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American Horror Story -2×04- I’m Anne Frank (Pt. 1)

Dominique -inique -inique s’en allait tout simplement

Routier, pauvre et chantant

En tous chemins, en tous lieux,

Il ne parle que du Bon Dieu,

Il ne parle que du Bon Dieu.

Iniziamo dal tormentone dell’anno, che nessuno -stranamente- ha ancora tirato in causa. How creepy? Certo, potreste essere della scuola fan sfegatati della Singing Nun; ma anche a voler soprassedere sui gusti musicali di ognuno, univocamente inquietante è la scelta (dentro e fuori la storia) di utilizzare una canzone che eternamente torna, non appena si valichi la soglia della “sala comune” del Briarcliff. Non appena la valichino gli ‘ospiti’ stessi: quasi un monito a ricordar loro che una volta dentro, non c’è via d’uscita. Fuor di metafora, una volta etichettati dalla società come “deviati” rispetto ad una norma, lo si è per sempre. Qualsiasi tentativo di affrancarsi è vano, vuoto, è una canzone che ricomincia ogni volta da dove la si è interrotta.

Parto da qui per partire dalle cose riuscite. Come molti di voi hanno già detto, nelle recensioni prima e nei commenti poi, un racconto dell’orrore in un manicomio, si scrive da solo. Ed è, potenzialmente, una bomba. La storia non può che aprirsi ad una rosa di tematiche ricchissima e dal forte impatto emotivo: il limite fra sanità/malattia, la questione sociale e morale legata all’esistenza di strutture sui generis, e ancora quella attorno alle terapie “curative”; infine su tutte, a regnare sovrano, l’orrore psicologico -potente, molto più potente di quello gore/splatter (quantomeno per chi scrive)-: che nel caso specifico è quello scaturito dal perdere ogni coordinata sulla propria identità e sessualità, finanche sulla propria dignità come esseri umani.

Dunque, se non fosse ancora abbastanza chiaro, le mie aspettative su Asylum erano alte, ALTISSIME, nonostante la scorsa stagione di AHS non mi avesse poi fatto gridare al capolavoro e le lacrime di McDermott mi avessero fatto più ridere che spaventare. Sto forse per dire che le mie aspettative sono state deluse? In parte. Ma in parte no. Il mio assenso va tutto alla scrittura del contesto (sono fra quelli che debbono necessariamente mandare avanti-veloce la sigla, per quanto la trovano disturbante), a singoli elementi pregni di significato come Dominique, alle figure umane/umanoidi che popolano la mente di Murphy, alla regia sghemba -e assai disturbata pure quella-.

Ma bisogna pur venire alle note dolenti. Al quarto episodio abbiamo ancora un illustre assente, e Mara lo aveva predetto: la Storia. Potrei raccontarvi di come il dott. maraviglia Zachary Quinto cerchi di “curare” Lana con l’aversion therapy (istantaneo il ricordo di A Clockwork Orange). La scena è inguardabile per quanto è orrorifica (quell’orrore psicologico di cui sopra), Sara Paulson finalmente mi ha convinta, kudos per Quinto come se piovesse, EPPURE. Eppure tutto benissimo, fintanto che non entra il Selvaggio Daniel e la cosa diventa un po’, come dire, TROPPO. E io, questa estetica dell’eccesso, che per esibire sé stesso non guarda in faccia niente e nessuno, fatico a comprenderla. La battuta “try to relate the pleasure you’re feeling to his tumescence” spezza la crudeltà della scena, è quasi ridicola e no, se l’obiettivo era il grottesco mi spiace, ma non è stato per niente centrato.

Potremmo ancora ricordarci assieme delle evoluzioni del rapporto Kit/Grace, che si consumano non solo sul tavolo del pane, ma anche, molto bene, a livello di scrittura. Perché Kit è pronto a credere senza riserve alla versione di Grace, ma arriva a dubitare di sé stesso, della sua identità, della sua morale. E idem lo spettatore, che nonostante la svolta sci-fi con tanto di apparizione aliena, si trova ad essere disorientato e a dubitare di tutto ciò che vede. What am I? Crazy or sane? Am I a killer?

Potrei dirvi ancora del bel montaggio alternato fra le scene del dott. Thredson/Kit e Sister Jude/I’m Anne. Anne Frank (WTF?!), con quest’ultime a introdurre un nuovo personaggio e a focalizzare ancora l’attenzione sul dott. Arden. Stavolta ci viene rivelato il suo probabile passato da NAZI WAR CRIMINAL, sempre rientrando in quella logica dell’eccesso in ragione della quale non bastava avercelo presentato come ossessionato dal sesso, potenziale assassino di donne, sadico demiurgo dei cripples/zombies/diosolosacosa che vagolano simpaticamente nei boschi attorno al manicomio. Le sue scene, sia quelle dei flash-back che quelle condivise con la presunta rediviva Anna Frank (WTF?!), sono altrettanto violente e claustrofobiche.

Insomma, ci sono momenti ad alta carica disturbante; momenti che senza dubbio, iniziano ad aprire consistenti spiragli di luce sul passato dei personaggi. Nonetheless: momenti. E qui sono sempre più convinta che entri in gioco un certo gusto personale. Abbiamo lodato il coraggio di proporre un’opera antologica, con cui giocare a ridisporre la scacchiera ad ogni nuova stagione; abbiamo accettato di prendere persino il singolo episodio, sinora, per quello che era, quasi un brano isolato dagli altri suoi vicini. Ma ehi! Arrivare a vivisezionare la puntata stessa ci sembra davvero troppo. Come interagiscono questi personaggi fra di loro? Come sono interrelati? Dobbiamo accontentarci delle tematiche e dell’ambientazione, a far da collante? Perché, qui, lo ripeto, entra in ballo il sentire di ognuno. Per quel che riguarda me, ciò che rende accattivante una serie ed i suoi personaggi, è un discreto, ben dosato appagamento del mio personale bisogno di storie, che è appunto un bisogno, una roba primordiale come lo sono la fame o il sonno. Vale a dire mettere ordine, assegnare un senso, un logico sviluppo ad eventi apparentemente sconnessi gli uni dagli altri. Dove questo appagamento manca prepotentemente, o dove -per carità- sono io che non ho i mezzi per stanarlo, mi stanco, mi distraggo, non presto la dovuta attenzione, perlomeno sul lungo periodo. Durante la visione mi tornava più volte alla mente il pensiero che un materiale del genere sarebbe molto adatto, chessò, a dei cortometraggi sul genere. Qui è ipotizzabile che la forma, come brillantemente suggerito da Eus nella scorsa recensione, abbia la pretesa di creare anche contenuto. Perché singoli tableaux come questi, strappati, lacerati, senza una vera e propria collocazione organica, starebbero a figurare i contenuti stessi della stagione. Applausi, tanto di cappello, ma io ho bisogno di qualcosa in più. Se vogliamo repentinamente parlare di sperimentazione (che la si voglia lodare o infamare di questo si tratta), altrettanto repentino dev’essere lo sforzo di comprendere perché il giudizio della platea sia scisso, ovvero perché esista sia chi grida al miracolo, sia chi si ritrova in preda a conati che l’aversion therapy se li sogna.

E anche io mi ritrovo, come i personaggi, come la narrazione, spezzata fra queste due alternative. Per me non può essere più di un MEH. Prendetelo per come l’ho spiegato qui sopra: perplessità, sensazione ineludibile che qualcosa sia fuori posto, o meglio, in nessun posto.  Detto ciò, riesco ad aprirmi ad una speranza per le puntate a venire: l’episodio è “una prima parte” ed avrà un epigono con lo stesso titolo, il che fa auspicare in sprazzi di continuità micro-narrativa, fra questa puntata e la successiva. E poi, a mantenerci fiduciosi, abbiamo anche un fulgido exemplum nel passato: la prima stagione, che è uscita dal bozzolo relativamente tardi. Dai Asylum, dai.

 

Note

Dimentico di lodare la Lange? No, non lo dimentico. Lei è DIVINA e a costo di sbrodolarmi addosso lo devo scrivere anche io. Qualcuno nei commenti della scorsa recensione suggeriva che come dice lei PERVERSION nessuno può. Questa settimana facciamo coppia con STERILIZATION, la glacialità con cui lo propone, l’espressione alla protesta di Kit “you can’t do that!”. Sublime e terribile.

INFAME OT: a proposito di “racconti horror ambientati in manicomi che si scrivono da soli”: mi si permetterà qui di citare una piccola perla di fine anni ’90, Sanitarium, videogame punta e clicca dalla bellezza disarmante. Ambientato, obviously, in un manicomio. Ebbene, credo che definirla l’esperienza video-ludica più angosciante e profonda di sempre sia riduttivo- FINE INFAME OT (se non avessi osato avrei avuto un tale senso di colpa da dover offrire le terga alla frusta più spessa di Sister Jude).

Pamela Rossi

Una a cui è capitato qualcosa di cruciale durante l'adolescenza: Italia Uno decide di trasmettere Dawson's Creek. Da allora le cose non sono più le stesse: il mode del Dawson Piangente si impadronisce della mia vita, ma soprattutto esplode l'accanimento seriale. Affetta da un incondizionato feticismo per l'inglese britannico, sogno di guardare l'inguardabile e diventare un giorno nerd supersayan di quarto livello. Mangio quasi tutto, ma i cetrioli proprio no. Porto degli occhiali rossi, e con questi vedo la gente scema.

34 Comments

  1. Non seguo la serie, leggo solo le rece, ma chiunque riesca a citare in una recensione un gioco punta e clicca, tralaltro stupendo come Sanitarium, merita un’ovazione.

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  2. Ma vogliamo parlare del sottoutilizzo scandaloso di Chloe Sevigny? Mi piange il cuore ogni volta che la vedo buttata lì per mezza scena :(
    Jessica Lange DEA come sempre, regge quasi da sola l’intera stagione (aiuta anche il fatto che il suo sia uno dei personaggi più caratterizzati).
    E dateci più Sister Eunice posseduta!!

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  3. GoDRiK ha scritto:

    Ma vogliamo parlare del sottoutilizzo scandaloso di Chloe Sevigny? Mi piange il cuore ogni volta che la vedo buttata lì per mezza scena

    D’accordo su tutti i fronti! Io sarei uno di quei fan che si mette ad urlare e si strappa i capelli ogni volta che compare in scena, sia per la bellezza sia per la bravura. Mi dispiace terribilmente vederle fare la tappezzeria…

    ps OT: Sanitarium, splendido, ho sempre pensato che fosse stato d’ispirazione per Shutter Island. Ora, dopo l’accenno non posso non pensare che sia tutto sillogisticamente collegato, il che conferma i continui scopiazzamenti di Murphy. Forse, però, ci piace proprio per questo.

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  4. è interessante il cambio di prospettiva tra suora jude e i degenti, con la prima che inizia a credere a loro e i secondi che dubitano di loro stessi.
    temo che la storia di anna frank possa risolversi in modo orribile, nel caso sia veramente anna frank.

    ot: sanitarium l’ho giocato l’anno scorso e non mi è sembrato niente di che. ci sono dei momenti, soprattutto nella seconda metà del gioco, da farti cadere le braccia.

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  5. “Dominique” mi si è ficcata in testa e non se ne va più. Che poi è una canzone “maledetta”, perché la singing nun dopo il successone mondiale buttò la tonaca alle ortiche e andò a vivere con una donna, come coppia. La Chiesa la perseguitò e fece in modo di non farle avere nemmeno un soldo dei diritti della canzone. Alla fine la ex suora e la sua compagna si suicidarono.
    anyway, io sono una di quelle persone che, pur riconoscendo tutti i problemi evidenziati dalla recensione, è affascinata da AHS. Ancora non ho ben messo a fuoco il perché, è probabile che sia qualcosa legato all’inconscio.

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  6. Il discorso di Pamela Rossi sui “momenti” è azzeccatissimo. La serie si regge su “momenti” e sull’immensa bendisposizione dello spettatore. Ma il momento non fa la trama.
    Vorrei quindi sottolineare qualche cosa che ho trovato ESTREMAMENTE FASTIDIOSA.

    – la suorina è posseduta DALLO DIMONIO. LO DIMONIO nel corpo del ragazzino gli ha fatto mangiare vacche, sbavare, smontare un letto ikea senza nemmeno una brugola, consumarsi, fare rivelazioni sul passato un po’ di tutti, e alfine l’ha fatto morire. Nel corpo della suorina le fa scegliere il bastone per la punizione. DIMONIO, questo è avere due pesi e due misure.

    – IL NAZISTA. Questa serie sembra sempre più l’ultimo Indiana Jones, in cui mancano solo i dinosauri. E infatti aspettiamoceli per il season finale. Viene ricoverata A UFFA una tizia solo perché ha ferito dei tizi e non ha documenti (vabbè) e questa sostiene di essere Anna Frank. Al di là del fatto che sono passati meno di vent’anni ma il dottore sembra invecchiato di 40, ma WTF? Scherza coi fanti, Murphy…
    Vabbè il dottore è un minidotato criminale di guerra. La Frank ci si trova a tu per tu con una pistola rubata a PIPPO AGENTE MUNICIPALE (andate a rivedervi la scena di lei che agilmente sfila sulle scale senza fermarsi la pistola ar cojone che pascola in un manicomio senza fissare la fondina e non si ACCORGE MAI che gli hanno rubato la pistola, poi mandate indietro, rivedetela, poi mandate indietro e rivedetela, poi sedetevi in un angolo a piangere la morte dell’ultimo unicorno), e NON GLI SPARA.

    Riproviamo: ANNA FRANK NON SPARA AL NAZISTA CHE LE HA STERMINATO LA FAMIGLIA.
    No, lei lo gambizza, poi apre la porta dove c’è la ninfomostra che implora la morte e lei, sopravvissuta ai campi di sterminio che non erano proprio la Svizzera verde di Heidi, riesce comunque a rimanere pietrificata. Anna Frank stocazzo.

    [La cosa peggiore è che non hanno escogitato un escamotage decente per inserire un personaggio che non fosse APERTAMENTE folle, e che quindi conservasse un po’ di credibilità, a parte dire “Ha accoltellato dei tizi e non ha documenti, la ricoveriamo al manicomio ah ah”. MA COSA. MA DOVE. Cioè, non sono passati nemmeno dieci minuti, il sangue sul suo vestito non è ancora secco. E’ GROSSOLANA, ‘sta serie. Si affida tutta alla sospensione di incredulità, ma non riesce a causarla. Io posso credere anche a Babbo Natale, ma mica perché sono fantasiosa io e basta, sei TU che mi ci devi far credere.]

    – Quindi, il dottore è Mengele. Cioè, ad Auschwitz. Vuoi fa’ le cose storiche, Murphy? Ad Auschwitz ce stava Mengele. La Frank è morta a Bergen Belsen e non ad Auschwitz (pare che lo dica, nella puntata, io non ci ho fatto caso), eccetera eccetera. Questo è fare le pulci, lo so, ma è quel che faccio.

    – Il monsignore che non sa di essere lì è il supervillain. Difende il nazista, sono in combutta, esperimenti su cavie umane a costo zero, AHS grande serie di denuncia sociale.

    Lo so che da come lo scrivo sembra che stia esagerando, ma non è così. La serie è pomposa, pretenziosa, pasticciata e mal recitata. I personaggi sono tridimensionali quanto un foglio di carta velina (dentro al manicomio si dichiarano TUTTI INNOCENTI ma non lo sono, eh? Quanta originalità), poco credibili, poco simpatici nell’accezione inglese del termine.

    A questo punto sogno un attacco alieno che stermini tutti.

    PS
    Forse però il lato peggiore in assoluto è che la serie si presti a pippe infinite come
    “Oh ma è grottefca perché vuole efferlo! E’ meta horror fanta critico! Cioè, è come un gioco ironico in cui lo fpettatore alla fine fi fente molto diftaccato!”

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  7. D’accordissimo con la recensione. Provo proprio le stesse cose davanti ad AHS: uno strano straniamento (scusate il gioco di parole) che non capisco (davanti a Revolution è chiarissimo: disgusto per il tf e per me stessa che insisto ad avere speranze di miglioramento).
    Si salva solo la Lange, ma accidenti non è che può reggere tutto da sola (anche la Beast di Beauty and the Beast è un f… ma che palla, dopo un po’ ti stanchi pure di guardare lui che pure è un gran bel vedere. Arrow si basa,anche se solo in parte anche su una trama decente: questo per dire che non basta una rondine per fare primavera Murphy)
    @ Winnie Cooper:
    Divertentissimo ho riso un’ora. Ma alemno la Lange salviamola dai

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  8. jackson1966 ha scritto:

    @ Winnie Cooper:
    Divertentissimo ho riso un’ora. Ma alemno la Lange salviamola dai

    Ti ringrazio :)

    Però guarda che non ho nulla contro gli attori. Contro i personaggi sì, il che fa ancora più rabbia, perché ci sono grandi attori al minimo storico dell’impegno (pure James Cromwell non è che sia proprio l’ultimo stronzo, eppure che parte fa?)

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  9. Winnie Cooper ha scritto:

    “Oh ma è grottefca perché vuole efferlo! E’ meta horror fanta critico! Cioè, è come un gioco ironico in cui lo fpettatore alla fine fi fente molto diftaccato!”

    Scusate la non costruttività del commento, ma … LOL! XD
    Ti prego, continua a farti del male seguendo la serie e a commentare, per favore!

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  10. MEH…che poi come al solito riassume tutto! Sinceramente la scorsa puntata ha suscita ancora meno horror/grottefco/paura/and perversion e in realtà avrei poco da commentare…ma siccome mi piace spendere parole vuote e dopo aver prodotto dei muffin che avrebbero veramente fatto più paura di quest’ultimo rigurgito di regia Murphyniana, ciancio!

    Intanto vorrei partire dalla cavolo di canzoncina! Dannata Dominique! Il problema per me è che mi piace, ed effettivamente su di me ha un effetto rilassant-ipnotico…certo capisco che la canzoncina tutta francesina delle suorine sfigate stona con l’ambientazione claustrofobica e malata dove la messa meglio sbatte la testa contro un muro da circa 20 anni…I get it! ma tant’è a me rilassa!
    Forse questo fa parte del genio criminale della serie, dove i malati a un certo punto dubitano della loro precedente ferma convinzione di essere rinchiusi ingiustamente e anche chi si credeva nel giusto dubita di se…anche io dubito di essere normale se a un certo punto la canzoncina mi piace!

    Andando avanti, l’espediente Anna Frank è viva e vegeta mi ha ricordato la puntata della Black Dahlia, una sorta di tentativo di dare un’aderenza alla realtà al tutto (persa tra uno zombie e un alieno), uah qua si fa la storia!!!
    Il che mi porta di volata al evil-nazi dottor Arden (non ricorda come nome dottor Harmon, che fai ti autociti!?), tralasciando il fatto che a me l’attore ricorda il nonnino del film col porcellastro Babe (dovrei controllare se è lui) e condivide con lui la passione per la macelleria. Il vecchiettino è affancendato a tormentare la povera e registicamente ghettizzata ninpho-Sevigny, nessuno ha menzionato il fatto che tra i vari scopi degli esperimenti c’è la vita eterna….cioè quelli li in giro sono suoi precedenti esperimenti sulla vita eterna?!?!? I mean gli zombie mangia carcasse sono pure highlader?!?! Boh, ma davvero?

    Altra cosa che mi ha infastidito, la scena alla clockwork orange di Quinto e Lana banana! Ma maledetto dottorino occhialuto del cavolo se la vuoi veramente aiutare perchè al posto di farle il trattamento non ti sei chiuso nell’ufficio e si facevano due chiacchere così in amicizia, poi si diceva alla sister Jude, che tanto ha già le sue beghe a cui pensare, tutto bene fatto il trattamento!!! Mah boh…alla fine verrà fuori che lui è super-cattivo! Già lo so! O lui è bloody face!!!

    Divago, di proposito, come fa la serie!

    …Ma mi è anche piaciuto qualcosa…direi delle singole immagini, dei frame veramente belli dal puro punto di vista estetico!

    L’ultima cosa che mi rimane è richiedere un TSO a sister Jude (Hey Jude)!

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  11. Winnie Cooper ha scritto:

    la suorina è posseduta DALLO DIMONIO

    No, eh, questo è un colpo basso! Qua rido così tanto che sembro io quello posseduto dal demonio! L’affermazione Brancaleoniana è mitica! Winnie, se smetti di commentare AHS giuro che vengo a casa tua travestito da suorina e ti frusto!

    Silvia ha scritto:

    tralasciando il fatto che a me l’attore ricorda il nonnino del film col porcellastro Babe

    esatto, proprio lui!

    Rispondi

  12. Ahahahahah potevo continuare a tenermi il vago sospetto…adesso mi perde in credibilità!!! Baaaaaabeeee@ Sal G.:

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  13. @ Winnie Cooper:

    <3

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  14. thilmir ha scritto:

    Non seguo la serie, leggo solo le rece, ma chiunque riesca a citare in una recensione un gioco punta e clicca, tralaltro stupendo come Sanitarium, merita un’ovazione.

    AHAHAHAH! NERD ALERT (ovviamente mi ci butto pure io nel mucchio, comprendo troppo bene l’esaltazione nel vedere citato qualcosa che si ama). Comunque dai, seguila, ché poi ci divertiamo a trovare altre suggestioni improbabili :)

    Daniela G. ha scritto:

    “Dominique” mi si è ficcata in testa e non se ne va più. Che poi è una canzone “maledetta”, perché la singing nun dopo il successone mondiale buttò la tonaca alle ortiche e andò a vivere con una donna, come coppia. La Chiesa la perseguitò e fece in modo di non farle avere nemmeno un soldo dei diritti della canzone. Alla fine la ex suora e la sua compagna si suicidarono.
    anyway, io sono una di quelle persone che, pur riconoscendo tutti i problemi evidenziati dalla recensione, è affascinata da AHS. Ancora non ho ben messo a fuoco il perché, è probabile che sia qualcosa legato all’inconscio.

    OH SHIT. Me lo sentivo che c’era qualcosa sotto a quella maledetta canzone. Capisco benissimo che vuoi dire, ma infatti spero sia abbastanza chiaro che nonostante il MEH una certa fascinazione la esercita pure su di me. Credo di essere abbastanza intrigata dalla mente dietro una roba del genere. Della serie: vediamo fino a che punto è disturbata :D

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  15. la canzoncina Dominique è la cosa migliore della serie, che come è stato già sottolineato vive e sopravvive di momenti e la pazienza che ci stiamo mettendo per traghettarci stancamente dall’uno al successivo è tutto un vivere di rendita e sulla grandezza della Lange.
    Registicamente però è un fantastico gioiello di disturbanza. ammesso che questo significhi qualcosa. la scena della conversione sessuale l’ho trovata geniale, cruda, difficile da guardare, l’unico highlight dell’episodio. insieme al “non ti sei disturbata a leggere il libro??”, ok.
    alieni, nazismo, prete malvagio e anna frank: esagerazioni tanto kitsch che funzionano una volta si e dieci no. una serie a sinusoide.

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  16. Winnie Cooper come ha spiegato Murphy Lo Dimonio non agisce sempre allo stesso modo,ci sono casi di possessione estrema ed atti impuri come il ragazzo del secondo episodio,e casi di possessione subdola,silenziosa e diabolica come la suorina.

    Rispondi

  17. @ Omelette:
    Murphy non mi ha convinta. E nemmeno lo Dimonio.

    @ PDB:
    <3 anche a te, così, perché amor ch'a nullo amato blah blah.

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  18. @ Winnie Cooper:
    XD
    non riuscivo a smettere di leggere il tuo commento!!mi hai fatto troppo ridere!!
    cambiando discorso..forse sono l’unica ma a me tutta la storia di anne frank non ha dato poi così fastidio..inizialmente ho urlato al “WTF?” ma poi ho capito che l’hanno messa in un modo tale che comunque se la giochino la storia reggerebbe: è anne frank: ci stà per i motivi che la stessa ha elencato nella puntata.
    non è lei:ci stà comunque perchè una ragazza che sopravvive al campo di sterminio,legge il “diario di anne frank” e si aggrappa a quello per superare ciò che ha vissuto non è affatto difficile da credere.

    Rispondi

  19. @ winnie Cooper

    Ovazione, soprattutto per l ultima parte, mi sembra di vederli i radical chic che si fanno le pippe mentali con ahs, e La Repubblica sotto il braccio…ahahahha

    Rispondi

  20. ma me la state massacrando questa serie! io stò tipo con la bava alla bocca in attesa di un nuovo episodio.

    Rispondi

  21. Winnie Cooper ha scritto:

    La Frank ci si trova a tu per tu con una pistola rubata a PIPPO AGENTE MUNICIPALE (andate a rivedervi la scena di lei che agilmente sfila sulle scale senza fermarsi la pistola ar cojone che pascola in un manicomio senza fissare la fondina e non si ACCORGE MAI che gli hanno rubato la pistola, poi mandate indietro, rivedetela, poi mandate indietro e rivedetela, poi sedetevi in un angolo a piangere la morte dell’ultimo unicorno), e NON GLI SPARA.

    Beh, con questo hai vinto. PIPPO AGENTE MUNICIPALE è fenomenale. Genio!

    Rispondi

  22. Ciao a tutti, mi sono avvicinato a questo sito grazie ad asylum.

    trovo quest aserie fantstica e le puntate e le storie dei vari personaggi sono dosate davvero bene, non capisco questa “fame atavica” di storie, dalla recensione mi sembra di capire che chi la scrive ha grandi aspettative verso il prodotto e se si hanno grandi aspettative e’ perche’ si crede in quel prodotto…

    allora vogliamo credergli? possiamo sospender eil giudizio finale e aspettare la fine della stagione per vedere se davvero le varie storie o frammenti sono davvero cosi’ slegati? possiamo solo affidarci alle “dolci” note narrative che ci vengono confezionate e farci cullare da questa fiaba della buonanotte intrisa di horror?

    stiamo sempre a lamentarci per la banalita’ di certe storie.. io trovo che qui non ci sia nulla di banale
    e i personaggi ci vengono rappresentati a poco a poco e il collante e’ l’asylum cosi’ come l’annos corso era la casa…

    Rispondi

  23. Vero tutto quello che è stato detto, ma quando guardo AHS mi passa un’ora senza che me ne accorga. Trovo l’insieme molto affascinante nella sua disturbanza :)
    Questa serie mi affascina anche più della prima. Il contesto del manicomio è perfetto. Non cerco grandi significati nascosti dietro questo pout pourri di immagini grottesche e inquietanti, però a me intrattiene al massimo forse perchè già da prima amavo il genere.

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  24. Winnie Cooper ha scritto:

    LO DIMONIO

    Questo vince TUTTO. :D
    Winnie Cooper ha scritto:

    PS
    Forse però il lato peggiore in assoluto è che la serie si presti a pippe infinite come
    “Oh ma è grottefca perché vuole efferlo! E’ meta horror fanta critico! Cioè, è come un gioco ironico in cui lo fpettatore alla fine fi fente molto diftaccato!”

    LOL verissimo!
    Daniela G. ha scritto:

    “Dominique” mi si è ficcata in testa e non se ne va più. Che poi è una canzone “maledetta”, perché la singing nun dopo il successone mondiale buttò la tonaca alle ortiche e andò a vivere con una donna, come coppia. La Chiesa la perseguitò e fece in modo di non farle avere nemmeno un soldo dei diritti della canzone. Alla fine la ex suora e la sua compagna si suicidarono.
    anyway, io sono una di quelle persone che, pur riconoscendo tutti i problemi evidenziati dalla recensione, è affascinata da AHS. Ancora non ho ben messo a fuoco il perché, è probabile che sia qualcosa legato all’inconscio.

    Non ho altro da aggiungere. :D

    Rispondi

  25. crazy diamond ha scritto:

    Vero tutto quello che è stato detto, ma quando guardo AHS mi passa un’ora senza che me ne accorga. Trovo l’insieme molto affascinante nella sua disturbanza
    Questa serie mi affascina anche più della prima. Il contesto del manicomio è perfetto. Non cerco grandi significati nascosti dietro questo pout pourri di immagini grottesche e inquietanti, però a me intrattiene al massimo forse perchè già da prima amavo il genere.

    amen fratello.
    e a tutti gli altri direi che non ve l’ha prescritto il medico di seguire questa serie. andate in pace.

    Rispondi

  26. Mi avete smontato quella che finora è stata la mia puntata preferita! Finalmente i personaggi cominciano ad avere una direzione: Kit potrebbe essere veramente colpevole di ciò che ha fatto (anche se questo lo farebbe assomigliare tanto a Tate della season 1, ma chissene, a me Tate è piaciuto tanto), la sua amante (Grace? Non mi ricordo) inizia ad avere un perchè, Lana (del Rey) che fa di tutto pur di uscire, anche autoconvincersi che la sua situazione vada curata. Un Zachary Quinto finalmente tornato agli spelndori del Sylar di Heroes (!!), che cerca di aiutare i pazienti nell’unico modo che poteva andare bene negli anni 60, ossia facendo loro sentire quanto sbagliati siano, portandoli dal soli al volersi cambiare. Finalmente ritorna Shakespeare in Love, che spalleggia il nazi-strupratore di prostitute-sadico-scienizato pazzo Arden (sarò naive, ma sono caduta dalle nuvole quando ho scoperto che erano d’accordo). Sister Jude (la amo alla follia) che inizia a provare empatia per i suoi pazienti. Mi spiace tanto per la povera Chloe Sevigny sfigurata, ma magari da adesso il suo personaggio inizierà ad avere spessore. Anna Frank in effetti mi ha lasciata perplessa, bello l’escamotage della sopravvissuta ai campi come espediente narrativo, ma proprio Anna Frank? Mi sembra più blasfemo questo che tutti gli orrori ecclesiastici che stanno uscendo fuori… In ogni caso, non vedo l’ora di vedere la seconda parte, sperando che le mia speranze non siano disattese. E poi, ricordiamoci che nella prima stagione, il tutto ha iniziato ad avere un senso solo da metà stagione in poi…

    P.S: sono l’unica contenta che il tizio dei 5 Maroni sia fuori combattimento?

    Rispondi

  27. anna ha scritto:

    non ve l’ha prescritto il medico di seguire questa serie.

    oddio davvero? Grazie, e io che credevo di sì! Ora posso finalmente dedicarmi ad altro! Grazie ancora!

    Rispondi

  28. Questa serie mi piace da matti, questa stagione ancora più della prima. La seconda parte di questa puntata poi è da lasciare a bocca aperta…chissà che qualcuno non abbia rivalutato anche questo episodio alla luce degli sviluppi ;)

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  29. Ma perché nessuno qui parla del vero punto forte dell’episodio in questione?! Insomma, gente, non siete stati contenti di non vedere Jenna Dewan Tatum e Adam Levine abbaiare contro la telecamera o fare cose surreali e ridicole anche per Murphy (tipo rialzarsi ed affrontare un assassino dopo aver perso un braccio e qualche pinta di sangue)?!
    Ora, tornando seri (?!), cosa ci ha dato questo episodio?? Qualcosa in più e qualcosa in meno. Per me questo è per ora l’apice degli episodi di AHS per quanto riguarda l’aspetto disturbante, specialmente nelle scene dedicate a una Lana sempre più “integrata” nell’ambiente del Briarcliff (e ho apprezzato molto Sarah Paulson). Tralasciando l’assenza dei Lovers (che, come già detto, ho apprezzato), in questo episodio è mancata anche l’indemoniata Sister Eunice, che dovrebbe essere (per quanto ho capito fin ad ora, e non è molto) il vero motore della trama. Se trama la si può chiamare. Perché in fondo ciò che avete detto è vero, AHS rimane un ammasso sviscerato di avvenimenti, non una serie d’insieme in cui le vicende si intrecciano. Sfortunatamente per me non riesco a non essere affascinato da questa brutta accozzaglia di immagini trucide (psicologicamente e fisicamente), AHS mi appassiona e mi attrae sempre di più per quanto riesca a coglierne i MOLTI difetti.

    Concludo chiedendo a Murphy quante altre vicende storiche ha intenzione di “violentare” in questa serie! E sì, mi riferisco allo scempio della Black Dalhia della scorsa stagione, oltre che a quello di Anne Frank di questa… Almeno è uscito un personaggio che riesce in qualcosa, quindi posso anche sopportare il background cretino che c’è dietro.

    Winnie Cooper ha scritto:

    Lo so che da come lo scrivo sembra che stia esagerando, ma non è così. La serie è pomposa, pretenziosa, pasticciata e mal recitata.

    Ti concedo tutto, ma mal recitata no! Non facciamo di tutta l’erba un fascio, per piacere: so che “non è tutto Lange quel che recita”, però… :)

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  30. Dirtyfishydishcloth 18 novembre 2012 at 17:40

    Winnie Cooper ha scritto:

    Quindi, il dottore è Mengele. Cioè, ad Auschwitz. Vuoi fa’ le cose storiche, Murphy? Ad Auschwitz ce stava Mengele. La Frank è morta a Bergen Belsen e non ad Auschwitz (pare che lo dica, nella puntata, io non ci ho fatto caso), eccetera eccetera. Questo è fare le pulci, lo so, ma è quel che faccio.

    In realtà è stata ad Auschwitz per qualche mese, come accadeva alla maggior parte degli Ebrei d’Europa, che transitavano in una prima fase del loro calvario ad Auschwitz, giusto il tempo di essere avviati al processo di disumanizzazione che li attendeva. Poi da lì venivano spediti in altri campi dopo delle rigide selezioni.

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  31. Dirtyfishydishcloth ha scritto:

    Winnie Cooper ha scritto:

    Quindi, il dottore è Mengele. Cioè, ad Auschwitz. Vuoi fa’ le cose storiche, Murphy? Ad Auschwitz ce stava Mengele. La Frank è morta a Bergen Belsen e non ad Auschwitz (pare che lo dica, nella puntata, io non ci ho fatto caso), eccetera eccetera. Questo è fare le pulci, lo so, ma è quel che faccio.
    In realtà è stata ad Auschwitz per qualche mese, come accadeva alla maggior parte degli Ebrei d’Europa, che transitavano in una prima fase del loro calvario ad Auschwitz, giusto il tempo di essere avviati al processo di disumanizzazione che li attendeva. Poi da lì venivano spediti in altri campi dopo delle rigide selezioni.

    Sì sì, che ci fosse passata lo sapevo, ma non c’è morta, quello dicevo.

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  32. Ma solo io penso che bloody face sia Zachary Quinto?:D
    E’ dallo scorso episodio che mi frulla questa idea in testa…
    (Sì, lo so che probabilmenta sto parlamdo da sola perchè tutti avete già completato la serie, ma io ho cominciato a guardarla 5 giorni fa! :p )

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  33. @ Federica:

    No, non sei l’unica a pensarlo. Io lo dico dal primo episodio, che ancora non era comparso lo psichiatra
    Ho detto: è Zachary Quinto, il primo nome del cast che non è comparso nella puntata. Nella 3 ho avuto qualche ripensamento, però poi ho pensato che chiunque in quel manicomio ha un lato “sporco” da nascondere, qualcosa per la quale lo spettatore lo disprezzerà (anche Lana che fa “la spia”). Tutti tranne lui e Kit. Con questa puntata sarei pronto a scommettere 15 euro che è lui.
    Perché un tizio che entra nella casa vuota dell’amante di una paziente dovrebbe prendere la foto sexy di una persona che lui non conosce, non avendo ancora in mente di curarla (troppo presto, direi)? Per sadismo. E’ lui, sono quasi sicuro.

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