sons of anarchy 5x13

Sons of Anarchy – 5×13 – J’ai obtenu cette

Il faut le battre, le fer, le broyer, le pétrir”. Non è solo perché il titolo di questo episodio è in francese, e perché Chucky si esprime in francese, che queste parole mi sono venute in mente. Chi pronuncia questa frase è un contadino che appare in sogno ad Anna Karenina come presagio di morte, e che ricompare nel ben noto finale. In questo episodio la barbona appare – come in ogni stagione di Sons of Anarchy –  in carne e ossa a Jax biascicando parole senza senso mentre rovista tra i bidoni dell’immondizia. Il fantasma dell’anarchia, della follia, il presagio di sventura. L’immagine che mi aspetto di vedere per ultima, quando tutto sarà finito.

Le dolci note di “To sir, with love” (nella versione di Katey Sagal & The Forest Rangers), colonna sonora dell’omonimo film del 1966, accompagnano il risveglio di Jax, Tara, Nero, Gemma, Clay. Una canzone che parla dell’ingresso nell’età adulta, quando i giochi si fanno duri e il sapore dolcemaro dell’adolescenza va abbandonato per sempre. J’ai obtenu cette, ho ottenuto questo. Ora che hai “ucciso il padre” nella figura di Clay sei finalmente adulto Jax, e cosa hai ottenuto?

“Quando ho voluto togliermi la maschera, era incollata alla faccia. Quando l’ho tolta e mi sono guardato allo specchio, ero già invecchiato” (Fernando Pessoa). Jax ha ottenuto che la maschera gli si incollasse alla faccia, ha ottenuto non di crescere, ma di invecchiare. Un anno fa l’obiettivo del principe dei Sons era quello di mollare tutto per rifarsi una vita con Tara e i suoi figli. Poi è arrivata la rivelazione di Gemma sulla morte di JT, è arrivata la mano materna a piantargli gli artigli grondanti sangue nella spalla per tenerlo inchiodato a Charming e al suo destino. E adesso che la vendetta su Clay è compiuta, ora che Tara ha finalmente compreso cosa significhi essere davvero una buona moglie (I realized that my job as your old lady is to be strong when and where you can’t be), ora che Jax potrebbe mollare, non riesce a farlo. Glielo si legge negli occhi quando Tara gli dice di avere accettato il lavoro in Oregon, che ormai l’ultimo dei suoi pensieri è abbandonare Charming, che non ci pensa proprio ad abbandonare il martelletto, i promettenti affari con August e Jacob Hale, il potere.

“Maybe I’m not so different”. Con quale freddezza Jax dice queste parole a Bobby, parlando di sé e di Clay. Mentire, fingere, manipolare e uccidere sono cose nelle quali Clay è stato sempre maestro, ma a quanto pare il suo successore sulla poltrona di presidente del club non è da meno. Finora era l’obiettivo finale, ad essere diverso. Clay voleva il potere, i soldi, Gemma. Jax prima voleva riportare il club alle origini, poi voleva tirarsi fuori da una vita violenta, poi voleva chiudere i conti. E adesso che i conti sono chiusi, la maschera si è incollata al volto, ed è troppo tardi.

Certo, l’omicidio di Pope ha riecheggiato quello della Stahl nel finale della terza stagione: l’antagonista che viene fottuto perché ha sottovalutato la lealtà tra uomini del club, ha sottovalutato un “umile meccanico”, ma è lo scenario adesso ad essere profondamente diverso, perché ogni illusione è morta. Tutto il piano di Jax per ammazzare Pope e incastrare Clay mi è parso fin troppo rocambolesco a campato in aria (anche se l’ottima performance di Kim Coates ha riscattato quella mediocre offerta nella premiére), perché bastava che una minima variabile andasse per il verso storto, e tutto sarebbe andato a puttane. Però quel piano è perfettamente in linea con quello che è diventato Jax adesso, con la sua ossessione del controllo, il suo delirio di onnipotenza. E finora il diavolo è stato dalla sua parte.

Meravigliosa invece la scena in cui Jax si confronta con August, in cui ha riconosciuto un suo simile. “I’m looking forward to working with you, Mr.Marks”, Pope è morto e Clay è in carcere, i “vecchi” sono fuori gioco, adesso è il nostro turno, stringiamoci la mano. Perché alla fine era di questo, che si trattava, e Jax stesso l’ha scoperto percorrendo la lugubre strada di questa stagione: si trattava di prendere il posto di Clay, l’usurpatore sul trono e nel letto di sua madre. E rinunciare a quello che hai appena scoperto di avere sempre desiderato ed ora hai ottenuto è impossibile.

Annientato, tradito dalla moglie e dal figlio adottivo (Juice), sconfitto e condannato a morte da August, Clay l’assassino è capace di suscitare un moto di umana pietà nonostante la serie infinita delle sue nefandezze. Altra scena splendida, quella dell’arresto di Clay da parte di Roosevelt, e per una volta, nonostante la presenza di Katey Sagal, non è lei a dominare, ma sono Ron Perlman, Rockmond Dunbar e Theo Rossi, ognuno a modo suo. La performance di Dunbar per tutto l’episodio è stata da fuoriclasse nella sua  rappresentazione di un uomo spento, morto dentro, invecchiato di 20 anni dopo la morte della moglie; persino la voce è diversa, sembra provenire da una tomba. Theo Rossi dà a Juice la perfetta fragilità di cui il suo personaggio è intessuto, la disperazione e il senso di colpa di un ragazzo che si trova a dover tradire il “padre”, lui che il proprio vero padre ha già dovuto rinnegarlo. E infine lo straordinario Ron Perlman, capace di comunicare vulnerabilità, sperdimento e senso ineluttabile di sconfitta con un solo sguardo, e con la postura di chi si vede crollare il mondo addosso.

Nelle scene nel covo di Dante i cani da combattimento si azzannano nel recinto, i Sons li guardano con raccapriccio e non si rendono conto di essere anche loro dei cani che azzannano altri cani in un recinto molto più vasto, ma pur sempre un recinto. Da Charming è impossibile scappare, non si scappa dal proprio destino. Clay voleva andare in Irlanda ed è finito dentro, Tara voleva andare in Oregon e finisce dentro anche lei, e tutti e due pagano per colpe che non hanno commesso. Charming è un girone infernale, come ci ricorda il nemico di Nero che organizza combattimenti tra cani e che finisce sbranato da un pit bull, Dante che subisce la legge del contrappasso.

Chi incarna meglio di tutti la tragicità della serie è ancora una volta Otto, il martire dei Sons. In una scena che prende allo stomaco, Kurt Sutter si mozza la lingua con i denti e la sputa addosso al suo interlocutore, riecheggiando vagamente il taglio della lingua di Lavinia in “Tito Andronico” (ancora Shakespeare). Tagliarsi la lingua non significa non poter deporre, si può pur sempre scrivere (e qualcuno dovrebbe dirlo all’avvocatessa di Tara), quella di Otto è stata solo l’ennesima mutilazione che si è inflitta l’autore della serie, che prima si è accecato, e adesso diventa muto. Cosa significa? Dopo averli seguiti con un occhio solo, non è più necessario che io parli attraverso i miei personaggi, perché ormai vivono di vita propria? Non sono più responsabile del loro destino? E chi è ad esserne responsabile, allora?

Please allow me to introduce myself 

I’m a man of wealth and taste 

I’ve been around for a long, long year

La bellissima cover dei Jane’s addiction di “Sympathy for the devil” che suggella le immagini finali forse può darci la risposta: è il caos, quella forza distruttrice che da una scintilla di violenza genera un incendio che distrugge tutto, quel principio del Male che esiste da sempre e con il quale non si può giocare impunemente. Se ne può scrivere come fa Sutter, ma a un certo punto la storia si scrive da sola perché la forza distruttrice prende sempre il sopravvento, e l’autore impotente si mozza la lingua.

Speaking of the devil. Quando nella recensione di Orca Shrugged ho scritto che era solo questione di tempo prima che la Gemma apparentemente sottotono di questa stagione desse una zampata distruttiva, non mi sbagliavo. E che zampata. La “femmina folle” è tornata alla grande picchiando, minacciando, mandando in galera Clay e Tara e raggiungendo finalmente il suo obiettivo: sostituire Tara al fianco del figlio. Gli artigli insanguinati si sono piantati di nuovo nella spalla di Jax, in un’immagine finale che ho trovato bellissima e che mi ha dato i brividi. Alla vecchia foto di JT e Gemma si era sostituita l’immagine di Jax e Tara, e a questa si sostituisce adesso quella di Jax e Gemma. Il trionfo di Edipo. “I’m here, baby”, Jax accarezza quella mano sulla sua spalla, ignaro o forse incurante di stare accarezzando il vero Male della sua vita, un Male ben peggiore di quello che poteva essere Clay, perché è un Male che non lo lascerà mai andare, da cui potrà liberarsi solo con la morte.

Lugubre e raggelante, sono gli aggettivi che mi vengono in mente per definire questa stagione appena conclusa. Più che una lenta discesa agli inferi, una lenta morte per il protagonista e per le sue illusioni. Stagione molto violenta, con scene di una crudezza a tratti intollerabile (la morte di Opie, l’uccisione dell’agente carcerario, l’uccisione dell’infermiera, la lingua mozzata di Otto) che però non sono mai e poi mai gratuite, perché la violenza in questa serie è un qualcosa di necessario, è uno degli attori principali che viene dosato con maestria da Sutter, appare solo quando serve e non un minuto di più.

Sons of Anarchy si riconferma uno dei migliori drama in circolazione, nella mia personale classifica del 2012 sta dietro solo a Mad men (quest’anno Breaking bad ha avuto solo una mezza stagione, troppo poco per giudicare), perché dopo 5 stagioni mantiene la compattezza narrativa di una vera tragedia greca, prosegue inesorabile verso un finale che tutti immaginiamo come il più nero possibile, ma ciò non toglie che vogliamo sapere “come” arriveremo a questo finale. La metamorfosi di Jax, o la rivelazione del suo vero essere di fronte a se stesso, è stata portata avanti da Sutter in maniera estremamente credibile, e Jax non è un personaggio facile da scrivere. Per quanto mi riguarda, lo dimostra il fatto che quando pareva finita per Tig, per un attimo ho davvero pensato che Jax l’avrebbe sacrificato a Pope, che volesse punirlo per aver causato indirettamente la morte di Opie. Non sarebbe stato out of character, come non lo è stato quello che invece è realmente successo. Non è facile scrivere personaggi che si muovono su una linea sottilissima, che tolgono e mettono una maschera e che giocano con l’ambiguità fino a smarrire se stessi. Non è facile, ma Sutter ci riesce molto bene. Così come riesce bene a padroneggiare gli elementi classici della tragedia, a mostrare le sfumature del Male che si insinuano ovunque e corrompono tutto, non dimenticandosi mai di “accarezzare” i suoi personaggi, anche quelli più disgraziati, con piccoli tocchi che li illuminano e li rendono vivi. Questo per me è saper fare drama.

All’episodio e alla stagione:

 

Note:

  • Bobby si dimette dalla carica di VP. Spero che a succedergli sia Chibs, il mio preferito.
  • Una piccola oasi di buoni sentimenti ci viene concessa con Tig che salva una femmina di pit bull dall’esecuzione, quasi un sostituto per la vittima innocente che non è riuscito a salvare (la figlia), e con il legame di sincero affetto che sembra unire Nero e Jax
  • Clay finisce in carcere, con la condanna a morte di August che gli pende sulla testa. Morirà? Io non ci giurerei. Chi potrebbe aiutarlo a uscire? Juice? Galaan? O per lui è davvero finita per sempre?
  • In realtà non viene mostrato chi sia stato a incastrare Tara, ma sono quasi certa che sia stata Gemma, che ha avuto la spinta definitiva dalla conversazione che ha origliato tra Nero e Jax. Incastrando Tara si assicura non solo che Jax non la abbandonerà, ma anche che non lo farà Nero.
  • Donal Logue, l’interprete del Marshal con una lista di precedenti lunga come la quaresima, ha confermato la sua presenza nella stagione 6 e ha detto che il suo personaggio porterà nella serie una violenza mai vista prima. Prepariamoci.
  • Se gli Emmy non fossero la buffonata che sono, una candidatura a Ron Perlman non potrebbe toglierla nessuno.

Daniela G.

DaphneMoon in una vita precedente. Mi piacciono le serie raffinate e quelle dove la gente si spara in faccia senza tanti complimenti. Esempio di mirabile sintesi di entrambe queste caratteristiche? The Wire.

31 Comments

  1. recensione perfetta, non c’è da aggiugere altro se nn che l’immagine finale di Gemma e Jax e il figlio che prende l’anello del padre è il sunto del passato, del presente e del futuro…pura poesia !!!

    p.s. io nn sono convinta che sia stata Gemma a deninciare Tara….

    Rispondi

  2. Sono perfettamente d’accordo con la recensione… forse qualche episodio troppo di attesa, e mi è sembrata appena appena al di sotto di un paio di punti rispetto a la fenomenale terza serie. HANDS ON THE WHEEL BITCH fa il paio direttamente con I AM NOT IN DANGER SKYLER, I AM THE DANGER […] I AM THE ONE WHO KNOCKS…..Sutter superlativo.

    Rispondi

  3. Straordinario episodio. Altrettanto la stagione appena conclusa. Micidiale. Non solo non c’è più redenzione al male, come nell’episodio precedente, ma il male è l’unica cosa che ci circonda.
    Sutter ci porta per mano nella tragedia greca e pesca a piene mani anche da Shakespeare, il tutto raccontando vicende di ordinaria violenza di un gruppo di “bifolchi e tamarri” motociclisti californiani.
    Sicuramente “Sons of Anarchy” è tra le prime 5 serie televisive contemporanee ancora in onda.

    Daniela, pertanto concordo con te. Sul finale immenso anche. E l’odio per quella strega malefica di Gemma è alto quasi quanto quello per i Lannister. Vedremo se nella quinta stagione Jax aprirà gli occhi.
    Avrei solo due appunti.
    Il primo: tutti i piani sono campati in aria, non solo quelli televisivi; perdonami ma trovo la critica ingiusta. Semmai il difetto sostanziale è che dopo il geniale piano del finale della terza stagione, da Jax uno può aspettarselo, ma è di poco conto, dato che Sutter ha giocato “pulito” e mostrato più il perché e il come, che la sorpresa.
    Il secondo è che definisci bellissima la cover di uno dei più bei pezzi musicali di sempre della più grande rock band di tutti i tempi. Diciamo che perlomeno non l’hanno distrutta… ;-)
    Se “Mad Men” sapesse usare la musica come SOA sa fare nel 90% dei casi, rivaleggerebbe con GOT come miglior serie attuale.

    P.S. non so bene del sistema giuridico statunitense, sulla differenza tra deposizione a voce giurata e scritta, ma il punto è un altro, credo: il RICO era stato buttato via perché ha commesso un omicidio, perciò la parola di un criminale non può essere presa sul serio; il taglio della lingua è un’auto mutilazione, per cui rende l’autore insano di intendere e volere, quindi non attendibile.
    O qualcosa del genere.

    Rispondi

  4. @ Pogo:
    secondo me la cover è molto bella. E’ ovvio che non sia all’altezza dell’originale, che è inarrivabile, ma presa di per sé è un gran bel pezzo. Poi scusami se dissento, ma GoT per me non sta nemmeno tra le 5 migliori serie del 2012, questione di gusti, nella musica come in altre cose.
    Il piano di Jax era un azzardo incredibile, bastava che una minima cosa andasse storta e tutto sarebbe finito con la sua morte e quella di Tig. Il suo piano della terza stagione era ben altra cosa. Ma come ho scritto, questo tipo di piano quasi suicida ci sta tutto, è in linea con quello che è Jax ora.

    Rispondi

  5. massimo alberti 10 dicembre 2012 at 11:57

    @ Daniela G.:
    Ciao Daniela! anche io su quel punto dissento: è vero che “se Dante-Navarro non allevava cani, se se se…” ma secondo me non è questa la questione. La domanda che dobbiamo farci è se quello che abbiamo visto – considerata comunque l’alta soglia di sospensione dell’incredulità di SoA – è credibile e coerente con i personaggi. E secondo me lo è. Comunque poi appena finisco di lavorare ti motivo meglio la mia lettura!!!

    Rispondi

  6. @ massimo alberti:
    ti giuro: non ho capito una cippa di quello che hai scritto XD
    se stai parlando del piano di Jax, ripeto di nuovo: è coerente con quello che lui è diventato adesso, ma è un azzardo incredibile e gli è andata di culo, tutto qua.

    Rispondi

  7. Un: “Ammazza!” alla recensione è impossibile non dedicarlo ;) sulla bellezza e sulla solidità della stagione tutta non mi trovo poi così concorde.
    Intendiamoci, SOA in quanto show non si discute, è una rampa di scale superiore a molti, probabilmente allo stesso livello di altri “mostri sacri” citati nel pezzo. Eppure questa stagione mi è sembrata meno compatta di quella precedente, sopratutto per il reiterato utilizzo di escamotage già visti (il paragone Stahl-Pope ad esempio) e per un’ispirazione musicale inferiore (la quarta stagione ci regalò delle gemme nascoste davvero notevoli, qui ci si è buttati un po’ più sul mainstream spinto: Soundgarden, Jane’s Addiction ecc.).
    Ripeto, il livello di scrittura sutteriano resta mediamente alto, eppure SOA mi sembra soffrire di quell’incostanza che accompagnava The Shield: dove le stagioni dispare parevano più a fuoco rispetto alle pari, mentre in questo caso accade il contrario (2 e 4 a mio parere, sono inarrivabili).
    Resta un’impalcatura solidissima e una profondità intellettuale che va decisamente oltre l’intrattenimento.
    Per conludere: difficile che sia stata Gemma ad incastarre Tara (se Jax lo venisse a sapere sai che fine farebbe la madre? Già di suo ancora inguaiata dalla questione Abel), quasi impossibile che Clay passi a miglior vita. Il momento del redde rationem non è ancora arrivato.
    ps: Bobby lascia la carica di VP, ma è l’unico Sons a conservare un po’ di saggezza. Gesto coraggioso e coerente il suo. Facile prevedere che Chibs prenda il suo posto e che Tig torni ad essere il guardaspalle del nuovo presidente, come una volta lo era per Clay.

    Rispondi

  8. ho atteso la recensione quasi quanto una puntata nuova e non mi avete deluso, come sempre.
    grazie Daniela G, hai espresso esattamente le sensazioni che ho provato durante la visione di una puntata molto Fuck Yeah.
    altre stagioni forse sono state più forti (la due sicuramente), ma trovo incredibile che una quinta serie mi tenga ancora ancorata e mi stupisca in questo modo.
    sento ancora quell’alone di disagio, quel formicolio presente ormai dall’inizio di SOA, i personaggi sono credibili nella loro caratterizzazione, gli attori con un sospiro con uno sguardo con un cenno riescono a trasmetterti sconfitta, sete di potere, voglia di giustizia, ritrovato amore o senso di abbandono.
    è davvero una serie magistrale.
    grazie Sutter

    Rispondi

  9. Ok, adesso aspetto che Jax uccida Gemma…

    Rispondi

  10. Daniela G. ha scritto:

    Il piano di Jax era un azzardo incredibile, bastava che una minima cosa andasse storta e tutto sarebbe finito con la sua morte e quella di Tig.

    Lo sbarco in Normandia, è stata una delle operazioni belliche più calibrate della storia umana. Si cercò di prevedere tutto per fare la sorpresa ai nazisti. Eppure, quello che permise agli Alleati di uscirne con “pochissimi” caduti (tranne a Omaha, lì fu l’inferno in terra) fu la lentezza decisionale degli stati maggiori tedeschi, perché Hitler dormiva e nessuno volle svegliarlo e il meteo che non “era favorevole” agli sbarchi, per cui i nazisti andarono a dormire tranquilli convinti che non sarebbe stato quello il giorno del D-Day…
    Tutti i piani sono campati per aria prima di metterli in atto, altrimenti non esisterebbero frasi leggendarie come “Varo rendimi le mie legioni”…

    Daniela G. ha scritto:

    Poi scusami se dissento, ma GoT per me non sta nemmeno tra le 5 migliori serie del 2012, questione di gusti, nella musica come in altre cose.

    Ci mancherebbe e mica devi scusarti. I gusti sono gusti e non si discutono. Per te GOT può essere pure l’ultima.
    Il fatto, però, è che GOT, nonostante faccia scempio di ASOIAF, è un grande affresco morale, civile, narrativo, dell’umana condizione, della società umana, delle aspirazioni individuali, di ogni cosa che ci tiene attaccati alla vita terrena (avarizia, amore, invidia etc…).
    Nessuna serie attualmente lo fa, nemmeno “Sons of Anarchy”, che pure prende a piene mani nella tragedia greca il senso di ineluttabilità del fato e della spirale del male, con tocchi dell’Amleto.
    SOA è quasi al livello di “Mad Men”, che è molto più raffinata ed elegante e che io definisco “La Serie”.
    E penso che questo finale così amaro (Jax vince su tutto e tutti, salvo sul “fato”, dove risulta miseramente perdente) sia la degna prova della forza di SOA.

    Scusatemi ma oggi sono in “pausa” e quindi scrivo a ruota libera… :-D

    Rispondi

  11. Io apprezzo gli epsiodi estesi, ma solo quando hanno senso di esistere. Mi spiegate a che servivano i 20 minuti extra in quest’episodio? O nei 3 precedenti, a dirla tutta.

    Rispondi

  12. Episodio che parte un po’ lento ma che si trasforma secondo me nel miglior finale di sempre, perchè anche se l’uccisione di Stahl rimane la scena migliore questo episodio nel complesso rimane di poco superiore per me. In questo episodio mi preme sottolineare quello che è il primo errore tattico di Jax IMO. Clay era sinceramente pronto a farsi da parte senza rancore per una volta e viene incastrato in malo modo, con Gemma a giocare un ruolo fondamentale. Dato che Clay è immanicato con l’IRA non credo che quattro Gangsta di Oakland costituiscano un grosso problema per lui e sarà un nemico temibilissimo la prossima stagione anche da dietro le sbarre. Inoltre la verità sulla morte di Pope verrà presto a galla e August agirà di conseguenza creando problemi anche su quest’altro fronte. Bobby, che ha capito tutto questo, lascia la carica di VP e mi dispiace, soprattutto perchè all’orizzonte non c’è un degno sostituto. La soluzione più probabile pare essere Chibs ( :love:) con un ritorno di Tig a Sgt. ma per quanto adori Chibs non possiede le capacità “politiche” e tattiche per poter essere un buon VP, d’altro canto è perfetto come Sgt. perchè è un uomo d’azione e senza paura ma soprattutto perchè tra lui e Jax c’è fiducia incondizionata, qualità fondamentale per il Sgt., non del tutto presente tra Jax e Tig. Altri candidati per i due ruoli però non ne vedo. Per la prossima stagione rimane anche la questione del Marshall, dell’adattamento di Tara al carcere e del fatto che, prima o poi, tra JT, Clay e Tara, anche Gemma dovrà rispondere delle sue azioni. Saranno 9 mesi molto lunghi!

    Rispondi

  13. Massimo Alberti 10 dicembre 2012 at 13:33

    @ Daniela G.:
    perdono, la sveglia alle 4 è nemica della lucidità…
    Provo ad articolare meglio:
    In questo finale di stagione -anzi, in questo episodio, da qui in poi non parlerò più di finale di stagione – credo che abbiamo visto cosa si intende, quando si dice che Sutter ha un arco narrativo basato su 7 anni.
    Chi se lo ricordava quell’insignificante particolare del cane di Tig, motivo del suo scontro con Kozak, e perso nell’oblio degli inutili siparietti delle scorse stagioni? Ecco.
    Quanti inutili particolari sui quali abbiamo riso e criticato saranno invece fondamentali e determinanti in futuro?
    Non è questione di caso, o siparietti: ma di maniacale costruzione di un personaggio, in ogni dettaglio. Il cane è parte integrante del personaggio di Tig, della sua personalità. Non è il cane quindi ad averlo portato lì: è lui stesso, è la naturalezza e la verità del suo personaggio.
    In fondo è successo anche in questa stagione: la irritante e a tratti insopportabile pussy fight tra Tara e Gemma è l’appiglio che ci permetterà di andare avanti, in un episodio che al minuto 47 e al minuto 51, per quel che mi riguarda, poteva essere tranquillamente il finale di serie di Sons of Anarchy. E invece c’è ancora molto da raccontare, un passato da esplorare, relazioni da capire e sviluppare.
    Certo Sutter lo fa a modo suo: la sua non è certo una scrittura ricamata alla Mad Men, o raffinata, o con le complessità di un buon Spy. Ma è dannatamente perfetto per il contesto: diretto, a suo modo poetico e teatrale nel raccontare il mondo di una serie di pazzi.
    Visto in quest’ottica, rivedo il mio giudizio anche sulla conclusione della scorsa stagione: sbagliamo a valutare SoA episodio per episodio, o il finale di stagione, e così via.Credo che sia altrettanto sbagliato, quindi, soffermarci troppo sulla casualità di determinate situazioni, o sulla comodità di certe scelte, no, non è questo il punto. Il punto è che sono credibili e reali. SoA è un pacchetto completo di una storia divisa in capitoli, che possono esaltarci più o meno, ma il giudizio non potrà che essere sulla storia nel suo complesso.
    Credo che siamo di fronte a qualcosa di enorme, e pastoso: sicuramente unico.
    Usa tutti gli appigli deboli,inutili, forzati che vuoi Kurt. Ma se poi devi sfoderarci un telefilm così, per quel che mi riguarda hai carta bianca totale per i prossimi due anni.

    Lo sviluppo dei personaggi, persino nei più secondari e quasi senza vederlo, mostra una crescita realistica e coerente.
    E Jax? Credo che Bobby sbagli nel suo essere Naif quando dice a Jax: sei diventato come lui. No, non è quella la chiave: Jax è diventato più di lui. La Chiave è Jax che dice: “queste cose avrebbe potuto farle solo Pope”. Jax è diventato Pope, un leader da cui ha assorbito, succhiato, studiato, cercando in quegli incontri di capire come si fa a comandare. Un esempio lo abbiamo visto proprio con Tig: la capacità di conoscere ogni più piccola e insignificante sfumatura nel carattere dei suoi uomini per saperla sfruttare. Per non parlare di gemma, e di come quasi sommessamente si sia ripresa il suo posto al tavolo, come Old Lady del capo.

    Questo episodio, e questo telefilm, spacca, spacca, spacca, spacca, spacca, spacca, spacca.

    Rispondi

  14. A me Jax sta sulle palle. Vorrei che morisse. Questa stagione ho preferito di gran lunga Clay.

    Rispondi

  15. Massimo Alberti ha scritto:

    Jax è diventato più di lui

    Sono d’accordo.
    Va precisato, tuttavia, che è il prezzo da pagare per risolvere il male creato da Clay.
    Diciamo che Sutter si è ispirato come minimo alla trasformazione di Darth Vader, di Anakin… che finisce nel male pensando di poter fare il bene. Cosa che poi è nella storia dell’umanità.
    Jax toglie SAMCRO dai grandi problemi che lo hanno inquinato, da cose più grosse, come droga, armi etc… per fargli fare business legittimi (non ottenuti in modo legale, ma la natura del club è quella…), ma per farlo, finisce in una spirale del male sempre più profonda e che colpisce lui, non più il club.
    Il prezzo da pagare è infatti tutto personale. Tara è sua moglie. Non del club.
    Come ha detto Otto? Il club vive, Reedwood sanguina; in altre parole, Jax.

    Rispondi

  16. -Gemma riesce ad essere più meschina in una scena qualsiasi, che Vic Mackey in sette stagioni. Mette i brividi.
    Jax per me può commettere qualsiasi tipo di scelleratezza, ma Ron Perlman con una smorfia è capace di riprendersi tutta la scena. Provo ad immaginare SOA senza di lui. Nah! Non basterebbe un Harvey Keitel qualsiasi nel cast..

    -August, perfettamente conscio di come sono andate le cose, e dell’investitura che Jax gli ha gentilmente regalato, ordina l’assassinio di Clay, e sul suo volto compare un’espressione più che soddisfatta, oserei dire, di gratitudine.
    Una tacita intesa, scattata inconsciamente dal dialogo in cui Jax gli fa un complimento: “you’re loyal and patient”. Una lisciata alla Gemma. Da li il forte sospetto che Jax avrebbe ucciso Pope e August ne avrebbe beneficiato.
    Bravissimo Sutter in questo caso a creare un legame tra due personaggi in un paio di battute.

    -Non riesco ancora a capire se Maggie Siff, cleavage a parte, possa essere definita una brava attrice o meno.

    My Two Cents
    JL

    Rispondi

  17. capolavoro assoluto, per me sul piedistallo assieme a Breaking bad e, casomai continuasse così, Person of interest. Raro caso nel quale vengo qui su, leggo la recensione ed i commenti senza sentire quasi mai il bisogno d’ aggiungere niente o dissentire, magie di SOA.

    Rispondi

  18. Sono riusciti a tenere in vita Clay anche in questa stagione.
    Season Finale deludente,come il tutta la serie da 2 stagioni a questa parte.
    E pensare che la premiere (recitazione di Coates inclusa) prometteva bene..
    Alienware ha scritto:

    Io apprezzo gli epsiodi estesi, ma solo quando hanno senso di esistere. Mi spiegate a che servivano i 20 minuti extra in quest’episodio? O nei 3 precedenti, a dirla tutta.

    Concordo.
    Eh,eh..ste canzoncine,vuoi mettere..
    Ho letto nei commenti paragoni ingenerosi fra S.O.A. (ormai la parodia di sè stesso) e molte fra le mie serie preferite: Mad Men,Breaking Bad,Game Of Thrones,Person of Interest.De gustibus..
    Complimenti per la recensione (anche se sprecata,dal mio punto di vista).
    MEEEEEEEEEEEEHHH :-D

    Rispondi

  19. @ zos:
    Perdonami l’atteggiamento “partigiano”, va bene tutto, qualunque critica (articolata o meno), ma avvicinare SOA a Person of Interest mi sembra quanto meno azzardato… ;)
    Ok Mad Men e Breaking Bad (e ve bene che sono intoccabili, ma dei difetti li puoi trovare anche lì) ma Person of Interest…
    Inoltre, SOA deludente da 2 stragioni a questa parte? Siamo alla quinta, quindi giudichi “molle” anche la quarta?
    Mi sa che hai ragione te: de gustibus :D

    Rispondi

  20. @Luca
    Parliamone.
    Trovare qualcuno che ha un punto di vista diversissimo dal mio ma che è disposto a discutere tranquillamente (senza isterie e fatwe stile “se non ti piace guarda altro” o “non capisci una mazza,ovviamente senza offesa..”) non può che farmi piacere.
    Io trovo S.O.A. in fase calante già dalla terza stagione (che si riscattò giusto nel finale con l’uccisione della Stahl).
    La quarta stagione che non mi è piaciuta e questa quinta stagione è stata poco meglio in qualche rara occasione (uccisione di Opie,arrosto di Dawn,rese dei dei conti varie..).
    In un altro commento argomentai come trovassi il decadimento di questa serie dovuto principalmente alla scelta (credo legata a legittimi motivi “commerciali”) di allungare la tragedia shakespeariana a ben 7 stagioni (quando secondo me si poteva concludere con un epocale quarta stagione con episodi da 50/60 min l’uno).
    Tra l’altro tale allungamento è stato e viene gestito in maniera discutibile,inserendo digressioni musicali e momenti “d’azione” che lasciano il tempo che trovano (che fine ha fatto il tipo che rubò il Suv a Gemma?) e che comunque abbassano la tensione invece che aumentarla (gli inseguimenti ormai li trovo comici).
    Una delle conseguenze di questa scelta di menare il can per l’aia fa si che emergono altri limiti,quali le lacune recitative di molti attori (Hunnam in testa) alcuni dei quali si trovano spesso loro malgrado confinati in ruoli marginali (il Chibs della terza stagione non si è più rivisto,i prospect e i nuovi membri come il panzone sembra siano stati reclutati ad una Comic Convention fra i vari fans della serie).
    L’evoluzione (secondo me involuzione) psicologica dei personaggi mi sembra forzata :alcuni sembrano essersi rincoglioniti (Juice),altri come Clay e Tig inspiegabilmente “ravveduti” (anche se sono stati relativizzati per sottolineare per contrasto la spirale in discesa – “the downward spiral”- di Jax),persino Tara che mi è sempre piaciuta è stata “rovinata” (il personaggio ambiguo degli esordi ha ceduto il passo ad un insipida mogliettina che spalleggia il giovane leader intento ad autodistruggersi).
    Come scrivevo: de gustibus.
    La partigianeria è inevitabile: io sostengo che persino la ben fatta Person of Interest (che è una serie tutt’altro tipo, puntate prevalentemente autoconclusive,meno “autoriale” e con meno riferimenti letterari/teatrali o ambizioni filosofiche) è meglio di S.O.A.
    Breaking Bad e Mad Men non mi sognerei nemmeno di scomodarle (pur con i loro immancabili difetti).
    Sons of Anarchy aveva tutto per essere anche meglio delle ultime due serie sopracitate,purtroppo è diventato una melensa telenovela con qualche momento crudo e con scelte ed elementi narrativi inseriti e tolti alla c@zzo di kane (hanno persino sprecato “Machete” e…che pessima la scelta di Harold Perinneau Jr. per il ruolo di Pope,non si poteva vedere,da tempo non vedevo un’interpretazione così finta).
    Speravo si riprendesse con questa stagione ma sono stato deluso anche questa volta.Va bè,per fortuna ci sono Jim Caviezel e Michael Emerson a consolarmi (in attesa dei ritorni di The Walking Dead e Game of Thrones).

    Rispondi

  21. Partiamo dal de gustibus, che secondo me è sovrano. Piaccia o non piaccia ad alcuni soloni della critica tutta: cinema, musica, letteratura, tv ecc… [senza alcun riferimento a serialmente].
    Provo ad andare con ordine:
    – alcuni dei tuoi appunti sono nobilissimi. Io però, credo che il problema più grande di SOA sia uno solo: viene “sopravvalutata”. Sutter è un grande distributore di oppio per popoli. Come tutti i grandi story-teller parte dai classici per poi mascherarli (i bikers e l’Amleto). Il punto è che lui non è il creatore di Breaking Bad, che gira in maniera non televisiva. Sutter è un ottimo scrittore che fa delle sue facilonerie (ad esempio il modo secco e improvviso di chiudere alcune linee narrative: il cartello la scorsa stagione; o alcune ripetizioni: la Stahl e Pope) il suo punto di forza. Insomma è bravo, tu gli credi, sei contento. Poi però, si fa risucchiare dalla matrice nobile del progetto, quindi addio o quasi alla componente criminale di lotta tra bande rivali (ad esempio) e via con il pistolotto familiare. Che alla fine stufa, perchè appesantisce quella che in superficie potrebbe restare una serie action (gli inseguimenti e le sparatorie da te criticate) alternata alla rilettura dell’Amleto. Che invece prende il sopravvento.
    – Chi ha visto The Shield non solo con la bava alla bocca, sa che Sutter è anche incostante nelle stagioni. Alcune sono di passaggio e basta. Altre formidabili (i The Shield “dispari”, ad esempio). Basta leggere qualche sua dichiarazione per capire che si crede d’essere Dio in terra. E’ uno spaccone, che crede di avere la parola giusta per tutti. Un adorabile spaccone, aggiungerei. SOA è la sintesi perfetta dell’essere Kurt Sutter, ancora più di The Shield (progetto non solo suo) SOA racchiude pregi e difetti del suo creatore, che sono lampanti.
    – Detto ciò, credo che SOA 2 e SOA 4 siano delle creature monumentali. SOA 1 e SOA 3 parti mezzi riusciti, ma dalla metà in poi. SOA 5 una carta giocata maluccio: incostante, schematica, a volte prevedibile nell’alternarsi dei momenti. Il prodotto di uno scrittore ormai mainstream che, ottenute altre 2 stagioni, si pone 2 obiettivi: far fuori un personaggio caro al pubblico per scrollarsi di dosso l’etichetta di autore troppo legato ai suoi volti cardine (Opie). Riazzerare quanto il finale della 4 sembrava far pensare (Gemma e non più Tara dietro il boss del club nell’ultimo fermo immagine).
    – Resta il gusto del fan, che magari non impazzisce per Bordwalk Empire perchè di gangster anni ’30 ne ha piene le scatole ma al cinema un film stile SOA non l’ha mai visto. Lo stesso fan che vede le sbavature ma le perdona, perchè è passato sopra ai passaggi a vuoto di The Shield e sa che vale la pena continuare…
    Come vedi, tutto ritorna ad una questione di gusti ;)

    ps. 1) Person of interest non è male, una volta azzardai un paragone con Batman (protagonista che nell’anonimato salva delle vite aiutato da un “maggiordomo” e spalleggiato da un poliziotto prima nemico poi amico), ho evitato a stento ortaggi e pomodori. Eppure ne resto convinto.
    2) Meglio l’utilizzo di Trejo-Machete in Breaking Bad oppure in SOA? Personalmente preferisco il secondo

    Spero di non averti annoiato

    Rispondi

  22. @Luca
    Non mi hai annoiato per niente e condivido buona parte di quanto hai scritto,soprattutto laddove parli di sopravvalutazione e,in un certo senso e implicitamente,smascheri quella che io potrei definire un’azzardata “mitizzazione” di Sutter (e io sono fra quelli che hanno visto The Shield sbavando).
    Sulle parti d’azione non vorrei essere frainteso: il problema è che secondo me tali parti sono prevalentemente riempitivi raffazzonati a beneficio del minutaggio delle puntate (e delle stagioni). A me l’azione di per sè piace,però deve essere funzionale alla narrazione (la rivalità fra bande ad esempio era un elemento che teneva alta la tensione costantemente).
    Per quel che riguarda Trejo: meglio l’utilizzo in Breaking Bad ! :-D
    Come guest star tanto vale sfruttarla al meglio e facendole fare una fine splatter/trash nella migliore tradizione “grindhouse”.
    Parallelismo Person of Interest e Batman ? Anche sì,anche se ci sono importanti differenze (es. Emerson è a tutti gli effetti un co-protagonista che “pesa” ben più del maggiordomo di Bruce Wayne).
    Ti risparmio gli ortaggi,anche se fanno bene alla salute. :-D

    Rispondi

  23. zos ha scritto:

    Ho letto nei commenti paragoni ingenerosi fra S.O.A. (ormai la parodia di sè stesso) e molte fra le mie serie preferite: Mad Men,Breaking Bad,Game Of Thrones

    GOT l’ho tirato in ballo io, ma non ho fatto un paragone con SOA, né con altri. Impossibile farlo: è avanti anni luce rispetto a qualsiasi cosa passi ora in televisione.
    Considerando che fa carta-straccia (letteralmente) di ASOIAF, è pure limitato: altrimenti sarebbe stata l’apoteosi.

    Luca ha scritto:

    Ok Mad Men e Breaking Bad (e ve bene che sono intoccabili, ma dei difetti li puoi trovare anche lì) ma Person of Interest…

    Veramente “Mad Men” di difetti ne ha davvero pochi.
    “Breaking Bad”, invece, ne è pieno; ma non si può dire…
    Concordo in generale con quanto da te scritto in questo passaggio.

    Tornando su SOA, concordo totalmente con Massimo Alberti, quando invita a pensare la serie come unico flusso narrativo lungo sette stagioni.
    Non penso Sutter sia sopravvalutato, né la serie. Per questo non concordo né con Zos, né con Luca: io penso he Sutter sia megalomane e egocentrico, per questo a volte esagera un po’. Per questo SOA non sarà mai una pietra miliare. La terza stagione, ad esempio, piena di autocompiacimento, è una stagione da “potrebbe essere ma non è”.
    Grande serie sì, tuttavia: mischiare la tragedia greca e il buon Guglielmo con un “action-serial” e farlo nel modo in cui lo fa Sutter è grande televisione.
    Se si prendono i singoli segmenti di questa saga sul male e la sua spirale, ci si accorge che ha qualche difetto. A volte dei veri e propri buchi.
    Se la si guarda nella sua interezza, partendo dal primo episodio della prima stagione, i difetti si possono lasciare sullo sfondo e forse dimenticarli.
    Tra l’altro, “il romanzo di formazione” che riguarda Jax funziona alla grande. E Jax, si voglia o no, è il protagonista (la coralità di SOA è uno specchietto)…
    “Sons of Anarchy” per me – tra le serie in onda – è la miglior apologia sul male e l’oscurità presente in ognuno di noi.
    E io sono sempre molto critico in generale: basta andare a rileggere cosa scrivevo della terza stagione e dei limiti di Sutter…

    P.S. gli inseguimenti li trovo ridicoli anch’io, ormai, anche perché fatti un po’ peggio delle prime stagioni (prima di tutto perché sono un po’ lunghetti)…

    Rispondi

  24. @ zos:
    Sutter è mitizzato, anche oltre i suoi meriti. Intendiamoci, a me piace tantissimo il suo modo di lavorare (dedicarsi ad una creatura alla volta, senza finire a fare il “produttore esecutivo” su chiamata alla Abrams. Tanto per fare un esempio importante), però spesso e volentieri gli si perdona troppo, se non tutto. Ti spiego, io resto un cinefilo, alle serie tv ci sono arrivato tardi, qui cerco (oltre alla dilatazione temporale di storie e personaggi) qualcosa che al cinema non ho visto, almeno non fatto così bene. Di film alla SOA ce ne sono pochissimi, sopratutto ben fatti. La serie è ottima, eppure palesa dei difetti evidenti, figli di quell’intellettualismo che alle volte la porta ad essere un “drammone” familiare e basta. Di mio reputo il livello medio considerevole, ma è indubbio che quest’ultima stagione ha vissuto di alti e bassi. Va bene l’arco narrativo delle 7 stagioni, ma le serie si vedono di settimana in settimana: e questa stagione spesso è inciampata nei suoi limiti. Certo è, che se un alieno scende oggi sulla terra e la recupera tutta di fila resta affascinato, ma solo perchè non ha dovuto attendere prima 7 gg tra un episodio e l’altro e poi 9 mesi per un’altra stagione. Mi auguro che SOA torni ad essere una serie criminale e poi una strizzata d’occhio all’Amleto, così come The Shield era prima un poliziesco e poi una tragedia greca. Anche perchè i riferimenti alti non li ha mica inventati Sutter, basta pensare al più misero western all’italiana degli anni ’60, scritto con in testa Omero …
    Ripeto, è questione di gusti: pensa che io sono uno dei pochi a cui piaceva il Walking Dead di Darabont, da ragazzino ho fatto indigestione di zombie-movie, mi piaceva quel tocco di immobilità pre-Mazzara, era qualcosa di nuovo in un genere che ha già detto tutto, ma questo non vuol dire che non apprezzi la svolta ultima che la serie ha subito … ;)

    ps. Emerson è diversissimo da Alfred, però il paragone ci può stare secondo me, sopratutto con il personaggio “luttuoso” di Cavizel, per certi versi molto simile al Batman di Nolan ispirato a Miller.
    Alla prossima

    Rispondi

  25. Pogo ha scritto:

    GOT l’ho tirato in ballo io, ma non ho fatto un paragone con SOA, né con altri. Impossibile farlo: è avanti anni luce rispetto a qualsiasi cosa passi ora in televisione.
    Considerando che fa carta-straccia (letteralmente) di ASOIAF, è pure limitato: altrimenti sarebbe stata l’apoteosi.

    Straquoto e mi sbilancio con un breve off-topic.
    Grazie a G.O.T. che ho adorato sin dalla prima puntata sto scoprendo i libri (sono arrivato all’inizio di A Feast for Crows) e li sto trovando talmente appassionanti che ho mandato in malora qualsiasi timore riguardo a probabili ricaschi negativi sulla capacità di tornare ad apprezzare la per forza di cose “limitata” trasposizione televisiva (il cui progetto pare preveda,da quel che letto in giro, un sempre più marcato distacco dalla saga originale).
    E pensare che non sono mai stato un appassionato di fantasy o romanzi medievaleggianti e se non mi fosse piaciuta tanto la serie televisiva (i cui attori sono superlativi) non so se sarei riuscito ad arrivare a leggere e ad apprezzare i libri come (mi) sto facendo (‘sti libri sono una droga!!).

    Rispondi

  26. zos ha scritto:

    Grazie a G.O.T. che ho adorato sin dalla prima puntata sto scoprendo i libri

    :-D
    Benissimo. Ti ritroverò nella sezione dedicata ai lettori, dunque! ;-)
    Magari lì ci troveremo d’accordo e non come qui su SOA.

    P.S. non ho letto niente in giro su discostamenti e scelte varie: voglio essere libero di dirne di tutti i colori nel momento in cui non “vorranno” (sono contro il concetto che è impossibile tener fede ai libri) narrare la “vera” storia. Ma riserviamoci questo discorso per marzo 2013.
    Qui continuiamo a “litigare” su Sutter. ;-)

    Rispondi

  27. visto che l’ ho citato per primo in questo thread ci torno sebbene off topic. Person of interest a livello di plot è assolutamente al livello di SOA e lo dico da fanboy assoluto di Sutter.
    Sebbene siano pietanze differenti il modo in cui le varie sottotrame si chiudono ed aprono in perfetta armonia e senza mai lasciare delusi, girando come gli ingranaggi di un orologino svizzero rendono da questo specifico punto di vista POI una serie difficilmente superabile nell’ attuale panorama, persino in breaking bad ci stanno alcune scelte (nella maestosità generale capiamoci) discutibili, idem in questa stagione di SOA, POI invece dando tutti i benefici del dubbio legati alla differente età anagrafica delle serie paragonate tra le quali POI è la più giovane e quindi con una mitologia ed una trama orizzontale ancora “in progress”, è quella con la maggiore coerenza narrativa.

    @ Luca non so chi t’ ha tirato gli ortaggi ma non ci capisce una mazza, perchè c’ hai assolutamente preso.
    POI è una storia di vigilante senza costume e le assonanze con il Nolan del cavaliere oscuro non sono lì tanto per, voglio dire questa serie la scrive per l’ appunto il Nolan fratello che di quei Film li è lo sceneggiatore.

    Rispondi

  28. A me sta serie in un certo senso ha sempre ricordato GTA per un qualche motivo xd
    Stagione che mi e’ piaciuta perche Jax va in giro a far cagate senza troppi complimenti.
    Ma da quando e’ finita la quarta stagione, e cioe’ dal deus ex machine Cia-Cartello e la non morte di Clay ho capito che Sutter sa scrivere pero’ e’ innamorato dei sui personaggi e quindi allunga il brodo in maniera spaventosa. Juice si comporta in maniera completamente idiota per soli motivi di trama. Cioe’ Clay va da Unser succede un casino e tu non dici niente, per nessun altro motivo che non sia quello di fare suspance.
    Il modo in cui si tirano fuori dal cartello e tutti i problemi che sto club da ai propi alleati basterebbe ad averli fatti ammazzare almen 4 volte.
    Per esempio la roba con Tig denota una mancaza di coraggio elevata. Ma Jax che fotte tutti sempre all’ultima puntata con piani abbastanza a cazzo per me comincia a rovinare la serie.
    Resta un bel prodotto, molto lontano dalla seconda stagione.

    Rispondi

  29. arrivo con molto ritardo, mi sono letto tutto (rece e commenti), scrivo di rado ma leggo spesso come la pensano quelli di serialmente sulle serie e chi commenta, e linko spesso.
    stavolta voglio ringraziare sia l’autrice di questa bella e culturalmente alta recensione (lo dico con ammirazione e senza alcun intento ironico, giuro), addirittura per me che sono, sulla cultura letteraria classica un autodidatta, uno spunto per imparare, e i commentatori, soprattutto Luca, Pogo, zos, (A), Massimo Alberti (ma tutti, anche gli altri, hanno aggiunto cose interessanti), per aver messo in piedi una discussione assolutamente rispettabile, educata e, ancora una volta, qualcosa da cui apprendere.
    personalmente, ho trovato la stagione 5 un pochino inferiore alla 4, che mi era piaciuta moltissimo. ma mi sono divertito.
    mi sono quasi stupito di leggere citazioni su Person of Interest, che considero inferiore ad altre serie (tutte quelle citate nei commenti) ma che seguo con interesse, anche se l’ho scoperta tardi; interessante (scusate se l’ho ripetuto un centinaio di volte, ma è così!) il paragone con Batman.
    insomma, grazie.

    Rispondi

  30. complimenti per la recensione.
    la stagione l’ho apprezzata molto. la trovo inferiore però alle altre. sopratutto alla bellissima seconda stagione.
    il problema maggiore di Sutter, è la NON morte dei personaggi. ok, è morto Opie. è vero. ma secondo me, doveva morire anche qualcun altro. Tig o Juice (ha tradito il club, non ce lo dimentichiamo) o entrambi. invece è morto l’intoccabile Pope (che probabilmente tanto intoccabile poi non lo è mai stato…). addirittura sembrava probabile una dipartita della nostra (per sfortuna, è solo un modo di dire! XD) Tara. invece nulla. se ne va in prigione. chi l’abbia denunciata? può essere solo Gemma. non vedo alternative credibili.
    complimenti all’attore che interpreta il Marshall. in pochissime puntate e con molto poco tempo, è diventato una minaccia credibili per i Sons. speriamo bene.
    l’evoluzione di Jax è stata fatta “da Dio”.

    Rispondi

  31. Ok ok, arrivo mooolto tardi. Mi sto rimettendo in pari.
    Premesso che do credito a SOA di essere una delle (se non LA) serie tv il cui coinvoglimento emotivo dello spettatore è a livelli stratosferici. L’empatia che è in grado di creare con tutti i personaggi è davvero quasi unica.
    D’altro canto, però, bisogna anche ammettere che ogni tanto c’è qualche piccola sbavatura di sceneggiatura che spesso incide solo sulle varie trame verticali, e allora ci si passa sopra.

    Ma in questa puntata, secondo me, è successo qualcosa di veramente inaccettabile che ovviamente influenzerà anche tutto quello che succederà da qui in avanti:
    è mai possibile che il nuovo studio in cui avrebbe dovuto lavorare Tara, mandi dei fiori e un biglietto di congratulazioni alla Teller-Morrow? WTF? Perchè non mandarlo a casa di Tara? Ma che senso ha? Questo, ovviamente, SENZA CONSIDERARE MINIMAMENTE il fatto che Tara avesse detto chiaramente che la notizia del suo trasferimento DOVEVA restare segreta fin quando lei non avrebbe dato disposizioni diverse (e non le aveva date, dato che ancora Jax non sapeva dell’offerta accettata).
    E’ stato un piccolo escamotage creato da Sutter per fare in modo che qualcosa andasse storto e che Gemma scoprisse quanto doveva restare segreto.
    Difetto di sceneggiatura davvero imbarazzante secondo me. Gravissimo e ingiustificabile.
    Stagione da OK per questo finale assurdo, secondo me.

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>