nashville 1x01

Nashville – 1×01 – Pilot

Nashville.
La capitale del Tennessee. La Hollywood della musica country. Il film di Robert Altman. Ma anche il titolo dell’ultima novità autunnale della ABC, creata dalla mamma di Thelma & Louise Callie Khouri e interpreta dalla donna migliore del mondo Tami Taylor Connie Britton e dalla cagna maledetta Hayden Panettiere. Già solo per aver eletto una delle città più “americane” a santo patrono personale, Nashville pare fermamente intenzionato a puntare molto in alto, anche se prima dovrebbe chiarire a se stesso ciò che vorrebbe davvero essere.

Pilot

Scritto da Callie Khouri. Diretto da R.J. Cutler.

Rayna James è una delle cantanti più apprezzate nel panorama della musica country. Purtroppo il suo ultimo album è un completo flop, tanto che per il tour promozionale la sua casa discografica vorrebbe accoppiarla con l’astro nascente Juliette Barnes, idolo di adolescenti e uomini con il pallino per il barely legal. Il problema principale è che la ragazza fa canzoni di merda, almeno secondo Rayna (e non solo). Come se non bastasse, suo padre, potente figura politica della capitale, decide di candidare come sindaco di Nashville il genero smanioso di rivincita, mentre la Barnes cerca di soffiarle il chitarrista con cui la donna condivide il palco, una tensione sessuale che levati e forse addirittura una figlia (?!!?!). Nel frattempo, un nuovo duo canoro si esibisce in uno dei più importanti locali della città lasciando i presenti a bocca aperta.

Nashville è più del suo plot

Se dovessimo giudicarlo soltanto dalla sua sinossi, di certo Nashville non raccoglierebbe troppo del nostro entusiasmo, fatta eccezione per l’interesse o meno nei confronti dell’ambientazione. Ma è proprio questa ambientazione a rivelarsi uno dei punti di forza del pilot, complice una regia attenta e un buon ritmo, ma soprattutto la capacità di infondere credibilità al racconto. Badate bene: siamo ben lontani dalla descrizione umana e vibrante di Treme, dove la musica assume una funzione che trascende l’intrattenimento e il commento per divenire agente salvifico e catartico come la Musica stessa. Eppure la prima metà del pilot di Nashville dipinge un affresco patinato e americanissimo dell’industria di musica country e del sistema discografico in via di rinnovamento e lo fa con piglio sicuro e convincente. In questo “dietro le quinte” dell’industria musicale, Nashville sembra seguire la scia del deludente Smash, ma sfoderando molto più carattere: le protagoniste hanno tutt’altra presenza (della meravigliosa Connie Britton è inutile star qui a discutere, e addirittura la Panettiere non è malaccio, forse perché molto più a suo agio nella parte della cagna) e le canzoni utilizzate risultano discrete, come nel caso di If I Didn’t Know Better. Nel contrapporre giovinezza e maturità, ambizione e fedeltà, i conflitti interni compongono un quadro tematico complesso in grado di alimentare in maniera vivace la narrazione.

Nashville è pure il suo plot

Parliamoci chiaro: Nashville è una primetime soap fatta e finita. Relazioni extraconiugali, amori impossibili, uomini cattivissimi e ragazzine dannate, famiglie disfunzionali, intrighi politici, complotti, tradimenti, figli illegittimi e green screen imbarazzanti (scusate, ma la sequenza in auto l’hanno diretta due pescivendoli ciechi, vero?). La questione è: come potrà mischiarsi il drama sofisticato della prima parte alla soap tradizionalissima della seconda? Quale sarà l’equilibrio tra due elementi tanto distanti? E potrà davvero esisterne uno? È un fatto incontestabile che la maggior parte dei cliffhanger e delle questioni lasciate in sospeso nel pilot coinvolgano quasi esclusivamente la metà soap, il più naturale propulsore di racconto orizzontale. Eppure la soap ha delle regole precise che più si confanno a un prodotto dal tono più leggero e camp/trash come Revenge che a un drama raffinato come vorrebbe essere Nashville. Certo, qualsiasi serie serializzata porta in sé una componente soap (in fondo la rivoluzione seriale nasce proprio dall’unione di soap orizzontale e di series verticale), ma in questo caso non si parla di elemento tra i tanti, ma di genere adottato. E mi sentirei più tranquillo se sapessi identificare quella caratteristica speciale, quella forza travolgente capace di generare infinite storie mantenendo una propria presa sullo spettatore che è tipica di ogni soap ben riuscita (in Revenge questa forza è la vendetta, in Brothers & Sisters la famiglia) ma di cui Nashville è ancora priva. Sebbene risonante e coinvolgente, la sequenza finale purtroppo ci lascia sullo stomaco un enorme e poco rassicurante punto interrogativo.

Come il pilot di Nashville è costantemente conteso tra due anime tanto forti quanto discordanti, lo stesso di può dire del giudizio nei suoi confronti: un pilot da 10 e lode a cui potrebbe seguire una serie da 5. La verità, così come il mio voto, sta nel mezzo. Non ci resta allora che aspettare e vedere come finirà lo scontro tra Eva (drama sofisticato) ed Eva (soap tradizionale), nella speranza che possano trovare un accordo pacifico invece di farsi fuori a vicenda.

Stiamo parlando di pilot e premiere anche su twitter, con l’hashtag #episodi01. Seguite @Serialmente (se siete parte di quei cattivi che ancora non lo fanno) e scriveteci cosa ne pensate!

Giovanni Di Giamberardino

Giovanni Di Giamberardino nasce qualche tempo fa da qualche parte. Da tempo complotta per la conquista del mondo e la distruzione dell’umanità. Come se non lo facesse nessuno nel mondo pure lui ha scritto un romanzo, che comunque nessuno ha letto.

11 Comments

  1. AthanasiusPernath 17 ottobre 2012 at 11:30

    finalmente! grazie per la recensione..l’aspettavo come un pirla, perchè mi ero dimenticato un dettaglio fondamentale.

    quando faranno un remake senza Hayden Panettiere, magari lo guarderò.

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  2. Visto ieri sera giusto in tempo per la recensione :-)
    Concordo in pieno con quanto detto anche se temo che la Panettiere possa diventare il vero punto debole della serie, non mi ha convinto per niente. E mi chiedo, è solo un mio problema o non si capisce una parola quando canta? Comincio a pensare – e sperare – sia fatto apposta…
    Bello il finale; aspetto con mooolta curiosità il nuovo episodio: anche solo per questo, pilot promosso a pieni voti!

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  3. Quoto tutti sulla Panettiere: finché interpreta la piccola carognetta di turno può anche bene, ma quando il ruolo richiede la creazione di una certa empatia da parte dello spettatore, vedi i problemi con la madre, allora non funziona.
    I problemi familiari qui sono abbastanza meh per ora, scontati e prevedibili, a parte il rapporto Rayna-padre, quest’ultimo candidato a uomo più subdolo dell’universo: mi piace!
    Le più brave a cantare finora sono le bambine, bravissima la piccola a fare subito la seconda voce della canzoncina.
    Ultima cosa: mi lascia un po’ così il binomio chi-fa-musica-commerciale = persona-indegna, ecco, mi sembra una cosa un po’ esagerata.

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  4. Purtroppo la mia adorazione per Connie Britton mi accieca e questo pilota mi è piaciuto! Mi vedo costretta a continuare a seguirlo, almeno per un po’.

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  5. Prima della sigla volevo chiudere vlc e cancellare tutto, per fortuna ho resistito e sono arrivato in fondo al pilot.
    A parte i primi odiosi 5 minuti il resto non è male: buon ritmo, personaggi ben tratteggiati, tutti odiano il personaggio della Panettiere, Connie Britton spacca tanti culi, ci sono un sacco di Y’All.
    Un difetto pesante, però, è la musica. A parte l’ultima canzone (veramente bella) tutto il resto fa notevolmente schifo. E d’accordo che le canzoni della Panettiere sono fatte apposta per fare schifo, ma quando sale sul palco Rayna ci si aspetta che i numeri siano migliori. E invece no.
    Comunque finchè i problemi sentimentali delle due protagoniste restano in secondo piano continuerò a seguire la serie.
    Y’All.

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  6. Ma che Donna Stupenda è Connie Britton?
    Avevo rimediato questo pilot solo perché c’era lei e per un paio di giorni nemmeno l’ho guardato…
    Ora l’ho visto e devo dire che non mi è dispiaciuto…Tutto il già detto è vero, è un po soap, parecchio “furbo” in certi punti e la Panettiere è una cagna e ok, ma non mi ha annoiato particolarmente, appunto la Britton è sempre bellissima e nonostante le dinamiche tra lei ed il padre so già viste, i due attori le rendono interessanti…
    Cosa che non avviene per la Panettiere che della mamma drogata non mi frega nulla…Tra l’altro fare del personaggio della Panettiere una facile e stronza per essere stronza e non perché ha “mancanza di affetto” l’avrei preferito, insomma sarebbe stato più coraggioso.
    Boh vediamo come prosegue.

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  7. Liza ha scritto:

    E mi chiedo, è solo un mio problema o non si capisce una parola quando canta?

    “Mascara tears” si capiva perfettamente!

    Il pilot, atteso solo per Connie Britton, mi ha piacevolmente sorpresa, la canzone – e relativo montaggio – finale “If i didn’t know better” ha spazzato via ogni residua perplessità e, se sapranno bilanciare la parte on stage con la political-soap, Nashville rischia di essere il mio comfort food seriale di quest’inverno.

    E’ una mia idea o Sam Palladio è stato scelto anche per la sua somiglianza con Springsteen?

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  8. al di là della porzione soap che raschio via dalla mia attenzione, quello che mi interessa di nashville è il mondo della country music, che è una componente della cultura USA molto solida e sfaccettata. qui finora viene data una versione molto sintetica, con la contrapposizione tra la cantante affermata, le cui canzoni parlano di indipendenza femminile, di consapevolezza e la sgallettata che canta di ragazzine in fregola che piangono mascara e bevono vino; l’industria discografica che macina tutto in virtù dell’analisi dei dati; il piccolo locale/fucina dove nascono collaborazioni e si cercano le novità.
    una versione sintetica insomma ma per me abbastanza efficace e che promette bene. e poi soprattutto si vedono chitarre fantastiche e il grand ole opry!

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  9. Visto solo per la nostra Mrs Coach, mi è piaciuto, ne sono rimasta sorpresa.
    Come in quasi ogni pilot non tutto è perfetto, ma la sola nota veramente stonata (no pun intended) è hayden Panettiere, che è veramente incapace, e non ritengo sia neanche così popolare da giustificare un suo casting per ragioni tipo “acchiappare i gggiovani”.

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  10. E` vero, la Panettiere non riesce a creare empatia neanche a pagarla, ma a parte questo il pilot mi e` sembrato decisamente interessante. Bravissima come sempre la Britton, ma a parte questo trovo ci siano tutte le basi per uno sviluppo dei personaggi interessante. Spero proprio che gli ascolti vadano bene e che la serie continui in questa direzione e faccia qualcosa per rendere il personaggio di Ryana piu` musicalmente interessante. Se poi continuano a tirarmi fuori perle come If I Didn’t Know Better questa serie si assicurera` sicuramente un posto nella mia lista di visioni settimanali.

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