Fringe 2

Fringe – 5×02 – In Absentia

“I don’t want him hoping he’ll see me again. I’ve seen that too many times, people waiting for people who never come home.”

Siamo giunti alla stagione finale di Fringe, e finalmente è tornata l’azione. Per quanto mi riguarda, il difetto maggiore della quarta stagione non è stato tanto il “disorientamento” dell’universo color ambra – anzi, era tutto sommato un pregio – quanto l’eccessiva staticità della trama, ancorata ai casi del giorno, che in Fringe hanno dettato legge troppo a lungo. Ironicamente, nell’oppressivo 2036 finalmente la trama orizzontale della serie si trova all’improvviso in piena libertà, svincolata – come è successo a Dollhouse nella seconda stagione – da una formula che non le ha mai realmente giovato. Questo sicuramente amplifica il senso di spiazzamento di molti fan della serie, abituati ad un set “familiare” e accogliente come il laboratorio di Walter, e sì, ai “casi Fringe”. Ma d’altronde lo spiazzamento è il pane quotidiano per Fringe e per i suoi personaggi, sballottati da sempre e con forza in realtà spazio/temporali differenti, alla costante ricerca di se stessi e degli altri.

Le prime due puntate di questa quinta stagione ci hanno offerto una straordinaria evoluzione delle tematiche portanti della serie, come il senso di famiglia, completato e potenziato in maniera sublime dalla presenza di Etta, ennesimo personaggio dall‘infanzia traumatica, staccata tragicamente dai propri genitori dal caotico e brutale corso degli eventi. Un ciclo di separazione che sembra ripetersi sadicamente e contro cui i personaggi provano in tutti i modi a lottare, oscillando tra la disperazione e la speranza. Etta è cresciuta in un mondo duro e indolente (uno scenario cyber-punk cupo e ottimamente realizzato), ha abbracciato la causa della resistenza ma assieme ad essa i suoi metodi spesso brutali. Ma per difendere l’umanità dalla tirannia degli Osservatori – scienziati insensibili e del tutto irrispettosi nei confronti della vita – bisogna innanzitutto difenderne i valori più alti e sani, anche nel corso della guerra, che altrimenti sarebbe del tutto vana.

“Where there’s a will, there’s a way.”

L’Unificatore di Pensieri recuperato nella scorsa puntata non sembra avere alcuna utilità su Walter, che quando lo indossa inizia a parlare in maniera sconnessa e persino in lingue diverse (svedese e portoghese, evidentemente imparate anni primi). Olivia allora suggerisce di cercare qualche annotazione del suo piano, qualche traccia che un genio come Walter era sempre solito lasciarsi alle spalle. L’obiettivo diventa dunque quello di tornare al vecchio laboratorio, missione resa difficile dalla presenza massiccia degli Osservatori, che cinque anni prima hanno preso possesso dell’intera Harvard, per motivi misteriosi. Ma Walter – che come Bell conosceva ogni anfratto di quel luogo – rivela la presenza di vecchi tunnel del vapore (Half-Life style), attraverso i quali giungono facilmente a destinazione (rischiando solo per un momento di beccarsi una forte vampata). Parte del laboratorio è ricoperto d’ambra, e Walter deduce di averla attivata per proteggere qualcosa, probabilmente la sua videocamera Betamax lasciata in bella vista proprio di fronte al punto di origine dell’ambra.

“Can’t you see what the Observers have brought? This is war… and we’re losing.”

L’arrivo improvviso del “Lealista” Gael Manfretti scombina le carte in tavola, portando l’episodio ad affrontare il tema della tortura e della pietà. Etta considera il lealisti come dei topi, dei ratti pronti a tutto per salvare la pelle, persino tradire i propri compagni e la propria razza. Per interrogarlo quindi, non si fa problemi ad usare il “Dispositivo Angelo” (Angel Device), un apparecchio originariamente inventato dagli Osservatori per allenarsi a viaggiare nel tempo, e in seguito usato dai Lealisti come arma di tortura, in grado di destabilizzare ogni atomo del corpo della vittima, portandolo ad invecchiare precocemente. Per Etta dunque è del tutto logico usare la stesa arma contro i Lealisti, servendosi di un principio equiparabile alla lex talionis” (del genere “occhio per occhio, dente per dente”). Gael è sicuro di stare per morire per mano della Resistenza, per cui fa come gli altri Lealisti e inizialmente si chiude nel silenzio, in attesa della – per lui inevitabile – sentenza. In Absentia è un termine usato nel diritto penale (in italiano tradotto con “Contumacia”) per descrivere una situazione dove l’imputato non si presenta all’udienza che lo riguarda.

“He’s not worth a single tear.”

Olivia scopre con sconcerto la facilità con la quale la figlia tortura il Lealista, e viene mossa subito da un senso di pietà verso l’uomo, venuto sul luogo semplicemente per dar dei tozzi di pane a delle colombe. Gael rivela ad Olivia di avere un figlio, e le chiede di avvertirlo della sua futura morte, per risparmiargli il dolore di aspettare e sperare vanamente in un suo ritorno a casa. Per Olivia queste parole risuonano con forza, e decide quindi di aiutarlo, convincendolo a collaborare in cambio del favore. Nel frattempo Walter viene comicamente (e ironicamente) mosso da un senso di pietà nei confronti di un suo vecchio lettore laserdisc, che rompe controvoglia al fine di costruire un laser in grado di scalfire l’ambra. Ma per fare funzionare il laser serve abbastanza energia, e con il generatore locale andato fuso, non resta che cercare di usare quello del vecchio edificio di scienze, diventato sede di strani esperimenti. Con l’aiuto di Gael, Peter ed Etta si camuffano da Lealisti (lei semplicemente con un finto tatuaggio sulla guancia, lui indossando anche la divisa di Gael) e accedono all’ala di scienze mediche (anche qui, Half Life all’ennesima potenza), dove Etta scorge la testa di Simon Foster, in una scena raccapricciante nel pieno stile della serie. Generalmente, quando in un telefilm vedi una testa mozzata (non che sia uno spettacolo così diffuso, dopotutto) puoi ragionevolmente dire addio al personaggio che l’ha persa (e magari versare qualche lacrima), ma trattandosi di Fringe la cosa non è affatto scontata, anche perché in qualche modo la testa di Simon sembra tenuta artificialmente in vita (chissà se anche il resto del corpo!). Non mi sorprenderei troppo di vederlo ricomparire più avanti, magari usato come possibile minaccia, e rimarrei fortemente deluso nel caso la sua storia fosse finita qui. Ipotesi improbabile, o almeno spero.

“It’s not that I don’t see what the Observers have brought, I do. But what concerns me more is what they’ve taken away.”

La puntata è incentrata sul confronto tra Olivia e Etta, che sembra inaugurare una stagione all’insegna del rapporto madre/figlia (a fare da perfetto contraltare al rapporto padre/figlio su cui erano incentrate le prime stagioni). Il personaggio di Olivia è stato sviluppato sensibilmente e ora trasmette (soprattutto grazie all’interpretazione della fantastica Torv) un “calore” tipicamente materno, e nei suoi occhi gli altri personaggi rilevano un grado di umanità sconcertante e rivelatore. Etta vi scorge prima semplicemente una “debolezza”, in seguito ne realizza un senso di pietà estremo verso tutto e tutti, e comprendendone il valore decide di liberare Gael, il quale a sua volta afferma di voler entrare combattere per la Resistenza, convinto da quegli stessi occhi che l’umanità – la “vera” umanità – è destinata alla vittoria.

Fringe ormai ha raggiunto un grado di maturità nell’analisi delle proprie tematiche davvero invidiabile. Molte serie hanno incentrato qualche puntata sul tema della tortura, ma davvero in poche lo hanno fatto con un tale spessore poetico, frutto di una maturazione stilistica che sembra aver trovato il proprio apice in questo 2036. Alla fine Peter ed Etta riescono a fornire l’energia necessaria all’uso del laser, tramite cui viene recuperata una videocassetta, la prima di una lunga serie, dove Walter – come un novello Pierre Changfornisce le prime istruzioni (pochissime in realtà) per sconfiggere gli Osservatori, dando il via ad una sorta di caccia al tesoro che potrebbe rivelarsi un artificio narrativo più o meno riuscito, a seconda di come verrà gestito.

In ogni caso questo Fringe mi piace un sacco. Ho sperato a lungo che la serie mettesse da parte la formula dei casi del giorno per concentrarsi semplicemente sulla trama orizzontale. I casi del giorno in questo senso sembrano essersi trasformati in “missioni del giorno”, e il risultato finora è decisamente riuscito. Spero solo che nel corso della stagione riescano a fare capolino i personaggi e le questioni irrisolte delle precedenti stagioni (William Bell su tutti, anche se ormai ho paura solo a nominarlo), anche se in tutto questo pesa la questione budget, al momento affrontata con maestria (gran parte della puntata è ambientata nel laboratorio di Walter, ma non sembra un riciclo di set e non si avverte una mancanza di azione). Spero che anche gli scettici della prima ora stiano incominciando ad apprezzare questo 2036 e soprattutto la scelta di ambientarvi la stagione conclusiva. Gli Osservatori rappresentano perfettamente la “scienza fredda”, senza cuore, mossa solo da un delirio di onnipotenza, che ha privato l’uomo dal contatto con la natura (Central Park cementificato, l’aria volutamente “sporcata”), con la musica, con la fantasia e il gioco, ma soprattutto con l’amore. E quindi la Resistenza ci appartiene, e gli ideali che devono proteggere i protagonisti di Fringe nel 2036 dobbiamo iniziare a proteggerli noi spettatori del 2012, diffondendoli al resto del mondo tramite i nostri gesti e le nostre azioni, persino con i nostri sguardi. Fringe porta con se un messaggio di speranza, e lo esprime attraverso personaggi splendidi, una grande famiglia con la quale risulta facilissimo entrare in sintonia, e alla quale sarà difficile dire addio.

 

 

Note:

– Tra botole e video-orientativi difettosi, in più occasioni mi sono tornate alla mente le prime stagioni di Lost.

– A proposito di Lost, Gael Manfretti è interpretato da Eric Lange (Radzinsky).

– Ad Astrid viene finalmente chiesto di fare qualcosa. La sua prima reazione è di gioia incontenibile.

Danilo Conti

Alias Dextha. Nato a Palermo, vive a Roma, perennemente distratto e con la testa tra le nuvole. Gli piace leggere e scrivere, ascoltare musica e vedere dozzine di film e serie tv. Ama il modo di fare televisione negli Stati Uniti, motivo per cui è costantemente "sintonizzato" oltreoceano. Ha scritto un romanzo di fantascienza, dal titolo Dio 2.0.

19 Comments

  1. Episodio davvero gradevole, prescindendo dalle solite trovate WTF nel corso dei quaranta minuti. Riflettendoci, però, la qualità di Fringe non dipende da questi dettagli: i personaggi, l’affetto nei loro confronti e l’empatia per quello che provano, sono la vera potenza della serie.

    (Note sparse: ho iniziato a giocare ad Half-Life IERI! La testa mozzata non è simbolo di morte sicura, vedi Prison Break. Anche se lì di fantascientifico c’erano solo le baggianate dalla S3 in poi…)

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  2. Ottimo Fringe, davvero impressionante.

    Ora sono in paranoia per quello che temo diventerà il videotape della settimana, prego che lo gestiscano bene.

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  3. Meraviglia. Sempre più ammiccamenti a Lost, sia nel cast che nei piccoli dettagli. Se continua così, potrebbe rivelarsi una delle migliori stagioni seriali di sempre (e ovviamente consacrare anche Fringe stessa come “una delle migliori serie di sempre”, se ce ne fosse ancora bisogno)- viceversa il rischio sputtanamento finale è dietro l’angolo, ma sono fiducioso negli autori. Se però penso al finale di Lost..

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  4. Boss ha scritto:

    ho iniziato a giocare ad Half-Life IERI!

    Bravo! Fai attenzione alle apparizioni del G-Man, che ti ricorderanno sicuramente quelle degli Osservatori! A proposito del primo Half Life, segnalo un interessante remake gratuito realizzato col motore grafico di Half Life 2 da un gruppo di talentuosi programmatori indipendenti, si chiama Black Mesa e potete scaricarlo dal sito omonimo (però mancano ancora i livelli finali).
    In questa puntata tra tunnel, laboratori e condotti di areazione sembrava davvero di stare in un livello di Half Life.

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  5. Fringe È la migliore serie di sempre, e leggendo questa recensione ho pianto.
    Non ho parole.
    Se non Grazie.

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  6. Psi ha scritto:

    Ottimo Fringe, davvero impressionante.
    Ora sono in paranoia per quello che temo diventerà il videotape della settimana, prego che lo gestiscano bene.

    Ahahah, lo volevo dire anch’io! Però temevo questo pure con la (pessima) quarta stagione di Prison Break, in cui dovevano cercare sei schede magnetiche. Se l’hanno evitato loro ci riuscirà anche Fringe, dai!
    Invece una cosa che apprezzo è la “citazione musicale della settimana”: prima gli Yazoo, ora i Moody Blues. Chi sarà il prossimo?

    Avevo notato subito la citazione della botola di Lost. Però quando ho visto la testa mozzata, ho subito pensato a Futurama!!!! E che dire di quando Walter inizia a parlare dome Yoda?

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  7. Il rischio caccia al tesoro è la prima cosa a cui ho pensato alla frase di Walter (quello registrato) “istruzioni suddivise su diversi videotape”, e in effetti ho provato il timore che gli ultimi episodi della stagione -e della serie in generale- potrebbero essere improntati su una struttura troppo semplicistica per rappresentare degnamente la conclusione che Fringe merita. Ma è subentrata subito la fiducia: Fringe è inciampato qualche volta, cadendo in strutture narrative non all’altezza della serie, ma si è sempre rialzata con orgoglio e ha ricominciato a mostrare le proprie qualità su più fronti, a partire dall’eccellente cast. Quindi sono convinta che anche questa volta possiamo sperare che il tutto sarà gestito magistralmente dagli autori.
    Per quanto riguarda la storia della testa mozzata spero anch’io non sia la fine dell’agente Foster (e Henry Ian Cusick), e se Fringe sceglierà di citare se stessa (oltre a Lost ;)) ci sono buone speranze che non lo sia: ricordate la “genesi” di Newton, come testa criogenata ricongiunta dai mutaforma al proprio corpo?
    Condivido anch’io il fuck yeah per questo Fringe nel 2036, attendo con ansia il prossimo episodio! :)

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  8. Io lo devo dire però: a me mancano, e tanto, le vicende legate ai “più universi”. Mi mancano i personaggi che bene o male abbiamo imparato ad apprezzare nelle scorse stagioni e mi manca soprattutto la trama in sè, Fringe ERA universi paralleli, piani temporali, persone speciali non si sa ancora bene per quale motivo (Peter).. ora sembra invece che sia tutto incentrato solamente sull’abbattimento di un nemico, seppur micidiale, come gli Observers.
    Detto ciò, puntate ottime e Anna Torv veramente strepitosa, le auguro davvero una fantastica carriera.

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  9. I riferimenti a Lost sono commoventi.

    E per quanto riguarda Simon Foster.. mi ricordo di un tizio che gli assomigliava parecchio che amava dire: “See you in another life brotha.”

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  10. …assolutamente ridicola la trama che sembra essere scritta di settimana in settimana,siamo passati da “il cervello di Walter è indispensabile” a “daiiii tutti possono partecipare alla caccia al tesoro”…
    Olivia è passata dalla più dura del gruppo alla più buona…quando??
    Adoro attori e personaggi…ma questo stravolgimento può creare solo mediocrità e distruzione!

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  11. Questa stagione per il momento è davvero poetica e commovente. Concordo in toto con la recensione e sto già piangendo pensando al finale… Quanto mi mancheranno i personaggi… Con tutti i difetti che molti spesso hanno sottolineato, è indubbio che una delle qualità principali di questa serie, se non LA qualità principale, è quella di aver saputo creare dei personaggi a cui è impossibile non affezionarsi, personaggi di una umanità incredibile ma allo stesso tempo pieni di sfaccettature. Personaggi che riescono a veder nascere un fiore anche tra le macerie. Insomma…vorrei dire che sono addirittura un modello di vita per noi, un modello improntato alla speranza e al desiderio di stare insieme come si può.
    PS se non ricordo male i glifi di questa puntata formavano la parola FAITH

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  12. doctorwho10th 12 ottobre 2012 at 19:57

    Radzinsky, le botole, il messaggio d’orientamento… settima stagione di Lost? A parte gli scherzi, gran bell’episodio, Fringe quest’anno non ha ancora sbagliato un colpo ed Etta è ormai un personaggio principale degno di essere chiamato tale.
    Bene, se Fringe si mantiene su questi livelli per tutta la stagione sarà indimenticabile. 5/5

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  13. Se magari andiamo avanti con la trama non è che mi dispiaccia…
    Comunque episodio discreto, meglio della Premiere.
    Però diamine se la CG sulla testa di Simon fa cagare sangue. :asd:

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  14. Mi sta piacendo questa stagione e non trovo i personaggi snaturati come sosteneva qualcuno, però condivido il fatto che sembra di guardare un’altra serie… alla fine, a livello narrativo, se dalle prime stagioni fossero passati direttamente a questa, saltando in tronco tutta la parte sul mondo parallelo, sarebbe stata la stessa cosa. E non è un bel segno.

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  15. Quoto la recensione, aggiungo solo quanto è stato divertente vedere Walter annuire al sé stesso della videocassetta. Un secondo episodio ai livelli eccellenti della première, ben poche serie possono permettersi altrettanto.

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  16. Io ho avuto modo di vedere anche la terza puntata e devo dire che le ottime impressioni stanno continuando, l’unica cosa che mi fa girare le scatole è che si sono dati una mossa solo all’ultima stagione, avessero scritto meglio la quarta stagione, adesso non mi troverei qui a intristirmi perché questa è l’ultima stagione.. :(

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  17. La recensione centra il punto, soprattutto quando parla dell’improvvisa libertà degli autori.
    Sono convinto che se non si fosse giocato al rinnovo / non rinnovo dell’ultimo secondo per anni, dovendo sempre prevedere di stare scrivendo l’ultima serie ma forse no, il livello qualitativo della precedente stagione e di quella prima ancora sarebbe stato più alto. Ora hanno la possibilità di scrivere sapendo di quante puntate possono disporre, sapendo di dover chiudere e senza minacce da parte della prouzione: la qualità del lavoro ne giova e anche molto.
    Detto ciò, siamo solo alla seconda (bellissima) puntata, quindi io aspetto a cantare il requiem degli universi parallelli, perché la soluzione di Walter potrebbe stare proprio lì.

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  18. Sono contenta che Fringe si sia ripreso, la quarta stagione purtroppo mi aveva dato da pensare.

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  19. Che dire … stupendo episodio !!!! :)

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