei sopportare che una mia amica si innamori di un mio ex, ma una scopata proprio no, infondo il mare è pieno di pesci ;)

    In ogni caso, la vita e le relazioni umane normali purtroppo nella maggior parte dei casi sono insulse e noiose, anche in questo la Dunham riesce a mantenere quel fastidiosissimo realismo che per me è la forza della serie.

    Rispondi

  40. genio in bottiglia 10 febbraio 2013 at 22:34

    @ AryaSnow:
    Ma qui parliamo di uno che l’ha lasciata in quanto gay non in quanto disamorato! Quindi Hannah poteva essersi detta: non è me che sta lasciando ma il genere femminile. Se poi però va a letto con un’altra quel castello crolla.

    Rispondi

  41. Daniela G. ha scritto:

    dailana ha scritto:
    Eppoi FINALMENTE UNA PROTAGONISTA BRUTTA, GRASSA, ANTIPATICA ergo UNA PERSONA VERA!!!
    il genere di commento che mi fa capire quanto la Dunham sia una furbona, e quanto in fondo faccia bene a fare quel che fa, cioé scrivere una serie mediocre infarcendola delle nudità del suo corpo sgraziato, perché questa sarà considerata una cosa degna di nota. Le serie dove i protagonisti sono brutti, più o meno grassi, antipatici se non proprio odiosi, si sprecano, dov’è la novità? Prendiamo Enlightened, se vogliamo parlare di donne. La protagonista è bruttarella, non più giovane, e quasi sempre insopportabile. Ma è questo quello su cui ci si focalizza? No, perché c’è ben altro di cui parlare. In Girls invece alla fin fine non c’è quasi un tubo da commentare perché è una serie mediocre e falsissima (ma furba, questo glielo riconosco). Trovare questa serie interessante principalmente perché la protagonista è una racchia è uguale al trovare bello Gossip girl perché le protagoniste sono belle ed eleganti, non c’è alcuna differenza.

    ecco alla prima stagione no, ma vedendo questa seconda non posso che sposare totalmente il commento di Daniela. E’ questo atteggiamento che infastidisce. E che si irradia – essendo la Dunham vera creatrice assoluta del serial – a tutti gli altri ersonaggi. è come dire: siccome mostro io autrice/attrice tutte le cse che nessun altro mostrerebbe di sé (corpo) e di un sé traslato in personaggio (vicino o lontano dall’autrice non importa saperlo), allora la mia serie è una roba sopraffina e quindi non è criticabile in nulla perchè tutti restano abbagliati da queste due cosette qui e non notano le travi che crollano dal soffitto della psicologia dei personaggi.

    Rispondi

  42. @ Alice Cucchetti:
    Alice Cucchetti ha scritto:

    Francesco Gerardi ha scritto:

    (davvero può dare fastidio che un’amica e un ex-fidanzato scopino? Boh).

    non ne hai idea!!!

    A maggior ragione se il tuo ex si è rivelato essere gay.. e poi si porta a letto una donna. C’è tutta una tematica di insicurezza per la propria immagine e la propria femminilità, a prescindere dal conflitto di lealtà.. mi stupisce che ti stupisci!

    Rispondi

  43. Nessuno, credo, ha detto che la serie non è criticabile, ci mancherebbe! tutto è criticabile, in particolare una serie imperfetta e acerba come *Girls*, e mi sembra che su Serialmente lo si stia facendo – ottimamente – da qualche settimana.

    La questione del corpo di Dunham, io credo, è più sfaccettata di quanto non sembri. Può sembrare furbo e facile mettere in mostra un corpo anticonvenzionale (per la tv), anche imbruttendosi, in modo che tutti dicano “che coraggio! che originalità!”. Personalmente, non mi interessa nemmeno sapere se Dunham lo faccia consapevole della propria furberia oppure totalmente convinta di essere sincera: per me, illuminare di luce televisiva un corpo come il suo, è un elemento di rottura a prescindere, perchè quel corpo – così normale, così banale – in televisione è l’eccezione. E, semplicemente mostrandolo, Dunham smaschera come falso un intero sistema estetico. Tutto questo non garantisce automaticamente alla serie una qualità artistica, non la fa diventare per forza una “buona serie”, ma resta che l’utilizzo del corpo fatto da Dunham sia, a prescindere, dirompente e, sì, sovversivo. Basta vedere la quantità di reazioni di fastidio – da parte di uomini e, ancora di più, di donne – che suscita. Una delle critiche che ho letto più spesso è “la serie è irrealistica perchè è impossibile che una donna brutta, grassa e stupida scopi così tanto e con uomini bellissimi”. Bè, ma questo, invece, è estremamente realistico: tante donne brutte, grasse e stupide scopano tanto, e spesso con uomini bellissimi, e mi viene anche da aggiungere GRAZIE A DIO (if there’s one).

    Per quanto riguarda la questione sul litigio tra Marnie e Hannah, mi sembra che nella maggior parte dei teen drama i personaggi scazzino per motivazioni molto più sceme (di solito derivate dall’improvvisa amnesia di personaggi che, di punto in bianco, dimenticano di possedere dei cellulari con i quali possono comunicare). Incazzarsi perchè un’amica si è scopata un ex ragazzo è una delle cose che accade più spesso nelle amicizie femminili. Se mai, qui possiamo discutere di quanto si possa definire “amicizia” quella tra Hannah e Marnie (per me, è anche quella un’amicizia molto realistica, ché le amicizie intensissime, leali e totalmente sincere esistono quasi solo nei telefilm, almeno quando hai poco più di vent’anni), ma il motivo del litigio mi sembra quanto di più normale al mondo.

    Rispondi

  44. Io ho adorato questa puntata, mi ha fatto quell’effetto WOW che era il motivo per cui guardavo la prima serie, mentre le puntate della seconda mi avevano lasciata un po’ fredda.

    Quoto in toto Alice.

    Condivido anche la riflessione precedente sulla storia/le protagoniste.. mi piace che mostrino le piccolezze e gli egoismi dei personaggi, più sfumature hanno più interessanti sono.. questione di spessore, non di bellezza/bruttezza fisica.. e fra questa serie e GG ci passa un treno, su… certo è difficile l’identificazione, ma ciò non toglie che la serie abbia avuto dei momenti geniali ed altri in cui si accartoccia su se stessa. Mi piacerebbe vedere i personaggi crescere, al posto di continuare a sbattere contro le pareti mentre giocano a mosca cieca.. E’ un po’ come Mad Men.. per tutta la prima stagione avrei preso a mazzate Don Draper e la quasi totalità dei personaggi.. odiosi. Ma questo non vuol dire che la serie fosse odiosa.. è geniale ed una delle cose più interessanti mai viste in tv. Certo, qui gli autori hanno fatto un lavoro egregio sulla crescita dei character.

    Rispondi

  45. Daniela G. ha scritto:

    dailana ha scritto:
    Eppoi FINALMENTE UNA PROTAGONISTA BRUTTA, GRASSA, ANTIPATICA ergo UNA PERSONA VERA!!!
    il genere di commento che mi fa capire quanto la Dunham sia una furbona, e quanto in fondo faccia bene a fare quel che fa, cioé scrivere una serie mediocre infarcendola delle nudità del suo corpo sgraziato, perché questa sarà considerata una cosa degna di nota. Le serie dove i protagonisti sono brutti, più o meno grassi, antipatici se non proprio odiosi, si sprecano, dov’è la novità? Prendiamo Enlightened, se vogliamo parlare di donne. La protagonista è bruttarella, non più giovane, e quasi sempre insopportabile. Ma è questo quello su cui ci si focalizza? No, perché c’è ben altro di cui parlare. In Girls invece alla fin fine non c’è quasi un tubo da commentare perché è una serie mediocre e falsissima (ma furba, questo glielo riconosco). Trovare questa serie interessante principalmente perché la protagonista è una racchia è uguale al trovare bello Gossip girl perché le protagoniste sono belle ed eleganti, non c’è alcuna differenza.

    … anche perché ci troviamo davanti a 2 paradossi: da un lato la Dunham ci sbatte in faccia il corpo imperfetto di Hannah, anche quando non è necessario (se non scopa si spoglia in discoteca o se ne sta in vasca da bagno), dall’altro su 3 amiche una è “normale”, le altre due sono assurdamente belle (e non parlo di Zosia Mamet perchè in origine doveva essere poco più di una comparsata).

    Io ho amati Tiny Furniture e in parte la prima serie di Girls, adesso sono davvero delusa…

    Rispondi

  46. @ Alice Cucchetti:
    sinceramente, a me più che “dirompente” questo utilizzo del corpo puzza di vecchio. Non mi piace che nel 2013 quando si parla di donne si utilizzi ancora il corpo – brutto o bello non importa – come messaggio. Così facendo, esibendolo anche quando non è affatto necessario, si finisce per oggettivizzarlo in ogni caso, per ritrovarci ancora a discutere degli stesi temi di 40 anni fa, anche se magari l’idea di partenza era il contrario.
    anyway, andando un pò fuori tema, l’esibizione di corpi imperfetti è roba già vista, semmai uno degli ultimi tabù da superare mi sembra rimasto quello della vecchiaia. Quando vedremo un corpo anziano esposto in pieno nella sua nuda decadenza allora sì che per me ci sarà qualcosa di nuovo.

    Rispondi

  47. Ashja ha scritto:

    Ma qui parliamo di uno che l’ha lasciata in quanto gay non in quanto disamorato! Quindi Hannah poteva essersi detta: non è me che sta lasciando ma il genere femminile. Se poi però va a letto con un’altra quel castello crolla.

    Un conto è sentirsi tristi per questo, un altro è ritenere che loro commettano un torto o un tradimento nei tuoi confronti, cosa che secondo me non ha il minimo senso. Che poi Hannah non si limita a incazzarsi con loro impulsivamente, ma anche a freddo è convinta di essere vittima di un terribile tradimento.
    Il mio problema però non è tanto il fatto di non essere d’accordo con Hannah o di non empatizzare con lei, ma proprio il non trovare alcun motivo per interessarmi a questo litigio insulsissimo. Non metto in dubbio che sia realistico, ma anche uno che fissa il soffitto per ore è realistico, e questo non significa affatto che per me sia interessante da vedere. Poi per carità, è vero che anche le cose più insignificanti possono diventare interessanti se trattati con la giusta dose di acume/profondità, ma per quanto mi riguarda non è questo il caso.

    Rispondi

  48. AryaSnow ha scritto:

    Un conto è sentirsi tristi per questo, un altro è ritenere che loro commettano un torto o un tradimento nei tuoi confronti, cosa che secondo me non ha il minimo senso.

    Non l’ho scritto io, ma non importa. Forse dipende dal concetto che hai di amicizia.. Per me l’amicizia implica lealtà ed onestà. Impegnarmi attivamente per evitare di ferirti. Se poi succede mi spiace, ma io devo sempre sentire in coscienza che non l’ho fatto consapevolemente.
    Come diceva qualcun altro, forse l’amicizia può sopportare (neanche quello nella mia esperienza) l’innamoramento per un ex, perchè trascende il controllo mentale, è un flusso emotivo difficile da arginare.. ma una mezza scopata squallida sul divano? Bastava rifiutare, al massimo eri un po’ frustrata sessualmente! Senza parlare del cercare di nasconderle quello che è successo. Marnie non si è comportata da amica in questo frangente.
    Quanto poi questo sia interessante da vedere è del tutto discrezionale.

    Rispondi

  49. bah…io non la trovo cosi pessima…mi sembra troppo reale…forse è quello che spaventa…

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  50. E siamo così passati da una ventina di commenti a una cinquantina da una settimana all’altra. Ne deduco che l’episodio, che sia piaciuto o meno, qualche emozione l’abbia suscitata negli spettatori. :D

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  51. […] mio episodio preferito di questa seconda stagione era e resta It’s a Shame About Ray, quello in cui un bel po’ di conflitti repressi esplodevano, Ray e Shoshanna si scambiavano […]

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