Downton Abbey - 3x09 - Christmas Special

Downton Abbey – 3×09 – A Journey to the Highlands

In questi ultimi giorni, sfogliando i giornali d’oltremanica, o quantomeno le loro controparti elettroniche, è facile imbattersi in velenosi affondi contro Downton Abbey, e in particolare contro lo speciale natalizio, A Journey to the Highlands. Questi articoli, che spesso risparmiano solo gli aspetti più esteriori delle serie, mi hanno ricordato una recensione tutta italiana, apparsa qualche tempo sul domenicale del «Sole 24 ore», dove, riferendosi alla seconda stagione, la narrazione di Julian Fellowes veniva definita «veramente pedestre, del livello di un fotoromanzo» (2 dicembre 2012). Sorvolando per un attimo sul fatto che la seconda è, in effetti, l’annata più debole dello show, è interessante notare l’accento spregiativo del paragone con il fotoromanzo, assurto a emblema di cattiva qualità. Se è vero, però, che il fotoromanzo gravita nell’orbita della paraletteratura, lo è altrettanto che – come ricordava Raffaele De Berti in Dallo schermo alla carta (2000) – questa forma narrativa «possiede già elementi prototelevisivi che anticipano il futuro teleromanzo […]. Il cinema, attraverso il fotoromanzo, si sta preparando a cedere il suo scettro di dominio nel consumo spettacolare alla televisione».

«Consumo spettacolare» è una definizione interessante, che ci riporta alle critiche sollevate contro la creatura di Fellowes, colpevole di mancare – a giudizio di molti commentatori, italiani e inglesi – della finezza d’indagine sociopsicologica di, per dirne uno, Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh. La critica, per quanto mi riguarda, è inconsistente, perché equivarrebbe a puntare il dito contro Game of Thrones, imputandogli di non rispettare gli stilemi del fantasy tolkeniano (paragone suggeritomi, lo ammetto, dalla recente visione dello Hobbit). Game of Thrones non vuole essere Il signore degli anelli; Downton Abbey non vuole essere Ritorno a Brideshead. L’intenzione comunicativa di Fellowes è tutt’altra. Intendiamoci: per quanto capace di affrontare con intelligenza tematiche storiche e sociali non banali, e per quanto ambizioso (e molto spesso coronato da successo) l’obiettivo di tracciare il ritratto di un’intera società in un delicato momento di transizione, Downton Abbey resta essenzialmente un feuilleton, cioè – citando il vocabolario Treccani – un genere letterario che propone «narrazioni fitte di vicende, di personaggi e di colpi di scena, rivolte al coinvolgimento emotivo di un pubblico vasto e in genere non colto». Consumo spettacolare, dunque; o, se preferiamo, intrattenimento popolare. Ed è, al contrario di quanto molti critici sostengono, tutt’altro che un insulto.

Settembre 1921. Quando la famiglia Crawley lascia lo Yorkshire per trascorrere dieci giorni in Scozia, presso il burbero nipote di Lady Violet, Shrimpie, il grosso della servitù rimane a Downton. Niente riposo, però: bisogna approfittare dell’assenza dei padroni e pulire a fondo le stanze, lucidare l’argenteria, inventariare la dispensa. Unica concessione, strappata un po’ a forza da Mrs Hughes all’integerrimo Carson, una giornata da trascorrere alla fiera di Thirsk. È la parte meglio riuscita dello speciale, non solo per la delicata grazia con cui è resa l’atmosfera umile ma festosa della sagra di paese, ma soprattutto per il ritmo brioso del racconto, che ne enfatizza la dimensione da pièce corale. Azzeccatissimo, poi, il sodalizio femminile fra la pragmatica Mrs Hughes e la mordace, ma talvolta svaporata, Mrs Patmore, vittima qui di un subdolo spasimante; adorabile la gravitas un po’ paterna, un po’ cameratesca con cui Carson svolge il proprio ruolo (Don’t envy me, Mrs Hughes. You know what they say. “Uneasy lies the head that wears the crown”); convincente l’evoluzione del rapporto fra Thomas e Jimmy, che, commosso dal coraggio dimostrato dall’altro, riesce a superare i propri preconcetti. Il bello di queste scene sta nel loro tono sommesso, bisbigliato, e nella loro semplicità: sono piccole storie di amicizia, tolleranza e realtà, ma riescono brillantemente nel doppio intento di svelare nuovi aspetti dei personaggi e di approfondire i temi già trattati nel corso della stagione, per esempio i pregiudizi del proletariato rurale e urbano nei confronti degli omosessuali.

Meno efficace il segmento ambientato in Scozia. Sì, Duneagle Castle è imponente e sfarzoso, le verdi campagne punteggiate di laghi che lo circondano hanno un fascino antico e misterioso, e Peter Egan è perfetto nel ruolo del disilluso e amareggiato Hugh “Shrimpie” MacClare. Il problema, qui, è che – a parte l’ormai abituale sontuosità dell’allestimento – le scene mancano di incisività: l’intero viaggio nelle Highlands sembra un semplice stratagemma per rinforzare in lord Grantham la convinzione che i tempi stiano davvero cambiando e che la visione progressista di Matthew sia la salvezza di Downton, e i personaggi di contorno – penso soprattutto ai domestici di Duneagle, che hanno la tridimensionalità di un cartellone pubblicitario, ma anche a Mr Gregson, personaggio davvero scipito – non riescono ad aggiungere un po’ di autentico colore alle vicende. Interessanti, invece, i pur brevissimi accenni al colonialismo in India, che ci ricordano le macrotrasformazioni economiche in atto in questi anni.

Anche questa parte, però, risplende fulgida, se paragonata al vero buco nero dell’episodio, la sottotrama più inelegante dai tempi dell’inopportuna resurrezione di Patrick: Edna e Branson. Fellowes ha la tendenza, si sa, a costruire personaggi che, lungi dal possedere una personalità coerente, fungono da meri plot devices, stratagemmi pensati per far risaltare certi passaggi della storia. In questo senso, Edna è forse il suo capolavoro: inconsistente e antipatica, creata con nessun altro scopo se non mettere in dubbio la decisione di Branson di integrarsi con i Crawley, rinunciando agli eccessi rivoluzionari, Edna è un personaggio scritto – non ci sono, ahinoi, mezzi termini – in modo grezzo, come dimostra, fra le tante battute artificiose, il goffo e quasi marzulliano Are you ashamed of who you are, or of who you were?. L’imbarazzo di Allen Leech – che raggiunge il culmine nella scena, risibile, dell’intrusione in camera e del bacio rubato – è evidente, e non mi sento di dargli torto. La verità è che questa storyline ha quasi rischiato di rovinare lo speciale: superflua e farraginosa, non se ne sentiva la necessità e solo l’indolore rapidità della sua conclusione mi spinge a chiudere un occhio.

Fino a qui, potremmo essere di fronte a un episodio come tanti altri: produzione fastosa, sceneggiatura che alterna scelte azzeccate a più o meno evidenti stonature, temi il cui indubbio interesse è a volte (rare, per fortuna) oscurato da un eccesso di didascalismo. E poi arrivano gli ultimi tre minuti, quelli di cui gli appassionati discuteranno fino al prossimo settembre, quelli in cui Matthew, appena diventato padre, rimane vittima di un incidente d’auto e muore sul ciglio della strada. I minuti, cioè, in cui Fellowes – di fronte alla decisione di Dan Stevens di non rinnovare il contratto per la quarta stagione – ha deciso di eliminare il personaggio nel modo più brutale e perentorio possibile. Conoscendo già da qualche tempo la decisione di Stevens, per gran parte dell’episodio ho pensato che i continui riferimenti a Mumbai indicassero tutt’altro tipo di soluzione – e invece Fellowes ha deciso di spingere sul pedale del melodramma. Scelta che, in sé, non ha nulla di sbagliato, se non fosse che, per come è stata inscenata, la morte di Matthew da un lato assomiglia a una punizione, come se il personaggio dovesse pagare il prezzo della recente felicità, e dall’altro banalizza la traiettoria del personaggio, riducendone l’utilità narrativa, se mi concedete il termine, alla “produzione” di un erede maschio per Downton.

Che cosa ci aspettiamo da uno speciale natalizio di Downton Abbey? Due elementi fondamentali, come anticipavo nella lunga introduzione: stupore e coinvolgimento. Da questo punto di vista, A Journey to the Highlands ha successo solo in parte, perché il segmento ambientato in Scozia non convince fino in fondo e la sottotrama di Edna e Branson non convince affatto. Come se non bastasse, la teatrale dipartita di Matthew appare frettolosa e “facile”, come se Fellowes non abbia voluto sforzare i suoi muscoli narrativi e abbia invece scelto la prima soluzione disponibile, quella più rapida, quella più comoda. Rimane dunque il dubbio: pur in una situazione non ottimale come questa, avrebbe potuto fare di più? Secondo me, sì. Per fortuna ci sono i “piani bassi”, e scene memorabili come Carson che mostra la casa alla piccola Sybil, Mrs Hughes e Mrs che se la ridono alle spalle del subdolo Tufton e Jimmy che legge il giornale a Thomas.

Ok.

Ci rivediamo il prossimo autunno!

Andrea Morstabilini

Introdotto al culto telefilmico in giovanissima età da Twin Peaks, Andrea ama le serie scritte bene, e, dunque, la Hbo.

49 Comments

  1. Concordo con i più e i meno ai personaggi e agli svolgimenti delle sottotrame, anche se mi é stata indigesta la scelta di iniziare con “un anno dopo”. Una scorciatoia dovuta, forse, ma non corretta nei confronti dello spettatore. Un po’ come quando Cathy Bates in Misery si lamentava dell’inizio del film in cui si saltava la soluzione del dramma. E sì, l’uscita di scena di Matthew é stata troppo improvvisa e brutale. Viene quasi da pensare che chi tocca Mary muore…

    Rispondi

  2. Concordo con l’ottima recensione: Edna/Branson da MEH! più sentito (ma per fortuna che si è levata dalle scatole subito subito), le parti in Scozia debolucce (anche se Molesley che balla come un derviscio e la solita meravigliosa Lady Violet che lo commenta meritano una menzione d’onore) e ottime quelle alla festa e soprattutto le loro conseguenze (Carson con la piccola Sibby, Thomas e Jimmy *___*). Non so come svilupperanno la storia di Edith e del suo “Rochester”, nè come porteranno avanti l’introduzione della vispa nipotina nel cast il prossimo anno…… e francamente nessuna delle due cose per ora mi interessa particolarmente.

    Ma il finale….. senza parole. Sì, ok, sapevo anch’io che Dan Stevens aveva deciso di lasciare la serie…. ma francamente, data la drammatica dipartita di Sybil, speravo che lo “facessero fuori” in senso figurato e non lato, magari spedendo la famiglia in America dai parenti materni di Mary o che ne so. Perfino un recasting sarebbe stato preferibile, a questo punto (IMHO). E invece, già durante la puntata, tutte le volte che me lo mandavano fuori a caccia col fucile, tremavo: e dopo che è nato il bambino e c’è stato quello spingere tremendo sull’ammmmmore e sulla giUoia e sulla felicitààààà….. era chiaro che sarebbe schiattato da lì a poco. E infatti, tempo 2 minuti ed ecco che Matthew fa’ la fine del padre di Dawson (senza il gelato, almeno). Niente, m’ha quasi rovinato le feste -____-

    A parte questa “piccola” cosa… a me Downton Abbey continua a piacere moltissimo. Certo che è un feuilletton… e dove sta il problema? :-D

    Rispondi

  3. io credo che Dan Stevens non abbia davvero lasciato scelta a Fellowes e che questo finale sia quasi il risultato dell’astio sorto fra i due nelle stanze degli uffici della produzione.
    Ricordando dell’ “ottimo” lavoro fatto con la morte di Sybil(coinvolgente, devastante, contestualizzata) mi rifiuto di credere che la colpa sia tutta dell’autore; lo so, Stevens era già da parecchio che scalpitava ma francamente cosa gli sarebbe costato aspettare magari la prima puntata della quarta stagione? La sua fulgida carriera e le luci di Broadway( che per carità potranno dargli tutta la fama che desidera o anche fargli fare la fine di una misha barton rappresentante di profumi o di una katherine heigl mendincante di comparsate) lo hanno costretto a mollare lo show che gli aveva dato la notorietà.
    Simpatico il ragazzo.
    Questo articolo del telegraph sembra chiarire un po’ meglio la posizione di Fellowes sull’uscita di Matthew ( e leggendo la presuntuosella intervista di Stevens di qualche giorno fa secondo me c’è qualcosa di vero):
    http://www.telegraph.co.uk/culture/tvandradio/downton-abbey/9767764/Julian-Fellowes-No-option-but-to-kill-off-Downtons-Matthew.html

    comunque per il resto:
    -Edna davvero orrenda, meno male che hanno tagliato subito corto.
    -Edith, ci piaci sempre di più e il guardaroba degli anni 20′ ti sta d’incanto.
    -prevedo un Mary/Branson inevitabile.

    Rispondi

  4. Aspettavo questa recensione!!Complimenti,molto ben scritta.
    Speciale di Natale sontuoso come quello dell’anno scorso,quest’anno forse anche di più,tra Scozia e festa di paese. Mentre quest’ultima mi è piaciuta molto (Thomas <3 ), la parte a Nord non mi ha convinta più di tanto:ogni volta che c'erano in scena M&M era chiaro che sarebbe successo qualcosa, dati i loro discorsi davvero troppo idilliaci.
    Ho letto che certe scelte dovevano in teoria suggerire una probabile morte di Mary, che avrebbe potuto seguire la sorella morendo di parto, salvo poi fare il colpo di scena finale con la morte di Matthew. In reatà credo che nessuno sia caduto nel tranello:con quel gran parlare che si era fatto della volontà di Dan Stevens di andarsene,credo che fosse quasi scontata la sua morte.
    Mi dispiace moltissimo per la coppia Mary-Matthew, e concordo con chi dice che Mary-Branson si profila all'orizzonte. Non so come pormi al riguardo:io ho adorato sia M&M che Sybil-Tom (tra l'altro,io ho sentito tremendamente la mancanza di Sybil durante questa puntata!), ma un intreccio tra le due mi sembra forzato. Detto questo non posso che trovarmi in disaccordo con la scelta di Stevens,lo trovo un atteggiamento un pò presuntuoso. E mi duole ammetterlo,ma forse Fellowes ha fatto bene a non lasciare dubbi sulla dipartita del personaggio:della serie "te ne vuoi andare?bene,ma non pensare di poter tornare tra qualche anno se le cose ti andranno male". Sarebbe forse stato più comodo far partire Matthew,lasciando così campo libero per un suo ritorno, e invece è stato deciso il contrario:l'ultima scena mi ha davvero spezzato il cuore,vedere i suoi begli occhi azzurri così immobili mi ha gelato il sangue nelle vene.
    Menzione d'onore a Mrs. Hughes, un personaggio sempre più indispensabile e di gran cuore: ho adorato sia i suoi scambi con Mrs. Patmore sia il dialogo commovente con Branson (tra l'altro, Edna ti odio!Povero Tom,mentre piangeva avrei voluto abbracciarlo).
    Sono curiosa di vedere come si evolverà la storia tra Edith e l'editore..vorrei tanto che per una volta anche lei fosse felice!!Anche perchè per quelle povere sorelle non c'è mai pace..
    Rose non mi aveva convinta durante l'ultima puntata,lo ha fatto un pò di più in questa:mi sembra chiaro che dovrebbe porsi come la "nuova" Sybil,ma per me non ha la stessa forza sullo schermo..staremo a vedere.
    Tutto sommato una bella puntata,adesso chi ce la fa a resistere fino alla quarta stagione??
    Ps. e le critiche alla scrittura di Fellowes io non le capisco molto,per me è davvero bravissimo (e gli perdono anche alcuni scivoloni,come la resurrezione di Patrick e l'affaire di Robert con Jane)

    Rispondi

  5. Troppo semplice prendersela con Stevens.
    E Fellowes non aspetta altro, scaricare le colpe su Dan affermando che non c’era altre soluzione perché l’attore era stato perentorio.
    Eh no, caro Fellowes, ci cadranno, e ci cadono in tanti, ma a me non la dai a bere. Sei TU che scrivi e avresti potuto trovare quel miliardo di diversivi a cui saremmo potuti arrivare anche noi, che certo non abbiamo vinto un Oscar (quella dell’India era perfetta, ad esempio).
    La dipartita era nell’aria, ho temuto ad ogni battuta di caccia.
    L’uscita di scena è stata BANALE E STUPIDA, tra l’altro fotocopia della morte di Sybil. Ci ritroviamo due orfani che hanno perso i genitori lo stesso giorno della nascita.
    Condivisibile o meno la scelta di Dan Stevens di abbandonare Downton, NOI spettatori ci meritavamo di meglio:
    Come ci meritiamo una storyline decente di Edith e non SEMPRE il solito caso umano.
    Si salva solo il downstairs, e nemmeno tutto. Edna ce la saremmo risparmiati molto volentieri.
    Le mie speranze, a questo punto, sono riposte tutte in Thomas che mi piace sempre di più.

    Rispondi

  6. genio in bottiglia 31 dicembre 2012 at 11:57

    Un bello specialone, che ha comunque mosso delle cose nella storia, in taluni casi (Edna/Branson su tutti, ma anche Patmore/Tufton sebbene più divertente) limitandosi ad una piroetta inutile e nemmeno gradevole. Hanno riabilitato le idee di Matthew agli occhi del suocero convincendolo ad ammodernare le sue idee, spinto Sybil tra le braccia del disonore (sic), fornito alla casa l’erede maschio tanto agognato, appianato alla maniera di quegli anni il conflitto tra Thomas e Jimmy. Ciò che a me più piace di Downton Abbey è la dimensione corale, perfettamente distribuita tra sopra e sotto, altmaniana per certi versi, la scrittura leggera tramite la quale le vicende si dipanano, conducendoci magari a un nuovo decennio. La morte di Matthew è chiaramente appiccicaticcia, ma dato che si sapeva che se ne sarebbe andato, non aveva molto senso tentare di abbellirla. Splendida Anna che balla (dopo essersi preparata) per Mr Bates e arrivederci alla prossima stagione DA.

    Rispondi

  7. mah, secondo me alla fine la morte di Matthew era l’unica soluzione logica.
    Spedirlo all’estero o farlo semplicemente “sparire nell’aria” non era una soluzione possibile, Mary e Matthew si amavano troppo per farli rompere, e l’allontanamento dell’erede da Downton sarebbe risultata troppo illogica e fantasiosa (perchè mai un uomo dovrebbe allontanarsi dalla moglie che ama, dalla madre e da tutti i suoi affari; e poi in genere un allontanamento presuppone un ritorno prima o poi… soprattutto se ad andarsene è l’erede).
    Quindi secondo me farlo morire è stata una scelta infelice, certo, ma praticamente obbligata.

    Poi hanno deciso di far nascere il bambino per non dover ricominciare con la ricerca di un nuovo erede di Downton e con la conseguente introduzione di nuovi personaggi importanti.

    Rispondi

  8. Ma di Lady Isobel e il dottore ne vogliamo parlare? :D

    Comunque anche a me non avrebbe fatto schifo un recasting per Matthew, che diamine. E invece.
    Quando lui fa per andare via dall’ospedale e Mary gli chiede un vero bacio c’era una scritta grossa così “ULTIMO BACIO”. Tristezza.

    Ah, mie previsioni: Mary diventerà tremenda, insopportabile, odiosa. Roba che fin qui è stata miss simpatia a confronto. E una storia con Tom NO. Non la auspico ma neanche la immagino. Per carità.
    Piuttosto dopo un’uscita di scena così pesante mi auguro nuovi innesti altrettanto corposi nel cast, tra cui magari – più in là eh – un nuovo amore per la primogenita di Lord Grantham. Chessò, un nuovo attore semisconosciuto da far entrare nelle grazie del pubblico e rendere star, in faccia a Stevens (a cui auguro una fine come quella della Heigl… anzi no, poveraccio, un po’ meno triste dai).

    A proposito di nuovi innesti. La cuginetta, ok. Certo che ora è tutto un altro personaggio rispetto a quello dell’episodio del night club a Londra. Meglio così.

    Indiscrezioni sul contratto di Maggie Smith?

    Rispondi

  9. @ sydneybristow:
    Anche per me la morte era l’unica soluzione. Contesto, però, le modalità.
    Ci sono modi e modi per far morire un personaggio!

    Rispondi

  10. Ho sempre definito Downton Abbey “una soap ad altissimo livello” ed ho sempre apprezzato la “velocità” con cui le storie nascono si sviluppano e terminano, (Bates-murder a parte).
    Quindi la dipartita di Matthew non mi delude per niente, anzi, l’ho decisamente apprezzata.

    Rispondi

  11. si in effetti il modo in cui e’ morto e’ abbastanza patetico, con lui tutto allegro e il camioncino che si avvicina. sinceramente non so cosa succedera’ a Mary, spero solo che non la buttino subito in un’altra storia romantica.

    Rispondi

  12. @ Fran:
    a me l’editore piace! insomma, lei non vedeva l’ora di avere un matrimonio in grande stile e invece adesso sembrerebbe persino disposta a passare sopra il fatto che lui sia imprigionato in questa trappola alla jane eyre ( ok, magari poco fantasioso ma gli innesti da romanzo finora hanno funzionato abbastanza, come con ethel che era alquanto fantine de i miserabili).
    Stevens è un bravo attore, ma ce ne sono in giro molti altri di brits che navigano a vele spiegate, decisamente più bravi e versatili. Vedremo se riuscirà a farcela, ma francamente non intendo mollare la serie solo per colpa sua. Downton per me non è mai stato SOLO Matthew e Mary.

    Rispondi

  13. @ Fran:
    comunque è ovvio che anch’io avrei preferito una qualsiasi altra soluzione, QUALSIASI, che non buttasse a mare tutto quello che i personaggi avevano ottenuto in questi anni. Ma forse farlo partire non avrebbe comunque funzionato, Matthew amava tanto Mary che sarebbe stato poco coerente spedirlo in India o altrove per affari. avrebbero dovuto scollare anche mary e sicuramente michelle dockery non aveva intenzione di lasciare. forse la cosa più saggia era un recasting dell’attore, in perfetto gusto soap-operistico.

    Rispondi

  14. Concordo sulla recensione in tutto e per tutto. Complimenti.

    Sebbene fossi già spoilerato (maledetto articolo a sorpresa sul quotidiano!) ed avessi aspettato con terrore la morte di Matthew, devo ammettere che la soluzione mi ha alquanto soddisfatto. Ho notato il sentore di punizione (quasi come se si dovesse risolvere la questione personale attore/sceneggiatore come fa giustamente notare Holly) però, anche questa, la trovo coerente con la storia. Downton è iniziata con i problemi dell’erede ed ora è semplicemente stato resettato tutto quanto. Matthew è arrivato, ha stravolto e rivoluzionato molte cose, è cresciuto e si è inoltrato in quell’aristocrazia che osteggiava (allo stesso modo ha fatto Branson, come ci ricorda l’insulsa storyline con Edna e come le sottolinea Mrs Hughes asserendo che le regole sono quelle e se non le accetta vuol dire che non è la vita che fa per lei) ed alla fine, quando tutti si sono resi conto dell’importanza di Matthew, lo strappa via come lo fa a volte la morte ingiustamente ed in modo patetico. Avrebbe potuto fare di più, certo, ma a mio avviso ha fatto tutto ciò che era giusto. Un recasting decisamente no ed in effetti un allontanamento (leggasi India) avrebbe solo lasciato una sensazione d’incompletezza. Ora passerò nove mesi a chiedermi cosa accadrà, ma suppongo (e spero) che la nuova stagione si aprirà con un altro one years later.
    Il siparietto Thomas/Jimmy ha salvato, ai miei occhi, la pecca evolutiva che aveva avuto la scoperta dell’omosessualità mostrando comunque il risentimento dell’inaccettazione ed il suo perdurare, risolvendolo infine con estrema delicatezza.

    @ Fran:
    Concordo con quanto ha detto Alessia; Edith è cresciuta, ha smesso di sognare ciò che l’aristocrazia le imponeva ed ha cominciato a ragionare col cuore. Ha fatto il percorso inverso di Matthew, il quale finisce persino per dare all’editore (ma come cavolo si chiama che non mi entra in testa?!) consigli tipici di Lord G., ed è diventata la via di mezzo tra Sybil e Mary; credo proprio che l’anno prossimo la vedremo prendere una parte più dominante nel microcosmo di Downton. Aggiungo che anche per me Downton non è mai stato SOLO Matthew e Mary ma anzi, spesso, erano solo una marginalità in funzione di un grande insieme.

    Downton è una soap in grande stile, come già detto, è stata costruita così e non è Ritorno a Brideshead. Sono imparagonabili perché partono da due intenzioni diverse e credo proprio che Fellowes stia riuscendo molto bene nel suo intento.

    Alessia ha scritto:

    -prevedo un Mary/Branson inevitabile.

    Scusami, eh, ma anche no! Sarebbe una caduta di stile paurosissima. Già temevo un Edith/Branson ma ora questo potrebbe farmi smettere di seguire Downton Abbey.

    Suni ha scritto:

    Ma di Lady Isobel e il dottore ne vogliamo parlare?

    No.
    Ed ho detto tutto.

    Rispondi

  15. Sal G. ha scritto:

    Alessia ha scritto:

    -prevedo un Mary/Branson inevitabile.

    Scusami, eh, ma anche no! Sarebbe una caduta di stile paurosissima. Già temevo un Edith/Branson ma ora questo potrebbe farmi smettere di seguire Downton Abbey.

    Amen! Io pure smetto di guardarla se facessero una simile baggianata. Già avrei voluto Mary in quella macchina accanto a Matthew, ma giammai la vorrei accopiata con Tom, poveraccio la sua parte di sfiga l’ha già avuta senza bisogno che lo accasino con la strega di Downton!

    Rispondi

  16. @ Grimilde:

    Io Tom lo vedo molto come il classico vedovo legato al sentimento ed al ricordo della moglie fino alla fine dei suoi giorni. Sarebbe in linea col personaggio controverso una continua sofferenza di fondo, l’importante è che non diventi patetica ma poetica.

    Rispondi

  17. Ci ho messo un po a riprendermi dal finale,dato che consideravo la coppia M/M come una colonna portante del telefilm fin dalla prima stagione,comunque penso che la morte di Matthew dia enormi possibilità narrative per tutti i personaggi,Mary e figlio in particolare.Non ci resta che aspettare settembre e sperare in una quarta stagione un po meno tragica.
    PS. la colonna sonora di questo episodio è stupenda!

    Rispondi

  18. A me spiace moltissimo per la morte di Matthew, che peccato! lo trovavo così carino, dolce, insomma di mio gradimento, ahimè me ne farò una ragione
    Vi prego però mary e Branson non si può vedere, questo almeno ci sia risparmiato ;) ma non sarà che questa ragazza porta un tantino di sfiga? :)
    Aspettiamo la quarta serie e speriamo che introducano nuovi elementi altrettanto interessanti
    Buon anno a tutti

    Rispondi

  19. crawler ha scritto:

    PS. la colonna sonora di questo episodio è stupenda!

    assolutamente si! John Lunn questa volta si è superato. All the awards.

    Rispondi

  20. Concordo con chi dice che la morte di Matthew era l’unica soluzione. Anche io ne contesto l’uscita di scena, però per tutta la puntata ho “sperato” che morisse piuttosto k vedere la storia d’amore tra lui è Mary (una storia che ho sempre amato e che più volte mi ha fatto commuovere, nonché colonna portante dell’intera serie) sminuita in qualsiasi altro modo. Avrei gradito solo un recasting, ma altrimenti ogni altra soluzione sarebbe stata da disprezzare.

    Rispondi

  21. sarò tranchant: tutta la parte in Scozia DUE PALLE. Non salvo una scena che sia una. Ma chi se ne frega dell’infelice gioventù di Rose, personaggio banalissimo interpretato pessimamente da quella tizia con la faccetta da schiaffi? E adesso arriverà anche a Downton, allegria!
    no veramente: ogni scena in Scozia è stata inutile e di una noia mortale.
    molto meglio le scene a DA. Mi è piaciuta la parte della fiera, mi sono piaciute la Patmore e la Hughes, uber alles.
    In ogni caso, le scene tra Carson e Mrs. Hughes sono sempre impagabili (la coppia regina dello show). Molto bella e delicata la gestione della faccenda tra Mrs. Crawley (gran donna) e il dottore, e bella e ben recitata la scena tra Mrs. Hughes e Branson.
    Lietissima che Edna levi le tende, una storyline fastidiosissima e insulsa, e per favore non fatecela vedere MAI più.
    Thomas oh Thomas… che uomo. Come direbbero a Roma: e daje Jimmy, stacce! Scherzo, mi è piaciuta molto la risoluzione dell’imbarazzo tra i due, una gran bella scena (E Rob James Collier è un attore fantastico).
    “In fondo anche Mrs. patmore è una donna”. “Solo tecnicamente”. Oh Thomas, sei il mio personaggio preferito.
    la morte di Matthew… sapevo che sarebbe accaduta, e sapevo anche come e quando, grazie a una simpaticona che l’aveva scritto nei commenti al precedente episodio. Appena rifà una cosa del genere la banno per l’eternità, è una promessa.
    che dire: Stevens è stato parecchio scorretto, IMHO. DA gli ha dato la notorietà, abbandonare quando siamo arrivati a quella che probabilmente sarà l’ultima stagione mi sembra una cosa sgradevole. Anyway, mi sa che questa era l’unica soluzione, purtroppo. La morte del personaggio, intendo.
    Concordo con la bella recensione: DA è un feuilleton e non lo nasconde, certe critiche mi sembrano pretestuose. Ritorno a Brideshead (libro bellissimo e serie TV non da meno) non c’entra proprio nulla.
    Come al solito, nonostante quest’episodio per me si salvi solo per metà, non vedo l’ora di seguire la nuova stagione. Buon anno a tutti!

    Rispondi

  22. @ Daniela G.:
    Sagge parole, cara. Sagge parole.

    Rispondi

  23. Alessia ha scritto:

    prevedo un Mary/Branson inevitabile.

    interessante.

    Rispondi

  24. Grimilde ha scritto:

    Sal G. ha scritto:

    Alessia ha scritto:
    -prevedo un Mary/Branson inevitabile.
    Scusami, eh, ma anche no! Sarebbe una caduta di stile paurosissima. Già temevo un Edith/Branson ma ora questo potrebbe farmi smettere di seguire Downton Abbey.

    Amen! Io pure smetto di guardarla se facessero una simile baggianata. Già avrei voluto Mary in quella macchina accanto a Matthew, ma giammai la vorrei accopiata con Tom, poveraccio la sua parte di sfiga l’ha già avuta senza bisogno che lo accasino con la strega di Downton!

    Ma poi io non ce la vedo Mary con Branson, sarebbe un completo stravolgimento del personaggio.
    Quello che di carino potrebbero fare è avvicinarli come cognati/amici dalla sorte sfortunata, d’altronde Mary sarà la regina incontrastata di Downton per moltissimo tempo e Branson è lo steward.
    Per quanto riguarda la dipartita di Matthew, non me la prendo né con Dan Stevens (affari suoi se ha voglia di cambiare, soprattutto dopo che il ruolo è stato reso odioso nella seconda stagione) né con Julian Fellowes (e anzi non avrei mai voluto che Mary e Matthew si lasciassero, sarebbe suonato come l’ennesimo tira e molla in attesa di chissà che). Alla fine, se un attore vuole andarsene, che se ne vada. Sinceramente delle scene strappalacrime stile Sybil ne faccio a meno, bastano e avanzano una volta. Non perché a Downton non abbiano ragione di piangere Matthew, ma perché l’abbiamo già visto, meglio tagliare corto e avere un nuovo inizio l’anno prossimo.
    Per il resto, mi sono annoiata a morte, sia nella parte Downton che nella parte Scozia. Salvo solo Carson con little Sybil e Isobel che rifiuta elegantemente il dottore.

    Rispondi

  25. Daniela G. ha scritto:

    Molto bella e delicata la gestione della faccenda tra Mrs. Crawley (gran donna) e il dottore

    Io trovo che questa parte fosse evitabilissima in quanto, non solo nulla aggiunge alla trama, ma almeno fosse stata leggermente ventilata in precedenza, però concordo con te; il modo in cui è stata scritta ed il tatto di Mrs Crawley sono stati meravigliosi.

    Thomas oh Thomas… che uomo. Come direbbero a Roma: e daje Jimmy, stacce!

    Ahahaha. Sebbene pensi che Thomas si meriti un po’ di felicità e sicuramente di meglio di un presuntuoso dongiovanni da strapazzo, ammetto che durante quella scena con lui tutto gonfio buttato sul letto ho pensato proprio la stessa cosa!

    Siobhan ha scritto:

    Sinceramente delle scene strappalacrime stile Sybil ne faccio a meno, bastano e avanzano una volta. Non perché a Downton non abbiano ragione di piangere Matthew, ma perché l’abbiamo già visto, meglio tagliare corto e avere un nuovo inizio l’anno prossimo.

    Per questo spero in un altro one year later. Iperquoto con botti di fine anno.

    Rispondi

  26. buon anno a tutti.
    questo speciale era dedicato alle coppie: mary e matthew, branson e edna, mrs patmore e il bottegaio, mrs crawley e il dottore, thomas e jimmy, gamberetto e acciuga, oltre alle solite due coppie di coniugi solide; ci metterei dentro anche mrs o’brien e la sua speculare scozzese.

    certo che la morte di matthew sa di vendetta, e che sarebbe stato più elegante mandarlo altrove, chessò, per esempio a rilevare il castello scozzese e risanarlo dai debiti con la sua modernità, o temporaneamente in america, come già suggerito, e farlo morire lì, non sotto gli occhi di tutti noi. d’altro canto la sua figura stava diventando sempre più spaventosamente mielosa con mary e sempre più ottusa come lord grantham, che cominciavo a sopportarlo poco.

    edith, poveraccia, un’altro abbandono no, per piacere. non a lei, che dalla guerra in poi è diventata così umana e vera, non se lo merita. ma vedrete che si vendicherà e diventerà l’ennesimo scandalo della famiglia.

    edna si vedeva subito che doveva andarsene; la scelta dell’attrice dal punto di vista morfologico lo diceva chiaro: occhi di ghiaccio e stretti, viso spigoloso. e non era neanche “la” cattiva, ma non ci stava con il resto.

    downton abbey si guarda sempre volentieri, ma ribadisco quanto detto in precedenza: la serie è finita la scorsa puntata, con colore, eleganza, speranza, si chiudeva così, con il sole che illuminava una bella giornata.

    Rispondi

  27. a me l’episodio in toto è piaciuto…..
    …certo, Edna Branson ma anche Patmore tipolosco non si potevano vedere e la Scozia ha assunto un ruolo pesante come Andrea fa notare nella recensione…
    …ma la morte di Matthew era inevitabile (piangerò a vita).

    Menzione d’onore su tutte a Mr Carson con babySybil in braccio. La puciaccheria! *_*

    Rispondi

  28. Sottoscrivo pure le virgole, Francesco. Recensione completissima, che interpreta perfettamente quelli che mi erano sembrati gli alti e bassi di questo speciale. (Quello peggiore per me resta la risoluzione trovata per Matthew).

    Rispondi

  29. Credo sarebbe stata insoddisfacente quasiasi soluzione riguardo alla scomparsa di M. Semplicemente perché era uno dei “motori” che proiettavano la storia in avanti, e non solo il marito di Mary o l’erede dei Crawley.
    Sono d’accordo a rifiutare critiche idiote come “x non è y”e non credo che la narrazione di Fellowes abbia niente in comune con un fotoromanzo, ma neppure la definizione di feuilleton moderno mi convince più di tanto. Forse in questa ultima parte della stagione si è spinto un po’ sul pedale emotivo (dalla morte di Sybil in poi più o meno) ma non mi pare sufficiente per farlo rientrare nella categoria. Lasciamoci piuttosto le varie fiction/telenovele alla Beautiful (pubblico vasto e non colto) e teniamo DA da parte, perché a mio parere ha ancora parecchie cose da offrire.

    Rispondi

  30. @ Antonio Varriale:
    Francesco? :D

    Rispondi

  31. Commento solo ora perchè ci ho messo tempo a riprendermi. La morte di Matthew è stato un duro colpo, è sempre stato nel mio cuore ed ero una shipper accanita M/M, ma era davvero l’unica soluzione possibile! Un recasting secondo me non si poteva fare perchè ormai Matthew è associato a Stevens, farlo andare via non avrebbe avuto senso per i motivi che avete già detto tutti, c’era solo la morte e così è stato. Non credo comunque che vedremo mai una Mary/Branson (o comunque spero che non lo vedremo mai).
    Speciale comunque on alti e bassi, tolto il momento della festa la parte in Scozia noiosissima, molto beglio la parte a Downton (a parte Edna che non si reggeva e che fortunatamente se n’è andata presto), Mr Carson con Sibby scena memorabile, Mrs Hughes sempre fantastica e Thomas che ve lo dico a fare è sempre stato il mio preferito.

    Rispondi

  32. @ Andrea Morstabilini:
    Andrea, scusami! :D ho ancora lo shock da abbuffate natalizie :D

    Rispondi

  33. A quanto pare sono una delle poche persone che non sapeva niente dell’abbandono di Stevens, e la morte di M. non me la aspettavo, l’ho intuita solo quando ho visto come correva in macchina. Se l’attore ha deciso di andarsene è stata la cosa migliore. Sono convinta che Fellowes ne avrebbe fatto volentieri a meno, visto che già era morta Sybil, ma non ha avuto scelta. Meno male perchè detesto quando cambiano gli attori in corsa.
    A me la puntata è piaciuta molto, la Scozia io la adoro con i suoi strepitosi paesaggi e le sue tradizioni ,(la cornamusa non era invece molto apprezzata da Lord Grantham!) la fiera di paese è stata magnifica. Il punto di forza di questa serie oltre all’ottimo livello di recitazione è la perfezione dei piccoli dettagli, dall’abbigliamento agli oggetti alle atmosfere. Thomas con il pestaggio ha pagato il tributo per le sue malefatte nei primi episodi, e prima o poi anche O’ Brien pagherà, fin’ora è riuscita a farla franca, ma non durerà. Confesso che questa serie mi ha accalappiato per bene, come fu all’epoca per il film “Quel che resta del giorno”

    Rispondi

  34. Grazie per questa recensione, la stavo aspettando.
    A me il puntatone non è dispiaciuto in assoluto, certo, qualche volta è un po’ inciampato, Edna era odiosa e le sua battute esageratamente didascaliche, però la storyline tutto sommato è servita a definire meglio Branson e probabilmente si è trattato di un evento propedeutico alla sua evoluzione (anche se ormai si capiva che era destinato ad un futuro “downstairs”).

    A questo proposito: io scommetterei su una liason futura Branson/Cugina-non-ricordo…

    Per il resto, a parte quanto già detto da altri sulla fiera e sulle coppie, meritano secondo me una menzione d’onore Lady Violet – sempre sue le migliori battute- e Edith, la vera rivelazione della stagione, che spero abbia più peso nel futuro della serie.
    Edith secondo me è quella che maggiormente incarna lo spirito di quegli anni e, -attenzione che la sparo grossa!-, mi sembra quasi un’inconsapevole femminista, più di quanto non fosse Sybil (che pure adoravo).
    Vedremo, io di certo non smetterò di scollarmi da questo drammone solo per l’uscita di scena di Matthew.

    Rispondi

  35. Gidouille ha scritto:

    (anche se ormai si capiva che era destinato ad un futuro “downstairs”).

    Ovviamento si tratta di un refuso, intendevo scrivere “upstairs”…

    Rispondi

  36. Gidouille ha scritto:

    Gidouille ha scritto:
    (anche se ormai si capiva che era destinato ad un futuro “downstairs”).

    Ovviamento si tratta di un refuso, intendevo scrivere “upstairs”…

    OK, certo però che come lapsus è piuttosto significativo, non trovi? :-)

    Rispondi

  37. Game of Thrones non vuole essere Il Signore degli Anelli.

    Sì, ma Downton Abbey ci si avvicina. Si tratta di narrazioni della Merrie England (secondo la critica di Tolkien fatta da Tom Shippey e Michael Moorcock), più simili sul piano del contesto ideologico di quanto potrebbe sembrare: Downton è la Contea, i pregi e i difetti della nobiltà rurale sono quelli degli Hobbit, e stiamo certi che i difetti sono simpatici e i pregi li sopravanzano.

    La difesa dei valori tradizionali, dell’ordine sociale stabilito, dell’educazione sono elevati a metodo per distinguere i buoni dai cattivi. Anche chi non condivide, rispetta. Se un conflitto tra passato e presente si pone, viene superato, perché i rappresentanti del passato sono essenzialmente delle brave persone. Così, se Thomas rischia un processo per omosessualità, non è per bizzarria che viene difeso dal Conte e denunciato da un cameriere suo pari: se gli aristocratici edoardiani non sapessero diventare dei progressisti radicali al momento giusto non ci starebbero altrettanto simpatici. In fondo Julian Fellowes difende la sua gente e il suo posto alla Camera dei Lord: la tv è soprattutto politica, anche quando i valori vengono trasmessi da Elisa di Rivombrosa.

    Rispondi

  38. @ fafner:
    Capisco le ragioni profonde della critica, non nuova, né su queste pagine né altrove. E, come ho già detto altre volte, non c’è dubbio che Julian Fellowes sia (a) un conservatore e (b) perdutamente invaghito della vecchia aristocrazia edoardiana, che dunque inevitabilmente è rappresentata attraverso un filtro rosato. Non arriverei, però, a definire la sua una narrazione politica, per due motivi principali:

    1. Se è pur vero che anche gli agenti del cambiamento tendono a volte a un progressismo molto moderato, e certo non radicale come certe scene della prima stagione (penso al comizio elettorale cui assisteva Sybil) potevano far supporre, lo è altrettanto che un cambiamento – lento, cauto, progressivo – c’è e che, in questo processo, non sempre gli aristocratici tradizionali incarnano valori adeguati al mutare dei tempi. Come è storicamente avvenuto, lento pede, l’antica nobiltà cede il passo alla piccola, media e grande borghesia cittadina (come, in questo episodio, Tufton), portatrice di schemi valoriali talora più retrogradi di quelli tradizioni. Se Downton Abbey dovesse proseguire fino alla Seconda guerra mondiale sarebbe interessante osservare tanto la reazione degli aristocratici ai regimi dell’Europa centrale (sulla scorta, per esempio, di Quel che resta del giorno) quanto la rappresentazione del proletariato urbano, sempre più protagonista di primo piano nella società civile. Rimane il fatto, secondo me, che è un po’ ingiusto accusare Fellowes di scoperta partigianeria, perché – pur nel suo conservatorismo, come dicevo sopra – è di solito attento a mettere in evidenza i pregi morali dei Crawley ma anche, quando necessario, a stigmatizzarne (forse, lo concedo, con sempre una simpatia di fondo; d’altronde, non possiamo aspettarci da un feuilleton protagonisti che non suscitano sim-patia ed em-patia nello spettatore) i difetti “endemici”.

    2. Come dicevo nella recensione, Downton Abbey non è affatto dissimile, per tono e struttura, da un vecchio romanzo d’appendice: nella girandola di eventi, luoghi, personaggi, agnizioni, colpi di scena ecc., c’è poco spazio per i comizi, che verrebbero immediatamente percepiti come estranei alla tessitura narrativa, e dunque posticci ed eccessivamente didascalici.

    Rispondi

  39. @Andrea Morstabilini

    Scommetto che Fellowes, alle prese con l’appeasement verso la Germania, seguirà il modello Tutti insieme appassionatamente: tra i nobili ci saranno pure gli Edoardo, i Chamberlain, i Londonderry e tutti gli amici di Hitler che vogliamo, ma basta un solo Crawley di buona volontà a salvare l’onore della categoria.

    Un po’ come quando gli Italiani avevano scoperto dalla tv l’esistenza di Perlasca: e tutti ci siamo sentiti subito meglio ;)

    Hai ragione, politica, troppa lotta di classe e sociologia guasterebbero il feuilleton. Ma il feuilleton è un mezzo ideale per trasmettere valori in senso lato politici al pubblico impolitico: la ficscion Rai e Mediaset ne è applicazione. Loro hanno i conti e baronetti, noi siamo pieni di santi e carabinieri, preti e poliziotti. Il tono oscilla tra il didascalico-celebrativo e la simpatia più grassa. Allarme rosso quando il commissario Montalbano si abbandona a uno sfogo incidentale sui fatti della Diaz, ma di certo non vedremo tanto presto uno sceneggiato sui boy scout e i no-global manganellati.

    Questo per dire: considerando il classismo che i britannici esprimono nelle istituzioni dello Stato, nell’accesso all’istruzione, nella selezione degli ufficiali pubblici, beh, quello che per noi è feuilleton per loro è stretta attualità.

    Rispondi

  40. @ fafner:
    scusate irrompo nel dibattito solo per chiedervi di non mischiare le fictionacce rai con downton abbey. le fictionacce con rodrigo diaz e vanessa hessler sono il MALE e downton non merita con tutti i suoi difetti alcun tipo di accostamento con quelle robe orripilanti. Passo e chiudo.

    Rispondi

  41. Feulletton o meno, è un degli show più popolari in Gran bretagna e qui. A Natale è uscito un libro con tanto di illustrazioni che è andato a ruba e che io ho regalato alla cugina settantenne ex bellissima e ancora con un romantico velo nello sguardo–per il resto quoto il commento e Suni. Non se ne parla di una storia tra la bella Mary e l’ancor goffo Thomas, che rischia ancora di incapricciarsi di certe sciacquette..come dire che la classe non è acqua, e non bastano i soldi e un nuovo status per averla..( scherzo eh, non voglio passare per classista..ma un po’ di verità c’è). D’accordo sulla noia della Scozia, tranne che per l’interessante fatica all’accordo matrimoniale tra i due anziani di cui non ricordo assolutamente il nome, e perchè troppo in ansia ad aspettare la fine di Matteo, a cui al pari di voi, auguro un insuccesso protratto nella carriera..ma chi si crede di essere? ( scherzo, in realtà non mi importa, lo trovo alla fine scipitino e non prevedo un grande lancio a Hollywood)..Bene la servitù che sta diventando di gran lunga più interessante dei padroni, e bene Edith, che condivido essere di gran lunga la più emancipata. Spero non le facciano piombare di nuovo addosso la sfiga, perchè non se la merita proprio, e anch’io prevedo una lady Mary insopportabile per almeno un anno o due dalla nascita del figlioletto. E mi spiace per la simpatica madre di Matteo, che soffrirà, ingiustamente e atrocemente.

    Rispondi

  42. Oddio Isobel! Mi ero dimenticata che è la madre di Matthew :/
    Ora un po’ mi dispiace per lei, della dipartita in sé me ne fregava tutto sommato poco – anche perché ampiamente telefonata.

    Rispondi

  43. Strano destino, quello inglese. Sempre un passo avanti, le industrie, il voto, le libertà civili ed uno indietro, Irlanda, colonialismo, razzismo e via, a ripetere.
    Diamo atto però della straordinaria capacità di interpretare, di svelare, di mostrarsi persino negli sceneggiati di maniera come questo.
    Ve lo immaginate uno sceneggiato in Francia su Vichy, in Germania sulla parte Est miracolata dal peso della storia, in Italia su…tutto?
    Classisti? Certo! Paternalisti? Ingenui? Chiaro! Doppio fine? Forse.
    Ma grande spettacolo.

    Rispondi

  44. Io non sono una grande fan di Downton Abbey, anche se ho cominciato a godermelo di più una volta che ho smesso di aspettarmi cose che non poteva darmi e non poteva essere -tra cui, appunto, una descrizione realistica e credibile dell’Inghilterra di quei tempi.
    Che in una certa misura lo sia non lo nego, ma per altri aspetti è una realtà “telefilmica” nel senso peggiore del termine. Trovo che Downton sia in qualche modo realistico solo per “il piano di sotto”: Thomas, Ethel ecc affrontano le peggiori difficoltà e appena escono un po’ dagli schemi sono “rimessi in riga”, o rientrano volontariamente tra i ranghi avendo imparato la lezione, mentre per gli aristocratici succedono ogni sorta di miracoli.
    Per parlare solo di Matthew: handicap che scompaiono, fidanzate che convenientemente si fanno da parte e anzi già che ci sono si levano proprio di mezzo, nientemeno che messaggi ultraterreni comunicati tramite tavole ouija, e improvvise eredità che cadono a fagiolo e che si possono accettare salvando capra e cavoli grazie a lettere liberatrici da ogni possibilità di rimorso.
    Per questo la morte in Downton sono arrivata a considerarla come un toccasana, perchè è l’unica tragedia che accade ai piani alti (ed è da notare che sia per Sybil che per Matthew è stata motivata dalla scelta in primo luogo degli attori di lasciare il cast, non di scrittura).
    Per Sybil ci sono rimasta malissimo, una morte orribile per un bellissimo personaggio, mentre per Matthew sinceramente la approvo, un po’ per questo discorso qua, un po’ anche perchè il personaggio e la coppia M/Mary non mi ha mai appassionato.

    Per il futuro… Devo dire che anche io ho pensato che avrebbero puntato in una direzione Mary/Tom, se non fosse che secondo me non avrebbe nè capo nè coda (oltre al fatto che non lo auguro al povero Tom), se non magari significare un punto d”arrivo trasversalmente opposto a quello di partenza per i due personaggi.
    Mi piacciono molto, invece, Thomas, Edith e l’adorabile Mrs Hughes. E Tom e Anna. Sono molto curiosa soprattutto riguardo la prossima storyline dei primi due.

    Rispondi

  45. @ fafner:
    Non so: a volte mi piace sperare che il pubblico riesca a capire quando un autore, mascherandosi da gran narratore e tessitore di eventi, cerca in realtà di fare l’ammaestratore di coscienze. Che poi, ripeto, non credo sia davvero il nostro caso: concedo senza problemi che, in alcuni luoghi del racconto, Fellowes non perda occasione per ribadire la propria visione del mondo, tutta in chiave conservatrice e – sì, è vero – un po’ passatista, senz’altro privilegiata, ma secondo me non è così sciocco da lasciare che la propria agenda politica – posto che ne abbia una, e che la sua non sia semplice nostalgia per un’Inghilterra avvertita come intrinsecamente migliore – soffochi il racconto. Anzi, mi sembra che, per quanto timidamente, cerchi di rappresentare anche istanze e situazioni aliene a questa suo modo di intendere. Di Thomas abbiamo già detto, quindi non mi ripeterò, ma non è l’unico: ai piani bassi, Mrs Hughes non è certo una rivoluzionaria, ma certe sue posizioni possono senza dubbio essere classificate come progressiste; come, ai piani alti, quelle di Edith, per esempio, o in misura minore – e soprattutto nella prima stagione – di Mary.

    Secondo me, per riassumere e non monopolizzare i commenti con questa discussione, pur molto interessante, Downton Abbey non ha un’agenda sociopolitica e non cerca attivamente di orientare il consenso popolare verso una classe dirigente conservatrice. Semplicemente, in pieno rispetto dei canoni del genere – che Fellowes non cerca mai di sovvertire -, lo show cerca (e quasi sempre riesce) di suscitare meraviglia, visiva prima ancora che emotiva, nei confronti di un mondo – indubbiamente soffuso di una luce dorata, di una “patina” luccicante, se vogliamo – che oggi non esiste più.

    Rispondi

  46. Ho recuperato solo adesso l’episodio … ODDIO PEGGIO CHE CON WHEDON! *isterica*
    No, a parte gli scherzi: l’episodio in sé mi è piaciuto veramente un sacco. Perdono anche l’introduzione di Edna, personaggio alquanto inconsistente che serviva solo per far piangere un po’ Branson. Il personaggio di Rose, invece, è stato approfondito. Molto bella la scena in cui insegna ad Anna a ballare, mi rende contenta di rivederla il prossimo autunno e molto sensato l’istinto materno di Cora nei suoi confronti. Povera ragazza, le è toccata in sorte una madre orribile!
    La storia di Edith con l’editore non mi dice ancora niente, voglio Edith cazzutissima che si emancipa alla grande! E poi, al solito, grandissima Mrs Hughes, spuccissima la piccola Sybil, dolce Branson, bellissimi Jimmy e Thomas. Sul serio, la loro scena finale mi ha commossa.
    Ma veniamo al tasto dolente – e sappiate che sono ancora traumatizzata: Matthew.
    Anche io non do colpa a Fellowes. L’idea dell’India non poteva funzionare perché comportava uno spostamento di Mary (Cioè, ora ditemi cosa sarebbe Downton senza Lady Mary!) e farli lasciare sarebbe stato ancora peggio. Cosa doveva fare? La soluzione del Medico in Famiglia, col protagonista che parte per un altro continente e tanti saluti a tutti-vi telefono ogni tanto per far capire che sono vivo? O recasting o morte, c’era poco da inventare.

    Rispondi

  47. la nuova generazione di downton abbey è maledetta.
    non riesco a trovare altre spiegazioni..sapevamo già che in qualche modo mettew avrebbe fatto una brutta fine..ma farlo morire il giorno in cui è venuto al mondo suo figlio è davvero ingiusto..
    capisco gli impegni dell’attore ed il desiderio di non darci mai davvero la speranza di un “happy ending”,come diceva edith;ma sarebbe stato davvero così impossibile rimandare la fine del pollo in cucina alla prossima stagione?
    personalmente non capisco e non sopporto tutti quegli attori che mollano le serie che li hanno resi “celebri” a metà,costringendo il pubblico che li ha amati ad una traumatica separazione,ma suppongo che davanti al denaro la lealtà verso gli spettatori vada a farsi benedire..ok,non lo condivido ma lo accetto..ma davvero Dan Stevens non poteva fare un solo altro episodio,pure il pilot della quarta stagione,per regalare al suo personaggio una fine meno tragica?(quanto meno nella tempistica??)
    un ok all’episodio, un assoluto no per la gestione della fine di mettew.
    concludo dicendo che chiudere la stagione facendo morire uno dei personaggi più amati della serie è un suicidio.
    spero non tentino di incentrare la prossima stagione sulle vicende della bionda cugina,o sarò ancora più tentata di mollare.
    gli autori farebbero bene a pregare ogni giorno per la buona salute della smith..perchè al momento è l’unica cosa che moi spinge ad atendere la prossima stagione.

    Rispondi

  48. Recuperata tutta la serie nelle ultime settimane, sono arrivata al Christmas Special solo oggi e devo dirlo: sono piuttosto alterata. Ok, Downton Abbey è un feuilleton, è manierismo, è spettacolo popolare. MA allo stesso modo in cui non riesco ad accontentarmi di un teen drama di scarsa qualità solo perché è un teen drama, pretendo da Fellowes qualcosa di più. Downton Abbey non ha mai brillato per originalità, questo lo sappiamo, e penso che concordiamo tutti sul fatto che i suoi meriti vanno cercati altrove. Il punto è che questa eccessiva ricerca del dramma è diventata estenuante e il continuo ripetersi degli stessi schemi sta lentamente facendo scadere la serie più che in un fotoromanzo, in una soap opera. Prima c’erano Anna e Bates, che non riuscivano a stare insieme per un sacco di motivi noiosi, e Mary e Matthew, per altri motivi un po’ meno noiosi. Ora ci sono Tom e Mary accomunati dallo stesso identico destino, così come i loro figli. Per non parlare di Edith e dei suoi casi umani: MA BASTA. Vogliamo assistere di nuovo al dramma della morte di un figlio con Isobel? NO. Eppure dovremo. Ma su questo posso anche sorvolare, in fondo Matthew doveva morire per lasciare la serie in modo credibile e poi immagino che l’autore non aspettasse altro, dato che adesso potrà sbizzarrirsi con new entry e pretendenti per Mary. La cosa che mi rode è che lo ha fatto così, e per questo Fellowes non ha scuse. La sua morte telefonatissima e crudele è fastidiosa oltre ogni limite, è banale, è vecchia. La morte di Sybil non era certo avanguardia telefilmica, ma rappresentava una piccola novità nell’universo di Downton Abbey piuttosto che il riproporsi inesorabile dei soliti vecchi schemi. Insomma, a me è passata la voglia.

    Rispondi

  49. [...] sia interna (l’aver scelto come vittima proprio Anna e come carnefice, come già nello scorso Christmas Special, un proletario – ah, signora mia, questi poveri! – e non un aristocratico), sia esterna, [...]

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>