Sons of Anarchy - 5x12 - Darthy

Sons of Anarchy – 5×12 – Darthy

This time is different
Not like the time before

E’ una puntata epocale.
Punto.
I primi piani dei membri del club mentre vengono ricoperti i colori di Clay meriterebbero tutti uno screencap, tanto sono veri. Il vecchio capo ha quello che merita, ma la potenza di quella scena – grazie a quelli sguardi – arriva proprio dove deve arrivare: l’amarezza per un tempo che non tornerà, e una tristezza che non può lasciare spazio ad alcuna pietà.

E’ la fine di un’epoca, per il Club e per tanti che fanno parte di questa famiglia.
Clay ha scelto e ne paga il prezzo, seppur con uno sconto di quelli enormi, e assai immeritato. Il suo sguardo mescola l’ineluttabilità del destino che ha scelto, e la consapevolezza di averla scampata; la coscienza di una vita che si chiude in modo umiliante e l’arroganza di non provare vergogna o rimpianto: quasi che in fondo, da uomo avido qual è, sia un sollievo togliere traccia da sé di quel club che è stata la sua vita. “Niente potere, niente politica, just money”.
Il Mietitore non viene rimosso con dolore, ma ricoperto: a lasciare una macchia indelebile -non solo metaforica- su di lui.
So che chi prevedeva e auspicava la morte di Clay storcerà il naso, ma il modo con cui Sutter – per ovvie ragioni – non fa uscire di scena ora un personaggio principale la trovo non solo di una bellezza, ma anche di una coerenza spaventosa.

Gemma ha scelto, e non le sembra vero liberarsi di Clay così facilmente.
Tara ha scelto. Gli indizi che mi fanno pensare sempre più alla sua morte – mi prendo la responsabilità di sbagliare – più che facilmente didascalici sono agghiaccianti. La preparazione della sua partenza è lugubre e lucida quanto chi prepara un suicidio.
E scusate se Lee Toric -di cui iniziamo a scoprire qualcosa di più- con il letto coperto di armi e una borsa zeppa di pillole mi mette gli incubi. Soprattutto se intanto legge la raccolta “Watchfiends & rack scream” di Artaud, autore del “teatro della crudeltà” intesa come, cito da wikipedia, “lo stimolo al sacrificio di qualunque elemento non concordante al fine della rappresentazione”. Sembra il ritratto di Tara. Sto farneticando, me ne rendo conto.

Anche Jax dice di aver deciso, e giura che non cambierà idea in quelle “lettere ai figli” che ormai ad ogni inizio vogliono darci il senso della puntata.

I’m tired of being crushed under the weight of greedy men who believe in nothing.
I have to change that.
There will be days when you’re forced to make decisions that affect the lives of everyone you love. Choices that will change you forever. You reach an age when you realize that being a man isn’t about respect or strength, it’s about being aware of all the things you touch. Children face inward, wallow in their own selfish needs. Men face out, take action on the needs of others.
I’m at that place, boys. I’m staring one of those decisions in the face. It looks back at me with historical eyes and it calls me a coward… a killer…a fraud. It wants me to crack and run from the service of my fate like a broken boy.
Today, I will not do that. Today, I will be the man my father tried to be.
I will make you proud.

Bella dichiarzione d’intenti Jackie Boy, ma la tua scelta sembra fragile come la tua difficoltà a ritrovare un padre che sappia darti i giusti consigli.
Come John Teller non ne ritroverai, Jax.
Clay, abbiamo visto com’è finita.
Non certo Bobby, che si erge a vecchio custode del club e dei suoi valori in un discorso para-religioso, e che con la sua saggezza – e un accordo alle tue spalle con Clay, ma per il tuo bene – ti impedisce di fare la cosa sbagliata per te e per il club, per restare sulla via che hai scelto e non diventare “come l’uomo che vuoi uccidere”.
Nemmeno Pope, che seppur ti ha preso sotto la sua ala protettiva, ti parla da capo esperto a capo di buone prospettive, non certo da padre a figlio.

Non ti resta che quella frase che ripeti come un mantra taumaturgico: “ogni cosa si sistemerà”. Ma ci credi un po’ solo tu, perchè per una che si sistema, ne vanno in vacca altre dieci: che poi tocca a te risolvere piantando una siringa di eroina nella tua ex moglie. Mandando a puttane tutti quei buoni propositi di non essere killer e fraud.

Ho trovato bellissimi  primi 15 minuti di dialoghi intensi e finalmente sinceri, seppur per fini e ragioni diverse. Ancora un encomio a Ron Perlman, che riesce a rendere in modo superbo tutte le ambiguità del suo personaggio.

Fuck, fuck, fuck yeah a questa puntata: un perfetto meccanismo che scorre via con una naturalezza incredibile, grazie a degli ingranaggi – la musica, le parole, le inquadrature – che si combinano e girano al millimetro. Che fanno passare sopra a qualche sospensione dell’incredulità di troppo (ma ne abbiamo già ampiamente parlato), e con la consueta chirurgica scelta musicale finale uccide quel poco di senso critico residuo che mi resta dopo un’ora dei Sons. Si, perchè anche stavolta Sutter si prende più tempo per preparare il finale nei minimi dettagli,:un continuo mordi e fuggi di tante situazioni che si aprono e si risolvono, e che ogni volta aprono nuovi fronti.

Gaalan, l’accordo con Clay.
La deriva di Nero.
Cosa farà Tara, cosa farà Gemma.
Cosa ha in testa l’ex U.S. Marshal inquietante.
Pope, ecco, Pope. Non so ancora se credere che Jax chiuda la faccenda così, consegnandogli Tig e tutti a casa. O se c’è un piano che Sutter è stato bravo a nasconderci, o che magari non vedo io.

Alcune si chiuderanno – temo in modo drammatico – settimana prossima.

Per altre credo che siano già state messe le basi per la sesta stagione.

Solo un paio di note:

- Puntata tiratissima e nera, in cui c’è spazio solo per un brevissimo dialogo di alleggerimento. Brevissimo, ma delizioso come uno snack.

-How’s the ass?
-How’s it look?
-Like a snack.

Impossibile non essere d’accordo.

- Le regole del club, evidentemente, prevedono l’unanimità per l’incontro con la Signora.

- Ah, sì, il titolo. Stavolta non ci sono davvero arrivato. Aiutatemi voi.

Massimo Alberti

“Future is in pussy, not bullets.”

8 Comments

  1. Quoto ogni singola parola. Gli ultimi due minuti della puntata mi hanno fatto gelare il sangue. Non avevo mai visto qualcosa di così estremo e scuro. Riguardo il titolo cercando in giro dicono che è una sorta di parallelo fra Darth Vader e Anakim riferito al rapporto Jax/John Teller.

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  2. Gran bella recensione!
    E’ un po’ che lo penso: sono convinto che questa stagione si concluderà nè più nè meno come la seconda, con uno stop brutale e selvaggio. Quello di Tara potrebbe essere il personaggio prescelto a prendere il ruolo che fu di Abel all’epoca.
    La sequenza dell’inchiostratura di Clay travalica la tv, è quasi grande cinema. In questa puntata Sutter dimostra, ancora una volta, di essere fenomenale anche nell’errore. Mi spiego, il personaggio di Wendy, che appare una volta si e cinque no potrebbe sembrare pretestuoso, ma quel finale giustifica qualsiasi scelta azzardata o presunta tale. C’è una cattiveria, in quel passaggio, che non ha eguali in tutta la serie, quasi una sintesi dell’anima drammatica e nera di SOA: Jax che punisce l’ex moglie infierendo su di lei come nella prima stagione fece Gemma, anzi, si accanisce su Wendy senza lasciarle scelta alcuna (cosa che invece fece Gemma), con brutalità. Il bello è che Tig, ovvero il sicario per eccellenza del gruppo, prova a farlo rinsavire, tentando di fare il Bobby. Niente: il nuovo Jax va dritto per la sua strada, fedele ad un codice d’onore tutto suo, che prevede la protezione della famiglia ad ogni costo. Immenso, veramente immenso.

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  3. Qualcuno può elaborare meglio come mai molti credono che Tara farà una brutta fine? E’ un po’ che lo leggo, ma non ci arrivo proprio…

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  4. In realtà il titolo fa riferimento a jax accostandolo a darth fener di guerre stellari per rimarcare il lato oscuro del potere che sta prendendo il sopravvento sulla parte pura e di ragazzo di animo nobile che aveva jax e che ora sembra avere smarrito, dopo la triste morte di ope.

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  5. Episodio micidiale.
    Sutter ormai sta rappresentando le sfumature del male, che portano sempre dolore in qualcuno.
    In SoA non c’è redenzione per nessuno.

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  6. Come Anakin Jax scivola lentamente nel lato oscuro nel tentativo di “fare la cosa giusta”, e non per reale cattiveria o malafede, bensì xkè in fin dei conti, per fare la frittata devi pur sempre rompere un uovo!!! Per sconfiggere il male (Clay) serve un male maggiore o, quantomeno, diverso!!!
    Il Jax delle prime stagioni non avrebbe minimamente scalfito le difese del vecchio, ne sarebbe stato schiacciato!!! Per vincere, se di vittoria si vuole parlare, Jax deve diventare Clay, sperando di avere la forza di tornare indietro!!!

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  7. Ma davvero il significato di Darthy è quello che state dicendo? Cioè, DAVVERO?

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  8. massimo alberti 3 dicembre 2012 at 19:44

    http://www.facebook.com/photo.php?v=4962914039462&set=vb.17432988290&type=2&theater

    Sutter spiega un paio di cose sulla logica di questa stagione.
    Non era difficile, ma tutta sommato nelle recensioni ci abbiamo un po’ preso.

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