the carrie diaries 1x01 pilot

The Carrie Diaries – 1×01 – Pilot

Ben ritrovati, carissimi!
Come ormai saprete nessuna serie TV attinente al fashion e al glamour può sfuggirmi, e quindi oggi sono qui a recensire la prima puntata di “The Carrie Diaries”, ovvero il prequel del compianto Sex and the city.
Credo che questa serie TV abbia ottenuto il massimo record di “gufate” ever, tant’è vero che era già stata data per spacciata ancor prima di iniziare. Il motivo principale era l’insostituibilità di SATC, ma soprattutto dei suoi contenuti. Come noto, la fortuna di Sex and the city è stata segnata anche (e forse azzarderei un soprattutto) da tematiche esplicitamente sessuali (chi non ricorda con affetto l’episodio del “Coniglio”, o quello della “Vagina depressa”?).
Considerato quindi che la Hbo non è affatto The CW, e che verosimilmente la figura di Carrie si associa (per forza) a quelle del Sesso e della Città, ci si chiedeva come l’argomento centrale di SatC potesse essere inserito in un teen drama. Prendete ad esempio un qualsiasi dialogo di Samantha Jones e fatelo dire a una sedicenne: concorderete con me che il risultato sarebbe quantomeno grottesco.
Questo pilot, tuttavia, ha superato ogni aspettativa e ha fatto ricredere anche i più scettici. E vi dirò anche di più: la serie promette davvero bene.

Material Girl

Incontriamo una giovanissima Carrie Bradshaw, da poco orfana di madre, intenta ad affrontare il nuovo assetto familiare con un padre spaesato dalla recente perdita e una sorellina minore, Dorrit, in piena “fase ribellione” (nb: ricordiamo che Carrie ha anche un’altra sorella minore, Missy, che non compare in questo episodio).
Carrie inizia il nuovo anno scolastico con gli amici di sempre (Mouse, Walt e Maggie), sentendosi però “ghettizzata” dai compagni. A distrarla ci penserà l’affascinante ultimo arrivato, Sebastian Kydd, ricchissimo belloccio con dall’aria da bad boy, a suo modo “orfano” di madre (scopriamo che questa ha abbandonato la famiglia per scappare con l’amante). Tra i due nasce subito una forte attrazione, ma a quanto pare Sebastian non disdegna le attenzioni di altre ragazze – tra cui quelle di Donna LaDonna (che fantasia!), la queen bee della scuola.
Al contempo, in questo episodio scopriamo l’origine del grande amore di Carrie per Manhattan: grazie ad uno stage in uno studio legale e a un paio di calze smagliate, Carrie entra in un mondo eclettico, pieno di personaggi interessanti e tremendamente cool cresciuti secondo la “scuola della vita” (come l’esuberante Larissa), un universo totalmente distante dalla realtà di provincia in cui vive. E Carrie sceglie di essere devota a Manhattan, il luogo dove lo champagne viene bevuto direttamente dalla bottiglia e nessuno paga niente.

Putting a Hot Dog in a Key Hole

Come già vi anticipavo nell’introduzione, particolarmente problematica è la questione del sesso (e quando mai non lo è!), ma The Carrie Diaries riesce efficacemente nell’impresa di inserire l’argomento in un contesto di teenager. Ed ecco comparire uno dei must dei teen drama: la perdita della verginità.
C’è chi la sperimenta, e poi ci sta male poiché ingannata dal bastardo di turno (diamo tutte una simbolica pacca sulla spalla a Mouse – benvenuta nell’universo femminile!); c’è chi si dà da fare, seppur di nascosto (Maggie); c’è chi vorrebbe provare, ma forse non ne è completamente sicuro (Walt). E poi c’è Carrie, “the last virgin”, che comincia a interrogarsi sul sesso e sulla fiducia. Sarà interessante vedere quale sarà il passaggio che porterà da “It’s not a big deal, Carrie, sex isn’t anything” a “Sex and the city”.

Punti di forza

Complessivamente questo pilot ha ricevuto un feedback positivo, ma vi sono dei particolari punti di forza che meritano di essere evidenziati per cura e stile: in primis, le colonne sonore dell’episodio (che troverete elencate in dettaglio nelle note); le acconciature; l’ambientazione; i particolari. Oltre a questo abbiamo anche una fantastica AnnaSophia Robb, calatasi perfettamente nel ruolo (soprattutto per quanto riguarda il portamento e le espressioni del viso).

In conclusione, The Carrie Diaries ha molti motivi per essere votato al successo, ma ritengo che sia da evitare l’eccessivo (seppur inevitabile) paragone con Sex and the City. Dall’altro lato sono certa che non a tutti i fans di SatC possa interessare il passato di Carrie, e che quindi (garantito al limone) il pubblico di SatC sarà totalmente diverso rispetto a quello di The Carrie Diaries. L’episodio si merita un bell’OK con i nostri migliori auguri per il futuro, sperando che la serie non venga successivamente sputtanata nel trash più assolto (ogni riferimento è puramente casuale).

Ok.

Note:

  • La scena iniziale del Pilot ricorda l’intro di Sex and the city: una Carrie sognante, con gonna ampia e pochette in mano, che viene “riportata alla realtà” di colpo (un passante maleducato nel caso di Carrie Jr., un autobus che la schizza nel caso di Carrie adulta).
  • Gli ascolti totali per questo pilot sono stati di 1.6 milioni complessivi: un risultato che, pur non essendo malvagio, rimane un po’ scarsino considerando la massiccia campagna di marketing.
  • Come promesso, ecco la playlist del primo episodio (in ordine): 1. New Order – “Blue Monday”; 2. Madonna – “Material Girl”; 3. Kim Carnes – “Bette Davis Eyes”; 4. Depeche Mode – “Just Can’t Get Enough”; 5. New Order – “Temptation”; 6. Footloose – “Kenny Loggins”; 7. The Cure – “Pictures Of You”; 8. Greg Laswell – “Girls Just Want To Have Fun”; 9. Cyndi Lauper – “Girls Just Want To Have Fun”; 10. Talking Heads – “Burning down the house”.
  • Per la serie “l’angolo del fashionista” (sono certa che vi mancava!): la borsa di Carrie è uno dei capolavori di Mark Cross. Attenzione ai “falsi storici”: la giovane Carrie indossa capi di H&M e Alice+Olivia, case di moda create ben dopo gli anni ’80.
  • Per la serie Paint your life (tranquilli, questa rubrica inizia e finisce qui): impugnate gli smalti, o amiche! In barba a Mark Cross, questo link vi insegna a fare la vostra Carrie-borsetta! (NB: Serialmente declina ogni responsabilità per danneggiamento delle vostre borsette, in caso di controversie legali ci rappresenterà lo studio Lockhart/Gardner)

Stiamo parlando di pilot e premiere anche su twitter, con l’hashtag #episodi01. Seguite @Serialmente(se siete parte di quei cattivi che ancora non lo fanno) e scriveteci cosa ne pensate!

Stefania Sana

Pontificazioni e feudi mentali sono i tratti principali di Stefania, una ventisettenne profondamente amareggiata che la realtà degli studi legali sia ben lontana da quella di The Good Wife. Le serie TV sbarbine che hanno a che fare con fashion, chic e glamour sono tutte sue. E se ancora non siete stanchi di leggere le boiate che scrive su Serialmente, potete trovarla al suo Fashion Blog.

27 Comments

  1. Winnie Cooper 20 gennaio 2013 at 14:15

    Bella recensione e bell’episodio (bello limitatamente al fatto che insomma, è sempre roba CW).
    Secondo me ha avuto pochi ascolti soprattutto per l’ambientazione (ci aveva provato l’immenso Freaks & Geeks, finendo schiacciato da millemila stagioni di Dawson’s Creek cariche di dialoghi implausibili), anche perché, nonostante il recente revival anni ’80, possiamo serenamente ammettere che ci vestivamo di merda.
    Vi bastino le SPALLINE.

    Se ci stacchiamo dall’affetto per la serie originale, però, questo Carrie Diaries perde molto del suo charme: ennesimo teen drama con personaggi abbastanza classici (la zoccola, la romantica, il gay, il bello e dannato), roba che da Beverly Hills 90210 in poi abbiamo già visto e stravisto.
    La cosa che rende la serie guardabile, a parte la colonna sonora, è secondo me proprio l’affetto verso Carrie adulta, verso la serie originale.
    Speriamo che non la tronchino, ché gli ascolti sono bassini.

    Ps come ho scritto altrove, la cosa più bella è che la serie FINGE di avere come target le 15enni, invece il target sono le (ultra)trentenni come me :D

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  2. Più che un omaggio a Sex & the City lo è ai film di John Hughes (il che è meglio). Davvero un buon pilot, forse il migliore per un teen della CW, non me lo sarei mai aspettato. Speriamo che regga e non faccia la fine di Life Unexpected.

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  3. Sono d’accordo con la tua recensione, personalmente avevo delle aspettative bassissime, invece non è stato male. Devo dire che in alcuni momenti mi ha un pò annoiato, ma a supporto di una trama molto semplice che racconta tematiche viste e riviste ci sono la colonna sonora e l’ambientazione in generale. Posso anche non ascoltare niente di quello che dice Carrie al telefono..ma se lo sta dicendo con QUEL telefono avrà comunque la mia attenzione! Insomma spero che continuino perlomeno a tirar fuori il meglio del peggio degli anni 80.

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  4. non lo vedrò mai perché aborro i teen drama peggio dello smalto scheggiato (invece SATC l’ho visto e amato), ma una cosa la devo dire: New order, Depeche Mode, The cure, Talking heads… WOW!
    Non c’è alcuna ricerca, tutto ipersentito, ma visto che la maggioranza delle soundtrack nelle serie TV fa piangere (and not in a good way), complimenti a chi sceglie le musiche.

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  5. Premetto che non l’ho visto ne ho intenzione si seguirlo perché non è decisamente il mio genere, ma davvero dopo arrow the cw ha fatto un secondo pilot decente? Non c’era qualche regola divina contro una tale e assurda possibilità?

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  6. Una schifezza immonda, non poteva essere altrimenti visto il predecessore e il canale che lo trasmette.

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  7. Non male. Non male affatto. E lo dico da grande fan di Sex & the City. C’è potenziale, e speriamo che se ne accorgano anche gli autori e sviluppino il racconto nel migliore dei modi.

    Per quanto mi riguarda, invece, bocciata la colonna sonora. Nel senso: splendidi pezzi (anche se un po’ scontati; gli anni ottanta sono una miniera, qui hanno solo grattato la superficie), ma davvero troppo invasiva e pervasiva.

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  8. Un bel pilot davvero, solido e ben confezionato (questo non significa che continuerò a seguirlo perchè insomma, non sono più adolescente da un pò). La serie non è un prequel però, bisogna stare attenti alla terminologia: è presa dal libro “I diari di Carrie” che sì è della stessa autrice di Sex and the City (che a sua volta come serie non c’entrava un cazzo col libro che era solo una raccolta d’inchieste, le altre protagoniste oltre Carrie e il loro rapporto d’amicizia è roba della serie HBO) sì che ha la stessa protagonista, ma cambia completamente il background dato nella serie tv a Carrie. Cioè, il libro The Carrie Diaries può considerarsi un prequel del libro di Sex and the City (anche se, ripeto, il libro era una raccolta di articoli di una rubrica, nulla più.. di inventato non c’era quasi niente e Carrie era solo l’alter ego dell’autrice), ma il telefilm The Carrie Diaries non può considerarsi il prequel della serie Sex and the City (per dirne una su tutte, nella serie Carrie parlava di suo padre come una figura assente, invece questo pilot ci mostra tutto il contrario). Non so se mi sono spiegato..

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  9. Decisamente meglio di quello che mi aspettavo!

    Devo ancora abituarmi a Maggie che parla e vive dopo aver passato due anni a guardare il suo cadavere in The Killing. Ho passato la prima metà a chiedermi cosa ci fosse di strano in lei prima di realizzare che era Rosie Larsen!

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  10. Mio dio, non mi sarei mai aspettato di fare un commento ad una serie della CW.
    Concordo in pieno con la recensione, che avevo sbirciato prima di vedere l’episodio spingendomi poi a farlo. Questo prequel è davvero (sorprendentemente) curato e scritto bene. L’ambientazione per niente raffazzonata e precisa nei dettagli, e personaggi che paiono addirittura solidi. Anche il numero ridotto di episodi mi fa ben sperare per la qualità. Ci piace!

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  11. Decisamente contro le mie aspettative. Nonostante fossi certa dal primo rumors che lo avrei guardato, lo credevo più come il mio nuovo guilty pleasure – stile GG, per interderci. E invece… not bad! Speriamo continui così; mi ha lasciata curiosa di vedere la prossima puntata!
    PS: H&M è nato negli anni ’50, e sebbene negli USA sia stato aperto solo nel 2000, in questo mezzo secolo aveva già conquistato l’Europa! ;)

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  12. Non ho visto l’episodio ma porca miseriaccia che colonna sonora.

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  13. @Jo3y
    “Un bel pilot davvero, solido e ben confezionato (questo non significa che continuerò a seguirlo perchè insomma, non sono più adolescente da un pò)”
    Se è per questo anche gli interpreti non sono più adolescenti da un bel po’

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  14. @ Kirillov:
    Ma AnnaSophia Robb ha SOLO 19 anni!

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  15. Uffa sono combattuta, l’ho visto per curiosità, ma adesso avrei voglia di andare avanti a seguirlo! E’ stato meno irritante di quello che mi aspettavo, è ben curato, e mi piace in genere l’ambientazione anni ’80, le musiche ma anche i vestiti, è pur sempre qualcosa di diverso! Andrei avanti a vederlo, però ho già troppe serie da seguire e troppi teen drama, e non so se mi va di aggiungerne un’altro, adesso che mi son liberata di Gossip Girl….

    Jo3y ha scritto:

    Ecco la tua mi sembra una precisazione utile perchè leggendo in giro ho visto tanta gente fan di SATC che si lamentava e che evidentemente non è a conoscenza di questa cosa.

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  16. ottima recensione, complimenti :)
    che la maggior parte dei vecchi fan di SATC si sia avvicinata in punta di piedi a questo pilot era da prevedibile, io stessa ammetto di aver gufato un bel po’, pensando che sarebbe stato un mero scimmiottamento.
    Ho visto invece un pilot molto carino e ben fatto, che ci introduce dei personaggi che hanno del potenziale (a parte il padre di Carrie che non ha personalità nemmeno se la cerchi con il lanternino).
    Gli stereotipi ci sono, ma c’è anche una colonna sonora azzeccatissima (e se continuano così non può che migliorare) ed un’attenzione ai dettagli da sottolineare, anche se non credo che chi sia completamente a digiuno di SATC sia riuscito a coglierli.
    Insomma, pensavo peggio e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Ciò non toglie che le premesse per farne una serie “leggerina” e uguale a tante altre ci sono tutte, staremo a vedere come si evolveranno le cose.

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  17. Ma sì carino. io che mi sono avvicinata alle fiction attraverso SATC, sono rimasta piacevolmente sorpresa. Pure bravina l’interprete. <non l'avrei detto, e no oso ancora sbilanciarmi..difficile essere al livello delle famose 4, anche perchè introducevano sesso, moda, amicizia femminile, indipendenza ma al tempo stesso desiderio per il maschio..come sarà possibile declinare tutto questo negli anni 80? Dovranno mostrarci la formula. Inoltre difficile eguagliare il fascino di Jessica parker, meno bella forse ma con molto carisma..non so, a questo punto potrei anche quasi essere loro nonna, io cinquantenne ( come Samantah d'altronde), ma qualcosa mi incuriosisce, se avrò il tempo di vederla, ormai l'offerta è troppo alta(

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  18. Non sono un fan di SatC e sono sicuro che non diventerò un fan di questo, sebbene abbia visto Gossip Girl solo per il cultore fashion che è in me anche quando il brutto aveva cominciato a prendere il sopravvento sul trash. Però, obiettivamente, concordo in toto con la recensione ma, grazie, mi fermo pure qui.

    Una cosa però devo dirla: cara Stefania, sei sessista! Ora, dico io… ma anche noi maschietti non abbiamo diritto all’angolino del fashion? Un appuntino, un’indicazione, qualsiasi cosa? Ricordo solo una citazione al vestiario Mark Jacobs di Dan Humphrey (fatto più come critica verso lo stile di Dan che come apprezzamento per il look) e nient’altro. Non tutti i maschi ci vestiamo con la prima cosa che c’è buttata sulla sedia…
    Sappi che continuerò a leggere le tue recensioni solo se prometti una revisione dell’angolo del fashionista! :)

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  19. Stefania Sana 21 gennaio 2013 at 15:37

    @ Sal G.:

    In effetti, hai ragione :) A mia discolpa posso dire che (anche sul mio blog personale) l’angolo del fashionista maschile viene solitamente accolto con un bel “who cares?”. Insomma, tranne che per problemi di indiscussa rilevanza sociale (tipo l’uso dei Meggins – Dio ce ne scampi), la moda maschile viene un po’ lasciata ai margini. Prometto che mi impegnerò!

    @ Missy:

    Giustissima osservazione, my fault. Sapevo appunto che in USA il fenomeno era arrivato molto tardi, tuttavia non ero a conoscenza di una così “lunga” tradizione! :)

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  20. [...] se volete leggere una recensione fatta meglio della mia, vi rimando qui. Tags:  life, recensioni, riflessioni, serie tv, [...]

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  21. Dirtyfishydishcloth 21 gennaio 2013 at 22:31

    L’ho appena finito di vedere! So che sembra un giudizio affrettato da dare, considerando che è stato trasmesso solo il pilot…ma per ora considero la formula dello show la più interessante che abbia mai visto in un teen-drama, forse per un certo realismo che la denota, distante anni luce dalle solite produzioni made in USA, che hanno il difetto di essere troppo patinate o troppo melense, o entrambe (qualcuno ha detto Glee?). Spero davvero che lo spirito di questa puntata persista ancora a lungo!

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  22. ma solo a me sex and the city non ha mai ispirato?

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  23. Non a tutti piaceva sex and city, e non era un capolavoro. ma per quelli, ma soprattutto quelle della mia generazione ha rappresentato la rottura di molti schemi. Il parlare di sesso, l’autonomia anche sessuale delle donne, il gusto del bello e una certa vitalità, non semplicemente frivola, lo sdoganamento dell’omosessualità, l’america liberal che ha spianato la strada ad Obama, e così via. ma io sono una cinquantenne, vivace e attiva, ma cinquantenne, credo che per voi fossero temi in certo senso scontati, ma che in realtà sono costati molta molta fatica. Poi esagerazioni, e va beh, ok, ma in fondo si rideva parecchio; e Jessica parker non credo sia una donna banale ( protagonista della campagna elettorale per Obama, per esempio, e non mi sembra poco)

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  24. Premetto che sono d’accordo con il giudizio “ok” della recensione, aggiungo però quanto segue:

    Mi sembra un misto tra Awkward/popular e quel filone lì trito e ritrito (sfighe varie, lei che sviene, gli amidi nerd vs le popular)e Jane by Design (il lavoro nella big city, l’ambiente nella moda, la doppia vita etc…
    Attenzione, io sono fan a prescindere del genere e mi guarderei qualsiasi cosa, ma nulla di nuovo.

    Sceneggiatura per il momento passabile, non applaudo più di tanto nè li insulto più di tanto. Sicuramente meglio di GG e Ozio (che per chi non usa i subs di italiansubs è 90120)

    In generale avrebbe potuto passare in sordina, non essendo ripeto nulla di nuovo, come trama, sul fronte teen, vince perché:
    -L’ambientazione è nuova! ( o meglio, non è il primo tvshow ambientato negli anni 80 ma è il primo degli anni 2010+ che propone questo decennio – e per il momento lo sta facendo bene)
    -I vestiti FOLLI e IMMETTIBILI
    -La musica per dio!!! Evviva la musica anni 80!!!!
    -Century 21. Quando è apparso sullo schermo la lampadina fuck yeah si è accesa.
    - Se mi fanno vedere un boombox, magari sollevato in aria, a tutto volume, da Sebastian nel giardino di casa di Carrie io muoio.

    Cose MEH:
    -La piccola Dorrit (cit.). Penso sia più inutile e sfigata di Declan, e ho detto tutto
    -L’interconnessione con SATS che fa un po’ acqua . Ma qui forse pecca mia perchè non ricordo assolutamente se Carrie aveva delle sorelle. Ne che vivesse in Connecticut. Mi pare invece di ricordare che sua madre fosse viva e vegeta. In generale, la serie avrebbe anche potuto chiamarsi ” XXX Diaries” e l’avrei guardata lo stesso. Il legame con SATS ha portato hype ma probabilmente avrebbe vinto anche senza. Mia opinione.

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  25. Carino, molto carino. Grazie Stefania e alla tua bella recensione che mi ha convinto a guardarlo: io non seguo il genere teen dai tempi di Dawson Creek (ho visto LUX solo per curiosità riguardo al tema dell’adozione, presto buttata in vacca btw), perciò probabilmente mi risulteranno meno “trite e ritrite” certe dinamiche, però mi pare che qui si voglia andare oltre e provare a venderci anche un pezzo di storia, gli anni 80 a NY e dintorni: finchè sarà fatto con la passione e l’amore dimostrato in questo episodio, ci sto.
    Ho amato molto le prime stagioni di SATC e devo dire che anche se non lo vedo da un bel po’ mi sembra di ricordare lo stesso entusiasmo, la stessa leggerezza che ho trovato in questo pilot. Se anche fosse rimasto un esperimento di un’ora, sarebbe stato un buon affare. ora vedremo come andrà avanti….

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  26. Sono perfettamente d’accordo con te per il discorso della figura del padre; questa discrepanza è ciò che mi trattiene un po’ dal guardare la serie. Carrie dice esplicitamente che il padre l’ha abbandonata quando era ancora molto piccola, tant’è che in SATC quando mostra la foto di lei e del padre, Carrie avrà al massimo 3/4 anni.. Quindi per il momento l’episodio non mi ha entusiasmato troppo, ma staremo a vedere.. Continuerò a guardarlo più per affezione a SATC che altro!@ Jo3y:

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  27. [...] Mi riesce difficilissimo giudicare perché non avrei mai pensato di guardare Girls come guardo The Carrie Diaries, aspettandomi più o meno lo stesso più le libertà che lascia la HBO. Storie d’amore, [...]

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