Elementary - 1x01 - Pilot

Elementary – 1×01 – Pilot

L’elefante nella stanza. Nel 2010 la BBC, la principale rete televisiva pubblica britannica, manda in onda una serie creata da Steven Moffat e Mark Gatiss intitolata Sherlock che racconta le avventure di uno Sherlock Holmes sorprendentemente fedele al canone letterario ma ambientate nella Londra dei giorni nostri. La serie ha un successo pazzesco. L’americana CBS prende nota. L’americana CBS propone a Moffat di farne un remake americano. Moffat rifiuta, l’americana CBS dice “ok”. E poi lo fa lo stesso.

Nasce così Elementary, ambientato nella New York dei giorni nostri, in cui Sherlock Holmes è un consultive detective inglese con la faccia di Jonny Lee Miller e John Watson si chiama Joan Watson, ha le tette ed è interpretata da Lucy Liu.

Ora, quando parliamo di Elementary, credo sia fondamentale mettere tutte le carte in tavola e sforzarsi di essere più obiettivi possibile. È vero e non c’è scusa al mondo che possa farmi sorvolare sul fatto che la CBS ha preso e fatto proprio, con uno sforzo immaginativo pressoché nullo, il format di una serie inglese di successo anche dopo che gli autori di quella serie avevano espressamente detto “preferiremmo di no” — allo stesso tempo, il fatto di conoscerne il retroscena non proprio edificante non fa automaticamente di Elementary una brutta serie, e nulla vieta che possa rivelarsi un’interpretazione altrettanto arguta del canone Sherlockiano e tirare fuori qualche idea interessante.

Insomma, è legittimo ritenersi personalmente vilipesi quando una serie che amiamo viene scopiazzata da un canale che non ha precisamente fatto dell’eleganza e della buona qualità il suo marchio di fabbrica (la CBS, per chi non fosse aggiornato sulla guerra tra bande che è la programmazione televisiva americana, è il network dei milleduecento procedurali tutti uguali e l’unico “big” che produce ancora comedy con le risate registrate), ma credo sia anche giusto mettere via per un attimo paraocchi & pregiudizi e dare a Elementary una possibilità.
A questo punto, se siete in grado di fare ciò, le domande che bisogna porsi sono tre:

  • è un buon telefilm?
  • offre una rilettura interessante del mito di Sherlock Holmes?
  • è una scopiazzatura di Sherlock?

Per comodità, la risposta è “no” a tutte e tre — ma prima di entrare nello specifico, per stemperare la tensione, vi mostro una buffa fanart sul tema “American Sherlock”.

In Elementary Sherlock Holmes è un ex tossico in riabilitazione, è inglese, si è trasferito a New York per cambiare aria e ha una mente geniale — cosa che capiamo dal fatto che quando lo incontriamo è intento a guardare contemporaneamente MOLTI TELEVISORI (coff coff The Man Who Fell to Earth, coff coff 1976) e che intuisce cose pazzesche grazie al più microscopico dei dettagli (sfiorando con disinvoltura l’assurdo, tipo indovinare quello che sta per dire il personaggio di un telefilm o il risultato di una partita di baseball dopo averne visto pochi secondi); Joan Watson è un ex chirurgo, e nell’economia del telefilm è la “sober companion” affidata ad Holmes, il che fornisce il pretesto perché i due vivano assieme per i prossimi 13 episodi.

Questo, per il momento, è tutto quello che la serie prende da Conan Doyle: i nomi e la professione dei due personaggi principali.

Elementary non è un ripoff di Sherlock della BBC per il semplice fatto che non ha quasi nulla a che fare nemmeno con lo Sherlock Holmes originale, cosa che forse farà tirare un sospiro di sollievo ai fan più accaniti di Moffatt (o di Conan Doyle) che già stavano preparando torce e forconi, ma che ci dà anche la prova definitiva della cattiva fede del progetto americano: Elementary è un procedurale assolutamente ordinario, un prodotto discreto — non confondiamo la cattiva fede con la cattiva fattura — per quanto privo di guizzi stilistici o narrativi (il caso della settimana è una cazzata paurosa, se volete il mio parere, ma io ho un noto problema con le trame dei procedural), imbocca con scioltezza tutti i passaggi fondamentali del genere (la strana coppia di sesso e caratteri opposti: check; il consulting detective dai modi di fare eccentrici: check; la polizia che un po’ si fida un po’ lo guarda storto: check; la tensione sessuale tra i protagonisti: incredibilmente non ancora) e non sarebbe cambiato di una virgola se i due protagonisti si fossero chiamati Smith e Fitzpatrick.

La CBS (e, sì, continuerò a identificare la CBS come unico responsabile del telefilm — l’oscuro prestanome chiamato Rob Doherty, che figura nei credits come “creatore”, è padre del progetto nella stessa misura in cui io sono il presidente del Napoli) invece ha deciso di chiamarli Holmes e Watson, spiegando tale scelta con un’urgenza impellente di “gettare uno sguardo contemporaneo sul mito di Sherlock Holmes”, quindi scusate ma devo chiederlo: dov’è questo sguardo? Nell’ambientazione newyorkese, nel cambio di sesso di Watson, nel mutato approccio verso il consumo di stupefacenti di Holmes (normale amministrazione a fine 800, oggi una stigma)?

A parte che, wow, un detective con un problema di dipendenza, dove potremmo aver mai visto una cosa simile, restiamo su Watson, il cui gender-swap è stato eletto, in mancanza d’altro, tratto caratterizzante della serie e viene sbandierato in giro come “una scelta coraggiosa”: col suo carattere sensibile e i piedi per terra che offre il giusto contrappeso alla freddezza e ai comportamenti stravaganti di Holmes, Joan è la spalla, il sidekick, quel personaggio odioso svuotato di qualunque ulteriore connotazione che si trova in ogni dannato procedural solo perché serve qualcuno con cui far parlare il protagonista affinché si capisca che è intelligente (guarda caso, è sempre una donna). La CBS si vanta di aver sovvertito un caposaldo dell’immaginario collettivo, ma per il ruolo a cui ha retrocesso Watson sarebbero andati benissimo anche un alieno, un robot o un cane parlante (quelle sì che sarebbero state scelte coraggiose, ma a quel punto il ripoff sarebbe stato di Doctor Who e non di Sherlock).

Pigro è l’aggettivo che meglio definisce Elementary, perché, no, non è un cattivo telefilm, ma ha una voglia di stupire che se l’è mangiata il gatto. A fotterlo è il contesto televisivo attuale, il fatto che ci siano là fuori sia riletture molto più sofisticate dell’universo di Conan Doyle, sia procedurali molto più interessanti. Vale come sempre la pena ricordare che stiamo giudicando il solo pilot e da qui a tre settimane tutto può cambiare (per esempio la serie può essere cancellata), ma per il momento il confronto è impietoso: cose come House o The Mentalist mi avevano fatto cascare la mascella, Elementary strappa al massimo un “però che bravo Jonny Lee Miller” (e io adoro sia Jonny Lee Miller che Lucy Liu, ma non vi chiederò mai di seguire una serie solo per loro).

Dovendo dare un giudizio, non posso esimermi dal considerare anche chi, nella sua piena facoltà di persona normale con dei valori e un istinto di conservazione, tutte queste menate, su un poliziesco, decide di non farsele. A tutti quelli a cui non importa di cercare il telefilm perfetto, a cui basta un procedurale con la strana coppia, ma Castle è troppo cazzone e su USA Network sono tutti froci, a quelli dico sì, Elementary può essere il telefilm che fa per voi.

Ma se invece frequentate Serialmente per un motivo, e quel motivo è che avete degli standard, mi spiace ma Elementary è bocciato.

Stiamo parlando di pilot e premiere anche su twitter, con l’hashtag #episodi01. Seguite @Serialmente(se siete parte di quei cattivi che ancora non lo fanno) e scriveteci cosa ne pensate!

Andrea D.

Ex artista, ex supereroe, ex allenatore dei Los Angeles Lakers. Scrive su Serialmente da parecchio tempo.

45 Comments

  1. Assolutamente insipido! Basta dire che ho visto la preview online un paio di settimane fa e già mi sono completamente dimenticato della storia! Come finiva???

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  2. Recensione OTTIMA. Complimentoni, Andrea.
    Il pilot, volendo si lascia anche guardare. Un prodotto medio, né meglio né peggio di tanti altri pilot di serie “simili”…
    Il problema, come scritto nella recensione, è proprio aver chiamato il protagonista “Sherlock Holmes” e il/la co-protagonista “Joan Watson”… così cambia proprio la prospettiva con cui si guarda al prodotto…
    Si fossero chiamati “Tizio Caio” e “Pinca Pallina”, anche lasciando il “background” british del protagonista, sì… sarebbe stato un pilot diverso di una serie diversa, ma diverso sarebbe stato anche il mio modo di pormi.
    Niente da fare, alla fine della visione, non si avverte nessuna necessità di chiamare i protagonisti “Sherlock Holmes” e “Joan Watson”. E detto con una punta di dispiacere, per me è il motivo per cui non continuare la visione di questa serie.

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  3. A me sembra che il problema fondamentale sia aver preso il personaggio di Sherlock Holmes e averlo totalmente snaturato, cioè averlo trasformato in un personaggio di un procedurale qualunque (e tra un attimo spiego il “qualunque”). Questo Elementary mi ha fatto schifo per 10.000 ragioni ma lo giudicherei con più tolleranza se non avesse trasformato Holmes in un idiota geniale che ha un sacco di illuminazioni e pochissime deduzioni. Paradossalmente (ma dico così solo per far finta di essere sorpreso) House e il primo The Mentalist sono molto più simili a Holmes del personaggio interpretato da Johnny Lee Miller, e infatti non sono procedurali qualunque ma molto riconoscibili e a loro modo affascinanti perché il gioco delle deduzioni funziona, con alti e bassi, come deve. Invece in Elementary dove non ci sono delle vere e proprie epifanie divine, la storia procede come nei procedurali qualunque, cioè per fatti, prove ed errori.

    Questo show avrebbe dovuto intitolarsi “Eccentrico investigatore ex drogato a New York e c’è anche Lucy Liu”, nel qual caso (a parte il magnifico titolo) uno avrebbe potuto dire, okay, sì, il solito procedural CBS ma c’è anche Lucy Liu per cui magari un paio di episodi me li guardo. Invece è così frustrante vedere il PERSONAGGIO maiuscolo di Sherlock, come dicono proprio gli americani, “dumbed down” che per me Elementary non merita niente.

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  4. insipido, esangue e pronto a prendersi sul serio tutto il santissimo tempo(la cosa che mi irritato più di tutte). Miller, ti si vuol bene ma questa serie non s’aveva da fare.

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  5. Quoto totalmente parola per parola e se devo aggiungere un mio commento personale dico solo che se la CBS avesse fatto la stessa cosa solo in un contesto classico vittoriano, forse avrebbe reso di più e gli avrebbe avitato moltissimi problemi sia di carattere legale sia con il pubblico.

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  6. premesso che non ho visto l’episodio, però mi par di capire che la mossa di chiamare i due protagonisti Holmes e Watson in pratica si ritorce contro a chi ha avuto questa brillante idea. Come hanno già sottolineato, magari senza dover sottostare a pesanti paragoni e confronti , sarebbe stata accettata di buon grado.

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  7. per me i suoi tentativi di copiare guy ritchie e i suoi FILM su sherlock holmes con certi guizzi registici, tristi tristi tentativi, sono la cosa peggiore di tutte.
    il resto come dici tu andrea è parte di un mondo, quello dei procedurali, che in america è talmente standardizzato che non vale nemmeno la pena perderci tempo: chiamiamolo davvero smith e fitzpatrick e risparmiamoci eventuali scoglionamenti.

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  8. Io non l’ ho visto e non ho mai avuto alcuna intenzione di farlo (pregiudizievole, sì, ma andiamo, con queste premesse, seriously?

    Però ho trovato la recensione davvero splendida, e spesso non è necessario aver visto l’argomento di cui si tratta per giudicare.

    Chapeau.

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  9. Grandissimo il doppio voto, eh eh! :D
    A me pareva chiaro dall’inizio che non si volesse copiare lo Sherlock inglese, perchè probabilmente la CBS ha aggiustato il tiro dopo che Moffat non gli ha concesso i diritti per far il remake americano.

    Quello che resta è un procedurale normale, che copia i nomi di Sherlock Holmes (e di conseguenza attira gli spettatori curiosi, gli ascolti lo dimostrano) e basta. Probabilmente anche quì avremo una Irene Adler, un Professor Moriarty, etc… Ma non centreranno nulla con l’originale!

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  10. Alberto ha scritto:

    Quello che resta è un procedurale normale, che copia i nomi di Sherlock Holmes (e di conseguenza attira gli spettatori curiosi, gli ascolti lo dimostrano) e basta. Probabilmente anche quì avremo una Irene Adler, un Professor Moriarty, etc… Ma non centreranno nulla con l’originale!

    E allora ci domandiamo…che senso ha questa serie?

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  11. Premetto che ho sempre amato Sherlock Holmes (quello “vero”), che mi è piaciuto molto il primo film di Guy Ritchie e quasi per niente il secondo e stranamente mi è piaciuto pure lo Sherlock di Moffat (più per gli attori che fanno Sherlock e Watson che per altro).

    Detto questo ammetto che l’unico motivo per cui ho guardato questo ep (e guarderò pure il prossimo) è che hanno scelto di dare le parti a Miller e la cara Lucy. Per quanto mi riguarda il problema non è tanto l’aver snaturato Sherlock, le scene ridicole come il dialogo del tf o della partita di baseball, l’aver fatto diventare donna Watson (così come non ho avuto problemi con la Starbuck di Moore), il contesto americano o altro. Il problema è che la trama era davvero poco ispirata, specie per un pilot. Omicidio di poca importanza, metodi non particolarmente geniali o originali, grosso modo nessun twist, niente insomma di interessante. L’unica particolarità è che i protagonisti si chiamano Holmes e Watson. Alla fine avrei accettato anche questa infelice serie di premesse e mancanza di originalità se la trama fosse stata almeno decente ma non lo è stata.

    Giusto per fare un paragone, ho di recente guardato i primi ep di Perception e pure se la serie ricorda mille altre cose (come questo Elementary del resto), le trame erano più curate, qualche twist inaspettato e un protagonista simpatico (anche se schizzato ed eccentrico come ormai va di moda fare).

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  12. Scott Pilgrim ha scritto:

    premesso che non ho visto l’episodio, però mi par di capire che la mossa di chiamare i due protagonisti Holmes e Watson in pratica si ritorce contro a chi ha avuto questa brillante idea.

    Alberto ha scritto:

    Quello che resta è un procedurale normale, che copia i nomi di Sherlock Holmes (e di conseguenza attira gli spettatori curiosi, gli ascolti lo dimostrano) e basta.

    il punto è questo, secondo me c’è una parte di pubblico che è incuriosita lo guarda, un’altra parte, più “sgamata” che lo guarda e poi si chiede che cazzo c’entri con Sherlock Holmes e dice BUUUH. però la parte sgamata è una netta minoranza, e alla fine per la CBS il gioco vale la candela: con noi stronzetti con gli occhialini che guardiamo millemila telefilm e facciamo le pulci a tutto ci fanno una figura di merda, ma con L’UOMO DELLA STRADA fanno i paperdollari.

    Alessia ha scritto:

    E allora ci domandiamo…che senso ha questa serie?

    il violino più piccolo del mondo.

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  13. Vorrei poter dire di essere sorpreso.
    Vabbè,torno ad aspettare la s3 di sherlock.

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  14. si vabbè, ma non è che sherlock ha inventato il genere ‘ci ispiriamo a conan doyle’, né il genere ‘prendiamo un personaggio letterario e spostiamolo in un altro contesto temporale’. è un genere in cui si esercitan tutti da anni, e quello gli è venuto particolarmente bene. punto.

    elementary è una cover di sherlock homes, una delle tante, una particolarmente adatta per il pubblico cbs a quell’ora lì [e si deve anche tener ben presente che un conto è scrivere sei ore di televisione ogni anno e mezzo, un conto è fare una serie tivì. altri sono i fattori di cui devi tener conto nello scriver trame e personaggi se hai la velleità di durare cinque/sei stagioni per una dozzina di episodi annui, minimo].

    quindi sì, è una cosa totalmente diversa, ma non fa schifo nel suo contesto se si smette di far paragoni con l’imparagonabile e lo giudica per quel che è. e non a caso negli usa ha ottime recensioni, ottimi rating ed anche chi non è convinto della serie sa comunque che andrà molto bene. poi magari i fatti li smentiranno, ma dovreste spiegarmi cosa dovrebbe fare uno che scrive serie tivì per un network se non il cercare di esser visto, e giudicato secondo quelli che sono i parametri della televisione.

    Rispondi

  15. ma il problema è che questo Holmes è solo un omonimo, a parte le api non ha niente di Doyle. Quando Holmes dice ” sometimes I hate when I’m right” viene solo voglia di prenderlo a sberle.
    Sulle recensioni degli Americani non mi fiderei nemmeno troppo: gli americani amano esaltare la roba di casa loro a volte anche e solo perchè di casa loro.

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  16. ho scaricato l’epispodio, ma da fan (beh oddio, dopo l’ultima puntata di DW…) di Moffat e dell’operazione Sherlock mi sento ora abbastanza cretino ad averlo fatto.
    guarderò comunque almeno il pilot di Elementary, sebbene i procedural mi piacciano solo se dati alla tv in chiaro perchè se li guardo significa che veramente in quel momento NON HO alternative, per i due protagonisti, che mi piacciono entrambi. anche se Lucy Liu in versione mite companion mi suona davvero come un campanello d’allarme

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  17. @cristiano

    Il punto evidenziato anche nella recensione è che Moffat può stare tranquillo: di suo non c’è nulla perché non c’è nulla di Sherlock Holmes e non intendo solo del personaggio in quanto tale. Come Moffat e Gatiss hanno correttamente evidenziato SH non ha dei “casi” da risolvere, lui ha delle “avventure” (così come enunciato in tutti i titoli dei racconti). Le storie che lo coinvolgono sono dei piccoli studi sull’essere umano che si fanno strada in un’atmosfera tra il grottesco e il meraviglioso che talvolta acquista accenti horror.

    Fai ben notare che la CBS ha bisogno di una serie potenzialmente spendibile per più stagioni ma se l’idea era quella di rifarsi a SH, e non sfruttare meramente l’attuale popolarità del personaggio conquistata dai meriti altrui, avrebbe potuto anche e solo semplicemente rifarsi allo Sherlock Holmes prodotto dalla Granada negli anni ’80: 41 episodi fedelissimi ai racconti con uno straordinario Jeremy Brett che per quel che mi riguarda, escluso Benedict Cumberbatch, *é* Sherlock Holmes.
    Insomma, con un attore capace come Lee Miller, un materiale di partenza dal fascino inesauribile, libero da copyright e già scritto in maniera brillante, avrebbe potuto ottenere un buon prodotto ma ha preferito una strada già percorsa da altre millemila serie. Scelta legittima, così come è legittimo riportare la disonestà di fondo dell’intera operazione e il risultato perfettamente dimenticabile.

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  18. Mah, a me molte cose hanno lasciato perplessa di questa puntata, concordo con tutto quello che è stato detto finora. Anche il caso di per sé mi è sembrato scialbo, e Sherlock che dovrebbe essere un “genio” non mi ha impressionato molto…Sherlock di solito scopre indizi che altrimenti la polizia non scoprirebbe, guardando ai casi da punti di vista diversi, mentre qui sul luogo del delitto semplicemente trova indizi che un qualsiasi poliziotto un attimo attento troverebbe, (a meno che non sia finito con un gruppo di incompetenti) la polizia guardandosi un attimo intorno avrebbe scoperto le stesse identiche cose che ha scoperto lui. Capisco che il pubblico è diverso, e la rete deve stare attenta a non scopiazzare Moffat e tutto, ma a questo Sherlock sembra proprio mancare quel qualcosa in più che Sherlock Holmes dovrebbe avere, almeno nella risoluzione dei casi.

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  19. MEH! su tutta la linea anche con questo pilot d’inizio autunno.

    Tanto valeva rivisitare la Signora in Giallo in chiave contemporanea che forse Lucy Liu faceva più bella figura.

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  20. Dato che, come i fan di Conan Doyle sapranno, la frase “Elementare, Watson” non è mai apparsa in nessuna avventura cartacea di Sherlock Holmes, e la CBS l’ha scelta come titolo, fin dall’inizio si poteva pensare che non sarebbe stata una trasposizione fedelissimissima! (L’altro giorno in libreria, però, ho visto una raccolta di racconti di SH intitolata proprio così e volevo andare a protestare col libraio, ma mi sono trattenuta!)
    Tra l’altro, non è nemmeno la prima volta che Watson è una donna, lo ha interpretato anche Joanne Woodward nel 1971!
    Anche, comunque, io sono del partito “tanto valeva chiamare i protagonisti Amilcare e Cesira”.

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  21. @ Bella Donna:
    se per questo c’era anche un telefilm per ragazzi che si chiamava “le avventure di shirley holmes”, ma gli concedo l’attenuante del telefilm per ragazzi, mentre da elementary per me di attenuanti ne meritano pochine.

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  22. Quoto tutto, parola per parola! Telefilm mediocre, ma mediocre proprio tanto, che però ha la presunzione di denominarsi film su Holmes e questo, da fan di Conan Doyle prima che di Moffat, non lo posso dimenticare.
    Poi comunque a parte tutto, il personaggio di lui è costruito proprio male! Non deduce un tubo ma googla, googla in continuazione, e poi la polizia fa cose talmente stupide del tentativo di farlo apparire geniale che persino io, non proprio una cima quando si tratta di scovare indizi, mi sono accorta del trucco.
    Spero venga cancellata perchè, davvero, sta roba è troppo schifosa pure per la CBS!

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  23. zG ha scritto:

    mi è piaciuto molto il primo film di Guy Ritchie

    Oddio io non son mica daccordo. Da fan di SH NON puoi dire una cosa del genere dai! Guy Ritchie sta a Sherlock Holmes come me medesima alla fisica quantistica. Aborro quel film che tutto è, meno che SH! Inguardabile! Preferisco Elemetary che mi ha lasciata tiepida e perplessa a quell’abomionio scarcassone! Scusate la mia veemenza, ma non ho MAI capito come i fans di SH potessero tollerare quell’action movie che non ha nulla a che fare con il personaggio creato da Conan Doyle. Se poi mi volete smentire e spiegare vi ascolto, so già che non mi convincerere, ma mai dire mai.
    Comunque ahimè concordo con la recensione, ma forse gli darò un’altra chance chissà, molto dipende se avrò tempo e sopratutto voglia.

    Rispondi

  24. [c]* ha scritto:

    si vabbè, ma non è che sherlock ha inventato il genere ‘ci ispiriamo a conan doyle’, né il genere ‘prendiamo un personaggio letterario e spostiamolo in un altro contesto temporale’. è un genere in cui si esercitan tutti da anni, e quello gli è venuto particolarmente bene. punto.

    elementary è una cover di sherlock homes, una delle tante, una particolarmente adatta per il pubblico cbs a quell’ora lì [e si deve anche tener ben presente che un conto è scrivere sei ore di televisione ogni anno e mezzo, un conto è fare una serie tivì. altri sono i fattori di cui devi tener conto nello scriver trame e personaggi se hai la velleità di durare cinque/sei stagioni per una dozzina di episodi annui, minimo].

    quindi sì, è una cosa totalmente diversa, ma non fa schifo nel suo contesto se si smette di far paragoni con l’imparagonabile e lo giudica per quel che è. e non a caso negli usa ha ottime recensioni, ottimi rating ed anche chi non è convinto della serie sa comunque che andrà molto bene. poi magari i fatti li smentiranno, ma dovreste spiegarmi cosa dovrebbe fare uno che scrive serie tivì per un network se non il cercare di esser visto, e giudicato secondo quelli che sono i parametri della televisione.

    Il tuo punto di vista è interessante, ma tu guardi la serie con l’occhio di chi sta “dentro” l’ambiente e che si preoccupa quindi del rating, del tipo di pubblico in relazione alla fascia oraria e cose simili, noi commentiamo da semplici spettatori/appassionati quindi il concetto di “è quello che deve essere, visto il network che lo produce e il pubblico cui è rivolto” per noi non va bene. Fosse per i lettori di Serialmente lo standard qualitativo minimo di una serie tv sarebbe Game of Thrones quindi è chiaro che il procedurale di cui puoi dedurre tutti gli sviluppi di trama mezz’ora prima a noi starà sempre (o quasi) sul cazzo. Questo poi ha l’aggravante di sfruttare lo stesso personaggio di una delle serie più amate degli ultimi anni quindi è chiaro che catalizzi le attenzioni negative dei “tv addicted”.
    Poi è anche vero, come tu stesso hai ripetuto più volte, che “noi” siamo irrilevanti ai fini delle statistiche e giustamente i grossi network ci ignorano bellamente, ma la cosa è reciproca: a noi delle strategie di mercato non ce ne frega nulla, vogliamo qualcosa di figo, innovativo, imprevedibile e la mediocrità (televisiva) verrà sempre massacrata su questi lidi.

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  25. AthanasiusPernath 4 ottobre 2012 at 05:19

    pemf.bolloso ha scritto:

    Poi è anche vero, come tu stesso hai ripetuto più volte, che “noi” siamo irrilevanti ai fini delle statistiche e giustamente i grossi network ci ignorano bellamente, ma la cosa è reciproca: a noi delle strategie di mercato non ce ne frega nulla, vogliamo qualcosa di figo, innovativo, imprevedibile e la mediocrità (televisiva) verrà sempre massacrata su questi lidi.

    92 minuti di fuck yeah

    Rispondi

  26. è la ragione per cui vi seguo.

    Rispondi

  27. Grimilde ha scritto:

    zG ha scritto:

    mi è piaciuto molto il primo film di Guy Ritchie

    Oddio io non son mica daccordo. Da fan di SH NON puoi dire una cosa del genere dai! Guy Ritchie sta a Sherlock Holmes come me medesima alla fisica quantistica. Aborro quel film che tutto è, meno che SH! Inguardabile! Preferisco Elemetary che mi ha lasciata tiepida e perplessa a quell’abomionio scarcassone! Scusate la mia veemenza, ma non ho MAI capito come i fans di SH potessero tollerare quell’action movie che non ha nulla a che fare con il personaggio creato da Conan Doyle. Se poi mi volete smentire e spiegare vi ascolto, so già che non mi convincerere, ma mai dire mai.
    Comunque ahimè concordo con la recensione, ma forse gli darò un’altra chance chissà, molto dipende se avrò tempo e sopratutto voglia.

    Cara Grimilde, come fai a non essere d’accordo su una non-opinione? :) Ho scritto che mi è piaciuto, non che fosse il miglior Sherlock mai visto. La premessa l’ho scritta proprio per rendere l’idea che pur amando il materiale originale, ho apprezzato anche altre scelte e “rivisitazioni”, nonostante le ovvie (e in alcuni casi discutibili) differenze. E questo aveva proprio l’obiettivo di non ridurre il mio commento ad un generico “sono fan di SH e questo NON è SH quindi è merda!” che è grosso modo il sentimento comune.

    Non voglio assolutamente convincerti di niente, anche perché anch’io so già che non riuscirei a farlo (oltre ad essere del tutto OT). Posso solo a dire (a mia discolpa :p) che (il primo) è un buon film, molto divertente, fracassone e (per alcuni troppo) action. Ma è fatto molto bene, girato molto bene, visivamente splendido (l’epoca vittoriana ha tutt’altro fascino rispetto alle londra/ny contemporanee) con una coppia di attori molto validi che riescono nel giro di 2 ore a trasmettere qualcosa e sembrare una coppia affiatata. E’ un popcorn movie, è vero, ma lo preferisco (di gran lunga) a questo pilot perché è obiettivamente un prodotto di tutt’altro livello ed ha contribuito (nel bene e nel male) a far ridiventare “di moda” a livello *globale* il mito di Sherlock Holmes (ben più della serie di Moffat, che rimane una mini inglese guardata solo dagli inglesi e pochi altri addicted come noi).

    Tornando ad Elementary, esistono diversi modi di analizzare un’operazione del genere, la fedeltà allo sherlock di doyle, il comportamento della cbs, i ratings, ecc.. Io preferisco in questo caso analizzare la trama dell’ep piuttosto che l’intera operazione. E per questo reputo Elem – al momento – del tutto trascurabile, proprio perché è apparso un procedural banale con una trama obiettivamente debole. L’ep va avanti senza mai sorprendere né mostrare Sherlock in una maniera che lo faccia apparire il genio che dovrebbe essere. Prendi un qualsiasi altro procedural o pg recente ispirato (in maniera più o meno velata) a SH, da house a monk, a psych, a mentalist e vedrai che – per ora – non si può preferire Elementary a NIENTE. :p

    Inoltre c’è molta più chimica tra RDJ e JL che non tra Miller e Liu. Il vantaggio di Elem è che ha dalla sua il tempo e tot ep per rimediare a questo (se non lo chiudono prima) fino ad arrivare all’inevitabile tensione sessuale (finora solo accennata nella ridicola scena iniziale).

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  28. Io volevo anche provare a scrivere un commento razionale su questa roba, ma la verità vera, l’unica e importante, è che in tutto l’episodio non si vede neanche un sopracciglio di Benedict Cumberbatch.

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  29. noiosissimo…e comunque nemmeno lontanamente paragonabile a castle.

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  30. doctorwho10th 4 ottobre 2012 at 13:29

    L’ho visto con l’intenzione di snobbarlo, ma a me l’episodio è piaciuto più che a sufficienza. Buoni i due interpreti principali ed il caso della settimana era solo da sfondo per le interazioni fra House, anzi, Sherlock (ma è praticamente House!) e Watson. Nulla di lontanamente paragonabile al piacere che lascia la serie BBC, ma è godibile, se non fanno troppi episodi probabilmente li vedrò tutti.

    Rispondi

  31. zG ha scritto:

    Cara Grimilde, come fai a non essere d’accordo su una non-opinione?

    Caro /cara zG a me la tua pare un’affermazione, ma se tu mi dici che è una non-opinioone va bene lo stesso anche perché temo tu abbia preso un po’ troppo seriosamente il mio commento che più che critico, credimi era genuinamnete stupito, magari troppo enfatico, ma è che non sentendo il tono di voce temo sia parso diverso da quello che in realtà voleva essere. E chiedo venia.

    Ho scritto che mi è piaciuto, non che fosse il miglior Sherlock mai visto.

    Sì, pure essendo palesemente rinco avevo compreso fidati, ma il mio stupore resta tale e quale (sempre genuino sia chiaro).

    La premessa l’ho scritta proprio per rendere l’idea che pur amando il materiale originale, ho apprezzato anche altre scelte e “rivisitazioni”, nonostante le ovvie (e in alcuni casi discutibili) differenze. E questo aveva proprio l’obiettivo di non ridurre il mio commento ad un generico “sono fan di SH e questo NON è SH quindi è merda!” che è grosso modo il sentimento comune.

    Avevo capito anche questo :D ( un genio incompreso sono!)

    Posso solo a dire (a mia discolpa :p) che (il primo) è un buon film, molto divertente, fracassone e (per alcuni troppo) action. Ma è fatto molto bene, girato molto bene, visivamente splendido (l’epoca vittoriana ha tutt’altro fascino rispetto alle londra/ny contemporanee) con una coppia di attori molto validi che riescono nel giro di 2 ore a trasmettere qualcosa e sembrare una coppia affiatata. E’ un popcorn movie, è vero, ma lo preferisco (di gran lunga) a questo pilot perché è obiettivamente un prodotto di tutt’altro livello ed ha contribuito (nel bene e nel male) a far ridiventare “di moda” a livello *globale* il mito di Sherlock Holmes (ben più della serie di Moffat, che rimane una mini inglese guardata solo dagli inglesi e pochi altri addicted come noi)

    Non c’è da discolparsi, ora non esageriamo. Io ad esempio l’ho trovato molto banele e noiso e neppure divertente e dire che amo gli action movie, ma probabilmente mi aspettavo altro, la delusione è prevalsa.

    Tornando ad Elementary, esistono diversi modi di analizzare un’operazione del genere, la fedeltà allo sherlock di doyle, il comportamento della cbs, i ratings, ecc.. Io preferisco in questo caso analizzare la trama dell’ep piuttosto che l’intera operazione. E per questo reputo Elem – al momento – del tutto trascurabile, proprio perché è apparso un procedural banale con una trama obiettivamente debole. L’ep va avanti senza mai sorprendere né mostrare Sherlock in una maniera che lo faccia apparire il genio che dovrebbe essere. Prendi un qualsiasi altro procedural o pg recente ispirato (in maniera più o meno velata) a SH, da house a monk, a psych, a mentalist e vedrai che – per ora – non si può preferire Elementary a NIENTE. :p

    Io non ho mai detto che sono entusiasta di Elementary solo che tra due non SH lo preferisco a quello di Ritchie ( e chiedo venia se sto andando ancora OT) regista molto sopravalutato a mio personale parere. Quindi, sì, io lo preferisco a niente che per me è il film citato ( dai sto scherzando è una battuta quella del niente, mò nun t’arrabbià )

    Inoltre c’è molta più chimica tra RDJ e JL che non tra Miller e Liu. Il vantaggio di Elem è che ha dalla sua il tempo e tot ep per rimediare a questo (se non lo chiudono prima) fino ad arrivare all’inevitabile tensione sessuale (finora solo accennata nella ridicola scena iniziale).

    Della chimica francamente me ne infischio è l’ultima cosa che mi potrebbe mai interessare in un prodotto riguardante SH ;)
    Comunque grazie della risposta articolata e ben argomentata. Mi ha fatto comunque piacere leggerla :)

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  32. Thiliol ha scritto:

    Spero venga cancellata perchè, davvero, sta roba è troppo schifosa pure per la CBS!

    Ok, non ho visto elementary, e non so se lo vedrò, ma visto che la CBS produce la mia serie preferita, ossia TGW, volevo solo dire che i grandi network non producono solo schifezze o serie commerciali/facili/banali

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  33. Diciamo che in media la CBS non sforna proprio grandi cose, poi l’eccezione può sempre esserci

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  34. @ donatella, @ Thiliol: la CBS non è la HBO, è un canale generalista che va per gli ascolti stratosferici anche a costo di livellare qualunque prodotto (o di produrlo già livellato). non disdegna il telefilm di qualità, come appunto The Good Wife, ma non si può proprio dire che se lo vada a cercare.

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  35. The Real Folk Blues 5 ottobre 2012 at 22:37

    La prima stagione di Sherlock è andata in onda nel 2010. ;)

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  36. hai ragionissima, grazie, ho corretto la svista (e anche un’altra che per fortuna nessuno aveva ancora notato)

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  37. Concordo con la recensione e con le critiche già fatte da altri.
    E’ un procedurale e come tale è uguale ad altri mille, senza infamia e senza lode.
    Sherlock Holmes è un’altro uomo, un’altra persona, diversa, non questo qui.
    Il nome viene solo usato come amo.

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  38. @ roxy:
    roxy ha scritto:

    noiosissimo…e comunque nemmeno lontanamente paragonabile a castle.

    FINALMENTE! Lo so che qui a Serialmente Castle non ha molto appeal, ma io da Castle-fan addicted (mi sveglierò alle 4 stanotte per vedere la puntata in diretta…) concordo che non è lontanamente paragonabile…..anche se Castle è un pò cazzone, lo ammetto, ma è troppo adorabile!!
    W Castle M Elementary (si, lo so, non sto più alle elementari, ma dovevo scriverlo!)

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  39. @ su_swad: ma no, per carità, “cazzone” era inteso come “approccio leggero, allegro, tendente alla commedia”, in contrapposizione con il piglio drammatico (quasi tragico) di cose come The Mentalist o CSI. non voleva essere un giudizio negativo nei confronti di Castle, che per il suo genere è un prodotto assolutamente ok. tra l’altro, noi qui si vorrebbe bene a Nathan Fillion anche se facesse la pubblicità del Dixan.

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  40. Andrea D. ha scritto:

    @ su_swad: ma no, per carità, “cazzone” era inteso come “approccio leggero, allegro, tendente alla commedia…..

    Tranquillo, avevo capito anche la prima volta…..
    P.S. Domani sera guardo con mio marito Sherlock 2×01…..lui non sopporta i sottotitoli e visto che Sherlock gli piaceva molto, per ammmore ho aspettato un anno e ora lo possimao vedere insieme in italiano. Non vedo l’ora di vedere la versione Moffatt di Irene Adler

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  41. Sherlock con un vistoso tatuaggio a colori, un trentenne che dal punto di vista economico è del tutto dipendente dal portafoglio di un papino preoccupato ma incapace di farsi ascoltare dal figlio e riportarlo sulla buona strada.. già dopo aver assimilato questi dati, avrò inconsciamente inarcato sopraccioglio rivolgendo allo schermo del computer uno sguardo scettico che si è mantenuto pressocché inalterato per praticamente cinquanta minuti.
    Perché – giusto per stupirci con qualcosa di nuovo e inaspettato – a quanto pare questo signor Holmes ha tutto il diritto d’essere così preoccupato per Sherlock, dal momento che ha alle sue spalle vari, torbidi precedenti, tra cui abuso di droghe e una serie di situazioni compromettenti in cui si era ficcato a causa di una donna.
    Ora. Se nella CBS c’è qualcuno che ha mai sfogliato anche uno solo dei libri di Conan Doyle, batta un colpo.
    Sherlock Holmes non permetterebbe mai ai suoi sentimenti di travolgerlo in questo modo (né si schianterebbe contro la macchina di un presunto assassino giusto perché non ci sono prove che lo incolpino e “non sa come gestire l’ira”) e non vedo perché, in che modo, potrebbe mai farsi sfuggire di mano il suo ben noto rapporto con la cocaina, dal momento che per la sua mente la droga è un modo come un altro per ribellarsi all’inerzia, sfuggire alla banalità, alla quotidianità delle cose, rimedio artificiale a cui si affida in mancanza di altri stimoli.

    E questo era il primo punto della lunga lista di motivi per i quali sono propensa a ritenere questa serie televisiva sia – voglio essere gentile – uno scempio.
    Prendiamo ad esempio “Sherlock”: la serie è permeata da allusioni ai libri, battute adattate al un contesto moderno, e la sardonica ironia di Sherlock, l’ammirazione che Watson prova nei confronti della sua capacità di deduzione, il rapporto tra i due, sono slo alcuni degli elementi he caratterizzano i personaggi originali e che,senza cadere nella banalità, sono riusciti a rispecchiare pienamente.
    In Elementary in vece sembrano una coppia di complessati che per una serie di ragioni assolutamente forzate si sono ritrovati a condividere l’appartamento, ai quali hanno semplicemente deciso di affibiar gli stessi nomi che Doyle diede ai suoi personaggi,ma come è già stato fatto notare, non hanno nulla in comune con gli originali.
    Preferirei non scadere nella volgarità, quindi questo è quanto.

    Rispondi

  42. [...] http://www.serialmente.com/2012/10/03/elementary-cbs-1×01-pilot/ Concordo, Elementary è un remake di Sherlock Holmes di cui si poteva benissimo fare a meno. Sherlock di Moffat ha già esplorato la possibilità di uno Sherlock contemporaneo, quindi che necessità c’era di farne un altro? Ambientato a New York, per di più! E non basta che lo Sherlock di Elementary sia inglese, strapparlo da Londra lo priva di una serie di conoscenze che erano legate all’Inghilterra. Non ha proprio senso. Watson donna sembra essere stata messa lì giusto per attirare spettatori, non aggiunge nè toglie niente alla serie. Tutto sommato, è una serie che dice “guardami, sono rivoluzionaria!”, quando in realtà spogliata dell’eredità di Conan Doyle (e Moffat) non le rimane nulla. [...]

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  43. Parlo da “UOMO DELLA STRADA” che fa fare i paperdollari….A me è piaciuto il Pilot e anche la seconda puntata.
    Premetto che non sono un accanito “serialmente” che ormai non vede più con un occhi aperti ma ,appunto, con gli “occhialini” e vi dico che è interessante e potrebbe esserlo per molti altri comuni mortali. Ciao a tutti!

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  44. Fosse uscito prima di Sherlock , le valutazioni sarebbero ben diverse … ma ahimè , la linea temporale non si può cambiare ( Cit . Bishop Walter XD ).
    Detto ciò …… a mio ” modesterrimo ” parere la serie rimane comunque un prodotto confezionato in maniera più che dignitosa , con una capacità recitativa corale sopra la media ed una “furberrima” scelta di trans-formare Watson in “Watsona” con conseguente possibilità di aggiungere ad aggettivi come simbiotico, umanizzante, vitalizzante, calmante, dosante mirabolante, ,ecc per definire il rapporto tra i due …. anche “amorososessuale”. (- il tutto ancora non è definito ma sarà uno degli elementi di traino dela serie , smart is the new sexy ” dopotutto – ).
    Senza dilungarmi nella struttura delle puntate che sono quanto di più classico un procedurale possa offrire ; la serie è infatti arrivata alla midseason senza spunti che possano far gridare al miracolo stilistico e con un rapporto Holmes/Watson, ancora in fase di definizione , tuttavia l’ottima interpretazione di Miller e Lucy Liu ( <3 ) mi hanno fatto affezionare alla serie. Mi sento quindi tranquillamente di promuovere la serie , poi come si fà per i videogame , chi non ha visto sherlock aggiunga un voto in più .. XD

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  45. Per quanto mi riguarda, questa serie tv è un toccasana!
    Elementary, nuovo spauracchio delle case farmaceutiche produttrici di ipnotici,ansiolitici e antidepressivi, riesce a condurmi nella fase Rem senza neanche passare per lo stato di dormiveglia.

    Non so se ne devo ricercare le cause nella vacua monoespressività di Lucy Liu (che un po’ ricorda me quando mi ostinavo a guardare Lost ma anche quella di una mucca che guarda i treni passare), nel fatto che siano riusciti a rendere il suo personaggio poco incisivo e decisamente in ultimo piano (da donnina, aggiungo anche che: Lucy mia bella, la scelta di calzare zeppe mastodontiche malcela per non dire evidenzia, le tue zampette tozze e la conseguente camminata da nerboruta drag queen), nella micidiale noia dei plot o nella banalissa scelta di regia, fotografia e colonna sonora… Fatto sta, che io metto su una puntata e dopo 10 minuti dormo come un cucciolo.

    Una volta in particolare, decisi di voler tenere testa ad una puntata intera senza cedere alle calde braccia di Morfeo. Ho impiegato 3 giorni per riuscire nell’intento, ed ho perso del tempo prezioso che non riavrò più indietro.
    Detto cio’,
    spero vivamente che la serie venga rinnovata in eterno!
    Anche perchè, quando la sera mi trovero’ a guardare l’ennesima puntata di quel fucking masterpiece che è SHERLOCK, necessitero’ di avere a portata di mano “30 goccette di Elementary” per smorzare l’entusiasmo adolescenziale e farmi le mie otto ore di meritato sonno.

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