The Hour – 2×05/2×06

The Hour Freddie Bel

La BBC ha deciso di alleviare le pene dei suoi telespettatori (e gettare nel panico la sottoscritta) anticipando la trasmissione dell’episodio conclusivo di The Hour al 13 dicembre. Solo ventiquattro ore di dolorosissima attesa al posto della canonica settimana per conoscere la conclusione dello scandalo riguardante El Paradis e il destino di Bel, Hector e Freddie, senza dimenticare l’ansia generata dalla chiusura della seconda stagione. Sarà stata o meno all’altezza della sfilza di Fuck Yeah! che si è guadagnata qui su Serialmente? Non vi lascerò nel dubbio un rigo più del necessario. I due episodi che chiudono la seconda stagione concludono degnamente un altro ciclo di giornalismo d’assalto e problemi di cuore in quel degli studi televisivi della BBC.

Episodio 5

Dopo aver convinto Randall di avere tra le mani l’ennesima storia dell’anno e dopo essere stati impossibilitati a mandarla in onda a seguito dell’astuta mossa di McCain, Bel e la sua squadra si ritrovano a fronteggiare le conseguenze derivanti dai loro atteggiamenti più impulsivi e spregiudicati. Il cadavere di Rihanna Rosa Ramirez viene ritrovato a Soho; la mancata rivelazione televisiva è costata la vita alla ragazza. La notizia sembra venire accolta da tutti come uno spiacevole effetto collaterale del proprio mestiere, tranne che da Bel, turbata dal suo involontario ruolo di complice del delitto causato dall’interesse di The Hour per quanto avviene dietro le quinte del locale di Cilenti.
La reazione emotiva della produttrice viene saggiamente sfruttata da Abi Morgan per mantenere la tensione emotiva tra i personaggi in vista del gran finale. Tolta di mezzo Camille, Bel ormai non può ignorare la sempre più pressante necessità di un chiarimento con Frederick. “La Storia” però fagocita l’attenzione e le energie dei due protagonisti, questa volta divisi anche dalla reazione alla morte della loro fonte più importante. Lo show ci regala due momenti di splendore visivo e fotografico loro riservati: tra la nebbia, Freddie ci svela il contenuto delle due lettere indirizzate a Bel e si dice cosciente della priorità che il giornalismo assume per lei rispetto a ogni relazione affettiva. In un notturno londinese permeato dai caldi toni del marrone, Bel sembra voler chiarire, ma ancora una volta finisce per non riuscire ad affrontare di petto la questione.

Anche alle vicende personali degli altri protagonisti viene dedicata una sistematica riorganizzazione, che permette a ogni storyline di arrivare al proprio apice nell’episodio successivo. Così Hector annuncia a Bel di essere intenzionato a firmare per ITV, più per la felicità di Marnie che per la propria. Dopo essere parzialmente uscito dal suo abisso alcolico, il giornalista si concentra sul proprio matrimonio e in chiusura i suoi sforzi sembrano essere ripagati. Gli sforzi di Lix e Randall per ritrovare la figlia perduta invece si scontrano con una prima battuta d’arresto, a cui i due riescono a far fronte solo attraverso un impacciato ma profondo affetto reciproco.

…e Castlecore? In tutto questo turbinio di emozioni e batticuori, gli indizi vengono seminati e, grazie all’intervento provvidenziale del deus ex machina della serie, McCain, l’episodio raggiunge il suo picco proprio nella retata della polizia e nella scoperta dell’identità del misterioso investitore. L’enigma in sé non era impossibile da sciogliere, dato che Satchell era l’unico personaggio dal profilo abbastanza importante per ricoprire quel ruolo, tuttavia la risoluzione non manca di una certa eleganza. I personaggi vengono spinti tutti in un luogo comune, liberandosi in fretta degli ostacoli posti in precedenza sul loro cammino. Bill e il suo desiderio di rendere Bel moglie e madre vengono accantonati senza troppi rimpianti (e con la prova che Bel non sarebbe una figura genitoriale rassicurante), Marnie viene finalmente coinvolta da Hector (provocando il sostanziale confronto con Kiki, in cui la signora Madden sfoggia tutta la sua classe) e persino su McCain si fa un lavoro di rinnovo non scontato. Il pericolo evidenzia le priorità di ognuno; la retata spinge Freddie ad assicurarsi che Bel sia sana e salva e a inseguire la verità, imbattendosi in Cilenti e gettando un’ombra cupa sull’episodio successivo.

Gli episodi “semifinali” soffrono sempre un po’ per la briglia tirata in vista del traguardo; forse l’episodio cinque non è perfetto, ma fa un gran lavoro per sistemare tutte le scartoffie, rassettare e prepare tutto per la conclusione, senza perdere l’eleganza e la scioltezza con cui si muove questa serie, perciò si merita lo stesso un

Episodio 6

Bastano poche righe per centrare il punto della questione, ovvero su come Abi Morgan decida di mettere fine al secondo ciclo della sua creatura: col dramma. Tuttavia stupisce ancora una volta la maestria con cui l’ennesimo puntatone di The Hour-serie con all’interno il meta-puntatone di The Hour-trasmissione venga portato a casa.
La costruzione del finale è identica a quella dell’anno passato. L’episodio sei presenta tutta la redazione impegnata in una lotta contro il tempo per realizzare una puntata esplosiva. Assicurandosi la testimonianza di Kiki Delaine, The Hour assesta un colpo micidiale al suo diretto concorrente, impegnato a intervistare un Satchell sbugiardato in diretta dalla soubrette. L’intervista di Hector ha anche il pregio di donare la giusta profondità al personaggio di Hannah Toiton, gravato dal fardello della bionda immatura in pericolo, attorno cui ha ruotato la serie fin dalle primissime battute. Il fantasma tornato a tormentare chi le aveva gravato l’anima con pesanti confidenze rende finalmente giustizia al personaggio, soprattutto perché abbiamo assistito alla creazione artificiale di questa sua svolta, con la scelta sapiente di mostrarci come il make up e i consigli di McCain rendano Kiki più credibile. Anche se la causa è nobile, in fondo abbiamo sempre una Kiki di fronte allo specchio, con qualcuno (Cilenti, Bel, McCain) che le suggerisce come e quanto sorridere per essere convincente.

…poi arrivano i lacrimoni. Infatti Abi Morgan ha deciso di far coincidere il culmine di ogni singola storyline a due con un picco di dolore emotivo micidiale.
Lix e Randall ottengono ciò che avevano carezzato, ovvero di ritrovare la figlia. Figlia che è morta poco dopo essersi separata da Lix, mettendoli di fronte all’evidenza che il dolore, il senso di colpa e soprattutto la speranza reciproca di un nuovo inizio sono stati del tutto inutili.
Hector e Marnie passano cinque minuti bruttissimi, in cui la loro riconciliazione vacilla a causa della rivelazione di lei. Tutto quel suggerire un interesse di Alistair nei confronti della presentatrice non era un accenno al futuro ma al gesto di ripicca verso Hector della signora Madden. Per giunta ora è incinta di un bimbo che non può essere di Hector. Il nostro, dopo secondi di pura angoscia di Marnie e dello spettatore, finalmente abbraccia la moglie.
Dopo aver dimostrato che anche la perfetta padrona di casa anni ’50 può nascondere un certo spessore, il personaggio di Oona Chaplin si sfila di dosso in pochissime battute il ritratto pregiudiziale della donna che si affaccia al mondo del lavoro, facendoci ancora una volta scoprire che si celano tante sfaccettature dietro le sue gonne a ruota quanto dietro alle mise eleganti di Bel.
Non ci viene risparmiata neppure una pugnalata al cuore quando Isaac trova un crudelissimo confetti tra i capelli di Sissy. Quest’ultima rivela al collega che i problemi legati al colore della pelle di Sey non si limitano agli estranei, ma coinvolgono anche la sua famiglia.

Pur essendo straziante e a tratti irritante per la sua compiaciuta ambiguità, il gran finale colma due mancanze molto sentite nell’economia dello show, scegliendo però di amplificare il magone dello spettatore. Infatti prima l’ignaro visore assiste (dopo quasi dodici ore di tentativi infruttuosi) a un vero bacio che Freddie ottiene evitando di attendere ancora una volta che Bel riesca ad articolare una dichiarazione. Peccato che poi si passi alla seconda lacuna: com’è possibile che dopo aver infastidito, inviperito, disturbato ed esposto una sfilza di personaggi potentissimi, Freddie non le abbia ancora prese di santa ragione? Qualche pericolo lo ha corso, ma niente di proporzionato alla sua attitudine verso scelte autenticamente suicide.
Nel bellissimo montaggio parallelo alla costruzione e messa in onda della puntata più importante del suo programma, Freddie difende la riuscita dello stesso barattandolo con la propria incolumità. Ben Whishaw ci consegna la sua ennesima prova drammatica dell’anno, con il bisogno di perseguire la verità del suo giornalista che si scontra con la consapevolezza straziante che lo scotto da pagare questa volta è la tanto desiderata relazione con Bel, che era appena riuscito a portare oltre quella velata preghiera affidata alla lettera mai spedita di lei.
La scena finale è un capolavoro di crudeltà narrativa.
Freddie ci viene mostrato vivo giusto un momento prima che possa scorgere la sua Moneypenny, poi l’inquadratura sfoca, la testa fa un impercettibile movimento e l’immagine sfuma in nero, lasciandoci lì col dubbio: SARÁ MICA MORTO, EH!? L’aspetto veramente irritante è che la risposta affermativa sarebbe coerente per il ciclo evolutivo del personaggio, sui cui pendeva una certa aria di fatalismo fin dal suo ritorno a Londra. È terribile ed è terribilmente coerente. Non volendo fermare eventuali processi di auto-convincimento in corso del è vivo perché sì,  segnalo che Abi Morgan ha detto che la terza serie la vorrebbe fare. Vi pare che la cosa sia fattibile senza Freddie? Naaaa!

Rimane coerente a se stesso, mantiene il ritmo, alza il livello e fa estrarre i fazzoletti. Se The Hour vi piace, il finale si dimostrerà capace di conquistarvi come quanto venuto in precedenza.

Nel caso siate ancora in vena di letture, vi segnalo questa splendida intervista a Romola Garai, che approfondisce il punto di vista poco comune dell’attrice sul suo personaggio e sui costumi di scena.

 

Elisa G.

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Commenti
12 commenti a “The Hour – 2×05/2×06”
  1. raffaella scrive:

    Cosa aggiungere alla tua perfetta recensione? poco da dire se non che The Hour si conferma una serie strepitosa, appassionante piena di pathos, coinvolgente come poche, un vero gioiello, curato nei minimi particolari.
    Certo la scena finale è un vero colpo al cuore, ho provato le tue stesse sensazioni e come te ho pensato fuck ma non è mica possibile una terza serie senza Freddie, sarebbe come la sacher torte senza il cioccolato, il tiramisù senza il mascarpone e via di seguito :) , detto ciò auguro Buone feste a tutti e attendo fiduciosa la terza serie. ;)

  2. Donald scrive:

    E’ la prima volta che commento, pur leggendovi da molto tempo, quindi saluto tutti.
    A dimostrazione ulteriore di quanto più di “cosa” raccontare, sia importante “come” raccontarlo, questa mini serie di 2 stagioni è da manuale. Le forzature ci sono (McCain si ma non solo) ma la storia deve pur andare avanti e l’eleganza come definita nell’articolo dimostra una capacità di scrittura e di sceneggiatore(trice) convincente e senza mai intaccare “la sospensione dell’incredulità” da parte del fruitore.
    Sceneggiatori di Dexter, tutti a scuola di Abi Morgan.
    Buone feste.

  3. Fran scrive:

    Se la prima stagione mi era piaciuta tanto, la seconda mi ha definitivamente conquistato.
    Ultimo episodio strappalacrime e ho trovato IMMENSI Randall e Lix, IMMENSI. Se le scene finali sono un pugno nello stomaco, la scoperta della morte della figlia è un colpo al cuore.

    Ben Whishaw continua a sorprendermi. Dopo la brillante performance come Riccardo II, ci regala un Freddie magistrale che NO, NON PUO’ MORIRE.
    Io già tremo all’idea che possa non esserci una terza stagione, una terza stagione con Freddie morto non la prendo nemmeno in considerazione.

    Non riesco a trovare un difetto, per me, sono tutti ISSIMI.

  4. Giulia scrive:

    Essendomi persa questo gioiellino non si sa come (BBC+Ben Whishaw+anni 50/60?? shame on me!!!), ho fatto in tempo a recuperare tutta la serie proprio alla vigilia di questi ultimi due episodi… e mamma mia. Se la prima, pur essendo estremamente affascinante, aveva dei problemi di ritmo e necessitava di qualche “aggiustatina”, questa seconda è davvero da FUCK YEAH! totale, grazie anche all’introduzione di un personaggio come quello di Randall (le sue scene con Lix erano tutte bellissime), allo sviluppo dei personaggi di Hector, che un po’ mi aspettavo, e quello invece inaspettato di McCain, passato dal ruolo di censore nemico a quello di… alleato? ambiguo ma forse sì :-D
    E poi…. e poi…….. il bacio! il bacio!! atteso e AWWWWato oltre ogni prospettiva!!! e sì, purtroppo quando effettivamente Freddie e Bel si sono baciati e ancora mancava mezza puntata, si capiva che la tragedia era dietro l’angolo ç___ç tutte le scene in parallelo tra la trasmissione e la stanza in cui veniva picchiato Freddie… il fatto che lui continuasse comunque a parlare imperterrito e a difendere la libertà, il giornalismo, la verità…….. e, comunque, su tutti, il rimpianto di non poter portare avanti quello che finalmente si erano decisi a cominciare con Bel…….. il money… money… Moneypenny del finale…….. *strazio*

    Anch’io naturalmente sono del partito “Freddie non può essere morto perché no”… neanche a dirlo, eh. (anche perché mi sono rotta le scatole di personaggi che si chiamano “Fred” e vengono ammazzati senza pietà dagli autori *ogni riferimento a Whedon e alla Rowling NON è puramente casuale*)
    Li voglio vedere (o quantomeno immaginare, dato che ancora non si sa se ci sarà una terza serie o no) lui e Bel, prendersi in giro, punzecchiarsi, litigare e poi fare pace…. insieme, come prima e non più come prima.

  5. violetta scrive:

    Oh che bel finale! dramma puro che lacrimoni…però mi dispiace se non fanno fare alla Morgan la 3 stagione, nel mio cuore Freddie vive, ma mi piacerebbe vederlo sullo schermo.

  6. [c]* scrive:

    ma solo a me il finale è parso una citazione di citizen kane?

    comunque sì, il livello di scrittura di questa serie è mostruoso. però ho trovato la prima molto più interessante. al netto delle vicende personali di cui al solito batte fava, francamente dalle menate inglesi sul nucleare con un po’ di razzismo sullo sfondo non è che fossi proprio elettrizzato. molto più interessante il contesto della prima serie. che si era anche soffermata un po’ di più sul dietro le quinte, anche dal punto di vista tecnico. un aspetto ora completamente svanito.

  7. Thiliol scrive:

    Che v devo dire? Un crescendo di emozioni fino a quel finale che davvero lascia senza fiato e con il cuore distrutto… e la consapevolezza che la morte di Freddie potrebbe essere narrativamente possibile e persino inevitabile.
    Spero con tutta me stessa in un rinnovo, sia perchè The Hour è davvero l’ora televisiva imperdibile, sia perchè egoisticamente so che una terza serie non potrebbe esserci senza il nostro amato Freddie

  8. Siobhan scrive:

    Sob :(
    Aspetto con impazienza che la BBC annunci qualcosa, anche perché ho bisogno di Freddie nella mia vita.

  9. Lidalgirl scrive:

    certo che i personaggi che interpreta Ben Whishaw portano tutti il marchio del “mai na gioia”…

    sono stata male due giorni dopo il finale, ho detto tutto.
    per fortuna che almeno Hector ha trovato un po’ di pace…

  10. seymour scrive:

    grazie per aver recensito questi ultimi due episodi
    fantastica è l’unico modo che trovo per descrivere questa seconda stagione, è raro che una serie dopo una prima stagione ok si migliori, veramente raro, ma the hour c’è riuscita
    spero in una terza serie lo merita

  11. cappuccinozen scrive:

    Che dire oltre a quello che è stato già detto nella recensione e nei commenti? nulla, quindi ripeterò solo che la puntata finale è stata immensa, e che se non mi danno una terza stagione sarò molto molto triste…anzi, già lo sono, perchè la vorrei adesso e l’idea di dover aspettare mesi e mesi anche solo per sapere che ne sarà di questa serie mi fa prendere male. Ed è pure Natale, un piccolo happy ending me lo potevano pure regalare…

    “…poi arrivano i lacrimoni. Infatti Abi Morgan ha deciso di far coincidere il culmine di ogni singola storyline a due con un picco di dolore emotivo micidiale”. Quanto è vero, alla fine la storia che finisce per così dire meglio è quella di Hector, e pure in quel caso non ci viene risparmiato un pizzico di tragedia.

  12. raffaella scrive:

    Buone feste
    ci sono notizie sul rinnovo della serie? ho letto cose discordanti, spero davvero che ci sia una terza serie ovviamente con Freddie altrimenti piuttosto niente ;)
    Grazie

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