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Bunheads – 1×11 – You Wanna See Something?

Riepilogo: Michelle aveva accecato le allieve di Madame Fanny con dello spray al peperoncino che credeva essere deodorante, boicottando l’annuale ‘Nutcracker in Paradise'; accusata da Madame di aver fatto scappare Michael (l’uomo di cui è innamorata) e dai genitori di Paradise di aver attentato alla vista dei propri figli, Michelle fugge dalla piccola cittadina californiana, con il Nevada segnato sulla mappa.

 

Aftermath

L’episodio ci reintroduce i personaggi della prima stagione, mostrandoci il deserto post-apocalittico lasciato da Michelle dopo il suo abbandono (o la sua fuga dai cittadini armati di torce e forconi, a sentir lei). La Ballerina venuta da Vegas pare essersi portata via quell’aria frizzantina che aveva fatto assaporare agli abitanti di Paradise dopo il suo matrimonio-lampo con Hubbel. Nessuno dei nostri beniamini se la passa granché bene, a essere onesti.

 

Ginny

Ginny ha passato l’estate facendo l’agente immobiliare, tentando di convincere potenziali compratori dei vantaggi dell’ acquistare “the crappiest house around”. Tutti quanti possiamo comprendere quanto sia drammatico finire a fare questo mestiere in un fase di depressione del mercato immobiliare. Ginny ha tutta la mia solidarietà.

- Whatever. No way you guys are getting a loan anyway.

 

Mel

Mel ha trascorso le vacanze facendo compagnia al nonno che, per non precisata ragione, ha sviluppato un feticismo per l’Oyster Bar.

- People walk by and see a ‘grade pending’ sign and think this is a Gordon Ramsay show.

 

Boo

Boo si è divertita facendo la baby-sitter e la casalinga. Sua madre è incinta e, come Nanette ci tiene a sottolineare per la felicità della figlia, ha una prescrizione medica di durata illimitata per quantità illimitate di Bed Rest.

- My mom came home today and announced she’s pregnant.

- Ew! Uh! Why?!

I know! I thought we were past all that!

 

Sasha

Sasha è in fuga dai suoi genitori. Nel ripostiglio di casa di Boo.

- Enough to know it shouldn’t smell like a broom closet from ‘Slumdog Millionaire’.

 

Fanny

Fanny ha chiuso la scuola di danza, trasformandola in un (temporaneo) magazzino. In cui accumula non solo la sua, di roba, ma anche le canoe degli altri. Per la disapprovazione di Truly.

- Nothing is more terrifyng than a canoe.

 

Michelle, part 1

E Michelle? Be’, Michelle è in un punto più basso della spirale da cui Hubbel l’aveva tirata fuori all’inizio della scorsa stagione. Insomma, se Vegas può essere considerata (con margine di errore relativamente basso) un nonluogo (nessuno va a Vegas; nessuno viene da Vegas; nessuno si ferma a Vegas; tutti passano, da Vegas) che cosa si può dire di Henderson? E cosa si può dire della soddisfatta ambizione di Michelle di tornare sul palco? Amarissima ironia.

Il personaggio si conferma il più complesso (e spesso triste) di tutti, anche nell’inizio di questa stagione: c’è un che di incredibilmente triste nel vederla esibirsi su quel palco minuscolo, di fronte a un pubblico ancor più minuscolo, al fianco all’ultimo emulo dell’unico e solo Prestigiatore Televisivo. Soprattutto dopo averne apprezzato il grande talento, averne conosciuto le più intime paure (l’audizione-incubo che le tormentava il sonno sembra la prefazione, e “You want to see something’  l’epilogo dello stesso libro).

Certo, per quanto triste sia questo pezzo di episodio, è comunque difficile non ridere di gusto guardando le espressioni di Michelle durante lo show di Jo Jo. Sutton Foster ha un viso talmente simpatico, una straordinaria capacità di dare all’ironia (spesso caustica) e alla simpatia una gamma di espressioni pressoché infinita, tutte diverse tra loro, tutte indovinate, tutte divertenti.

 

Michelle, part 2

C’è un che di incredibilmente triste nel vederla trangugiare l’humus dell’attempata fiamma di Talia. Nonostante quest’ultima sia la sua migliore amica, è chiaro che ormai Michelle sia per lei un grosso coagulo che ostruisce la strada di questa storia d’amore (a quanto pare promettente). ‘She’s always around, she doesn’t go anywhere. Why doesn’t she date? Is there something wrong with her hoo-ha?’. E se tutto questo si innaffia con cascate di birra e vino, il boccone è troppo amaro e troppo grosso da mandare giù. Neanche questa è Casa, e Michelle sembra esserne consapevole. ‘I’m glad you’re happy’, dice a Talia. E in quel ‘you’re’ c’è tanta della sua infelicità, ormai palese e ingombrante.

Anche in questa parte di puntata, per quanto avvilente sia la situazione di Michelle, è difficile non ridere, non ridere tanto. Tutta la sfilza di battute sull’età di Rick è spassosissima. ‘He used to hang out with the actual Cleopatra; I think he discovered fire; I think he held the Commandments while Moses used the little boys room; I think he voted for Polk; I think he was in the Crusade; You know this: Jesus, married or single’. Cioè, c’è davvero qualcosa che uno come me può aggiungere a roba del genere? O, in certi casi, copiare e incollare è l’unica cosa davvero onesta e utile da farsi perché, tanto, l’unico giusto omaggio è la citazione?

 

Michelle, part 3

E’ triste vedere ciò che di Michelle è rimasto a Paradise. Un nome sussurrato, una presenza latente, una casa abbandonata, un vuoto tangibile. E’ chiaro sin da subito quanto manchi a tutte quelle persone che l’hanno conosciuta e amata. E come Hubbel aveva predetto nel video-ricordo della loro “cerimonia nuziale”, è proprio Fanny che finisce per dimostrarle l’affetto più sincero e più profondo: è lei, questa volta, a fare da scaletta di salvataggio per Michelle, a strapparla dal mare di squallore nel quale s’è cacciata e incastrata, nel quale rischia di annegare.

Pur sforzandosi di ribadire che Paradise non è casa sua, alla fine Michelle ritorna. E l’unico posto in cui si può ritornare è, per definizione, Casa.

 

Hubbel

Non va, tuttavia, trascurata la rinnovata importanza di Hubbel nella vita di Michelle (e di Fanny). Se, infatti, è Madame a fare da messaggero, l’autore del messaggio è il defunto figlio e marito. E’ ancora una volta lui a tirar fuori Michelle dalla Salerno-Reggio Calabria lungo la quale sembra essersi bloccata. E’ ancora una volta il suo tenerissimo (e irrazionale e perspicace) amore a salvarla. Senza nemmeno bisogno di presenza fisica; gli basta essere fissato su nastro. E ci sono quelli che dicono che l’Amore non vince sempre.

Ho trovato splendidamente onesta la gestione dell’episodio e, in particolare, la gestione del ritorno di Michelle a Paradise. Nel mostrarci il post “Nutcracker incident” il suo nome spunta soltanto una volta, eppure la sua assenza la si percepisce, perché Michelle s’è portata via il balletto, s’è portata via il divertimento. E’ come la noia può essere considerata la percezione dell’assenza di eventi, alla stessa maniera la noia che ammorba l’estate di Paradise può essere considerata l’assenza di Michelle, questa strana tipa alle cui stranezze, ormai, ci si era abituati. Si riparte dalle piccole onde d’urto che hanno colpito le persone prossime al punto d’impatto. Senza esagerarne le conseguenze. Senza rendere falsamente impellente la necessità del ritorno. Il rischio di sembrare artefatti e forzati c’era.

Pur risolto da quello che può essere considerato un deus ex machina (il vhs), il ritorno di Michelle in California mi è parso (oltre che scontato in partenza, altrimenti niente seconda serie, o seconda parte di prima serie) naturale, nel senso di fluido nella sua prevedibilità e scontatezza, naturale come è naturale la ciclicità necessaria al rinnovamento. Piuttosto che annoiarci con più episodi dedicati al dubbio ‘torno/non torno’, la questione viene superata velocemente ed elegantemente: il battibecco tra Fanny e Michelle è di un’onestà e una precisione disarmanti. Traspare la rabbia ingiusta di Fanny nell’incolpare Michelle  per la perdita di Michael, la rabbia esagerata e infantile di Michelle che l’ha portata a fuggire da Paradise, la rabbia giusta ma superabile dei genitori di Paradise. E’ un autentico confronto non tanto tra punti di vista, ma tra punti emotivi contrapposti nel litigio. E alla fine, come sempre, è la decisione di uno dei punti a portare alla soluzione del problema. Michelle torna a Paradise perché è la cosa da farsi, la cosa giusta da farsi. E’ un dialogo, quello tra Kelly Bishop e Sutton Foster, di una verosimiglianza stupefacente. Banalmente tenero e sincero.

Lo scrittore televisivo capace di non farti pesare l’uso (abbastanza palese) di un plot device, capace di far tollerare quest’ultimo all’ occhio (il mio) che si presuppone attento, analitico e critico, è un bravo scrittore televisivo. E non c’è niente da fare, Amy Sherman Palladino è una straordinaria scrittrice televisiva. Niente di più, niente di meno. Perché non solo questo plot device non te lo fa pesare, ma te lo fa addirittura apprezzare.

 

Tirando le somme…

Bunheads riprende esattamente da dove aveva lasciato. Non solo dal punto di vista del racconto, riallacciando tutti i fili narrativi con i propri omologhi estivi, ma soprattutto dal punto di vista tematico. Lo show si conferma una stupenda oscillazione tra sorriso amaro e sorriso divertito, capace di ironizzare  e divertire, pungere e commuovere, tutto negli stessi 42 minuti, senza far percepire la resistenza inerziale al cambiamento di direzione, mantenendo uno splendido e coerente continuum.

I personaggi si confermano il vero Sole di questa Galassia, con Ginny, Mel e Boo protagoniste in chiave comica, Sasha, Michelle e Fanny in chiave comica e drammatica. La semplicità dei temi trattati si traduce in immediatezza e familiarità, e la (solita) brillantezza dei dialoghi fa letteralmente volare le lancette nel viaggio lungo il quadrante. Mi rendo conto di scrivere roba detta e ripetuta riguardo alla Palladino e ai suoi show, ma, ragazzi, certe volte l’originalità dà la precedenza alla sincerità (che poi altro non è che l’affermazione della realtà).

ok

Miglior dramedy in circolazione, dico io. Lo so, ci sono pure Girls ed Enlightened, ma questo mi piace di più. Sia nella parte dram- che nella parte -edy; è scritto troppo bene, ha un cast troppo azzeccato, mi diverte e commuove, senza mai annoiarmi e/o intristirmi, senza mai esagerare nella gag o con lo zucchero. Che si può volere di più.

 

Note a margine e curiosità

  • L’episodio è scritto e diretto da Amy Sherman Palladino. Scrittura eccezionale, regia abbastanza discreta e pulita.
  • La citazione di Hubbel ‘Duckie got Molly’ (pronunciata nel video matrimoniale) è tratta dal film ‘Pretty in Pink‘. Credo.
  • Delizioso lo sguardo un po’ retrò(grado) gettato sulla tecnologia: tra vhs (ormai li usano Fanny e Berlusconi) e ironia (on the tipey-boxy thing; technology is a beautiful thing).
  • Truly ha costruito una riproduzione in scala quasi 1 a 1 della futura cucina di Fanny. Con tanto di illuminazione e spezie. Anche qui, c’è niente che posso aggiungere? This is the most disturbing thing you’ve ever done – No, not by a long shot.
  • Gilmore girls Amarcord: Jo Jo è interpretato da Michael Deluise, che a Stars Hollow era TJ.
  • Voglio una lotta a colpi di bastone tra Madame Fanny e Sorella Jude.
  • La canzone con cui si apre l’episodio è ‘It’s oh so quiet‘. L’originale è una canzone tedesca del 1948 cantata da Horst Winter. Betty Hutton ne fece una cover nel 1951, e Björk un’altra nel 1995 (con un video diretto da Spike Jonze).

 

Francesco Gerardi

Un incompreso nato a Taranto negli anni del Grunge. Crede che la migliore uscita serale immaginabile sia quella che prevede uno schermo dai 12 pollici in su davanti alla faccia per un intervallo di tempo t1 tendente all'infinito. Se proprio non si può, andiamo a sentir suonare questo o quello. Leggo in bagno.

13 Comments

  1. Bella recensione, bella puntata, bel serial.
    L’unico Dramedy che guardo con Girls e Enlightened (che caso!).
    Ritengo però che sia indispensabile l’inserimento di una figura maschile ‘forte’ + almeno un altro paio di coprotagoniste/i sopratutto se il serial vuole andare oltre la prima stagione.

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  2. Semplice ma d’impatto. Ritorna non deludendo e, per me, è il miglior dramedy in circolazione semplicemente perché non guardo gli altri due :)
    Amy Sherman-Palladino una garanzia (se solo si fosse impegnata di più nella 6 stagione di Gilmore Girls!).

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  3. Ancora non ho visto l’episodio e presto passerò a commentare, ma approfitto per citare un altro dramedy che non può essere dimenticato, soprattutto dopo una stagione come quella in onda: Parenthood. Ognuno poi ha il suo preferito, ma non si può parlare di dramedy in onda se si esclude Parenthood.
    Tra poco torno a parlare della puntata, ma mi sembrava giusto puntualizzarlo. A dopo! :D

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  4. Francesco Gerardi 11 gennaio 2013 at 12:00

    @ Giovanni Di Giamberardino:
    In effetti hai ragione, Parenthood ha tutte le carte per vincere la mano. Ma sarà che tendo a inserirlo nel più classico insieme dei family drama, per questa ragione non mi viene in mente quando penso ai dramedy. La stessa cosa mi succede per Louie (che pure rientrerebbe nella definizione) ma che non mi viene mai in mente quando penso a qualche cosa che non sia Louie.

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  5. @ Francesco Gerardi: Tra l’altro io credo che Enlightened e Louie facciano proprio categoria a parte! :D

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  6. Francesco Gerardi 11 gennaio 2013 at 12:18

    @ Giovanni Di Giamberardino:
    Vero, Enlightened-dramedy è uno di quegli errori in cui incorro quando voglio usare troppo le etichette. Enlightened di comedy non ha proprio nulla, a essere onesti. E’ solo che non dura 40 minuti e allora ti chiedi se puoi chiamarlo drama oppure no. Ma è un drama (e anche questa di etichetta…). Ti inganna con la foto luminosa e “pastellosa”, Enlightened. E poi ti piglia a cazzotti.

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  7. Bellissimo episodio e ottima recensione!!
    Sono proprio contenta che Bunheads sia tornato,come avete già sottolineato i 45 minuti passano senza accorgersene..è divertente,ma al contempo molto amaro in certi punti,soprattutto le vicende che riguardano Michelle.
    Mi piace molto il rapporto che si è creato tra lei e Fanny, e anche quello con Sasha.
    Il video di Hubbel molto commovente,un pò mi dispiace che sia morto subito..ma del resto era necessario :)
    I dialoghi di ASP sono incredibili,mi ha fatto morir dal ridere quello in cui Michelle parla di Henderson e di come neanche le prostitute ci vogliano stare :) Oppure la mamma di Boo che finalmente può vedere il finale di Friends (“I don’t even know if the friends are friends anymore!!” o una cosa del genere).
    Fantastico il video-rap e ovviamente TJ!!!!!!

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  8. Io sono davvero contenta che sia ricominciato Bunheads! Grazie per la recensione.
    La trovo una serie molto piacevole e mi piacciono l’ambientazione, la scrittura, i personaggi, quell’aria agrodolce che permea le vicende. E anche l’assurdità di certi personaggi!
    È una buona serie secondo me e spero tanto che gli ascolti migliorino ç_ç

    PS: Parenthood quest’anno sta diventando il mio drama preferito *_*

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  9. Non posso che accodarmi ai complimenti fatti al telefilm e ad ASP… Quanto mi sono mancati!!!
    Volevo far vedere i primi dieci minuti a mio fratello(a cui non è mai piaciuto Gilmore Girls e non riusciva a vederlo per più di cinque minuti) per mostrargli la casa 1:1 di Truly.. E’ rimasto per tutti i 45 minuti, a ridere con me e a prendermi in giro con gli “ooh” quando mi commuovevo. Apprezzando ogni minuto e chiedendomi di NON passargli i primi dieci episodi,perché non avrebbe più lavorato al dottorato altrimenti…

    ANDREA ha scritto:

    Ritengo però che sia indispensabile l’inserimento di una figura maschile ‘forte’ + almeno un altro paio di coprotagoniste/i sopratutto se il serial vuole andare oltre la prima stagione.

    Spero ancora nel ritorno del milionario sopra la collina che nessuno conosce e nessuno vede..a parte Michelle con la macchina di Hubbell…
    Mi è bastata quella manciata di minuti per adorare le interazioni dei due personaggi,spero che non se ne siano dimenticati!!!

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  10. Lerya ha scritto:

    Spero ancora nel ritorno del milionario sopra la collina che nessuno conosce e nessuno vede..a parte Michelle con la macchina di Hubbell…
    Mi è bastata quella manciata di minuti per adorare le interazioni dei due personaggi,spero che non se ne siano dimenticati!!!

    Hai ragione!!Io sì che me ne ero dimenticata..speriamo che torni!!!

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  11. It’s time to dance!

    Bello bello bello. Divertente, veloce, onesto. Truly è un personaggio geniale, Sutton Foster è bravissima e le ragazze sono sempre più tenere. Bentornato Bunheads :D

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  12. Devo dire che Bunheads è stata davvero una grande sorpresa e non perché non mi aspettassi nulla di buono dalla Palladino, tutt’altro, io la adoro: Gilmore Girls resterà per sempre un pezzo del mio cuore, azzerderei a definirla la mia serie preferita di sempre per l’affetto con cui l’ho seguita quando ero più piccola, quando per me era semplicemente Una Mamma per Amica, e per l’affetto con cui continuo a guardarla ogni singola volta che la becco in tv. Tuttavia, dopo le prime due puntate di Bunheads, mi sentivo piuttosto delusa. Forse era proprio il fantasma di GG a non lasciare che mi appassionassi e affezionassi nuovamente ad una creatura di Amy Sherman Palladino, forse la serie doveva solo carburare un po’. Non lo so, intanto l’ho mollata e poi ripresa con qualche mese di ritardo. Da quel momento l’ho adorata e divorata in un paio di giorni: adoro Michelle e adoro Sutton Foster, che pure inizialmente mi dava un po’ su i nervi. Mi piacciono tutti i comprimari ed esco pazza quando vedo sullo schermo qualche vecchia gloria di GG. Non saprei che altro dire, visto che la recensione è perfetta. In realtà non ho fatto nulla, a parte esprimere tutto il mio affetto per la Palladino, è che, davvero, in un certo senso io le voglio bene. E per quanto riguarda le altre dramedy, purtroppo posso citare solo Girls, e sono d’accordo con l’autore. Bunheads ha un equilibrio che Girls non ha, è un prodotto più completo. Ciò non toglie che Girls sia scritta benissimo e che, con tutti i suoi difetti, abbia punte di originalità e “verità” che Bunheads non credo possa mai raggiungere, trattandosi di una serie con tutt’altro spirito, of course.

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  13. Questo ritorno mi è piaciuto molto anche se non mi sarei mai aspettata un video ironico e rap da parte del personaggio di Boo!!! Quella per me è stata la sorpresa vera della puntata, come l’abbraccio sincero di Sasha quando ha rivisto Michelle! :)

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