downton abbey 3x05

Downton Abbey – 3×05 – Episode Five

There are many Beths in the world, shy and quiet, sitting in corners till needed, and living for others so cheerfully that no one sees the sacrifices till the little cricket on the hearth stops chirping, and the sweet, sunshiny presence vanishes, leaving silence and shadow behind.”
Louisa-May Alcott, Little Women

Come ogni saga familiare che si rispetti Downton Abbey non ha mai disdegnato una certa tendenza (cresciuta vertiginosamente nel corso della seconda serie) a gettare funesti colpi di scena addosso ai personaggi, ma per quanto l’economia del dramma ci abbia abituato a fondere la raffinatezza dei salotti all’ineluttabilità della tragedia, difficilmente avremmo immaginato di dover affrontare un episodio nero e devastante quanto il quinto di questa terza serie.

Nothing means more than she does

Dopo essersi lasciati alle spalle in fretta e furia l’Irlanda e la libertà Sybil e il marito Tom sono ufficialmente tornati a far parte delle vicende di Downton già dallo scorso episodio quando, coinvolto in un atto di rappresaglia contro una ricca famiglia di origine britannica, Tom è stato costretto ad accettare la protezione dei Crawley rinunciando a tornare in patria pena l’arresto l’immediato: per mantenere la famiglia unita e garantire la sicurezza del bambino in arrivo restare in Inghilterra era per i Branson l’unica soluzione auspicabile, per quanto in contrasto col desiderio di Tom di essere parte della lotta per l’Indipendenza irlandese.
Attesa e festeggiata dall’intero clan familiare la nascita del figlio di Sybil avrebbe dovuto essere il fulcro di questo quinto appuntamento, ma è bastato davvero poco per capire che l’intenzione di Fellowes era di mettere il lieto evento a servizio di un lavoro sporco e sgradevole, drastica conclusione che per quanto telefonata ha saputo sconvolgerci con uno degli addii più brutali e disturbanti di quest’annata televisiva.
Mentre le nubi della catastrofe si preparano ad abbattersi su Downton, il Dottor Clarkson ci ripete che Sybil è il ritratto della salute e che tutto andrà per il meglio, ma considerando gli errori di valutazione commessi nella seconda stagione con Matthew e Lavinia (la sua capacità di sbagliare diagnosi era ormai vicina alla leggenda) non c’è da stupirsi che Robert abbia deciso di sentire un altro parere: peccato che l’ esperto in questione sia il pomposo Sir Philip, medico con un illustre curriculum di nascite di sangue blu ma soprattutto un aristocratico, deciso a non essere mai contraddetto da un membro della Middle Class.

The decision lies with the chaffeur

La salute di Sybil inizia a deteriorarsi e il Dottor Clarkson è sicuro di aver individuato i primi sintomi di una preeclampsia, pericolosa patologia della gravidanza che senza un cesareo d’urgenza potrebbe portare alla morte sia la madre che il bambino: nonostante la crescente preoccupazione della stessa Cora, Lord Grantham si rifiuta di ascoltare gli avvertimenti di Clarkson e mette la vita della figlia del tutto nelle mani di Sir Philip in un orrendo teatrino che vede il Capofamiglia e Padrone di Casa imporre la sua volontà persino su uno spaventato Tom, l’unico a cui spetterebbe la decisione ultima sul da farsi e che viene invece ricattato con la promessa della salvezza di Sybil.
Ancora una volta il personaggio di Robert Crawley dimostra di essere l’unico a non riuscire a trovare la forza di abbracciare il cambiamento ed evitare l’estinzione, sordo ai fondati dubbi di un semplice medico di campagna e sicuro dell’infallibilità di un membro della sua stessa classe di appartenenza per dimostrare che le gerarchie sociali, familiari e persino lui stesso hanno ancora ragione di esistere.
Mentre Lord Grantham continua a perdere tempo prezioso e a dimostrare la sua inutilità, le grida di Sybil ci annunciano che è troppo tardi per prendere qualsiasi decisione: veniamo a sapere da Mary che è nata una bambina e che madre e figlia sono entrambe in salute, ci deliziamo della vista di un perfetto quadretto familiare con Sybil e Tom insieme alla neonata e veniamo mandati a letto abbastanza rapidamente insieme al resto della famiglia, felici di aver avuto il nostro lieto fine e che Clarkson abbia preso l’ennesimo abbaglio.
Mentre la casa è serenamente addormentata, i passi di Mary nel corridoio ci svegliano bruscamente dal sogno, con Sybil in preda a un violento attacco a causa dell’eclampsia e una diagnosi che non lascia scampo: in pochi terribili istanti Fellowes ci costringe ad assistere impotenti insieme ai Crawley al completo alla scena che mai avremmo voluto vedere, abbandonando Sybil al delirio e alle convulsioni fino a toglierle il respiro e in fine uccidendola nel peggior modo possibile.

Like too many women before her

Era abbastanza chiaro che per la direzione presa Il personaggio di Sybil non ci avrebbe dato tutte le soddisfazioni che speravamo, sottilmente involutosi da giovane ambiziosa pronta ad amare al di là dei vincoli di classe a moglie premurosa costretta a mettere temporaneamente da parte le idee femministe per occuparsi della sua nuova famiglia.
Tuttavia ci sarebbe piaciuto vedere la più piccola dei Crawley tornare a combattere le sue battaglie, conciliare il nuovo ruolo di madre con la fatica del lavoro e il desiderio di indipendenza economica, magari vederla votare e ricordare alla figlia quanto aveva atteso quel momento così importante: invece, nulla di tutto questo sarà possibile e coi suoi soli 24 anni, un’età talmente assurda da portare il padre al rifiuto e alla negazione, Sybil ha finito per lasciarci in un modo che nulla ha da dirci sulla sua splendida personalità, una morte “antica” condivisa con molte altre donne prima di lei e che rispedisce indietro tutta la sua passione per la modernità.
Messi da parte i probabili impegni lavorativi di Jessica Brown-Finlay, la prima impressione dinanzi a un addio così shockante e orrendamente definitivo è che Fellowes abbia voluto calcare la mano con un plot device gratuito e non necessario, ma proprio la sua apparente ingiustizia è la chiave per comprendere il peso di una scelta probabilmente destinata a rivoluzionare per sempre gli equilibri che avevano retto finora il microcosmo di Downton.

Let’s love each other now like sisters should

Priva di qualsiasi ambiguità, come nei migliori romanzi vittoriani Sybil era il personaggio più puro ad aver abitato le stanze di Downton Abbey, capace con la sua improvvisa dipartita di scuotere il castello sin dalle fondamenta per lasciare i suoi abitanti da soli ad affrontare i propri demoni: se la maggior parte dei protagonisti si stringe per cercare conforto mettendo da parte le precedenti divergenze (persino Thomas si lascia andare a un pianto liberatorio insieme ad Anna), Cora non riesce a perdonare Robert per la sua ostinazione e sceglie di chiudersi in un dolore composto e controllato, regalandoci l’addio di una madre alla figlia che nella sua apparente serenità non può non commuoverci all’istante.
Anche per Mary e Edith potrebbe presto giungere il momento del confronto, ma se le piccole donne avevano superato la morte di Beth facendosi forza l’un l’altra Mary non è Meg e nonostante il suo fresco talento da scrittrice Edith non è Jo: alla domanda di Edith su un loro possibile riavvicinamento Mary risponde con uno schiaffo immediato che non accetta compromessi, buttandoci in faccia la verità senza abbandonarsi ai sentimentalismi com’è sua abitudine e non riuscendo a concedere più di un semplice e doveroso abbraccio fra sorelle.
A farci piangere tutte le nostre lacrime è comunque la Lady Violet di Maggie Smith, improvvisamente vecchia e stanca mentre vestita di nero si avvia da sola nel salone per seppellire la più giovane delle sue nipoti.
Sarebbe stato tutto più facile se Sybil si fosse soltanto addormentata e avesse deciso di morire pacificamente fuori scena, ma quel violento realismo tanto immeritato dal suo dolce personaggio era forse necessario per aiutarci a dire addio per sempre a uno dei personaggi più amati dello Show e andare avanti: in un mondo dove gli uomini sembrano uno specchio di inettitudine e le voce delle donne rimane ancora inascoltata,dove un medico può ancora considerare inopportuna la spiegazione clinica di una diagnosi in rispetto a un pudore tutto aristocratico, improvvisamente Downton Abbey non sembra più un soffice pasticcino come tutti i detrattori amano definirlo: stavolta il gusto era molto amaro e la ciliegina sulla torta ci ha quasi fatto soffocare.

Note

  •  Tutti gli altri eventi secondari accaduti nell’episodio, da O’ Brien che sembra aver trovato la via per distruggere Thomas nella sua predilezione per il nuovo affascinante cameriere Jimmy o il triangolo amoroso Downstairs fra Alfred, Daisy e la nuova sguattera Ivy sono stati inevitabilmente assorbiti dalla catastrofe; è un peccato però che Fellowes abbia deciso di gettare nel calderone anche l’indizio essenziale per proclamare l’innocenza definitiva di Bates, dimostrandoci che in fondo nemmeno lui tiene granché al destino del suo personaggio.
  • Il matrimonio ci aveva fatto sperare che i problemi di Matthew e Mary fossero finiti: il pessimo tempismo di lui nel voler intervenire sulla cattiva amministrazione delle finanze della tenuta e la difficoltà dei due nel riuscire ad avere figli ci hanno fatto capire il contrario.

86 Comments

  1. Sarà che Sybil mi piaceva tanto (un po’ meno in questa stagione) ma l’ho trovata una scelta, come dice la recensione, gratuita e anche molto da “ho finito le idee, ora ammazzo qualcuno così fa scena”.

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  2. quoto tutto, parola per parola, recensione splendida così come l’episodio.
    Lady Violet che avanza china verso il salone scena dell’anno, molto commovente anche Thomas he si lascia andare al pianto per una delle poche persone ad averlo trattato gentilmente.

    FUCK YEAH all’ennesima potenza

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  3. Anch’io adoravo Sybil, come tutti. E non mi aspettavo che potessero decidere di eliminarla come personaggio, perché la sua modernità e la sua relazione con Tom potevano offrire ancora moltissimo materiale, come detto nella recensione. Dal momento in cui si è cominciato a discutere della sua salute, con i due dottori, è stato chiarissimo che la poverina non sarebbe sopravvissuta al parto. Nonostante la sua fine fosse stata così chiaramente telefonata durante l’episodio, devo dire che mi sono ritrovata con gli occhi lucidi quando è successo. Ogni personaggio ha agito in perfetta linea con la propria personalità, trasmettendo fortemente il senso di sgomento e dolore (Thomas, oh Thomas, com’eri bello in pigiama e con i capelli non impomatati!). Sinceramente, non so cosa potranno farne ora di Branson, personaggio che funzionava tanto meglio accanto a Sybil, con un bebé poi… staremo a vedere. Spero non lo “accoppieranno” a Edith.

    Tra l’altro, altra scena riuscitissima: Sybil che cessa le convulsioni, silenzio attonito attorno al letto, pianto della bimba dal piano di sopra. Prevedibile, ma molto potente, molto dolce-amaro, mi è piaciuto.

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  4. Insieme alla scena il cui il Presidente Bartlett in West Wing inveisce in latino contro il Crocefisso, la scena di Lady Violet nero vestita che cammina come se l’universo le stesse crollando sulle spalle è la scena in assoluto più STRUGGENTE e DEVASTANTE cui abbia mai assistito in una lunga e vasta esperienza telefilmica.

    Non è un caso che, in entrambi i casi, stiamo parlando di mostri sacri della recitazione.

    Brividi. E applausi.

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  5. Questo quinto episodio di Downton Abbey mi ha davvero lasciata senza parole. La morte di Sybil è stata per me inaspettata,per quanto molti di voi la definiscano come “telefonata”..non so perchè,ma forse proprio perchè di Sybil si trattava non pensavo che sarebbe morta,figuriamoci così.
    Come scritto nella recensione,questa morte “vecchia” è servita per mettere in luce ancora una volta l’incapacità di giudizio di Robert. E’ vero,forse quello di Matthew non è da chiamarsi tempismo,ma almeno lui sta cercando di adattarsi ai tempi che cambiano e di risolvere i problemi che incombono su Downton (non dimentichiamo che proprio Robert era stato il responsabile del tracollo finanziario di inizio stagione);Robert con la sua testardaggine non può certo dirsi senza colpe di fronte alla morte della figlia.
    E’ stato straziante vedere Tom incapace di salvare la propria moglie, e la scena finale con lui e la bimba come puntini minuscoli nel grande palazzo,mi ha lasciato un senso di tristezza allucinante.
    La scena di Lady Violet che cammina instabile nel salone mi ha fatto piangere tutte le lacrime che avevo fino a quel momento trattenuto (a forza). Vorrei tanto venisse dato un premio a Maggie Smith solo per quel momento.

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  6. Ripeto quello che dissi nel forum: la scelta di uccidere Sybil può apparire crudele ed invece, in qualche modo, l’ho trovata giusta, soprattutto perché è stata la morte per parto che l’ha portata via. La morte per parto è stata ed è ancora una delle cause di mortalità femminile più importanti e, come Violet ci ricorda, molte donne hanno subito questa triste, ingiusta sorte. Molte la subiscono ancora, per ottusità e per stupidità, così come è accaduto a Sybil. Robert Crawley non riesce a farne una giusta neanche se gli si dà il libretto di istruzioni e mi auguro che Fellowes non voglia mettere in scena la saga del “povero uomo incompreso dalla moglie in lutto”, perché Cora ha tutte le ragioni per essere incazzata nera con lui.
    L’ultimo addio di Cora è stato struggente oltre ogni dire, ma è stata la fuoriclasse Maggie Smith a calare la falce sui nostri cuori, con una scena interpretata di spalle che da sola le farebbe vincere ALL THE AWARDS, letteralmente.
    E’ la prima recensione di un nuovo membro dello staff, vero? Complimenti!!

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  7. Da un certo punto di vista ha fatto una scelta molto sensata: il personaggio si era allontanato, se ne sentiva la mancanza, adesso tutto cambierà e un punto morto della narrazione è stato eliminato. A quando Bates?

    Detto questo, la morte di Sybil è stata un massacro.

    I violini sono stati assolutamente perfetti nell’incorniciare la scena…

    Lady Violet… non so nemmeno come commentare quella scena.

    La nuova cosa di Thomas mi sta piacendo poco… vedremo come andrà a finire.

    Bellissimo Thomas che piange con Anna…

    Qualcosa su Mary: io ho visto la sua reazione a Edith perfettamente in character, e probabilmente anche più matura.

    Non vedo alcuna colpa in Lord Grantham, a parte non aver pensato lucidamente (da una parte Sybil moriva al 50%, dall’altra moriva solo se sbagliavano il cesareo o se moriva durante il trasporto, entrambe eventualità che anche combinate credo stessero sotto il 50%). Ad ogni modo, le cose adesso per lui si mettono decisamente male…

    La bambina mi pare ovvio che andrà a Mary/Matt.

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  8. Io non ce la faccio a dare addosso a Robert, non ci riesco proprio!
    Il suo rifiuto di ammodernarsi è triste, perchè lui è un uomo che si ritrova perduto in questo nuovo mondo, non sa cosa fare e qualsiasi decisione prende si rivela sbagliata.
    Secondo me non ha colpe nella morte della figlia, si fidava e ha scelto di conseguenza. Straziante il momento in cui dice “ma ha solo 24 anni”.

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  9. L’episode five è sempre “letale”, l’anno scorso l’ho recensito io ed è morto William, ma questo è stato decisamente più devastante.
    anch’io mi sono commossa, poi come donna vedere quel tipo di morte mi ghiaccia sempre il sangue, però sono d’accordo con Psi: per come si erano messe le cose, Sybil e Branson erano un punto morto della narrazione; questa svolta, “drammaticamente” parlando, mi è piaciuta. Ora bisogna vedere come gestiranno Branson a DA, dopo che Sybil ha fatto giurare a Cora di non lasciarlo andar via.
    Molto commovente Thomas mentre dice piangendo che ben poche persone sono state gentili con lui nella sua vita, e mi dispiace che Jimmy sembri essere uno stronzetto che sarà la sua rovina, anche se Rob James Collier ha parlato di “a beautiful storyline” per il suo personaggio, vedremo.
    E Lady Violet… avete già detto tutto. Da brividi, da standing ovation.
    Un appunto sulla vicenda di Edith: mi fa piacere che abbia trovato un interesse, solo che sembra la solita cosa: “le donne che si interessano ai diritti delle altre donne lo fanno perché non hanno trovato nessuno che se le pigli”.
    Comunque, il miglior episodio della stagione finora, come detto nella bella recensione uno schiaffo molto realistico sulle nostre facce. Fuck yeah, decisamente.
    p.s. Fellowes aveva anticipato la morte di uno dei personaggi. Io temevo che fosse Lady Violet, perché la Smith è l’unica che non ha ancora firmato il contratto per la stagione 4. Spero che lo faccia al più presto.

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  10. Non che io ritenga colpevole Robert (Penso sia inutile, ma è diverso …) solo che doveva ascoltare Cora! Cora era la madre di Sybil, una donna che aveva partorito tre volte e che diceva di ascoltare il medico che conosceva da più tempo Sybil.

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  11. dimenticavo: la scena di Mary ed Edith davanti a Sybil morta mi è piaciuta moltissimo. Niente buonismo, e questo l’ho apprezzato. E le parole di Mary: “è l’ultima volta in cui noi tre saremo insieme in questa vita” mi hanno fatta piangere.

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  12. La stupidità di Robert è tutta condensata nella frase: “I don’t want to hurt Sir Philip’s feelings!”
    immediatamente smontato dalla stupenda Lady Violet:
    “If there’s something that I’m quite indifferent to is Sir Philip Tapsell’s feelings”.

    Bellissima puntata. Ho pianto come una scema!!

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  13. Mi aggiungo anch’io ai complimenti per la bella recensione e a quelli per l’episodio, il più bello della stagione, come dice Daniela, almeno finora.

    Mi aspettavo complicazioni, mi aspettavo pianti, mi aspettavo che avesse ragione il buon vecchio medico di Downtown; mi aspettavo che alla fine, però, Sybil si salvasse, che tutto – insomma – si risolvesse per il meglio: ne ero praticamente sicuro. Vederla morire – davanti ai nostri occhi, letteralmente – è stato scioccante, e ammetto che ho iniziato a piangere in quella scena e non ho più smesso fino alla fine dell’episodio, fino al culmine emotivo della camminata strascicata di Lady Violet, fino al primo piano della sua espressione che si sbriciola passo dopo passo.

    Bello, bello, bello. Fuck yeah! :D

    PS: Mi è piaciuta moltissimo la scena di Thomas che piange insieme ad Anna, e il modo in cui entrambi si ricompongono quando arriva Mrs Hughes. Era una scena intima, e molto intensa. Credo che Thomas non lasciasse trapelare così genuinamente i suoi sentimenti dai tempi della 2×02. Splendida anche la scena di Mary e Edith al capezzale di Sybil. E non lo dico quasi mai ma superlativa Elizabeth McGovern.

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  14. Per dire quanto mi ha sconvolto questa morte, ho pianto pure leggendo la recensione.
    Nonostante tutto, nonostante Sybil fosse uno dei miei personaggi preferiti, ho trovato l’episodio splendido. E la sua morte non sta male a fronte del racconto globale. Era chiaro che Sybil avesse perso quel suo fascino rivoluzionario e che, ormai, poteva dare poco all’economia della storia.
    Toccanti le reazioni di Thomas e di Lady Violet. Maggie Smith si conferma essere un GIGANTE della recitazione, fantastica.
    Ho adorato tutto, per me, tutto era perfetto. Anche Mary ed Edith, sempre sincere e schiette, perché altro non poteva essere.
    Sì, fuck yeah!
    Scusate, torno a piangere.

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  15. Dopo la visione ero davvero senza parole. Certo, la tragedia finale era abbastanza telefonata, ma ho sperato fino in fondo a un salvataggio miracoloso dell’ultimo minuto. Tutta la parte di Downton è stata davvero toccante, ho trovato, invece, più inutile e fastidiosa che mai la parte di Bates, interrompeva la tensione drammatiaca della storia e non ha aggiunto niente a questa noiosa e interminabile vicenda. Potevano tralasciarla almeno per questo episodio, pensando anche al fatto che eventi e personaggi ben più interessanti vengono costantemente trascurati.

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  16. accidenti, dopo un certo immobilismo tra eventi con poco mordente, questa cosa non me la aspettavo veramente. un vero pugno nello stomaco… il delirio di Sybil, l’impotenza di Robert, la piccolezza dei medici, Lady Violet che non è mai stata così vecchia… quello che mi porterò a lungo dentro è però la reazione di Cora.

    di fronte ad un episodio così ricco anche il proseguire della sempre più soporifera sottotrama “Bates in OZ” diventa scusabile. Sto trovando in questi ultimi episodi Thomas un po’ fuori personaggio, lo preferivo macchietta cattiva monodimensionale piuttosto che goffo seduttore o in versione affranta. in compenso la macchinazione di O’Brien e il suo sguardo luciferino mi piacciono assai.

    Ma ora che succederà? omg non ci posso pensare tutto andrà a scatafascio? la famiglia imploderà (almeno a guadagnarci in indipendenza potrà essere Edith)? Cora dichiarerà guerra al marito? con un Robert catatonico Downton andrà tutta in mano all’amministrazione di Matthew?

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  17. Quando ho capito l’andazzo non sono più riuscita ad andare avanti. ho iniziato a piangere e non ho smesso per un bel po’! bel sadismo verso lo spettatore, l’unica copia simpatica fatta fuori cosi’. Poi ho riguardato alcune scene a spezzoni, saltando, perchè era l’unica cosa tollerabile. E dico: di Bates non ho capito nulla nè mi importa gran che; a questo punto tifo per Edith che spero non passi appunto per la donna emancipata ma perchè priva di uomini; potrebbe nascere una qualche intesa tra Edith e Matthew perchè in realtà più vicini dell’algida e iper conservatrice Mary, in perfetta continuità con l’ottusità paterna; spero che Cora si liberi di un tale marito deficiente e inizi anche lei un doveroso percorso di emancipazione. E sì, grande Lady Violet. Ah, mi sono persa il senso della vicenda di Thomas, ma spero non finisca in galera..ancora una puntata così però e io smetto di vederla, perchè non posso andare in crisi a tal punto..e pensare che faccio l’analista..mah, avrà toccato qualche nervo scoperto.

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  18. Paola ha scritto:

    potrebbe nascere una qualche intesa tra Edith e Matthew perchè in realtà più vicini dell’algida e iper conservatrice Mary, in perfetta continuità con l’ottusità paterna;

    Si, devo dire che questa è una cosa che inizia a preoccuparmi parecchio tenendo conto che in passato Edith ha finito spesso per essere attratta da chi le dimostrava un po’ di attenzione, ma spero davvero NON stiano pensando di percorrere quella strada e che non facciano MAI.
    Piuttosto potrebbe esserci un Edith/Branson, ma al momento la ferita è troppo fresca per cominciare subito a camminare in quella direzione…

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  19. La scelta della morte di Sybil sebbene davvero dura da digerire l’ho trovata giusta perché spezza gli equilibri narrativi della serie e da una bella sferzata alla trama, ci voleva. Premesso ciò anche io ho cominciato a piangere da quando ha avuto le convulzioni fino alla fine delle episodio. Ovviamnete le scene toccanti non si contano: due su tutte i signhiozzi di Thomas e la camminata di lady Violet anche se la scena finale di Tom con la bimba in braccio non scherza.
    Passiamo invece a quello che non mi piaciuto: Bates. Non se ne può più ma non potevano fare fuori lui? Scusate la cattiveria, ma questa storyline oltre che essere inutilmente soperifera è anche snervante, e basta!
    Mary. Odiosa, fredda, la scena con Edith mi ha dato sui nervi e mi fatto commentare così: “Ecco la solita merdaccia” questa non cambierà mai! (Scusate il fraseggio colorito :P).
    Il gay love affaire di Thomas, ma anche no please! Perché anche qui la storyline gay? E basta non se ne può più è diventato il più abusato, telefonato inutile dei cliché nelle trame dei telefim spero vivamente che nasca e muoia così, sennò me ne farà una ragione :)
    Robert. E’ un ottuso ignorante e presuntuoso e sì, come Cora sono convinta che la colpa della morte di Sybil sia proprio la sua insieme a quel medico idiota e classista.
    Per finire pure Carson mi ha dato sui nervi quando si messo a fare il puritano sciorando commenti bacchettoni al limite dell’indecenza su quella poveraccia che è stata assunta dalla madre di Matthew, che tra l’altro è stata grandiosa a licenziare la cuoca!
    Per finire due considerazioni: a me non dispiacerebbe se facessero nascere un love affaire tra Tom ed Edith, come non mi dispiacerebbe se Matthew mandasse a stendere quella bitch di Mary! E che cavoli ha sempre da ridire, il marito avrà avuto un pessimo tempismo e poco tatto, ma suo padre, che le piaccia o no sta amministrando al tenuta in maniera pessima e non ci sarà un’altra provvidenziale eredità a salvarla quindi che stia serena e ringrazi il marito che la sopporta e per ora che l’asseconda sempre.
    Detto ciò fuck yeah all’episodio, ma anche alla recensione!

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  20. @ Daniela G.:
    io ho la sensazione che Branson abbia ancora un ruolo da giocare nella Guerra D’Indipendenza, quindi non sono tanto sicura che riusciranno a tenerlo al sicuro a Downton a lungo, ma vedremo…
    Per quanto riguarda la possibile dipartita di Lady Violet, credo che Fellowes sappia molto bene che senza di lei Downton non avrebbe più ragione di esistere:)

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  21. @ Holly:
    Matthew è effettivamente nel giusto a prendere a cuore le sorti della Tenuta, ma se avesse aspettato magari qualche giorno prima di tirare fuori la questione si sarebbe risparmiato l’occhiata da I WOULD LIKE TO KILL YOU lanciatagli da Mary!

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  22. @ Grimilde:
    come sottolineato anche sopra da Psi, la reazione di Mary è perfettamente in character( anche se non mi sarebbe dispiaciuto che si ammorbidisse un po’ almeno in quella drammatica occasione), una volta che ha alzato il muro scalfirlo è davvero dura e non sarebbe stata da lei una dichiarazione di rinnovato affetto profondo per Edith.
    Thomas è un personaggio che potrebbe fare grandi cose ma che viene costantemente sottovalutato dallo script: per quanto mi riguarda sarebbe anche interessante una svolta alla Oscar Wilde, ma forse con Bates( LIBERATELO O SOPPRIMETELO MA NON CONTINUATE A PROPINARCI LA SUA STORYLINE IN QUESTE CONDIZIONI PER FAVORE) ne abbiamo avuto davvero abbastanza di cartoline carcerarie!;)

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  23. Grimilde ha scritto:

    Il gay love affaire di Thomas, ma anche no please! Perché anche qui la storyline gay? E basta non se ne può più è diventato il più abusato, telefonato inutile dei cliché nelle trame dei telefim spero vivamente che nasca e muoia così, sennò me ne farà una ragione

    ma questa serie è ambientata negli anni ’20, è questo che fa la differenza. Niente a che vedere con le altre storylines gay. In Inghilterra negli anni ’20 per omosessualità si andava in carcere, ed è questo che almeno per me rende questa storyline interessante.

    @ Alessia Carmicino:
    onestamente io mi auguro che Branson vada via, lo trovo uno dei personaggi peggio riusciti, a meno che la morte di Sybil non riesca finalmente a farlo maturare.
    cmq la mancata firma della Smith sul contratto per la stagione 4 mi preoccupa, la signora pare difficile da convincere. No, anche per me senza lady Violet non ci sarebbe più DA :(

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  24. aggiungo, come dice Alessia, che non voglio certo Thomas in carcere, basta con “Prison Abbey”. Ma la sua omosessualità è il suo punto debole, proprio perché illegale, e da qui potrebbe (condizionale d’obbligo) scaturire qualcosa di interessante per la trama.

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  25. @ Alessia Carmicino:
    Probabilmente sì,ma da un pò di episodi a questa parte Mary sembra davvero difficile da convincere per qualunque cosa (una su tutte il suo rifiuto a parlare di un possibile bebè..tra l’altro,leggo da più parti che la bimba di Sybil potrebbe andare a loro due..non so che pensare!!). Matthew non ha brillato per tempismo,ma mi sembra l’unico al momento ad avere un pò di “sale in zucca”!!
    Detto questo, ho dimenticato di dire che anche io non tollero più Bates e la sua storyline:fatico a capire cosa stia succedendo,e il fatto che il “grande” indizio sia stato scoperto proprio l’episodio scorso ha fatto sì che praticamente me ne dimenticassi all’istante..Bates e Anna erano una coppia che mi piaceva,ora però quando ci sono loro inizio a sperare che la scena duri poco..peccato!!
    Thomas dovrebbe essere sfruttato di più e non certo ridotto a macchietta..credo che più che storyline gay qui si parli di qualcosa di più serio,tipo “denunciarlo” proprio perchè gay..staremo a vedere.
    ps.complimenti per la citazione iniziale!molto azzeccata :)

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  26. Holly ha scritto:

    Matthew non ha brillato per tempismo,ma mi sembra l’unico al momento ad avere un pò di “sale in zucca”!!

    Straquoto, non credo avrei saputo dirlo meglio.

    Suvvia, unn’abbiatecela così con Mary; al massimo, più che di una cold bitch, io parlerei di una composed lady!
    E poi non è che sia poi così inamovibile… io l’ho vista decisamente ben disposta durante la visita ai terreni con Matt; certo poi, con quel particolare tempismo se l’è proprio cercata eh…

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  27. Non dimentichiamo che il problema è la cattiva gestione di Downton (per questo dico che Robert non ne fa una giusta) e che questo, secondo me, potrebbe portare ad uno scontro genero/suocero. Certo, Matthew poteva anche aspettare. Mary ha fatto bene a farglielo notare.

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  28. Io credo invece che la storyline gay ci sarà, è dovuta per politically corretness, e sicuro che finisce in galera..speriamo non se ne vada la Smith e speriamo Edith abbia una qualche relationship, non importa se sfigata, non importa se finisce male..purchè viva quella che sta diventando la mia eroina. No, Tom non credo proprio, perchè lei rimane una profondissima snob, anche se diventerà una buona giornalista. Il matrimonio Mary-Mathew direi che lo vediamo tutti a rischio; ma anche quello Cora-Robert direi.

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  29. Alessia Carmicino ha scritto:

    io ho la sensazione che Branson abbia ancora un ruolo da giocare nella Guerra D’Indipendenza, quindi non sono tanto sicura che riusciranno a tenerlo al sicuro a Downton a lungo, ma vedremo…

    Julian Fellowes ha mostrato un certo interesse per la storia dell’Irlanda nelle interviste, perciò nella quarta stagione potrebbe inserire una storyline di Branson con l’indipendenza. Anche se con la morte di Sybil non ci capisco più niente, penso che i Crawley vorranno la bambina vicina ma Branson a Downton cosa ci sta a fare? Quindi ho un po’ di paura che facciano fuori il personaggio mandandolo in Irlanda fuori scena. Chissà…

    (p.s. Dopo due anni di Branson non riesco proprio a chiamarlo Tom)

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  30. Ottima recensione, grazie ;)

    La scena in cui Sybil muore è stata veramente realistica e inaspettata. Ci sono rimasta male e confesso di aver pianto da quella scena, fino alla fine dell’episodio. Certo che Fellowes ci è andato sul pesante e non ha avuto pietà nei confronti di noi spettatori!
    Mi ha impressionato tantissimo come i due dottori fossero impotenti in quella situazione e questo fa pensare molto a quei tempi in cui la Medicina era così diversa.
    Lady Violet grandiosa come sempre, da applausi e non aggiungo altro.

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  31. Downton Abbey è una delle mie serie preferite, e sono affezionata alla casa come a degli amici. Sabato mattina volevo una colazione rilassante, e Downton mi sembrava perfetta: un’ora dopo piangevo a dirotto. La citazione di Louisa May Alcott all’inizio della recensione è perfetta, da appassionata di “Piccole donne” anche io ho pensato subito a Beth. Sybil era l’unico membro della famiglia Crowley ad essere amato da tutti, e ho trovato la scena di Thomas che piange particolarmente toccante. Ma il diverso dolore di tutti i membri della casa è stato straziante. Si scrive che la morte di Sybil fosse “telefonata”, in tal caso direi telefonata col senno di poi, perchè io proprio non me l’aspettavo. Così come non mi sarei mai aspettata di soffrire tanto per la dipartita di un personaggio, e per il dolore dei suoi cari. Puntata bellissima. Ma Sybil mi mancherà, e onestamente avrei preferito che rimanesse.

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  32. Paola ha scritto:

    Il matrimonio Mary-Mathew direi che lo vediamo tutti a rischio

    Naaaa….non credo; lo aveva detto anche Branson nel primo episodio: loro due vivranno insieme felici e contenti; le liti verranno e si risolveranno, credo sia la soluzione di Fellowes al dilemma “come manteniamo interessante una coppia nel momento in cui non c’è più UST?”.

    Branson lo vedo tantissimo in Irlanda…

    Dio mio, Maggie Smith non può andarsene, non esiste (Denial mode on). Cioè, non lo concepisco DA senza di lei…

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  33. @ Siobhan:

    il problema non è degli autori, il problema è che l’attrice Jessica Brown-Findlay l’atrice che interpreta sibil ha deciso di lasciare la serie, per questo serviva un metodo per liquidarla definitivamente e mi pare che ci siano riusciti senza scadere in squallidi escamotage.

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  34. Daniela G. ha scritto:

    ma questa serie è ambientata negli anni ’20, è questo che fa la differenza. Niente a che vedere con le altre storylines gay. In Inghilterra negli anni ’20 per omosessualità si andava in carcere, ed è questo che almeno per me rende questa storyline interessante.

    Speriamo. Il fatto è che non è molto credibile dato che appunto si rischiava la galera che Thomas ci provi così, quasi senza vergogna con il nuovo cameriere. Non si era mai spinto così “oltre” con nessuno. Io continuo ada vere seri dubbi su questa cosa poi si vedrà

    Alessia Carmicino ha scritto:

    come sottolineato anche sopra da Psi, la reazione di Mary è perfettamente in character( anche se non mi sarebbe dispiaciuto che si ammorbidisse un po’ almeno in quella drammatica occasione), una volta che ha alzato il muro scalfirlo è davvero dura e non sarebbe stata da lei una dichiarazione di rinnovato affetto profondo per Edith.

    Guarda non discuto che Mary sia perfettamente in character, ma lì per lì l’avrei strozzata, non lo so forse perchè piangevo come una fontana, ma ho trovato la sua uscita fuori luogo, quasi da persona anaffettiva. Non c’era bisogno che facesse chissà che, sarebbe bastato un “almeno prviamoci” poi magari sono esagerata, ma mi è rimasta sullo stomaco.

    Rispondi

  35. @ Paola:
    su Edith non potrei essere più d’accordo. Con tutti i suoi difetti l’ho sempre trovata un personaggio umano e affascinante e VOGLIO che sia felice!

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  36. @ marco:

    Non c’è comunque bisogno di ucciderla. Potevano lasciare lei e Branson in Irlanda per sempre. Se un attore non vuole tornare, non torna, anche se il personaggio è vivo.

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  37. @ Gaia:
    Quando ho visto l’episodio ho pensato subito a Little Women, anche se appunto qui la situazione è molto meno idilliaca e ottimista( e ci sta che sia così, a smentire lo stereotipo che a Downton tutto possa essere aggiustato e ci debba essere sempre un Happy Ending):)
    Dico “telefonata” perchè il fatto che stessero tutti lì a dire che Sybil stava benissimo sin dall’inizio mi ha subito fatta insospettire, poi quando i medici hanno cominciato a discutere ero sicura che sarebbero andati a parare in una certa direzione…ciò non toglie che a dieci minuti dalla fine, con quell’adorabile quadretto familiare e tutti sorridenti e felici mi avevano quasi riconvinta che forse sarebbe andata bene…nella sua crudeltà, Fellows ha gestito la cosa molto bene.

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  38. @ Siobhan:
    ma avrebbero perso l’opportunità di “usare” Branson per la Guerra d’indipendenza, che io spero davvero possa essere trattata a dovere( non il fugace accenno che se ne fa nell’episodio 4). è un argomento interessante e poco battuto, potrebbe fornire tanto materiale e se avessero fatto uscire di scena Sybil con un permanente trasferimento in Irlanda si sarebbero preclusi una strada interessante.

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  39. @ Alessia Carmicino:

    Lo so, e piacerebbe anche a me che trattassero l’argomento… però Sybil morta no ;(

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  40. Io vado controcorrente. Spero in una bella storia per Edith ma che non debba essere PER FORZA legata ad un nuovo interesse romantico.
    Per la prima volta mi sta piacendo come personaggio, basta accoppiarla a individui discutibili e vederla sposata a tutti i costi.

    Rispondi

  41. Episodio splendido. Serie meravigliosa, sontuosa, elegante. Maggie Smith è qualcosa di sublime.
    Fellowes è grandioso. Sta esprimendo una creatività straordinaria.
    E la morte di Sybil sembra telefonata, solo perché poi è morta davvero. Ma prima che avesse le convulsioni, non ci credeva nessuno.

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  42. Io mi immagino Fellowes che pensa a come fare l’episodio:

    “Bene, incominciamo coi dottori che discutono, tutti pensano che muoia ma poi si salva. Poi la ammazzo e tutti si mettono a piangere. Poi gli tiro altri colpi a random tra Thomas con Anna, Cora e tutti gli altri; al che, quando credono che il grosso sia passato e che niente di peggio possa accadere, inquadro Maggie Smith DI SPALLE e riduco in frantumi i loro piccoli, provati cuoricini.
    Sì, così dovrebbe andare. Nessuno di loro sopravviverà a una mattanza del genere.”

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  43. @ Psi:
    Ahahah!!Molto probabile che sia andata così :)
    E aggiungerei “poi faccio vedere il povero Tom con la bimba in braccio, perso in una casa enorme..così casomai si fossero scordati che Sybil è morta glielo ricordo anche alla fine”.
    Ridiamoci su sennò io mi metto a piangere di nuovo! :(

    Rispondi

  44. Bella recensione, bello l’episodio, sono d’accordo con Grimilde: non ne posso più di personaggi gay/l
    esbiche bisex, basta così perfavore, non sono omofoba non ho niente ma davvero niente contro però sono stanca che in ogni serie ultimamente ci debba sempre e dico sempre essere “qualcosa di gay” .
    Mi sa che sono l’unica che non ha pianto sono io e non xkè non mi sia dispiaciuto per Sybil bellissimo personaggio e bellissima attrice,ma nella vita vera ho pianto abbastanza per commuovermi per una seppur splendida serie è pur sempre finzione; detto ciò DA è una delle serie più belle e meglio curate che ci siano in circolazione, pathos ed emozioni a go go, unico vero neo: vi prego sopprimete Bayles date alla povera Anna un vero uomo e non un melenso, grandissima come sempre lady Violet

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  45. ManuSupertramp 23 ottobre 2012 at 10:49

    Avete già detto tutto, puntata davvero fantastica, ci voleva uno scossone simile.
    Mi dispiace moltissimo per la morte di Sybill, personaggio che non poteva non piacere .La possibilità della dipartita del personaggio di Sybill, prima di cominciare a vedere l’episodio non mi era mai nemmeno balenata nella testa, poi purtroppo è sembrata cosa inevitabile nonappena i dottori hanno cominciato a discutere. Nonostante temessi quel momento sempre di più mano a mano che passavano i minuti, non mi sarei immaginata di vedere la sua morte in diretta, insieme alla sua famiglia, fra terribili convulsioni e sofferenze. E’ stato davvero un colpo. Un bel pugno nello stomaco e un duro ritorno alla realtà, che nonna Violet ci sottolinea in tutta la sua spietatezza: il tragico destino di Sybill è lo stesso di molte donne prima di lei. Che siano ricche o meno, non ci sono classi sociali o dottori aristocratici che tengano di fronte alla brutalità della vita.
    Le scene che mi hanno commosso maggiormente sono state quella di Thomas e Anna, l’addio di Cora alla figlia e naturalmente il dolore di Lady Violet.
    Robert ha sicuramente sbagliato nell’affidarsi senza remore ad un altro medico solo perché di alto ceto, anche se dopo gli abbagli presi da Clarkson in passato anch’io avrei voluto un secondo parere. E la decisione da prendere in pochi istanti non era facile, l’unico intitolato a prenderla non ha saputo decidersi.
    Non me la sento di dargli tutta la colpa.
    Per quanto riguarda Matthew, io sono dalla sua parte. E’ da diverso tempo che prova senza successo a portare all’attenzione di Robert i problemi di gestione della tenuta e il suocero fa orecchie da mercante ignorando il problema. Ha salvato il culetto a tutti con soldi suoi (che nemmeno voleva accettare), sta cercando con discrezione di mantenere Downton quello che è (peraltro amministrando soldi suoi e una proprietà che è sua per metà) e si becca pure il cazziatone??? ma stiamo scherzando?? Mary ogni tanto pensa di vivere sulla luna, come suo padre. Matt non mollare!

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  46. Non sono d’accordo che non ne se ne possa più di storie gay: Ma perchè mai, gli omosessuale fanno parte della nostra realtà ed è giusto che siano rappresentati. Lì poi si vuole mettere a nudo il problema relativo all’emancipazione femminile, e alla sessualità “diversa” considerata ancora come illegale.
    La puntata di ieri ha però la struttura definitiva del feulleton alla nostra fiction: genere letterario peraltro dignitoso

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  47. @ Paola:
    ma infatti, il tema gay qui funziona meglio che altrove, secondo me, perchè l’innato conservatorismo (in più classista) di fellowes evita il quadretto scontato del gay che spesso sempre “buono, bravo ed evoluto. Tom invece è mosso da motivazioni ambigue, e va benissimo, poi però purtroppo è, almeno fino ad ora, un character definito in modo un po’ troppo semplicistico. Si sperano sviluppi.

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  48. Paola ha scritto:

    Non sono d’accordo che non ne se ne possa più di storie gay: Ma perchè mai, gli omosessuale fanno parte della nostra realtà ed è giusto che siano rappresentati.

    E io rimango della mia idea. Sono quasi più rappresentati che gli etero. Tra un po’ ci manca poco bisognerà fare outing per dichiararsi etero.
    Essere gay va molto di moda e i gay veri sono molti meno di quelli farlocchi. Non è che ci voglia un genio per capirlo basta scendere un po’ dalla superficie per accorgersene.
    Ovviamente non sono omofoba, e rispetto le scelte sessuali e non di tutti, ma rivendico il diritto di dire quello che penso anche se controcorrente. Per me oggi c’è una tendenza a voler per forza infilare l’omosessualità ovunque e comunque che secondo me non fa bene neeppure agli stessi gay (ovviamnete a quelli veri e non a quelli per moda) dato che fin troppo spesso l’argomento (e mi riferisco ovviamente alle serie tv e basta) viene e trattato il più delle volte in maniera superficiale, o alivello di macchietta, o a livello di pruderie, non ho mai visto rappresenata una storia gay in maniera davvero profonda tranne che in rarisimi casi e solo al cinema.
    Scusate l’OT ma in fondo è una precisazione del mio “anche no” alla storia gay di Thomas che comunque è rimane un mio personale parere.

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  49. raffaella ha scritto:

    Bella recensione, bello l’episodio, sono d’accordo con Grimilde: non ne posso più di personaggi gay/l
    esbiche bisex, basta così perfavore, non sono omofoba non ho niente ma davvero niente contro però sono stanca che in ogni serie ultimamente ci debba sempre e dico sempre essere “qualcosa di gay” .

    Eravamo già daccordo in Suit ricordi?
    Eh cara non te lo dirà nessuno apertamente, ma di sicuro saremo etichettate come le due omofobe del forum. Forse sono mal pensante, ma se mi sbagliassi non mi farebbe che piacere, ma per esperienza personale a dire certe cose ti becchi di omofoba e talvota anche di fascista. Due cose lontane da me anni luce e credo anche da te, ma sai la tolleranza, che per me è un valore universale, per taluni è una cosa a compartimeniti stagno, se va bene pro gay non è detto che vada bene per altre correnti di pensiero ;)

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  50. beh sì Grimilde, l’affermazione ” fra un po’ bisogna fare coming etero” mi sembra francamente omofoba. Noi estero sessuali siamo iper garantiti, gli omosessuali no; questa è la differenza. E a parte le aperture di alcune situazioni ( vedi riconoscimento delle copie di fatto, peraltro non legalmente significativo, ma solo come opzione diciamo “di principio” in alcune città italiane ( Milano e Firenze per fare due esempi), i gay sono ancora grandemente discriminati. I partner gay non possono accedere alla pensione o agli averi del compagno /a morta, non possono essere considerati familiari che possono stare accanto al partner in caso di malattia ( cioè in caso di parere in emergenza medica, non possono decidere per il compagno/compagna), non si possono sposare e non possono adottare. Almeno in Italia, in altri paesi non è così, perchè la mentanità è a mio parere più aperta. A frutto di durissime lotte in ogni caso : Ti segnalerei il film interpretato da Sean Penn sul primo politico californiano che ha potuto accedere alla ” cosa” politica per la prima volta negli anni 70, peraltro morto ammazzato. E via dicendo, è piena la letteratura. Non ci si può solo riferire a Parigi New York Londra o al limite Milano, per dire che la discriminazione è finita, perchè nel nostro paese non esiste neppure una legge che punisca l’omofobia. E purtroppo le violenze alle copie omosessuali sono in aumento come purtroppo, lo sono quelle alle donne.
    Dopo di che che non siano tutti bravi e buoni che scoperta, te lo dicono loro per primi,ma che c’entra? Qui parliamo di diritti, non di persone singole. Ci sono quelli simpatici e quelli antipatici, come per gli etero.
    Dopo di che posso capire la provocazione, ma in Downton Abbey c’è un eccesso di omosessualità? Per un solo personaggio che peraltro è pure descritto come antipatico e pure ambiguo? Non mi sembra. Se Thomas fosse stato etero, la trama si sarebbe svolta in maniera diversa come per tutti gli altri etero della storia, e quindi avremmo avuto una specificità, uno spunto narrativo in meno. Che poi dispiaccia che un così bel figliolo sia gay, concordo, ma ce ne faremo una ragione, come nel caso di predecessori illustri ( Everett e lo stesso Clooney probabilmente, che è costretto a nasconderlo o lavorerebbe la metà della metà)..e questo nell’avanzatissimo occidente. Nei paesi arabi poi, finisci ancora in galera, se non impiccato in quelli fondamentalisti ( Iran) ; a Cuba puoi marcire in prigione ( hai presente Fragole e cioccolato?), e via discorrendo..ma penso non voleste farne una questione politica, vero? era una notazione di costume, immagino, ma certe affermazioni possono essere gravi se fatte in altri contesti..

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  51. Paola, ti ringrazio del consiglio, ma il film con Sean Peen l’ho visto e mi è piaciuto molto. La battuta sul fare outing per essere eterosessuali era un’iperbole ironica e credo che non abbia niente a che fare con l’omofobia che è una cosa molto brutta. Il resto della tua “lezioncina” non lo commento perchè come al solito hai strumentalizzato un’opinione differente dalla tua in un ambito di commento ad un telefilm per fare propaganda, non capendo una beata mazza di quello che ho detto e non credo di avere né voglia né tempo per spiegarti, dato che credo che pure tu non abbia voglia di capire ciò che intedessi dire. Sul fatto che tu consideri omofobo quello che detto non fa altro che confermare ciò che ho già espresso a Raffaella. Io comunque, sebbene non ci siamo motivo di star qui a giustificarti niente, non ho nulla contro le coppie gay e la loro tutela anche in ambito giuridico, sull’adozione invece sì. Credo e tu che sei psicologa (sorpresa! Ho studiato un po’ di psicologia e pedagogia anche io!) dovresti sapere meglio di chiunque altro che un bambino ha bisogno di una figura maschile e di una figura femmile per una crescita equilibrata, e questo non centra niente con l’omosessualità in quanto anche i figli di vedovi/e e separati hanno spesso problemi a rapportarsi con gli altri e nei rapporti interpersonali. E con questo io personalmente chiudo l’argomento, che non mi interessa sviscerare. Né tanto meno ho intenzione di iniziare una discussione politica o non. Aggiungo solo che forse, Namaste non aveva tutti i suoi torti. E mi scuso ancora per l’OT con tutti, ma non potevo non rispondere.

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  52. L’unica volta che mi è capitato di piangere per una serie televisiva.
    Adoro Mrs Hughes, che con la sua severità e il suo rigore mi ricorda le nostre nonne, pronte a punirci quando sbagliavamo ma anche a tenderci la mano nel momento in cui provavamo a rialzarci dopo uno sbaglio. Anche il momento in cui Edith e Mary sono al capezzale della sorella morta è incredibilmente carico di emozione, ed Edith sta cominciando a piacermi sempre di più!
    La recensione è bellissima

    Rispondi

  53. @ Paola:
    Dopo di che che non siano tutti bravi e buoni che scoperta, te lo dicono loro per primi,ma che c’entra?

    Boh, un po’ c’entra secondo me, hai notato che molto spesso, nell’entertainement medio (non troppo autoriale-non troppo becero) al gay viene sempre attribuito un ruolo positivo? Mi sembra un modo per lavarsi la coscienza da parte della cultura mainstream, non vi diamo diritti ma non perchè siamo prevenuti, anzi “io ho tanti amici” ecc. ecc. Molto triste. E guarda, secondo me, bisognerebbe anche superare il rammarico della “perdita” al modo etero di qulche bel ragazzo, tempo fa ho avuto un collega, bellissimo, costantemente inseguito da commenti idioti del tipo “tesoro, che spreco!” ma spreco de che? come se dovesse ritenersi una persona sprecata.
    E, una piccola precisazione: a Milano il registro delle unioni civili è qualcosa di più che un atto formale, almeno per l’edilizia sociale, poi ovviamente su alcuni punti dovrebbe legiferare il parlamento, ma insomma, almeno fare campagna elettorale per Pisapia qualche risultato lo ha portato. Anche altri, a dire il vero.

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  54. claudia ha scritto:

    Mi sembra un modo per lavarsi la coscienza da parte della cultura mainstream

    A me pare sia semplicemente il fatto che, in un mondo in cui c’è ancora il gay pride, molti non hanno le palle di associare qualcosa di negativo ai gay.
    Grimilde ha scritto:

    fin troppo spesso l’argomento (e mi riferisco ovviamente alle serie tv e basta) viene e trattato il più delle volte in maniera superficiale, o alivello di macchietta, o a livello di pruderie

    Beh, onestamente la stragrende maggioranza delle storie etero che ho visto in tv non è che mi siano mai sembrate particolarmente profonde…

    Rispondi

  55. D’accordo Claudia, intendevo solo dire che non esiste la legge, per cui il registro ha valore parziale. Dopo di che, figurati se non sono d’accordo con te, e su tutto. Grimillde, che cacchio vuol dire non ho capito una beata mazza? Io non mi son espressa così con te..e non faccio nessuna propaganda politica: dovresti sapere che anche dentro gli ambienti di sinistra non tutti la pensano come me..e poi io non sono d’accordo da Psicoanalista ( e non semplice pisocloga, psicoanalista della Società di Psicoanalisi Italiana, se proprio dobbiamo specificare) ti dico che anche da questo punto di vista le posizioni sono cambiate parecchio. E avere una figura paterna non significa necessariamente un padre come appartenenza di genere, ma una “figura” appunto, che rappresenti la terzialità e interrompa la simbiosi madre bambino, o meglio la simbiosi bambino- care giver, come si direbbe ora.
    E ti pregherei di cambiare i toni, io non ti ho insultato. Aveva ragione Namaste? Può darsi, anche pechè quando non vi si dà ragione è facile diventare dei nemici. Tu hai espresso una posizione chiara, ossia che l’omosessualità è di moda. Ma che cacchio vuol dire? Ah, e un’altra cosa: la politica è comunque ovunque: perchè in questa fiction non c’è? Ma pensa, eppure mi sembrava di aver visto una società lievemente classista,e in Homeland, che vediamo entrmbe, non c’è? Ma pensa, eppure avevo sentito parlare della Cia e del terrorismo iracheno, che proprio non mi sembrano temi “apolitici”. Ma in effetti forse è meglio vedere Glee o How I met your mother…lì sicuro che non ci viene da parlare di politica.

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  56. Psi ha scritto:

    fin troppo spesso l’argomento (e mi riferisco ovviamente alle serie tv e basta) viene e trattato il più delle volte in maniera superficiale, o alivello di macchietta, o a livello di pruderie

    Beh, onestamente la stragrende maggioranza delle storie etero che ho visto in tv non è che mi siano mai sembrate particolarmente profonde…

    E chi dice il contrario? Solo che stavamo parlando di storie gay nei telefilm e non etero. Anche quelle etero: du palle! Hanno più o meno tutte la solita dinamica, ( il triango lei sta con lui ma ama segretamente l’altro e viceversa è gettonatissimo ed inflazionatissimo) infatti molto, troppo spesso risultano noiose e prevedibili.

    @Paola non sapevo che affermare che una persona dice frasi omofobe fosse un compliemento. Frai i due l’offesa dovrei essere io caso mai, e comunque Namaste aveva solo detto (o almeno ricordo così) che a volte sali su un piedistallo e dai lezioni. secondo me l’hai appena fatto con me e te lo faccio notare, la cosa tio offende? Pazienza io dico quello che penso. E sì per certi versi credo che l’omosesualità sui venuta molto di moda negli ultimi anni. E’ una cosa negativa? Offensiva? A me non pare. E’ un opinione ed è’ una mia opinione, si può essere daccordo, oppure no, ma andrebbe comunque rispettata, giusta o sbagliata che la si rietenga proprio in mome di quella tolleranza che vi piace applicare solo a ciò che più vi aggrada.
    Ma nemica de che? Io dico quello che penso se tu ti poni in un certo modo è ovvio che non te le mando a dire, ma questo non significa che siamo nemiche, da su! Siamo tra adulti. Credo di interagire con le persone confrontandomi senza pretendere di imporre le mie idde e senza salire in cattedra a dare spiegoni e per spiegoni intendo quando mi fai la lezioncina sui diritti gay, ma credi davvero che viva su marte o sia un incivile? Sono più che cosapevole della discriminazione e dei problemi che purtroppo devono sopporate le persone omosessuali, tanto per chiarire che non sono contro i gay, anche se speravo che non ce ne fosse bisogno, ma tant’è…
    Se è per questo io guardo anche Vampire Diaries e Arrow per citare due serie non impegnate mica me ne vergogno.

    PS non hai capito una beata mazza di quello che ho espresso C confermo altrimenti avresti cpatito che non stavo dicendo che i gay sono pervertiti da sopprimere (cosa che mi fa orrore dire anche per battuta) ma soloo che la gaytudine specialmente nel modo telefilmico, ma non solo è molto di moda e non manca mai, t’è capì adesso?
    PS2 Tanquilla io non sono neppure laureata la tua superiorità accademica sarebbe stata certa anche senza specificare che sei una psichiatra.

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  57. Mi inserisco un attimo nell’interessante discorso: in “Downton Abbey” la storia omosessuale ci sta molto bene, visto che si narra dei primi del Secolo Breve. Sicuramente, se fosse stata dedicata a Edith sarebbe stata deflagrante, ma avremmo visto un altra serie.

    Sul discorso più in generale faccio parte di chi si è stufato dell’affermative action traslato nella cinematografia: non se ne può più. Siamo talmente abituati ormai, che ad esempio, quando ho visto il primo episodio di “Men at Work” ho pensato che Tyler fosse gay, dato che gli altri tre erano stati presentati come etero!

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  58. No scusa Grimilde continuo a non capire cosa voglia dire che l’omosessualità è di moda. Davvero non capisco, non è che voglia mettermi in cattedra! Non credo sia venuta di moda, credo solo che adesso se ne possa parlare e che quindi molti gay siano venuti allo scoperto. Ma è sempre esistita, solo che prima bisognava vergognarsene, mentre adesso forse si può essere più sintoni. Sì davvero se fossi gay mi offenderei per queste affermazioni; mi offendo anche se non lo sono, figurati! Tutto qui, e mi spiace non ci si capisca. Davvero. E neanche tanto Pogo capisco il tuo ultimo assunto. Non credo che ci debba essere per forza il gay nelle fiction, ma neppure che per forza debbano tutti essere eterosessuali. Anche perchè mi pare abbastanza improbabile quando pare siano uno su 5 gli omosessuali..va beh, lasciamo stare, non so neanche perchè me la prendo tanto; sarà meglio smettere di reagire e fare solo dei commenti il più “neutri” possibili. Cioè, insignificanti.

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  59. Paola ha scritto:

    E neanche tanto Pogo capisco il tuo ultimo assunto. Non credo che ci debba essere per forza il gay nelle fiction, ma neppure che per forza debbano tutti essere eterosessuali

    E chi ha detto che devono per forza essere tutti eterosessuali? Io mi lamento dell’affermative action e del politicamente corretto troppo eccessivo. Come quando nei film sulla Rivoluzione Americana c’è l’eroe nero.
    Mi sa tanto di quota. E io sono da sempre contrario alle quote.
    Così in molte serie (non è il caso di DA, dove ha un senso e un perché) c’è il gay perché così è rappresentata anche quella – che brutta cosa categorizzare le persone – “categoria”.
    Se racconto di un gay, è una cosa (uno dei più grandi film della storia è “Philadelphia”). Se racconto di Billy Elliot e c’è l’amico che è gay è una cosa.
    Se metto il gay o la lesbica come condimento, non faccio un favore a nessuno. Né rispecchio la realtà*.

    * a parte che il rapporto dovrebbe essere 1 su 20, cioè il 5%, il punto è che nella realtà non si verifica un tale rapporto in modo manifesto.
    Io stesso ho due amiche lesbiche che convivono a cui sono affezionato, ma non fanno parte del mio “gruppo” con cui sono cresciuto (che pure è bello vasto).
    Nel mio gruppo, tutte le femmine e tutti i maschi potrebbero essere omosessuali e non dichiararsi, ma se non si dichiarano non lo sono agli occhi di chi guarda. Così è del tutto inverosimile che puntualmente ci sono 3 amici e 1 è gay…
    Ah, chi scrive lotta per i matrimoni e la possibilità di adozione per le coppie di fatto e quelle dello stesso sesso.

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  60. Paola quello che volevo dire io è molto vicino a quello che dice Pogo. Non intendo offenderti né offendere le persone gay, piuttosto credo che una stumentalizzazione un po’ becera dell’omosessualità sminuisca la stessa. Solo che lui l’ha detto molto meglio di come l’ho argomentata io. L’esempio poi che fa Pogo in ambito cinematografico è giustissimo. Le categorie, come i cliché e gli stereotipi per me sono altamente discriminatori. Ed è purtroppo vero, ti assicuro, che qualcuno ritiene ( e non io, è questo che forse non hai capito) che essere, o meglio atteggiarsi a gay è figo perché di moda e fa figo, non sono cose che dico io perchè ho fumato roba buona, mi è capitato di sentirlo affermare in più di una occasione soprattutto da ragazzi e ragazze molto giovani, più donne che uomini ad essere onesta. E ti assicuro che questa cosa, da più noia ai gay che agli etero.
    Detto ciò direi di finirla qui altrimenti ci cacciano. E lungi da me da volerti far fare commenti neutri. Se c’è qualcosa che non mi torna lo chiarisco, magari anche in modo troppo diretto, sono fatta così, ma dopo 5 minuti mi è già passata non porto rancore, quindi per favore tu ritieniti assolutamente libera di commentare come più di aggrada, io sono per la libertà di pensiero e d’espressione sempre e comunque.

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  61. Comunque tanto per chiarire e poi davvero la finiamo, Pogo, io con le quote sono d’accordo. Sono queste che permettono alle donne in Norvegia di stare nei cda delle partecipate nella misura del 40% e hanno permesso ai neri americani l’accesso alle migliori università, mentre noi siamo al 3 per cento di donne nei cda delle aziende a partecipazione pubblica! E mi sembra che a furia di dire che non bisogna essere politicamente corretti, poi si finisca per essere politicamente scorretti. Io non vedo tante “macchiette” gay in giro, nè in televisione nè al cinema. Mi sembra sia passato un bel po’ dal tempo del Vizietto, e questo forse è dovuto a una evoluzione dei tempi, non a un eccesso di “politicamente corretto”.
    In anyway, ognuno resta del suo parere e non credo ci cacceranno per avere introdotto simili argomenti. Mi scuso anche per il tono recepito come saccente, ma in effetti io ho insegnato qualche anno, e ancora adesso ho una collaborazione universitaria..sarà una deviazione professionale, o il tono che ogni tanto assumo coi pazienti ..Finisco col dire che noi vediamo per lo più fiction americane, per cui forza Obama, o torniamo a vedere Dallas ( e infatti lo stanno ristrasmettendo). Ecco, questa è una dichiarazione politica, non politicamente corretta perchè non c’è un difensore di Romney che mi faccia da contraddittorio.. Buona visione del nuovo episodio comunque

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  62. dico la mia, anche se non se ne avverte il bisogno? ok, la dico XD
    comprendo il discorso di Grimilde, anche se applicato a DA non molto. Nel senso che, come abbiamo detto, una cosa è l’Inghilterra di oggi, dove i matrimoni gay sono la normalità, un’altra è quella degli anni ’20 dove per questo si andava in carcere. L’omosessualità di Thomas è il suo punto debole proprio perché illegale, e prevedibilmente verrà usata contro di lui da O’ Brien. Inoltre la necessità di tenere nascosta al mondo questa cosa influisce moltissimo sul carattere del personaggio, così ombroso, sarcastico, “chiuso”. Dall’arrivo di Jimmy in poi, Thomas appare meno controllato, non riesce a contenere più tanto bene le sue emozioni, e questo si riflette anche nei suoi altri comportamenti, vedi il pianto per la morte di Sybil. Perciò dico che in DA la storyline gay per me non è gratuita.
    per quanto riguarda altre serie magari è vero che ormai un personaggio gay pare quasi d’obbligo, ma credo che sia perché è una cosa relativamente “recente”, almeno per quanto riguarda i grossi network (Will e Grace è iniziata nel 1998). A noi adesso sembra che ci siano personaggi gay ovunque, ma non dimentichiamo che il primo bacio gay in una primetime soap opera (As the world turns, CBS) è datato appena 2007.
    E per quello ci fu molto scalpore, fu definito “pietra miliare nella storia della TV”, ci furono anche moltissime proteste contro il network, e stiamo parlando appena di 5 anni fa.
    Basti pensare che per la storia gay tra Willow e Tara “Buffy” si guadagnò censure in varie parti del mondo, compresa l’Italia, dove l’episodio col bacio castissimo tra le due ragazze non venne mandato in onda. E stiamo parlando del 1999 o 2000, non ricordo.
    insomma, ora che c’è meno censura, la questione gay viene infilata un pò dappertutto perché avvertita come un filone sul quale c’è ancora parecchio da dire, a differenza delle storie d’amore etero che sono state spremute come un limone (non ricordo una bella storia d’amore etero dai tempi di Buffy).

    Rispondi

  63. @ Paola:
    è dura trovare un sostenitore di Romney, ci vuole del fegato ;-)
    http://youtu.be/iRlOiVyowrE

    Rispondi

  64. @ Grimilde
    scusami non ti avevo ancora risposto, nel frattempo però la discussione è andata notevolmente avanti, a me piace sempre stemperare i toni e gettare acqua sul fuoco, amo gli scambi di opinioni e sono per la assoluta e totale libertà di pensiero sempre e cmq. nel pieno rispetto delle diversità. Detto ciò ti dico anche che se qualcuno pensa che sia omofoba è veramente fuori strada ma francamente poco mi importa, mi trovo d’accordo con quello che hai scritto tu, Pogo e in parte anche con Paola che io conosco xkè commenta anche altre serie e che, come sempre, quello che scrive infiamma gli animi :), credo che forse “salire in cattedra” (non offenderti Paola per carità) le venga naturale visto il mestiere che fa e gli impegni che ha, però a me non da fastidio io ho la mia opinione che rivendico per il resto ascolto tutti, leggo tutto xkè nella vita si impara da tutti ma proprio tutti anche e, forse, soprattutto da chi è più umile.
    Perciò non offenderti Grimilde ma guarda e passa e non ti curaraar di loro

    Rispondi

  65. Paola ha scritto:

    Comunque tanto per chiarire e poi davvero la finiamo, Pogo, io con le quote sono d’accordo.

    Le quote sono la morte della meritocrazia, oltre ad essere un’idiozia e, soprattutto, il tappeto dell’ipocrisia dove nascondere il fallimento della società e perpetuare indisturbati il dominio della classe sociale di riferimento (di solito maschio/bianco/abbiente).
    Se ho 3 posti disponibili e una legge mi impone di riservarne uno per la categoria B, ma nel concorso, o negli esami o quel che ti pare, i tre migliori appartengono ad A, io mi ritroverò che il 3° migliore di A, comunque più bravo del 1° B, dovrà fargli spazio; è una cosa stupida, ingiusta, antieconomica, ma soprattutto non meritocratica.
    A me non interessa se il chirurgo è maschio, femmina, transessuale, gay, lesbica, bisex, marziano, venusiano, giallo, verde, nero, azzurro, bianco, rosso, indaco, con otto braccia, quattro gambe, o due teste. Mi interessa che sia bravo. E che stia lì perché ha dimostrato di essere bravo. Il resto sono idiozie.
    E comunque la legge delle quote esiste anche in Italia… (ad esempio che in una lista da 12 per il sindaco dei piccoli paeselli, 4 siano donne… non puoi capire le difficoltà di alcune liste nel reperire almeno 4 volontarie…).

    La società giusta non è quella che ripara un’ingiustizia con un’altra ingiustizia.
    La società giusta è quella che individuando un’ingiustizia, la cancella. Per sempre.

    Comunque ero intervenuto per dire che in linea generale (non di vita e della realtà, ma in campo televisivo) concordavo con Grimilde, ma che per “Downton Abbey” no, perché è veramente azzeccata una scelta di questo tipo.
    Ripeto, che se fosse stata addirittura Edith ad essere lesbica, sarebbe stato deflagrante.
    Chiudo anch’io qui.

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  66. Le quote sono necessarie per promuovere ciò che altrimenti non sarebbe promosso. il tuo discorso sarebbe esatto se tutti partissimo ad armi pari, ma non è cosi': A meno che non pensiamo che le donne restino fuori dai luoghi che contano perchè deficienti. Quindi dammi una “azione positiva” come le chiamano gli americani, perchè io parto da una posizione molto più svantaggiata della tua. Comunque alla faccia, poi sono io quella perentoria!. grazie Raffaella comunque, e pure Claudia. Molto interessante quello che ha detto Daniela

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  67. Paola ha scritto:

    il tuo discorso sarebbe esatto se tutti partissimo ad armi pari, ma non è cosi

    Infatti la figlia del ricco banchiere che può permettersi di studiare più lingue e fare altre attività formative parte sicuramente avvantaggiata nei confronti del figlio dell’operaio che a malapena arriva alla fine del mese. Strano però, non ci sono quote per quel figlio dell’operaio.

    Prima ci liberiamo di questi assurdi concetti, di questi contentini (questo sono le quote, altro che ciò che non sarebbe promosso), dei paletti che limitano le libertà altrui, prima arriveremo a un mondo veramente meritocratico (fatta salva corruzione e raccomandazione che in Italia che te lo dico a fa…), dove i migliori non importa chi, vanno avanti.

    E in questo bellissimo episodio c’è stata una scena esemplificativa: grazie al dottor Clarkson, Sybil avrebbe potuto – forse – salvarsi. Ma la categoria di appartenenza del borioso dottore nobile, ha pregiudicato il tutto. L’apparenza ha vinto sui contenuti.

    Rispondi

  68. @ Paola:
    Ci sono donne che sono fortemente contro le quote, per il semplice fatto che non pensano che le donne abbiano alcun bisogno di essere “aiutate”; trovano offensiva l’idea di una quota minima, perché dà per scontato che le donne non siano altrimenti in grado di arrivarci per conto loro.
    L’idea è che, fondamentalmente, ci sono meno donne “negli ambienti che contano” perché ci sono meno donne a cui importa di andare in quegli ambienti.

    Rispondi

  69. @ Psi:
    Ma stai scherzando, sì?
    non perché “gli ambienti che contano” come dici tu sono strutturati (solo da qualche millennio) secondo logiche maschili?
    http://www.repubblica.it/speciali/repubblica-delle-idee/edizione2012/2012/10/24/news/impossibile_conciliare_lavoro_e_maternit_sempre_pi_donne_in_fuga_dalla_carriera-45214599/

    Rispondi

  70. @ claudia:
    ok, è stata una reazione istintiva, preferisco non leggere i commenti, siamo un paese senza speranze.

    Rispondi

  71. Pogo ha scritto:

    Paola ha scritto:

    il tuo discorso sarebbe esatto se tutti partissimo ad armi pari, ma non è cosi

    Infatti la figlia del ricco banchiere che può permettersi di studiare più lingue e fare altre attività formative parte sicuramente avvantaggiata nei confronti del figlio dell’operaio che a malapena arriva alla fine del mese. Strano però, non ci sono quote per quel figlio dell’operaio.

    Prima ci liberiamo di questi assurdi concetti, di questi contentini (questo sono le quote, altro che ciò che non sarebbe promosso), dei paletti che limitano le libertà altrui, prima arriveremo a un mondo veramente meritocratico (fatta salva corruzione e raccomandazione che in Italia che te lo dico a fa…), dove i migliori non importa chi, vanno avanti.

    E in questo bellissimo episodio c’è stata una scena esemplificativa: grazie al dottor Clarkson, Sybil avrebbe potuto – forse – salvarsi. Ma la categoria di appartenenza del borioso dottore nobile, ha pregiudicato il tutto. L’apparenza ha vinto sui contenuti.

    Standing Ovation!

    Rispondi

  72. claudia ha scritto:

    @ Psi:
    Ma stai scherzando, sì?
    non perché “gli ambienti che contano” come dici tu sono strutturati (solo da qualche millennio) secondo logiche maschili?

    Che c’è di strano? Io sono donna e non me ne frega nulla di fare carriera o lavorare in certi ambienti. sarò la sola al mondo? Mah… non credo. E sono daccordpo con PSI quando dice che molte donne si sentono offese dalle “quote” è la verità, molte in effetti lo sono come ovviamente molte no. Il mondo è pieno di gente che la pensa in modo differente, quello che è sorprendente e che tu non te ne renda conto e dia per sottointeso che solo il tuo pensiero è quello universalmente giusto dato che in caso contrario dici che questo paese è senza speranza. E un modo di pensare un po’ di parte non trovi? L’italia come dice stra giustamente Pogo va male proprio grazie ad un modo di pensare unilaterale fatto di contentini che non servono a niente. ma si sà la maritocrazia in Italia non è morta semplicemnete non è mai nata.

    Rispondi

  73. @ Grimilde:
    Il problema non è a 1-10- 1 milione di donne “freghi ” qualcosa o niente di avere una carriera, ci deve essere la possibilità di seguire le proprie inclinazioni quali che siano ovviamente, ma non ci si può nascondere dietro il fatto (presunto) che alle donne non interessi (le conosci/conoscete tutte personalmente) per giustificare delle discriminazioni storiche.
    Ma poi per favore , basta con l’attribuire sempre agli altri l’unilateralità di pensiero, è un’approssimazione di parte, più squalificante per chi la fa che per chi la riceve.
    E, scusa la cattiveria ma oggi mi prende malissimo, parliamo di meritocrazia? Bene, sappi che “sa” si scrive senza accento, non è mai troppo tardi per studiare.
    Stop. Sono giornate intense e non ho tempo da dedicare a discussioni infinite.

    Rispondi

  74. @ claudia:
    Non ti preoccupare, siamo tutti pazienti… però cazzo, quella del sà era davvero gratuita…lol

    Ad ogni modo, non credo che sia una questione di discriminazione, quanto piuttosto del fatto che la donna ancora tende ad essere quella che passa più tempo ad accudire i piccini; stando così le cose, il problema non credo siano i pregiudizi, ma la distribuzione del tempo coi figli all’interno della coppia, e questa è una cosa di cui le donne credo dovrebbero prendersi la responsabilità.

    Poi va da sé che ci sono lavori che si fanno molto meglio senza figli, ma questo vale sia per le donne che per gli uomini, come commentato nel tuo link.

    Detto questo, credo vada da sé che una certa discriminazione, soprattutto in alcuni ambiti, ancora esiste. Onestamente però, non sono sicuro che le quote siano la via da seguire per cambiare lo stato di cose, né sono convinto che siano una via funzionante (non mi sembra di vedere alcuna correlazione ovvia fra quote e caduta dei pregiudizi).

    Inoltre, e la butto lì come impressione personale, non da prendere in maniera assoluta, quindi non scannatemi troppo se credete che sia un’idiozia, mi sembra che gli stereotipi/discriminazioni nei confronti delle donne tendano ad appartenere alle generazioni più anziane più che a quelle giovani; se questo è corretto, forse semplicemente il tempo farà per conto suo buona parte del lavoro…

    Rispondi

  75. Gentili signore/i, vi ricordo la policy del sito: “non sono graditi riferimenti ad argomenti illegali, spoiler, insulti e commenti esageratamente off-topic”
    l’argomento che state trattando meriterebbe ben più ampia e approfondita trattazione, ma di certo questa non è la sede adatta., quindi vi invito cortesemente a metterci un punto.

    Rispondi

  76. claudia ha scritto:

    @ Grimilde:
    E, scusa la cattiveria ma oggi mi prende malissimo, parliamo di meritocrazia? Bene, sappi che “sa” si scrive senza accento, non è mai troppo tardi per studiare.
    Stop. Sono giornate intense e non ho tempo da dedicare a discussioni infinite.

    Non ho trovato cattiveria nella tua correzione in quanto giusta. Anzi grazie e hai ragione ho sbagliato, errore grammaticale imperdonabile. Mi capita spesso, di sbagliare intendo, ne sono cosapevoe e non ho problemi ad essere corretta. E sono anche daccordo che non è mai tardi per imparare più che per studiare, perché non si impara solo studiando, guai a pensare il contrario. La meritocrazia non capisco cosa centri con lo sbagliare un accento, ma probabilmente non ho capito che intedessi dire, anzi se cortesemnte me lo puoi spiegare mi farebbe piacere.
    Il resto del commento è una tua opinione che non condivido, ma che rispetto.
    Un consiglio: ma vale la pena arrabbiarsi per un’opione che non condividi e che tu puoi trovare stupida? (Non sarebbe un problema se considerassi ciò che esprimo tale, a me non interessa, non è questo che mi offende). Credo che sia bello confrontarsi con chi la pensa diversamente, ma arrabbiarsi, ecco non trovo decisamente salutare.

    Rispondi

  77. Scusa Daniela il tuo commento è apparso dopo chiedo venia SORRY!

    Rispondi

  78. @ Pogo:
    mettere sullo stesso piano differenze di genere e di classe è quanto di piu sessista si possa fare.

    Rispondi

  79. Grande Claudia. ti quoto. Non ho voglia neanche di replicare, che palle. W la Norvegia, e w i paesi civili;pure io non ho mai avuto bisogno di azioni positive, ma molte donne sì. E vero che io però sono nata in una famiglia borghese, e quindi già avvantaggiata. E’ giusto? Il merito paga solo se hai la possibilità di farlo pagare. E qualcuno deve dartele le pari opportunità, e questo qualcuno si chiama Stato, che poi siamo tutti noi..certo che alcune donne non sono d’accordo con le quote, ma è anche certo che alcune donne sono anche masochiste o totalmente identificate col maschio, o pensano che sia ancora giusto stare a casa a lavare le mutande..benissimo, facciano pure, ma lascino alle altre la possibilità di essere un’altra cosa e le concrete possibilità sociali per farlo..in ogni caso scusa Daniela, la finisco lì; ma forse sarebbe meglio smettere proprio di commentare, perchè mi sembra diventato uno stress..

    Rispondi

  80. dielle ha scritto:

    mettere sullo stesso piano differenze di genere e di classe è quanto di piu sessista si possa fare.

    Frase del tutto illogica.
    Essere accusato di sessismo, poi…
    Io volevo solo evidenziare come le eventuali quote non tengono conto di altre cose.
    Ma lasciamo perdere.
    E mi scuso con Daphne. Non ho resistito.

    Rispondi

  81. @ Pogo:
    Bentornato Pogo, vedo che si è già scatenato un bel putiferio nei commenti! :D

    A parte la questione delle quote (per inciso non so come sia difendibile la posizione a favore, dato che per risolvere un problema REALE, quello della discriminazione e del pregiudizio, ne creano un altro enorme, quello della meritocrazia) questo episodio è straziante. Non so chi aveva parlato di buonismo in DA ma non potrei essere più in disaccordo. L’accostamento con Beth funziona, perchè Sybil ci era stata presentata un po’ come l’angelo della casa, ma ricordiamoci che non è l’angelo del focolare Beth – personaggio che io non ho mai amato granché, a differenza di Sybil, che ha creato molti più problemi e rotture al (povero) inetto Lord G. di quante ne abbia mai create Mary (su Edith ci sono ancora possibilità). La sua storia era un fiume in piena che ci proiettava direttamente verso il futuro, la sua morte sembra gettarci di nuovo nel passato. Non credo che sia una scelta di comodo,della serie “uccidiamo Sybil per far accadere qualcosa”; semmai è questo il modo per sparigliare le carte, per far emergere nuove forze di propulsione in avanti come Edith, Matthew, ma anche Cora, che sembra svegliarsi di botto dal sonno ipnotico dell’aristocrazia. Trovo invece un po’ debole il riflesso di questo sul mondo downstairs -la scena in cui Thomas si scoglie in lacrime per Sybil colpisce, però la spiegazione mi è sembrata un po’ forzata (non mi ricordavo così bene che ci fosse un contatto abbastanza stretto tra i due). IN ogni caso episodio splendido, commovente; se anche Fellowes è parco di realismo, quando lo usa lo fa molto bene.

    Rispondi

  82. Innanzitutto complimenti per la recensione, cara Alessia, anche se nn avevo dubbi sulle tue qualità, e la citazione da Piccole Donne è esemplare (tra l’altro anche io nelle rece solitamente comincio con una citazione da un altra fonte, quindi …)

    Neanche io sono molto d’accordo con una risoluzione così drammatica della storyline di Tom e Sybil, anchè perchè il personaggio di Sybil portava avanti un discorso di emancipazione che era molto interessante, discorso che l’ha portata lontana da Downton per poi farla rientrare e risolvere così drasticamente e (forse) ingiustamente la sua vicenda.
    Scelta che probabilmente segna irrimediabilmente anche il futuro della sfortunata Edith, che facilmente ricadrà nel cliche della ” zitella che si da alla politica perchè nessuno se la vuole sposare”, ma ci sta, anche perchè l’epoca era quella e i pregiudizi quelli.

    Però come ha detto qualcuno, l’abilità di chiudere le storyline apert in uno-due episodi al massimo è uno dei punti di forza di Fellowes e di Downton Abbey, e dovendo giocarsela su otto episodi a stagione non c’è nemmeno troppa scelta, a meno di non trasformare il tutto in una sorta di soap in costume e di gran lusso.

    E uccidere un personaggio a cui tutto ma proprio tutto il pubblico di una serie è affezionato è un’ espediente che noi seguaci di Joss Whedon abbiamo imparato ad amare ed ODIARE insieme … TARA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    E il paragone con Whedon non è così casuale, visto che il volto esanime e grigio di Sybil non può non riportare alla mia mente seriale quello “agghiacciante” di Joyce Summers in The Body.

    Concordo anche sul fatto che così Fellowes ha allontanato tutti i pregiudizi sulla serie per il fatto di esser troppo “pucci”, con una sferzata di violentissimo realismo: finale da applauso per la recensione, che mi piace citare perchè trova d’accordo al cento per cento:

    improvvisamente Downton Abbey non sembra più un soffice pasticcino come tutti i detrattori amano definirlo: stavolta il gusto era molto amaro e la ciliegina sulla torta ci ha quasi fatto soffocare.

    Rispondi

  83. l’agonia e la morte di Sybil mi hanno fatto dimenticare tutto il resto della puntata.
    hanno rappresentato tutta l’inettitudine di personaggi abituati a vedere risolte da altri, in un modo o nell’altro, le difficoltà a volte ridicole della loro vita aristocratica, sperando che anche di fronte alla morte qualcuno potesse prendere una decisione per loro. quei due medici fermi come baccalà mi hanno innervosita alquanto.
    bellissima lady violet, ma ancor più bella cora, molto più vicina alla realtà vera: sarai sempre la mia bambina.
    in uno dei primi commenti qualcuno affermava che quella di lady violet fosse la scena telefilmica più bella. gliene suggerisco una ancora più potente: Borgia che seppellisce suo figlio in giardino

    Rispondi

  84. @ Daniela G.:
    Mi piacciono, questi approfondimenti (che leggo a seguito del passaggio su retequattro), ma ho qualche difficoltà con le parole inglesi, si arriva ad un terzo delle frasi in questa lingua che non so (anche nelle note). Non so che cosa sia uno spoiler! e quello che dico è forse off-topic?

    Rispondi

  85. @ Monica:
    Per iniziare dai un’occhiata a Serialpedia così ti informi sui termini più complessi del mondo delle serie, quindi dai uno sguardo su Wikipedia che non guasta mai e ci trovi quasi tutto, e poi non ti preoccupare che il resto vien con la pratica!

    p.s. stai lontanissima dagli spoiler come se fossero peste (consiglio personalissimo)! Si tratta di solito di anticipazioni sulla trama e/o cast-personaggi.
    E si, anche questo mio commento è decisamente off-topic (fuori tema).

    Rispondi

  86. Sybil la adoravo ! Era forte , rivoluzionaria ma sopratutto dolce. La sua storia d’amore con Branson mi ha affascinato più di qualsiasi altra. Nessuno sarà mai come lei. Downton abbey perderà moltissimo. Sybil era fondamentale , perchè quel volto puro immerso in un mondo “falso” diciamo , lei era l’unica che non aveva malizia, segregi oscuri e dio solo sa cosa … Lei era buona e pura come l’acqua. Ma allo stesso tempo combattiva e determinata ! TI AMO SYBIL

    Rispondi

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