firefly

[Flashback] Firefly – Serie Completa

Mal: We’re still flying.
Simon: That’s not much.
Mal: It’s enough.

Se già vengono messi sul piatto cowboy e astronavi, prostitute di lusso, fede, ragazzine prodigio che si trasformano in macchine da guerra, meccanici e mercenari, è difficile trovare spazio anche per i sentimenti. Eppure, se non avete mai visto Firefly, datemi retta: è una delle serie più romantiche che vi capiterà mai di vedere. E non si tratta solo della trama, delle interazioni tra i personaggi, ma di qualcosa in più; qualcosa che permea ogni scena, si infiltra tra le crepe dell’awesome e vi strappa il cuore dal petto a più riprese: Firefly è una serie che parla d’amore, ed è una serie incredibilmente amata. Dai suoi creatori, dagli autori che hanno intriso di bellezza ogni dialogo tanto che qualsiasi battuta può diventare citazione, dagli attori che a distanza di dieci anni ancora si ritrovano, ingrassati e invecchiati eppure sempre entusiasti, alle convention che sembrano spuntare ogni tre settimane. Dagli spettatori, che forse non sarà la serie più seguita ma è probabilmente una tra le più intensamente amate degli ultimi vent’anni. E poi le astronavi. Non si può fare meglio di questo.

In un mondo lontano dal nostro tanto in termini di spazio quanto di tempo, la società ha terraformato una serie di pianeti rendendoli adatti alla vita umana e vi si è stabilita. Col tempo la crescente supremazia dei pianeti centrali, più ricchi e popolati, porta a un sostanziale abbandono o riduzione in schiavitù dei pianeti più periferici: la storia di Firefly inizia idealmente con la battaglia tra Alleanza, che governa i pianeti centrali, e indipendentisti (i browncoat) che ha luogo nella Serenity Valley e segnerà la sconfitta di questi ultimi, nonché la vita dei protagonisti. Il capitano Malcolm Reynolds, che ha combattuto tra le fila degli indipendentisti e sfoggia fieramente la sua giubba marrone, decide di rifarsi una vita acquistando un’astronave di classe Firefly (che chiamerà Serenity) e accettando lavori tra un pianeta e l’altro, ai margini (o proprio largamente al di fuori) della legalità.

«Ecco com’è andata. spiega la voce dello stesso Nathan Fillion all’inizio di alcuni episodi – La Terra è stata consumata, così l’abbiamo abbandonata e siamo andati a terraformare un’intera nuova galassia di Terre. Alcune ricche e zeppe di nuove tecnologie, altre decisamente meno. I Pianeti Centrali, quelli che hanno formato l’Alleanza, hanno iniziato una guerra per sottomettere tutti gli altri al loro governo; alcuni idioti hanno provato a opporsi, tra quelli c’ero anche io. Sono Malcolm Reynolds, capitano della Serenity. È un’astronave di trasporto; classe Firefly. Ho un buon equipaggio: soldati, pilota, meccanico. Abbiamo addirittura tirato su un prete per qualche ragione, e un’accompagnatrice ufficiale. C’è anche un dottore, che ha tirato fuori la sua sorella genialoide da un qualche campo dell’Alleanza, quindi cerchiamo di passare inosservati. Potrai capire. Hai un lavoro, possiamo occuparcene, non ci interessa granché di cosa si tratta.»

Comincia così la – putroppo – breve epopea di Malcolm Reynolds e del suo equipaggio, un viaggio non solo ai confini di un sistema solare ma in bilico tra ciò che è giusto e sbagliato, un viaggio che nega assolutismi e certezze, in cui i buoni e gli eroi non sono per forza le stesse persone, in cui la giustizia è fallibile, il far west è la regola e al tempo stesso un cancro che si esacerba a ogni episodio. Firefly racconta una continua lotta tra classi, la bruttura cattiva della miseria e la bruttura cattiva della ricchezza, è un’ode alla libertà e all’amicizia e a quei legami che vanno un po’ oltre il semplice stare insieme. Racconta una famiglia in cui sono assenti (o quasi) legami di sangue e le cose funzionano se ci si capisce, ci si rispetta e si obbedisce al fottuto capitano. Ma la cosa più bella è che Firefly fa tutte queste cose con una straordinaria ironia e leggerezza, senza concedersi mai un’eccessiva serietà.

You’re gonna come with us.

Una delle tante cose belle che fa Firefly è mettere in fila dei personaggi fenomenali, tutti perfettamente riusciti dalla scrittura all’interpretazione, passando per il casting. È importante capire che, al di là dello spazio, quello che crea Firefy è un universo chiuso e a tratti claustrofobico, formato per la sua quasi totalità da personaggi principali, con pochi innesti esterni e ancora meno recurring. Immaginatevi un super-personaggio, la Serenity, e il suo equipaggio come i suoi organi interni, i suoi ingranaggi, ognuno diverso e fondamentale al funzionamento del tutto. Qualsiasi inserto è come una ferita, una violazione dell’equilibrio stabilito.

Cpt. Malcolm “Mal” Reynolds. «If I ever kill you, you’ll be awake, you’ll be facing me, and you’ll be armed.» Ora potrei buttarla un filo sul personale, vi avverto, ma Malcolm Reynolds è a mani basse la mia più grossa fiction crush, quindi sono moralmente giustificata. Un idealista sconfitto, un romantico costretto a un cinismo costellato di ricadute, un uomo che si porta sulle spalle la responsabilità di una famiglia scombinata e costruita dal caso.

Zoe. «Big damn heroes, sir.» Zoe è il braccio destro di Mal, lo accompagna in questo ruolo subordinato fin dalla guerra e fa da sostanziale stampella a ogni sua azione. È probabilmente l’unica persona sobria, quasi rigida, tra i personaggi, la sua sola presenza sembra fornire un punto di equilibrio all’astronave, e il suo matrimonio con Wash sembra quasi implausibile. Sono, ovviamente, carinissimi. Soprattutto, Zoe è la donna forte di cui nessuno potrebbe mai mettere in dubbio coraggio, valore, autorità.

Wash. «I’m a leaf on the wind. Watch how I soar.» Se al suono di queste parole il vostro amico fan di Firefly comincia a singhiozzare disperato, non avete scelta: siete moralmente obbligati a recuperare tutta la serie e anche il film. Ovviamente siete moralmente obbligati a recuperare tutto questo in ogni caso, quindi ignorate pure la frase precedente. Wash è il pilota della Serenity e il comic relief della serie. Facciamo la sua conoscenza mentre gioca con due dinosauri di gomma, per dire.

Jayne. «”Jayne” is a girl’s name.» Il mercenario dell’equipaggio, che dà un nome alle sue armi, non perde occasione di dire la cosa più scurrile e inappropriata inseribile in un dato contesto e prova un conflittuale senso di fedeltà nei confronti del capitano e dei suoi compagni di viaggio. Jayne è, tra tutti, il meno brillante: lo definiremmo street smart se non si rivelasse, a tratti, un po’ carente anche in quel campo. Più di ogni altro, però, incarna quel disperato desiderio di sopravvivenza a tutti i costi dei pianeti periferici.

River Tam. «It’s just an object. Doesn’t mean what you think.» Prima che arrivasse il film, River era il grande mistero da svelare sul lungo corso della stagione. Sottratta dal fratello all’Alleanza, che stava eseguendo esperimenti segreti sulla sua mente geniale, è una ragazzina ormai disturbata, sociopatica, solo apparentemente innocua. È senza alcun dubbio il personaggio più interessante dell’intera serie in termini di fascino, e Summer Glau riesce a regalarle un’aura così astratta e fuori dal mondo da trasmetterci un senso di costante attesa: sappiamo che quello sguardo vuoto deve trasformarsi in qualcosa, lo sa lei, lo sa l’equipaggio. Nessuno sa cosa, o se gli piacerà scoprirlo.

Simon Tam. «This may come as a shock, but I’m actually… not very good at talking to girls.» Giovane, promettente medico, rinuncia a una brillante carriera per salvare sua sorella, consapevole che, per la sicurezza di entrambi, dopo averla recuperata dovrà sparire nel nulla insieme a lei. Prima sospettato di essere una spia, poi mal tollerato a bordo della Serenity perché può rappresentare un pericolo per il resto dell’equipaggio, riesce infine a ritagliarsi un ruolo come medico di bordo. Le tensioni non si allenteranno mai del tutto, durante la breve esistenza di Firefly, e Simon apparirà sempre secondario rispetto al fascino che emana sua sorella. Ma è un bellissimo personaggio, che col tempo si impara ad apprezzare.

Kaylee. «What you care about is the ships, and mine’s the nicest.» Il meccanico della Serenity è una ragazzina ingenua, gentile, amata da tutti e apparentemente in grado di parlare con i motori. È attraverso gli sguardi combinati di Mal, Wash e soprattutto Kaylee, sempre intenta a parlare con gli ingranaggi che rendono viva l’astronave, e ad ascoltarne le risposte, che abbiamo imparato a riconoscere la Serenity come un personaggio.

Inara. «Well, since I can’t seem to find work as Companion, I might as well become a petty thief like you!» Nella nuova società umana le companion, prostitute di lusso, sono estremamente colte, educate e rispettate (tranne quando non lo sono, sì, capita anche questo). Inara fa parte di questo gruppo prestigioso, e affitta uno shuttle della Serenity per poter ampliare la sua clientela. Mal la lascia fare, convinto che questo faccia apparire più rispettabile l’astronave e i suoi viaggi. Il resto è storia, per lo più non realizzata.

Derrial Book. «It’s about faith. You don’t fix faith, River. It fixes you.» Il pastore dal passato misterioso, decisamente poco mistico. Non ci è dato mai scoprire, nella serie o nel film, quali siano le sue origini, o se si tratti effettivamente del personaggio completamente positivo che appare, ma fa da contrappunto morale al resto dell’equipaggio, che trascura spesso qualche dilemma etico di troppo.È anche il primo a cercare di stabilire un vero contatto con River.

And if we’re very, very lucky, they’ll do it in that order.

Uno dei clamorosi – e assolutamente intenzionali – errori che fece la Fox con Firefly fu quello di trasmetterne gli episodi in disordine. L’Internet Movie Database, per gli amici IMDb, riporta ancora l’ordine della confusa messa in onda, mentre su Wikipedia trovate la scaletta corretta, quella pensata originariamente da Joss Whedon poi usata per i DVD. I tre episodi che vi propongo qui sotto non hanno pretesa di essere i migliori in assoluto, sono solo tre punti fermi nella narrazione – orizzontale e non, perché Firefly, come Buffy, funziona bene tanto come sistema quanto come monade – della serie.

Serenity. Il pilot (la Fox trasmetterà come primo episodio Train Job, più d’azione, scritto di fretta per rimpiazzare Serenity e a mio parere uno degli episodi più deboli della serie), un doppio episodio che introduce i personaggi e offre un frettoloso ma profondo sguardo sulla guerra d’indipendenza che ha cambiato le loro vite. Scopriamo che le nuove colonie umane sono formate da una fusione tra la società americana e quella pan-asiatica: i personaggi parlano un inglese infiocchettato da insulti e vezzeggiativi cinesi, indossano abiti che fondono tendenze orientali e occidentali. Ma è soprattutto l’episodio in cui il pastore Book, Simon e una cassa misteriosa (che si scoprirà contenere sua sorella River) trovano uno spazio a bordo della Serenity. È, innegabilmente, un episodio più lento rispetto a quelli che lo seguiranno: non si limita a presentare i personaggi e inserirli nel contesto, compito base di ogni pilot, ma riesce a caratterizzarli, regalando loro una sottile pellicola di ambiguità che li accompagnerà per tutta la serie.

Out of Gas. È l’episodio della tragedia e del groppo in gola: la Serenity si rompe, non può più garantire la sopravvivenza dell’equipaggio. Basta questo a dare il via a una narrazione lenta e adrenalinica al tempo stesso, alternativamente serena e tragica. La lotta per la sopravvivenza, apparentemente senza speranza, è alternata da flashback che ci raccontano come la Serenity ha trovato il suo equipaggio, e come l’equipaggio ha trovato la Serenity, un’astronave chiamata come la più grande sconfitta e, al tempo stesso, come un rifiuto di sottomissione. Sapete quando all’inizio vi dicevo che Firefly parla d’amore? Guardate questo episodio, capirete.

Object in Space. Non è solo l’episodio conclusivo della serie, ma è anche l’opera che Joss Whedon userebbe per rappresentare tutto il suo lavoro. Non ho intenzione di raccontarvene la trama, anche se non conterrebbe molti spoiler: vi basti sapere che è il momento in cui capiamo qualcosa in più sulla misteriosa figura che è River, se mai si può parlare di comprensione.

Altri episodi degni di nota:

  • Our Mrs. Reynolds, in cui conosciamo per la prima volta una nuova ospite della Serenity: Saffron, apparentemente timida e impacciata, interpretata dalla nostra amatissima Christina Hendricks e da entrambe le sue tette. Spoiler: non è affatto timida, men che meno impacciata.
  • Jaynestown, in cui il mercenario Jayne si scopre improbabile eroe locale.
  • Trash, in cui torna Saffron e Mal rimane completamente nudo per un’intera scena. Inutile decantare oltre i numerosi meriti artistici di questo episodio.

Ah! Curse your sudden but inevitable betrayal!

Dopo quattordici episodi di una frammentata, disordinata e incurante messa in onda, la Fox cancella Firefly. Sembra quasi inevitabile cominciare a parlare della serie a partire dalla sua fine, perché quella cancellazione ne ha, in qualche modo, definito l’identità. Un po’ come i martiri, che se non fossero morti male sarebbero passati un filo inosservati. Qui è impossibile dire che Firefly sarebbe passata inosservata – uno, era ed è una serie bellissima, due, era una serie di Joss Whedon e a noi di Joss Whedon non passano inosservate manco le analisi del sangue – ma certo il network ha tratto dalla sua cancellazione una fama vagamente dittatoriale: nel tentativo di uniformare la serie a degli standard che non le appartenevano ne ha distrutto la messa in onda e determinato la fine prematura. Per aggiungere sale alle ferite, la storia ripete sé stessa: anni dopo una nuova creatura di Whedon, Dollhouse, viene scombinata dalla Fox fin dal concept, ordine degli episodi, format. Il risultato è molto più scombinato, ma gli episodi scritti e pensati secondo le intenzioni originali di Whedon sono splendidi.

Mi piace immaginare i grandi dirigenti del network intenti a mangiarsi il cappello, ora che Firefly è a tutti gli effetti una serie di culto e Joss Whedon, dopo gli Avengers, ha conquistato il successo che merita. Le cose, purtroppo, non cambiano: Firefly è stata cancellata, noi siamo rimasti orfani.

We have done the impossible, and that makes us mighty.

Non è facile spiegare l’amore che qui su Serialmente proviamo per Firefly. È dal 2007 che scriviamo su questo sito, da molto più tempo ci nutriamo di serie televisive, siamo ormai abituati alla dura legge dei ratings e alle sorti infelici a cui spesso vanno incontro le nostre serie preferite: quelle più complesse, dal concept meno accessibile, e quindi meno seguite. Detta facile, col tempo ci abbiamo fatto il callo.

Non per Firefly. Sono passati dieci anni, eppure ancora a parlarne, scriverne, leggerne o a vederne degli episodi, sale quel groppo in gola, siamo permeati da un what if impossibile da risolvere. Il film è stato un regalo bellissimo, eppure insufficiente a dare quel senso di conclusione che una serie con queste premesse, e questo fandom, meritava. Ma c’è di più: Firefly non ha solo creato una storia, ma un gruppo, una forma di sensibilità all’arte televisiva molto diversa da quella che poi ci ha regalato Lost. Ci ha dato il senso di incompiuto e un nemico comune. E, soprattutto, ci ha spiegato pienamente, in soli quattordici episodi, il concetto di superamento del genere: non abbiamo più di fronte una serie di fantascienza, o un western, o un grande mistero; ogni elemento della storia si intreccia agli altri ed è forse la sua stessa brevità a renderci consapevoli di questo intreccio. All’improvviso non eravamo più legati a un genere di appartenenza, eravamo legati a un equipaggio e a ciò che questo aveva da raccontare. E tutto considerato, stiamo ancora volando. Non è molto, ma è abbastanza.

Facts

  • Nell’episodio Safe c’è un flashback su River e Simon da bambini. A interpretare il giovane Simon Tam è un ancora sconosciuto Zac Efron, che per questa volta ci fa il favore di non mettersi a cantare e ballare.
  • Fox pubblicizzò Firefly come una sorta di frat comedy nello spazio. Comprensibilmente, il pubblico si trovò un filo spaesato.
  • Mettiamocela via, Joss Whedon ha lasciato intendere che i suoi tentativi di trovare casa a Firefly sono da ritenersi conclusi.
  • Il passato di Book, che non trova spazio né nella serie né nel film, al di là dei continui accenni, è raccontato in un fumetto scritto da Zack e Joss Whedon.
  • Il cast di Firefly è rimasto incredibilmente legato, anche se gli unici ad aver avuto un po’ di successo sono Nathan Fillion (Mal) e Morena Baccarin (Inara). Joss Whedon descrive l’esperienza della realizzazione della serie come una delle migliori della sua vita.

ATTENZIONE: questo articolo è complementare alla nuova puntata di Doppio Schermo, che parla di Serenity, il film che conclude la storia di Firefly.

 

Chiara Lino

Ero Bab, poi ho cambiato idea. Nervosa, indisponente e spesso gratuitamente crudele, ama la fotografia e la tortura psicologica. Ah, e gli elefanti. Adesso scrivo anche qui, sempre di tv americana ma in un modo un po' diverso.

45 Comments

  1. coolvampireguy 18 dicembre 2012 at 13:30

    Ok, se c’è qualcuno che non ha ancora visto Firefly veda di rimediarci adesso.

    Grazie per la recensione Chiara.

    Che nostalgia…

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  2. Questo si chiama: attacco ai miei dotti lacrimali.

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  3. Non ho mai visto Firefly (L di loser) ma avevo intenzione di recuperarla durante queste vacanze natalizie. Da quello che ho letto, le atmosfere e i personaggi mi ricordano una serie anime che io ho amato moltissimo ed è nientepopodimenoche “Cowboy Bebop”. Voi che dite ?!?! In ogni caso lo guarderò lo stesso.

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  4. Prima di tutto: complimenti e GRAZIE per la bellissima recensione. Grazie grazie grazie, per averci ricordato una volta di più che razza di gioiello è questa serie. Ed un grazie ulteriore perché chi non ha mai visto Firefly&Serenity, magari dopo questo articolo sarà incuriosito e deciderà di dargli un’opportunità… quindi ne verrà automaticamente conquistato, ovviamente :P

    “Se al suono di queste parole il vostro amico fan di Firefly comincia a singhiozzare disperato…”
    Cacchio, ma mi avete sentito??? (pur essendo in ufficio, dopo la citazione di Wash m’è scappato un lamento terrificante ç________ç)

    Prusso ha scritto:

    “Da quello che ho letto, le atmosfere e i personaggi mi ricordano una serie anime che io ho amato moltissimo ed è nientepopodimenoche “Cowboy Bebop”. Voi che dite ?!?!”

    Avendo guardato (e adorato) Cowboy Bebop ben prima di Firefly, dico che è così! le due serie hanno parecchie cose in comune: l’ambientazione a metà tra lo spazio ed il western, l’astronave con una truppa di personaggi “particolari” ed assolutamente affascinanti, ed un protagonista stupendo che continua a fuggire dal/pagare le scelte del proprio passato. Da questo punto di vista, quindi, sono molto simili. Le storie, i fatti, le atmosfere e le musiche (niente jazz&blues da queste parti :-D) invece sono completamente differenti, quindi non c’è pericolo di confondere le due serie o di infastidirsi per le similitudini (almeno, a me non è assolutamente capitato… e CB resta a tutt’oggi il mio anime preferito, quindi mi sarei arrabbiata non poco a vederlo “copiato”). Due prodotti con alcuni elementi di base in comune, ma svolgimento e storie molto differenti… entrambi bellissimi, però :)

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  5. Prusso, è TANTISSIMO Cowboy Bebop.
    Inoltre: SIGH.
    “Una nave come questa resta con te fino alla tua morte.”
    “Perché è una trappola mortale, signore.”

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  6. @ Giulia:
    Grazie Giulia per le tue delucidazioni; siccome hanno deciso di fare uscire in Italia Django Unchained il 17 di Gennaio (??????), il giorno di Santo Stefano saprò già che cosa fare: maratona Firefly !!! :D

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  7. io un giorno troverò il tizio che ha deciso di non mandare il pilot di firefly come primo episodio e lo prenderò a pugni nelle palle. serenity è il miglior pilot di sempre.
    vado a tirare fuori il dvd

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  8. Firefly è una serie bellissima, come tutte le serie di Whedon.
    Io lo amo quest’uomo, dico davvero. Lo amo per aver creato Buffy, in primo luogo, e per aver creato il suo universo, il Whedonverse, che è uguale e diverso in ogni lavoro. Anche in Firefly, come in Buffy, emergono i temi cari all’autore: l’autodeterminazione, il femminismo, l’identità fisica e il conflitto coi poteri forti, la famiglia d’elezione, eccetera. Forse con Firefly, Whedon aveva ancora più focalizzato l’attenzione sugli argomenti in questione, aveva eliminato il superfluo e creato i personaggi perfetti che incarnassero i suoi archetipi (Inara come Cordelia, la Queen Bee; River come Buffy, la ragazza prodigio e manus del gruppo; Xander come Wash, il compagno divertente …)
    Insomma, il peccato è che non sapremo mai come sarebbe stato lo sviluppo e la crescita di questi personaggi e di questa storia.

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  9. Mi è venuto il magone solo a leggere il titolo della recensione…
    Avevo già in mente di rivedermi la serie durante la pausa natalizia, ora sono più determinata che mai!

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  10. Non vale: ora dovrò andare a leggere anche Doppio schermo e il mio pc agonizzerà nella valle di lacrime che continuerà a scaturire.

    Ah, comunque. Grazie.
    Non avrei saputo spiegare meglio perché amo Firefly.

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  11. Sono una di quelle che alle parole di Wash si è messa a singhiozzare disperata….
    Firefly l’ho scoperta grazie a voi, e di questo vi sono grata, ma allo stesso tempo lasciatemi dire che un po’ vi odio, perchè anche se ero preparata, arrivare alla fine sapendo che non vi era una seconda stagione mi ha spezzato il cuore. E il film non ha fatto che peggiorare la ferita. No a parte gli scherzi, grazie davvero, anche per questi articoli.

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  12. Un gioiello che non si può non amare e una delle cose più belle mai partorite da Whedon insieme alla Slayer. La citazione di Wash è crudeltà pura comunque, sappiatelo.

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  13. Io semplicemente a leggere la frase “We have done the impossible and that makes us mighty” (e anche a scriverla, scopro in questo istante) mi emoziono.

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  14. Mamma mia che posso dire? Piango e mi dispero ancora, la cancellazione di Firefly è una ferita che ancora mi porto dietro e che difficilmente si rimarginerà, la più bella serie mai concepita da mente umana. GRAZIE JOSS

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  15. scusate l’ignoranza ma quindi la sequenza com’è? Il pilot, cioè serenity, che è doppio giusto? e poi the train job secondo episodio? e terzo bushwacked? perché spesso Bushwacked mi viene segnato come secondo… mi son perso

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  16. “I can kill you with my brain.”

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  17. Meraviglia. Firefly è una di quelle serie che TUTTI dovrebbero vedere. Ha fatto storia. E Joss Whedon è un Dio. No ok dicevo… Joss è il maestro dei mix di generi. Tutti i suoi lavori (pensiamo a buffy, angel, dr horrible, dollhouse e poi i piu recenti), non sono fantasy,commedie o drama. Sono tutto. È questo a parer mio che li rende cosi intereessanti. E poi come scrive i personaggi lui,non li scrive nessuno. E la Serenity è a tutti gli effetti un personaggio (come l’ isola x lost o la galactica x bsg, direi), un bellissimo personaggio.
    Perdonatemi eventuali errori,ma vi voglio cosi bene che sto addirittura scrivendo dal cell mentre sono sul bus :p

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  18. MidKnight ha scritto:

    “I can kill you with my brain.”

    Questa è forse la mia quote preferita. Ma son talmente tante…

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  19. d’accordo su quasi tutto l’articolo, tranne su una cosa: Dollhouse è una boiata pazzesca… :-)

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  20. @ skorpio:
    Non sono d’accordo, se si ha pazienza (e molta fede in Joss), dopo i primi 7-8 episodi Dollhouse diventa bellissima.

    Rispondi

  21. Io sono una che ha recuperato Firefly e dopo il pilot (quello vero), molto interessante, è rimasta molto delusa e ha mollato dopo qualche puntata.leggendo questo articolo e, in generale, considerato il mito che circonda la serie, a me viene il dubbio che sia l’adattamento italiano a lasciare a desiderare. Qualcuno mi conferma o smentisce questa cosa? So che dovrei recuperare la serie comunque, ma a questo punto vorrei capire se è necessario ricorrere alla versione originale per apprezzarla (purtroppo mi sono ritrovata la serie doppiata).

    Rispondi

  22. Antonio Varriale ha scritto:

    scusate l’ignoranza ma quindi la sequenza com’è? Il pilot, cioè serenity, che è doppio giusto? e poi the train job secondo episodio? e terzo bushwacked? perché spesso Bushwacked mi viene segnato come secondo… mi son perso

    Prendendo barbaramente dalla “costola” di Buffymaniac: http://www.buffymaniac.it/firefly/episodi.php

    Rispondi

  23. franzecta ha scritto:

    Io sono una che ha recuperato Firefly e dopo il pilot (quello vero), molto interessante, è rimasta molto delusa e ha mollato dopo qualche puntata.leggendo questo articolo e, in generale, considerato il mito che circonda la serie, a me viene il dubbio che sia l’adattamento italiano a lasciare a desiderare. Qualcuno mi conferma o smentisce questa cosa? So che dovrei recuperare la serie comunque, ma a questo punto vorrei capire se è necessario ricorrere alla versione originale per apprezzarla (purtroppo mi sono ritrovata la serie doppiata).

    Assolutamente sì, l’adattamento italiano è terribile! Ho visto qualche spezzone ed hanno rovinato tutto.
    Firefly va vista in inglese, non c’è storia.

    Rispondi

  24. franzecta ha scritto:

    Io sono una che ha recuperato Firefly e dopo il pilot (quello vero), molto interessante, è rimasta molto delusa e ha mollato dopo qualche puntata.leggendo questo articolo e, in generale, considerato il mito che circonda la serie, a me viene il dubbio che sia l’adattamento italiano a lasciare a desiderare.

    Ti dico solo che nell’adattamento italiano è stato eliminato il Cinese!

    Rispondi

  25. franzecta ha scritto:

    Io sono una che ha recuperato Firefly e dopo il pilot (quello vero), molto interessante, è rimasta molto delusa e ha mollato dopo qualche puntata.leggendo questo articolo e, in generale, considerato il mito che circonda la serie, a me viene il dubbio che sia l’adattamento italiano a lasciare a desiderare. Qualcuno mi conferma o smentisce questa cosa? So che dovrei recuperare la serie comunque, ma a questo punto vorrei capire se è necessario ricorrere alla versione originale per apprezzarla (purtroppo mi sono ritrovata la serie doppiata).

    Il film è doppiato molto bene, ma la serie in effetti ha avuto un’edizione italiana molto approssimativa realizzata da Canal Jimmy all’epoca (già 3-4 anni dopo la messa in onda statunitense e mi pare pure DOPO il film).

    Rispondi

  26. date un occhiata a questo fan-trailer, anche se un po’ spoileroso a mio dire è uno dei migliori che si trovano sul tubo (l’autore ci sa fare: ci sono un paio di video sul Whedonverse davvero stupendi):
    http://www.youtube.com/watch?v=g0O29rZiIRA

    ps: da quando ho letto l’articolo non faccio altro che canticchiare “the hero of Canton, the man they call Jaaaayne!”

    Rispondi

  27. @ Giulia:
    @Antonio Varriale:

    Ragazzi non vorrei dirvi ma la Bab ha segnalato il corretto ordine degli episodi nell’articolo rimandandovi alla pagina di Wikipedia!

    Rispondi

  28. MidKnight ha scritto:

    @ skorpio:
    Non sono d’accordo, se si ha pazienza (e molta fede in Joss), dopo i primi 7-8 episodi Dollhouse diventa bellissima.

    guarda, io gli episodi li ho visti tutti, e a me pare proprio che con l’andare del tempo peggiori…
    la seconda stagione era qualcosa di inqualificabile…

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  29. MidKnight ha scritto:

    “I can kill you with my brain.”

    Una delle battute migliori della storia della televisione. Che serie ragazzi…

    Rispondi

  30. una delle cose che ricorderò per sempre XD
    [youtube http://www.youtube.com/watch?v=znxFrgql5dc&w=560&h=315

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  31. @ Liliana Manzo:
    chiedo scusa, non ho letto molto approfonditamente l’articolo per non rovinarmi la sorpresa. volevo proprio arrivare al serial quanto più “ignorante” possibile.

    Giulia ha scritto:

    Antonio Varriale ha scritto:
    scusate l’ignoranza ma quindi la sequenza com’è? Il pilot, cioè serenity, che è doppio giusto? e poi the train job secondo episodio? e terzo bushwacked? perché spesso Bushwacked mi viene segnato come secondo… mi son perso
    Prendendo barbaramente dalla “costola” di Buffymaniac: http://www.buffymaniac.it/firefly/episodi.php

    grazie

    Rispondi

  32. Non ho letto l’articolo perché devo rimediare il prima possibile e non voglio rovinarmi alcuna sorpresa. Firefly sarà il mio intrattenimento natalizio, ho già da un po’ i dvd che mi aspettano, altro che Disney!

    p.s. sono proprio contento che questa serie inizi con un pilot di due ore e finisca con un film di due ore. Peccato che gli episodi in mezzo sono così brevi!

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  33. “siamo troppo carini perché Dio ci lasci morire.”

    @ franzecta: parlerò fuori dal coro e ti dirò: non è obbligatorio che ti piaccia Firefly, insommma, il mondo è bello perché è vario (dicono). è indubbio che l’adattamento italiano — come accade sempre con roba di Whedon — tende ad appiattire molto le battute originali, ma pure in un contesto dove tutto si intreccia con tutto e anche le battute più cretine contribuiscono a dare tridimensionalità ai personaggi, se non hai provato un minimo di empatia nei loro confronti in italiano, non me la sento di prometterti che la lingua inglese farà miracoli. poi, certo, il consiglio è di recuperarlo comunque, in originale a prescindere.

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  34. e io sono tra la bambina davanti a santa e il pianto ogni volta che in castle c’è un inside joke su firefly :((
    ps. il trattamento riservato a dollhouse è solo di poco migliore. molte lacune e cadute di stile sì, boiata pazzesca no, imho.

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  35. Chiara, solo due cose:
    1)Mi hai fatta piangere! Hai proprio ragione quando dici che è una serie basata sull’amore. Purtroppo, per quanto mi possa essere appasionata ad altre serie, non ne ho mai ritrovata una così. Credo, anzi, che sia impossibile purtroppo :( Complimenti per la recensione.
    2) “Ora potrei buttarla un filo sul personale, vi avverto, ma Malcolm Reynolds è a mani basse la mia più grossa fiction crush, quindi sono moralmente giustificata.” Non sei la sola XD

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  36. scusate, solo a me succede che, quando vado clicco sul link di Doppio schermo – Serenity, mi manda all’archivio delle recensioni di Glee?

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  37. Vi leggo sempre ma non scrivo mai, eppure quando ho letto questo flashback di Firefly il mio cuoricino stava scoppiando, perché non riusciva a contenere il tutto e aveva bisogno che il mio cervello scrivesse, si esprimesse e lo liberasse un po’ dal peso. Firefly per me è stata (insieme a Friends, Buffy e Sex and the City) la serie che mi ha fatto innamorare del mondo dei telefilm, una delle poche per cui ho pianto davvero, una delle prime che ho visto in lingua originale e, probabilmente, quella che mi manca più di tutte. Perché per me già le astronavi sono speciali, ma se poi sulla Serenity mi metti anche dei personaggi così, allora si che me ne vado davvero in orbita.
    Grazie per avermi fatto volare ancora un po’ pur avendo perso la nostra astronave.
    Non è molto, ma è abbastanza.

    P.s. Complimenti per entrambi gli articoli. Bellissimi. :) (Anche se forse sono un po’ di parte! xD)

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  38. Ahhh la nostalgia. Captain Tight Pants <3
    Sono partita scettica perchè l'abbinamento western e fantascienza non mi entusiasmava, e mi sono ricreduta alla grande. Ben scritto, ben recitato. Che bello il Whedonverse. Che spreco di possibilità, di talenti, farlo finire così ingloriosamente. Un buuuhhh per la Fox.
    Lo riguarderò insieme al maritino che non l'ha mai visto in questi giorni di festa.

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  39. spinto dalla curiosità di tutte queste estatiche recensioni e commenti (un pò troppo uniformi… a dire il vero), mi son messo a guardare le prime 2 puntate…
    boh, sarà…
    continuerò a vederlo fino alla fine data anche la brevità e sarò il primo a fare mea culpa se alla fine avrò sbagliato a giudicarlo, ma al momento mi pare una vera e propria “stupidaggine”.. niente di che insomma… un pò come tutte le cose “sopravvalutate” di whedon, fumetti compresi…
    storia improbabile, recitazione ai limiti del ridicolo, effetti speciali di serie D, cose e situazioni già viste..
    boh, forse è stata solo una prima errata impressione….
    ci si risente a fine visione…

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  40. Ho un ricordo molto preciso dell’episodio “No Gas” che reputo il più bello in assoluto e costruito benissimo. Il resto non mi ha entusiasmato, anzi sono rimasto un po’ deluso. Sarà una questione di età, ma la venerazione per la presunta genialità di Whedon mi risulta alquanto misteriosa….

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  41. Ma in italia non esiste ancora un cofanetto bluray? Il problema restano i sub che sono la trasposizione dell’adattamento italiano. Per fortuna esiste la rete.

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  42. @ Prusso:
    vero, è lo stesso collegamento che mi venne in mente quando la vidi. I punti di contatto imho ci sono ;)

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  43. actually, i sottotitoli in italiano ci sono, li ha pubblicati nel 2006 mi sembra? subsfactory.it!

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  44. finito di vedere, compreso il film finale…..
    no comment
    un telefilm tipo quelli trasmessi dalle tv private regionali negli anni 90
    se questo viene considerato un telefim mito allora capisco perfettamente il livello a volte incomprensibile, pur se mascherato da una “prosa” da finti esperti di certe recensioni per altri serial……..

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  45. Certo che finire la recensione con “All’improvviso non eravamo più legati a un genere di appartenenza, eravamo legati a un equipaggio e a ciò che questo aveva da raccontare. E tutto considerato, stiamo ancora volando. Non è molto, ma è abbastanza.” è proprio perchè vuoi farci cadere depressi in una valle di lacrime. :'(

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