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“They say the road to hell is paved with good intentions.”

Se la storia di Enlightened fosse solo quella di una donna “illuminata” e impegnata a fare del bene nel mondo, probabilmente ci troveremmo tra le mani una serie al massimo “carina”, ma oltremodo banale e melensa. Fortunatamente la nostra Amy Jellicoe non è affatto un’eroina senza macchia, redenta e fissa nel suo percorso e nella sua missione. Al contrario, ci troviamo tra le mani un personaggio spaventosamente instabile, una donna spinta dal desiderio di giustizia ma anche e soprattutto da quello di rivalsa, convinta di tenere al bene degli altri ma spesso e volentieri concentrata solo su se stessa, e suoi propri bisogni. Al centro dei riflettori – nonché delle riflessioni – di queste due prime puntate della seconda stagione è stato – oltre al suo egoismo – il suo desiderio di grandezza. L’abbiamo notato dalla sua eccitazione nel momento del “passaggio di testimone”, caricato (solo nella sua testa) di un’aura quasi sacrale e prontamente sgonfiato (in maniera quasi comica) dal giornalista Jeff Flinger, che le nega la promessa della prima pagina e in seguito la riporta coi piedi per terra, spiegandole di aver bisogno di qualcosa di più concreto per inchiodare come si deve la Abaddon.

“Let’s win one for the little guys”

In Revenge Play i desideri repressi di Amy trovano libero sfogo in una sequenza onirica, dove affiora anche parte della sua cattiveria latente. Nel parcheggio della Abaddon quattro macchine scure irrompono sulla scena, mentre una marcetta militare – presente in molte altre parti dell’episodio – scandisce la solennità del loro arrivo. Dalle automobili inizia a scendere uno squadrone di agenti dell’FBI afroamericani (con indosso sia abiti formali che esotici) , le stesse facce viste da Amy nel locale jazz dove lei e Tyler si erano incontrati con Jeff – gran parte delle quali la avevano ancora una volta “sgonfiata” nel suo chiassoso eccesso di entusiasmo (“Seems like the real deal, right?”), lanciandole occhiatacce di rimprovero. Nel sogno Amy non solo è fra loro, ma è la loro guida, e la scoperta della sua presenza è accompagnata dal canto sempre più enfatico di un coro. La vediamo sfilare insieme allo squadrone badass davanti ai colleghi di Cogentiva - stupefatti e pieni di sentita ammirazione – a cui fa un segno di solidarietà, per poi salire ai “piani alti”, dove scoppia immediatamente il panico generale.

“Everyone can be wicked”

La voglia di vendetta nei confronti dei suoi vecchi colleghi è evidenziata dall’espressione quasi maligna dipinta sul volto di Laura Dern, che alla vista dell’amica Krista in lacrime e in manette si trasforma in qualcosa di più ambiguo, interpretabile in due modi opposti: una sorta di “finta confusione” (segno di cattiveria) o un reale conflitto interiore. Il rapporto tra Amy e Krista è abbastanza contorto e per questo molto interessante. Krista non solo è rimasta ai piani alti, ma ha preso il suo vecchio posto e persino il suo vecchio ufficio. E anche il suo essere felicemente incinta è qualcosa che non può non suscitare invidia in Amy, la quale ha vissuto il trauma e il dolore di un aborto spontaneo. In questo breve e strampalato sogno (che per il tipo di surrealismo mi ha ricordato un po’ Louie) non c’è traccia di Tyler o di Jeff. L’eroina è solo lei. La vendetta è tutta sua, così come la gloria.

“The greatest power is goodness”

Quando il giorno seguente Amy vede con i propri occhi Krista caricata in barella su un’ambulanza, si sente improvvisamente in colpa. Una parte di lei, con estrema arroganza, arriva a pensare che la causa del malessere di Krista sia da attribuire ai suoi orribili pensieri, manco fossero onnipotenti. La collega Connie dal canto suo è convinta che stia tutto nelle mani di Dio, e le chiede se vuole pregare per lei. Molto più “materialista” la visione di Helen, che propone alla figlia di regalare a Krista un suo cuscino appena ricamato. Un gesto garbato e al contempo abbastanza “distaccato”, perfettamente in linea col personaggio – stupendo – di Helen. Nella successiva visita in ospedale Amy non riesce però a non mettere ancora una volta al centro se stessa e i suoi precedenti conflitti con Krista, che subito la blocca, chiedendole di lasciarla riposare in pace. Possiamo ancora avvertire tutta la sotterranea tensione presente tra queste due “amiche”, una logorroica e inquietante (Amy), l’altra sempre trattenuta e vagamente terrorizzata (fantastico quando chiede alla madre di sbrigarsi a tornare). Quando Amy le domanda “what’s going on?” io ho avuto seriamente paura.

“You like that? I killed two birds with one stone.” 

Senza rendersene conto Amy ha anche creato un mostro, nutrito con massicce dosi di spintarelle motivazionali e promesse. In questa puntata il goffissimo Tyler inizia a tirar fuori gli artigli e a scoprire di poter colpire a fondo, e lo fa incastrando il collega Omar, colpevole di averlo umiliato davanti ad Amy. Quando Dougie comunica a tutti che per una falla nella sicurezza i computer dell’intero reparto sarebbero stati controllati (“Hide your porn!”), Tyler inizialmente si fa prendere dal panico e dallo sconforto, poi passa all’attacco e sostituisce il disco rigido del computer di Amy con quello di Omar, che in seguito viene licenziato in tronco, anche per un suo attacco d’ira. Questa improvvisa evoluzione di Tyler è stata tanto sorprendente quanto riuscita, e non si può non considerare nella sua doppia valenza: positiva (la fine della “paralisi” che lo vedeva bloccato a incassare colpi su colpi) e negativa (il ricorso al raggiro e il godimento per la vendetta).

La puntata pone quindi un quesito allo spettatore e alla protagonista stessa. Quali sono le reali motivazioni che ci spingono a raggiungere un obiettivo? Le conosciamo davvero, o ci illudiamo di conoscerle? Siamo in grado di affrancarci dal nostro egoismo e votarci a una causa solo perché è giusta, o abbiamo sempre bisogno di qualcosa in cambio? Un sentito “Fuck Yeah!” ad una puntata ricca e ben costruita, che porta ottimamente avanti i personaggi e l’intera narrazione. Siamo ancora lontani dai picchi emotivi di cui Enlightened è capace nei suoi episodi più intimisti e introspettivi, ma a mio avviso si sta percorrendo la giusta strada, e se al momento le riflessioni non mancano, sono sicuro che nei prossimi episodi arriveranno i primi pugni nello stomaco.

Danilo Conti

Alias Dextha. Nato a Palermo, vive a Roma, perennemente distratto e con la testa tra le nuvole. Gli piace leggere e scrivere, ascoltare musica e vedere dozzine di film e serie tv. Odia profondamente la televisione italiana (con qualche rarissima eccezione), motivo per cui è costantemente "sintonizzato" oltreoceano. Ha scritto un romanzo di fantascienza, dal titolo Dio 2.0.

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Commenti
14 commenti a “Enlightened – 2×02 – Revenge Play”
  1. Jeanne scrive:

    Amy è veramente un personaggio da pugno nello stomaco. E Laura Dern è qualcosa di eccezionale, è così calcata in superficie che tiverrebbe voglia di tirarle uno schiaffo mentre parla; ma quando entra la voce fuori campo e la camera si allontana sembra che siano riusciti a farci entrare in contatto con il suo io più profondo.
    Sono d’accordo con Danilo, in questo episodio è davvero ben gestito il delirio di onnipotenza di Amy nel contesto delle relazioni con gli altri personaggi – da Omar a Tyler a Krista. L’unica cosa che non farei è parlare di invidia nei confronti di Krista, perchè mi pare ci sia qualcosa di più. Krista non ha solo qualcosa che Amy non ha (più) – praticamente si è “presa” la sua vita e questo nella psicologia di Amy la rende in qualche modo colpevole, responsabile (manette) anche se razionalmente sa che non è così.

  2. AryaSnow scrive:

    Bellissima puntata e questa stagione mi sta piacendo moltissimo; non la vedo affatto lontana dai picchi della prima.
    E’ vero che si occupa più della trama e ha una narrazione più spedita, ma questo non implica affatto che sia meno profonda. Il sentimento e le riflessioni possono essere trasmessi anche in modo indiretto attraverso una trama più movimentata. Non c’è per forza bisogno di ritmo lento e atmosfere più apertamente introspettive.
    Altra cosa: qualcuno (non ricordo chi) ha accusato il personaggio di Amy di essere antipatico ed egoista in una maniera monodimensionale. Non sono d’accordo, perché secondo me invece porta a galla molti aspetti presenti in generale nella natura umana. E lei stessa in questa puntata riflette e si pone dei dubbi.

    5/5

  3. pemf.bolloso scrive:

    Puntata pazzesca. Se nella premiere lo sviluppo della trama era avvenuto a scapito dell’analisi “psicologica” dei personaggi qui l’equilibrio è perfetto.
    Rispetto alla recensione io ho interpretato in maniera più “benevola” le azioni di Amy, sia quelle reali sia quelle oniriche. Secondo me, infatti, quello che si vede alla fine del sogno non è nè cattiveria nè conflitto interiore, ma vero e proprio pentimento per non aver previsto le conseguenze della sua vendetta su chi le sta a cuore (Krista). Così come nella scena dell’ospedale per me non c’è egocentrismo, ma voglia genuina di chiarare e saldare i rapporti con quella [stronza e ingrata] che una volta era la sua migliore amica e che ora non fa altro che allontanarla costantemente.

    P.S. Recensione perfetta, bravo Danilo. Anche se l’espressione “pugno nello stomaco” accostata a film/libri/musica per me andrebbe messa fuori legge :D

  4. Giuppy scrive:

    Omg, questo show mi lascia sempre senza parole. La cosa affasciante è che mette sempre e comunque in tavola le conseguenze delle azioni, le rimescola arrivando a farti chiedere se quello che stai facendo o pensando è giusto o sbagliato. Lo stesso Tyler, nel frangente dove incastra Omar che verrà poi licenziato, appare cattivo, anche se alla fine delle cose è le persona più dolce e gentile del pianeta, tutto sta nei punti di vista. Odio la collega di Amy, bitch inside e pure Krista, idiota di una cagna, ma mori -.-” Bellissimo anche il confronto di preghiera con la collega… meravigliosa la scena del sogno, troppo faiga. *__*

  5. violetta scrive:

    Stupenda la scena sognata da Amy..epica con quella musica e gli agenti badass! continuo ad avere sentimenti contrastanti per questa protagonista,ammiro ciò che sta tentando di fare ma ogni volta che rincorre persone che le hanno fatto capire un milione di volte quanto la disprezzino, mi fa salire i nervi e mi porta a stare dalla parte di Krista che sembra essere stalkerata da Amy. Forse è questo il segreto della serie,mah. anyway,concordo,episodio fuck yeah.

  6. featherhead scrive:

    Puntata eccellente, e devo dire che la metamorfosi del tenero Tyler è veramente inquietante. Povero Omar (che se non sbaglio è anche il creatore di profumi più famoso di Pawnee)!

    Amy è un personaggio meravigliosamente complesso, la linea di demarcazione fra il desiderio di giustizia e verità e la frustrazione e il desiuderio di vendicarsi nelle sue motivazioni non è mai stata così sottile.

    Sul rapporto tra Amy e Christa, vorrei sottolineare una cosa: quest’ultima non era un’amica di Amy, ma la sua segretaria. Ovviamente il loro rapporto non poteva essere quello fra due amiche come tante, e il solo motivo per cui Amy non se ne è mai accorta è che, essendo il capo, era la persona che aveva più potere fra le due. Christa avrà sicuramente ingoiato rospi e accettato di fare favori che avrebbe potuto rifiutare ad un’amica qualunque, ma non a quella che poteva licenziarla. Ora che non è più tenuta ad obbedire ad Amy, quest’ultima la segue ovunque, si comporta come se fossero amiche del cuore e cerca di farla sentire in colpa per il lavoro prestigioso che finalmente svolge ( e che la stessa Amy ha fatto felicemente per anni)… secondo me è normale che Christa la eviti come la peste!

  7. Boss scrive:

    Per me uno dei migliori episodi di tutta la serie e probabilmente uno dei migliori episodi della stagione televisiva.
    Funziona tutto e per questo, Danilo, complimenti per l’analisi. Non sono d’accordo solo su Tyler che non dimostra, secondo me, lo sviluppo per mano di Amy, ma mette in campo l’esasperazione massima della paura di essere scoperto unita a una cruda e subdola vendetta per le offese ricevute.

    Non da tralasciare la vena comica, che in questo episodio trova degli sfoghi interessanti alzando la qualità dell’episodio.

  8. xander81 scrive:

    contento che dopo lo scetticismo dell episodo pilota (che pochi hanno amato), questo show sta guadagnando seguito.
    Non ho sinceramente mai visto nulla del genere in tv (un po’come con Big Love qualche anno fa’).
    Piu madre di Amy cmq e tanta attesa per il ritorno dell ex marito

  9. luta44 scrive:

    Io Amy non riesco proprio a farmela piacere, il suo modo di parlare con quella vocetta e quelle pause affettate mi fa l’effetto del gesso sulla lavagna, non la sopporto proprio.
    Diversa la voce fuori campo, ovviamente.
    Nonostante professi idee che condivido da sempre, esposte da lei mi risultano stupide e presuntuose.
    Sta uccidendo le mie convinzioni ecologiche, se questi sono i sostenitori del pianeta siamo messi bene!
    Trovo così ovvia la scelta della solita multinazionale cattiva che anche tutto il resto ne è come avvelenato (ah! ah!)
    Amy è mostruosamente egocentrica e farei fatica a condivedere con lei anche l’ascensore.
    Capisco Krisata che la fugge come la peste, anche se nemmeno Krista mi piace.
    Insomma non mi piace nessuno lì dentro, forse la madre ma è così fredda…
    Comunque lo show merita, è molto ben fatto, peccato che non riesca a empatizzare con nessuno.

  10. xander81 scrive:

    la scelta della multinazionale e’ ovvia, ma parliamoci chiaro….c’e qualcuno che pensa che le azioni di Amy siano spinte da motivi nobili? Nella prima stagione ha provato a riavere la sua posizione, dopo ha chiesto di accedere ad un altro settore. questo suo interesse e’ caduto dalle nuvole. il suo e’ un impegno per stare in pace con se stessa, guardarsi allo specchio e dire: sono cambiata, sono una persona per bene che si cura del mondo circostante..
    e’ il classico volontariato che si fa per se stessi e non per gli alti. detto questo, io il personaggio lo amo proprio per questo. e’ cosi’ reale e inusuale per il panorama televisivo.
    Amo anche la madre, e il loro rapporto descrive terribilmente quanto molti di noi quando si sentono cambiati, o provano a migliorare se stessi, vengono continuamente buttati giu da familiari, o amici o chi che sia. per me lo show e’ tutto li.
    La costante battaglia per un cambiamento, con noi stessi ma soprattutto agli occhi di chi ci e; vicino. come se anche se ci sentissimo migliorati rispetto al passato e sempre e solo il giudizio del prossimo a determinare se questo cambiamento e’ avvenuto.
    ragionamento contorto lo so.
    Enlightned cresce, Girls stabile. Aspetto con ansia il ritorno di Veep, un altro grandissimo colpo a segno di questo meraviglioso canale.

  11. Chris scrive:

    E’ verissimo, lo show mette in scena, e in modo veramente onesto quel tipo di situazione dove i primi a scoraggiarti e andarti contro sono i familiari e le persone vicine. Il rapporto con la madre è tremendamente triste, visto da un punto oggettivo quanto reale ed esistente.

  12. luta44 scrive:

    Be’, ma Amy non si può proprio dire cambiata e certo non è maturata, per non parlare di illuminata!
    Non sappiamo come fosse prima ma possiamo immaginarlo osservando i suoi colleghi “di sopra”, vuoti, superficiali, arrivisti.
    Quello che manda Amy fuori di testa è la retrocessione da “Salute e Bellezza” a “Articoli per l’Igiene”.
    Wow!
    Ma daverodavero?
    So wath?

    A suo merito si può mettere proprio il suo dar fuori di matto invece di incassare e manovrare da str… astuta, ma è proprio questo il punto, Amy è fondamentalmente stupida anche se è intelligente.
    Uno stage alle Haway con tutti che si abbracciano e si baciano, una roba fasullissima new age a 25.000 dollari a botta (alla faccia dell’amore faterno), due bracciate con una tartaruga (roba che a quei lidi non dev’essere rarissima e che immagino non sposti di una virgola i nativi) ed eccola rinata a dar consigli a tutti. Lo credo che sua madre è scettica, anche se resta comunque troppo fredda per i miei gusti.
    Non sappiamo come fossero il loro rapporti prima, comunque la accoglie in casa sua e la sopporta anche se teme i suoi colpi di testa perchè evidentemente la conosce bene.
    Quando Amy vuole la sua macchina e sua madre rifiuta di darglirela perchè non ha copertura assicurativa ha ragione da vendere e Amy si comporta da bambina incosciente a pretenderlo.
    In fondo deve solo prendere l’autobus come milioni di altri esseri umani, perchè lei no?
    No, lei no, infatti arriva in ritardo al lavoro, bagnata fradicia e grondante insopportabile vittimismo.
    Appunto, i ritardi, sistematici.
    E il lavoro, che praticamente non fa mai, finchè non scopre di poter hakerare il sistema.
    Sarà che io non sopporto chi si piange addosso scaricando sugli altri il peso dei propri fallimenti e considero un impegno una cosa tremendamente seria, se devi fare un lavoro lo devi fare, che ti piaccia o no.

    Se Amy riuscirà davvero a scardinare la cattivissima multinazionale ne sarò contentissima, i risultati positivi mi soddisfano comunque, ma il mio giudizio su di lei rimarrà lo stesso.

    Ricordate la “migliore amica” che arriva dalle Haway per tenere delle conferenze che non terrà mai?
    Una fasulla manipolatrice che lei mette su un piedistallo, ma come le dice sua madre “Tu hai sempre avuto delle migliori amiche con cui litigavi dopo tre giorni e poi me ne presentavi un’altra”.
    Amy è un’immatura che sembra non essere mai uscita dalla fase velleitaria tipica dell’adolescenza.
    Maturerà davvero, imparerà ad assumersi le sue responsabilità come deve fare un adulto degno di questo nome?
    Forse sì e allora cambierò idea.

  13. xander81 scrive:

    luta44 ha scritto:

    Be’, ma Amy non si può proprio dire cambiata e certo non è maturata, per non parlare di illuminata!
    Non sappiamo come fosse prima ma possiamo immaginarlo osservando i suoi colleghi “di sopra”, vuoti, superficiali, arrivisti.
    Quello che manda Amy fuori di testa è la retrocessione da “Salute e Bellezza” a “Articoli per l’Igiene”.
    Wow!
    Ma daverodavero?
    So wath?

    A suo merito si può mettere proprio il suo dar fuori di matto invece di incassare e manovrare da str… astuta, ma è proprio questo il punto, Amy è fondamentalmente stupida anche se è intelligente.
    Uno stage alle Haway con tutti che si abbracciano e si baciano, una roba fasullissima new age a 25.000 dollari a botta (alla faccia dell’amore faterno), due bracciate con una tartaruga (roba che a quei lidi non dev’essere rarissima e che immagino non sposti di una virgola i nativi) ed eccola rinata a dar consigli a tutti. Lo credo che sua madre è scettica, anche se resta comunque troppo fredda per i miei gusti.
    Non sappiamo come fossero il loro rapporti prima, comunque la accoglie in casa sua e la sopporta anche se teme i suoi colpi di testa perchè evidentemente la conosce bene.
    Quando Amy vuole la sua macchina e sua madre rifiuta di darglirela perchè non ha copertura assicurativa ha ragione da vendere e Amy si comporta da bambina incosciente a pretenderlo.
    In fondo deve solo prendere l’autobus come milioni di altri esseri umani, perchè lei no?
    No, lei no, infatti arriva in ritardo al lavoro, bagnata fradicia e grondante insopportabile vittimismo.
    Appunto, i ritardi, sistematici.
    E il lavoro, che praticamente non fa mai, finchè non scopre di poter hakerare il sistema.
    Sarà che io non sopporto chi si piange addosso scaricando sugli altri il peso dei propri fallimenti e considero un impegno una cosa tremendamente seria, se devi fare un lavoro lo devi fare, che ti piaccia o no.

    Se Amy riuscirà davvero a scardinare la cattivissima multinazionale ne sarò contentissima, i risultati positivi mi soddisfano comunque, ma il mio giudizio su di lei rimarrà lo stesso.

    Ricordate la “migliore amica” che arriva dalle Haway per tenere delle conferenze che non terrà mai?
    Una fasulla manipolatrice che lei mette su un piedistallo, ma come le dice sua madre “Tu hai sempre avuto delle migliori amiche con cui litigavi dopo tre giorni e poi me ne presentavi un’altra”.
    Amy è un’immatura che sembra non essere mai uscita dalla fase velleitaria tipica dell’adolescenza.
    Maturerà davvero, imparerà ad assumersi le sue responsabilità come deve fare un adulto degno di questo nome?
    Forse sì e allora cambierò idea.

    condivido anche le virgole. bella analisi.

  14. happy wheels scrive:

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