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Fringe – 5×04 – The Bullet That Saved The World

La ricerca degli elementi che dovranno condurre alla vittoria sugli Osservatori da parte della squadra Fringe continua anche questa settimana, riproponendosi in una formula che sta facendo la fortuna del serial alla sua ultima stagione. Astrid e Walter tirano fuori una delle vhs dall’ambra, Walter del passato (alias VHS Walter o VHalter?) indica il posto da raggiungere, la squadra si dirige verso il luogo indicato e con più o meno difficoltà riesce a portare a casa ciò di cui avrà bisogno.

Stavolta si tratta di un tubo inserito in una delle vecchie stazioni della metro, ormai pattugliate dalla Polizia degli osservatori e difficilmente raggiungibili. È chiaro che non sarà questo a fermare i nostri, che riusciranno a recuperare il pacco e il suo contenuto: un enorme foglio pieno di misteriose equazioni che Walter stesso non è capace di decifrare.

Ma stavolta le complicazioni non si risolveranno nell’happy end per tutti. Perché, se combatti una guerra, sia essa civile, sotterranea o rivoluzionaria, devi sempre mettere in conto di lasciare qualcuno sul campo.

Nonostante tutto questo bel capello, la morte di Etta arriva comunque inaspettata, e proprio per questo è un colpo assai riuscito. Senza contare il coraggio mostrato dagli autori, fosse anche solo la crudeltà di infliggere l’ennesima, enorme sofferenza a Peter e Olivia, separandoli di nuovo dalla figlia, quando l’avevano ritrovata da poco, dopo averne perso infanzia, adolescenza e sviluppo in donna.

Di fronte a Etta morente abbiamo forse una delle sequenze più emotivamente forti di Fringe, una riunione (l’ultima) intera di famiglia, di una famiglia che nel corso di queste stagioni ha subito più volte separazioni e reincontri, per motivi temporali, spaziali e spazio-temporali. La scena mantiene quella solita pulizia al netto di qualsiasi scadimento melenso, che mi sembra uno de marchi del serial, e il dolore è tutto nel controcampo, negli occhi lucidi dei tre “anziani”, e soprattutto in quelli stanchi di Walter: inserire aggettivi superlativi a caso per la “solita” performance di John Noble.

Ciò che però mi è sembrato ancora più interessante è la differenza tra la reazione di Olivia e quella di Peter. Il padre è più evidentemente sofferente, ha molta più difficoltà ad accettare lo stato delle cose, non vuole arrendersi e lasciare la figlia lì per terra, anche se è evidente che sia finita; mentre Olivia è più chirurgica, anche nel momento più infausto della sua vita comprende subito ciò che sta succedendo e, pur con evidentissimo dolore, da l’addio ad Etta.

È vero che la scena tiene conto anche dei caratteri dei personaggi e dunque, plauso agli autori, di una mitologia che va avanti da cinque stagioni. Lo sappiamo, Olivia è sempre stata più fredda, ha sempre avuto difficoltà coi propri sentimenti, col lasciarsi andare. Che non significa minore sofferenza, sia chiaro. È ciò che mostra, non ciò che prova, che mi interessa al momento. Fringe spezza una catena di cliché che vede sempre nella madre la depositaria del pianto e della non accettazione del dolore massimo. Invece qui è Peter che non vuole guardare in faccia alla realtà. È un ribaltamento che risale a X-Files, alla volontà di ridefinire le gerarchie sessuali e di equipararle in questioni di forze e debolezze o addirittura rimescolarle nel corso degli eventi.

Facciamo un salto all’indietro, all’incipit di The Bullet That Saved The World. Peter sta comprando la collana per Etta, quando un Osservatore tenta di leggergli nel pensiero. Peter resiste per un po’, poi è costretto a scappare. Forse Olivia sarebbe durata di più? È probabile. Ma mi interessa un altro aspetto qui. Il flashback: Peter non può fare a meno di tradirsi e farsi sfuggire un’immagine di quella bambina per cui sta comprando la collana. Ed è lo stesso flashback che segna gli ultimi momenti di Etta. Il forte legame tra i due ci viene dunque suggerito sin dall’inizio e viene poi saldato alla fine, con un movimento circolare eccellente.

Da un punto di vista narrativo – specie per il running plot stagionale – Etta diventa un personaggio cruciale nell’episodio perché serve a reinserire Broyles e a riaffiancarlo alla sua vecchia squadra. Broyles invecchiato, che ha collaborato gioco-forza con gli Osservatori, salvo ritornare a essere l’uomo che abbiamo conosciuto e ammirato dopo l’incontro con la figlia di Peter e Olivia. In questo senso il periplo narrativo di Etta è chiaro e completo ed è stato condotto fino in fondo. La sua uscita di scena non è un facile bottone emotivo, ma riporta la serie al suo schema abituale, certo in una situazione diversa, come di consueto in casa Fringe. Quella che doveva essere il Virgilio dei nostri nel nuovo orizzonte temporale se ne va, lasciandoli in balia di un tempo che non conoscono ma nelle mani di uno del futuro che è anche uno del loro passato e uno che sta molto in alto nelle gerarchie della nuova era. Una posizione che è insieme più potente, ma anche più rischiosa e delicata, che offre meno spazio di manovra. Come nei livelli di un videogioco, la partita va avanti, con perdite alle spalle e una posta sempre maggiore davanti.

Ma una cosa la sappiamo, ora. Broyles conosce l’arte di celare i propri pensieri agli Osservatori, arte che proprio Etta doveva insegnare a tutti, se ne parlava proprio durante l’episodio. Dunque il passaggio mantiene anche una continuità e un indizio per il futuro: saranno sprovveduti, ma i nostri hanno comunque la possibilità di poter migliorare le proprie forze nella lotta contro i nuovi padroni del mondo.

Fringe dunque si rinnova e insieme mantiene i suoi elementi costitutivi e lo fa in uno degli episodi migliori di quest’anno, spiazzandoci: rinuncia al parallelismo – tematico e simbolico – Peter/Etta come era stato prima Walter/Peter, lontani e poi ricongiunti, e propende per un nuovo inizio, al limitare dell’ultimo episodio assoluto. E tutto avviene secondo questo sistema di mescolare le due anime del serial, con episodi che forniscono un’investigazione settimanale fortemente legata però all’intreccio stagionale.

I glifi formano la scritta WOUND.

Note

  • Tra le altre cose importanti che scopriamo questa settimana c’è il laboratorio sotterraneo in cui Walt ha conservato il materiale/memoria di tutte le loro vecchie investigazioni.
  • Il riferimento all’altro universo e la scongiura immediata di Peter. There has got to be a better option for getting us into that train station than a portal that takes us to another universe.
  • C’è pure l’uomo porcospino! Glad for your return, boy! Come avrà fatto a conservarsi?

Antonio Varriale

Semplicemente il dark passenger di Noodles (e/o viceversa). Non gli bastava il cinema e Sergio Leone. La sua doppia natura lo portò a mietere vittime di notte tra i serial americani. Dipendente dalle dipendenze, non si lasciò sfuggire la possibilità di entrare in un altro tunnel di visioni e meno ancora quello di scriverne pure.

38 Comments

  1. Un buon episodio, indubbiamente… ma a me questo nuovo Fringe continua a non piacere! Trovo tutto troppo forzato e questa caccia al tesoro anche parecchio ridicola!

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  2. bell’episodio, ma non so se questa storia delle vhs possa andare avanti ancora per molto…

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  3. Lo sguardo di Peter all’ultima inquadratura mi ha fatta pensare:Walter mette a repentaglio due universi per riavere il figlio morto.Peter cosa può fare?La storia si ripete?

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  4. NON concordo con la recensione.
    1)La scelta coraggiosa sarebbe stata quella di eliminare uno dei tre personaggi principali
    2)Eliminando Etta hanno scelto una strada narrativa che mi sembra inevitabile (salvo sorprese):
    -Vendetta tremenda vendetta di Peter che x qualche puntata farà strage di Osservatori (ma siamo sicuri che siano i veri osservatori?)
    -Come possono 4 reduci del passato ed un pugno di ribelli eliminare migliaia (ma poi quanti sono?) di invasori? In un solo modo: tornare nel passato ed impedirgli di invadere la terra.
    Quindi tornando nel passato troveremo Etta bambina

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  5. Ad Etta io mi ero affezionato, sinceramente vederla morire mi ha lasciato un po’ con il culo a terra. (“si può dire culo in tv?”)

    Nel complesso però era un evento facilmente prevedibile per diversi motivi:

    1) Etta e Olivia non potevano convivere, era evidente. Lo dice la stessa Etta in un dialogo con la madre “So che sei una che ama comandare, lo sono anche io” e di certo non si poteva relegare Liv ad un ruolo da “madre” classicamente inteso (vedi moto interiore dei personaggi che scatena il suo sguardo nelle puntate precedenti)

    2) Etta non era la loro la Etta (?) E’ stato chiaro per tutta le prime puntate quanto la piccola Bishop fosse una stronzetta cazzuta (e bellissima e adorabile **) con molte meno remore morali degli altri personaggi della serie

    3) Questi continui flashback sul passato dovevo giocoforza farci intuire che la vera attenzione è per la figlia perduta, quella bambina, non questa adulta e di fatto loro coetanea che dei due genitori non ha che qualche blando ricordo

    Nonostante saluti con dolore Etta, almeno riaccolgo con gioia Broyles, che in veste di servo del potere non lo vedevo proprio. E già quella pericolosa rimpatriata doveva essere un segnale nefasto per la Mini-Bishop: reinserire di colpo un personaggio chiave della serie che era rimasto in ombra e avvolto dai sospetti nelle ultime puntante e che oltretutto conosce anche quelle tecniche anti-osservatore che rendevano Etta indispensabile al gruppo, suona tanto di condanna.
    Senza contare che comunque Windmark non poteva morire, perché lui – ora più che mai – è la personificazione degli osservatori e della loro malvagità, e dovrà fare da ostocolo principale al compimento del piano.

    Vorrei poi riprende il commento di Andrea riguardo la conclusione del telefilm, perché l’ho trovato pertinente. Le super formule mi ricordano vagamente quelle del macchinario che ci avevano mostrato durante la 4° stagione (Quella ideata dalla fisica teorica malata di Alzheimer e realizzata dal marito per vivere ancora quei momenti di gioia precedenti al progredire della mattia della moglie)
    Del resto non credo che la sconfitta finale degli osservatori possa essere dettata da qualcosa che non ha a che fare con viaggi nel tempo e loop temporali di varia natura.
    E credo proprio che il fulcro di tutto sarà farci tornare a quella scena nel parco, con Etta bambina e la possibilità per Olivia e Peter di fare qualcosa di diverso con lei.

    Comunque per quanto la morte di Etta mi abbia profondamente ferito (eh già, addirittura incominciavo ad amarla quasi quanto Oliv) credo che abbia aperto degli scenari interessanti, perché adesso Peter si trova nella stessa condizione di Walter che tenterà sicuramente di fermarlo ma in cuor suo sarà quel che meglio comprende il dolore del figlio, Olivia avrà il solito casino interiore e la serie credo possa prendere anche un corso diverso dallo schema “VHS della settimana” anche perché ora senza Etta non sarà così facile.

    Ultime 2 note:
    SETTEMBRE: Sarà che lo abbiamo conosciuto come primo (e inizialmente unico) osservatore, ma credo che lui avesse un fascino ed un’abilità nell’interpretare il gelido e curioso uomo di scienza che si affaccia ad un mondo per lui inconcepibile ma necessario, che tutti gli altri osservatori non hanno. Windmark è comunque un gran bastardo, ma non ha quello charm di Settembre

    ETTA&IMDB: Sulla loro pagina dedicata ad Etta (http://www.imdb.com/character/ch0340656/filmoseries#tt1119644) quei mattacchioni della IMDb riportano la partecipazione del personaggio ancora ad un altro episodio della serie, il prossimo, ma poi il personaggio sparisce dalla lista a differenza degli altri main characters della serie che hanno nella lista delle partecipazioni tutti gli episodi di questa 5° stagione.
    Ora non essendo molto ferrato vorrei chiedervi: la lista di Etta è lasciata in sospeso perché sarebbe una merda spoilerare con questa lista le sue apparizioni/non apparizioni? O è forse la conferma che Etta ce la possiamo dimenticare e pace per tutti?

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  6. “Inserire aggettivi superlativi a caso per la “solita” performance di John Noble”

    Applausi al recensore

    LOL.

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  7. A parte la morte di Etta, anche l’incontro Broyles/Olivia mi ha commosso parecchio.
    Questa stagione comincia a piacermi.
    La morte di Etta arriva inaspettata, ma penso che alla fine i nostri ritorneranno nel passato e risolveranno la questione, quindi, secondo me, quello a cui stiamo assistendo sarà solamente un possibile futuro…..

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  8. Amanti ed amatori di Etta: arrendiamoci. Ciò che è morto è morto. Non esiste una Etta dell’altro universo, non si torna nel passato e, anzi, sono certa che, lo dico amando la serie con tutta me stessa, moriranno tutti (traumi che neanche AHS può farci superare). Il fatto che sia l’ultima mi fa credere che sia anche una chiusura netta con tutti i personaggi quindi, pian piano, una fine totale e completa – psicologica, fisica.
    La mia tragedia interiore è che sono 13 episodi e se penso che 13 episodi sono la metà di un’intera stagione – geniale – di Fringe prendo il pc e ricomincio la maratona dalla prima stagione.
    Shame on Fox.

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  9. Son of the Bishop 31 ottobre 2012 at 14:47

    Uau che velocità per la recensione comunque episodio in sé bello ma la scelta finale di far morire Etta non mi fa essere ottimista , la stagione comunque non mi sta piacendo molto troppo diversa dal fringe che conoscevamo e se va avanti così rischia di fallire sul punto di vista narrativo finale della serie (spero di no in quanto è la mia preferita )

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  10. con questa puntata secondo me sono rientrati in linea con Fringe, mostrando tutti i casi passati. Divino.
    Il meglio del meglio: “Un tempo risolvevamo i casi Fringe. Ora provochiamone uno” detto da Walter.
    O più o meno, ecco, il senso era quello. @ Son of the Bishop:

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  11. Ho adorato il memorabilia dei passati fringe event, mi piace e mi diverte la caccia alle vetuste vhs seguendo le indicazioni sconclusionate del Walter su nastro e il modo in cui l’attuale Walter si dà da fare per essere all’altezza del sé stesso di 20 anni prima. Il ritorno di Broyles è stato emozionante ma la morte di Etta mi lascia perplessa. Avrei capito la scelta di eliminarla in una delle ultime puntate ma non adesso: il personaggio funzionava troppo bene e Georgina Haig è stata bravissima nel sintetizzare la razionalità calcolatrice del Walter in possesso di tutte le sue componenti cerebrali e la gentilezza d’animo di Olivia. Etta avrebbe potuto dare ancora molto sia alle dinamiche famigliari che allo sviluppo della storia. Ciò non toglie che anche questa è una grandissima puntata.

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  12. Puntata eccezionale anche per me, sapevo che la svolta di Fringe sul formato “betamax of the week” non sarebbe stata una semplice caccia al tesoro ma sarebbe stata arricchita da tanto, tanto altro ancora.
    In questo caso mi sono trovata a riflettere sull’ottimo lavoro che è stato fatto sui personaggi, per averci fatto legare così tanto a loro in queste stagioni che solo a vedere Broyles e Olivia incrociare gli sguardi e sentire il loro “Agent Dunham” – “Phillip” mi si sono aperti i rubinetti. E sì, anche con la povera Etta, che abbiamo avuto modo di conoscere solo per 5 episodi (6 con il flashforward della scorsa stagione), hanno fatto un lavoro tale che la sua morte è stato un colpo durissimo anche per lo spettatore…o perlomeno per me. Completamente inaspettata e innegabilmente una scelta drastica, per cui ammiro molto gli autori. Superlativi ovviamente anche tutti gli attori nella scena finale.
    Citare poi se stessi, con vari richiami ai fringe event del passato, un accenno all’Alt-Universe…un fan ossessivo avrebbe potuto galvanizzarsi vedendo quella scena! :P Anch’io, come già scritto da qualcuno, sarei incline a credere che la soluzione implicherà probabilmente un salto nel passato (in effetti i calcoli SEMBRANO quelli del marito della fisica malata di Alzheimer di qualche stagione fa…ma da sola non sarei mai stata in grado di ricordarmelo), quel flashback di Peter, Liv e la piccola Etta nel parco mi dà l’idea di qualcosa che rappresenterà più di un semplice ricordo di tempi migliori ormai andati…ma non voglio farmi troppe previsioni in testa: questa ultima stagione merita solo di essere vista e apprezzata così come ci viene, sperando sempre che gli autori continuino a non sbagliare un colpo e a portarci dove vogliono a questo passo.

    ps: VHalter??? io ti adoro!! :D

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  13. anna ha scritto:

    Lo sguardo di Peter all’ultima inquadratura mi ha fatta pensare:Walter mette a repentaglio due universi per riavere il figlio morto.Peter cosa può fare?La storia si ripete?

    Sarebbe una vera figata, questa cosa!

    Rispondi

  14. Mara R. ha scritto:

    la morte di Etta mi lascia perplessa. Avrei capito la scelta di eliminarla in una delle ultime puntate ma non adesso: il personaggio funzionava troppo bene e Georgina Haig è stata bravissima nel sintetizzare la razionalità calcolatrice del Walter in possesso di tutte le sue componenti cerebrali e la gentilezza d’animo di Olivia. Etta avrebbe potuto dare ancora molto sia alle dinamiche famigliari che allo sviluppo della storia

    Aggiungo: ma sono stato l’unico a trovare che questa sia stata una morte completamente insensata? Cioè, niente, niente di quello che abbiamo visto negli episodi passati sembrava in alcun modo presagire questa morte… cioè, per me è stata completamente sbucata a casaccio, così… non lo so, mi ha dato una sensazione di WTF??? allucinante.

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  15. ‘Anyone can be killed’, citando il beneamato Game of Thrones, del quale sto riguardando con immenso piacere la seconda stagione.
    Inaspettata, la morte di Etta? Scioccante? Non contemplata, e quindi ‘insensata’?
    E perché mai?
    Sei (ora cinque) ‘Inglourious Basterds’ che si scagliano contro un sistema potente e oppressivo che è riuscito definitivamente nell’intento di controllare il pensiero e quindi qualsiasi tentativo di ribellione. Morte insensata, non direi. Specie quando a morire è l’unica ad avere una mente impenetrabile.
    Volevate il mordente, una sceneggiatura con i controcazzi, beh, eccola. Fringe ci sta conducendo precipitoso e ineluttabile verso il final season, e con soli tredici episodi a disposizione (concessi più per amore che per risultati concreti, ahimè) sta vincendo la scommessa della qualità alla grande. Come sempre, aggiungerei. Resta un parere personale, condiviso da pochi probabilmente. Ma per quanto mi riguarda, poche cose in televisione sono riuscite a intrecciare così sapientemente l’action con un’introspezione così accurata e toccante (merito che va agli sceneggiatori come agli attori, in egual misura, e credo che le lacrime versate per le performance di John Noble e Anna Torv in quest’ultimo episodio lo dimostrino più che a sufficienza).
    Ultimo appunto: Fringe sforna episodi da manuale di sceneggiatura, e questo credo sia condiviso da tutti noi.
    Beh, aggiungo che questo giudizio possa essere esteso alla serie nella sua interezza, perché – per quanto qualcuno si ostini a dire che questa stagione (e in parte la quarta) siano troppo ‘distaccate’ e ‘diverse’ dal resto – c’è un’armonia, nel dispiegarsi della storia sin dalle sue (mitologiche) origini, che difficilmente può essere contestata. Tutto torna maledettamente, e il cerchio dev’essere chiuso con eventi forse paralleli ai precedenti, che ne richiamano le dinamiche e i sentimenti ma in maniera comunque nuova. Il cerchio dev’essere chiuso, e se la cancellazione di Peter ha stravolto le regole di scrittura nella quarta stagione, il salto nel futuro e nel ‘nuovo’ Fringe è la chiave di volta per una meravigliosa conclusione che non si distacca dal passato, ma lo ripropone in continuità attraverso i ricordi e le emozioni dei personaggi che – come tristi eroi contemporanei – sono costretti, comunque, a guardare avanti, verso la loro raison d’etre, la salvezza e la libertà del mondo.
    Se questa non è scrittura coi controcoglioni, ditemi voi cos’è.

    Rispondi

  16. Reyarth ha scritto:

    ‘Anyone can be killed’, citando il beneamato Game of Thrones

    Yep; ma la differenza principale è che le morti celebri di GoT, ad esempio quella di Ned, sono state preparate con larghissimo anticipo. Questa qui è caduta completamente dal niente…

    Comunque per il resto concordo su tutto…

    Rispondi

  17. Psi ha scritto:

    Reyarth ha scritto:
    ‘Anyone can be killed’, citando il beneamato Game of Thrones

    Che a sua volta cita “Il Padrino”: se la storia ci ha insegnato qualcosa…

    Rispondi

  18. Etta è persa ma non credo lo sarà per sempre. Secondo me alla fine torneranno tutti indietro nel tempo. Non ho ancora deciso a che punto però… A prima che Peter, Olivia e Walter si conoscessero? Al giorno in cui gli Osservatori hanno invaso la Terra? A quando Peter bambino è stato rapito dalla sua dimensione originaria? Per me riavvolgeranno il tempo e, semplicemente, impediranno alla radice che si creino i presupposti per l’arrivo degli Osservatori! Etta probabilmente tornerà nascendo di nuovo (e magari con lei ritornerà Harry, il figlio di AltOlivia, mi piacerebbe!) e tutti vivranno felici e contenti. Sempre che Windmark non abbia portato via con sè Etta quando è sfuggito all’esplosione e non l’abbia salvata in extremis per usarla in futuro come arma contro la sua famiglia! Olivia mi sembrava così strana quando guardava il proiettile da cui Etta aveva ricavato il ciondolo. Qual’è la sua origine? Qualcuno lo sa (o lo ricorda)? Per il resto la dipartita di Etta non mi dispiace più di tanto, portava via troppo spazio ad Olivia e la relegava al ruolo passivo di una sorta di santa da riverire in quanto madre e la situazione non mi piaceva! Io adoro Olivia, per me lei è la serie Fringe! Walter è grandioso, Peter è meraviglioso, ma lei è il personaggio d’azione, il motore della serie e colei che ci presta il suo sguardo per destreggiarci attraverso l’universo distopico in cui si muove il telefilm! In questa serie mi è mancata, la vedevo appiattita e succube, non mi sembrava più lei! Era Etta che si muoveva al suo posto e non mi piaceva per niente! Spero che con la dipartita di un personaggio così “ingombrante” Olivia possa riappropriarsi di se stessa, cessare di essere una subalterna e tornare al suo ruolo di leader! Il suo abbraccio con Broyles mi fa ben sperare…

    Rispondi

  19. Anna ha scritto:

    Olivia mi sembrava così strana quando guardava il proiettile da cui Etta aveva ricavato il ciondolo. Qual’è la sua origine? Qualcuno lo sa (o lo ricorda)?

    E’ “la pallottola che ha salvato il mondo” (quella del titolo), il proiettile che Walter aveva piazzato in fronte a Olivia per fermare il piano di Bell nel finale della scorsa stagione.

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  20. Questa ultima stagione purtroppo non mi convince, spero almeno arrivi un finale che chiuda degnamente
    l’intera serie.
    Questi osservatori alla fine perchè son così potenti?
    Non sembrano essere in gran numero, possono trasportarsi ma se gli spari muoiono come un qualsiasi
    essere umano. Il loro potere principale sembra essere il poter leggere il pensiero, ma adesso si scopre
    che è possibile ingannarli.
    Non capisco come possano dominare così facilmente il mondo.

    Rispondi

  21. Anch`io sono stata un po` spiazzata dalla morte di Etta, ma quando ho capito che effettivamente sarebbe morta, ho quasi esultato perche` era un personaggio che non mi piaceva per niente. Come diceva qualcuno, toglieva spazio a Olivia, ma anche a tutti gli altri. E poi non mi sembrava cosi` carismatica, in realta`.

    Non avevo pero` pensato al ritorno indietro nel tempo pero`! In effetti e` un`evoluzione molto piu` che plausibile. Io all`inizio avevo pensato che sarebbe stata impiegata per gli esperimenti degli Osservatori (stile “testa di Desmond che sbatte gli occhi” -scusate, non ricordo il suo nome in Fringe) e che sarebbe tornata fuori in qualche modo…ma il viaggio nel tempo per sconfiggere gli Osservatori mi ispira di piu`!

    Rispondi

  22. @ anna:anna scrive:
    31 ottobre 2012 alle 11:06
    Lo sguardo di Peter all’ultima inquadratura mi ha fatta pensare:Walter mette a repentaglio due universi per riavere il figlio morto.Peter cosa può fare?La storia si ripete?

    ecco forse sta proprio qui il senso della frase
    “Sii un Uomo migliore di tuo Padre”
    forse il senso di tutta la storia sta in come reagira Peter se sapra essere migliore di Walter

    Rispondi

  23. ANDREA ha scritto:

    NON concordo con la recensione.
    1)La scelta coraggiosa sarebbe stata quella di eliminare uno dei tre personaggi principali
    2)Eliminando Etta hanno scelto una strada narrativa che mi sembra inevitabile (salvo sorprese):
    -Vendetta tremenda vendetta di Peter che x qualche puntata farà strage di Osservatori (ma siamo sicuri che siano i veri osservatori?)
    -Come possono 4 reduci del passato ed un pugno di ribelli eliminare migliaia (ma poi quanti sono?) di invasori? In un solo modo: tornare nel passato ed impedirgli di invadere la terra.
    Quindi tornando nel passato troveremo Etta bambina

    quoto in pieno, è dalla prima puntata che sono convinto si risolvera tutto tornando del passato e prevenendo l’invasione

    Rispondi

  24. Finora non ho commentato le puntate di questa ottima ed ancora una volta spiazzante quinta stagione. Ne ho goduto però la nuova atmosfera, una poesia fredda per immagini.
    Una poesia dove il calore del passato (Walter che ascolta Only You degli Yazoo in “Transilience Thought Unifier Model-11″) sfida la violenza iperrazionale degli Observers e, per ora, ne viene inesorabilmente sconfitto, proprio con la morte di Etta.
    Etta è coraggiosa, lucida e imbattibile perché riesce a nascondere i suoi pensieri, finché non incontra i genitori. La tenerezza e l’affetto che prova per loro però la rendono “debole” di fronte a Windmark…
    Sentimenti che sfidano incoscienti la fredda violenza della ragione, questo è Fringe quinta stagione, è forse lo è sempre stato, sin da quando Olivia nel pilot si immerge nella vasca di Bishop per ritrovare l’agente Scott…

    Ma c’è una speranza, racchiusa in un insignificante monile, “The Bullet That Saved The World”, il proiettile che uccise Olivia in “Brave New World”. Il proiettile simboleggia la capacità di nascondere i propri sentimenti, una lucidità che passa oltre l’amore.
    Finora questa forza l’ha dimostrata Etta, ora viene trasmessa a Olivia, in una sequenza affascinante e quasi surreale, dove la madre, togliendole il proiettile, “strappa” quasi l’anima alla figlia.

    Nessun dubbio, per me, sul ritorno di Henrietta, se gli autori seguiranno l’ispirazione del personaggio chiave dell’anime Gunslinger Girls.

    Sulle modalità di questo ritorno si potrebbe discutere a lungo, ma citando il sacro BSG “tutto quello che è già accaduto accadrà ancora, e ancora, e ancora…”

    anna ha scritto:

    Lo sguardo di Peter all’ultima inquadratura mi ha fatta pensare:Walter mette a repentaglio due universi per riavere il figlio morto.Peter cosa può fare?La storia si ripete?

    Dev’essere così… Un padre distrutto dal dolore che non si arrende per la perdita del figlio e mette in gioco due universi pur di salvarlo! La storia si ripeterà, potranno Walter e Olivia arginare questa follia?

    Forse non abbiamo ancora detto addio all’Alt-Universe…

    Rispondi

  25. La finestra che si vede nel promo in eff fa pensare all altverse….. plot twist??????

    Rispondi

  26. inaspettata per nulla.
    col senno di poi. Faceva parte della Resistenza, da che mondo è mondo, anche da un mondo immaginario, se combatti insordina contro un potere tremendo non puoi uscire senza graffi. Per me anche Broyles è lì lì.

    Rispondi

  27. @ Hybrid9956:
    ma non c’è Etta nell’altro Universo! Invece c’era un Peter. questa è la differenza. sarebbe illogico.

    Rispondi

  28. @ clara:
    Chiaramente non esiste Etta nell’universo rosso, tant’è vero che Alt-Olivia da alla luce Henry.
    Questo non impedirebbe a Peter di aprire una finestra su un altro universo, esattamente come ha fatto suo padre, per tentare di recuperarla…

    Rispondi

  29. @ Psi:

    A mio parere, la portata emotiva e narrativa dell’episodio ha orchestrato molto bene la dipartita di Etta, della quale, inoltre, abbiamo conosciuto (…’previously’) le dinamiche relazionali sia con Peter (col quale instaura un tenero rapporto di complicità ‘edipica’), che con Olivia, dalla quale riceve un insegnamento importante che lima la sua ”rigidità” ideologica (e che affronta magnificamente il tema della tortura). E’ un personaggio che ha raccontato e si è raccontato magnificamente, ed è stato chiuso in egual modo.

    Col ‘nostalgico’ riferimento agli eventi Fringe, in questo episodio è stata tracciata una linea continuativa verso il ‘Fringe old style’, almeno per tutti quelli che vogliono vedere questa differenza, e quindi intendere in tal modo il serial. Perché non accettare semplicemente che questa storia ci ha abituati già in passato a virate evolutive che la rendono unica nel suo genere di narrazione?
    Fringe è cambiato, e cambia ancora come i personaggi che gli appartengono, persi in un non-luogo alla ricerca della propria appartenenza, ora finalmente trovata nella missione finale, un senso di salvezza e speranza che li pervade nonostante le dolorose separazioni.
    Per me è poesia, anche quando viene fuori dalle labbra fredde dell’Observer: Love.
    Fuck yeah.

    Rispondi

  30. clara ha scritto:

    inaspettata per nulla.
    col senno di poi. Faceva parte della Resistenza, da che mondo è mondo, anche da un mondo immaginario, se combatti insordina contro un potere tremendo non puoi uscire senza graffi.

    Quoto.

    Rispondi

  31. Reyarth ha scritto:
    Fringe è cambiato, e cambia ancora come i personaggi che gli appartengono, persi in un non-luogo alla ricerca della propria appartenenza, ora finalmente trovata nella missione finale, un senso di salvezza e speranza che li pervade nonostante le dolorose separazioni.
    Per me è poesia, anche quando viene fuori dalle labbra fredde dell’Observer: Love.
    Fuck yeah.

    Quoto al 100%

    Rispondi

  32. clara ha scritto:

    inaspettata per nulla.
    col senno di poi. Faceva parte della Resistenza, da che mondo è mondo, anche da un mondo immaginario, se combatti insordina contro un potere tremendo non puoi uscire senza graffi. Per me anche Broyles è lì lì.

    Con inaspettata intendevo a livello narrativo, non realistico. Tant’è vero che l’ho scritto nel recap: una guerra implica dei caduti. Non mi sarei aspettato la caduta di Etta, ecco, narrativamente parlando. Non al quarto episodio almeno.

    Rispondi

  33. Reyarth ha scritto:

    @ Psi:
    Fringe è cambiato, e cambia ancora come i personaggi che gli appartengono, persi in un non-luogo alla ricerca della propria appartenenza, ora finalmente trovata nella missione finale, un senso di salvezza e speranza che li pervade nonostante le dolorose separazioni.
    Per me è poesia, anche quando viene fuori dalle labbra fredde dell’Observer: Love.

    Assolutamente d’accordo ed è quello che intendevo scrivendo che si rinnova di continuo, spostando la situazione in diversi contesti ma mantenendo sempre fede al suo dna.

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  34. Era iniziata come la puntata più noiosa dell’universo (quale universo? mumble!) e poi gli ultimi 10-15 minuti…..sono rimasta a bocca aperta, incredula! Non me l’aspettavo proprio e per quanto non avessi fatto in tempo ad affezionarmi realmente ad Etta (anzi ogni tanto mi stava un pò sulle balle), concordo pienamente con la recensione: in questi momenti Fringe e i loro attori danno il meglio di sè, in una descrizione dei sentimenti, particolarmente del dolore umano, quanto più sobria, asciutta ed emotivamente d’impatto sia possibile! 3 reazioni completamente diverse e complementari, ognuna delle quali non può che entrare proprio dritta dritta! D’accordo con gli altri commenti…penso (e spero) che questo episodio sia la chiave di volta (o la prima delle chiavi conoscendo fringe) per una nuova via della serie, lontano dalle vhs e dal taglio dell’ambra. Finalmente sono in trepidante attesa del prossimo episodio!

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  35. Purtroppo non sto affatto apprezzando questa quinta stagione.
    Non c’entra assolutamente nulla con quanto visto finora, o con il tema della serie.
    Per quanto ci siano state delle virate narrative tra una stagione e l’altra, Fringe ha sempre trattato la scienza, fenomen inspiegabili al limite della realtà e della comprensione umana. Il titolo della serie si spiega così.

    La repentina e a mio avviso precoce chiusura della storyline degli universi paralleli e la velocità con cui è stata liquidata quella nuova sul piano di Bell alla fine della scorsa stagione sono state sicuramente dettate dall’imminente cancellazione della serie.
    Per poi elemosinare ed ottenere ulteriori 13 episodi che bisognava pur riempire in qualche modo.
    Ed ecco quindi che salta fuori una nuova storyline che cambia totalmente la serie, facendola diventare qualcosa di diverso, che tradisce il nome stesso della serie.
    Io guardavo Fringe per come era prima: questa quinta stagione mi sembra uno spin off riuscito male.
    Spero vivamente che la soluzione finale non sia il salto temporale all’indietro, altrimenti mi spiegate che senso ha?

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  36. Problemi di congruenza con le serie precedenti:
    + il laboratorio sotterraneo NON POTREBBE esistere. La divisione Fringe opera sotto il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti e si occupa di indagare su crimini irrisolti.I risultati degli studi e delle scoperte nei casi vengono usati per svelare enigmi, crimini e complotti. Come sarebbe mai possibile sottrarre tutti quei reperti e manufatti agli archivi del governo?Come è possibile che Broyles non abbia dovuto risponderne della fine che facevano?Come è stato possibile consegnarle a tempo indeterminato a Walter Bishop che s’è fatto 17 anni di manicomio?Solo in questa puntata hanno usato una tossina mortale.
    + le abilità degli Osservatori sono INCONSISTENTI con tutto quello che s’è visto di loro in precedenza. Fino a questa serie…appaiono e scompaiono nel tempo e nello spazio…esattamente quando vogliono farlo…sono inafferrabili…schivano proiettili..la loro telepatia gli permette non solo di leggere i pensieri ma di anticiparli. In questa serie..chiunque li riempie di botte, vengono fatti fuori con le armi come il bersaglio dell’orso al luna park….riescono a leggere solo immagini e frammenti…e sembra non siano piu in grado di spostarsi nel tempo.Poi Dicembre che nelle altre serie era il supervisore…qui è diventato il garzone di bottega, il burocrate che si sporca ad andare a interrogare sospetti, visitare fabbriche,sotterranei e metropolitane abbandonate e fatiscenti. Capisco che abbiano dovuto ridimensionarli..per renderli avversari a portata di sconfittà…ma trasformare dei semidei…in alieni più simili al Settembre e Ottobre aiutanti della malvagia principessa Luned’ in Calendar Man non giova alla coerenza narrativa….

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  37. “What is dead may never die, but rises again, harder and stronger.”
    Era proprio un bel personaggio..magari torna ancora più badass di prima! :D
    Sono rimasta un pò basita dalle reazioni alla morte di Etta insomma, va bene che Olivia crede di dover essere punita per quello che è e di dover essere una solitaria e che si è vista la figlia, di pochi anni, in ormai donna fatta (e anche abbastanza tosta!) però daii…na lacrimuccia!
    Scusate il ritardo ma sono un pò indietro con le puntate!

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  38. Continuo nel recupero dell’ultima stagione di Fringe. Devo dire che questi episodi e l’ambientazione nel futuro mi stanno piacendo da morire. Di base concordo con le recensioni: la puntata più debole è stata quella degli uomini-corteccia.
    Lacrime nella scena dell’incontro tra Broyles ormai anziano e i nostri. Ma sconcerto per la fine che hanno fatto fare ad Etta! NOOOO! Un po’ me l’aspettavo, ma credevo che lo facessero più in là. Comunque ho amato da morire la caratterizzazione del personaggio e anche la scelta dell’attrice – che sembra un misto tra la madre di Peter e Olivia. Mi mancherai, Etta.

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