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Dexter – 7×10 – The Dark… Whatever

Non ho mai avuto niente in contrario all’evoluzione di Dexter che anzi ho sempre considerato necessaria per la buona riuscita del serial. Evoluzione significa cambiamento, ma secondo un processo ben chiaro e che si prenda il suo tempo. Seguendo questa linea si potrebbe arrivare (più o meno) ovunque. Ma una trota che va a dormire la sera e la mattina dopo si risveglia rospo non è evoluzione, ma il risultato di un folle esperimento di laboratorio e come tale gravido di infauste conseguenze.

Dexter ha un dark passenger, lo sappiamo da quando è iniziata la sua storia. Un’altra cosa che sappiamo è che Dexter chiama così la sua pulsione, giusto per darle una raffigurazione, e non per sgravarsi di un peso che – come mostro incapace di determinati sentimenti – non sente affatto. Anzi, per essere più precisi, è sempre stato il dark passenger il vero Dexter, o quanto meno quello libero dalle inibizioni imposte da un Super-Io che si chiama Dexter Morgan e fa l’ematologo per la scientifica di Miami. Questa settimana invece scopriamo che siccome gli autori non sanno più cosa fargli dire su se stesso hanno pensato bene di mettergli in bocca un paio di discorsi di psicologia spicciola sul fatto che lui forse ha evocato il dark passenger solo per sottrarsi al peso dei suoi omicidi. Di nuovo, quale peso se Dexter uccide solo chi lo merita e – fatto più importante – in realtà questo è sempre stato il mcguffin del suo gioco psicologico: ha bisogno di uccidere ed è meglio uccidere i criminali che in fondo hanno sbagliato e soprattutto la gente non si pena tanto di cercare se spariscono. Come se non bastasse dobbiamo pure sorbirci le sedute d’analisi con Hannah, nuove disquisizioni sul nulla o, peggio ancora, su questioni che conosciamo benissimo senza che ce le vengano a (ri)spiegare con risultati francamenti ridicoli, e mi riferisco in particolare al dialogo in cui lei dice ho visto proprio che hai cambiato faccia quando hai affrontato mio padre, era il dark passenger quello? Eh sì, quello sono io quando divento l’altro, il faccione del mio Hulk… – e, nell’intenzione degli autori, la cosa vorrebbe pure essere cool. Inoltre, anche se mi secca ammetterlo, in questa scena – come in quella del pianto isterico di fronte al padre – mi sono accorto di tutti i limiti attoriali della Strahovski (ma che dio la benedica sempre, quale portatrice sana di gnoccaggine).

C’è però un altro cambiamento nello stile di Dexter, più interessante perché più gravido di conseguenze – e che pure è stato affrontato con una superficialità senza pari. Al di là di chi sia, questa settimana il dark passenger prende una decisione non da poco, spostando il peso della propria ossessione omicida da uno che rientra perfettamente nel codice (lasciato andare perché ha promesso a Debra di non interferire nelle indagini) a un altro che non ci arriva neanche con la punta dei capelli. Ed è a questo rivoluzionario mutamento che mi riferivo nel paragrafo d’apertura. Non che sia un male in sé, ma vedere Dexter che uccide Clint, il padre di Hannah, (interpretato da Jim Beaver, uno che facciamo prima a dire in quale serie non è apparso) solo per impedirgli di spifferare una verità pericolosa su di lei (che, scopriamo nel finale, ha fatto comunque a tempo a rivelare a Debra), l’ho trovato brusco, un’accelerazione evolutiva del suo metodo, in un killer, un tempo, assai più metodico e ponderato (e mi riferisco anche ai modi ormai del tutto raffazzonati con cui esegue i suoi omicidi – è un miracolo che non l’abbiano ancora beccato). Ok, vuole proteggere Hannah, ma in passato mai l’avevamo visto così arrischiato.

Ma in fondo quando lo beccano, a Dexter? Se La Guerta, in questi ultimi episodi accompagnata anche dall’ex capitano Matthews,  ci ha impiegato tutta la stagione per fare un’equazione elementare come questa: l’harbor bay butcher conserva dei vetrini con delle gocce di sangue; Dexter è un ematologo e possiede una barca e ha spostato la barca dal molo consueto subito dopo la morte di Doakes; in più Matthews le ricorda che, da bambino, ha visto fare a pezzi la madre sotto i propri occhi. E Matthews però ancora a dire, ma no, non può essere lui, è un ragazzone d’oro! Vorrei capire dove ci porterà questa storyline. Mi gioco un coltello poco affilato su: niente, azzeramento. Azzardo pure un’ipotesi: La Guerta viene uccisa da un pinco pallino qualsiasi che entra di sguincio nell’intreccio e fa un involontario favore a Dexter. O magari si affrontano Debra e La Guerta morendo entrambe e lasciando il nostro serial killer preferito libero da ogni legame, sentimentale e legale.

Fino a The Dark… Whatever avrei anche scommesso che la nostra capitana della polizia potesse finire incenerita dal piromane, nuovo bad guy inutile, fiancheggiatore della storyline principale su un binario morto, come lo era stato lo scorticatore nella terza. Anzi, peggio, che almeno le vicende dello scorticatore alla fine venivano a intrecciarsi con quelle di Dexter e Miguel Prado. Qui invece gettano l’amo – in ritardo – e concludono tutto dopo due episodi, vanificando anche il depistaggio attuato ai danni dell’investigatore dei pompieri. E sparisce pure prima che possa incidere veramente sull’intreccio stagionale, o salvare il culo a Dexter.

D’altronde cosa dovrebbe dire allora Quinn? (Per non parlare di Batista che non può aprire il ristorante ed è costretto al momento a continuare a fare da tappezzeria). Tutta la trafila di Quinn per mascherare l’omicidio di George, per difendere e far poi fuggire Nadia, è abbastanza risibile. Che volendo poi essere realisti, con la Miami Metro Police che vediamo in Dexter neanche c’era bisogno di armare tutta quella scena. Forse ci sarebbero arrivati, se pure ci arrivavano, tra sette anni, e a quel punto il serial era bello che finito da un pezzo.

The Dark… Wathever è un episodio con troppe mancanze. Ritorna il proverbiale difetto del serial di far entrare e uscire personaggi nell’arco di pochi episodi, solo a vantaggio della trama. Del piromane abbiamo già parlato, ma lo stesso discorso vale anche per Clint McKay, che arriva giusto in tempo per farsi ammazzare e diventare un brusco elemento per far procedere la trama e l’evoluzione – opinabile – del protagonista e per dare un po’ di spessore ad Hannah che ne esce però più o meno uguale. Clint è un vettore più che un personaggio.

Mi spiace, voglio sempre molto bene a Dexter, e i due episodi precedenti che ho recensito mi sono pure piaciuti molto, e continuo a pensare che questa stagione abbia portato molte migliorie, ma The Dark… Wathever resta un altro passo claudicante dopo il precedente: è stato il festival della ridondanza, spesso a danno di elementi ben più interessanti e pregnanti per il futuro: il dialogo al telefono tra Debra e Dexter, questo sì davvero riuscito, la netta dichiarazione di guerra da parte della sorella ad Hannah e lui che non può far altro che dire I understand, perché ormai è chiaro che non può salvare capra e cavoli e che l’imbuto si restringe e i due estremi, sorella e amante, finiranno per scontrarsi, con lui nel mezzo. Spero almeno nella ripresa miracolosa nel rush finale, ma conoscendo Dexter (inteso come serie tv) e la sua tendenza a fare dell’ultimo episodio una macedonia di loose ends… la vedo dura. Ma l’importante è non mollare. Che diamine, è sempre dle nostro serial killer preferito che parliamo, e io gli riserverò sempre un posticino al caldo nel mio cuore tele filmico. (Sperando che non tiri troppo la corda).

Antonio Varriale

Semplicemente il dark passenger di Noodles (e/o viceversa). Non gli bastava il cinema e Sergio Leone. La sua doppia natura lo portò a mietere vittime di notte tra i serial americani. Dipendente dalle dipendenze, non si lasciò sfuggire la possibilità di entrare in un altro tunnel di visioni e meno ancora quello di scriverne pure.

21 Comments

  1. Bella recensione molto equilibrata. Aggiungo che il voltafaccia di Clint Mckay nel giro di 30 secondi (dopo mezzora di moine da paparino redento) non è per niente credibile, un po’ come quasi tutto il resto. La cosa che mi secca di più è scoprire in questo episodio che molto è stato rovinato con la pessima gestione dell’interazione Dex-Sirko. Tutta quella storia dell’amore che ti fa fare cose irrazionali (che appunto detta inquesti termini è ridicola ma poteva diventare il centro di tutta la serie se non ci fossimo persi in mille altre cazzate) cerca un riflesso nella narrazione di questo episodio ma è troppo debole. Così ogni svolta sembra un coniglio tirato fuori dal cappello – che poi questo è lo stesso problema dell’evoluzione di Dexter. Sinceramente ci ho riflettuto e sono giunta alla conclusione che Dexter non si può nè si potrà mai evolvere e che gli autori fanno molto male a puntare su questo elemento facendoci credere qualcosa che non potrà mai accadere. Alla fine è il paradosso intrinseco del personaggio, il più legato e condizionato dal passato costretto a vivere in un presente eterno.

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  2. Perfettamente d’accordo con la recensione. Le premesse con cui la nuova stagione era cominciata mi sembravano ottime, ma dopo quest’ultimo episodio le mie speranze sono crollate. L’evoluzione di un personaggio è fondamentale e la linea del dark passenger era ed è ottima per l’evoluzione del personaggio di Dexter. Ma come hai bene sottolineato tu, è un processo che prevede del tempo. Sono rimasta molto seccata nel vedere che 7 stagioni di Dexter sono state praticamente bruciate in un quarto d’ora, tempo necessario perchè nella mente di Dexter si realizzasse il pensiero fulcro di quasi una serie intera, e cioè che il Dark Passenger non esiste. Ennò! Non ci sto ad una soluzione e risoluzione così sbrigativa e superficiale. Questo è snaturare un personaggio, non farlo evolvere!

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  3. Dexter è semplicemente una serie che è andata avanti troppo a lungo, secondo me la realizzazione di Dexter che il Dark Passenger non sia altro che la propria protezione capricciosa, piaccia o non piaccia, segna un momento decisivo sia per il personaggio (in quanto cambia la propria filosofia) sia per la serie (che finalmente può cambiare rotta e proseguire verso un finale).

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  4. Perfettamente d’accordo con la recensione, aggiungo il mio personalissimo enorme facepalm quando Matthews dice a LaGuerta ‘nono maria.. vado io a parlargli a quatt’occhi così posso capire se è veramente lui il Butcher’.
    Come se bastassero due paroline dette col cuore per fare confessare un serial killer che ha ammazzato una cinquantina di persone…

    Per il resto nulla da eccepire, il crollo verticale della stagione prosegue bello deciso (…)
    Altri due episodi e pure per quest’anno grazie a dio abbiamo finito con questa litania.

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  5. comincio a pensare che ci sia un dark passenger in tutti quelli che guardano dexter che li spinge a venir qui per criticare ed esternare deluzione e amarezza…
    ma chi ve lo fa fare??
    avete fatto un fioretto o ve l’ha prescritto il medico??

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  6. A me invece la puntata è piaciuta e devo dire che Hannah si sta rivelando diversa da quel che sembrava nei primi 6 episodi, il che è un gran bene. Sono contento anche per come hanno gestito la faccenda del piromane fantasma, con la falsa pista piuttosto divertente e il momento chiave finale di Dexter, pilotato ma gradevole, specie in relazione alla sua mossa successiva di lasciare il piromane alla polizia, e quindi a Deb.
    E personalmente ho gradito anche il discorso sul Dark… Whatever con Hannah, ben piazzato all’interno della serie e della stagione. Ora voglio capire come verrà gestita la svolta di Dexter, preparata in questa stagione già a partire da Louis ma che ancora devo inquadrare (nel senso, se il codice ormai si sta sgretolando, e Dexter sta iniziando ad uccidere per motivi più personali le persone che intralciano la sua vita privata, avrebbe potuto uccidere anche Louis adesso?).

    P.S. Che bel cielo stellato durante la scena in barca.

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  7. @ Jeanne:
    Sono perfettamente d’accordo, specie sul fattore legame con Sirko e questione amorosa. Quello era il punto della stagione e tutto doveva convogliare in quell’imbuto lì senza bisogno di piromani e padri dal passato. E’ stata la morte di Sirko a decretare la morte del successo che questa stagione sembrava aver imboccato. avevano costruito una storia, coerente, stagionale, e l’hanno gettata alle ortiche per inventarsi negli ultimi episodi una manciata di cazzate random, scusate il francesismo.

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  8. winston smith 8 dicembre 2012 at 15:44

    A me questo episodio è piaciuto. Sarà per il mitico Jim Beaver o per il fatto che Hannah diventa di episodio in episodio un personaggio più interessante rispetto alla sua forzatissima entrata in scena nella serie e nella vita sentimentale del protagonista, non saprei, ma ho perfino apprezzato la decisione di responsabilizzare finalmente Dexter per le sue azioni. Ho sempre trovato troppo comodo l’affidarsi al semplicistico cuore freddo e all’assenza di sentimenti (ma dove, poi, se è dalla seconda stagione che Dexter prova sentimenti) per giustificare i suoi omicidi seriali e se la cosa lo caratterizzava ed era “innovativa” nel panorama televisivo per le prime stagioni, dopo sette e passa anni trovo giusto che il signor Morgan capisca che il suo impulso è un male, ma allo stesso tempo anche un’assuefazione dalla quale non si potrà mai liberare perché a lui piace fare ciò che fa. Il tutto in vista di un finale di serie l’anno prossimo mai come ora più cupo nelle mie previsioni.
    È vero che il cambiamento spirituale del nostro è stato molto improvviso, ma è anche vero che la serie ci ha ormai abituato ad agire, ahinoi, in questa maniera tempo fa, quindi non capisco questo accanimento verso quello che è a tutti gli effetti il modus operandi dello show dalla stagione 5 (forse anche po’ prima) in poi. Il mezzo è sempre lo stesso, tuttavia la sostanza è finalmente interessante (immagino nessuno voglia ricordare Brother Sam, Travis Marshall e compagnia bella).
    Dexter è una serie precipitata dalle stelle alle stalle? Sì, ma nella sua mediocrità rimane comunque più piacevole della stragrande maggioranza degli altri serial americani di bassa lega, ben cui ben venga il lunedì con un nuovo episodio. Tanto ne mancano solo due (per quest’anno). :D

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  9. D’accordo con la recensione, sono delusa soprattutto dall’espediente dell’Arsonist introdotto come villain a fine stagione dopo aver fatto fuori quel tesoro di Sirko. Se era così improtante da far realizzare a Dexter che il Dark Passenger era una scusa dietro la quale giustificava gli omicidi(e non voglio entrare nel merito della questione, se sia vero o meno) non era meglio farlo apparire in contemporanea con Hannah giusto per dare una linea logica alla storia e anche qualcosa da fare a Quinn e Batista? avrebbe dato un alone di mistero a tutta la stagione e avrebbe reso più sopportabile questa rivelazione per Dex, questa presa di responsabilità. Si è fatto tutto in fretta, spiegazioni telefonatissime, un disastro, per non parlare del rischio più stupido della storia della serie, rinunciare a uccidere il già plastificato villain e consegnarlo alla polizia…e se nonstante il fumo avesse visto il volto di Dex?e se raccontasse alla polizia cosa è successo nello scantinato? perchè prendersi un rischio del genere?era troppo tardi per rinunciare a ucciderlo.

    E vogliamo parlare del caso BHB, perchè Matthews non è ancora convinto che Dex sia proprio un serial killer visto che sa tutti gli indizi,fin troppo chiari che lo sia? che sappia già il suo segreto?perchè in altro modo non me lo spiego. Ma soprattutto perchè non è venuto fuori prima che il capanno della 2 stagione era affittato a nome Jimenez? ok, nessuno lo avrebbe collegato a Dex all’epoca,o forse Matthews si?ma il punto è che sembra che sia la prima volta che lo scoprono…cioè non hanno fatto queste ricerche basilari nel 2007? lo trovo assurdo.

    Spero nello scontro tra Deb e Hannah ,che riesca a dare una bella svolta finale,anche se significasse perdere la mia adorata tenacious Deb :(

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  10. sono d’accordo con tutta la rencensione, dopo 7 stagioni di punto in bianco dexter cambia idea, non uccide più per via del dark passenger ma solo chi gli sta sulle balle? e il codice dove lo mettiamo?, in fondo era per quello che tutti lo adoravamo..mah..

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  11. genio in bottiglia 8 dicembre 2012 at 23:34

    Nota di merito: il rapporto tra Dexter e Hannah, transitato dal sesso all’amore, per me funziona. Ed è la prima volta che succede. Il resto delle trame procede con la consueta approssimazione. Ok.

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  12. winston smith ha scritto:

    È vero che il cambiamento spirituale del nostro è stato molto improvviso, ma è anche vero che la serie ci ha ormai abituato ad agire, ahinoi, in questa maniera tempo fa, quindi non capisco questo accanimento verso quello che è a tutti gli effetti il modus operandi dello show dalla stagione 5 (forse anche po’ prima) in poi. Il mezzo è sempre lo stesso, tuttavia la sostanza è finalmente interessante (immagino nessuno voglia ricordare Brother Sam, Travis Marshall e compagnia bella).

    questi sono sempre i commenti che non capisco. che significa: lo sappiamo la serie è andata alle ortiche allora è inutile sottolinearne i difetti? una recensione secondo me deve essere quanto più obiettiva possibile, facendo ovviamente trasparire (volontariamente e non) la soggettività del recensore (tant’è che come ho scritto alla fine, io a Dex voglio bene sempre, anzi proprio per questo ci tengo molto e sono anche meno indulgente a volte). se un difetto persiste lo si registra; solo perchè gli autori non lo risolvono non significa che ex abrupto diventi un pregio.

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  13. violetta ha scritto:

    Si è fatto tutto in fretta, spiegazioni telefonatissime, un disastro, per non parlare del rischio più stupido della storia della serie, rinunciare a uccidere il già plastificato villain e consegnarlo alla polizia…e se nonstante il fumo avesse visto il volto di Dex?e se raccontasse alla polizia cosa è successo nello scantinato? perchè prendersi un rischio del genere?era troppo tardi per rinunciare a ucciderlo.

    secondo me l’hanno fatto apposta, una voluta scelta svogliata per abbreviare i tempi e far collegare a La Guerta questa scena del crimine (non commesso) con quella di Travis che ha dato il via alle nuove indagini sul BHB. Che ci potrebbe pure stare, se non venisse da una scelta di Dexter del tutto PRIVA DI SENSO. Il nostro non si può più definire neanche sloppy, ma proprio rimbecillito (da una scrittura svogliata).

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  14. winston smith 9 dicembre 2012 at 02:25

    @ Antonio Varriale:
    Mi riferivo all’atteggiamento generale della rete, non alla tua recensione. Difatti, non l’ho mai citata nel mio commento. Il punto del mio discorso, che a quanto pare non hai capito, è che, seppur a tratti ridicolo, Dexter (la serie, non il personaggio) è ancora in grado di divertire. In fondo, non tutte le serie sono fatte per ambire alla perfezione, specialmente quando non c’è la gente giusta a lavorarci dietro. In sostanza, non puoi (tu generico, non riferito in maniera specifica a te Antonio Varriale) valutare, SECONDO ME, la settima stagione di Dexter come valuteresti la quinta di Breaking Bad: sono su due livelli completamente diversi. Pertanto, è sacrosanto sottolineare di volta in volta gli errori del singolo episodio, ma scrivere di volta in volta le stesse cose in ogni recensione riferite alla serie in generale (per questo, a dire il vero, la “colpa” (tra virgolette perché una colpa non è, del resto voi recensite per piacere e non per lavoro) è attribuibile al fatto che ogni settimana l’analista, o recensore che dir si voglia, cambia) per poi suggellare il tutto con un “MEH!”, un “BIG NONO”, una stella su cinque o chi più ne ha più ne metta non è il massimo per il lettore seriale che vi segue di settimana in settimana. Ritornando al filone principale di questa mia breve arringa, concludo dicendo che, pur con tutti i suoi difetti noti e stranoti, questo episodio di Dexter (preso come unicum e non analizzato nelle singole sue componenti) non mi è sembrato così debole come la recensione lo giudica. Voglio dire, questa stessa settimana è andato in onda il mid-season finale di The Walking Dead in cui si sono visti dialoghi e sequenze totalmente ridicoli e qui su Serialmente è stato valutato con un “FUCK YEAH!”. È vero che esiste la soggettività, ma anche a questa c’è un limite a mio modo di vedere, specialmente quando si recensisce (sempre parlando in generale, perché, come ha già detto, la tua recensione non è manchevole di alcunché, semmai lo è il tuo giudizio in grassetto, che dovrebbe essere più in linea con l’oggetto d’analisi che non con lo standard generico della serialità televisiva, altrimenti sarebbe lecito attendersi un “MEH!” o un “BIG NONO!” nel 95% delle recensioni, altroché). :D

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  15. winston smith 9 dicembre 2012 at 02:57

    Ho tentato di aggiungere delle correzioni e delle piccole annotazioni al mio commento precedente, ma non mi è stato più consentito di modificare l’intervento. Poco male. Sarà per un’altra volta. =)
    Aggiungo in postilla che questo mio post non deve essere preso come un attacco a te, a Serialmente o al mondo dell’analisi telefilmica in generale (del resto non credo ci siano gli elementi per farlo, ma con gli utenti della rete non si sa mai – mi è capitato più volte di imbattermi in persone un po’ troppo suscettibili, ergo metto i piedi per terra, come si suol dire, preventivamente ed evito in questo modo spiacevoli equivoci), ma come un invito a continuare a procedere nella stessa maniera in cui si sta continuando a lavorare, perché è perfetta, magari dando meno spazio e, di conseguenza, importanza a quelle onnipresenti ed enormi (rispetto al resto) scritte colorate un tempo precedute dalla valutazione in stelle, che spesso “corrompono” ottime recensioni e distolgono l’attenzione dallo scritto che conta (personalmente eliminerei definitivamente i giudizi stereotipati (nel senso che sono comuni a tutte le recensioni del sito) e lascerei unicamente gli scritti d’analisi agli episodi, perché sono quelli ciò per cui vale la pena di leggervi – tuttavia questa è solo la mia umile opinione, voi poi agite come meglio credete).
    E con questo, visto l’orario, ti/vi auguro anche la buonanotte. Keep up the good work! :)

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  16. @ winston smith:
    capisc che intendi, ma forse ci stiamo fraintendendo a vicenda. nemmeno la mia risposta era un attacco preciso a te come persona e commentatore, ma solo a una “tendenza” di alcuni commentatori. per dire io preferisco sentirmi dire questo tu lo giudichi un difetto io no per tal motivo, ma non che sia inutile sottolineare una mancanza che si ripete.
    è ovvio che Dexter non è Breaking bad, ma quando recensisco Dexter (io recensore in generale, non per forza io Antonio Varriale) lo analizzo sempre al netto dei confronti. Su TWD, per dire, io sono quello forse che più sferza ogni tanto – e con parecchie rivolte da parte dei commentatori, ahah, che ci stanno benissimo intendiamoci, è il bello del confronto – e dunque lo faccio anche per Dexter. Amche perché questa stagione stava andando una bellezza, mi spiace vedere che cominci ad accartocciarsi di nuovo.

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  17. Sono assolutamente d’accordo con la recensione! L’interazione Dexter-irko che era davvero bella è stata buttata via per un piromane talmente anonimo e inutile che non potevo quasi crederci, per non parlare di Dexter talmente OOC da essere ridicolo (il dark passenger come giustificazione di coscienza proprio NO) il padre di Hannah che non si capisce che ci stia a fare lì, Batista e Quinn che ormai fanno e dicono cose a caso e La Guerta che passa da brillante detective a rincoglionita totale e viceversa quando fa più comodo. Addirittura più che MEH io direi proprio NO

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  18. Io mando avanti tutte le scene con dexter e hannah….noia noia…e poi perchè dura sempre di più di 50 min? Ne basterebbero 40 a dir molto!!! Bo mi sa che abbandono!!

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  19. @nic: tranquillo, tanto è in arrivo il solito prevedibilissimo sciaquone…

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  20. Io davvero non comprendo tutto questo scandalo per il fatto che Dexter sia arrivato ad una conclusione OVVIA: il dark passenger è sì il suo impulso irrefrenabile, ma questo non rende LUI meno colpevole di quello che fa. Leggo di persone (non solo in questo ma anche in altri post) che sono deluse perché senza il dark passenger Dexter è solo “un serial killer come gli altri”, oppure di persone che dicono che il codice è “il motivo per cui lo adoravate”. Dexter è un assassino punto e basta! Con tutti i suoi pregi per carità, le sue buone intenzioni, la sua “coscienza”. Ma rimane pur sempre un assassino, che però “giustifica” i suoi omicidi incanalando la sua sete di sangue in una attività “utile alla società”, o comunque moralmente accettabile.
    Perché non riuscite ad accettarlo per quello che è? Perché dovete immaginarvelo come un supereroe che combatte contro i cattivi? Lui non è questo! E FINALMENTE dopo 8 ANNI lo ha capito anche lui.
    P.s. Bellissima recensione, ad ogni paragrafo scattava un applauso!:D

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  21. @Federica: ma a dire il vero il problema (o meglio uno dei tanti..) della serie è proprio quello..

    All’inizio Dexter era interessante proprio perchè ERA un serial killer che faceva a fette la gente ‘tramite’ il codice non certo in base a chissà quale morale. E pure lui ne è sempre stato cosciente.
    Sono stati gli autori, col passare delle stagioni, a farlo passare per il ‘supereroe’ dal cuore buono che ammazza la feccia, banalizzando la serie e il personaggio….

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