boyd

Justified – 4×03 – Truth and Consequences

Now, there are those men who choose to stay in the dark.  But there are some men who choose to come out into the light.  And those men should be transparent. […] You know what, son? I once stood where you’re standing now, mistaking my own hubris for God’s touch. That ain’t religion, son. That’s called self-glorification.

Dark angels sent here to remind you that all men are human

Forse Boyd non è proprio il protagonista dell’episodio, anzi probabilmente facendo una stima fiscale del tempo in scena, non arriva neanche a spartirsi la narrazione a metà con Raylan. Eppure scelgo lui come immagine della recensione per due motivi. Uno del tutto personale e per niente significante: ho visto Django Unchained la settimana scorsa e Walton Goggins benché in un piccolo ruolo si fa notare (e come diceva Francesco la scorsa settimana ormai anche a Justified si veste come un pistolero western, quasi fosse un vero discendente di Billy Crash; senza contare che la tendenza ai monologhi capziosi, alle perifrasi ingegnose, alle minacce servite con eloquio intelligente e ironia minacciosa sono aspetti che Justified – nelle persone di Boyd e Raylan in particolare – riprende dall’universo tarantiniano). Il secondo motivo è legato all’episodio e alla serie in generale: Boyd e Raylan sono omologhi speculari e in Truth and consequences dimostrano all’apparenza (e forse anche in modo effettivo) un cedimento nelle loro capacità di giudizio.

I serpenti sono il simbolo dell’intreccio dedicato a Boyd, avranno un’importanza capitale, agendo di volta in volta a danno delle due fazioni (Boyd da un lato, Billy e la sua chiesa dall’altro). Come a dire che lo strumento della violenza non ha partito. Con tutte le implicazioni bibliche che ne vengono fuori quando ci sono in campo una chiesa di invasati e un criminale ex predicatore.

Boyd dice a Cassie di non sottovalutarlo – e col senno di poi ne avrà ragione – anche se a guardare le loro prime mosse sembra che sia lui a sottovalutare lei e suo fratello. Ed è un errore che commette anche il suo omologo speculare in questo episodio. Eppure alla lunga Boyd la vince e non a caso vince su Billy: ha capito che è la sorella la vera mente, quella che cerca di trarre profitto dalla chiesa, mentre il predicatore è sinceramente convinto delle parabole che espone. Per Boyd Billy è la personificazione del conflitto che lo attanaglia e farlo sparire, appresso alla sua chiesa-tendone, è anche un modo per far sparire quella parte di sé in totale conflitto con quello che fa al momento. Nel tentare di salvare Billy da se stesso e dalle false convinzioni di onnipotenza generate da quella che ritiene una totale protezione dall’alto, Boyd parla quasi a se stesso, senza trovare ascolto. Billy va fino in fondo e trova il veleno; Boyd continua per la sua strada spacciando veleno e forse distruggendo giorno per giorno quel residuo d’umanità che pure sembrava conservare (e lo stesso discorso vale per Ava, a giudicare il suo atteggiamento verso Ellen May). E si noti, per tornare all’inizio di questa recensione, che Boyd veste di nero e Billy di bianco, nel più puro rispetto dell’iconografia del western classico.

 

You’re one of those guys who loses interest in a woman once he realizes she can’t wear white to her wedding?

L’errore di giudizio di Raylan deriva invece da una più banale rincoglionimento (parziale) da sentimento (e lussuria). Non solo ha scoperto che Lindsey ha un ex marito ma pure che questo ex marito, che si chiama Randall, è un picchiatore e un ex detenuto e che Lindsey organizzava piccoli furti con lui, prima che lui finisse in galera. Motivo? Le truffe che organizzavano prevedevano che Lindsay abbindolasse degli uomini con grossi portafogli e a Randall a un certo punto non era andato più giù che questi polli da spennare prima di essere spennati dovessero mettere le manacce addosso alla moglie. Ora capite in che situazione si trova il nostro Marshall? Lui che ci ha messo più di una mano su Lindsay e pure tutto il resto del corpo? Ecco dunque che è inevitabile il confronto con Randall e quando due uomini così tenaci e vecchio stampo si confrontano ne può venire fuori solo una cosa: ci vediamo in tal posto alla tal ora e regoliamo le cose – dopo che Raylan gli ha comunque offerto un’opzione più semplice del tipo te ne torni da dove sei venuto e io non ti denuncio (il signorino è uscito per buona condotta ma la condanna la scontava in Florida e se sei in libertà vigilata non puoi prendere e andartene troppo lontano. E non serve un genio in geografia per notare che la contea di Harlan sta parecchio lontana dalle spiagge di Miami).

È qui che Raylan si è ammosciato: al di là dell’apparenza da picchiatore, da uno che non si tira indietro a un sano scontro a pugni (e dagli episodi precedenti non avevamo dubbi), Randall in realtà gli da un appuntamento solo per sviarlo e rapirsi in tutta tranquillità l’ex moglie. Scacco matto. Per modo di dire, perché uno con la mira e la velocità di Raylan non ce lo vorrei alle calcagna, incazzato nero con me per motivi personali e con tutta la facoltà di agire anche nella corsia della legalità.

Una cosa però mi sento di dirla, al di là dell’evidente gnoccaggine di Jenny Lyon e del suo personaggio in particolare, al momento non riesco a vedere tutto questo interesse all’interno della stagione per la sua liason con Raylan e meno ancora per il ménage a trois che va creandosi. Spero solo che dalla prossima settimana, con questo rapimento in corso le cose inizieranno a movimentarsi.

 

The Eve situation

Per quanto riguarda le indagini relative  al caso Waldo Truth, questa settimana, dopo aver comprovato il passaggio a miglior vita del fu Waldo, i nostri Marshall vanno alla caccia di quel pilota, Drew Thompson, che l’aveva prelevato per un motivo non ancora chiarito. E per trovare Thompson si rifanno alla ex moglie, Eve Munro, interpretata da Julia Campbell che nella quarta stagione di Dexter era sposata con Arthur Mitchell, alias Trinity: non è proprio quella che si dice una scheggia in materia matrimoniale. Rapita da misteriosi ceffi, con l’aiuto di un agente dell’FBI corrotto (o comunque invischiato negli affari di questi loschi tizi che vengono da Detroit al soldo di Theo Tonin – ah, il bello della continuity di Justified! – gli stessi tizi/organizzazione che cercava Thompson anni fa) che alla fine scoperto da Raylan perché tira troppo la corda alla sua recita, dopo avergli rivelato dove trovare la Munro, si spara alla testa davanti al nostro Marshall pur di non finire in galera. La galera non è posto per un uomo di legge che in genere è deputato a spedircele in galera, le persone. E quando ritrovano Eve Munro Art e i suoi riescono a scucirle tutto, anche quello che non aveva detto agli investigatori trent’anni prima e cioè che una sera Drew aveva bruciato tutte le loro foto e le aveva detto che sarebbe scappato via inscenando la propria morte perché aveva visto Theo Tonin uccidere un informatore del governo, alias l’affare segretato sul quale doveva testimoniare citato poco prima da Art. Bingo!

Truth and consequences sembra più un episodio di preparazione ma nel puro stile di Justified, che a inizio stagione si prende il tempo necessario per introdurre i nuovi personaggi e allargare il campo narrativo, recuperando però con sottigliezza gli elementi sparsi delle scorse stagioni, villain compresi (fate ciao a Wynn Duffy). È solo per questo che non gli do il massimo dei voti, ma in fondo questi bollini finali poi sono del tutto orientativi. Affibbiare un Ok. a questo episodio significa semplicemente che non tutti gli episodi possono essere dei fuochi d’artificio, che anzi in un serial serio e degno di questo nome ci devono essere delle solide preparazioni del terreno per seminare prodromi delle evoluzioni future, in modo che esse abbiano la coerenza e la solidità che da sempre ammiriamo nella creatura di Graham Yost.

 

Nota

Johnny trama per vendre suo cugino a Wynn Duffy. Boyd è davvero così distratto da non accorgersene? In sua difesa, ha davvero parecchie gatte da pelare, al momento. Questa è una svolta importante me ne rendo conto, la metto in nota solo perché col materiale che abbiamo al momento non è possibile ancora capirne tutte le implicazioni e i probabili sviluppi. Saremmo nel campo delle previsioni. Ho provato anche a chiamare la Monroe ma al momento pare fosse legata a una sedia e senza il telefono a portata di mano.

Antonio Varriale

Semplicemente il dark passenger di Noodles (e/o viceversa). Non gli bastava il cinema e Sergio Leone. La sua doppia natura lo portò a mietere vittime di notte tra i serial americani. Dipendente dalle dipendenze, non si lasciò sfuggire la possibilità di entrare in un altro tunnel di visioni e meno ancora quello di scriverne pure.

14 Comments

  1. Ne avevo già avuto qualche “sentore” e anche questo episodio me ne dà sempre più la conferma: qui abbiamo Tommy Lee Jones che, settimana dopo settimana, ruba la scena ad Harrison Ford. Saranno anche le cazzute citazioni bibliche o forse una storyline che, in questo momento, risulta sicuramente più interessante di un Raylan che corre in aiuto della sexy barista presa in ostaggio dall’ex marito galeotto e violento, ma se oggi dovessi fare il tifo per qualcuno i miei 5 dollari andrebbero sicuramente a “The Dark One”… uno dei migliori antatagonisti (?) della storia telefilmica più recente.

    Quanto al resto (teste di serpente mozzate incluse) non se in questo episodio basta a farmelo venire duro, per citare Art, ma c’è ancora tutta la curiosità di andare avanti.

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  2. Ma siamo sicuri che la barista sia stata rapita e che, piuttosto, non abbia messo in scena il solito colpo (lei va a letto con la vittima, scopre dove tiene i soldi [in questo caso nel cassetto] e lo deruba scappando col marito)?
    Per lo meno, l’ultima battuta fa capire questo, poi boh.

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  3. pemf.bolloso ha scritto:

    Ma siamo sicuri che la barista sia stata rapita e che, piuttosto, non abbia messo in scena il solito colpo (lei va a letto con la vittima, scopre dove tiene i soldi [in questo caso nel cassetto] e lo deruba scappando col marito)?
    Per lo meno, l’ultima battuta fa capire questo, poi boh.

    In questo caso, per citare Tommy Lee Jones: “non me ne frega niente!”… :-)

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  4. @ pemf.bolloso:

    be’ ma lei al momento ha un bar. non credo che i soldi che Raylan può avere con sé siano l’equivalente di un portafogli bello pesante…
    ma in effetti, niente si può escludere a priori.

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  5. Tutta la faccenda dell’ennesima gnoccona col passato oscuro (che “è stata una bambina molto cattiva”) e del suo ex buzzurro e geloso sinceramente è abbastanza insulsa e noiosa.

    Molto interessante invece la storyline di Boyd e soprattutto la scena finale con Billy. L’ho trovata proprio fantastica, forse il primo vero momento drammatico e “profondo” della stagione. Da sola riesce a risollevare una puntata altrimenti un po’ sottotono.

    4/5

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  6. Quanto sono stato felice di vedere Walton Goggins in un film di Tarantino – anche se in un piccolo ruolo – e nelle relative interviste e mi piace come si sia tornati a puntare i riflettori sul rapporto di Boyd con la fede. Per il resto ottimi dialoghi, e ottima fotografia. Justified è ancora in forma, ma la trama della stagione deve ancora ingranare.

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  7. Francesco Gerardi 28 gennaio 2013 at 17:39

    Tra l’altro, un paio di giorni fa ho visto ‘Lincoln’, e Walton Goggins sta pure lì! Parte piccolissima vero, però c’è. Per il resto, Antonio ha detto tutto, non ho granché da aggiungere. Justified è una serie solida, ormai, con la continuità dei grandi.

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  8. Mah,non ricordavo che fosse proprio lei la propietaria del bar. In realtà anche io ho pensato subito al furto di coppia, che mi pare più plausibile di un furto E anche un rapimento.

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  9. anch’io avevo pensato al furto in coppia. però è anche vero che in tal caso non c’era molta necessità di mettere a soqquadro la stanza. mah!

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  10. Tra i tre episodi di questa quarta stagione è quello che ho trovato più debole. Comunque buono devo dire.

    La bionda penso sia in combutta con l’ex marito. E abbia preso i soldi di Raylan.

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  11. Ma ricordo male o Theo Tonin è il boss del villan della passata stagione,Quarels?

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  12. @ Bruce:
    Nella puntata precedente si vede Raylan che nasconde i soldi nel cassetto mentre lei è in bagno,quindi magari il soqquadro ci sta. Si,Theo Tonin è il boss della dixie.

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  13. puntata un po’ il calo rispetto all’ottimo inizio..ho paura che la storia di rayaln e la biondina sia una palla..speriamo di no..ma per ora come ha detto qualcun altro ispira di più la storia di boyde

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  14. […] dopo i titoli di coda di Peace of mind mi sono reso conto che avrei scritto di nuovo, a distanza di settimane, della chiesa di Cassie St. Cyr e della sua contrapposizione con le forze […]

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