Legit 1x01

Venuto fuori dai piccoli palchi polverosi dei comedy club australiani, come molti dei nostri idoli, Jim Jeffries si presenta trasandato e antisociale, sboccato e con una sua visione perversa delle cose. Questa breve introduzione può bastare a raccogliere le caratteristiche immediate del suo personaggio nella nuova comedy FX: Legit, basata sulla sua personalità.

Stand up, difetti, narcisismo seriale, masturbazioni mentali inappropriate: nulla di nuovo sulla superficie, ma forse questa nuova dramedy nasconde un processo differente.

Il canale FX è ormai diventato famoso per le dosi di testosterone, assorbite dagli spettatori tramite motociclette, violenza, maschi alpha e umorismo pungente. Legit muove i primi passi presentando un personaggio quasi spiacevole, “flawed” come si direbbe per tutti gli anti-eroi degli ultimi anni. Ma Jim Jeffries parte da questa sorta di machismo menefreghista per proporsi di diventare uomo, in senso “legittimo”.

Invertendo il sistema di accumulazione di situazioni becere dell’esilarante “It’s Always Sunny in Philadelphia” e arricchendo la crescita personale di “Wilfred”, Jeffries e l’instancabile Peter O’Fallon (The Unusuals, The Riches) mettono su un pilot sgangherato ma efficace, che per ovvi motivi fa venire in mente “Louie”, pur non duplicandone la ricchezza artistica e poetica.

Il protagonista è una versione idealizzata dello stesso Jeffries, che decide di aiutare il suo amico Billy (DJ Qualls), affetto da distrofia muscolare, a vivere al meglio la sua vita, piuttosto che rimanere relegato a letto per il volere di una madre cliché. Le ragioni di questa decisione sono più egoistici che filantropici: essere associati ad una persona disabile comporta una certa stima da parte della società, ma il rapporto tra i due (e il fratello del disabile) pone le sue basi su un’amicizia genuina.

Dopo i primi dieci minuti, in cui, come suggerito prima, ci si approccia al Jim più spiacevole, l’episodio inizia a suggerire un senso di calore che assicura possibilità di crescita, al personaggio e alla serie stessa. La trama del pilot gira attorno alla perdita della verginità per Billy, che, nonostante la sua malattia, gode ancora di sensibilità pelvica. Questo punto di partenza si offre ad exploit comici e allo stesso tempo teneri, mantenendo un certo equilibrio tra complicità fraterna e ironia maschia.

L’estetica sporca, invece, si allinea perfettamente alla cupezza della situazione, al tono dramedy riconoscibilissimo e all’atmosfera del canale. Legit è una piccola serie su un piccolo uomo che cerca di migliorarsi, con buone premesse e pessimi ascolti. Chissà dove riuscirà ad arrivare con il suo processo di umanizzazione dello sgradevole.

Ok.

Stiamo parlando di pilot e premiere anche su twitter, con l’hashtag #episodi01. Seguite @Serialmente (se siete parte di quei cattivi che ancora non lo fanno) e scriveteci cosa ne pensate!

Eus

Figlio illegittimo di John Waters e Tina Fey. La mia massima aspirazione è diventare una 'sassy black woman' da comedy di serie Z.

More Posts - Twitter

Commenti
4 commenti a “Legit – 1×01 – Pilot”
  1. Bruce scrive:

    così, per completezza: la storia del pilot è tratta, quasi passo passo, dagli spettacoli stand-up di JJ (in particolare io l’ho vista in alcoholocaust). Il pilot aggiunge qualche personaggio (la madre) e qualche situazione, oltre che trasferire la vicenda dall’Australia agli States. Forse perchè conoscevo già le situazioni comiche non l’ho trovata divertente come quando JJ la racconta sul palco (inutile dire che la battuta sulla prostituta vestita di verde rende molto meglio se non vedi la prostituta). Ad ogni modo l’ho trovato molto gradevole, così come gli episodi seguenti

  2. Eus scrive:

    @ Bruce:

    E’ vero, ho dimenticato di appioppare il link da qualche parte: http://www.youtube.com/watch?v=xu4zjJ4PzM8.

  3. massimo alberti scrive:

    Questo Pilot e i 3 episodi seguenti dopo un primo momento di smarrimento mi sono piaciuti molto.
    Non conoscevo se non per sommi tratti la storia di JJ, il suo tipo di comicità, e mi sono nebulosi anche i riferimenti a Louie che -sacrilegio, ma de gustibus – ho mollato quasi subito.
    Faccio questa premessa per dire quello che ho visto in Legit e che me l’ha fatto apprezzare: ho visto un telefilm che mette al centro un protagonista disabile e parla del tema in modo tenero, politicamente scorretto, ma efficace. Ho visto un dramedy che riesce ad affrontare questo tema con tono leggero e non pietistico, e questa mi sembra una bella cosa.
    Non so se è una lettura campata in aria -effettivamente il canale e il tipo di pubblico a cui si rivolge andrebbero in un’altra direzione- ma mi piace vederlo così: non so se ci saranno altri elementi a supporto, ma mi porto avanti dicendo che questa visione mi si conferma dagli episodi successivi.
    Ed è una bella sorpresa.

  4. BetterLife scrive:

    Non è proprio il mio genere di serie, infatti non penso andrò avanti, però in generale il pilot non mi è dispiaciuto, per la tematica e per come è stata trattata, Jim Jeffries non lo conoscevo….magari mi guardo qualcosa su youtube!

Lascia un commento

Note: non sono graditi riferimenti ad argomenti illegali, spoiler, insulti e commenti esageratamente off-topic. Il sito utilizza gli avatar di Gravatar.