Enlightened 2x03

Enlightened – 2×03 – Higher Power

Per la prima volta dopo “Consider Helen”, l’episodio struggente della prima stagione dedicato interamente alla madre di Amy, Enlightened sposta tutta la sua attenzione verso un altro personaggio: Levi. Alla fine dell’anno scorso vedemmo l’ex-marito decadente seguire i passi di Amy, nel centro di riabilitazione che giovò al suo percorso di illuminazione.

“There’s so much that I just fuckin’ hate, and there’s so little that I love.”

L’approccio di Levi al centro Open Air è quello cinico che ci si aspettava. Ad introdurre la sua scettica inerzia è una lettera che Amy legge ad inizio episodio. Una confessione della sua freddezza riguardo i confronti melensi che Open Air sollecita, che lascia Amy distrutta e quasi in balia di una regressione allo stato adolescenziale (“Ugh, mom”!). Da questo momento in poi l’episodio, accantonati momentaneamente i corridoi claustrofobici della Abbadon, si immerge nel percorso interiore che Levi intraprende nello splendore delle Hawaii, contrasto al suo spirito turbolento.

“There was no turtle. Just a bunch of garbage at the bottom of the ocean.”

Più volte lo show ha preso come metafora della serenità e dell’umiltà positivista una tartaruga nuotante, che, ovviamente Levi non riesce a scovare. Tutto ciò che trova sul fondo dell’oceano è, guarda caso,  immondizia. Del resto la sua attitudine nei confronti di questa esperienza rimane molto diversa da quella dell’ex-moglie. Odia tutti quelli che lo circondano e nei suoi sfoghi con i non-dottori del centro allude a ciò che l’ha distrutto. La morte, l’avidità: le persone che ha perso, le cose che non può avere. Come tutti.

L’aspetto brillante dello script di Mike White, anche attento regista dell’episodio, è la semplicità con cui si addentra nei processi mentali egotici e trasformativi, con una sincerità e umanità che altrove rischierebbero di scadere nel sentimentalismo diabetico. Infatti dopo l’ambientazione nella luminosità del centro, rigettata dal protagonista, inizia per lui una nuova, dovuta, spirale di auotolesionismo, forse l’ultima.

Accodatosi a due giovani stracci senza direzione, Levi, nel corpo di un distinto Luke Wilson, si abbandona al presunto divertimento provocato dalla tossicità. Lo si vede persino sorridere per la prima volta durante il susseguirsi di sniffate e leggerezze. Man mano che l’esperienza di fuga dal centro e dalla responsabilità verso sé stessi procede, la serata assume toni più cupi, riportando la tristezza di fondo dei personaggi sulla superficie. A scorta di coca terminata, la bionda frivola, il ragazzo annullato nella droga e l’ex-marito in cerca di sé stesso prenderanno strade diverse. La prima sparirà con un tizio viscido che la paragona ai suoi figliastri, segnando il livello minimo di tristezza sulle cui note Levi prenderà delle decisioni. Il secondo, già visto debole e insulso in Girls, dopo convulsioni e conati su dei sanitari non familiari, alzerà il livello abbandonandosi ad un monologo sul disgusto per sé stesso e la sua inettitudine  che, forse, convince Levi ad allontanarsene. A lasciar andare quella parte di sé e a concedere più di uno sguardo sardonico all’unico raggio luminoso della sua vita: Amy, difesa più volte durante la nottata.

“Remember your best self? I’ve never been my best self.”

La positività di Amy trova finalmente un piccolo successo, che potrebbe persino rafforzarla in vista della sua lotta contro l’Abbadon. Quel sentimento di apparente umiltà che irradia energia positiva, che viene sostenuto e allo stesso tempo ridicolizzato nella serie, pervade la nuova strada che Levi pensa di intraprendere. Amy è la prova che, con il giusto atteggiamento, il cambiamento può avvenire, se voluto. Dopo l’ammissione di voler bere di meno, mangiare meglio e fare esercizio e dopo il distacco dalle ombre decadenti del suo passato, Levi è pronto alla crescita personale, grazie all’umiltà riscoperta e alla fiducia data ad un “Potere Superiore”, entrambi passi inevitabili per i programmi dei centri di recupero. Questo “Potere superiore” del titolo, la forza che ti spinge a migliorare una volta ammesse le proprie mancanze, è associato proprio a lei, la nostra protagonista, l’unica che aveva mai visto l’uomo che Levi vorrebbe finalmente essere. Quella che è riuscita a scovare la tartaruga e nel cui cambiamento si può prestare fiducia.

In una chiosa tanto organica quanto gratificante, Levi scrive una nuova lettera ad Amy, iniziando  il suo processo di enlightenment, dopo le scuse ad un compagno di stanza asfissiante uscito da Sons of Anarchy; chissà che non trovi davvero quella simbolica tartaruga.

C’è una malinconia di fondo in questa serie che si intreccia perfettamente al suo senso di speranza, che è proprio la speranza dell’illuminazione, del cambiamento e della prosperità (della persona, prima, e dunque del mondo). Il chiaroscuro umano è riflesso brillantemente dal creatore Mike White (che firma in coppia con Laura Dern) e dalle interpretazioni amaramente oneste del suo cast. Enlightened è qualcosa di più di un ibrido dramedy: è, forse, un viaggio edificante nell’oceano del nostro egocentrico cinismo.

Eus

Figlio illegittimo di John Waters e Tina Fey.

13 Comments

  1. fuckthemummies 2 febbraio 2013 at 10:34

    Anche quest’anno l’episodio migliore è quello senza Amy

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  2. Un episodio equilibratissimo, dai toni pacati, ma che va al punto senza sbrodolamenti o cadute di stile.
    Mike White è uno sceneggiatore formidabile, le lettere di Levi a Amy sono semplicemente magnifiche, profonde, emozionanti, ma non smielate e out of character.
    Ho sempre amato alla follia Luke Wilson, in contesti come questo porta sempre il meglio di sé, e la cosa non può che rendermi felicissima, spero di rivederlo al più presto.

    Enlightened continua a crescere.

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  3. Enlightened riesce a trasformare il didascalico in semplice. Una storia come quella raccontata in questo episodio poteva essere un completo disastro e invece è fantastica.

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  4. E’ scritto davvero bene,0 banalità(ed era facile cascarci)il passaggio dal Levi disincantato e senza speranza associato alla spazzatura nell’oceano e il suo percorso oltre il solito cadere negli abissi della routine droga-alcol fino a farcelo vedere sorridente fare giochi di gruppo e provare a cercare una tartaruga in mare,è semplicemente commovente.

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  5. A me non piace esagerare o divinizzare qualcosa, ma non posso farci niente se anche questa puntata per me è da 5/5.
    Commovente il finale, quando Levi chiede scusa al grassone e decide di cercare la tartaruga.

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  6. bellissime le parole, bellissime immagini, bellissimi colori.

    tra mezz’ora andrò al lavoro enlightened.

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  7. Bello bello. Come avete già detto, è davvero incredibile come Enlightened si tenga sempre distante dal sentimentalismo e dal patetismo. Dopo la mamma di Amy, Levi: le due persone più vicine a Amy che sperimentano (come lei) diversi tipi di solitudine, qui unite anche da quella bellissima dissolvenza dal soggiorno alla stanza di Levi, con entrambi seduti nello stesso punto e vetrata sullo sfondo che mi ha ricordato un acquario.

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  8. Aloa!
    Concordo assai, Enlightened, serie segretissima, cresce.
    Una domanda mi corrode la mente però da quando un anno fa è iniziata..

    la colonna sonora??

    So che è dell’amato musicatore di Anderson (Steve Zissou) ma le melodie del tema di Enlightened nelle sue varianti puntata per puntata non le trovo da nessuna parte, non sono nemmeno elencate sul sito HBO.. qualcuno ha idea di come-dove trovarle?

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  9. E la finezza finale di non mostrare Amy che legge la seconda lettera, lasciando il dubbio che forse non esista. Capolavoro, cazzo.

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  10. @ Giovanni Di Giamberardino:
    noooo, non dovevi dirlo!

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  11. Episodio incantevole e commovente.
    L’ho vissuto dal di dentro come poche volte mi era successo.
    Prima il rifiuto di Levi mi trovava assolutamente consenziente, sentivo le sue parole come se fossero mie, il suo disgusto, la sua irritazione erano i miei.
    Poi la notte brava, e tanto tanto stupida e avvilente, coi due imbecilli fuori di testa mi ha spento senza rimedio.
    Guardavo Levi affondare con un senso di angoscia e di rammarico che mi chiudeva lo stomaco.
    Infine il dicorso lagnoso ma realistico del ragazzetto mi ha aperto alla speranza.
    Mi sembrava che Levi sentisse nelle sue parole l’analisi spietata di quello che era diventato o che stava per diventare.
    Credo sia stato quello a dargli la voglia di reagire, lui non era ancora così e non voleva essere così.
    La parte finale mi ha davvero rincuorato e commosso.
    Anche il “gioco scemo della fiducia” ha finalmente acquistato un senso e vedere Levi ridere con gli altri è stata una cosa bellissima e consolante.

    Devo ricredermi un po’ (ma solo un po’, per ora) anche su Amy.
    Se il pensiero di lei gli ha dato la spinta a reagire allora non può essere così male, se l’unico Levi “buono” era quello che aveva visto lei allora merita il mio rispetto e anche un briciolino del mio affetto (non so se si è capito ma a me Levi piace moltissimo).

    All’inizio la sua reazione di Amy alla lettera di Levi mi aveva fatto sogghignare.
    Ah, la fai a pezzi, eh?!
    Non vuoi che tua madre sappia quanto è stata fasulla la tua “illuminazione”.
    Ti sta bene, stupida che non sei altro.
    Ma alla fine ho cambiato idea.
    Amy non sopporta il pensiero che per Levi non ci sia speranza perchè gli vuole bene davvero e allora è la madre ad avere torto, a essere in fondo crudele quando gli dice: “Devi rassegnarti a lasciarlo andare”.
    Se vuoi bene a una persona non puoi lasciarla andare, puoi metterla come vuoi ma semplicemente non puoi e basta.

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  12. [...] briciolo di sincerità rimasto a Amy pare allora essere il suo rapporto con Levi, la rabbia con cui nello scorso episodio strappa la lettera dell’ex-marito, la passione con cui cerca di salvarlo da se stesso. [...]

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  13. [...] di salvatrice; ma è travolta dalle nuove parole di Levi, dalla sua altra lettera (che chiudeva “Higher Power”) e dalle sue ragioni, tra le strade pulite e i giardini del quartiere in cui giocano i bambini, [...]

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