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Con un ritardo mostruoso del quale mi scuso, eccoci giunti al midseason finale di questa prima stagione di Revolution. Come per le squadre di pallone quando il campionato si ferma per Natale-Capodanno è tempo del primo bilancio trimestrale, così per questa serie è giunto il momento di una prima valutazione approfondita, sostenuta dalle dieci prove raccolte fino a ora. Scrivo così ma, in realtà, molti un’opinione se la sono già fatta: c’è chi lo ha mollato dopo un pugno di episodi, chi lo ha mollato dopo il pilot (se non dopo il pre-air, proprio), chi nemmeno ha cominciato a vederlo (perché trova stupido il concept; perché ci sono i riccioli di J.J. Abrams di mezzo; perché a casa non ha la corrente), chi, piuttosto, si guarda Grimm. Il dato che si può considerare fatto è che di entusiasti non ce ne sono. E questo, credo, dice già qualcosa.

 

Kashmir

 

L’episodio si apre con Miles che viene pestato dai Ribelli in una stanza per gli interrogatori, mentre Nora tenta di convincerli delle buone intenzioni sue e dell’ex Generale Comandante della Milizia della Repubblica: in cambio di un aiuto nella loro missione di salvataggio, i Nostri sono disposti a offrire ai Ribelli la testa di Sebastian Monroe ‘su un piatto d’argento’, cito testualmente Miles Matheson. Ora, in tutto lo scambio di battute iniziali, in questo do-ut-des tra i Nostri e i Ribelli, ho riscontrato due problemi di fondo:

  • Se il luogo in cui Danny è tenuto prigioniero è così impenetrabile, che differenza possono fare quattro uomini in più (li ho contati, sì) in un tentativo di breccia? Perché tanti sono gli uomini che Miles e Nora riescono a ottenere. E se tutti i Ribelli son soldati capaci come quelli che abbiamo visto fino a ora, il guadagno è meramente quantitativo.
  • Pur data l’intimità di Miles con Monroe, in che modo questo dovrebbe facilitare il compito di servire la testa di quest’ultimo su argenteria da tavola? Monroe risiede nella suddetta fortezza inespugnabile e ha al suo comando una milizia intera. In che modo questi fattori sarebbero annullati da quello che Miles sa? A meno che, nella Costituzione di Monroe, non ci sia un articolo che impone la consegna del Generale al primo che sappia riferirne i menù, i luoghi in cui quei menù vengono consumati, e le donne con cui consuma i suoi rapporti sessuali tra un pasto e l’altro.

Il Colonello Starkey i suoi dubbi ce li ha, ma viene convinto dal sergente Wheatley ad accettare la richiesta/offerta d’aiuto di Miles. L’acume si conferma, ancora una volta, la migliore arma a disposizione dei Ribelli.

 

Lead the way, General

Philadelphia, dunque. La città è circondata da mura alte dieci metri, protette da mitragliatrici. Per entrare bisogna passarci sotto: la rete metropolitana è l’unico ingresso. Ancora una volta, non si capisce perché un uomo che ha abbandonato la Milizia anni prima dia per scontato che nulla sia cambiato da quel momento in poi, che i soldati non si siano cambiati nemmeno i calzini e le mutande, in sua assenza.

- You said you knew where all the traps were

- Militia must have put this in after I left

 

ma va'?!

 

Quando si dice l’egotismo, eh? In ogni caso, Charlie calpesta una mina. Per fortuna, Nora l’Artificiera è con lei, pronta a salvarla (anche se non si capisce perché non abbia segnato prima i punti in cui ci sarebbero potute essere mine. Ora, non per criticare sempre la scrittura, ma quando la tensione si regge su basi pretestuose, scatena ilarità e risate, non ansia e sudorazione. Come in questo caso. L’esplosione alla quale i nostri scampano fa crollare una parte del tunnel, bloccandone l’ingresso e impedendo il passaggio dell’ossigeno. Da questo momento in poi, il tempo corre e il passo rallenta. E ci si mettono pure le allucinazioni, una delle note dolenti dell’episodio.

 

Are you seeing things?

Se, infatti, l’esploratore nemico di Miles e l’alligatore di Nora hanno (avrebbero potuto/dovuto) contribuito a far salire la tensione di questo segmento di episodio piuttosto fiacco, le successive visioni di Aaron e Charlie confermano uno dei difetti di Revolution: con la parziale eccezione di Miles, con i personaggi non si riesce a legare, non si riesce a provar nulla nei loro confronti. L’allucinazione di Aaron non fa che affermare ancora una volta quello che era chiaro sin dal primo momento in cui abbiamo conosciuto il personaggio: è grasso e debole, non ha abbandonato la moglie per codardia, ma perché è grasso e debole e sapeva di non poterla proteggere in questo mondo post-blackout. L’abbiamo capito, sul serio.

Il problema dei personaggi come Aaron, ma in generale di tutti i personaggi che abbiano vissuto nel mondo pre-blackout, è che sono definiti solo e soltanto dai drammi patiti dopo la fine dell’era dell’elettricità. Le loro biografie non si legano in nessun modo né al presente né tra di loro, sono a sé stanti, sono monologhi. E, in un mondo in cui tutti hanno perso qualcosa e/o qualcuno, è difficile distinguere. E se non distingui, non puoi concentrarti; e se non puoi concentrarti, non puoi capire; e se non puoi capire, non puoi amare (né disprezzare) un personaggio.

L’allucinazione di Charlie, invece, oltre a essere inutile, è pure brutta, con una regia e una fotografia degne di uno spot Mulino Bianco. Per l’ennesima volta, si afferma quanto la ragazza sia legata alla famiglia, e quanto questo legame sia stato la sua benedizione e la sua maledizione, quanta gioia le abbia regalato in passato e quanto dolore le stia infliggendo adesso. Se, infatti, il desiderio di ricongiungersi con il fratello è ciò che l’ha tenuta in piedi lungo questo viaggio, la tentazione di ritrovare affetti e momenti ormai persi è forte, nel cuore della ragazza. Solo la voce di Miles, di quel poco di famiglia che le resta, riesce a farla rinvenire, a farla ritornare da quel torpore mortale al quale aveva deciso di abbandonarsi, ingannata dal calore dell’abbraccio paterno. Anche qui: l’abbiamo capito, sul serio.

Al solito, Miles si conferma l’unico personaggio interessante. Non solo ha un passato che precede e prescinde il blackout (come abbiamo visto nei suoi flashback), non solo quello stesso passato è strettamente legato con il presente e con il futuro (al contrario dei drammi esclusivamente personali di tutti gli altri), ma è anche l’unico che abbia qualcosa da dire ora, nel presente: il dubbio, che prende le forme allucinatorie di Bass, c’è. Miles sa che aver abbandonato la Milizia può essere stato un errore, e non solo per una questione di potere o fama o denaro. Ma perché ha abbandonato un fratello de facto, ha tentato di uccidere lui e ciò che insieme a lui ha costruito sacrificando tempo ed energie, diventando famoso per alcuni, infame per altri. E, allo stesso tempo, sa che il sangue sparso da Bass è la sua condanna, è ciò che rende quella scelta non solo legittima, ma giusta. E’ ciò che rende quel dubbio un segreto inconfessabile.

 

Consider Rachel

Rachel è impegnata nella costruzione di un amplificatore che permetta al pendaglio di estendere il suo campo d’azione oltre i circa nove-dieci piedi canonici. O almeno, così dice a Burke, Neville e Monroe. Ma, per l’ennesima volta, l’intuito del maggiore Neville si rivela una di quelle risorse che fanno la differenza: Rachel, in realtà, sta costruendo una bomba a tempo, programmata per esplodere nel momento in cui lei non sarà nell’edificio, per uccidere Monroe e distruggere il suo HQ (ma come caspita è possibile, se Rachel è prigioniera? E come cavolo fa a conoscere prima un momento in cui lei, PRIGIONIERA, non sarà nelle vicinanze?! Ma davvero?). Parola del dottor Jeffe, che fino a un momento fa fulminava Rachel con il suo sguardo più carico di disprezzo, e ora si scopre “collaborativo”. Ora che Rachel non ha più alcuna utilità intrinseca, Monroe decide di liberarsene. Ma tra lui e questa decisione ci si mette un cacciavite, quello che Rachel usa per trafiggere Jeffe, tornando ad essere strumento più che utile, necessario.

Mi rendo conto che il colpo di scena ci sia, e sia di quelli grossi. Ma ho trovato tutto questo pezzo di puntata approssimativo (la bomba a tempo) e prevedibile (l’omicidio di Jeffe da parte di Rachel).

 

Glissiamo…

Mi perdonerete se non spendo più di una parola sull’ultima parte di episodio. Il “tradimento” di Wheatley è stato sorprendente quanto i servizi sul maltempo d’inverno e sul caldo d’estate di Studio Aperto. E la sequenza in slow-motion in cui Charlie fa fuori l’infiltrato della Milizia (con tanto di espressione badass e caduta alla Hillary Swank in ‘Million Dollar Baby’ ) è una delle cose esteticamente più brutte che Revolution sia riuscito a offrire in questa prima parte di stagione.

Sta di fatto che, alla fine dell’episodio, ci si ritrova di nuovo in quattro: Miles, Charlie, Nora e Aaron, soli contro la Milizia, soli dentro Philadelphia. Che era esattamente il problema per risolvere il quale si erano rivolti ai Ribelli. Ma, a quanto pare, adesso per affrontare la situazione sono sufficienti loro e il ‘what the hell‘ di Miles. E facciamo finta di non aver sentito l’ennesimo ‘probably walking straight into a Militia ambush‘ dell’ex marine. Perché, altrimenti, sarà difficile non incazzarsi quando finiranno in quell’imboscata e se ne stupiranno pure, attribuendone la responsabilità a quei Geni Maligni della Milizia.

meh

 

 

Nobody’s fault but mine

 

Episodio tutto all’insegna dell’azione, questo. Entrati a Philadelphia, i Nostri riescono a “farsi ospitare” dal Maggiore Kipling, sfruttando le tette di Nora come esca (probabilmente, la prima buona idea che Miles abbia mai avuto), guadagnandosi in questo modo un posto dove trascorrere la notte, al riparo dai pericoli delle strade di Philly. Non che me lo aspettassi eh, però io la butto lì: trovandosi nel quartier generale della Milizia di Monroe (oltre che nell’abitazione di un miliziano), non era il caso di montare dei turni di guardia, invece che stravaccarsi in quella maniera? Come detto poco sopra, diventa difficile non innervosirsi quando prima si afferma la pericolosità di un luogo e/o di una situazione, e poi ci si comporta come se si fosse in fila per il cornetto e il cappuccino al proprio bar preferito. Ma, ormai, c’ho fatto il callo a furia di picchiare contro ‘sti spigoli di Revolution.

I Nostri non fanno in tempo a riposar le stanche membra che i soldati di Monroe fanno irruzione nel loro ‘rifugio’, grazie a una intuizione di Neville, l’unico personaggio a cui il blackout pare non aver prosciugato anche l’elettricità nel sistema nervoso: dov’è, infatti, che Charlie, Miles, Aaron e Nora si sono andati a nascondere? Ma nel posto più vicino alla metropolitana dalla quale sono appena usciti, mi pare ovvio. Non commento, ché tanto è inutile, mi fa solo incattivire il sangue.

Miles, fuori in ricognizione, sfugge fortunosamente alla cattura.

 

You’ve grown up

Così, Charlie viene gettata in cella, ma non tutto il male viene per nuocere: la piccola Matheson ritrova la madre, anche lei tenuta in cella dopo l’assassinio del dottor Jeffe e la scoperta del suo piano per uccidere Monroe. Con la ghigliottina a un soffio dal collo di entrambi i suoi figli, Rachel è costretta ad accontentare la richiesta del Generale di completare l’amplificatore lasciato monco dal defunto dottor Jeffe.

Piccola nota di interesse per il personaggio di Charlie: nel momento in cui Strausser e Monroe minacciano Rachel, ordinandole di terminare l’amplificatore oppure di scegliere a quale figlio vuole più bene, una frase pronunciata dalla ragazza indica che qualcosa, forse, si muove, sotto le lacrime e le prediche: ‘some things are more important than family’. Che Charlie abbia finalmente intrapreso quel cammino che la condurrà ad essere la Luce (o una delle Luci) che illuminerà il cammino dei Ribelli? Si spera, perché di questa Charlie ne abbiamo avuto in abbondanza.

 

I’m gonna kill you one day for this, you know that, right?

Nel frattempo, Miles minaccia Neville puntando la spada alla gola della sua signora, intimando al Maggiore di liberare e riportargli amici e famiglia, in cambio della vita di Julia. ‘I have no choice’, dice il maggiore. Esiste un limite, dunque, anche alla dedizione e alla lealtà di un soldato come Tom Neville. Non è un caso che quello interpretato da Giancarlo Esposito sia l’unico altro personaggio (insieme a Miles) a destare un minimo di interesse. Non definito soltanto dai flashback e dall’immediato post-blackout, il maggiore Neville è un personaggio che si è fatto parecchio più interessante da quando è rientrato alla base, in particolar modo negli ultimi tre episodi, dopo un iniziale piattume che nemmeno la bravura di Esposito è riuscita a nascondere.

Dunque, Miles riesce a liberare Aaron e Nora, ma Charlie e Danny sono già in mano a Monroe. Il rescue-trio parte dunque alla ricerca dei due ragazzi, nel frattempo separati dalla madre e rinchiusi nuovamente in cella. Mi resta difficile comprendere perché una ‘sì temuta milizia non riesca a capire che, probabilmente, i prigionieri è meglio tenerli in celle separate, così, a scanso di rischi. Danny e Charlie, infatti, non ci mettono molto a stendere il loro carceriere e a fuggire, armi in mano.

Nel momento in cui i due sembrano spacciati, Nora e Miles arrivano a salvarli, con quest’ultimo che si stacca dal gruppo per andare alla ricerca di Rachel. La trova arrampicata sul cadavere trafitto di Strausser e, così, a gratis, Miles si becca un ceffone. Poi dice che uno c’ha i dubbi sul rientrare o meno nella Milizia.

 

I have a family, you…are nothing to me

Lungo la via di fuga, i due si trovano faccia a faccia con Sebastian Monroe. Mentre Rachel si riunisce al resto del gruppo, Miles affronta Bass in un faccia a faccia a lungo atteso. Il Generale della Milizia conferma di essere tormentato da una specie di ossessione che ha Miles come centro gravitazionale, rifiutando prima il consiglio di Neville di spostarsi a Boston, per ragioni di sicurezza, e poi quello di Baker di rinunciare alla cattura di Miles e delegarne l’assassinio. Il perdono che Bass offre all’amico sembra sincero, è sincero, ma è allo stesso tempo irrazionale, al limite dell’assurdo: come crede di poter reintegrare nei ranghi un risaputo traditore? Come la prenderebbero i suoi soldati, morti a decine nella caccia all’ex-Generale? Ora, se ciò è servito a mostrarci il principio della lenta caduta di Monroe, divorato dalla sua stessa ossessione e incapace ormai di comandare, ci può anche stare (essendo Neville lì pronto a prenderne il posto). Ma se invece doveva servire come pennellata di umanità nel dipingere un personaggio fino a questo momento granitico nella sua glacialità, be’, non ci siamo. È stupido, ecco cos’è. E se davvero così fosse, ci sarebbe da chiedersi come ha fatto Bass a comandare con il pugno di ferro tutto questo tempo senza essere mandato in esilio a Hammamet. Vabbe’ che con quei ribelli lì…

Sincera è anche la risposta di Miles, per quanto brutale. Pur non essendoci dubbi sulla sua redenzione e la sua natura di Buono, Miles è l’unico personaggio che riesca ad attirare un minimo di attenzione quando coinvolto in queste situazioni di ‘scelta dirimente’: consapevoli dei suoi dubbi, la sua scelta resta sì prevedibile, ma ne conosciamo le ragioni e le cause, legate non a una bontà intrinseca ma a un percorso che ci è stato mostrato e raccontato (seppur con alti e bassi). E questo contribuisce a farci sentire un pelo più attratti dal personaggio.

Segue duello all’arma bianca tra i due (ormai ex) amici. Le coreografie dei combattimenti si confermano, a mio avviso, uno dei punti forti dello show nonostante, in questo caso, un paio di inquadrature sulle ombre proiettate dai duellanti sulla parete, una di quelle “raffinatezze” registiche che finiscono per essere fastidi e basta. In generale, le sequenze action non sono affatto male, e l’episodio ne beneficia. Succede tanto, succede importante e succede in fretta (d’altronde, è il midseason finale), che per uno show che ha passato parecchie puntate a raccontare non si capisce che cosa è un passo avanti mica da ridere. Vorrei premiare il ritmo e la velocità di questo episodio, tutto sommato gradevole; vorrei essere, per una volta, generoso con Revolution; ma quando penso alla “retata” miliziana, o alla bomba di Rachel, proprio non mi riesce.

meh

La puntata si conclude con i Nostri riuniti e in fuga, con Monroe che domina l’orizzonte, e con il volo spiccato da uno degli elicotteri marchiati M. L’elettricità in mano al Generale è l’inizio di una nuova fase della serie, così come il Danny salvato e la Rachel ritrovata chiudono il plot che ha tenuto insieme questi dieci episodi. A quei pochi che sono rimasti a guardare e a leggere, ci si vede il 25 marzo.

 

Note a margine e curiosità

  • Questo e questo non hanno bisogno di commento.
  • Intervista a Erik Kripke sul futuro dello show. Avverto, contiene spoiler (e, forse, anche bugie).

Francesco Gerardi

Un incompreso nato a Taranto negli anni del Grunge. Crede che la migliore uscita serale immaginabile sia quella che prevede uno schermo dai 12 pollici in su davanti alla faccia per un intervallo di tempo t1 tendente all'infinito. Se proprio non si può, andiamo a sentir suonare questo o quello. Leggo in bagno.

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Commenti
19 commenti a “Revolution – 1×09/1×10 – Kashmir/Nobody’s fault but mine”
  1. shanpu scrive:

    Ma poi. Una manciata di persone chiuse dentro una stazione della metropolitana, mica lo sgabuzzino di mia nonna, e l’ossigeno finisce in cinque minuti? Srsly guys?

  2. Mara R. scrive:

    Avevo abbandonato puntate fa ma la presenza di Mr. Dominic mi ha persuasa a vedere la 1×09: non solo Revolution è pessima con i flashback, lo è anche con le allucinazioni.

  3. Rumenta scrive:

    La parte in metropolitana è comica e drammaticamente divertenti le “visioni”. La storia dell’ossigeno che finisce in un nonnulla è colossale ho riso davvero di gusto.

    C’è però un’omissione grave nella recensione, non si fa cenno alla scena patetica di rito: Aaron e il cerino.

    Aaron esattamente come i primi piani intensi della Spiridakos garantisce la presenza di un peggio o se preferite la garanzia che arrivati al fondo si puà sempre scavare. Sai che quando lo inquadreranno sarà per una scena insulsa che ti farà venir voglia di uccidere a bastonate tutti i nerd ciccioni di tua conoscenza come se fossero cuccioli di foca.

    Personalmente l’unico finale decente per Revolution sarebbe la morte di tutti. Fra l’estinzione e l’umanità che sopravvive grazie a questi sub-normali fa desiderare davvero la fine del genere umano. E allora nel mio personalissimo finale di Revolution, Aaron si candida alla morte più infima.
    Nel sonno.
    Soffocato.
    Dal Vomito.
    Di un altro.
    Penso di Denny, altro bel sacco di nulla, che vedo bene dedito all’autocannibalismo.

  4. Beth scrive:

    Si è riso parecchio, in salotto, alla visione di queste puntate. 15 anni e nessuno aveva pensato a far ripartire l’elettricità? E come minchia ha fatto ad andare via? (i fulmini non esisono più?).
    Io avrei sperato che qualche info in più questo finale la regalasse, in modo da farmi dire “boh vabhe, se non c’ho niente da fare il 26/3 la guardo…”, e invece. Un elicottero. Ma chi se ne frega. Ma quanto sei scemo, un elicottero? Per fermare Miles? Adesso che c’hai l’elettricità devi ancora correre dietro a quelli?
    Mi irrita ferocemente che un’idea così figa sia stata sviluppata in una maniera così idiota, con attori cani, paradossi, salti temporali (non è invecchiato nessuno NESSUNO, porcamiseria, in 15 anni!), e zero, spiegazioni o giustificazioni.
    Un bollino con scritto “Bella merda” era più adatto.

  5. eema scrive:

    Ma vogliamo parlare di 8 persone che finiscono tutta l’aria di tutti i tunnel della metropolitana di Philadelphia in un paio d’ore e non se ne accorgono fino a che non arrivano le allucinazioni? (che come dice giustamente il Fat guy sono l’ultimo stadio.. e quelli prima te li sei persi?!?)

  6. genio in bottiglia scrive:

    Rumenta ha scritto:

    La parte in metropolitana è comica e drammaticamente divertenti le “visioni”. La storia dell’ossigeno che finisce in un nonnulla è colossale ho riso davvero di gusto.

    Infatti, mi aspettavo di leggerne (e riderne) nella recensione (per il resto ottima). Dove scoprimmo che, se chiudi uno sbocco verso l’esterno ai tunnel della metropolitana (oh, mica uno sgabuzzino di dieci metri cubi), l’ossigeno inizia a scarseggiare nel giro di un’ora. Per me Big NoNo sulla intera serie.

  7. ale scrive:

    Tra la recensione e i commenti avete già elencato tutto quel poco che mi ha fatto proseguire la visione di Revolution, anche se avanzando sui gomiti: personaggi interessanti come Miles e Neville (e vabbè, lo ammetto, mi piacevano le inquadrature di Monroe perché è un gran bel figliolo), Rachel che ha risvolti molto badass che mi intrigano, calcolando che è la madre di due amebe come Charlie e Danny (non vorrei che sia il dolce ricordo di Lost a farmi vedere tutto attraverso una patina rosa e circondata di cuoricini, ma mi pare che la Mitchell se la stia cavando bene sul serio…o è solo un mio problema di giudizio?)…e poi sì, confesso, le parti assurde di Revolution mi fanno ridere, magari non era quello lo scopo della serie (anzi, SICURAMENTE non era quello :P ) ma tant’è: REVOLUTION MI FA RIDERE. In sostanza dopo 10 puntate non credo di essere arrivata allo stadio di una che il 26 marzo sarà in prima fila davanti al pc, visto che questa serie mi ha dato tanto di cui parlare e riflettere…ma purtroppo gli argomenti su cui parlare e riflettere sono quelli sbagliati! Trashate, pessima scrittura, orrida fotografia (vogliamo davvero parlare delle allucinazioni? No, non vogliamo), trovate assurde e zero pathos…e concordo con chi ha evidenziato che le premesse potevano essere interessanti se sviluppate con un certo criterio, peccato!
    No, Revolution anche per me è un Meh con l’eco!

  8. Prusso scrive:

    Ho visto tutte e dieci le puntate (a fatica) e devo essere onesto su di una cosa: l’idea su di un possibile mondo apocalittico che rappresenta una simil guerra di secessione americana poteva essere carina. Detto ciò, il risultato è stato parecchio scarso, vuoi per la moltitudine di pochezza raccontata, vuoi anche per la mediocrità della maggior parte degli attori. La cosa che però mi fa più schifo di tutte è senza dubbio la scenografia. Se dovessi descrivere il tutto con una parola direi: pessimo.

  9. Francesco Gerardi scrive:

    genio in bottiglia ha scritto:

    Infatti, mi aspettavo di leggerne (e riderne) nella recensione.

    Mea culpa! E’ che ‘sto show mi distrae, non mi da punti di riferimento quando cerco il brutto! Per fortuna ci sono altri spettatori vigili, ché sennò ce ne perderemmo di perle

  10. jackson1966 scrive:

    D’accordissimo su Revolution: io la guardo per farmi 4 risate (mi sono accorta adesso che Miles è il padre di Bella in Twilight, appropriato direi LOL)
    Non sono d’accordo per niente su Grimm: io lo adoro e la serie si sta rivelando sempre migliore secondo me

  11. Serenity scrive:

    Ma solo a me ha fatto RIDERISSIMO la scena allucinogena tra Miles e Bass con sottofondo la canzone “Kashmir”? Pensavo di averle io le visioni, quella scena è troppo trash e con un subtext mica da ridere, sembrava che i due si sarebbero slinguazzati. Voluto o no? Bah

  12. ale scrive:

    Serenity ha scritto:

    quella scena è troppo trash e con un subtext mica da ridere, sembrava che i due si sarebbero slinguazzati.

    SOLO in quella scena?? Secondo me ce ne sono di non detti tra i due! ahahah
    Comunque sottoscrivo, se non l’ho detto prima: la ridicolaggine di trovate come l’ossigeno che finisce in due minuti in uno spazio di millemila metri quadri è da lasciare speechless! :P

  13. Rumenta scrive:

    Serenity ha scritto:

    Ma solo a me ha fatto RIDERISSIMO la scena allucinogena tra Miles e Bass con sottofondo la canzone “Kashmir”? Pensavo di averle io le visioni, quella scena è troppo trash e con un subtext mica da ridere, sembrava che i due si sarebbero slinguazzati. Voluto o no? Bah

    Cacchio, l’avevo rimossa. Talmente surreale da aver pensato fosse impazzito l’amplificatore e avesse fatto partire un cd o che mia moglie avesse accesso una radio ad un volume smodato. Poi ho realizzato e sono morto dentro. Ridendo. Però, devo ammettere che a livello puramente teorico, è l’unca “allucinazione” presentata decentemente, lui vede una porta, apre e gli va in pappa il cervello in un delirio omoerotico. La realizzazione è quel che è…… :)

    Piuttosto, si aprono le scommesse per sapere come si risolverà la pagliacciata dell’elicottero. Quale sarà il deus ex machina che interverrà a salvare i nostri eroi?

    1. Bass ha una mira di merda come TUTTI i miliziani. Goziliardi di proiettili grossi così, sparati a membro di segugio e nessun ferito;

    2. Finisce la benzina. Bass precipita orrendamente proprio l’istante prima di premere il grilletto, si prevedono ampie inquadrature del ditone di Monroe;

    3. Esposito distrugge il generatore. Nel mondo elettrico lui tornerebbe un mediocre impiegato del catasto (e il ciccione insulso il re del mondo) e ciò è male. Meglio staccare la corrente, far precipitare bass, prenderne il posto e dar la caccia ai Matheson per farne saponette;

    4. Un T-Rex mangia l’elicottero per iniziare un BELLISSIMO e GRADITISSIMO spin-off con Terra Nova;

    5. Si scopre che Rachel è un robot insensibile ai proiettili. Si dà un senso quindi sia alla plasticosità del viso sia alle tette finte;

    6. La famiglia Matheson, Nora e Aaron vengono sterminati. Ma un’invasione di mostri Amiba provenienti dal centro della terra rende possibile continuare la serie. Interessante scambio di fornte, i cattivi ora sono i buoni e i nuovi cattivi, senza Jeeg Robot a prenderli a calci nel culo (dio maledica il black out) hanno di che divertirsi.

  14. KuroKo scrive:

    Sottoscrivo le osservazioni di Ale e Serenity, Monroe e Miles nell’1×10 sembrano in ogni momento pronti a saltarsi addosso per una scena di sesso selvaggio e polveroso… tutto quel “swordfight” mi avrebbe in effetti dovuto insospettire ben prima di questa puntata. La M cerchiata che “it’s for both our names” l’avrebbero potuta tranquillamente incidere sulla corteccia di un albero, trapassata da una freccia.

  15. jess scrive:

    Rumenta ha scritto:
    4. Un T-Rex mangia l’elicottero per iniziare un BELLISSIMO e GRADITISSIMO spin-off con Terra Nova;

    Bellissima!!!

    Lo trovo di una noia mortale ma continuo a guardarlo sbadigliando, lo guardo semplicemente per la speranza che ripongo in Kripke, ma adesso la sto davvero per perdere. Non c’è un solo personaggio se non un pochino Miles (ma lo si sopravvaluta per la concorrenza) al quale voler bene, lo stesso Bass non morde come dovrebbe. In ogni episodio aspetto che succeda qualcosa di interessante…quato mid-season finale è stata la puntata migliore finora ma che resta una schifezza paragonata a serie interessanti. Dubito che la seconda parte di stagione si riprenderà e immagino farà la fine di terranova.

  16. Alberto scrive:

    Io di solito sono di manica larga nei voti, ma queste due puntate si beccano entrambe un “how fucking lame”.

    Allucinazioni random, sparatorie dove i buoni non vengono mai beccati neanche di striscio da una pallottola, gente che si incontra dopo anni e non si fa domande (reincontri tua madre dopo anni in cui la credevi morta, e la cosa più sensata che ti viene in mente di fare è mettere il broncio??), subtext omoerotici come se piovesse… E so on…

    E dire che qualche personaggio interessante la serie ce l’ha (Miles, Rachel, Neville e consorte), ma la scrittura è di uno scialbo che fa spavento: i buoni ce la fanno sempre perchè devono farcela, la Militia è kattiva perché si. Che pena!!

  17. leonardo scrive:

    La scena della metro è veramente RIDICOLA, come è ridicolo il fatto che tutto l’aiuto che gli arriva dai ribelli siano 4 uomini!!!
    Ma…io ho una domanda..se il nuovo macchinario amplificatore amplifica per ottocento metri..non basta uscire da quegli ottocento metri per sfuggire all’elicottero?

  18. jackson1966 scrive:

    @ leonardo:
    Scusa ma tua cerchi logica dove logica non c’è, non c’è mai stata e neanche loro, secondo me, sanno dove stanno andando. Adesso si sono presi una pausa fino a Marzo. Vedremo

  19. Claudio Romanazzi scrive:

    @ Rumenta:
    Mi hai fatto morire dal ridere!

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