Sam Hunter Hunted

Hunted – 1×01 – Mort

Narra la leggenda che Hunted nasca sotto la buona stella di X-Files e non solo perché ideata da Frank Spotnitz, produttore e sceneggiatore della prima stagione di quella pietra angolare della serialità. Pare infatti che sia stata una conversazione con Gillian Anderson a far scattare la scintilla a Spotnitz, facendogli accettare la proposta di BBC One di lavorare in Europa. Prodotto in collaborazione con l’americana Cinemax, Hunted gode di una programmazione inglese in anteprima, seguita a distanza quindicinale da quella americana. Tanti nomi importanti, uno stuolo di produttori, un budget considerevole, il bollino di qualità BBC One: tutto promette bene, ma nel mondo dello spionaggio le cose possono finire molto male.

Vi rassicuro subito, niente minestre riscaldate o trame obsolete: pur poggiando solidamente sui canoni del genere, il pilota di Hunted promette di regalare una serie godibile a tutti gli amanti del genere spionaggio e non solo.  Il suo punto forte però non è certo lo spunto iniziale: Sam Hunter (andiamo sul letterale eh?) lavora per una società privata che fornisce prestazioni non ordinarie ai propri clienti. Spionaggio e intelligence per privati smaniosi di risolvere le loro faccenduole in maniera riservata. Poche sequenze e capiamo che Sam non è di certo l’ultima arrivata, anzi. Quando però si tratta di mettere ordine alle sue, di faccende private (ovvero la storia d’amore con un membro del suo team e un bimbo in arrivo), Sam capisce di essere stata tradita a suon di pallottole e si dilegua per oltre un anno, ferita nel corpo e nello spirito (consolati Sam, nessuno avrebbe mai puntato sulla sopravvivenza del tuo bimbo, date le premesse). A distanza di un anno ascetico passato a rafforzare la sua tempra e a rispolverare il suo passato con opportuni flashback (il solito pacchetto di misteri e traumi emotivi post uccisione della madre) la protagonista riappare come se nulla fosse al lavoro, con l’intenzione di stanare il traditore.

Il fatto che Melissa George abbia dei precedenti interpretativi in Alias sembra quasi un segno. O forse no, dato che pur condividendo lo stesso genere i due prodotti si posizionano a mille miglia l’uno dall’altro. Tanto era rutilante uno, tanto Hunted si dimostra asciutto, conciso, quasi freddo nell’approccio con lo spettatore. Tecnicamente è tutto da applausi, dalla fotografia alla regia, fino a nomi di peso nel casting (Adewale Akinnuoye-Agbaje da LostStephen Dillane che si guadagna di diritto il trono di personaggio più ambiguo e minaccioso del pilota, pun intended).
Lo sguardo però è estremamente distaccato e analitico; se da un lato giova al realismo dell’esperienza, rendendo credibile che quei personaggi lì facciano di lavoro le spie, dall’altro è molto estraniante. Estraniante al punto che in apertura si susseguono svariate scene d’azione, eppure si percepisce un’estrema lentezza a livello di ritmo. Questo il punto debole dell’episodio: come si può scivolare vicinissimo alla noia quando la protagonista schiva pallottole e stende mercenari?

Lasciando da parte le premesse poco innovative, le promesse sembrano ottime. Seguiremo Sam per altri 7 episodi (più seconda serie già confermata) alla ricerca del traditore e braccata anche sul lavoro di routine da un sicario che sappiamo già essersi interessato della sua fuga da Tangeri. Dei suoi compagni di team e del suo datore di lavoro sappiamo ancora poco, ma è lecito attendersi un gioco di pesi e di misure delicato e avvincente. O almeno, il fatto che il sospettato principale Adam (l’ex amante di Sam), sia già riuscito a ribaltare quasi totalmente la sua posizione  ci prova che la protagonista non gode di alcun vantaggio in termini di scrittura, ma è circondata da gente capace quanto lei di coprire le proprie tracce e sfruttare le debolezze altrui.

Hunted potrebbe facilmente rivelarsi un piccolo gioiello, a patto che il caso lavorativo e la ricerca del traditore si mantengano intriganti e l’approccio così spartano e realistico eviti in futuro certe grossolanità del pilota (il nascondiglio segreto con la finestra vista strada? Il nascondiglio a prova di spia nella casa d’infanzia?). Sicuramente è già da un must stagionale per chi ama le spy stories. Per tutti gli altri un’occhiata potrebbe non essere una cattiva idea, a patto che il ritmo e il montaggio non proprio incalzante e una gestione emozionale molto inglese delle vicende (molto non detto, dialoghi all’osso) siano nelle vostre corde.

 

  • L’intera serie è girata nelle rispettive location, senza sfruttare set costruiti in studi cinematografici. Questo significa aumentare le spese e i problemi logistici in modo considerevole, ma denota una voglia di far bene non comune.
  • Nel Regno Unito gira roba talmente buona che la critica ha avuto il coraggio di schifare pesantemente questo esordio, vedi qui e qui.
  • A giudicare dal primo titolo scelto per la serie, Morton, la parte di storia riguardante la madre di Sam e la casa sul lago torneranno alla ribalta.

 

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Elisa G.

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14 Comments

  1. A me questo primo episodio è piaciuto e mi ha invogliato a seguire la serie, anche se all’inizio ero un po’ spaesata; infatti mi sono detta “Mi sono abituata troppo alle serie americane dove ti spiegano tutto per filo e per segno come se fossi un bambino di tre anni”!

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  2. massimo alberti 12 ottobre 2012 at 16:25

    Da non appassionato di Spy, sarà lo stile inglese, sarà Melissa George ma mi è piaciuto l’intreccio che hanno creato.
    Ah ah, non avevo letto le critiche in inghilterra, ma in effetti il fatto che siano negative rende l’idea!!

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  3. Ero perplesso, ma me l’hai venduta.

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  4. Ho adorato questo pilota, la cosa che mi è piaciuta di più di questa ripresa televisiva without close competitors; se si mantiene su questi livelli diventa un must stagionale…

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  5. Il Guardian boccia praticamente qualsiasi cosa…

    Io mi sono sorbita anni e anni di Spooks eppure questo non mi ha convinta più di tanto.

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  6. Visto e l’ho trovato davvero davvero buono! Ho apprezzato moltissimo alcune sequenze d’azione proprio perchè “lente”, insomma non con le classiche inquadrature veloci, e in generale l’intero episodio viaggia su livelli altissimi.
    Mi aveva lasciata un po’ perplessa la protagonista, ma man mano che si avanzava nell’episodio devo dire che sono riuscita ad apprezzarla.
    OK anche per me

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  7. The Nameless One 14 ottobre 2012 at 08:11

    Adewale Akinnuoye-Agbaje è Simon Adebisi di OZ, ricordarlo per il suo ruolo in quella schifezza di lost sfiora la blasfemia :D
    Comunque un gran bel pilot, uno dei migliori per ora insieme a Last Resort, credo proprio che la seguirò.

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  8. Comunque il parallelo con Alias ci sta eccome.
    Anche l’agente Bristow cercava di scoprire la talpa nell’SD6 da sola contro tutti.
    Anche lei come Sam era una spia che continuava a lavorare nell’agenzia per stanare chi avesse ucciso sua madre
    La relazione con un collega idem come sopra..

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  9. Adebisi Lives 16 ottobre 2012 at 01:02

    Solo perchè vi è Adebisi in esso, auguro a questa serie vita più lunga possibile. Scott Handy sorpresa di giornata!

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  10. Visto il pilot e mi meravigliavo delle location che danno un senso cinematografico alla serie ( sembra che ne hanno speso di soldi….)Molto bello. Speriamo non si perda. Ottimo come sopra insieme a Last Resort ma aggiungerei anche Elementary, Watson è proprio “bellino”

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  11. Anche a me la serie sta piacendo.
    Il ritmo lento a la freddezza secondo me sono assolutamente un punto a favore. Più che rendermi distaccata dalla serie, mi fa entrare meglio nell’ottica dei protagonisti.

    Le mie critiche principali:
    – Le scene d’azione sono troppo acrobatiche ed irrealistiche. La cosa mi dà fastidio in un prodotto che, per il resto, sembra volersi prendere molto sul serio.
    – La prima metà del pilot in effetti è stata pallosina: un lungo riassuntone introduttivo del background della protagonista, che tra l’altro è parecchio trito e ritrito (in tutti i suoi passaggi). Ci vuole più di mezz’ora prima di iniziare a vedere qualcosa in più e capire qual’è la vera trama.

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  12. Ma non la recensite piu? Peccato

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  13. Ezechiele ha scritto:

    Ma non la recensite piu? Peccato

    sono venuta a controllare anche io XD
    comunque la serie è finita, se vorranno recensirla o meno si vedrà il prossimo autunno :)
    (è confermata una seconda stagione)

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  14. Mah, strano che Serialmente non l’ha recensita. Tra tante ca**te (senza offesa) questa ci stava tutta… vabbé a me è piaciuta, anche ora che mancano due puntate su Sky…. un po’ incasinata forse, ma si fa apprezzare. Le musiche poi sono bellissime.

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