Homeland 2x10

In salotto ho un mobile che mi dà noia ogni volta che il mio sguardo ci si posa sopra. Sì tratta di un pensile, un quadrotto a quattro ante, acquistato sciaguratamente in uno di quei mercatoni di periferia dopo aver visto un’allettante promozione su un volantino. Come giustamente avrei dovuto attendermi, economicità fa rima con qualità solo sulla carta, e le cerniere attentamente regolate dal premuroso operaio – divenuto premuroso dopo aver trapassato un muro da stanza a stanza, ma questa è un’altra storia – si sono allentate prima ancora che avessi tempo di chiedermi quando ciò sarebbe successo, così ultimamente la croce formata dal taglio delle ante è sempre tutta sbilenca. Ora, gli ospiti se ne accorgono solo quando faccio loro notare l’asimmetrico fastidio, ma io so che lui esiste, è lì, e non attende altro che i miei occhi incontrino la sua presenza. Dopo numerosi e vani tentativi di calibrazione del mobile, ho trovato una soluzione infallibile: lo osservo solo nell’insieme della parete, distogliendo immediatamente lo sguardo prima che la vista si focalizzi sul disarmonico dettaglio fonte della mia irritazione. Non so se sia l’unica soluzione, data l’intrinseca scarsa qualità del mobile, o solamente la più semplice, data la mia innata pigrizia, ma per quanto mi riguarda è quella che meglio funziona.

Naturalmente, questa lunga introduzione non serve ad aggiornarvi sulla condizione del mio mobilio, o a chiedere indulgenza per mia scarsa voglia di dedicarmi ai lavori di bricolage domestico, quanto piuttosto per chiarire fin da subito la mia attitudine di fronte a quest’ultimo episodio di Homeland: mi sono goduto lo spettacolo, facendo un paio di passi indietro rispetto allo schermo per cercare di notare il meno possibile tutti quei dettagli fuori posto che hanno provato insistentemente a rovinarmi la visione.

 

I’VE GOT A CRUSH ON BERTHA

Homeland, ormai siamo abituati, gioca secondo regole tutte sue, ignorando spesso buona parte degli schemi che governano abitualmente il processo di scrittura della produzione seriale televisiva a stelle e strisce. Quasi a ricordarcelo, Broken Hearts lancia la sua narrazione in medias res, senza alcun prologo, sbattendoci al termine del consueto riassunto sugli sgabelli di un’anonima tavola calda, di fianco a Saul e Dar Adal. Esattamente come settimana scorsa, quando Stefano si chiedeva se si fosse perso un passaggio nella storia di Quinn, ancora una volta lo spettatore viene posto di fronte a una situazione o un personaggio, di cui pare essere l’unico a non sapere nulla. Poco male, ci pensa il dialogo tra i due a definire per contrasto chi e cosa sia Dar Adal: è uno degli altri, di cui anche Quinn fa parte, è un soldato, ma dubito sia uno di quelli che cucinano o aggiustano veicoli, e soprattutto è uno dei numerosi elementi dell’amministrazione Usa dediti alla tessitura della tela di Penelope, alternando la distruzione del nemico presente alla costruzione di quello futuro, di cui il sistema avrà sicuramente bisogno per continuare ad autoalimentarsi. Chi siano questi altri per ora non è dato saperlo – anche se ho il sospetto che Saul stia per scoprirlo a breve, ma di questo parliamo più tardi.

 

I KEEP WAITING TO FEEL GUILTY

Una scena glaciale quella del ritorno di Brody tra i suoi cari dopo lo scampato (!?) pericolo. Personalmente l’ho trovata la parte migliore dell’episodio, l’imbarazzo che regna tra tutti i presenti nella stanza, con Mike che fa letteralmente le valigie, Brody e Jessica come due estranei in ascensore salvati dall’arrivo dei figli, la sicurezza ostentata di Brody nel tentativo di confronto di Jessica, le insinuazioni nemmeno troppo velate e il telefono che ancora una volta salva la situazione ed evita il ricorso all’ennesima bugia. E soprattutto il piacere del tradimento consapevole, cercato e goduto, senza ripensamenti o sensi di colpa. Un’altra bordata che Homeland spara senza mezzi termini al pensiero comune americano, dal pulpito di uno show che colleziona ascoltatori e consensi.

 

HIS OPERATION, SAUL

Dicevo più su di quei meccanismi narrativi di cui Homeland spesso si fa un baffo. Ecco, laddove nella quasi totalità degli show prevale la decompressione del tempo, Homeland vive a un ritmo in costante accelerazione, dove le trame sbocciano e si consumano in un paio di episodi, incastrandosi, fondendosi, appoggiandosi l’una sull’altra fino a ricadere tutte insieme in un effetto domino in fast-forward. Qualche settimana fa ho – lo ammetto – sbagliato a liquidare troppo frettolosamente l’incidente di Dana e la svolta investigativa di Mike -che rimane una porcata, ma funzionale allo show – complice un episodio dal ritmo più statico. Alla velocità a cui Homeland invece ha ripreso a marciare non c’è tempo né modo di questionare alcunché, tutto esplode tra le mani dello spettatore prima ancora che si riesca ad esaminare ciò che si sta maneggiando. L’indagine su Quinn partita ex abrupto cambia improvvisamente il punto di vista sull’operazione condotta da Estes e pare ricollegarsi al filone della talpa, unico elemento a muoversi a ritmo lento in uno show che presenta solo corsie di sorpasso, la cui lentezza tuttavia è determinata dal suo status di vittima di un guasto – rappresentato, paradossalmente, la conferma di una seconda stagione – che lo ha costretto a una sosta forzata a pochi metri dalla detonazione. Le misteriose assenze di Saul nel finale della prima stagione restano lì a spingere tutti i sospetti su di lui, anche se nel consueto gioco di ambiguità a cui la serie ci ha abituati non si può escludere nessuna ipotesi: Saul è con le spalle al muro, scoperto da Estes e Quinn? Oppure deve solo rendere conto di un’indagine condotta clandestinamente su un membro operativo sotto copertura della CIA?

 

IL DIAVOLO NEI DETTAGLI

Nonostante la ferrea volontà nel mantenere lo sguardo sull’immagine nel suo insieme, è arrivato il momento di parlare dei dettagli fuori posto. Può un’ agente CIA essere rapita a Washington, estratta a forza dalla macchina in mezzo a un incrocio, senza che nessuno faccia nulla? Si può hackerare un pacemaker a distanza? Si possono conoscere dettagli personali – e vitali – del vicepresidente USA da un magazine? Si può riciclare la stessa identica scena a pochi episodi di distanza, privando per altro la replica di tutto quel carico di pathos e tensione che avrebbe meritato, considerando il suo peso nell’economia della stagione? E mi fermo qui, ma i pezzi del puzzle incastrati a forza nella seconda metà dell’episodio sono molti, onestamente troppi.

Ancora una volta, faccio due passi indietro. Ha senso porsi simili domande se queste vengono in mente solo a fine episodio, a mente lucida, e non mentre si viaggia schiacciati sul sedile con davanti agli occhi il confronto tra Carrie e Abu Nazir, o il scontro finale – in tutti i sensi – tra Brody e Walden? Probabilmente, avrebbe più senso chiedersi se la velocità dello show che concatena in una manciata di episodi eventi con cui altri riempirebbero stagione sia una cifra stilistica, o un artificio narrativo per mascherare i passi falsi, inevitabili in un racconto fantapolitico sopravvissuto al suo suo suicidio annunciato. Ma non è questo il momento adatto.

E ancora, perché farsi ora queste domande e non rimandarle a un domani, quando non ci sarà più in tv uno show capace di far riflettere in questi termini sull’odio atavico che lega le civiltà e i singoli, sulle differenze tra un soldato e un terrorista, e su tutto quello che hanno in comune, al di là di ciò che creda Carrie, offrendo una lucida critica al modello occidentale e quello islamico pronunciata da due personaggi che restano comunque se stessi, e non due manichini che con un fumetto disegnato sopra la testa.
Per fortuna, nessun dettaglio potrà mai distogliermi da tutto questo.

NOTE

 

  • Credo sia la prima volta che Homeland chiude un episodio con un cliffhanger. Finora ciascuno poteva scegliere a che punto concludere la propria personale versione della storia, e scendere dal treno in corsa.
  • Il futuro presidente è morto, nonostante il disperato tentativo di rianimarlo compiuto dal suo futuro vice, un ex marine che solo il giorno giorno prima ha aiutato la CIA a sventare un devastante attacco terrorista sul suolo americano. Ho come l’impressione che Dana non sarà la sola a dover ingoiare un boccone amaro a causa della corsa presidenziale.

Claudio Magistrelli

"Sono sempre stato, e rimango, una spaventosa testa di cazzo, un uomo cattivo, che gode nel vedere quelli migliori di lui trascinati nella polvere." Sono parole di Mordecai Richler, messe in bocca al suo memorabile Barney Panofsky. Ma se non le avesse già usate lui ne richiederei il copyright per farne la mia biografia. Invece mi limito a citare.  
Claudio "Clod" Magistrelli

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Commenti
48 commenti a “Homeland – 2×10 – Broken Hearts”
  1. Lorenzo scrive:

    Ottima recensione, quoto soprattutto l’ultimo paragrafo.

    Bello il dialogo Carrie/Nazir, due punti di vista diversi (ciascuno coi suoi scheletri nell’armadio) anzichè uno stonatissimo ‘noi i buoni, loro i cattivissimi’.

    Tra gli strafalcioni, io invece ho pensato che
    - skype è perforabile come sistema di videochat (vabbè è solo pubblicità semi-occulta)
    - brody raggiunge di soppiatto la sala salvo poi starci dentro un bel pezzo a fare caciara… avrebbe avuto più senso che si scrivesse giù di fretta il nr. di serie per poi correre in un’altra stanza (tipo il bagno) a fare la chiamata. Poi una volta uscito lo si sarebbe potuto fare incrociare con Walden e da lì il via alla scena finale.

    Do atto cmq allo show di continuare a rushare la storia con intensità, bello vedere così tanti episodi ‘di sostanza’ e con pochisismi filler.
    Un caso veramente più unico che raro, se ripenso ad esempio a Dexter che ormai è un filler costante o a Lost con intere parti inutilissime messe li…

    Penso che Homeland a parte tutte le mille incongruenze meriti di essere visto solo per questo. Perchè si ha proprio la sensazione che gli autori non ci fanno ‘perdere tempo’

  2. Oliva scrive:

    Non perchè io tifi per i terroristi islamici, però a me piace molto vedere Brody così disperato e così spietato nell’”uccidere” il vice. Effettivamente Walden è un uomo abbastanza spregevole e non spiace neanche più di tanto la sua perdita. Nella sua malvagità è senz’altro più affascinante Nasir.
    Brody che giura sull’immortale anima di Issa è stato poi un momento epico per me, carico di pathos e di dolore ed è proprio quel pensiero che secondo me ha dato la forza a Brody di compiere il gesto estremo. A quel punto nessuno lo obbligava più a mandare l’sms a Nazir, ma lui l’ha fatto comunque. E non credo che l’abbia fatto per paura che Abu riprendesse Carrie: in quel momento lui era spinto da qualcosa di ancora superiore (e di certo anche l’insabbiamento della faccenda di Dana ha contribuito a rendere più forti le convizioni di Brody).
    Chapeau a Damian Lewis.
    Altro grandissimo personaggio per me è Saul: solo non ho capito perchè dici che pensi sia lui la talpa!
    Carrie: grandissimo lo scambio con Nazir. Sotto un certo punto di vista averlo incontrato per lei è stato come incontrare una rock star (del male ovviamente), ma non approvo il suo essere voluta tornare indietro (anche se tutto ciò rientra perfettamente nel suo classico comportamento).

  3. genio in bottiglia scrive:

    Nel momento nel quale Carrie si era salvata avevo creduto, memore di precedente serialità made in usa, che si sarebbero inventati qualcosa per far convivere il giuramento di Brody con il salvataggio del VP. Invece hanno optato per l’omicidio consapevole della 2a carica dello Stato senza pensarci 2 volte. Chapeau!
    Il confronto verbale Carrie-Nazir è perfetto anche perché lei non riesce a sparare tutte le cartucce verbali (dimentico sempre il fatto che gli USA NON SONO un Paese Cristiano ma da Antico Testamento) e alla fine è lui ad avere ragione (la sua ragione deviata certo, ma cmq la mette a tacere).
    Fuck Yeah!

  4. crazy diamond scrive:

    Davvero molto bello il dialogo tra Carrie e Abu Nazir. Mi stupisce il fatto che in una serie made in USA si parli di terrorismo non solo in accezione islamica, ma facendo passare il messaggio che anche l’intelligence americana è causa di atti terroristici nei confronti dei paesi mediorientali. E Carrie non è stata in grado di ribattere a Nazir. Forse perché in lui si percepisce una adesione talmente forte alla causa che è impossibile convincerlo del contrario. Anzi, è lui a convincere i suoi nemici a passare dalla sua parte.
    Concordo con la recensione sulla presenza di qualche incongruenza, comunque fuck yeah anche per me.

  5. Prusso scrive:

    A parte tutto quello indicato nella recensione (in cui mi trovo parzialmente d’accordo ma solo perché in generale essendo un serial un’opera di fantasia, non sono troppo severo sui buchetti di trama lasciati qua e là), ho trovato strano che non si facesse praticamente riferimento all’arresto avvenuto nella puntata precedente (se non per un discorso di Estes lunga qualche battuta). Cioè hanno appena catturato Roya, dovrebbero quantomeno metterla sotto torchio. Invece nada de nada. Probabile venga affrontato nelle puntate a venire.
    Premesso che se viene catturato Abu Nazir, la storia finisce, spero che non la si tiri troppo per le lunghe con la parte del super cattivo che riesce ad essere sempre un passo avanti alla CIA (tipo villain da fumetto); capisco che sia indubbiamente una mente geniale ma adesso è negli Stati Uniti; non potrà farla franca ancora per molto. Saluti a tutti :)

  6. BetterLife scrive:

    Bella puntata, mi son piaciute molte cose, soprattutto la scena di Brody e del vicepresidente morente: per un attimo ho temuto che avrebbe fregato Nazir, o che a guardarlo morire si sarebbe pentito di ciò che aveva fatto, in linea con il buonismo generale delle serie tv, invece Homeland mi stupisce sempre perchè esce da questi schemi a cui si è abituati! (così come anche nel discorso tra Nazir e Carrie, come avete fatto notare).

    Sono rimasta un po’ così perchè speravo che Brody stesse facendo un triplo gioco, e fosse d’accordo con Nazir, mi era sembrato troppo facile e veloce il suo passaggio dal lato dei terroristi al collaborare con la CIA, e onestamente un Brody completamente dalla parte dei “buon” mi annoiava, però almeno con la morte del vicepresidente hanno ricostruito la sua ambiguità e il suo essere un po’ diviso tra un lato e l’altro. Mi ha invece stupito che Nazir non avesse nient’altro per ricattare Brody, e abbia dovuto rapire Carrie; bastava aver fatto una copia della confessione di Brody per poterlo ricattare, e tra l’altro se avesse saputo che uccidere il vicepresidente era così facile forse l’avrebbe fatto lo stesso, cioè una cosa è non voler farsi esplodere o diventare un vicepresidente manovrato dai terroristi, che capisco non lo voglia fare, ma ucciderlo così era fattibile, se si pensa a quanto lo voleva morto…

  7. lupus in fabula scrive:

    fra gli strafalcioni ce ne metterei anche uno che è grosso come una casa: un leader del terrorismo internazionale che se ne sta tutto solo nella fabbrica abbandonata, senza neanche un guardaspalle.
    e che sapesse dove si trovava la scatolina del pacemaker perché lo aveva letto sul giornale, be’, questo è stato davvero troppo. anche se il vicepresidente avesse dichiarato in un’intervista dove lo teneva, tu che leggi come cavolo fai a sapere che sta dicendo la verità? e invece nazir orchestra il tutto con l’assuluta sicurezza che la scatolina sarà lì.
    insomma, la serie rimane sopra la media, ma il meccanismo a orologeria della prima stagione è ormai solo un ricordo.

  8. jackson1966 scrive:

    Mi è piaciuto molto il tutto e sono abbastanza d’accordo con la recensione.
    Mi ha invece annoiato a morte il discorso di Nazir a Carrie: non perchè spietatamente filo-americana ma perchè mi aspettavo di meglio da lui del solito “noi abbiamo la fede; siamo disposti a morire per la causa; facciamo più figli; aspetteremo anche 3 secoli ma vi batteremo perchè siete dei “mollicci” occidentali che pensano solo al divertimento”. Un po’ già detto e sentito. Mi aspettavo molto di più da lui. Una logica così stringente da convincere anche me viste le sue abilità nel manovrare la mente delle persone intorno a lui finora dimostrate
    Come mi ha annoiato il discorso di Carrie a Nazir: stesse cose dette e ridette.
    Anche da lei, abile oratrice quando vuole convincere qualcuno, mi aspettavo di più.
    @ Prusso:
    Non sono molto d’accordo con la tua premessa. Homeland ha già dimostrato di non “seguire le regole” delle altre serie (chi avrebbe mai detto che alla 3 puntata della 2 stagione si scoprisse apertamente il tradimento di Brody?)
    Proprio per questo e per quello che dici più sotto penso che lo faranno fuori e creeranno una nuova situazione.

  9. Grimilde scrive:

    Io credo che questa puntanta stia pericolosamente facendo scivolare la serie verso la direzione “vaccata”. Non mi è piaciuto quasi nulla. Ho trovato tutto molto arrufato e mal fatto. Con ciò non demonizzo Homeland, o lo rinnego per una puntata decisamente no, ma alcune cose proprio non mi vanno giù. Tutto ciò che è stato evedenziato nelle recensione e molto altro altro. Ma davvero Nazir si rapisce Carrie da solo? E poi la libera? Ma dai! E l’atto terristico dimostrativo? Che è sta pagliacciata del pacemaker? Così nessuno saprà mai che è stato Nazir a far fuori Walden. Quindi si riduce tutto e solo ad uan mera vendetta personale. Spero solo che tutto ciò sia solo un trucchetto diabolico di Nazir per ricattare Brody. Il fatto che l’ex marine faccia tutto nella stanza, come faceva notare qualcuno, a mio avviso potrebbe giustificare il fatto che forse è stato registrato. Sennò il tutto per me non ha un senso compiuto. Tanto meno il fatto che Nazir abbia fatto andare via Carrie viva. Per non parlare della medesima che torna indietro disarmata. Claudio altro che pensile! Tutto l’arredamento è storto :D
    Ma la cigliegina sulla torta è stata “anche tu lo ami allora?” Please!
    E per concludere a me il dialogo tra Nazir e Carrie è sembrata solo la solita retorica di sempre bla bla bla bla. Lo sappiamo che i buoni non sono né di qua né di là e sappiamo le ragioni di entrambi le parti. Niente di nuovo sul fronte occidentale tanto per citare un film di guerra.
    Speriamo che la serie si riprenda e che non venga buttata troppo in love story perché sennò invcece di scivolarci diventerà proprio una “vaccata”. Tutto questo in my opinion of course. Non pretendo che nessuno di voi la pensi come me e nomn voglio convincere nessuno delle mie tesi è bene chiarirlo a chiare note.

  10. winston smith scrive:

    Vado controcorrente e dichiaro senza indugi e senza vergogna alcuna che questo Broken Hearts è stato il primo episodio di Homeland a non piacermi affatto. Non attribuisco la colpa ad alcune forzature nella trama già citate fra recensione e commenti (Nazir senza uomini a coprirgli le spalle, Carrie rapita ex abrupto in mezzo alla strada su tutti – la storia del pacemaker ho letto da qualche parte che è tecnicamente realizzabile), ma alle interpretazioni degli attori. O meglio, dell’attore. In questa puntata ho avuto per la prima volta dall’inizio della serie la sensazione che qualcosa si sia incrinato nelle dinamiche recitative del rosso protagonista: Damian Lewis si è lanciato in un’enfatizzazione eccessivamente sopra le righe delle emozioni di Brody, dando l’idea di star mettendo in scena una caricatura di se stesso (vedasi in particolare la scena in cui parla con l’agente di sorveglianza dicendole che ha urgenza di parlare con il VP e le rivolge un sorriso in un modo così forzato che persino un babbuino avrebbe capito che c’è qualcosa che non quadra). Per non parlare del fatto che urli il nome di Nazir più e più volte in luoghi colmi di agenti dei servizi segreti: assolutamente ridicolo (ad onor del vero non so se questa sia stata una scelta dell’attore per donare enfasi ai dialoghi telefonici dell’episodio e se siano da biasimare gli sceneggiatori che i dialoghi li hanno scritti, ma nel dubbio incolpo entrambi).
    Inoltre, non mi è piaciuta molto la conversazione fra Carrie e Nazir: la donna si ritrova faccia a faccia con la sua vera ossessione, ovvero l’uomo a cui ha dato la caccia per buona parte della sua vita professionale, e questo è tutto quello che ha dirgli? Una frase da cliché? Direi che affermare che gli autori avrebbero potuto giocarsela meglio è un eufemismo.
    Infine, faccio un passo indietro sulla questione talpa: sebbene sia ancora convinto che nelle intenzioni originali degli autori il doppiogiochista dovesse essere Saul, inizio a credere che il prescelto “finale” sarà Galvez. L’ultima volta che avevamo sentito parlare di lui, era in bilico fra la vita e la morte e guarda caso rientra in gioco proprio quando la CIA is closing in on (si stringe attorno a, è alle costole di) Nazir. La faccenda è alquanto sospetta.

  11. fairy scrive:

    Beh, sembrerebbe però che almeno un nodo di ambiguità sia stato sciolto ovvero che Brody è realmente innamorato di Carrie. Qualcuno in qualche commento un pò di tempo fà aveva detto che alla fine Homeland è il racconto di una storia d’amore tormentanta, su uno sfondo altrettanto tormentato, e da che mondo è mondo sono queste le storie che fanno “impazzire” le persone.

  12. (obbligatorio) scrive:

    Grimilde ha scritto:

    Io credo che questa puntanta stia pericolosamente facendo scivolare la serie verso la direzione “vaccata”. Non mi è piaciuto quasi nulla. Ho trovato tutto molto arrufato e mal fatto.

    Sono completamente d’accordo. Quando Nazir se n’è venuto fuori con la storia del pacemaker ho pensato che neanche uno sceneggiatore di James Bond in acido potesse arrivare così in basso, salvo poi trovare conferma in rete di vari articoli che parlavano di questa possibilità di hackeraggio (bisogna però trovarsi a una decina di metri dalla vittima), tutti datati 18 ottobre 2012 o dintorni: se ciò mi ha spinto a moderare parzialmente il mio giudizio (ma non a modificarlo sostanzialmente), mi ha anche fatto pensare che fino a quella data gli sceneggiatori non avessero idea di come sbrogliare la matassa.
    E anche l’apertura di puntata, con Dar Adal che dichiara qualcosa come “cambio casa ogni due settimane”, ma va sempre allo stesso bar nello stesso giorno della settimana da anni è improponibile. Così come tanti altri dettagli (ma ormai più che dettagli) sparsi qua e là.
    Qual è il contrario di “Fuck yeah”? What the fuck? Comunque è quello che volevo dire.

  13. Carlita scrive:

    la puntata mi è piaciuta, nonostante pensi anch’io che alcune scelte “da soap” avrebbero potute evitarle… comunque sono d’accordo con winston smith per quanto riguarda l’interpretazione di damian lewis, davvero troppo sopra le righe… non credibile e decisamente forzata

  14. Carlita scrive:

    *avrebbero potuto :)

  15. emi scrive:

    ora brody potrebbe diventare presidente (come immaginavo, ma in modo diverso da come avevo ipotizzato). quindi mi resta aperta la questione della tipa investita da faccia di pallone e il fidanzatino. se brody diventa presidente, un buon cliff di stagione potrebbe essere legato al fatto che sua figlia è l’unica che può fargli saltare la sedia, denunciando che ha coperto un omicidio…

  16. BetterLife scrive:

    fairy ha scritto:

    Beh, sembrerebbe però che almeno un nodo di ambiguità sia stato sciolto ovvero che Brody è realmente innamorato di Carrie. Qualcuno in qualche commento un pò di tempo fà aveva detto che alla fine Homeland è il racconto di una storia d’amore tormentanta, su uno sfondo altrettanto tormentato, e da che mondo è mondo sono queste le storie che fanno “impazzire” le persone.

    A me della storia d’amore Carrie-Brody importa davvero poco. Cioè capisco e trovo coerente la loro storia nel senso che sono persone con vissuti difficili che in qualche modo si sono riconosciuti l’uno nell’altro ecc e la trovo anche coerente con la trama, però per me finisce lì, di certo non mi faccio domande del tipo lui sarà innamorato di lei o lei di lui, non mi chiedo se si metteranno insieme e il fatto che Brody fosse o no innamorato di lei non lo vedevo come ambiguità, non ci pensavo proprio.

  17. Prusso scrive:

    jackson1966 ha scritto:
    @ Prusso:
    Non sono molto d’accordo con la tua premessa. Homeland ha già dimostrato di non “seguire le regole” delle altre serie (chi avrebbe mai detto che alla 3 puntata della 2 stagione si scoprisse apertamente il tradimento di Brody?)
    Proprio per questo e per quello che dici più sotto penso che lo faranno fuori e creeranno una nuova situazione.

    Anche secondo me, per come ha sempre viaggiato la serie, prevedo una morte per Abu Nazir e l’introduzione di qualche altro villain. Relativamente alla prima parte del discorso invece hai ragione a dire che la serie non ha mai giocato secondo le regole; le mie considerazioni erano scaturite da due fatti: 1. quando Saul scopre di Brody, parte per ritornare negli States. Un viaggio così lungo durerà almeno un giorno e infatti ci hanno propinato la puntata fillerona sul sarto che a tanti a fatto storcere il naso 2. quando Carrie svela a Brody di sapere tutto, la puntata seguente è tutta girata nella prigione durante l’interrogatorio. Ecco perchè avevo dato per scontato che si sarebbe parlato molto di Roya. Ma come ho scritto poi nella postilla sono sicuro che se non è stato in questa puntata, verrà approfondito nelle seguenti. Ciao :)

  18. aleale scrive:

    1 – puntata non bella, comincia tutto ad essere poco amalgamato e credibile, e per me influenza tutta la serie.
    2 – sembra che tutti, me compresa a volte, stiamo cercando degli appigli per salvare questa serie che non è
    all’altezza della prima.
    3 – secondo me brody è collega di quinn e di nar adal (buon nadal a tutti!), cioè membro della terza colonna, ed è per questo che estes nella prima serie non voleva saper ragione sul terrorista brody, per mantenere il segreto.
    4 – niente di nuovo sul fronte occidentale è un libro di erik maria remarque.

  19. Funes scrive:

    Faccio una domanda forse un po’ ingenua: perché Carrie quando chiama i suoi non fa alcun cenno al pericolo che sta correndo la seconda carica dello stato e si limita a comunicare la sua posizione? Per salvare Brody? E per salvare il suo “amore” è disposta a vivere con questo peso sulla coscienza? Non ho proprio capito.

  20. winston smith scrive:

    Funes ha scritto:

    Faccio una domanda forse un po’ ingenua: perché Carrie quando chiama i suoi non fa alcun cenno al pericolo che sta correndo la seconda carica dello stato e si limita a comunicare la sua posizione? Per salvare Brody? E per salvare il suo “amore” è disposta a vivere con questo peso sulla coscienza? Non ho proprio capito.

    O non credeva che Brody avrebbe davvero inviato il messaggio con il codice a Nazir o si è bevuta completamente il cervello (vedasi il soprannome scherzoso “Carrie la Pazza”) o la motivazione ci verrà data nel prossimo episodio. Oppure anche lei ha pensato che Walden meritasse di morire conoscendo tutti gli orribili dettagli del celeberrimo attacco di droni, col senno di poi causa scatenante delle vicende della serie.
    Queste sono le possibilità. Scegli quella che più ti aggrada. :D

  21. Ary scrive:

    winston smith ha scritto:

    Infine, faccio un passo indietro sulla questione talpa: sebbene sia ancora convinto che nelle intenzioni originali degli autori il doppiogiochista dovesse essere Saul, inizio a credere che il prescelto “finale” sarà Galvez. L’ultima volta che avevamo sentito parlare di lui, era in bilico fra la vita e la morte e guarda caso rientra in gioco proprio quando la CIA is closing in on (si stringe attorno a, è alle costole di) Nazir. La faccenda è alquanto sospetta.

    Non solo ho pensato la stessa cosa quando Galvez è riapparso durante la puntata, ma l’avevo già ipotizzata in tempi non sospetti: nella prima stagione, quando Estes chiede a Galvez di tenere d’occhio Carrie, istintivamente ho identificato in lui una possibile talpa.
    Mi è sempre sembrato che Saul fosse troppo scontato, così come Estes stesso.

    Per quanto riguarda la puntata, a me è piaciuta immensamente.
    Non ho nemmeno badato a difetti e incongruenze (sicuramente presenti) e mi sono proprio divertita :)

  22. aleale scrive:

    mi è venuto in mente che non è più presa in considerazione la malattia di carrie abbinata all’assunzione di farmaci, voglio dire che la consapevolezza della sua malattia aleggia sempre nella memoria dei suoi colleghi, ma se prima gli autori facevano coincidere un’azione, saggia o meno, di carrie con l’assunzione o la mancata assunzione di farmaci, ora non è più evidente. ora è meno didascalico ed è lasciata a noi l’immaginazione se le mosse di carrie sono compiute con l’influenza chimica.

    ad ogni scena con dana mi si torce lo stomaco: il ragazzino viene a confidarsi con lei pieno di sensi di colpa, rimorsi e così via e lei cosa fa? rimane sdraiata al sole con quel muso da sberloni. spero che dia un po’ d’aria a quegli stivaletti, visto che non li toglie mai. e come dimostrazione di ragazzina adolescente con le cupezze e stranezze da adolescente mi sembra un po’ abusata

  23. Grimilde scrive:

    aleale ha scritto:

    4 – niente di nuovo sul fronte occidentale è un libro di erik maria remarque.

    Sì ma è anche un film . Se non mi credi sulla parola googla.

  24. raffaella scrive:

    @ Grimilde

    Ancora una volta e credo che non sarà l’ultima, mi trovo perfettamente d’accordo con te : chiara testimonianza che siamo proprio “anime gemelle” :) .
    Menomale , credevo di essere l’unica ad avere trovato questo episodio assurdo, o molto più chiaramente una” solenne vaccata” :) , non ho niente da aggiungere a le incongruenze che abbiamo più o meno tutti notato, solo una cosa Claudio ormai ti giuro, sarei venuta io ad aggiustarti il mobile ;) :) .

  25. (obbligatorio) scrive:

    aleale ha scritto:

    mi è venuto in mente che non è più presa in considerazione la malattia di carrie abbinata all’assunzione di farmaci

    Parli del diavolo e spuntano le corna: durante i titoli di coda, nel trailer della prossima puntata, si vede Carrie che si impasticca.

    aleale ha scritto:

    ad ogni scena con dana mi si torce lo stomaco: il ragazzino viene a confidarsi con lei pieno di sensi di colpa, rimorsi e così via e lei cosa fa? rimane sdraiata al sole con quel muso da sberloni. spero che dia un po’ d’aria a quegli stivaletti, visto che non li toglie mai. e come dimostrazione di ragazzina adolescente con le cupezze e stranezze da adolescente mi sembra un po’ abusata

    Ha anche delle battute sempre particolarmente suggestive: “Cioè, zio… il mio vekkio è tipo una superspia… cioè io sklero, mia mamma si fa delle pare assurde… Bella lì”

  26. Grimilde scrive:

    raffaella ha scritto:

    @ Grimilde

    Ancora una volta e credo che non sa’accordo con sarà l’ultima, mi trovo perfettamente d’accordo con te : chiara testimonianza siamo proprio “anime gemelle” .
    Menomale , credevo di essere l’unica ad avere trovato questo episodio assurdo, o molto più chiaramente una solenne vaccata , non ho niente da aggiungere a le incongruenze che abbiamo più o meno tutti notato, solo una cosa Claudio ormai ti giuro, sarei venuta io ad aggiustarti il mobile .

    Prima o poi dobbiamo incontrarci ed insieme cambieremo il mondo! Sto ovviamente scherzando :D
    Mi fa piacere aver trovato qualcuno che la pensa come me, mi conforta, dato che a differenza di quello che può trasparire da ciò che scrivo, non sono una presuntuosa che pensa di avere la verità in tasca. Anzi solitamente mi faccio pure delle domande sul perché spesso io veda le cose ina maniera differente dalla maggioranza, il fatto che tu la veda come me mi rincuora e ferse significa che proprio scioroccata non sono, anche se in questo frangente mi pare evidente che la puntata fa acqua da tutte le parti. E anche (obbligatorio) è dei nostri, quindi stiamo pericolosamente aumentando attendo mondo :)

  27. aleale scrive:

    @ Grimilde:
    certo che lo so, l’ho pure visto, così come arco di trionfo con ingrid bergman

    solo che, vedi, remarque è stata la prima lettura seria che ho fatto in prima media invitata da mio padre, che aveva tutti i suoi libri, , e per me è difficile prendere con leggerezza una citazione che riguarda un passaggio della mia vita così importante.

    è una mia debolezza, e non volevo fare la maestrina, chè ce ne sono già troppe al mondo

  28. Lorenzo scrive:

    @raffaella/grimilde.

    Il vostro discorso è corretto, non avete tutti i torti.

    A me Homeland sta piacendo moltissimo, nonostante le scelte spesso sopra le righe e poco credibili, proprio per il discorso della cura riposta nei personaggi e nel loro reagire in maniera verosimile alle situazioni.
    Cosa che non succede più in Dexter (motivo per cui ormai lo si vede per inerzia e basta).
    Poi cmq a mio modestissimo parere trovo che ci sono dei telefilm ‘seri’ ben più vaccata di Homeland. Tipo Lost.

    Allo stesso tempo adoro lo stile iperrealista di David Simon con The Wire e Treme, due capolavori assoluti (specie the wire) o Alan Ball con Six Feet Under. Ovviamente lì siamo su TUTT’ALTRO livello rispetto ad Homeland, ci mancherebbe altro :-)

  29. Grimilde scrive:

    aleale ha scritto:

    @ Grimilde:
    è una mia debolezza, e non volevo fare la maestrina, chè ce ne sono già troppe al mondo

    Scusa la franchezza spietata, ma credo invece che tu volessi proprio farla. Io il libro non l’ho letto, e non credo che sia un delitto o un crimine, ma ho visto il film ed è ovvio che citassi quello di cui sono a conoscenza. Mi dispiace averti turbato avendo citato un film al posto di una lettura fondamentale della tua vita, ma chi ti conosce? Io no e non mi puoi biasimare per questo. Di certo non potevo sapere che ciò ti avrebbe dato così fastidio e la cosa tutto sommato è anche divertente se non fosse che staimo andando OT senza motivo alcuno e per semplice aria fritta.

  30. Pogo scrive:

    Episodio dalla struttura debole. Non c’è difesa che tenga.
    Si salva il ritmo, che gli autori hanno impresso in modo saggio…

    Carrie non si preoccupa di ciò che accade a Walden per due motivi: il primo, evidente, è che non vuole mettere Brody nei guai. Il secondo, non scritto, ma intuibile tra le righe del personaggio, è che lei è dedita alla difesa degli USA (in modo maniacale), non delle persone.
    Walden che muore non è un problema. Walden ucciso da un attacco su suolo statunitense è un problema.

  31. Grimilde scrive:

    Lorenzo ha scritto:

    @raffaella/grimilde.

    Il vostro discorso è corretto, non avete tutti i torti.

    A me Homeland sta piacendo moltissimo, nonostante le scelte spesso sopra le righe e poco credibili, proprio per il discorso della cura riposta nei personaggi e nel loro reagire in maniera verosimile alle situazioni.

    Ti dirò Lorenzo per ora anche a me! Ho delle riserve, ma come ho anticipato nel mio intervento non basta una sola puntata per farmi rinnegare l’intera serie, vedremo come si evolve.

  32. aleale scrive:

    @ Grimilde
    ehi, ti scaldi in fretta e per poco!
    non ho parole di biasimo per alcuno, francamente non mi interessa.
    credo che il rispetto reciproco sia la base di ogni relazione tra esseri viventi e questo luogo non deve essere esente da questa regola.
    comunque, se ti fa piacere, tu mi hai ricordato un’altra regola, che oggi ho malauguratamente dimenticato: mai, dico, mai lasciarsi andare, in luoghi come questo, a rivelare qualsiasi informazione di tipo personale.
    i motivi sono almeno due: il primo è che possono scatenare reazioni come la tua ed il secondo, sicuramente più importante, è che non sono di alcuna utilità oggettiva.
    per non essere rimproverata nuovamente, stacco qui e, con doverosa educazione, mi scuso con tutti

  33. (obbligatorio) scrive:

    aleale ha scritto:

    niente di nuovo sul fronte occidentale è un libro

    Grimilde ha scritto:

    Sì ma è anche un film

    Io ho visto il musical!
    (Si fa per sdrammatizzare… ;) )

  34. Grimilde scrive:

    (obbligatorio) ha scritto:

    aleale ha scritto:

    niente di nuovo sul fronte occidentale è un libro

    Grimilde ha scritto:

    Sì ma è anche un film

    Io ho visto il musical!
    (Si fa per sdrammatizzare… )

    E fai bene ;)

  35. Grimilde scrive:

    aleale ha scritto:

    @ Grimilde
    ehi, ti scaldi in fretta e per poco!
    non ho parole di biasimo per alcuno, francamente non mi interessa.
    credo che il rispetto reciproco sia la base di ogni relazione tra esseri viventi e questo luogo non deve essere esente da questa regola.

    E chi si è alterata? Con una perfetta sconosciuta poi, non è da me e non mi interessa come più volte spiegato. Piuttosto dieri che ti ho risposto con onestà, in maniera diretta e credo che più rispetto di questo davvero non saprei che cosa ci sia. Vedi, magari mi sbaglio, ma il tuo secco e lapidario commento alla mia citazione “4 – niente di nuovo sul fronte occidentale è un libro di erik maria remarque.” mi ha proprio dato l’impressione di una che vuole mettere fortemente in risalto il fatto che sono un’ignorantona, cosa che tra l’altro è vera in questo caso non avendo io letto il libro. Se avessi detto è ANCHE un libro allora sarebbe stato diverso, ma hai daatto la netta sensazione di non sapere affatto che ci fosse stato fatto un film. Ripeto poi sicuramente mi sbaglio io, ma è lo spiegone subito successivo al fatto che ti abbia fatto notare che c’è appunto anche il film, che mi convince poco della tua buona fede, come questo successivo commento sul rispetto la vita personale ecc… ecc.. Poi sai lo scrivere è un può fuorviante e può nascondere quello che in raeltà uno vuol veramente dire, per questo sono così francamente diretta, così non c’è verso di fraintermi. Sarò antipatica e sicuramente a molti lo sono, ma lungi da me dal non essere sincera soprattutto quando vengo tirata in ballo in modo del tutto gratuito come nel tuo caso. E ora direi di finirla qui. Credo sia tutto chiaro e lampante. Sennò ci cazziano e fanno bene.
    Senza rancore, almeno non da parte mia.

  36. raffaella scrive:

    @Grimilde
    sarebbe davvero un grande piacere conoscerti dico davvero io sono di La Spezia, se sei dei miei posti molto volentieri :)
    Direi che forse è il caso di rilassare i toni…
    Kisses a tutti
    Ps siamo anche vicini al Natale

  37. Grimilde scrive:

    @ Raffaella non sono poi sono lontanissima geograficamente sono una “maledetta” toscana chissà che d’estate non faccia un giro dalle tue parti e magari sorseggiando un caffé ci interrogheremo assieme su CHI sarà la talpa in Homeland sempre ammesso e non concesso che per l’epoca sia stata svelata :D

  38. Arianna scrive:

    Concordo con quelli a cui l’episodio non ha convinto. Adoro questa serie ed è la prima puntata che me la fa mettere in discussione. Non saprei dire esattamente cosa c’è che non va, ma ho avuto un senso di incredulità sia per il rapimento di Carrie che per la questione Brody/Walden. Molti di voi hanno già analizzato molto bene i problemi, sarà l’insieme di questi ad aver reso il tutto davvero poco convincente.
    Ci sono stati episodi non esattamente fantastici, ma solo sta volta mi hanno fatto pensare che si sia imboccata la strada sbagliata. Spero vivamente di essere smentita al più presto.

  39. Andbax scrive:

    Abu Nazir è in combutta con la CIA e lo confessa morente a Carrie. Brody è una marionetta e il prossimo villain sarà Dar Adal.
    Sono andato molto lontano?

  40. Grimilde scrive:

    Andbax ha scritto:

    Abu Nazir è in combutta con la CIA e lo confessa morente a Carrie. Brody è una marionetta e il prossimo villain sarà Dar Adal.
    Sono andato molto lontano?

    Sarebbe mica male. Meglio di quello che sembra sia, comunque magari ci azzecchi davvero. Vedremo ;)

  41. Marina scrive:

    Oliva ha scritto:

    Brody che giura sull’immortale anima di Issa è stato poi un momento epico per me, carico di pathos e di dolore ed è proprio quel pensiero che secondo me ha dato la forza a Brody di compiere il gesto estremo. A quel punto nessuno lo obbligava più a mandare l’sms a Nazir, ma lui l’ha fatto comunque. E non credo che l’abbia fatto per paura che Abu riprendesse Carrie: in quel momento lui era spinto da qualcosa di ancora superiore

    Non sono d’accordo in quanto appena Carry si allontana, si vede proprio che per un attimo Brody pensa di poterla fare franca non dando il numero a Nazir. Sembra proprio pensare “ora lo frego”. E’ solo quando lui lo minaccia di andarla a riprendere che Brody si smuove e gli invia il numero.

    Secondo me in questa puntata la fa da principe proprio l’amore tra Carrie e Brody. Per la prima volta siamo a conoscenza di quanto anche Brody ne sia innamorato e questo non tanto nella corsa per salvarla, quanto dalle parole di Nazir che insieme a Carry è la persona che in fondo lo conosce meglio. E lei è estremamente tenera nel credere che lui non la salverà!

    Io ho paura però che l’amore nei confronti di Brody la porterà all’autodistruzione. Così come abbiamo visto alla fine della 1°serie, potrebbe accadere di nuovo. infatti anche a me non convince il fatto che Carrie non comunichi del possibile attentato a Walden. Quando prende il cellulare del camionista ero sicura fosse per dirgli quello in primis. Non vorrei che Carrie coprisse Brody, per amore, poiché verrebbe meno la forte onestà di Carrie. E’ un fattore che l’ha sempre contraddistinta in fondo: istintiva, matta come un cavallo, tutto quello che volete, però sempre paladina della giustizia. Mi dispiacerebbe vederla mutare in questo per amore di Brody.

  42. Marina scrive:

    Ah dimenticavo! Non ci scordiamo quella superbomba che hanno preso i terroristi quando hanno sparato a Quinn. Non credo che i terroristi si sarebbero mossi per un po’ di esplosivo simil “ricambiuo batteria per telecamera”. Quella cosa sembrava molto più grande!

  43. JL scrive:

    Si ok, recensione articolata, più dell’ episodio, ma l’ ortografia oertografia almeno!

  44. anatolj buntuban scrive:

    Mi chiedevo, quale fosse il motivo, espresso o meno, per il quale Walden vuole uccidere Nazir. Voglio dire, si ok la lotta al terrorismo e la propaganda futuro-elettorale, ma c’è un sentimento di reale minaccia per se stesso avvertito dal vice presidente? Mi spiego meglio, secondo voi il piano per uccidere coloro a conoscenza della spregiudicatezza dell’attacco drone, è un modo per coprire le proprie malefatte da parte sia di Estes che di Walden? E adesso che Walden è morto, Estes è l’unico a conoscenza dei particolari sull’attacco drone? Walden voleva la morte di Nazir perchè sapeva di aver ucciso suo figlio, e voleva così evitare di pregiudicare la propria reputazione in vista delle elezioni?

  45. valentina scrive:

    secondo me carrie non avverte del pericolo che corre walden solo perchè gli autori se ne sono dimenticati…
    a volte li sopravvalutate, credo.è ovvio che la trama sia piena di incongruenze!
    quanto alla puntata, direi una trama piuttosto democristiana: aspettavamo di vedere se brody sarebbe stato dalla parte degli usa o di nazir,e per tutta risposta gli hanno fatto ammazzare il tipo che lui avrebbe ucciso gratis , in cambio di salvare la sua bella.
    insomma : invece che imporre a brody un atroce scelta ,gli hanno fatto salvare capra e cavoli.
    tutti contenti e palla al centro.
    certo che non mi convince la scena di brody che dice a walden: muori muori…
    lo resuscitano prossima puntata?
    è stato registrato?
    o era solo per farci vedere che brody è ancora l apologia del politicamente scorretto,visto che stavano un po’ scadendo nel clichè brody-cuore d oro?
    perchè la serie funzioni , l ambiguità di brody deve essere portatata avanti ad oltranza e i trucchi narrativi per proseguire in tal senso non possono essere infiniti.
    sarà interessante vedere per quanto tempo riusciranno a non trasformare brody in un micheal vaugh(il fidanzato di jennifer garner in alias)qualsiasi, cioè nel bravo ragazzo anonimo e noioso che per contratto si ciula la protagonista, pendendosi qualche calcio in faccia ogni tanto per proteggerla.

  46. Firpo scrive:

    Non sono uscita convintissima da questo episodio.
    Avvincente per carità (e con un finale più sospeso che mai), ma il senso di (troppa) irrealtà dei fatti si è fatto sentire.
    Di certo è stato chiarito che Brody non faceva il triplo gioco nell’episodio precedente (ma perché Abu Nazir ha praticamnte bruciato tutta la sua cellula sul suolo americano?).

  47. gAb scrive:

    Primo cliffhanger in chiusura??? E’ ironico o sono lento io? Praticamente ogni episodio finisce così!

    Anche io ritengo sia un ottimo prodotto, ben realizzato, ben recitato… però, quando affronti un tema simile, non ti puoi permettere così poco realismo.
    Vediamo cosa mi offriranno questi ultimi 2 episodi, ma l’Emmy rimane un furto e su questo non ci piove!

  48. Boba Fett scrive:

    Devo aggregarmi, per la prima volta mi è sembrato palese che si punta sulla bravura degli attori anche per tappare i buchetti della sceneggiatura, non molti in verità, però questo episodio mi è sembrato più debole, probabilmente perché transitorio, ma anche curiosamente non in stile con l’opera.
    Torna in scena un Finn Walden improvvisamente schiacciato dal rimorso, una ragione ci sarà e Il fermo di Saul con la questione Quinn non potrà non avere delle conseguenze. Carrie sembra effettivamente invaghita mentre Brody è un opportunista, non gli credo, è freddo, si capisce lontano un miglio che sta portando avanti il suo piano come un rullo compressore. Questo complica ancora una volta la situazione di Carrie che nel finale della prima stagione viene considerata pazza mentre non lo era, al contrario, ora che la sua credibilità è rivalutata lei rischia di non essere all’altezza perché annebbiata dal sentimento, Saul sembra averlo capito.

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