American Horror Story - 2x12 - Continuum

American Horror Story – 2×12 – Continuum

Pensate che avevo intenzione di cominciare la recensione con una piccola spiegazione del concetto di continuum spazio-temporale. Sono andato a informarmi (che è una perifrasi per dire che sono andato su Wikipedia), mi sono reso conto di quanto sia effettivamente complicato il concetto di continuum spazio-temporale, e c’ ho rinunciato. Non ho idea del perché stia scrivendo questa cosa.

 

Kit e Grace (e Alma)

In effetti, la poligamia era una delle poche voci non spuntate, in questa stagione di AHS. Ma dopo la necrofilia didattica di Thredson e l’allattamento dalle mammelle sovraccariche di una prostituta di Bloody Face Jr., questa sembra quotidianità borghese, piatta e scontata. Nonostante non sia poligamia semplice, ma poligamia interrazziale e internazionale. Alla faccia tua, Big Love!

Dunque, l’episodio parte pochi anni più avanti rispetto al resto degli eventi raccontati nella serie: siamo nel 1968, e la famiglia Walker è benedetta da due figli belli, sani e alieni. La cosa non sembra importare più di tanto a Kit, troppo impegnato a vestirsi e pettinarsi male per continuare a indagare sul mistero che lo ha fatto finire in manicomio. Grace, al contrario, pare essere ossessionata dalla sua avventura al di là dell’atmosfera terrestre, tanto da aver messo su carta i ricordi di quella che lei, ormai, definisce un’esperienza religiosa. Per il disappunto di Alma, che di questa storia preferirebbe non sentir parlare, né veder disegnare, mai più.

Tuttavia, il terzo incomodo è un archetipo esistente e funzionante anche nelle famiglie poligame: Alma vive le conseguenze del suo contatto con gli alieni in maniera radicalmente diversa dagli altri due angoli di questo matrimonio. Kit e Grace non sembrano essere troppo preoccupati dall’origine stellare dei loro figli, e Grace, in particolar modo, si dimostra addirittura entusiasta all’idea di un ritorno delle Creature, per Kit e per i bambini.

Certo, non c’è questione famigliare che una bella accettata nella schiena non possa risolvere. Meglio ancora se sono due, le accettate. D’altronde Alma era già parsa tesa, instabile, preoccupata. Per il ritorno degli alieni, per il vandalismo di Billy (che dopo sei anni dall’inizio della storia ancora non ha niente di meglio da fare che andare a rompere i coglioni alla famiglia Walker), per e da Grace. ‘They locked you away for a reason, Grace’ . Ammetto che, dopo l’apertura di puntata, mi ha sorpreso scoprire che a calare il colpo fosse stata Alma. Avrei puntato più su un Grace fa fuori Alma, e Kit fa fuori Grace. E invece.

Alma finisce a Briarcliff, nel frattempo trasformata in centro di recupero. Non ci resterà a lungo.

 

Judy

Dei personaggi che quest’anno abbiamo conosciuto, Judy è l’unica rimasta in vita e rimasta a Briarcliff. Le cose non vanno così male, tutto sommato: Pepper è diventata la sua miglior amica/confidente/subordinata, e la fu Sorella Jude è appena stata incoronata Queen Of Candyland. E’ ancora il 1965 quando Judy viene avvicinata dal neo-cardinale Timothy Howard, valigia in mano e buoni propositi nel cuore. La promessa di libertà del Monsignore è ancora da mantenersi nel 1968, però. Jude è sempre più logorata, incapace di distinguere e ordinare il tempo, di riconoscere e separare il presente dai ricordi.

Ossessionata dall’immagine dell’Angelo della Morte, terrorizzata dall’idea di scomparire proprio ora che è così vicina alla fuga dagli inferi. La caduta verso il presente e la realtà è di quelle da cui non ci si rialza: Pepper è morta, il Monsignore se n’è andato a New York a coprirsi di porpora da due anni e mezzo, ormai, e lei, Judy, di compagne di cella ne ha aggredite parecchie, in questo stesso intervallo di tempo. Un intervallo lungo, eppure per lei inesistente e insignificante.

‘One of these days I’m gonna fly my ass right outta here!’, confida a Kit.

 

Lana

Beh, Lana è quella che, alla fine, ha tirato fuori il diamante dal carbone. Grazie al suo libro d’esordio ‘Maniac: one woman’s story of survival’, è riuscita a realizzare il suo sogno di scrittrice. Poco conta l’aver tradito la veridicità dell’accaduto, o l’aver omesso scomodi dettagli attinenti alla vita personale. Poco conta, quando si è prossimi alla trasposizione cinematografica dell’opera originale. Poco contano i fantasmi e le allucinazioni, le promesse fatte e tradite. Lana ha faticosamente ricostruito tutto ciò che di lei era stato distrutto da Briarcliff e da Thredson. C’è chi potrebbe definirla regressione (nel senso di ritorno a uno stato precedente che pareva superato per uno migliore), addirittura, dato che sembra tornata a essere quella donna ambiziosa e spregiudicata che la tremenda esperienza vissuta sembrava aver sepolto. Ed è anche un po’ più stronza, aggiungerei.

L’incontro con Kit non ha nessun effetto. Né Alma, né Jude, né il presente né il passato scalfiscono il ghiaccio del successo personale, niente distrae Lana dal suo piccolo mondo di cheap celebrity, fatto di ospitate televisive e di dubbi sull’attrice che la porterà sul grande schermo.

‘I’m as hard as I have to be. That’s what kept me alive‘, confida a Kit.

 

Tirando le somme…

Probabilmente, la parte più interessante dell’episodio sta nella sua struttura cronologico-narrativa, che rimbalza tra passato e presente nell’intento di mostrarci ciò che Briarcliff ha rilasciato nel mondo e ciò che tiene ancora nelle viscere, come il presente sia emanazione del passato e non suo superamento. Il continuum non si limita a dare il nome all’episodio, ma lo domina dall’interno, facendosene punto tematico ed esplicitandosi in una serie di dettagli più o meno grandi. Nessuno dei superstiti sfugge al Male vissuto, né al Sé che quel male ha generato.

È chiaro nel personaggio di Grace: da una parte, talmente innamorata della sua gita interstellare da diventarne ossessionata e, dall’altra, ancora sporca del sangue della sua famiglia, come Alma non manca di ricordarle. Il punto in cui il passato, il presente e il futuro di Grace si fondono è, non avrei mai pensato di pronunciare una frase del genere, l’ascia con cui Alma le apre la schiena. E lì che il Male passato (remoto e prossimo), il presente e il futuro si incontrano. Spaventata dalla Grace assassina e dalla Grace ossessionata, Alma curva ciò che accade fino all’identità con il già accaduto: uccide come Grace ha ucciso, finisce rinchiusa dove Grace e Kit sono finiti rinchiusi, muore come e dove Grace e Kit sarebbero potuti morire.

Il segmento dedicato a Jude è sicuramente quello in cui il continuum si mostra con maggior chiarezza: non si limita al tema, ma tocca anche lo spazio e il tempo. Jude è ancora prigioniera a Briarcliff, destinata, con tutta probabilità, a pagare il fio del Male che in quel luogo l’ha vista protagonista e fautrice, l’ha vista spietata e peccaminosa. Ultima superstite, ancora si ostina a sognare quell’Oltre che la ossessiona da tutta la vita: oltre i peccati di una donna ubriaca che investe una ragazzina; oltre le mura del manicomio, nel sogno romano in cui accompagnava il suo monsignore al soglio pontificio; oltre le mura di Briarcliff, che intorno a lei si chiudono, trattenendo al loro interno il tempo, soffocando la sua consapevolezza.

E Lana non sfugge: lo stesso Male che l’ha portata a Briarcliff, l’ambizione, ora le regala lettori numerosi, classifiche lusinghiere, vendite e guadagni sostanziosi. Lo stesso Male che l’ha ridotta a brandelli, il Dr. Thredson/Bloodyface Sr., è ora l’origine del suo successo. E lo stesso Male che da tutto ciò è venuto al mondo, quel figlio della violenza e della prigionia, quell’aborto non riuscito, non voluto e mai amato, chiuderà il cerchio, piegherà la superficie del Tempo trasformandolo in un nastro di Möbius in cui il Male è testa e coda, causa ed effetto, unica presenza. E poi le sparerà in testa. Almeno, così ha dichiarato.

Il problema dell’episodio, però, sta in altro: AHS, finora, ha potuto colmare i vuoti con il riempitivo della quantità: tante storie, tanti personaggi, tanti eventi, tutti insieme. E ammetto che non mi sono annoiato, anzi. Ma ora che buona parte di quei personaggi sono morti (Dr. Arden e Sorella Mary Eunice) o trasferiti (Mons. Howard), inevitabilmente, bisogna raccontare di chi resta, bisogna raccontare chi resta. E se chi resta è fuori da Briarcliff e oltre Briarcliff, AHS mostra il fianco. Mi spiego: quelli che la serie ha presentato in quest’annata non sono personaggi, sono figure, figure necessarie affinché le loro storie si compiano e siano raccontate. Sono funzionali fintato che la storia, il racconto, la narrazione sono centrali. Nel momento in cui queste si esauriscono, la figura perde di interesse e valore, come una marionetta senza costume, senza teatrino alle spalle e senza burattinaio a tirare le fila. Lana e Kit non possono esistere al di fuori di Briarcliff, e non possono esistere oltre ciò che a Briarcliff li ha costretti. Perché sono inutili e noiosi, in quanto Lana e Kit. Erano interessanti e divertenti in quanto lesbica rinchiusa ingiustamente in manicomio e torturata da serial killer lei, e in quanto rapito dagli alieni e sospetto uxoricida lui. Non si può approfondire ciò che è piatto.

Dell’integrità di scrittrice di Lana non mi frega nulla, e nemmeno dei problemi matrimoniali di Kit. Perché Lana e Kit non esistono al di fuori delle loro storie, dei loro ruoli; o meglio, esistono e annoiano. Risultano stilizzati, incerti, sconosciuti, come personaggi appena incontrati in un pilot, o nei primi minuti di un film, o nelle prime pagine di un romanzo. Perché non hanno avuto (bisogno) di nessuna caratterizzazione, in questi dodici episodi. Hanno avuto solo bisogno di fare, e noi abbiamo avuto solo bisogno di vederli fare, non di vederli.

Non è un caso che Jude sia l’unica che desti ancora un minimo di interesse, e che il suo segmento sia l’unico che mi ha tenuto attento. Il suo è un personaggio vero, spesso, reale. È quella che ci è stata raccontata di più, approfondita di più, anche tramite il flashback. E’ stata l’unica ad agire (e ad aver agito) dentro e fuori Briarcliff, prima di Briarcliff. È per questo che è potuta passare da Sorella a Paziente, da Capo a Pazza, da Judy a Jude e a Judy ancora.

E non fatemi parlare di Bloodyface Jr. Che se c’avessero messo un promo per il season finale, invece di quella scena, non avrebbe fatto nessuna differenza. Mancava soltanto il ‘next week’ e lo ‘stay tuned’.

ok

 

Note a margine e curiosità

  • L’episodio è scritto da Ryan Murphy
  • Gli anni ’60 (americani e non solo) non esistono senza questa canzone e questa canzone
  • Oggi, tornando in autobus da lavoro, ho origliato due ragazzi che discutevano di AHS. Uno dei due ha affermato, convintamente, la bravura di Fiennes nell’interpretare Timothy Howard, e nell’interpretare in genere. L’Orrore.

Francesco Gerardi

Un incompreso nato a Taranto negli anni del Grunge. Crede che la migliore uscita serale immaginabile sia quella che prevede uno schermo dai 12 pollici in su davanti alla faccia per un intervallo di tempo t1 tendente all'infinito. Se proprio non si può, andiamo a sentir suonare questo o quello. Leggo in bagno.

21 Comments

  1. Io trovo Fiennes e la sua totale monoespressività (:|) perfetta per il personaggio del Monsignor.
    Poi certo, da lì a dire che sappia recitare ne passa. asd

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  2. Cavoli che bella recensione, complimenti!
    Mi permetto però di postillare.. certo è vero, ciò che ha tenuto viva la mia (nostra?) attenzione sono le storie dei personaggi e i concetti più o meno astratti, le malattie, le sfighe, le situazioni imprevedibili eppure effettive che questi hanno rappresentato. Tuttavia, così come la prima stagione, anche Asylum comincia e finisce in 13 puntate. Non credo che vi sia tempo sufficiente per caratterizzare a fondo un personaggio, soprattutto quando i personaggi sono così tanti e quello che si vuole raccontare così ricco. I dettagli sono nella storia, nella vita, nelle azioni, non in chi li vive. E poi la scelta di mantenere gli stessi attori come protagonisti ha reso la cosa più difficile, il confronto con ciò che sono stati è, a volte, impietoso (e parlo di Kit).
    Quindi quale avrebbe potuto essere la soluzione?
    Non lo so. Personalmente trovo la fine di Alma e Grace originale, e piacevole (non erano esattamente i miei personaggi preferiti) e prevedibile la fine di Lana (anche realistica, tra l’altro). Avrei dato un ok a questa puntata, se non fosse per il lamentoso, fastidioso figlio di, che come cacchio ci è arrivato che sua madre era lana e suo padre bloodyface, non ci è dato a sapere. Soprattutto, “l’ultima copia rimasta, un lascito di mia madre, casualmente lo tengo sotto al bancone, è una cosa preziosa”. MEH davvero, cavoli.

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  3. Altair ha scritto:

    Io trovo Fiennes e la sua totale monoespressività (:|) perfetta per il personaggio del Monsignor.
    Poi certo, da lì a dire che sappia recitare ne passa. asd

    Esatto, secondo me sia lui che McDermott, pur essendo tra gli attori più scarsi della storia, sono adatti per un prodotto esagerato come AHS, al contrario per esempio di un’ottima attrice come Connie Britton che però non era per niente adatta per questa serie. Eppoi mò siamo tutti bravi a individuare la cagnaggine di Fiennes dopo aver visto Flash Forward, ma se vi andate a leggere la recensione del pilota di Pretty/Handsome vedrete commenti entusiasti sulla prestazione di Fiennes sia da parte del recensore sia da parte dei commentatori.

    Detto questo passiamo alla puntata. Mi ha un po’ stranito questo passaggio improvviso nel mondo esterno, ma alla fine l’ho apprezzato. Non sono d’accordo sullo scarso interesse suscitato da Kit e Lana al di fuori del manicomio: ho seguito con rabbia la parte di Lana e con tristezza la progressiva distruzione della vita di Kit. Sono d’accordo sul fatto che questo episodio sia meno interessante rispetto ad altri (ma in fondo è un pre-finale, ci può stare), ma non sull’inconsistenza dei personaggi al di fuori delle situazioni di partenza: è chiaro che nessuno di loro è Tony Soprano o Walter White, ma attraverso le loro sofferenze ci hanno fatto empatizzare per loro e quindi a me interessa sapere come vanno a finire le loro storie. Dopotutto si tratta sempre di un “horror” (le virgolette sono d’obbligo) quindi ci sta che i personaggi siano meno approfonditi e anzi è già tanto che gli spettatori non stiano lì a tifare per la loro dipartita come succedeva nella seconda di TWD.
    Comunque sì l’episodio alla fine manca un po’ di mordente, ma ripeto: è il pre-finale, ci può stare

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  4. Quoto in toto la tua analisi sui personaggi, un’analisi che peraltro avevo già tentato di fare qualche episodio fa, mentre ancora mezzo mondo era lì a strillare al capolavoro assoluto, prima che finalmente AHS palesasse tutti i suoi (prevedibilissimi) limiti in una seconda metà di stagione che definire boooooriiiiiiiiiiing sarebbe ancora farle un complimento XD Aggiungerò anche che, a mio parere, neanche la storia è stata mai centrale, nello svolgimento di questa stagione. Era, anche lei, un’appendice, un accessorio, un modo per giungere, giustificatamente o meno, alla Scena (o alle Scene) Disturbanti Dell’Episodio, il cui intento avrebbe voluto essere sconvolgere/sgomentare lo spettatore per farlo urlare al miracolo televisivo. Oh, quanta spregiudicatezza! Oh, quanto ardire! Oh, quanta originalità nel presentare qualcosa di completamente nuovo sul piccolo schermo! Not.
    Personaggi piatti, storyline che si reggono su con lo spunto e i cerotti, e con questo episodio che tentava invano di tirare le fila del disastro che hanno tentato di servirci negli scorsi mesi questo è stato ancora più evidente. Nulla di quanto raccontato ha il minimo senso, nulla è neanche lontanamente credibile, i personaggi agiscono in preda all’isteria, senza basi. E come potrebbero averne, d’altronde? Non hanno un carattere. Si suppone che noi comprendiamo la scelta di Alma di sbarazzarsi di Grace, ma in realtà tutto quello che vediamo è una pazza isterica lanciarsi contro un’altra pazza isterica, mentre l’ennesimo pazzo isterico (Kit) sono anni che se ne frega di Briarcliff, tutto preso dalla sua vita perfetta, e poi ha la faccia tosta di andare a fare il cazziatone a Lana, solo perché gli sono morte le mogli. Eh, no, caro Kit, che se le mogli non ti fossero morte anche tu avresti continuato bellamente a sbattertene, proprio come – giustamente – fa Lana, che pure è un personaggio che detesto e col quale neanche gli abusi sono stati in grado di farmi empatizzare, il che è tutto dire.
    In sostanza, concordo pienamente col meh e con la recensione, e sottolineo un punto della tua recensione che secondo me è rivelatore di una grande verità: “Risultano stilizzati, incerti, sconosciuti, come personaggi appena incontrati in un pilot, o nei primi minuti di un film, o nelle prime pagine di un romanzo.” Ecco, mentre guardavo quest’episodio io ho avuto l’impressione di stare, appunto, guardando un pilot. Un episodio di introduzione. Ho avuto l’impressione nettissima che se AHS fosse cominciato con quest’episodio, e poi ci avesse raccontato la storia dall’inizio per spiegarci come a questa situazione si era giunti (non come ha fatto, però; con criterio) sarebbe stato tutto un altro show, e probabilmente mi sarebbe anche piaciuto.

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  5. Ah, però grazie mille per il wiki!link a Big Love, che non conoscevo, e sul quale ora mi getterò a pesce per recuperarlo tutto XD

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  6. D’accordo su tutto…

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  7. Episodio decisamente spiazzante,dopo la scorse puntata mi chiedevo dove sarebbero andati e parare…et voilà,tutti fuori(a parte Jude)Kit si gode le sue mogliettine che moriranno,Lana sfrutta la sua esperienza con Bloody Face per diventare una scrittrice di best-sellers……dico solo un grosso MHA!!!Ho sempre ritenuto questo telefilm molto disturbante,ma non solo per la scene,ma proprio per la storia e per come la raccontano!Penso che già il fatto che la storia sia poco strutturata logicamente ne fa un’opera discontinua,confusa ma proprio per questo disturbante.Concordo sui personaggi poco caratterizzati,e che l’unica che merita più di tutti e che è riuscita a rendere vero il suo personaggio è senza dubbio la Lange.Spero che nella prossima stagione adottino qualcosa di originale,perchè davvero se fossi in Murphy non saprei cosa inventarmi!La prima stagione,nonostante sia stata criticata da tutti,era tutta un’altra cosa e permettetemi di dire che era un piccolo gioello(parere mio!)

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  8. Se posso dire, credo che in parte questo stesso problema ci fosse anche nella prima stagione. Ovvero, nella prima i personaggi erano interessanti finchè erano misteriosi (perchè il rEgazzino è sempre lì che gira per casa? perchè la cameriera è vecchia racchia/bona? perchè x, perchè y?), poi quando la storia ha cominciato sbrogliarsi tutto è diventato incredibilmente noioso e scontato. Allo stesso modo, come dice la recensione, in questa seconda finchè c’era briarcliff i personaggi erano interessanti, poi la situazione si è sbrogliata e ci troviamo con una mezza dozzina di rompipalle. Non so, ho l’impressione che gli showrunner abbiano delle belle idee ma poi fatichino a portarle avanti adeguatamente.

    Detto questo, la stagione me la sono guardata volentieri, certo AHS non è nella top ten delle mie serie, ecco

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  9. Questa è forse la puntata più debole di una grandissima stagione.
    Non è che abbia fatto schifo, ma secondo me è stata abbastanza inutile.
    Io poi non ho capito il senso…

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  10. Mi spiace ma non sono d’accordo: guardando questa puntata mi sono detta “speriamo che la prox stagione si di 44 puntate, Murphy ci mette circa 20 puntate ad ingranare la marcia. Ora che sta finendo finalmente mostra qualcosa di interessante” Mi è piaciuta tantissimo tanto che non mi sembrava neanche AHS2. Non mi sono accorta del tempo che passava (a differenza della altre puntate dove il tempo sembrava essere più lungo di quello di Jude). I personaggi mi sono piaciuti e, finalmente, ci ho capito qualcosa della puntata senza dovermi fare “pippe” mentali.
    McDermott e Fiennes sono “attori cani” ma chissà perchè qui sembravano giusti come “cani”. Finalmente una trama come Dio comanda, con un inziio ed una fine , con un senso logico anche quando “salta” nel tempo.
    Non sapevo che fosse Murphy in persona ad averlo scritto, ma l’ho apprezzato molto. Un po’ mi dispiace perchè adeso che, secondo me, sta ingranando, finisce. Speriamo che l’anno prox Murphy parta un po’ prima a capire cosa vuole dirci
    P.S. Impressionante l’orrore causato dalle manie religiose sui pazienti da Jude and company, ma quello causato dalla statalizzazione e dal sovraffolamento che ne deriva e, quindi, dal menefreghismo generale è ancora peggio. Questa parte mi ha disturbato parecchio
    2P.S. evvai è successo quello detto l’altra volta da una comemntatrice evidentemente intelligente (scusa ma non ricordo il nome, perdono) hanno fatto vedere in tv gli eventi importanti degli anni 60 (non Kennedy ma gli altri sì)

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  11. L’ultima postilla mi ha fatto sbellicare dal ridere se ero io mi giravo urlandogli in faccia xD. Concordo con tutta la recensione

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  12. Setteditroppo 22 gennaio 2013 at 22:34

    Non capisco! Io sono un fan di AHS ma quest’episodio mi ha veramente deluso e l’ha scritto proprio lui Ryan Murphy! Dunque non c’è solo colpa ma anche dolo. Come avevo scritto in un precedente commento: guai a uscire da Briarcliff e invece. Noioso nella sua linearità e logicità. Personaggi che diventano non credibili. Con punte di grottesco involontario (la vita familiare di Kit). Con soli 13 minuti da AHS, godibili e tesi (inutile dire quali no?).
    Non ci siamo.

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  13. io mi sono addormentato a metà puntata, diciamo che la sensazione è stata più o meno quella

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  14. concordo sulla noia generale. sinceramente di vedere kit e l’allegra famiglia allargata non è che mi interessasse molto, nemmeno della “stronzaggine” post tutto di lana banana. come dici sono figure che, contestualmente alla storia e a briarcliff hanno senso, fuori non dicono nulla. e anche io mi sono ritrovata annoiata e solamente interessata alla sezione di jude/judy. purtroppo facendo fuori personaggi importanti a 4-5 puntate dalla fine il risultato è che devi inventarti qualcosa sui superstiti. mah vediamo l’ultima puntata ma cmq AHS2 rimane un calderone di figure e temi (in questa stagione quasi ed esclusivamente di tipo sessuale) che continuano a mescolarsi ma non ho ancora capito se tutti insieme sono buoni.
    dire che giuseppe sappia recitare è quasi offensivo persino per il Cane (Dylan McCoso)

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  15. non avrei potuto fare una migliore descrizione , è vero, quest’anno più che personaggi abbiamo figure!non credo ci siano perferitii o personaggi più interessanti ci sono solo persone funzionali alla storia ed è questo che secondo me ha reso la storia più “adrenalinica” , ma è anche vero che man mano che i personaggi scompaiono o escono da braincliff la serie diventa molto meno interessante!io infatti ho trovato questa puntata inutile , come sarà anche l’ultima , si nota proprio che da 11 episodi arenalinici siamo apssati a 2 episodi lenti e noiosi.Non interessa a nessuno di lana e kit fuori dal mamicomio , così come la storia del figlio di lana (e francamente anche jude pazza rotto!), la stagione è come se fosse conclusa dalla precedente puntata !stanno solo allungando la minestra per dare una conclusione a tutti i personaggi e a tutte le storiue in ballo!

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  16. @ gio88:
    Intendevi ovviamente a quasi nessuno perchè io sono curiosissima: spero che almeno ci dia una spiegazione valida a sti cavoli di alieni il deus ex machina di tutta la stagione attraverso loro

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  17. Lisa C. ha scritto:

    Ah, però grazie mille per il wiki!link a Big Love, che non conoscevo, e sul quale ora mi getterò a pesce per recuperarlo tutto XD

    Ti interessa così tanto la poligamia?

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  18. Francesco Gerardi 27 gennaio 2013 at 16:20

    @ Altair:

    Magari le interessano le belle serie

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  19. […] crematoio: quello che è successo dopo, tanto in questo finale quanto in quel tanto contestato Continuum della scorsa settimana, possono essere interpretati come finali alternativi, approfondimenti della […]

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  20. Ma il tipo nel parcheggio con occhiali da sole e sigaro, inquadrato quando Kit entra in macchina, è Bloody Face Jr?! o.O

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  21. Sinceramente io non ho capito molto di questo episodio. Parlando di Jude, forse perchè non sono stata attenta alle date e agli avvenimenti, ma è la quinta volta che guardo questa serie e ancora non ho compreso il comportamento di Jude.
    La donna che ora è a capo (credo) dell’istituto le fa capire che Pepper era già morta da due anni, il monsignore è diventato cardinale ecc ecc. Quindi, a parte la pazza assassina con le sembianze dell’angelo della morte, tutto ciò che è successo prima (lei che è pappa e ciccia con Pepper, il monsignore che le promette che l’avrebbe liberata) era tutto reale?
    Jude semplicemente pensava che questi avvenimenti fossero successi in poche settimane ed invece erano già passati due anni?
    A parte queste curiosità, l’episodio è stato come al solito imprevedibile e ovviamente eccitante ^^

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