1600 Penn - 1×01 - Putting Out Fires

1600 Penn – 1×01 – Putting Out Fires

1600 Pennsylvania Avenue, Washington D.C. è l’indirizzo della Casa Bianca, residenza ufficiale, principale luogo di lavoro ed eventuale bersaglio di attacchi alieni da cui il Presidente degli Stati Uniti tiene le redini della propria Nazione e, di riflesso, del mondo intero. Luogo dotato di una storia e un fascino tutti suoi, suggestivo e incredibilmente semplice da ricreare (bastano un paio di riprese esterne di repertorio e qualche interno spazioso e ben illuminato), ambientazione di innumerevoli film, serie, pièce teatrali, cartoni animati, barzelette e spettacoli di burattini, ospita ora una nuova, forse non particolarmente fantasiosa, ma curiosa commedy familiare incentrata sulle disavventure di un improbabile “first kid”.

Skip Gilchrist — nome in codice “meatball” per i servizi segreti — è il peggior figlio che un Presidente possa sognarsi: non esattamente telegenico, imbranato, inconcludente (sette anni di college senza essere riuscito a portarlo a termine), pigro, scioccherello, viziato, privo di talenti e apparentemente incurante del ruolo che, per diritto dinastico, ha nei confronti del Paese (che tenerezza pensare che per gli americani questa non sia la norma), fallisce regolarmente nel portare a termine i pur semplici compiti assegnatigli dal padre per riabilitare la propria immagine agli occhi dei media. Ma Skip è anche uno sfigato di ultima generazione, mutuato dalla commedia apatowniana, consapevole della propria sfiga e capace per questo di riderci sopra, ma dotato  anche di un’innata simpatia, una sorta di “carisma geek” (la scena con cui si apre l’episodio, poi ripetuta nel finale, in cui incita i compagni nerd a prendersi la propria rivincita) che gli permetteranno di trovare un posto nel mondo invece di essere chiuso in un armadietto come gli sarebbe successo 30 anni fa.

Pilot e promo, e sa Dio quanto i pilot e i promo vadano presi con le pinze, sembrano suggerire una serie di dinamiche “guaio/risoluzione”, che mette al centro il rapporto tra Skip e suo padre, l’incapacità d primo di attenersi agli standard e aspettative del secondo e la difficoltà del secondo ad esternare il proprio affetto nei confronti del primo. Inutile dire che sono proprio questi due i personaggi più riusciti e interessanti, per quanto, va detto, ben poco originali: Skip/Josh Gad è una versione ripulita del Jonah Hill dei tempi di Superbad, mentre Bill Pullman, col suo POTUS giovanile, severo ma affabile e ipercompetitivo, un po’ parodizza sé stesso (aveva interpretato il giovanissimo Presidente pilota di caccia e dispensatore di discorsi motivazionali in Indipendence Day) e un po’ il Josiah Bartlet (un Martin Sheen che aveva all’epoca la stessa età che ha ora Pullman) di The West Wing.

Il resto della nutrita famiglia finisce irrimediabilmente sullo sfondo: la figlia perfettina che perde il controllo una volta in tutta la vita e rimane incinta (gravidanza indesiderata fin dal primo episodio: avranno le palle di parlare di aborto?), la seconda moglie (una quarantenne, sempre splendida, Jenna Elfman — Dharma di Dharma & Greg) che lotta per staccarsi di dosso l’etichetta di “moglie trofeo” e guadagnarsi l’affetto degli step-kids, il figlio piccolo su cui non sappiamo ancora niente (definisce la scuola elementare un’istituzione fascista: si giocheranno la carta del bambino anarchico o del bambino secchione?), la figlia piccola, manesca e in odore di lesbismo, e l’assistente nero d’ordinanza, che accorpa nel suo ruolo di segretario/consigliere/addetto stampa tre quarti del cast di The West Wing — servono per il momento solo a offrire il gancio a Skip per la battuta o riempire l’inevitabile, ininteressante b-plot.

Certo ci sarà tempo per correggere le dinamiche e nel caso sfoltire il cast (4 figli nel 2012 sono TROPPI a meno che tu non stia facendo il remake di Genitori in blue jeans — PLEASE, fate il remake di Genitori in blue jeans!), e se questo è al momento il principale punto debole che mi viene in mente possiamo ritenerci fortunati. Ma è questo il fatto con le comedy: a differenza dei drama, è quasi impossibile farsene un’idea precisa partendo dal solo pilot e vanno sempre considerate nell’ottica del quadro generale. 1600 Penn si presenta a noi con un’idea semplice e innocua che ispira, di primo acchito, sufficiente simpatia, ma ha ancora tutto lo spazio di manovra del mondo per, scusate il francesismo, tramutarsi in un’insignificante cazzata (il francesismo era “tramutarsi”). Personalmente, sono intrigato abbastanza da voler vedere almeno dove andrà a parare.

Ok.

Il pilot di 1600 Penn, “Putting Out Fires”, è andato in onda il 17 dicembre su NBC come replacement di non so che cosa, ma dal momento che la serie vera e propria comincia solo la prossima settimana, abbiamo preferito aspettare che il pezzo fosse un po’ più “attuale”, per parlarne.

Stiamo parlando di pilot e premiere anche su twitter, con l’hashtag #episodi01. Seguite @Serialmente (se siete parte di quei cattivi che ancora non lo fanno) e scriveteci cosa ne pensate!

Andrea D.

Ex artista, ex supereroe, ex allenatore dei Los Angeles Lakers. Scrive su Serialmente da parecchio tempo.

15 Comments

  1. la ‘pig picture’ è un errore di battitura molto simpatico oppure devo andare a studiare qualche termine? (Serialpedia, ritorna!)

    Gli darò una possibilità, anche se la Casa Bianca mi annoia un po’ già al pensiero ;)

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  2. Mah, sinceramente è stata una delle cose più noiose e meno divertenti che mi sia capitato di vedere ultimamente…

    Adieu…

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  3. Io sono d’accordo con la recensione, è una serie carina e simpatica, non fa scoppiare a ridere ma l’ho vista volentieri! poi ovviamente essendo una comedy per giudicare bene servono 3-4 puntate, quindi intanto andrò avanti a vederla, poi si vedrà! dipenderà anche dalla qualità delle altre nuove serie di inizio anno…

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  4. @ Emanuela: semplice errore di battitura (o un lapsus davvero interessante). non di meno, la Serialpedia tornerà a breve!

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  5. Qualche risata me l’ha strappata. Non è niente di eccezionale, ma si fa seguire in maniera piacevole.

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  6. Recensione troppo buona, già dalla prima battute si capisce la mancanza di mordente, ma comprendo la necessità di aspettarne l’evoluzione prima di essere cattivissimi; forse le darò un’altra, al massimo due, chances.
    Quoto Punkers e salvo solo Jenna Elfmann (ma lei per me rimarrà sempre Dharma) dalla Big White’s House, tutto il resto in nomination per l’eliminazione.

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  7. D’accordo con la recensione, è un pilot ok, il che è il miglior inizio per una comedy. Non fa spaccare dalle risate ma il surrealismo di Skip è abbastanza, ma non penso che sia necessario sfoltire il cast, sono soddisfatta dei 4 figli, ognuno può dare un bel contributo alla trama. Speriamo bene,ha tutte le potenzialità per entrare nella rosa delle mie comedy regular.

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  8. Condivido in pieno quanto detto da Andrea. Pilot simpatico per una serie che si spera possa esplodere in futuro. I personaggi di contorno sono però davvero troppo poco interessanti. Incrociamo le dita. Alla NBC (e soprattutto a noi) servirebbe proprio una nuova comedy un minimo decente, visto che l’ultima perla che ha sfornato il network ha ormai 4 stagioni…

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  9. Winnie Cooper 4 gennaio 2013 at 20:00

    La NBC ha cassato una comedy potenzialmente spassosa come Mockingbird Lane per riproporci dinamiche da famiglia Robinson con trent’anni di ritardo.

    Muori, NBC, ti odio.

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  10. Winnie Cooper ha scritto:

    La NBC ha cassato una comedy potenzialmente spassosa come Mockingbird Lane per riproporci dinamiche da famiglia Robinson con trent’anni di ritardo.

    Muori, NBC, ti odio.

    Parole sante, parole sante. Mi associo al rito voodoo.
    (almeno alla NBC si deve il merito di essere riuscita a non cancellare dopo mezza stagione una comedy come 30Rock, cosa assai rara oramai nell’incomprensibile politica aziendale. Che fine hanno fatto i gloriosi anni ’90 della NBC?)

    Sal G. ha scritto:

    già dalla prima battute si capisce la mancanza di mordente

    In caso di fraintendimenti, intendo il pilot mica la recensione. Su quella, assolutamente niente da dire, ci mancherebbe pure!

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  11. Frega cazzo di questa serie. Se scritta da Kaw, leggerei anche l’omelia domenicale.

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  12. Winnie Cooper ha scritto:

    La NBC ha cassato una comedy potenzialmente spassosa come Mockingbird Lane per riproporci dinamiche da famiglia Robinson con trent’anni di ritardo.

    sì beh, cerchiamo però di non vederla come “la NBC non ha ordinato Mockingbird Lane per fare 1600penn”: mickingbird era un azzardo colossale e si sapeva da subito, 1600penn è un colpo sicuro, una roba che va col pilota automatico. l’avrebbero fatta comunque.

    Sal G. ha scritto:

    In caso di fraintendimenti, intendo il pilot mica la recensione.

    lol, ma figurati, non ci ho pensato neanche per un secondo XD

    Montu ha scritto:

    Frega cazzo di questa serie. Se scritta da Kaw, leggerei anche l’omelia domenicale.

    dovrei provare a scrivere una serie allora, farei degli ottimi ascolti. parla di un gruppo di deficienti che apre un sito di recensioni televisive…

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  13. Winnie Cooper 5 gennaio 2013 at 16:09

    Andrea D. ha scritto:

    sì beh, cerchiamo però di non vederla come “la NBC non ha ordinato Mockingbird Lane per fare 1600penn”: mickingbird era un azzardo colossale e si sapeva da subito, 1600penn è un colpo sicuro, una roba che va col pilota automatico. l’avrebbero fatta comunque.

    No, è vero, hai ragione. Di Mockingbirdlane si sapeva, soprattutto per i costi.
    Però da una rete che trasmette 30 Rock e Parks and Recreation io mi aspetterei qualcosa di meglio rispetto a 1600 Penn…
    Adesso mi auguro che abbia un crollo talmente verticale di spettatori da essere cancellata alla terza puntata (o al massimo alla settima, tipo I Hate my teenage daughter, perché il livello è quello).

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  14. comunque il mobile infuocato che vola fuori dalla finestra mi ha fatto schiantare

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  15. Ho visto Josh Gad a teatro un mese prima che lasciasse “the Book of Mormon” , per dedicarsi a 1600 penn. Sul palcoscenico mi ha stregato, anche solo per questo motivo, continuero’ a guardare la serie.

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