sons of anarchy 5x08

I buried my best friend three days ago, and as cliché as this sounds, I left a part of me in that box. A part I barely knew. A part I’ll never see again”.

Queste sono le parole che Jax scriveva per I suoi figli, in Orca shrugged. Il ragazzino in bicicletta ritratto in una vecchia foto se ne è andato per sempre insieme all’altro ragazzino, quello che ora giace in that box. Al suo posto c’è un uomo spietato che mozza le mani a un cadavere mentre la sigaretta gli penzola dalle labbra, un uomo che uccide senza alcuna necessità un povero manovale del crimine, un uomo che spinge la propria madre nel letto dell’uomo che lui odia di più al mondo.

Stiamo assistendo alla stagione più nera di Sons of Anarchy, perché è l’anima del protagonista a diventare sempre più nera. Quell’anima Jax l’ha venduta inconsapevolmente al diavolo quando ha scelto di non uccidere Clay alla fine della quarta stagione, illudendosi di poter tenere Il Male sotto controllo. L’ingenuità – dettata dall’inesperienza -  di quella scelta adesso gli sta costando molto cara, e la cosa peggiore è che lui stesso non si rende conto di quanto sia grande il prezzo che sta pagando. E’ inutile che Nero – sempre più figura paterna – cerchi di farlo ragionare, è inutile che gli dica: “you got a beautiful wife, you got two healthy kids, you need to accelerate the endgame, Jax. Get away from all the shit that’s trying to kill you”, perché tutto quello che Nero ottiene da Jax è una reazione rabbiosa, e una rottura della loro partnership.

Se da un lato c’è una figura paterna che consiglia per il meglio, dall’altro c’è un diavolo suadente che accarezza. Pope a quanto pare ha preso in simpatia Jax, non si arrabbia nemmeno quando il presidente dei Sons lo sospetta di avere mandato dei neri ad attentare alla sua vita, anzi gli dice “stay close, Jax”. Stammi vicino, e potremo fare grandi cose insieme.

Ma le grandi cose possono essere minacciate seriamente, se qualcuno tradisce. Roosevelt – in linea con la cupezza della stagione – non è più il flemmatico poliziotto che cercava sempre di fare la cosa giusta; no, adesso lui è disperatamente in cerca di vendetta per la morte di Rita e di suo figlio, vuole Frankie morto, e non importa se per averlo deve promettere a Jax di consegnargli il traditore, l’uomo del club che racconta troppo ai federali. Quell’uomo, il traditore, in questo episodio ci appare come un povero coniglio  ipnotizzato da un serpente. Quale chance avrebbe mai potuto avere il povero Juice davanti a Clay? Un ragazzo dalla personalità debole, non particolarmente sveglio, come avrebbe mai potuto reggere un confronto col vecchio leone sanguinario? E infatti Juice non ci si prova proprio, a resistere a Clay, ma crolla immediatamente. Gli dice tutto: del RICO, della mattonella di coca, della morte di Miles. Una liberazione e una condanna. “We’re connected”, non augurerei a nessuno di sentirsi dire queste parole da Clay

I know what I have to do… I can handle it” sono le parole che Jax continua a ripetere a se stesso e agli altri, e non lo aiuta avere al suo fianco una donna che ormai si è calata completamente nel ruolo della old lady. Se è comprensibile il pugno che Tara dà a Gemma dopo aver saputo che quest’ultima ha messo a repentaglio la vita dei suoi figli per una canna di troppo, non è comprensibile il suo appoggio cieco a Jax per ogni decisione che lui possa prendere.  Con quanta facilità Tara e Jax stesi sul divano passano dalla tenerezza dei discorsi sul loro passato alla brutalità della discussione sulla necessità di uccidere Clay. La loro ormai è quasi una follia a due, “how do we do that?” dice lei. Non “come ucciderai Clay”, ma “come lo uccidiamo?”

Già, come. Gemma è il punto debole di Clay, e Jax è il punto debole di Gemma (you can’t hate me, Jackson. You’re the only thing I still love). Le donne come Gemma non riescono a vivere senza una famiglia, aveva detto Nero a Jax, e questa adesso per il “principe nero” (perché questo è diventato Jax) è una perfetta arma di manipolazione e ricatto. Se Gemma non acconsentirà al piano del figlio per procurarsi le prove contro Clay, allora “get used to living in a brothel, because hookers and bangers are gonna be your only family”.

Jax avrebbe potuto solo dire “rimettiti con Clay”, e invece no, lui sceglie di usare le parole ”sleep with him. Make him feel like a king”. In sostanza: scopaci. Ancora Edipo. Ormai Jax è quello che decide della vita sentimentale e sessuale della madre, prima con il veto alla relazione di lei con Nero, e adesso con l’ordinarle di dormire di nuovo con Clay. Con Tara Jax è in una relazione alla pari, con Gemma invece è diventato come il peggiore dei mariti immaginabili, quello che punisce, che ordina, che minaccia.

Grande errore, quello di non uccidere Clay alla fine della quarta stagione. Ma errore di Jax, non di Sutter, come tanti sostengono. Il Male non si può controllare, può solo chiamare altro Male, perché è contagioso. Puoi anche raccontarti che le atrocità che commetti lungo la strada sono necessarie perché alla fine il tuo obiettivo è il Bene, ma resta il fatto che non rivedrai mai più una parte di te, quella che hai seppellito “in that box”. E senza quella parte puoi anche andare in giro con andatura spavalda ad ammazzare gente come se non ti importasse, ma alla fine sarai diventato tutto quello che odiavi, quasi senza accorgertene.

La tragedia greca esige dei morti. Se sulla sopravvivenza di Juice non scommetterei neanche 5 centesimi perché troppo facile, questa volta voglio puntare sulla morte di Clay. Capisco quello che Sutter ha fatto non uccidendo l’ex presidente del club, l’avevo già intravisto in To be, Part II, però adesso per quanto mi riguarda la funzione del vecchio leone si è esaurita. Il processo di mimesi si è compiuto, Jax è diventato Clay, è diventato spietato e amorale quando si tratta di proteggere i suoi interessi, e ha una donna complice accanto.

Amo il personaggio di Clay, uno che lotterà finché non gli si mozzerà l’ultimo respiro in gola, e amo il suo straordinario interprete Ron Perlman. Ma adesso credo proprio che la sua ora sia giunta. E’ necessario che giunga.

Ok.

Note:  

  • Il termine “ablazione” indica la privazione di una parte. Credo proprio che si riferisca alla parte di sé di cui parla Jax in Orca shrugged.
  • Chibs viene colpito alla testa da Frankie e abbandonato inun luogo isolato, in una pozza di sangue. Dopo la morte di Opie, non credo proprio che assisteremo alla dipartita di un altro Son così importante, ma io ho sofferto lo stesso, perché Chibs è il mio preferito.

 

Daniela G.

DaphneMoon in una vita precedente. Mi piacciono le serie raffinate e quelle dove la gente si spara in faccia senza tanti complimenti. Esempio di mirabile sintesi di entrambe queste caratteristiche? The Wire.

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Commenti
14 commenti a “Sons Of Anarchy – 5×08 – Ablation”
  1. Luca scrive:

    Recensione come da puntata, praticamente perfetta. Però, c’è un però. Ovvero la questione Gemma, o meglio come Sutter abbia deciso di arrivare all’edipico faccia a faccia finale tra Jax e la madre; cioè scegliendo la strada dell’incidente, che, oggettivamente, non sta in piedi.
    Il fine di Sutter è la richiesta/ordine del figlio alla madre, ma il mezzo tramite il quale ci arriva non lo giustifica, perchè va bene la sospensione dell’incredulità, ma non sta in cielo nè in terra che una moglie di motociclista entri in ospedale (dove per altro è conosciuta per i suoi stravizi, eccome se conosciuta) dopo un incidente e non le venga fatto (prima dalla polizia o dopo da un’infermiera qualunque) almeno l’alcol test e successivamente un’analisi di sangue e urine! Sopratutto quando la responsabile dell’ospedale è una sorta di “grillo parlante” che da tempo cerca di mettere Tara sulla retta via. E’ una scelta di sceneggiatura, quest’ultima, a dir poco pasticciata, che parte dalla “canna con Unser”, prosegue con la bugia di Clay e termina con il pugno di Tara. Ok, bisognava mettere suocera Gemma contro mamma Tara e papà Jax. Bene, si poteva farlo meglio.
    ps. Chibs ha la testa dura :D

  2. luta44 scrive:

    Sarà sicuramente colpa mia che evidentemente ho perso un bel po’ di umanità per strada seguendo questa serie ma io tutta questa oscurità in Jax non la vedo o meglio la vedo, sì, ma non sono d’accordo sull’innocenza perduta e sepolta con Opie perchè secondo me quest’innocenza non c’è mai stata o almeno io non l’ho vista.
    A quel che mi ricordo fin dalla prima stagione Jax non si è mai fatto un problema a uccidere il prossimo.
    Ho ancora negli occhi il pestaggio feroce del fornitore di droga di Wendy che Jax non uccide solo perchè lo fermano, per non parlare del tizio a cui cacellano il tatuaggio con la fiamma ossidrica (e non ricordo che Jax fosse in disaccordo ma posso sbagliarmi perchè in realtà quella scena l’ho skippata) e poi il tizio dell’FBI che perseguitava Tara e che ovviamente fa una brutta fine e poi tutto quello che succede coi Mayans e poi in Irlanda e poi i russi, ecc. ecc. ecc.
    A me non è mai sembrato che Jax avesse problemi di coscienza o rimorsi, certo era il “buono” della compagnia ma di una compagnia abbastanza particolare.
    Cosa lo distingueva da Clay (e secondo me lo distingue ancora adesso)?
    Il fatto che non agisce solo per sè ma per il club e la famiglia, unico gruppo a cui si sente fedele.
    E’ diventato più spietato?
    Mah, forse sì, ma a me sembrano più scelte dettate dalla necessità di apparire forte e deciso, è lui il capo adesso e non può apparire debole.
    E poi credo anche che sia parecchio incazzato.
    Tagliare le mani a un cadavere fa abbastanza schifo ma non è una particolare crudeltà, ammazzare il tizio sul tetto è una scelta obbligata, aveva cercato di uccidere lui e Chibs, dovevano dargli una medaglia?
    Lo fatto perchè era disoccupato?.. e allora?… non mi sembra una gran giustificazione e poi non ci si poteva fidare certo di un tizio del genere.

    Quanto a Clay, può darsi che Sutter l’abbia tirata (e la tiri) in lungo perchè rinunciare a un’attore del calibro di Perlman è dura ma certo la giustificazione regge.
    Morto Clay salta l’accordo con gli irlandesi e il Club viene travolto dal RICO (Otto ha testimoniato contro il club, non ce lo scordiamo), che poteva fare Jax?

    Resta il ricatto fatto a Gemma, è abbastanza rivoltante ma io credo che Jax sospetti già che Gemma ha avuto parte nella morte del padre, il legame fra i due è molto compromesso e Clay va fatto fuori, tutto sta a vedere se ci riuscirà.

    “Il Male non si può controllare” dici, è vero, ma il Male c’era già prima, nessuno è innocente nei Samcro, la loro è, e temo sarà, una tragedia perchè in fondo nessuno merita di salvarsi.

  3. zG scrive:

    La storia con Otto (e Tara) non è finita. Dubito che Jax riuscirà a tenere insieme ancora a lungo questo castello di carte con i feds e dubito ancor di più che riusciranno ad incastrare gli irlandesi, quindi probabilmente finirà per far fuori Clay ma non prima di aver convinto Otto a ritrattare per salvare il club.

  4. Pogo scrive:

    Sutter ormai sta attingendo a piene mani nella tragedia greca e lo sta facendo con grande maestria.
    Ha portato l’Antica Grecia nella fittizia Charming, prendendo per protagonisti un gruppo di “bifolchi” motociclisti che si ritrovano spesso in casi più grandi di loro. Straordinario.

  5. massimo alberti scrive:

    Recensione perfetta x una puntata che finalmente torna a girare come si deve, in una esemplare coerenza narrativa con quello che abbiamo visto finora.
    Anche se concordo con @ Luca: la questione dell’acool test lascia un po’ sgomenti, ma in effetti è in continuità con la cattiva gestione di tutta la faccenda.

    Mi trovo molto d’accordo anche con la “questione Clay”. E’ un ragionamento che in teoria non fa una grinza. In teoria, appunto, perchè alla morte di Clay con ancora due stagioni da portare avanti continuo a credere poco…

  6. Namaste scrive:

    “Ma errore di Jax, non di Sutter, come tanti sostengono”.

    Non ne sono così sicuro.

    Sono d’accordo con tutto quello che hai scritto nella recensione e soprattutto sulla tua conclusione, sul fatto cioè che la dipartita di Clay sia ormai diventata per Jax una decisione non più procastinabile – e avevo cercato di spiegarlo anch’io nei commenti della scorsa recensione – ma visto che probabilmente la tireranno ancora per le lunghe fino a questo season finale (e speriamo non oltre), diventa sempre più una mia opinione che lo stesso Sutter, stia solo adesso iniziando a rimpiangere quella scelta di sceneggiatura che denota (accusa gravissima da rivolgere a Sutterino, me ne rendo conto) anche una certa mancanza di coraggio. Non uccidendo Clay subito, Sutter si è incartato da solo. E come stia cercando di arrampicarsi sugli specchi lo vediamo anche in questa puntata:

    “Bisogna avere le prove”. Quali prove? Perchè? Quante altre prove ha bisogno Jax prima di capire quello che Nero gli ha spiegato? Che bluffare al solitario, rimandando all’infinito una decisione che prima o poi dovà comunque prendere, lo fa apparire, soprattutto agli occhi del suo stesso club, sempre più ridicolo?

    Le prove che sta cercando sono già sotto gli occhi di tutti, glielo ha detto lo stesso Frank: il mandante delle effrazioni che volevano fratturare il club dall’interno per dargli la possibilità di rientrare in gioco, è Clay Morrow. Se si votasse oggi – perchè in un club in cui ci si scanna l’uno con l’altro la democrazia prima di tutto – Clay andrebbe eliminato. Trovatemi un Son che non sia Juice che, con queste prove, oggi voterebbe a favore di Clay. Trovatemelo.

    Le prove del coinvolgimento di Clay nell’omicidio di JT, che è ormai diventato il segreto di pulcinella, per quanto indiziarie, quelle prove le ha Tara, la stessa persona che chiede come lo uccideranno, non quando lo uccideranno, ma che guarda caso, quelle prove, le lettere da Belstaff, a Jax non le fornisce. Era questo il momento in cui avrebbe dovuto tirarle fuori, ma poi il cavillo legale a cui si appella Sutter (“servono prima le prove”) sarebbe probabilmente venuto meno, per cui ce ne dimentichiamo opportunamente, ne riparleremo più in là.

    E ancora voi state qui a parlare di “tragedia greca” e di un Sutter straordinario.

    Sì, a prenderci per il culo, sicuramente.

    Io scendo qui.

  7. Montu scrive:

    Bellissima recensione. Brava. mi piace poi leggere queste belle righe a giorni distanza dalla visione, a volte fugace, dell’episodio.. e’ come rivederlo una seconda volta….

  8. Luca scrive:

    @ Namaste:
    Mai abbandonare la nave prima che arrivi in porto! Tradotto, aspetta almeno la fine della stagione… ;) cmq, visto lo scambio di opinioni che abbiamo avuto la scorsa settimana, non sottolineo oltremodo la connessione morte di Clay-addio irlandesi-fine del patto con la CIA/Cartello-RICO, quindi morte del club se Otto non ritratta. Anche perchè, se lo sottolineassi ancora mi prenderesti metaforicamente a testate :)
    la butto lì: e se Sutter ci stupisse con un finale in cui fa secco Clay e il suo nuovo “alleato” Juice? Perchè se Clay è il demonio l’ingenuo portoricano, stando così le cose, apparirebbe a tutti come un traditore. E sappiamo che fine fanno….

  9. Namaste scrive:

    Ho paura invece che a rimetterci sarà solo Juice, un po’ come succede a Lyla in questa puntata, colpevole di essere… cosa? L’unica donna in una stanza di “maschioni”? Troppo facile prendersela con i deboli. Troppo comodo per Sutter affidare la scelta amletica di Jax ai voleri di di una presunta democrazia che ormai lo è solo di forma. Nessuno dei Sons, nemmeno Bobby (che eppure su Clay ci aveva visto lungo…), nemmeno il fidato Tig (ormai “connesso” con Jax) è ormai in grado di contrastare il principino e nemmeno lo vogliono. Sono tutti schieratissimi con Jax e allora perchè non fargli capire, da bravi consiglieri o figure pensanti quali si suppone debbano essere, che più si rinvia quella scelta più il club rischia di andare a fondo? Ci parlino con l’Irish man, gli spieghino che ormai Clay è finito, che l’affare in ballo continua senza di lui, eddai che si può fare…

    Ma invece no, Jax non si decide e allora Sutter decide per lui, prima che si arrivi alla morte di Clay, Jax dovrà perdere ancora un po’ della sua anima e a quel punto non potrà che piangere se stesso.

    Non è che sia crudele, è che non c’è una logica, è più forte di me, mi fa troppo incazzare. E di Dexter, di serie in grado di farmi contorcere le budella, ce n’è già una. No, per salvaguardare la mia salute mentale, meglio riservarsi il recuperone dopo il season finale.

  10. Cangia scrive:

    Ma a nessuno dei Sons è fregato di sapere che fine ha fatto Chibs?

  11. zimo scrive:

    Bella recensione, complimenti!
    Che puntate, che stagioni, che serie.

  12. Sebartus scrive:

    La casualità (neanche tanta) di alcune situazioni può creare qualche perplessità nel momento in cui questi eventi hanno un grosso peso nello sviluppo delle trame e nelle strategie dei giocatori in ballo, ma nella globalità mi pare che Sutter tenga ampiamente sotto controllo i fili e l’intreccio che ne esce risulta appassionante!

  13. Davide scrive:

    @ Sebartus:
    quoto in toto.
    le puntate scorrono via molto bene. penso che questo sia una cosa importante.
    io spero che Sutter sappia cosa sta facendo. e che abbia già tutto deciso.

  14. Firpo scrive:

    Correggo quanto ho scritto nell’episodio precedente sull’inutilità dell’incidente occorso a Gemma…

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