American Horror Story - 2x13 - Madness Ends

American Horror Story – 2×13 – Madness Ends

I want the footage to shock the public out of their complacency, you understand? I want moral outrage. I want to put America in the asylum.

Ecco, questo è il genere di affermazioni pesanti che vanno innanzitutto contestualizzate, ma non prima di aver stabilito se sono uscite dalla bocca di Lana giusto per un’esigenza di sceneggiatura o se nascondono una dichiarazione d’intenti più audace da parte degli autori.

Tagliamo subito la testa al toro e ripetiamo quanti lo hanno già detto prima di me: la seconda stagione di American Horror Story è stata, per molti versi, un successo. Pochissime sono state le sbandate (The Origins Of Monstrosity, siamo tutti d’accordo?) ed è stato davvero soddisfacente riuscire a percepire una struttura narrativa più controllata e uno sviluppo pianificato a tavolino. Certo, in questo contesto bisogna dare una sfumatura particolare all’aggettivo controllata (in tredici settimane abbiamo assistito a esorcismi, elettroshock, terapie anti-omosessualità, possessioni demoniache, razzismo, alieni, nazisti, esperimenti sugli umani, crocifissioni, angeli della morte, serial killer, suicidi, poligamia e addirittura numeri musicali: sì, alcune volte è stato un po’ troppo) ma il risultato finale, quasi la fine di un ciclo, non lascia indifferenti.

Da un certo punto di vista, la storia si poteva già considerare conclusa con la morte di sister Mary Eunice e del dottor Arden nel forno crematoio: quello che è successo dopo, tanto in questo finale quanto in quel tanto contestato Continuum della scorsa settimana, possono essere interpretati come finali alternativi, approfondimenti della storia non esplicitamente richiesti, travestiti da esperimenti narrativi e meta-linguistici.

Lana Del Rey Winters è l’unica, vera sopravvissuta di Briarcliff. Forse sarà merito di quello che chiamano spirito di auto-conservazione, o sarà l’adrenalina e l’instancabilità che caratterizzano una giornalista. Forse tutti e due, forse qualcosa in più. Anni dopo la pubblicazione del suo primo libro, quel Maniac pieno di menzogne ed invenzioni letterarie ad hoc elaborate in vista del profitto, Lana ha mantenuto la promessa fatta a Kit ed è riuscita a far chiudere Briarcliff, auto-producendo un documentario di denuncia. Lo smantellamento definitivo del manicomio ha comportato la distruzione della carriera ecclesiastica (e delle vene) del monsignor Howard, sempre più viscido di settimana in settimana, ma in fin dei conti inutile (è pur sempre interpretato da Joseph Fiennes, eh).

E la nostra Jude? La sola, vera e unica luce dei nostri occhi? Dopo essere stata cancellata dalla faccia della terra, è stata presa in custodia dal buon Kit ed è diventata una sorta di nonna per i due figli del giovane. La presenza eccessiva del fattore alieni, tuttavia, disturba e interrompe la poesia del suo epilogo, sempre ad opera dell’angelo della morte. In realtà, è proprio il segmento di Kit che non funziona affatto: cosa succede nel bosco? Perché gli alieni vengono a riprendersi un uomo malato di cancro in punto di morte? Ecco, è stato un vero peccato, ma in fondo non ci si poteva aspettare niente di più: mettete da parte gli squilibri ormonali davanti ad Evan Peters e ammetterete che Kit è il personaggio più inutile della stagione. Persino Pepper ha avuto qualcosa da dire e da fare in più.

Le ultime scene mostrano una Lana invecchiata, forse soddisfatta di quello che è riuscita ad ottenere nella sua vita, o forse anche no. Dopo aver concesso un’intervista esclusiva che aiuta a sbrogliare gli ultimi dubbi e che funge da colonna portante per tutto l’episodio, l’anziana donna affronta per l’ultima volta il figlio abbandonato (Dylan McDermott ha la particolare capacità di diventare più cane ad ogni inquadratura, nonostante continui a portarsi quei quarantotto anni in quel modo). Lana è diventata forte, o semplicemente più stronza; avendo ormai compreso le regole del gioco, spara in faccia al figlio, proprio come ha fatto con il dottor Thredson.

L’ultimissima scena, a mio parere, accresce il senso di compiutezza di Asylum, pur continuando a far raggelare il sangue: torniamo nel 1964 e ripercorriamo il primo incontro tra Lana e Sister Jude, rileggendo il tutto con più consapevolezza: I don’t think you and I are destined to meet again. But I do hope you know what you’re in for: the loneliness, the heartbreak, the sacrifice you’ll face as a woman with a dream on her own. Look at you, Miss Lana Banana. Just remember: if you look in the face of evil, evil’s going to look right back at you.

Lana fa un ghigno e si dirige verso l’uscita, e in sottofondo riparte quella maledetta Dominique.


NOTE

  • Lana Banana – Born To Suffer: la copertina dell’album.
  • Sarah Paulson (che avevo visto di sfuggita solo in Martha Marcy Marlene) mi ha davvero stupito. Lily Rabe è stata una conferma, e per quanto riguarda Jessica Lange, beh… forse la pioggia di riconoscimenti che ha vinto l’anno scorso necessita di un bis. Bocciatissimo il trio maschile (Quinto, Fiennes e Peters proprio non hanno retto il confronto con le altre tre).
  • E a proposito di donne, Vulture ha stilato una pagella dei momenti più femministi della serie.
  • Ho trovato il link all’inizio della stagione, ma volevo conservarlo per questo momento: Dominique tradotta in italiano e cantata da nientepopodimeno che Orietta Berti.
  • Voci di corridoio parlano di STREGHE per il prossimo anno (ottobre 2013, se tutto va bene). Voi che ne dite?

Giulio

Brutto, cattivo e antipatico. Sì, un criticone.
Conflitti interiori e menti disturbate sono di casa.

45 Comments

  1. splendida recensione e sono molto molto d’accordo, ho amato questa seconda stagione tanto quanto non ho fatto con la prima: disturbante e inquietante mi ha spesso tolto il sonno e la scena finale è stata magnificamente circolare. “Dominique” ormai ricorrei nei miei incubi più spaventosi.
    Non concordo su Quinto, secondo me bravissimo nel rendere il personaggio viscido e inquietante di Thredson.

    P.S veder morire McDermott è sempre fonte di grande soddisfazione, lo dico: CANE!

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  2. Bella recensione,tuttavia sono in disaccordo.Innanzitutto sulla stagione in generale perchè se a molti è piaciuta,per me non è riuscita a replicare la bellezza della prima stagione.Oddio,certe scene e certi momenti sono stati davvero belli ed inquietanti,ma come ambientazione,storylines,personaggi e tutto ho preferito e preferisco tutt’ora quelli della prima serie(che sto tra l’altro rivedendo).Venendo alla puntata,mi è piaciuta molto e tutti i nodi sono stati sciolti o quasi(che fine ha fatto Pepper?!?com’è morta?!?).Jude ha finalmente trovato la pace,Lana è riuscita a soddisfare la sua sete di potere e ambizione,il Monsignor ha finalmente privato la Terra della sua esistenza inutile,Bloody Face 2.0 è morto(quando Lana lo ha ucciso sono rimasto un pò cosi O.o perchè era comunque sua madre,ma poi pensandoci bene era l’unica cosa da fare visto che era diventato una replica del padre!).Uni vicolo cieco:KIT!che cazzo di fine ha fatto?!?ma prima di questo,mi spiegate che ruolo hanno avuto gli alieni nella storia?!?Scene davvero insensate,tipo quella dove i bambini portano Jude nel bosco!Perchè hanno scelto Kit?!?perchè se lo sono portato via?!?.A parte la digressione aliena,bella puntata,ma spero in qualcosa di meglio per la terza stagione.

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  3. Sinceramente, per quanto possa essere d’accordo sulla riuscita effettiva dell’intera stagione (apparte qualche caduta), questo finale mi ha lasciato a dir poco perplessa. se dovessi descriverlo in poche parole, mi è sembrato di vedere quarantasei minuti di titoli di coda di quei film tratti da storie vere, in cui mettono le foto dei vari personaggi e una piccola descrizione della loro vita da quel momento in poi, con una musichetta di sottofondo. Cosa che poteva essere giustificata per personaggi come Jude e Kit ad esempio, ormai inutili alla narrazione, se non fosse per il modo in cui il tutto è stato fatto: lento, eccessivamente smielato e con trovate a tratti posticce (mi riferisco soprattutto a quando i due bambini di Kit portano Jude nel bosco: qualunque persona normale li avrebbe inseguiti, invece lui se ne rimane lì, a fissare l’orizzonte, preoccupato. E quando tornano, non fa domande. SERIOUSLY?). E non mi metto qui a discutere sull’uso degli alieni come deus ex machina: secondo me, non è che Murphy e soci ci abbiano voluto lasciare con il dubbio; semplicemente, non si sono interessati loro per primi di dare una spiegazione logica al tutto, e hanno paraculamente lasciato a noi l’interpretazione finale.
    Certo, c’è da dire che parliamo di AHS, e lo scopo finale non è che tutto abbia un senso, ma tant’è.
    Capitolo a parte poi è l’orripilante confronto tra Lana e Bloody Face jr., così pompato dall’esilarante scena di chiusura della penultima puntata: qui, per quanto l’interesse (almeno il mio) fosse davvero basso, a dare il colpo di grazia è stata l’interpretazione di McDermott; al suo singhiozzo, tra le braccia della Paulson, mi sono ritornati alla mente i famosi pianti della prima stagione, e mi è partita una risata che è durata fino al colpo di pistola.
    In definitiva, ho scritto un papiro per dire semplicemente che per me questo season finale è un MEH. La serie, come si diceva, era già virtualmente terminata alla morte di sister Mary Eunice e del Dr. Arden.

    Capitolo “cagna maledetta”: Fiennes è da denuncia ormai, cane pure quando deve fingersi morto.
    Mi sto convincendo che lo faccia apposta.

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  4. Bella recensione. Non sono d’accordo neanche un po': la seconda stagione mi ha divertito molto: nel senso, purtroppo, dello stesso divertimento che provo davanti ad un film di Zalone: comicità pura. Peccato che si chiami AHS e di comicità non mi sembra ce ne dovesse essere (@Federico quoto, la prima serie è di un altro pianeta. Che se la siano portata via anche quella gli alieni?) Lasciamo stare la comicità involontaria dei tre “cani” della stagione: McDermott, Phiennes e Quinto (questo un pelino meno), ma ancora non ho capito cosa cazz. c’entrano gli alieni, il deus ex machina di tutta la serie tra l’altro, quelli che nei momenti di vicolo cieco di sceneggiatura, ops scusate volevo dire dei personaggi, intervengono a salvare il c.. agli sceneggiatori, ops scusate ancora ai personaggi. Mi avevano lasciato fuori “la luce dei nostri occhi” come giustamente hai definito la Lange ed alla fine voilà pure lei ci è cascata dentro. Avvisando che io non ho nessun movimento ormonale per Evan Peters, secondo me Kit è proprio il personaggio che meglio esplica il fallimento della serie quest’anno: l’uomo speciale che ha generato due figli che cambieranno il mondo perchè si faranno ascoltare dall’umanità (eccome, intanto sono diventati dei professionisti e lì si sono fermati senza cambiare il mondo mah…. forse è stato fatto un piccolo errorino di calcolo da parte degli alieni), che ha avuto più mogli di un sultano (di cui due in contemporanea), che ha salvato la donna che voleva farlo sterilizzare (alla faccia forse è divino, visto che perdonare è divino, vuoi vedere che gli alieni ci hanno visto la reincarnazione di Gesu Cristo?), che non sappiamo se è in qualche harem alieno, guarito da cancro ed intento a sfornare figli “speciali” (non si sa ancora per cosa lo sono ma vabbè diamogli il beneficio del dubbio a stì alieni), e potrei continuare all’infinito con le caz.. che gli hanno fatto fare gli autori: alla fine non serve a niente come dici tu ed è qui che casca l’asino secondo me anche la stagione come il suo collante (perchè questo alla fine Kit è diventato per tutti i personaggi) non è servita a niente.
    Devo dire che salvo il finale di Lana che uccide “suo figlio” (a parte che avare davanti McDermott che recita ti fa proprio venire voglia di ucciderlo): alla fine il “male” era lei quindi: non il diavolo in suor Eunice, non suor Jude che tratta tutti come oggetti da riparare, non Phiennes che ammazza a destra ed a manca e diventa Cardinale (a proposito, per gli autori quindi è così che si diventa Principi della Chiesa Cattolica….questo un po’ mi piace lo ammetto), non Thredson con Bloody Face, non il dottore nazista che fa esperimenti, non lo Stato che tratta i pazienti peggio di suor Jude (quasi a voler significare che il suo metodo era il migliore rispetto al menefreghismo dello Stato per i suoi pazienti), ma colei che “ha visto il male in faccia” e lo ha fatto entrare: l’ambizione di essere e diventare qualcuno passando sopra tutto e tutti, rilascia un’intervista dove ammette le sue bugie e i suoi inteni egoistici dietro lo smascheramente dei mali della società (per la serie chi se ne frega degli altri basta che se ne parli), le operazioni estetiche per sembrare giovane in eterno (quindi anche vanitosetta la bimba) e la giornalista che la intervista non ci vede niente di strano, anzi l’ammira (quindi sono queste le persone che per gli autori noi ammiriamo nella società? I Corona?) Che dice al figlio “non mi ucciderai perchè c’è anche un po’ di me in te” e questo po’ è il fatto che è lei che uccide il figlio: alla faccia Dio li fa e poi li accoppia: Bloody Face figlio aveva poco da sperare povero Cristo.
    In poche parole abbiamo fatto un giro dell’oca per tornare alla partenza senza niente in mano, perchè è questo che mi ha lasciato AHS quest’anno: niente (a parte la solita Lange rovinata nel finale dagli alieni pure lei)

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  5. Per la prossima stagione propongo come protagonisti assoluti McDermott-Phiennes-Quinto…questo sì che mi farebbe davvero pauraaaaa!!!

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  6. Concordo, la stagione per me poteva concludersi con il decimo episodio: gli ultimi tre li ho trovati davvero posticci e inutili, come a dire “la storia l’abbiamo finita però ora inventiamoci un finale per ogni personaggio che l’anno scorso qualcuno c’era mezzo rimasto male”. Sul cast lo ripeto, oltre alla conferma della Lange (che però diciamocelo dai, non è che avesse bisogno di questa serie per confermare la sua bravura: “A Chorus Line” già bastava e avanzava), sono state grandi sorprese Lily Rabe e Sarah Paulson che io non avevo mai visto altrove e che la scorsa stagione avevano dei ruoli davvero davvero marginali (la Rabe manco me la ricordavo), mentre gli uomini sono stati davvero una delusione: escludendo McDermott (che spero di non rivedere MAI più nè in questa serie nè altrove), anche i ruoli di Zachary Quinto, James Cromwell ed Evan Peters sono stati degli sprechi assurdi. Di Quinto ho già espresso la mia opinione su quanto sia sopravvalutato fin dai tempi di “Heroes” (dove diciamolo, Sylar ebbe un pò di carisma solo fin quando c’era Fuller alla scrittura, già dalla season 2 faceva ridere i polli come cattivo), mentre Cromwell in linea teorica era perfetto per il ruolo di un ex generale nazista in cerca di una redenzione impossibile, ma la scrittura non è stata all’altezza di un compito così alto e quindi il risultato è stato una mezza delusione. Evan Peters è bravino e tutto, ma il suo ruolo quest’anno era davvero poco incisivo, colpa dell’aver legato la sua trama al punto più debole dell’impianto stagione e cioè gli alieni (NEVER AGAIN MURPHY. EVER.), mentre lo vedevo all’opera mi è mancato ogni giorno di più il fu Tate. Spero tanto che la prossima stagione Murphy dia una shakerata maggiore al cast e che metta meno roba, ma più a fuoco perchè una storia non è niente se non costruisci dei personaggi per cui il pubblico possa tifare ed io quest’anno ho tifato giusto per Lana e in qualche momento per Jude e Evil Mary Eunice, cosa che, a fronte di un cast regolare di ben 8 elementi, direi che denota qualche problemino. Concludo infine elogiando le tre guest star ruba-scena della stagione: grande inchino per uno strepitoso Ian McShane, un’intensissima Franka Potente e un’eterea Frances Conroy.

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  7. Dirtyfishydishcloth 28 gennaio 2013 at 12:00

    Sono totalmente d’accordo con la recensione! Anche a me questa stagione è piaciuta parecchio, in particolare perché è stata pianificata per bene e non presentava le vistose incongruenze di quella precedente, anche se qualche incongruenza c’è stata comunque…in fondo stiamo parlando di una serie di Ryan Murphy, ma questa è un’altra storia.
    Plus: lo stupendo trittico al femminile composto da Sarah Paulson (qua urge un Emmy, imho), Lily Rabe e Jessica Lange.
    Minus: la storia degli alieni, inopportuna a tal punto da rovinare le scene in cui Judy va a vivere a casa di Kit, che altrimenti sarebbero state di un lirismo incredibile.

    p.s. io quel finale non me lo sarei mai aspettato, è stato davvero un colpo di scena!

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  8. Anche a me è piaciuta di più la scorsa stagione, questa l’ho trovata troppa esagerata, ricca di avvenimenti buttati un po’ a caso e piuttosto superficiale nello sviluppo degli stessi. Comunque sia bel finale che, per quanto mi riguarda, ha gettato una luce positiva sul tutto.
    Per quanto concerne gli alieni, io li ho contestualizzati così (a partire dalle battute finali di suora jude): ogni personaggio è o guidato da un’ ambizione insaziabile, o corrotto da un ambiente degradato. Kit, dal canto suo, è esente da tutto questo, essendo vittima e lottando esclusivamente per la propria liberazione. Gli alieni simboleggiano quelli che gli umani potrebbero essere se non decidessero di passare il tempo a farsi del male e a essere egoisti. Kit e famiglia sono speciali, extraterrestri, in quanto esenti dal nero dell’uomo.

    Ma magari sto vaneggiano.

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  9. Ma fuck yeah e basta. Non c’è bisogno di commenti sto giro!

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  10. A me questa puntata finale è piaciuta, l’ho trovata abbastanza brechtiana. Chiude perfettamente il quadro dell’antieroismo dei personaggi: Lana, che è la figura con cui durante tutta la serie tendiamo a simpatizzare di più, considerando tutte le torture fisiche e psicologiche che subisce, alla fine dimostra che per sopravvivere alla mostruosità della vita l’unica via è diventare il peggiore dei mostri…la penultima scena ce la mostra come l’ultima sopravvissuta, ma a che costo? Una madre che spara in testa a suo figlio in qualunque circostanza è un mostro. Ho trovato molto suggestivo il senso della battuta finale di sister Jude…guardare in faccia il male ci espone a un “contatto” contagioso: è possibile resistere a questo confronto diretto solo cominciando a riconoscere il male anche dentro di noi….se lo guardi negli occhi anche il male sta facendo altrettanto, come davanti a uno specchio. Semplicemente perché l’umanità non è il “bene” che si contrappone al “male”, ma è difettosa, fragile, malata, e per essere tale non deve essere mostrata necessariamente tra le pareti di un manicomio. Alla fine sono più mostruosi gli psicopatici rinchiusi a Briarcliff o i pescecani che si fanno strada fuori, gli arrivisti a ogni costo come Lana? Sister Jude, che all’inizio si pone come antagonista, durante la storia accetta il male dentro di sè, le sue colpe e i suoi errori, diventa vittima di se stessa, ma questo le permette anche di iniziare un percorso di redenzione che si completa in questo episodio. Lana invece? Questo “spirito di sopravvivenza” che avete ben fatto notare nella recensione, questo sopravvivere ad ogni costo, è davvero una virtù positiva? Non è un caso che in questa storia la morte sia stata personalizzata come una figura materna. “The last one standing” alla fine di tutto è il peggiore dei mostri: solo che nel primo episodio non avremo mai potuto prevederlo, perché guardavamo la brutalità degli eventi con i suoi occhi. Infine, invece, ci torniamo di nuovo, per chiudere il cerchio con una precisione da compasso. Ho trovato davvero brillante questo ultimo episodio: positivo ma meno convinto il giudizio sulla stagione nel complesso, che tra una dimensione in cui si richiede allo spettatore una visione emotivamente distaccata per privilegiare la riflessione sulla storia (ho già detto che mi ha ricordato brecht?) e il manierismo estremamente crudo dei suoi rimandi di genere – l’horror deve per forza far leva sull’emotività – non sempre trova un equilibrio perfetto. Sarebbe impossibile riuscirci, in ogni caso….Murphy è dotato di una grande “intelligenza seriale” e secondo me ha buon gusto, ma per fare una serie così ambiziosa senza difetti dovrebbe essere un genio.

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  11. Credo cha la seconda stagione sia davvero interessante, il finale ad esempio: una storia nella storia, la realtà sono gli ep 1 e 13 nei quali sister jude becca Lana e la invita ad uscire, il libro di lana sono le restanti puntate il tutto legato con gli ultimi due episodi. Ed ecco spiegato perché troviamo una marea di cose (alieni, demonio, killer, ecc ecc) si tratta di farcitura per far vendere il libro, dare al pubblico ciò che desidera. Infine la frase finale del male che ricambia lo sguardo… la gloria arriva solo se si mette in pratica il cinismo tipico dei giornalisti (nato proprio negli anni 60 almeno per quelli statunitensi da noi la tv del dolore tarderà ancora un po’). emmy awards 2013 ovviamente per JL.

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  12. XD Per sapere cosa ho pensato io di questa s2 (e con dolore, visto quanto ho amato la s1, su un altro pianeta per narrazione, personaggi, sceneggiatura e tutto il resto, sostanzialmente) basta prendere il secondo paragrafo della tua recensione e rigirarlo idealmente al contrario XD
    Non aggiungo altro perché ne ho parlato in lungo e in largo nel corso dei mesi precedenti ed onestamente gli ultimi due episodi, appena un pelo più sensati del resto ma disperatamente alla ricerca di un’inesistente quadratura del cerchio che, difatti, non trovano, non hanno aggiunto niente di niente (né tolto niente di niente) a quello che già pensavo.
    Per me è un provaci ancora Murphy, ma tanto conoscendo l’autore e la sua tendenza a rovinare quanto di buono combina nelle prime stagioni con le successive, non ci spero neanche più XD

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  13. Setteditroppo 28 gennaio 2013 at 14:22

    Sono d’accordo con la recensione.
    FUCK YEAH alla stagione. Sull’episodio poco da dire. E’ stata un’appendice più che un finale di stagione.
    Un’episodio didascalico che si faceva guardare anche grazie al solito apporto del miglior regista di questa stagione.
    Kit il personaggio più inutile. Giudizio sugli attori: condivido pienamente quelli già espressi.
    Sui “marziani” non mi aspettavo ancuna spiegazione particolare. Ho capito questo: ci stanno osservando; ci giudicano; scelgono ogni tanto qualcuno di noi; fanno esperimenti su qualcuno di noi; forse incidono sulla storia umana o forse no; punto. Poi significati “altri” non mi appassionano.
    Io sono tra coloro che pensano che sia stata una stagione superiore alla prima. Per audacia. Per originalità.
    Ciò che imputo a Murphy semmai è di non aver osato ancora di più. Non nel numero di mostri da aggiungere al museo degli orrori. Avrei voluto ancor più immagini e meno parole, più quadri e meno romanzi. E’ cinema horror questo o no? Cosa ci ricordiamo di tanto cinema horror passato? Neanche una parola ma tante immagini e qualche tormentone musicale. Riuscire a farlo all’interno di una serialità televisiva era la sfida. Vinta parzialmente. Ecco, AHS è finita quest’anno quando suor Jude ha rotto il disco di Domenique. E poi giustamente è tornato alla fine della fiera. E poi avrei voluto che la storia (le storie) si concentrasse interamente a Briarcliff, luogo-non luogo inquietante e meraviglioso (da un punto di vista cinematografico naturalmente) per evitare ciò che è successo negli ultimi episodi: mancanza di tensione e non credibilità degli eventi narrati.
    Ma insomma è andata così. Ed è già tanto. In televisione non avevo ancora mai visto niente del genere. Per una serie che non voglia essere programmaticamente di nicchia. E’ stata capace di offrirci tensione, atmosfere, visionarietà, citazionismo, irriverenza, anticlericalismo (che per noi italiani in tempo di oscurantismo è un valore aggiunto).
    L’horror è in crisi e in cerca di strade nuove. AHS ha tirato le somme e forse ha messo la parola fine.
    Cosa verrà dopo?
    Invece di vedere i sorci verdi vedremo le streghe?
    Bè, speriamo bene.

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  14. Ultra d’accordo con tutta la recensione!
    A me questa stagione è piaciuta veramente tanto, più della precedente, e ok posso capire che è stata un po’ esagerata perchè c’erano un bordello di cose, ma suvvia! Le inquadrature, le idee, le atmosfere e anche i dialoghi erano perfetti! Ok, i punti carenti sono stati il monsistronzo (il monsignore) , l’episodio 2×06 e gli alieni (non Evan Peter in sè, a me è piaciuta la sua recitazione benchè negli ultimi due episodi fosse stato mieloso), ma su di essi prevalgono i molti punti di vantaggio: la 2×01, la possessione nella 2×02 che mi ha fatto cagare sotto, la 2×03, la 2×04, la 2×05 (CAZZO CHE PUNTATA! ANSIA TUTTO IL TEMPO E INQUADRATURE PAZZESCHE), il Babbo Assassino, la 2×09 (IL MONSIGNORE CROCEFISSO CAZZO!), la 2×10 (PEPPER! PEPPER PEPPER BO BANANA FANA FO), tutta la parte di Lana nella 2×11, la 2×13, la favolosa Mary Eunice (nonchè Lily Rabe) che ha interpretato una diavolessa da brividi, il dottor Arden da brividi (e la sua morte veramente molto simbolica), Grace, la stupendissima e incredibile Lana Banana (con una Sarah Paulson DIVA!), Jessica Lange che ha interpretato Jude in un modo spaventosamente ottimo, l’angelo della morte (Conroy in dah hart), Pepper e, ovviamente … DOMINIQUE!
    Quindi, con questa lista spaventosamente lunga, ribadisco che è stata una stagione coi fiocchi! L’unica cosa che mi irrita è: CHI ME LI SPIEGA GLI ALIENI ORA? CHI?

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  15. Secondo me il bosco è un riferimento all’Edipo a Colono, con gli alieni a fare da Eumenidi, a purgare Jude dalle colpe e permetterle di morire in pace.
    Non penserei a spiegazioni, ma a scelte di stile: gli alieni sono l’ennesima accumulazione di cliché narrativi rivisitati. In tutta la parte di mezzo, in effetti, la serie è fatta di atmosfera più che di avvenimenti.

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  16. @ Beth:
    Brava. Quoto.

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  17. Mi vedo più o meno d’accordo. Prima di tutto sul fatto che questa serie è stata migliore della prima che dopo un bell’inizio è andata un pò perdendosi a tentoni finendo per cadere sul banale. La storia d’amore tormentato e la famiglia che si ritrova felice davanti all’albero di natale dopo la morte l’ho trovata veramente tremenda. Almeno in questa ci sono andati giù belli pesanti. L’unica cosa deludente di questa seconda stagione è la questione Alieni che per quanto mi prendesse bene continuava a farmi porre domande su come l’avrebbero risolta. Ecco. L’hanno risolta semplicemente non risolvendola. Perchè, come dite voi, riprendersi un vecchio? e poi la questione del figlio? hanno fatto tornare in vita quella disgraziata per poter avere un figlio che, alla fin fine, è semplicemente inutile? Non ha avuto davvero alcun senso. Per il resto ok. Quindi, in finale, niente di veramente WOW ma almeno qualcosa di meglio rispetto alla stagione passata. Un bel finale si ma poteva essere migliore.

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  18. Mi stupisce che Lana Banana sia percepita come “il peggiore” dei mostri. In fondo, a conti fatti, nella sua vita chi ha ucciso? Un feroce serial killer psicopatico che strappava la faccia alle persone e… un altro feroce serial killer psicopatico. Grazie, Lana Winters.
    Ah, sì, è vero, ha anche indirettamente causato la morte di Monsignor Tizio e Caio che era colluso con un ex nazista che effettuava esperimenti su esseri umani, mutilandoli e trasformandoli in mostri…. uhm… Grazie, Lana Winters!
    Il fatto che abbia deciso di dare in adozione il figlio nato dalle violenze subìte è di certo opinabile, ma anche umanamente comprensibile. Se poi vogliamo parlare del fatto che ha sparato in testa al figlio – un figlio che non vedeva da decenni, che non ha mai cresciuto, praticamente un perfetto sconosciuto, un quarantenne chiaramente affetto da gravi manie omicide, cresciuto nel mito paterno del serial killer e venuto lì con la precisa intenzione di farle saltare il cervello – … beh, anche in questo caso, io non me la sento di condannarla, figuriamoci di giudicarla un mostro. L’istinto di sopravvivenza ha prevalso… su cosa? Su un istinto materno che forse non ha mai avuto? E’ un personaggio femminile non fatto per piacere (perché Lana è antipatica da morire!), e tuttavia armato di motivazioni moralmente discutibili ma validissime, che non si è immolato in virtù di un idealistico concetto di espiazione dei propri (presunti) peccati ma si è difeso fino all’ultimo, risultando alla fine vincente. Approvo.
    Per quanto riguarda la stagione, trovo che il potenziale suggestivo dell’ambientazione del manicomio sia stato poco sfruttato. Questa stagione ha avuto molti momenti eccezionali, ma nel complesso non mi ha convinto al 100%, forse perché sono mancate quelle atmosfere rarefatte e sinistre che abbondavano nella prima stagione e che mi piace vedere in un horror. Tutto molto buio, sporco, concentrato più sull’esuberanza dei singoli personaggi “cattivi” che sulla costruzione di un’autentica storia “di paura” (del genere che parte tranquillo e poi diventa sempre più inquietante). C’è anche da dire che forse la mia parziale delusione deriva dal fatto che mi hanno fuorviato i millemila trailer usciti prima della premiere (quelli sì davvero sinistri), nel senso che hanno promesso un’atmosfera parecchio diversa da quella che poi si è vista effettivamente nel corso della stagione. Però va bene lo stesso perché alla fine AHS è qualcosa che va per conto suo, fregandosene delle aspettative del pubblico. Vedremo la prossima stagione… però basta con ‘sti serial killer e basta con McDermott piagnone! :)

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  19. lupus in fabula 28 gennaio 2013 at 17:27

    ” struttura narrativa più controllata e uno sviluppo pianificato a tavolino”? cioé, io in questa stagione ho percepito l’esatto contrario: il caos totale, un’orgia di elementi buttati lì alla rinfusa e sviluppati in linee narrative che praticamente non s’incontrano mai, un vero e proprio carosello di cose a caso. a me ha dato proprio l’impressione di totale assenza di struttura narrativa, con gli episodi che parevano inventati sul momento, scena per scena. insomma, ci mancava che comparisse sookie, e questa poteva benissimo essere una stagione di true blood.

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  20. Bella recensione! mi trovo d’accordo su tutto. Sono contento che sia finitA la stagione così non mi devo leggere ogni volta i soliti commenti sui due attori “cani”, ma insomma dai… abbiamo capito!!!!! ciaoooooouu (forse il disco si era incantato) scherzosamente parlando

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  21. @ cla:
    Per come la vedo io Lana è il “peggiore” dei mostri perché chiaramente non è afflitta da turbe psichiatriche, non succhia il latte dalle prostitute e non fa sesso con i cadaveri: ci fa meno paura degli altri perché è meno disumana, meno irrazionale, ma siamo sicuri che sia anche meno mostruosa? E’ questa la chiave di lettura con cui ho riletto il finale, che secondo me lo rende l’episodio più inquietante di tutta la serie: quando compie un’azione moralmente “straniante” come uccidere il sangue del suo sangue, Lana lo fa con piena lucidità e dall’alto di una perfetta sanità mentale, di cui non dubitiamo come spettatori, perché abbiamo quasi sempre visto la pazzia degli altri con i “suoi” occhi. Il senso è: state attenti, i mostri non sono pazzi, sono lucidissimi, non sono rinchiusi in un manicomio ma sono fuori, hanno l’aspetto della popolarità e del successo, e soprattutto non sono coscientemente convinti di essere “cattivi” perché ritengono che gli altri siano ben più cattivi di loro; se prendi la bloodyface family probabilmente questo è vero, ma questa convinzione li autorizza anche a una totale mancanza di scrupoli. La scena di lei che va all’orfanotrofio a trovare il figlio è messa lì apposta: potrebbe riprenderlo, salvarlo, donargli l’amore di una madre, ma non lo fa. E indipendentemente dalle giustificazioni che racconta al figlio che dopo anni e anni è tornato a fargliela pagare, noi non possiamo crederle: il finale dalla prima all’ultima scena sta lì a farci capire che Lana è un’ipocrita, che racconta solo quello che le può tornare utile. Ed è questa la verità di Lana: una persona moralmente mediocre che alla fine del viaggio compie un omicidio a sangue freddo. E’ una mostruosità fatta non di disumanità, ma di lucidità e di auto-legittimazione, della convinzione che se hai un figlio serial killer e lo ammazzi dopotutto non sei così spregevole, e qualcuno potrebbe addirittura darti una pacca sulla spalla. Quella è la penultima scena, se dopo non ci viene mostrato il disagio morale di Lana per aver compiuto un atto del genere è perché quel disagio non c’è: invece nella scena successiva torniamo indietro all’inizio della storia per rivedere tutta l’impostazione del personaggio. Quando Lana dice al figlio che non è lui il responsabile di tutto il male che ha fatto, ma è LEI, può essere che non lo dica solo per toglierli la pistola: lei ha questa consapevolezza tragica di essere parzialmente responsabile dei mommy-issues del figlio, avendolo anche illuso quel giorno all’orfanotrofio. Solo che risolve la questione con una freddezza sconcertante: è come se premendo il grilletto dovesse tappare un buco, risolvere un pasticcio del passato, e non uccidere una persona, tra l’altro suo figlio. Se la morte è una figura materna (a differenza di Lana) forse quel “Pray for Lana” suggerito da Murphy su twitter non era un “pregate per la sua vita” ma “pregate per la sua anima”. Questa è come la vedo io almeno :) il fatto che non ci sia il bianco e il nero in questa serie permette tantissimi punti di vista diversi :)

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  22. @ elros89:
    quoto tutto è esattamente ciò che cercavo di dire io, solo che tu lo hai fatto con molto più stile e chiarezza.

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  23. Winnie Cooper 29 gennaio 2013 at 01:47

    Qualcuno ha detto che l’horror è in crisi e cerca strade nuove. A parte il fatto che della crisi dell’horror si parla da trent’anni e non è mai stato vero, se queste son le strade nuove tanto vale tirarsi un colpo, perché di nuovo non c’è nulla. C’è abuso folle di citazioni, regia nauseabonda (sarò io, ma tutte quelle inquadrature rotanti che manco Goldrake Ufo Robot m’hanno stomacata) e recitazione pessima al 50%.

    Il risultato è un prodotto simile alla musica che passa da MacDonald’s, qualcosa di fruibile da più o meno chiunque, senza impegno e senza preoccuparsi più di tanto di creare una trama decente.
    Per quel che mi riguarda, non basta la “rivelazione” sulla bruttezza interiore di Lana (cosa che peraltro avevo suggerito circa 10 puntate fa prendendomi sonore pernacchie), perché le dinamiche di tutti i personaggi sono raffazzonate, la storia ha dei buchi che poggiano completamente sulla fede dello spettatore, e nel complesso questo è un telefilm dozzinale con una produzione ricchissima.

    C’è di peggio, è vero, sicuramente. Ma la cosa non dev’essere di alcuna consolazione.

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  24. puntata abbastanza lenta e se vogliamo inutile come quella precedente ma che comunque ha dato conclusione alla stagione. Un finale molto triste , a parte che per lana che a quanto pare si è rivelata la vera protragonista (e vincente) della stagione . Sono solo io che trovo proprio la storyline più slegata della stagione , quella degli alieni, a lasciarmi tanti punti interrogativi? l’hanno aggiunta forzatamente in una stagione che aveva poco a vedere con quell’argomento e non ci hanno neanche spiegato che cosa sono i figli di kit , perchè è stato preso in punto di morte , inoltre anche la creature che si vede dai suoi occhi venire a prenderlo,è la stessa che si è vista nella puntata del temporale in cui spaventa jude e la fa svenire (e si pensava fosse un’allucinazione) , non hanno mai fatto il collegamento e spiegato cosa volesse! vermante un grosso no per questa storyline , per lasciarla così tanto voleva che non la inserissero visto che ha stonato fin da subito! un altra cosa che non ho capito è il perchè del suicidio del monsignore , non ha senso ne’ con il personaggio ne’ con il ruolo che ha ,proprio l’unica cosa che non farebbe mai un prete! cmq per il resto bellissima stagione non vedo l’ora di vedere la prossima!

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  25. Ah ecco c’è poi da dire che in questa stagione dovrebbero spiegarmi ancora il plot hole tra Jude che lascia Briarcliff e l’abito talare per andarsene a rimorchiare in uno squallido locale alla fine di un episodio per poi ritrovarmela all’inizio del successivo nel suo ufficio vestita da suora come niente fosse (e alla fine di quello stesso episodio riabbandonava di nuovo tutto se non sbaglio).

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  26. Setteditroppo 29 gennaio 2013 at 17:36

    Winnie Cooper ha scritto:
    Qualcuno ha detto che l’horror è in crisi e cerca strade nuove. A parte il fatto che della crisi dell’horror si parla da trent’anni e non è mai stato vero, se queste son le strade nuove tanto vale tirarsi un colpo, perché di nuovo non c’è nulla. C’è abuso folle di citazioni, regia nauseabonda (sarò io, ma tutte quelle inquadrature rotanti che manco Goldrake Ufo Robot m’hanno stomacata) e recitazione pessima al 50%.

    Ribadisco: l’horror è in crisi e cerca strade nuove. Una di queste è la serialità televisiva. Fino a qualche anno fa impensabile.
    AHS 2 è originale in quanto summa horror del già visto rimescolata in salsa seriale in un modo, questo sì, mai visto. Se non è il primo esempio del nuovo che verrà è di certo l’ultimo del bel vecchio che fu.
    Ma sulla crisi o non crisi si dovrebbe aprire un lungo e articolato dibattito che non è il caso di fare. Solo una puntualizzazione sul concetto di crisi. Le crisi possono durare decenni e anche più (gli storici parlano di secoli di crisi o secoli bui). Conosco coppie in crisi che stanno insieme da decenni. Un genere cinematografico può vivere un periodo di crisi e comunque sfornare ogni tanto buoni film (altrimenti avrei parlato di horror morto o moribondo). Le crisi precedono di solito periodi di rinnovata opulenza. E questo mi auguro per l’horror. Ma per quello italiano non ho quasi più speranze (sei d’accordo su questo?)

    Sulla regia “nauseabonda” dell’ultimo episodio, siamo agli antipodi ma comprendo che è questione di gusti… ma tento di convincerti lo stesso…
    Parli di inquadrature rotanti che manco Goldrake… a proposito, non mi toccare Goldrake che litighiamo sul serio eh? :)
    L’episodio è pieno di voce fuori campo, di narrazione, di cose già successe, di finto documentario (il POV ormai morente che ha spadroneggiato nel primo decennio del terzo millennio, ennesima citazione diresti tu) e ha bisogno di una regia che sia in grado – compito non facile – di creare dinamismo, tensione, atmosfera e nessuno meglio di Alfonso Gomez-Rejon poteva riuscirci e c’è riuscito. Qualche esempio e poi chiudo scusandomi per la lunghezza.
    Se uno rivede la scena di vita familiare di Kit e compagnia nella quale ballano tutti allegramente con la cinepresa che ruota in continuazione su di loro facendo quasi girare la testa… si tratta di una scena descrittiva che ci rompe un po’ le …le e allora ecco che siamo lì a ballare con i personaggi e ci gira un po’ la testa

    nel prefinale, lana e il figlio-maniac, scena di tensione ma a un certo punto Lana ci dice dell’incontro con il detective nel quale ha scoperto l’identità e il volto del figlio e lo vediamo. E’ una scena di pura informazione, incidentale, che va a rompere anche se per pochi secondi la tensione (o presunta tale). La macchina da presa, proprio come Actarus quando entra nel tunnel per trasformarsi in Goldrake, si muove in un piano sequenza obliquo e poi ruotante fino a zummare sulla foto del maniac. Ecco come sottolineare il momento e non interromere la tensione.

    E vogliamo parlare della scena nella quale appare l’angelo della morte a Jude morente, dal letto che viene avanti incontro alla morte ecc. Per carità nulla di nuovo sotto il sole, ma l’importante è fare la scelta giusta al momento giusto.

    Ed è lo stesso regista che poi usa campo e controcampo nel modo più tradizionale all’inizio del dialogo tra Lana e l’intervistatrice. Perché lì era giusto che fosse così. Non parliamo di un fondamentalista dei virtuosismi ma di uno che sa quando occorre dare una mano alla scrittura.

    mamma mia quanto l’ho fatta lunga, chiudo qui e non rileggo sperando che i congiuntivi siano al posto giusto
    ah… ti ho convinta vero?

    Rispondi

  27. ho trovato il dittico finale abbastanza anonimo, per certi versi “scontato”, ma non per questo mi è risultato sgradito. La crescita, nel senso della cattiveria, dell’ambizione e della seduzione del “male” mi ha fatto rivalutare Lana, che almeno dimostra di avere nerbo e di aver alla fine reagito in modo credibile, come profetizzato da Jude fin dall’inizio, agli orrori di Briarcliff. Ma l’ho trovata comunque una conclusione eccessivamente didascalica e poco adatta a quanto la stagione aveva imbastito: dopo intrecci improbabili, personaggi borderline nel loro esser tanto espressioni del già visto, AHS2 va a concludersi con una serie di postfazioni prive di demoni, di nazisti, anche prive di pazzi visto che Briarcliff stesso non esiste più se non in quanto caso giornalistico. Perchè diciamocelo, affidare la carica patetica (nel senso di portatrice di pathos) di una conclusione che sia degna di quanto raccontato una intera generazione prima al patetico (nel senso di patetico) McDermott difficilmente pagherà. insomma il finale è stato privo della carica grottesca che aveva reso AHS2 interessante, ci restano solo le anticlimatiche vestigia delle storie personali di protagonisti che spesso non amavamo.
    Al contrario di altri commentatori, però, mi è piaciuta la conclusione del ciclo di Kit: probabilmente Arden aveva ragione, i Grigi ci tenevano a lui e lo hanno salvato; i due figli si muovono ancora nel mondo e forse lavorano per conquistarlo; l’indeterminatezza in cui l’uomo scompare unita al dubbio inquietante della sussistenza di un punto di raccordo tangibile col mondo reale rimanda alla poetica Lovecrafiana, e se vogliamo altrettanto fa la bidimensionalità del personaggio.
    Ho trovato invece posticcio l’espediente di affidare alla famigliola il destino di Jude, che a parte la grandiosa interpretazione di Lange, non mi ha stavolta fatto empatizzare più di tanto col personaggio: ci pensano Conroy e la magnifica e misurata regia a valorizzare il segmento.

    La stagione mi ha, tirando le somme, intrattenuto senza troppo pretendere. In alcuni casi AHS2 mi ha fatto assolutamente SCHIFO, coi punti interrogativi a rimbombare senza senso nelle stanze vuote di un manierismo citazionista fine a se stesso; in altri però il gioco è semplicemente valso la candela. Questo basta? in generale direi “per me è NO” ma, onestamente, la formula scelta dagli autori di rebootarsi ad ogni stagione (e non come fa Dexter, Dexter è solo patetico ormai) unita al porto sicuro che è Lange continuerà comunque ad essere basta a salvare l’interesse per una nuova stagione.

    Streghe? dato l’ottimo cast femminile che abbiamo visto all’opera quest’anno, direi assolutamente SI, ed almeno da questo punto di vista è facile cadere in piedi.

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  28. Winnie Cooper 29 gennaio 2013 at 20:08

    Setteditroppo ha scritto:

    ah… ti ho convinta vero?

    No, ma mi hai fatta sorridere (soprattutto su Actarus che entra nel tunnel) e lo apprezzo, anche se siamo in disaccordo su (quasi) tutto.

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  29. Comunque lo ripeto secondo me il finale di Kit non ha senso , ho capito che doevavno far concludere le storie di tutti i personaggi , ma dico io, invece di fare 3 puntate inutili non potevano dedicarne almeno una sugli alieni , spiegando cosa volessero , perchè propri kit e tutto il resto?non pareva così difficile….spero che l’anno prossimaìo scelgano solo un tema per la stagione procedeano solo con quello!non eprchè questa non si stata una bella stagione ma perchè è davvero fastidioso seguire una serie e poi non avere risposta a tutti i misteri che si susseguono!

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  30. Brecht, Edipo a Colono?
    Sul serio ragazzi, cosa fumate?

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  31. La seconda serie fa veramente cagare, impossibile considerare sensata un’ accozzaglia di cose che ho sperato fino all’ultimo (contro ogni senso di “realismo” e razionalità) che l’episodio finale potesse unire semi-salvando la serie. Il concetto finale ribadito in maiuscolo e con ridondanza (della serie quando unsecapisce un cazzo e non ha senso quello che facciamo le cose le dovete leggere tra le linee, adesso che è un concetto facile facile ve lo sbattiamo ininterrottamente per 45 minuti in faccia) non vale una serie intera. Sì Lana era buona, aveva perfino rinunciato ad uscire dall’ospedale psichiatrico per non rimettere quello che lei credeva essere bloodyface in circolazione, dopo tutto il suo iter è diventata una cattiva persona mascherata da attivista . Lo scopo poteva essere raggiunto con una linea narrativa meno contorta, senza deus ex machina (che non possono non farmi immaginare gli scenggiatori di “Boris” dietro questo prodotto) e senza inserire qualsiasi cosa sia considerata horror in 13 episodi?Sì.
    La prossima serie si vocifera sarà sulle streghe… beh credo sia una scelta obbligata visto che di “horror” non utilizzato sia rimasto solo quello e… non so… i tedeschi che usano i calzini con i sandali aperti o la fase difesensiva di Zeman.

    Rispondi

  32. Allora, a me è piaciuta come serie, l’ultima puntata formidabile, però mi ha dato fastidio che la questione degli alieni sia stata lasciata troppo aperta, è come se l’hanno inserito solo per una questione “wow fico” (magari giacobbo ci dedicherà una puntata di voyager! XD) insomma non ho ben capito perchè ci sono gli alieni, e creano confusione nello spettatore. Il finale della puntata mostruoso veramente perfetto. Il resto pure è stato ben caratterizzato.
    Per la terza stagione io mi aspetto tanto, sperò che non inizi a diventare una serie piena di clichè e di esagerazioni. Devono continuare a mantenere questo stile provocatorio e inquietante senza alzare troppo il tiro.
    Una cosa che mi piace un sacco sono le sigle delle due stagioni, mi fanno impazzire come stile video e audio sono fantastiche punto e basta!

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  33. Winnie Cooper 30 gennaio 2013 at 18:25

    NIKjkr ha scritto:

    sperò che non inizi a diventare una serie piena di clichè e di esagerazioni. Devono continuare a mantenere questo stile provocatorio e inquietante senza alzare troppo il tiro.

    Perdonami, ma è GIA’ una serie piena di cliché e esagerazioni. E il tiro l’hanno alzato e hanno fallito, tanto che anche tu che sei fan hai dovuto ammettere che qualcosa (qualcosa?) era semplicemente stato buttato lì per fare fico senza un senso logico. Il problema è che certe cose bisogna saperle fare.
    Questi sono un gruppo di gente random e stronza chiusi in un posto, personaggi tagliati con l’accetta che servono per fare rumore per un paio di puntate (e quando non servono più muoiono, se no sì che ci sarebbe stato da dare spiegazioni).
    Ma ve li ricordate i mostri nel parco? Chissà che cazzo dovevano essere, invece erano tre sfigati che il dottor Arden uccide una sera che s’annoia (a proposito di uccidere, la grande assente della serie è LA POLIZIA. Muore gente come mosche ma non si vede mezzo agente).
    Il diavolo (lo dico? LO DIMONIO) che sembrava avere chissà quale piano superiore, ucciso in un modo da barzelletta, come manco il padre di Dawson in Dawson’s Creek, Arden si immola, Bloody Face si fa sparare, Grace si fa accettare e Alma crepa non ricordo come perché in realtà stavo giocando a Ruzzle.

    Se mi venite a dire che c’è un MOTIVO dietro a questa cialtroneria, un piano predeterminato, a me viene da ridere. Questa non è una serie, è un teatrino delle marionette fatto pure male.

    PS
    E comunque non bastano dei buoni ingredienti per fare un buon dolce. Io posso mescolare chili di cioccolata e burro e m’n’m’s e latte e zucchero, ma se sbaglio dosi, mescolo male, cuocio a vapore, vedi che la torta viene di merda.

    Rispondi

  34. Tra l’altro io in tutta la stagione non ho visto una suora bianca piangere liquido nero.

    Rispondi

  35. @ Winnie Cooper:
    lo so che ce ne sono, però non devono aumentare ulteriormente, io ho il difetto di essere buonista, ma le cose le vedo e le so riconosce, ma preferisco chiudere un occhio. Lascio aperta l’idea che può mantenersi e spero migliorarsi come serie, dubito però spero. Purtroppo l’horror inteso oggi è un qualcosa di disambiguo e il genere è stato contaminato da altro che è superfluo però per fortuna ci sono ancora pochi film ben fatti che riescono a esprimere bene il concetto dell’horror puro. Questa serie tv è un po’ di tutto, ha come atmosfere le tipiche dell’horror, viene usato il pretesto dell’orrendo per fare effetto, ma di mezzo c’è la classica storia da telenovela.

    Rispondi

  36. Winnie Cooper 31 gennaio 2013 at 13:06

    NIKjkr ha scritto:

    Purtroppo l’horror inteso oggi è un qualcosa di disambiguo

    Questo non significa nulla.
    Non capisco la parte centrale del post, però diciamo che se come dici tu viene usato il pretesto dell’horror per fare effetto ma poi la trama è inconsistente vuol dire che la serie tendenzialmente è uno specchietto per gonzi che vogliono vedere il sangue, perché poi tutti ‘sti grandi contenuti ci sono col cazzo.

    E che quindi sostanzialmente ha ragione chi dice che la serie E’ una mezza schifezza. In barba all’impianto horror.

    Rispondi

  37. Winnie Cooper ha scritto:

    Il diavolo (lo dico? LO DIMONIO) che sembrava avere chissà quale piano superiore, ucciso in un modo da barzelletta, come manco il padre di Dawson in Dawson’s Creek, Arden si immola, Bloody Face si fa sparare, Grace si fa accettare e Alma crepa non ricordo come perché in realtà stavo giocando a Ruzzle.

    AHAHHAHAHA muoio. E quoto totalmente, soprattutto col fatto che recuperare una pallina di un gelato da sotto l’acceleratore nonostante gli ovvi problemi di densità del gelato è comunque un espediente migliore per far fuori un personaggio.
    Se una serie tv spinge perfino me che sono la persona più pesaculo del mondo a inveire nel primo risultato che google mi ha immolato attraverso la query di ricerca ” american horror story ti odio” significa che forse qualcosa non va.

    Rispondi

  38. @ fede.:
    Almeno da morto, zitto ed immobile, era davvero figo. @ fede.:

    Rispondi

  39. Il tema delle streghe credo sia davvero interessante. Seguiranno la traccia dell’ultimo film di Rob Z. e parleranno del processo di Salem? SPERIAMO!

    Rispondi

  40. @ Setteditroppo:
    Non sapevo bene cosa pensare di tutta la stagione che ho trovato piuttosto contorta e a parte un sentimento di audacia, e sentimenti nuovi rispetto al primo, trovo inferiore rispetto alla prima, in cui la quadratura del cerchio torna eccome, anche se un pò scontatamente, ma io sono un pragmatico. Detto ciò, cercavo qualcuno che mi togliesse le parole di bocca, e ci sei riuscito!

    Rispondi

  41. Non ho letto tutti i commenti ma nessuno si è accorto che l’ultima puntata è una scopiazzatura del bellissimo finale di “Espiazione”? C’è proprio una scena uguale uguale.

    Rispondi

  42. Ho letto il libro, ma non ho visto il film di Espiazione :/

    A me il finale è piaciuto e ribadisco la mia prima impressione: meglio questa stagione che quella precedente.
    Anche l’episodio precedente non l’ho trovato così brutto, eccetto la parte alla Big Love che non mi ha convinto (come qui non mi ha convinto il bosco e gli alieni).
    Murphy ci mette dentro di tutto e di più e va sull’esagerazione, ma al contrario di altre serie AHS non mi risulta (ancora) irritante.
    La frase di Suor Jude oltre a chiudere il cerchio della narrazione stagionale, rimbomba come un monito e mi ricorda molto la frase di Nietzsche che trovai su una quarta di copertina di un’edizione di Watchmen: “Colui che combatte i mostri dovrebbe fare attenzione a non farsi egli stesso mostro. E quando rivolgi a lungo lo sguardo nell’abisso anche l’abisso ti sta guardando”.

    La mia unica esperienza precedente con Murphy è stata Nip/Tuck e lì sono passata dal gridare quasi al miracolo nella seconda stagione al mollarlo definitivamente e senza rimpianti con la quarta per disgusto. Con AHS siamo a metà: non c’è miracolo, ma nemmeno disgusto. Vediamo la prossima (stagione).

    Rispondi

  43. Bella stagione,anzi fantastica!
    Però insomma, sono l’unica a pensare che Lana non sia così stronza come vuole far vedere?
    Sì, è maledettamente ambiziosa e spavalda, lo dimostra per tutta la serie anche rinchiusa nel manicomio. Ha fatto di tutto pur di incotrare Bloodyface e avere il suo maledetto articolo e possiamo dire che il suo desiderio si è avverato anche se in modo del tutto inaspettato XD Voleva conoscere Biarcliffe e Bloodyface? Accontentata!
    Ma a parte la fama che l’ha cambiata e l’ha fatta diventare ancora più odiosa, in un modo o nell’altro ha sempre mantenuto le sue promesse.
    E riguardo a Johnny non sono molto daccordo con la recensione, nonostante lo avesse dato in affidamento lei ha sempre amato suo figlio, solo che non lo ammette. A cominciare dal momento in cui ha accettato di allattarlo a quello in cui gli ha sparato in piena fronte! Nel giardino, quando Johnny era piccolo tra i loro sguardi sono scoppiate scintille! A mio parere le parole che ha confessato al figlio, per quanto sia palese che le avesse dette per addolcirlo e poi prendergli la pistola, in fondo le pensava veramente. In quel momento, quando se lo è ritrovato a due centimetri dalla faccia con la pistola puntata, ha capito che forse aveva commesso l’ennesimo errore e , dopo più di 40 anni, era inutile rimediare, l’unica cosa che ha pensato di fare era ucciderlo.
    Probabilmente sopravvaluto troppo la nostra Lana, ma io ho sempre ammirato ciò che ha fatto. ^^
    Per non parlare di Jude, il mio amore per lei non finirà mai!

    Rispondi

  44. Setteditroppo ha scritto:

    Winnie Cooper ha scritto:
    Qualcuno ha detto che l’horror è in crisi e cerca strade nuove. A parte il fatto che della crisi dell’horror si parla da trent’anni e non è mai stato vero, se queste son le strade nuove tanto vale tirarsi un colpo, perché di nuovo non c’è nulla. C’è abuso folle di citazioni, regia nauseabonda (sarò io, ma tutte quelle inquadrature rotanti che manco Goldrake Ufo Robot m’hanno stomacata) e recitazione pessima al 50%.
    Ribadisco: l’horror è in crisi e cerca strade nuove. Una di queste è la serialità televisiva. Fino a qualche anno fa impensabile.
    AHS 2 è originale in quanto summa horror del già visto rimescolata in salsa seriale in un modo, questo sì, mai visto. Se non è il primo esempio del nuovo che verrà è di certo l’ultimo del bel vecchio che fu.
    Ma sulla crisi o non crisi si dovrebbe aprire un lungo e articolato dibattito che non è il caso di fare. Solo una puntualizzazione sul concetto di crisi. Le crisi possono durare decenni e anche più (gli storici parlano di secoli di crisi o secoli bui). Conosco coppie in crisi che stanno insieme da decenni. Un genere cinematografico può vivere un periodo di crisi e comunque sfornare ogni tanto buoni film (altrimenti avrei parlato di horror morto o moribondo). Le crisi precedono di solito periodi di rinnovata opulenza. E questo mi auguro per l’horror. Ma per quello italiano non ho quasi più speranze (sei d’accordo su questo?)
    Sulla regia “nauseabonda” dell’ultimo episodio, siamo agli antipodi ma comprendo che è questione di gusti… ma tento di convincerti lo stesso…
    Parli di inquadrature rotanti che manco Goldrake… a proposito, non mi toccare Goldrake che litighiamo sul serio eh?
    L’episodio è pieno di voce fuori campo, di narrazione, di cose già successe, di finto documentario (il POV ormai morente che ha spadroneggiato nel primo decennio del terzo millennio, ennesima citazione diresti tu) e ha bisogno di una regia che sia in grado – compito non facile – di creare dinamismo, tensione, atmosfera e nessuno meglio di Alfonso Gomez-Rejon poteva riuscirci e c’è riuscito. Qualche esempio e poi chiudo scusandomi per la lunghezza.
    Se uno rivede la scena di vita familiare di Kit e compagnia nella quale ballano tutti allegramente con la cinepresa che ruota in continuazione su di loro facendo quasi girare la testa… si tratta di una scena descrittiva che ci rompe un po’ le …le e allora ecco che siamo lì a ballare con i personaggi e ci gira un po’ la testa
    nel prefinale, lana e il figlio-maniac, scena di tensione ma a un certo punto Lana ci dice dell’incontro con il detective nel quale ha scoperto l’identità e il volto del figlio e lo vediamo. E’ una scena di pura informazione, incidentale, che va a rompere anche se per pochi secondi la tensione (o presunta tale). La macchina da presa, proprio come Actarus quando entra nel tunnel per trasformarsi in Goldrake, si muove in un piano sequenza obliquo e poi ruotante fino a zummare sulla foto del maniac. Ecco come sottolineare il momento e non interromere la tensione.
    E vogliamo parlare della scena nella quale appare l’angelo della morte a Jude morente, dal letto che viene avanti incontro alla morte ecc. Per carità nulla di nuovo sotto il sole, ma l’importante è fare la scelta giusta al momento giusto.
    Ed è lo stesso regista che poi usa campo e controcampo nel modo più tradizionale all’inizio del dialogo tra Lana e l’intervistatrice. Perché lì era giusto che fosse così. Non parliamo di un fondamentalista dei virtuosismi ma di uno che sa quando occorre dare una mano alla scrittura.
    mamma mia quanto l’ho fatta lunga, chiudo qui e non rileggo sperando che i congiuntivi siano al posto giusto
    ah… ti ho convinta vero?

    Sono pienamente daccordo con te! Per quanto questa serie lascia alcuni punti di domanda (come per esempio la storia degli alieni) non può definirsi una serie fatta a su due piedi! Non escludo il fatto che abbiano dovuto usare alcune escamotage per riempire buchi che si erano aperti troppo, ma questo non smiuisce per nulla la serie!

    Rispondi

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