Californication 6x01

Avete trenta secondi per ingoiare il cliffhanger del finale della quinta stagione e passare avanti. Perchè facciamo finta di stare al gioco, e oh my god chissà se Hank Moody è sopravvissuto al pasticciato tentativo di omicidio-suicidio di fine stagione. Trenta secondi sono il tempo giusto per ringraziare il dio delle soap per averci risparmiato pure l’incazzatura-delusione di Karen per aver saltato, causa quasi-morte, l’appuntamento della riconciliazione definitiva. L’annesso riavvolgimento delle infinite tribolazioni d’amore, che pure ci aspettavamo, sarebbe stato troppo. No, tutto pacificato: una velocissima incursione nel dramma di Carrie (non deve morire) in coma profondo nella stanza affianco e via, con tanto di scenata dell’amica al cattivone Hank per aver rovinato la vita dell’angioletta che per poco non l’ha ammazzato dopo avergli incendiato l’appartamento newyorkese, eh.

Il tema della sesta stagione, signori e signore, è niente po po di meno che l’amore rovinato dai sensi di colpa. Catalizzato per tutta la puntata con flashback sparpagliati alla rinfusa per rileggere le atmosfere beate degli inizi tra Hank e Karen con l’intromissione di Natalie Zea, in una finissima versione ghost, a rovinare la coscienza del nostro scrittore alcolista. Manco bastasse la variazione cromatica della fotografia a mimetizzare la rozzezza dello stratagemma.

Questo inizio di stagione serve soprattutto a bruciare nell’alcol lo smarrimento del passaggio di plot, per rirovarci, guarda un po’, sullo stesso binario alticcio di sempre. Per gli amanti del trash, questa serie non tradisce piú, e riparte saltando squali a ripetizione, roba che pure gli squali ne hanno le branchie piene. Ma tant’è. In nemmeno mezzora il nostro Bukowski televisivo riesce a picchiare due volte il povero Charlie (che, ricordiamolo, “I took a bullet for you”), a rovinare una proposta di matrimonio di due sconosciuti al bar (uao quanto romanticismo…), a ritrovarsi per errore nel letto del figlio dei vicini di casa Runkle tentando poi di corromperlo per silenziarlo, a bere la propria urina appena pisciata in una bottiglia di wisky, e infine a vomitare sul vassoio-cocaina di una rockstar. Aaaah, tipico del buon vecchio Hank.

Ora, niente di nuovo in una serie che ha già svaccato di brutto nel corso degli anni. Ma non ponete limiti al talento di cotanta mano autoriale. Questi, per dire, si sono inventati il seguente dialogo: Hank che si scusa con Charlie per essere entrato nel letto del bambino, e quello che gli risponde “You’re lucky you didn’t try anything with that kid”. “Why the fuck would I do that?”, chiede giustamente Hank, ed ecco il colpo di genio: “Holes is holes”, chiude papà Charlie. Ogni. Buco. È. Pertuso.

Se vi state ancora domandando come mai guardate Californication, sí, fatelo. È un sano esercizio di autoanalisi. Ma non abbiate paura: la risposta è proprio in quel dialogo, che riassume alla perfezione il concetto di guilty pleasure. Cosí lineare nella sua disfunzionalità da rivelarsi spiazzante come uno spogliarello in uno stripclub. E altrettanto appagante.

In tanta sgualcita confezione, ci sarebbe da introdurre la trama stagionale. E dunque, se l’anno scorso Hank s’era dovuto confrontare con un rapper semi-psichiatrico, gli autori a sto giro hanno pensato bene di fotocopiare la situazione inserendo ora una rockstar dalle tipiche fattezze caricaturali anni 80 (tale Atticus Fench) che vuol cimentarsi con un musical sull’amore, ovviamente scritto da chi sapete giá. In piú metteteci che Becca ha deciso di seguire le orme di papà abbandonando la scuola per “bere, fare sesso e scriverne”. Giusto per dare una svolta ai soliti schemi… Prima peró Hank, infilatosi in un autodistruttivo tunnel alcolico rabberciato in mezzora, deve ripulirsi. E cosí arriva l’intervention del sodale gruppetto di “borderline retarded” (cit. Becca) al completo, per indurlo alla riabilitazione. Si riparte da qui, infelici e contenti. A pensarci bene la vera novità a verbale è che Hank non si fa nessuno, e non volano tette. Fatevela bastare.

L’episodio meriterebbe un MEH, ma le aspettative contano, e Californication non puó deluderle visto che non ce n’erano. Per noi la stagione si inaugura con un OK. Ok? E ora via, a piangere in un angolino.

Ok.
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Mario Piccirillo

Mi ammalo 12 volte l'anno solo per recuperare serie arretrate. Perso in Lost, ritrovato nel quarto universo parallelo di Fringe. Una volta, dopo una maratona di Battlestar Galactica ho valutato l'idea che mio fratello fosse un cylon. Nel tempo libero sono una persona seria. Ma ho pochissimo tempo libero.

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Commenti
17 commenti a “Californication – 6×01 – The Unforgiven”
  1. PPC scrive:

    Hank non entra nel letto del figlio di Charlie, ma nel letto del figlio dei vicini di Charlie.

    admin:grazie, corretto!

  2. The Figurehead scrive:

    Rece impeccabile!…purtroppo adoro quell’idiota di Hank e 29′ a settimana con lui sono ancora un piacere…indipendentemente tutto!…come dice lui: ” ehi i may be easy but i’m not sleazy!”

  3. riccardo scrive:

    PPC ha scritto:

    Hank non entra nel letto del figlio di Charlie, ma nel letto del figlio dei vicini di Charlie.

    Infatti sembrava anche a me…

  4. Punkers scrive:

    Mi sa che per me finisce qui…

  5. Massimo scrive:

    Eppure a me non è dispiaciuta. Anzi, rispetto allo sfacelo della premiere della quinta è sembrata perfino bella.
    Hai dimenticato un’ altra storyline che è andata persa come lacrime nella pioggia: Becca e Tyler. Che chiudere una stagione dicendo “Ci sposiamo!” e iniziare la successiva con “abbiamo rotto” è sempre un segno di coerenza e serietà. Un flashback in meno avrebbe aiutato tantissimo a risollevare la puntata.
    Carrie deve morire. Se arrivano al season finale con lei che si riprende è la fine della serie.

  6. manq scrive:

    Non si vedono tette.
    Dare OK ad un episodio di californication senza tette è come dare ok ad un episodio di TWD senza zombie.
    Non si può e non si deve. :D

    Detto questo, a me la “worst intervention ever” ha fatto ridere.

    Certo, la stagione scorsa è stata una dele robe più brutte mai prodotte, ma fino alla quarta io ci son stato dentro moltissimo. Quindi vediamo.

  7. massimo alberti scrive:

    manq ha scritto:

    Non si vedono tette.
    Dare OK ad un episodio di californication senza tette è come dare ok ad un episodio di TWD senza zombie.
    Non si può e non si deve.

  8. AthanasiusPernath scrive:

    massimo alberti ha scritto:

    manq ha scritto:
    Non si vedono tette.

    no commenti. BIG NONO.

    comunque la nuova, ridicola rockstar non ha nemmeno un millesimo del carisma di Eddie Nero. ma immagino che con gli impegni a P&R non rivedremo Rob Lowe tanto spesso. peccato.

  9. marialice scrive:

    sempre la stessa solfa

  10. BetterLife scrive:

    Io con questa lascio…. non che abbia trovato brutta la puntata, mi è sembrata in linea con quello che è la serie, ma mi son accorta di essermi un po’ stufata del tutto, già la stagione scorsa ho fatto un po’ fatica a seguirla, quindi ho deciso di smettere (anche perchè gli ascolti son stati buoni ed essendo su Showtime possono mandare tutto avanti chissà quanto),tornerò a vedere le ultime puntate dell’ultima stagione se proprio!

    AthanasiusPernath ha scritto:
    comunque la nuova, ridicola rockstar non ha nemmeno un millesimo del carisma di Eddie Nero. ma immagino che con gli impegni a P&R non rivedremo Rob Lowe tanto spesso. peccato.

    ecco Rob Lowe sarebbe l’unica cosa che mi farebbe andare avanti a vedere la serie….bei momenti!

  11. Paola scrive:

    Esatto: domandatevi perchè vedete Californication. me lo chiedo dall’inizio ( e ho recuperato le 5 serie in pochissimo tempo, perchè prima lo snobbavo). E ora non riesco a fare a meno di dire..ma sì dai un’altra puntata..e mi dò un sacco di alibi..in fondo potrebbe essere Bukowsy ( si scrive così?), quindi è un personaggio letterario..e in fondo è romantico, autodistruttivo e geniale, erotomane e fragile nel miglior stile della letteratura americana, e così via. Un sacco di scuse per invidiarlo anche un po’..ma ve la immaginate una versione al femminile come l’avrebbero trattata? Non oso pensare gli epiteti..sì perchè credo che non lo invidino un po’ solo gli uomini, ma anche le donne, che non necessariamente si identificano solo con la sua bellissima moglie..va beh,comunque anche questa puntata si è fatta vedere, dura poco ed è ancora puro intrattenimento..e lo ammetto dietro la cortina kitch e insopportabilmente politically uncorrect, lui lo trovo ancora sufficientemente sexy, lo confesso.

  12. Massimo scrive:

    massimo alberti ha scritto:

    manq ha scritto:

    Non si vedono tette.
    Dare OK ad un episodio di californication senza tette è come dare ok ad un episodio di TWD senza zombie.
    Non si può e non si deve.

    Idem per la scorsa premiere, ma in generale quasi tutta la scorsa stagione (babysitter a parte) è stata una grossa delusione da questo punto di vista.

  13. Paola scrive:

    Ragazzi capite che però a noi femminucce di questo argomento ci frega molto relativamente…

  14. Francesca scrive:

    Un giorno ti senti una persona migliore perché non sei come Hank, ma l’altro giorno appresso vorresti essere come lui… L’esagerata esagerazione piace a coloro che riescono a specchiarvisi dentro, chi in un modo chi in un altro… saltare sull’altalena del Bukoskwi de noiartri è sempre un piacere… su che lato penderà la testa e il suo giudizio è dato dal tempo, dall’ora, dall’ipotetico risultato dell’equazione che vede da un lato chi siamo e dall’altro chi vorremmo essere!! L’acqua e i buchi stilistici debordano, ma è l’ultima cosa che mi viene in mente guardando la postmoderna caducità di quell’uomo rinchiuso in una dimensione parallela: il suo disordinato cervello!!Ciao Moody bentornato!

  15. Pogo scrive:

    Guardare le avventure di Hank Moody è personalmente sempre un piacere.
    Anche quando si guarda il peggior 1° episodio di stagione, tra le 6 in onda.

  16. manq scrive:

    @ Paola:
    Lo capisco. Ma questa serie, fino a prova contraria, parla di quello. :D

  17. Andrea scrive:

    Personalmente posso dire che il telefilm mi piace, principalmente perchè ho sempre seguito Duchovny fin dai tempi di X-files. Personaggio affascinante (più in X-files che in Californication).
    Tuttavia la serie è ben patetica e banale e soprattutto palesemente maschilista, a volte tanto da farmi sorridere. Da un lato sembra di vedere tutta l’ipocrisia america, quando ad esempio ha quel rapporto sessuale con la minorenne che gli frega il romanzo. Uhhh! Puoi fare di tutto, dalle orge a qualunque tipo di stranezza ma guai a far sesso con una minorenne! Minorenne di 16 o 17 anni eh..mica 14. Dall’aspetto di una 25 enne e con l’esperienza di una di 50, tra l’altro.
    Dall’altro la banalità del rimorchio, lui che apre bocca con frasi che vanno di moda quando si hanno 15 anni e queste donne, tutte rigorosamente sventole che gli saltano addosso come fosse l’unico uomo sulla terra.
    Infatti la serie è fatta per farlo risaltare tra gli altri uomini. Quasi tutti mezzi sfigati sub-normali, arriva lui che in mezzo a loro pare Casanova. Tra l’altro chissà poi perchè questo razzismo nei confronti delle donne in carne o brutterelle, come se loro non fossero donne e non meritassero amore.
    Patetiche anche le scene in cui lui seduce ste gnoccolone di 25 anni, lo vedi di profilo con quella faccia ormai da 50enne, fare e sentirsi un fighetto di 20.
    Tutto rappresenta il tipico immaginario maschilista. La moglie (o ex moglie) dei sogni. Bellissima, intelligente, dolce femminile e castigata. Le altre donne, facilissime e disponibilissime. Del tipo: “scusi mi sa indicare il bagno?” ” Ma ceeeerto tesoro, vieni che ti ci porto io e te lo succhio pure!”. Lui così aperto mentalmente che se le bomba tutte, quelle degli altri però, perchè la sua la vorrebbe tutta per se.
    Insomma, amori da fast food conditi con ketchup e maionese.

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