Doctor-Who-7x03-A-Town-Called-Mercy1

Doctor Who – 7×03 – A Town Called Mercy

Voglio chiarire subito una cosa nell’incipit al il mio primo recap di sempre del Doctor Who: se camminando per Roma dovessi mai imbattermi in una cabina blu abbandonata in mezzo alla strada io nel dubbio ci entro. Potrei ritrovarmi dentro un vespasiano otturato – non perché la cosa mi sia già capitata prima d’ora, sia chiaro – ma lo farei comunque. Una cabina blu e io nel dubbio entro. Non si sa mai. E con questo direi che possiamo archiviare l’argomento “sono un fan del Doctor Who e sono molto emozionato di poterne scrivere finalmente!” e proseguire nel nostro discorso.
Dicevamo? Ah sì, il Dottore si ritrova nel far west, indossa uno stetson e fa lo sceriffo. Win.

A Town Called Mercy

Scritto da Toby Whithouse. Diretto da Saul Metzstein.

Per la scarsa precisione per cui è conosciuto, il nostro Time Lord preferito si ritrova con Amy e Rory al seguito nell’America post guerra di secessione a pochi passi dalla cittadina di Mercy, assediata dal misterioso cyborg soprannominato Gunslinger intenzionato a uccidere un certo dottore alieno. Unica difesa attorno alla città è la linea di demarcazione disegnata con sassi e tronchi sul perimetro esterno, al di là della quale si rischia di finire impallinati senza troppi convenevoli. Ma il nostro Dottore non è affatto il dottore che il Gunslinger vuole far fuori: si tratta infatti di un secondo dottore alieno, Kahler-Jex, rifugiatosi nella piccola e isolata Mercy dove finora ha fermato un’epidemia di colera e introdotto l’elettricità. Presto però il nostro Dottore scoprirà che gli intenti del Gunslinger sono motivati da qualcosa di ben diverso che la spietata crudeltà: Jex è un ex-criminale di guerra, l’ultimo ancora in vita dei responsabili di esperimenti sulla popolazione che hanno dato vita a un esercito di cyber soldati. Il Gunslinger è un cyborg che si è riappropriato della propria coscienza e che ha deciso di votare l’esistenza a vendicarsi del torto subito. Sconvolto dalla notizia, il Dottore getta Jex fuori dalla zona protetta e solo Amy riesce a farlo rinsavire ricordandogli che il principio de “l’occhio per occhio” non è né sarà mai vera giustizia. Purtroppo a rimetterci le penne è lo sceriffo della città, l’unico abitante di Mercy disposto a proteggere ad ogni costo Jex. Grazie al sacrificio dello sceriffo il Dottore si decide finalmente a mettere in atto un piano per salvare il dottore con la d minuscola e con l’aiuto di tutta Mercy riesce a fargli raggiungere la sua navicella. Jex però sceglie di sacrificarsi ed espiare le proprie colpe autodistruggendo assieme alla sua astronave. Al Gunslinger senza più alcuna ragione di vita il Dottore assegna un ultimo compito: difendere la cittadina di Mercy, essere il suo nuovo (immortale?) sceriffo.

Scritto da Toby Whithouse, creatore di Being Human e già autore di vari episodi del Doctor Who di cui ultimo in ordine temporale è il meraviglioso The God Complex, A Town Called Mercy è probabilmente il miglior episodio tra i tre finora offerti quest’anno, nonché forse uno dei migliori standalone dell’era Moffat. Ed è abbastanza rassicurante vedere una seconda ottima puntata dopo una premiere che personalmente ho trovato poco entusiasmante e coinvolgente, in cui ho percepito più automatismi che vitalità narrativa.
Detto questo l’episodio appare ben riuscito sotto molti aspetti. Come puro intrattenimento ci regala scene e battute davvero memorabili (alzi la mano chi vuole Susan come nuova companion del Dottore), per la trama orizzontale offre nuovi conflitti e infine propone spunti di riflessione su colpa, vendetta, giustizia e redenzione. Whithouse si sbizzarrisce inserendo una valanga di citazioni del genere western e forse suggerendo questioni storiche statunitensi non così banali (è un mio azzardo interpretativo o la “caccia ai nazisti espatriati nel dopoguerra” è un riferimento diretto?). Ma l’elemento più importante e seriale che si delinea con sempre maggiore chiarezza è il fil rouge di indizi e sottotrame sviluppate in vista dell’esplosione finale di metà stagione: la solitudine che pesa sul Dottore (già analizzata più volte nella gestione Davies nonché problema posto nelle ultime puntate della sesta stagione) e l’inadeguatezza crescente dei Pond, àncora morale del Dottore eppure sempre più dilaniati dal condurre questa doppia vita. A quanto pare infatti i viaggi insieme al Signore del Tempo si sono fatti più brevi e meno frequenti. Certo resta l’affetto a legare il Dottore ad Amy e Rory, ma come sappiamo bene quello del companion è un ruolo che non si può giocare a lungo nel corso di una vita umana, e i coniugi Pond sembrano iniziare a prenderne coscienza in maniera molto più profonda di quanto successo in The God Complex.
Toby Whithouse è ormai pienamente a suo agio col personaggio del Dottore e con il suo materiale Matt Smith brilla per follia che per umanità insieme. Ed è per questo che nonostante mi auguri che la gestione Moffat continui ancora anni e anni non mi dispiacerebbe vedere una prossima gestione guidata dal bravo Whithouse, al momento uno dei pochi showrunner inglesi in grado di gestire il Dottore e di dargli un’impronta personale ma allo stesso tempo nuova e rigenerante.

In conclusione A Town Called Mercy è promosso a pienissimi voti. Geronimo.

Note:

  • l’episodio è stato tra i primi a essere prodotto della stagione assieme al precedente, ed è il primo a tematica western della serie dopo The Gunsfighter del 1966;
  • ancora uova, ancora lampadine che non funzionano bene e ancora riferimenti al Natale: Moffat, i see what you did there.

Giovanni Di Giamberardino

Giovanni Di Giamberardino nasce qualche tempo fa da qualche parte. Da tempo complotta per la conquista del mondo e la distruzione dell’umanità. Come se non lo facesse nessuno nel mondo pure lui ha scritto un romanzo, che comunque nessuno ha letto.

43 Comments

  1. Puntata intensissima e cupa, non ne vedevo una così da Water of Mars! Il Dottore viene costretto a guardarsi allo specchio e il vedere qualcuno che ha fatto più o meno ciò che ha fatto lui sterminando il suo pianeta lo fa infuriare, ma la rabbia sembrava rivolta più a se stesso che a Jex. Amy sembra sconvolta dal lato oscuro del Dottore che invece noi conosciamo bene ed è proprio la companion a fermarlo, come era avvenuto anche in The Runaway Bride… ma il viaggiare da solo non fa che rendere il Dottore sempre più cupo e “pericoloso” e infatti è proprio in The Water of Mars che avevamo visto cosa per fortuna in questo episodio non è successo. Bello, davvero molto bello questo scavare ancora nell’anima del nostro Time Lord preferito (e specco, data la natura “clownesca” di Eleven ce ne dimentichiamo) inoltre si fa un altro passo avanti verso l’addio dei Pond.
    Withehouse è un grande, lo dimostra anche qui, ci sono degli scambi bellissimi, inoltre c’è stata una splendida regia e una musica fantastica, complimenti al regista e al nostro Murray Gold, qui ha sfornato un paio di track niente male!

    Rispondi

  2. Bellissimo episodio (Il modo in cui hai iniziato la recensione, con la cabina blu a Roma, è delizioso! XD) Personalmente, tra The God Complex e questo preferisco il primo, che mi ha fatta emozionare tantissimo. Questo non mi ha suscitato la stessa reazione emotiva, ma è altrettanto profondo e perfetto nella trattazione del tema che, secondo me, domina la stagione: la complessità del Dottore, il conflitto tra protettore e guaritore VS guerriero. (Il Dottore alieno non era che uno specchio del Dottore nostro)
    Matt Smith è veramente perfetto, sia nelle parti drammatiche che in quelle più comiche. Lo stuzzicadenti! XDDD

    Rispondi

  3. Episodio davvero bello, ammetto che quando ho visto a giugno il trailer di BBC America della settima stagione era proprio questa la puntata che attendevo di più per l’ambientazione western. Ed il Dottore si inserisce benissimo. Belle le tematiche, ottimo lo sviluppo ed un finale piacevole, sia per la fine del dottore alieno (giusta secondo me) che per il cyborg sceriffo. C’erano parecchie battute che mi sono piaciute, se poi penso che adoro Amy e Rory come compagni del dottore non so, mi viene da apprezzare ancora di più la puntata.
    Chi ha avuto l’idea di fare cinque episodi e poi una pausa fino a Natale per riprendere nel 2013?

    Rispondi

  4. Si nota anche un certo ricorrere dei momenti di ira del Dottore. Collegati alla solitudine citata in recensione o a qualcosa di più profondo?
    Io credo che non sarà un caso se in questa stagione l’ira del Dottore diventerà qualcosa da temere anche per chi gli sta vicino.

    Puntata molto carina nel complesso, un pelo scontata e con poco utilizzo dei Pond, ma divertente da vedere con il Dottore molto schizzato nei panni di uno sceriffo del West.

    Cheers

    Rispondi

  5. Purtroppo ho trovato l’episodio discontinuo e altalenante nel risultato. Dico purtroppo perché Whithouse è uno dei miei autori preferiti e l’unico che vedo non solo all’altezza di prendere il posto – il più tardi possibile – di Moffat ma anche di lasciare il segno con un “suo” Dottore. E peccato anche perché le tematiche, identità, scelte morali, espiazione, sono proprio i temi cari a Whithouse.
    Alcune scene molto belle, setting splendido e Amy sempre più il “dottore” della situazione.

    Rispondi

  6. Usti, abbiam scelto bene la divisione dell’episodi… :-) A me non ha detto molto, lo piazzo più o meno all’altezza di “The Vampires of Venice” e sicuramente non come “The God Complex”. Ottimo soggetto, ottima ambientazione, ottimi personaggi, ma sceneggiatura altalenante.

    Meglio così! :-)

    Rispondi

  7. Ottima recensione :)
    Per molti il fatto che il dottore puntasse una pistola contro jex è sembrato una marcia indietro. Io l’ho trovato coerente con la fase che sta attraversando. In più il Dottore non ha la pretesa di essere buono quanto di essere giusto!
    Il problema sorge quando da giusto diventa giustiziere come in questo caso.

    Rispondi

  8. Eleven13+centric 19 settembre 2012 at 14:50

    Idem. :D In sintesi: L’intreccio non ha dato assolutamente giustizia all’ambientazione.

    Forse è mancato un po’ di coraggio nello script. Se Jex non si fosse suicidato e il Dr avesse dovuto mettere in discussione davvero la sua responsabilità morale? Solo per *iniziare*… invece Jex si suicida, le posizioni sono piatte, le scene asettiche ed i dilemmi interiori invisibili e.. la mia mascella fa crick :D

    Il parallelo Jex/Dottore è un **po’** forzato giù in gola troppe volte. Per essere gentili: non siamo disattenti non so in being human ma in dw la gente conta lucine e uova ormai! figuriamoci queste cose come parallelismi lampanti! Per dire eh :D

    Per me la scena ‘ti trascino via nella sabbia perché mi assomigli tanto’ è stata.. di nuovo, blanda. Se si fosse passati dai files incriminanti dentro la nave-uova al Dottore che senza spiegazioni agli altri trascinava Jex con furia la scena forse ne avrebbe giovato. Poco convincente il dilemma atavico del Dottore: se c’era l’intenzione di tornare sullo stesso punto (la solitudine irrigidisce e impoverisce la sua visione) perché poi non dire assolutamente niente di nuovo? So di valutare questa storia con un criterio molto più ‘alto’ che nel precedente ep ma qui la storia pretendeva forse di trascinarci in un cupo (? ^^’) dilemma morale dunque i criteri *erano* un po’ diversi…

    Ponds appunto usati quasi zero o male. Anche l’ipotesi che i due finali siano Ponds al cubo non conta :) Dunque perché non dare loro, visto che gli altri personaggi sullo sfondo erano spessi come la carta velina, stimoli e posizioni stratificate su Jex/Doc piuttosto che un blando save us all/we have to be better? Ripeto: dal momento che la storia si piccava di essere seria (non nei cliché del genere ma) nella sezione dedicata a Jex (war crimes, second chances, ‘the fact that i’m both bewilders you’ etc)..

    L’unico pezzo in cui ho sorriso è stato sulla bustina del tè :D Boooooo a Whithouse, con una lacrimuccia!

    Rispondi

  9. AH ecco non l’ho notato solo io che come arriva il Dottore le lampadine cominciano a sfarfallare… sarà un segno?
    Lo scopriremo solo vivendo. (Alle uova però non avevo fatto caso..)
    Cooomunque episodio strapromosso, dialoghi strafighi, Susan for president, bel messaggio di fondo “violence doesn’t end violence” e tante altre belle cose.
    Rory è vivo da tre puntate di fila, non ci posso credere, e a proposito, non vedo l’ora di Rory in mutande settimana prossima.
    P.s. Solo io su “I wear a stetson now” ho sentito la mancanza di River che gli sparava al cappello?

    Rispondi

  10. “è probabilmente il miglior episodio tra i tre finora offerti quest’anno, nonché forse uno dei migliori standalone dell’era Moffat.” Seriously?!?!
    Si è stata una puntata carina,ma non esageriamo..io sinceramente l’ho trovata un pò banale, niente a che vedere con Blink o Silence in the Library!

    Rispondi

  11. Scenografie e costumi fantastici, storia (d’accordo con Mara) altalenante, ma – come dici bene, Giovanni – momenti fondamentali per capire il dottore molto più dark di quest’anno e la sua relazione coi Pond. Citazione di Westworld (Il mondo dei robot, Michael Crichton) e praterie secondo me un po’ sacrificate per due personaggi troppo stereotipati come il dottore alieno e il cyborg vendicativo, tipo che ci saranno almeno dieci episodi di Star Trek che trattano l’argomento e lo fanno meglio. La stagione non mi dispiace ma l’unico che sa scrivere episodi davvero bambini/adulti è Moffat mentre Chibnall la settimana scorsa (coi dinosauri) e Whitouse questa settimana mettono su uno spettacolo divertente ma senza profondità. Quando si sente la “mano” di Moffat (p.e. le decisioni brutali del Dottore che sono evidentemente parte dell’architettura della stagione) la cosa funziona, il resto del tempo – come ho detto – ci si diverte un casino e basta (che non è poco anche se al Dottore di Moffat viene naturale chiedere di più).

    Rispondi

  12. Whithouse? Che mi ricordi io ha fatto due episodi orribili (mammamia i Vampiri a Venezia, ho ancora gli incubi la notte) e uno buono, The God Complex, ma ben lontano dall’essere un capolavoro.
    In effetti per il dopo Moffat, che se va avanti così a scrivere auspico sia presto, io non saprei chi scegliere.

    Rispondi

  13. Dunque, per buona parte dell’episodio l’ho pensata esattamente come Giovanni, poi ho visto il suicidio di Jex, la paura della gente di Mercy liquidata davvero troppo banalmente, la bimba, il pistolero che non avrà alcuna conseguenza per la gente che anche lui ha ucciso e mi son detta: Meh.
    Io sono quella che probabilmente il suo episodio preferito di sempre è Midnight, terrificante nell’analisi della paura e della psicologia umana, così tanto da ricordarmi un po’ anche Il Signore delle Mosche (uno dei mie libri preferiti, che affronta una delle tematiche a me più care, quindi…) e perciò non posso che restare delusa da questa gente così facile da convincere, che accetta così facilmente di poter morire per un assassino. Ma il parallelo Jex-Dottore mi è piaciuto, mi piace anche che Whithouse segua questa linea narrativa del “senso di colpa” e del “guardarsi allo specchio”, una linea narrativa che personalmente trovo interessantissima nel Dottore. Bellissima Amy grillo parlante, ma allo stesso tempo insipido Rory e perfino incoerente, se pensiamo all’ attenzione e alla pietà verso la vita umana che ha sempre dimostrato(alle volte anche fastidiosamente) di avere- sto pensando ad episodi come The Almost People. Possibile che Rory acconsentisse all’esecuzione di Jex per salvarsi dal pistolero, così, senza nemmeno uno straccio di dubbio?
    Gli standalone dell’era Moffat hanno il grande difetto di dimenticarsi troppo spesso di quello che c’è stato prima. Ok alle uova e alle luci ad intermittenza, alle trollate e i colpi di genio di Moffat, ma non scordiamoci dei personaggi!
    Per il resto l’ambientazione era davvero bellissima e la fotografia è sempre meglio di episodio in episodio. Almeno per questo non smetterò mai di ringraziarlo. :)

    Rispondi

  14. Eleven13+centric 19 settembre 2012 at 18:45

    @ franz:
    Poi c’è Amy che nel precedente oblitera i Raptor e qui è un’impedita :-D
    @ Will Gaiman:
    Che ne dici del tuo omonimo!? :-) Che sta scrivendo un altro ep! O Bryan ‘Daisies’ Fuller?! O un nuovo HW! Nuovi! Intanto credo (spero) Moffat voglia restare incollato a ventosa con Twelve. Da 13 si potrebbe disobbligarlo per carineria… anche se qualcuno preferirebbe disobbligarlo prima :-D

    Rispondi

  15. Eleven13+centric ha scritto:

    @ franz:
    Poi c’è Amy che nel precedente episodio oblitera i Raptor e in questo è un’impedita
    @ Will Gaiman:
    Che ne dici del tuo omonimo!? Che sta scrivendo un altro ep! O Bryan ‘Daisies’ Fuller?! O un nuovo HW! Nuovi! Intanto credo (spero) Moffat voglia restare incollato a ventosa con Twelve. Da 13 si potrebbe disobbligarlo per carineria… anche se qualcuno preferirebbe disobbligarlo prima

    Me l’ero scordata questa di Amy sniper prima e mani di burro poi! :P
    Per il resto Moffat io lo disobbligerei subito! Ha scritto episodi fantastici, per molti i migliori in assoluto di tutte le stagioni, la prima apparizione di Jack Harkness è stata in The Empty Child per cui presumo sia una sua creatura e in ogni caso ha creato River Song, Amy Pond e anche personaggi minori ma rimasti nel nostro cuore come Sally Sparrow. Insomma, nessuno può mettere in dubbio che Moffat sia un genio e che per il Dottore abbia fatto tanto, ma è molto meglio nei singoli episodi che come showrunner. Largo ai giovani, và.

    Rispondi

  16. Eleven13+centric 19 settembre 2012 at 19:07

    @ franz:
    Va beh Amy la si può spiegare gentilmente con la poca pratica tra gli intervalli dei viaggi :D

    Su Moffat: ma no, aspetta prima di buttarlo sotto la metro almeno di vedere cosa farà con Oswin :-D

    Rispondi

  17. Eleven13+centric ha scritto:

    @ franz:
    Va beh Amy la si può spiegare gentilmente con la poca pratica tra gli intervalli dei viaggi
    Su Moffat: ma no, aspetta prima di buttarlo sotto la metro almeno di vedere cosa farà con Oswin

    Hai ragione, è giusto aspettare per vedere cosa combina con Oswin! :)

    Rispondi

  18. L’espressione “Buttare sotto la metro Moffat” non la capisco e non la voglio capire.

    Rispondi

  19. La Quinta Stagione è stata perfetta, sia negli episodi scritti in singolo che nella trama orizzontale: Moffat è uno che le cose le fa divinamente. La Sesta, okay, è partita alla grande e si è conclusa con un calo, ma ancora siamo 1 ad 1 e bisogna vedere come viene gestito questo arco. Personalmente sono grata a Russell T Davies per aver riportato in televisione il Dottore, ma Moffat è il mio showrunner preferito.

    Rispondi

  20. Eleven13+centric 19 settembre 2012 at 20:46

    @ Giovanni Di Giamberardino:
    Non la voglio capire nemmeno io! :-D il tono era di presa in giro :D. Gradisco l’amministrazione Moffat… farei una costruttiva chiacchierata con il ministro del Far West invece su questo ep.. si parlava di futuro dopo Moffat (mi auguro stia per 12)… non c’è niente di male vero?

    Rispondi

  21. Giovanni Di Giamberardino ha scritto:

    L’espressione “Buttare sotto la metro Moffat” non la capisco e non la voglio capire.

    Ovviamente buttarlo sotto la metro mi sembra un po’ esagerato, anche perché se ci finisse davvero che ne sarebbe di Sherlock? :P Scherzi a parte, Moffat scrive cose fantastiche, è un pazzo e un sadico bastardo e per questo lo amiamo tutti. Ma per quanto mi riguarda, pur essendogli molto grata per il salto qualitativo dal punto di vista scenico e per i personaggi stupendi che ci ha regalato, credo che renda molto di più nella scrittura di episodi singoli che come showrunner, nel coordinare gli altri autori e nel creare una serie coerente per intero. Intendiamoci, con Moffat Dr. Who è diventato un prodotto competitivo con le grandi serie americane e infatti ha conquistato sempre più pubblico anche oltreoceano, quindi onore a lui e a chiunque abbia permesso lo sdoganamento del Dottore. Tuttavia io continuo a pensare che, se si dedicasse a singoli episodi piuttosto che ad intere stagioni, la serie ne guadagnerebbe. Ovviamente dipende anche da chi prenderebbe il suo posto.

    Rispondi

  22. Più che alla caccia ai criminali di guerra nazisti, il dottore-criminale mi sembra un mascheramento fantascientifico di un tema classico dell’epopea americana come gli strascichi della guerra civile.

    @ Franz: anche se appare per la prima volta in un episodio del Moff, Jack è stato creato da Davies

    Rispondi

  23. Capisco che si tratti del tuo primo recap Dottoresco, ma, come in parte anche per Mara nell’episodio precedente, a mio parere dovresti avere un maggiore spirito critico. Definire questo episodio come il migliore dei tre è quantomeno bizzarro, in passato hai stroncato cose ben più degne di questa. Ora i gusti son gusti e bla bla, ma questo episodio è stata una parata di cliché visti almeno qualche miliardo di volte e un susseguirsi di scene scontate e banali.
    – Eleven e Jex come cattivi hanno la stessa credibilità di Babbo Natale.
    – L’espiazione finale di Jex è di una banalità clamorosa: ma quale persona sana di mente farebbe una cosa del genere?
    – Il pistolero non fa paura nemmeno ad un bambino dell’asilo. Qualcuno veramente pensava che vincesse lui?
    – ecc, ecc…. mi fermo va là…

    A me invece pare chiaro che DW viaggi a due velocità: puntate Moff per pubblico adulto e puntate di altri autori per pubblico delle elementari. Niente di male per carità, è sempre stato così, ma vedere un episodio del genere che vuol essere drammatico fallendo nel suo intento a me proprio non diverte per nulla. Voto 3/10 perchè quando una puntata è mediocre bisogna dirlo altrimenti si fa una figura barbina nei confronti di chi legge. Il Dottore merita fiducia, ma non “a prescindere”.

    PS: Posso dire che il nuovo sistema di valutazione a me fa proprio schifo? Yeah, l’ho detto. Viva le stelline o un qualunque metodo di valutazione con una scala di valori universale e più comprensibile.

    Rispondi

  24. Il mio spirito critico è quello che è, cioè è IL mio. Ho spiegato le ragioni nella mia recensione. Ho stroncato altre cose più degne perché secondo il MIO spirito critico degne non lo erano abbastanza o non lo erano affatto. Questo episodio è stato quello che mi ha coinvolto e divertito di più tra i tre, denunciami pure alle autorità dello spirito critico, io vedrò di assumere un avvocato.
    Cordialmente.

    Rispondi

  25. ASPETTAVO TANTO UNA BELLA RECENSIONE…. NON UN RIASSUNTO

    Rispondi

  26. @ anna:
    La vita spesso è ingiusta e tutta in minuscolo.

    Rispondi

  27. Giovanni Di Giamberardino ha scritto:

    Il mio spirito critico è quello che è, cioè è IL mio. Ho spiegato le ragioni nella mia recensione. Ho stroncato altre cose più degne perché secondo il MIO spirito critico degne non lo erano abbastanza o non lo erano affatto. Questo episodio è stato quello che mi ha coinvolto e divertito di più tra i tre, denunciami pure alle autorità dello spirito critico, io vedrò di assumere un avvocato.
    Cordialmente.

    Non capisco il senso di questa tua risposta. Cosa aggiunge alla discussione se non la tua stizza?
    Mah! Se non vuoi pareri diversi dal tuo modera i commenti che fai prima.

    Rispondi

  28. Ho semplicemente risposto all’accusa (l’espressione “figura barbina” l’hai detta tu mica io) di mancanza di senso critico in base al fatto che l’unico episodio che ho recensito del Doctor Who (piacere a prescindere perciò in base a cosa?) mi ha convinto. Stizza? Può darsi, e nel caso me ne scuso.

    Detto questo, io non ho problemi con il Doctor Who per bambini visto che è una serie rivolta anche a loro, e se un episodio mi diverte e mi appassiona non capisco perché non dovrei dargliene atto solo perché agli altri pare essere piaciuta meno. L’episodio di Moffat mi è parso un inizio più scattoso, freddo, senza guizzi di genio e senza una direzione precisa, soprattutto dopo che sono stato abituato a partenze col botto (e anche qui il “piacere a prescindere” cade). L’inserimento di Oswin pone tutto in un’ottica diversa, certo, ma se devo scegliere quale ora mi ha soddisfatto e divertito di più non devo pensarci due volte.

    Rispondi

  29. @ Cilone:
    Io nella mia e Giovanni nella sua abbiamo espresso la nostra valutazione che sì è personale, ma sicuramente argomentata, non sono lodi acritiche per amore del Dottore il cui fascino non risiede unicamente nei paradossi temporali o in intricati percorsi narrativi. Pretendere che in ogni puntata venga portata avanti una storyline mozzafiato e strabiliante significa non saper godere dei personaggi, non riuscire ad apprezzare le capacità del cast e in fondo tradire anche lo spirito del Dottore: è bello viaggiare nel tempo *con* lui, è lui a rendere tutto speciale.

    Questa settima, poi, è chiaramente la stagione in cui si sta cercando di esplorare i punti ciechi della morale, la conduzione può essere altalenante ma di certo pregevole e interessante. Non sempre tutto può e deve essere una giostra o una corsa a perdifiato.

    Tra l’altro ricordo che Moffat è sempre lo showrunner, è lui che imprime la direzione alla serie: gli altri autori di certo non scrivono storie a tradimento alle sue spalle.

    Rispondi

  30. …mi era mancata la rabbia del Doc…quando accusa Kahler-Jex e lo fa sedere sulla sedia e confessare…
    quando discute con Amy rivelando il senso di colpa per tutte le volte che la sua “mercy” è costata vite umane e non…sì, mi piace il lato oscuro del Doc…quando si manifesta, non importa come, se a parole, fatti o anche solo sguardi…l’importante è che ogni tanto lo mettano in scena perchè è una parte di sè, non può cancellarla o seppellirla, è sempre lì da qualche parte. questa volta è stata Amy a fermare la sua furia…in futuro si vedrà.

    certo, adoro anche i momenti comici…come l’entrata nel saloon, buffa e spavalda allo stesso tempo, i discorsi al cavallo e quando fa il discorsetto al 18enne e subito dopo fa una faccia buffa quando loro se ne vanno e poi si gira verso i Pons e fa la parte del duro ;)

    peccato che Rory sia sottoutilizzato e sottovalutato…Amy il vice e lui niente?!? e quando Kahler-Jex chiede ad Amy se è madre perchè nei suoi occhi vede…gentilezza, tristezza e ferocia?!? Ferocia scozzese ;)

    le parole all’inizio dell’episodio sembravano rivolte al Dottore…e invece…voilà erano di un altro immortale caduto dalle stelle…

    la cosa che mi è piaciuta di più comunque è la musica…

    Rispondi

  31. Mara R. ha scritto:

    Questa settima, poi, è chiaramente la stagione in cui si sta cercando di esplorare i punti ciechi della morale, la conduzione può essere altalenante ma di certo pregevole e interessante. Non sempre tutto può e deve essere una giostra o una corsa a perdifiato.

    E dove sta il problema, questo tuo commento già racchiude una critica. Che poi “critica” non significa necessariamente spalare m…a su qualcosa. Mica sto dicendo che “tutto può e deve essere una giostra o una corsa a perdifiato”, ma quando la puntata è decisamente deboluccia bisogna anche dirlo (o almeno io lo direi, a voi piace così e pace).
    Non sono nemmeno necessari paradossi temporali a altri arrovellamenti per fare delle belle puntate del Dottore, la quinta e sesta stagione ne sono piene, ad esempio standalone come il già menzionato “The God Complex” o “Night Terrors”, “Vincent and the Doctor”. Insomma, per rimanere sugli standalone (o quasi) se a questo episodio IO dovessi assegnare un “Fuck Yeah”, cosa diavolo dovrei appioppare ad un “The Time of Angels”? “StraStraStraStraStraStraFuck” ???
    Buona vita a tutti.

    Rispondi

  32. piuttosto avere riconosciuto lo sceriffo?
    in questo periodo è onda due volte al giorno su Rai 4 :-)

    Rispondi

  33. ah dimenticavo…ho molto gradito la scelta di inquadrare Eleven in primo piano quando scorrono i file personali sul monitor con i riflessi di luce sul suo viso…lo sguardo…per un attimo lo abbassa poi fissa ancora dritto quei dati…zoom sull’occhio…il momento che mi ha colpito di più.

    Rispondi

  34. Cilone ha scritto:

    Voto 3/10 perchè quando una puntata è mediocre bisogna dirlo altrimenti si fa una figura barbina nei confronti di chi legge. Il Dottore merita fiducia, ma non “a prescindere”.

    -ribadisco, anche per me migliore episodio della stagione finora, mi è piaciuto davvero molto, e posso dire che trovo il tuo commento supponente? Supponente perché tu supponi che il giudizio sia motivato dal non voler ammettere che l’episodio ci sia parso mediocre, tu potrai pure valutarlo da 1/10 l’episodio, è legittimo, ma è arroganza pretendere di sapere come l’abbiamo visto noi. Non condivido quasi nulla del tuo giudizio, l’episodio per me non ha fallito nel voler essere cupo, il dottore con la d minuscola è credibile come cattivo e il gunslinger l’ho trovato più che adeguato. Mentre il tuo atteggiamento alla “se non la pensano come me sono stupidi, ma io sono buono e non penso che siano stupidi ma che non vogliano ammettere la realtà nemmeno non se stessi” lo trovo un po’ … volevo dire infantile ma non è mia intenzione risultare troppo offensivo. Però col tuo post hai dato l’idea di essere una di quelle persone che non riescono a capacitarsi di come qualcuno possa non pensarla come lui, Ed il bello è che se rileggi il tuo post ti renderai conto che alcuni dei difetti che imputi all’episodio sono valutazioni soggettive e quindi è normale che qualcuno possa vederlo in maniera opposta alla tua. Mi spiego: anche se ognuno ha il suo modo di vedere le cose ci sono anche dei parametri oggettivi per valutare una cosa, se ad esempio in una sceneggiatura c’è un buco logico, non è che si possa dire per me non c’è, se una fotografia fa schifo fa schifo, e tanti altri esempi che ora non mi vengono in mente, spero ti renderai conto invece che

    – Eleven e Jex come cattivi hanno la stessa credibilità di Babbo Natale.
    – L’espiazione finale di Jex è di una banalità clamorosa: ma quale persona sana di mente farebbe una cosa del genere?
    – Il pistolero non fa paura nemmeno ad un bambino dell’asilo.

    sono valutazioni prettamente soggettive

    Rispondi

  35. bob69 ha scritto:

    mi è piaciuto davvero molto, e posso dire che trovo il tuo commento supponente?

    Certo che puoi, ma potrei dire lo stesso del tuo. Non tiriamo in ballo la solita diatriba soggettività/oggettività per favore altrimenti non la finiamo più, guarda che qua sopra c’è un sacco di gente che ha scritto che l’episodio, anche se tecnicamente valido, è quantomeno banalotto. Io ho solo usato toni un tantino più marcati.
    E poi scusa, la qualità dei recap dei ragazzi di Serialmente (TUTTI) notoriamente è molto alta, ma se non sono d’accordo con la valutazione che danno di un episodio (e questo secondo Giovanni ha meritato il massimo dei voti) mi sento libero di esprimere il mio insignificante giudizio.

    Rispondi

  36. Sicuramente, è il migliore episodio che Whithouse abbia scritto fino ad adesso. Era ora che il genere western tornasse in grande stile su Doctor Who e Toby c’è riuscito perfettamente.
    Mi faccio paranoie, o A Town Called Mercy ricordava la trilogia del Cavaliere Oscuro? Non so, il confine tra bene e male e cose del genere. Dio santo, forse è il caso che mi faccia visitare.
    Però i personaggi al di fuori del Dottore, di Jex e del Gunslinger sono prettamente inutili. Ok, forse si salva lo sceriffo, ma per il resto…Meh. Voglio dire, fanno da belle statuine e nient’altro. A parte qualche battutina qua e là. Sarò strano io, ma a me sono sembrati piuttosto abbozzati, persino i Ponds. Se li toglievano dalla storia di quest’episodio, la trama non sarebbe cambiata di una virgola.
    Rispetto a The God Complex è comunque un passo avanti. Più curato e nettamente più soddisfacente. Sarà che Whithouse lo trovo uno scrittore nella media. Mi sembra eccessivamente osannato. Non fucilatemi ora, ve ne prego. Come nuovo scrittore capo preferirei nettamente Tom MacRae. O Stephen Greenhorn se mai tornerà.

    Ps: per chi lo volesse come showrunner, avete mai visto/letto questo? – http://doctorwhotv.co.uk/whithouse-on-moffats-successor-23803.htm

    PPs: al solito, ho linkato la vostra recensione alla mia. Sper non vi dispiaccia ;) : http://ktboundary-smnt2000.blogspot.it/#!/2012/09/reviews-town-called-mercy-doctor-who.html

    Rispondi

  37. @ Cilone:
    ma figurati se non puoi esprimerte il tuo giudizio, siamo qui per questo e nemmeno mi danno fastidio i toni più marcati verso una cosa che a me piaciuta, mica sono una bimbominkia fan di Justin Bieber, come ho spiegato era la parte del tuo post in cui sembravi voler dire: non è possibile che la pensiate davvero come avete scritto. Forse tu l’hai scritto quasi senza pensarci e il tuo intento era solo rafforzare il tuo giudizio negativo (almeno in parte) sull’episodio e non voler intendere quello

    Rispondi

  38. [...] Lo trovate ovviamente su Serialmente! [...]

    Rispondi

  39. Forse uno dei più brutti episodi del Dottore che abbia mai visto. Con tutto che adoro Toby e Being Human. Qui non si è proprio regolato. Una trama piena di buchi e “perché sì”, una risoluzione finale paraculissima per non sviluppare fino in fondo l’unica cosa buona che era nata (a parte l’idea del pistolero cyborg che era fighissimo, e l’ambientazione western che mi faceva così ben sperare) ossia il dilemma giustizia/vendetta del Dottore. Amy che punta una pistola contro il Dottore per non fargli condannare il criminale di guerra, mentre nell’episodio precedente non le era scappato manco un “mannaggia” per la sorte toccata al mercante di dinosauri. Il cyborg strafigo beffato da due segni di pennarello sulla guancia. E ce ne sono altre, ma mi fermo qui…
    Mi perdonino tutti coloro a cui è piaciuto, so che è dura dirlo, ma per me rivaleggia a pieno titolo con i Dalek a Manhattan.

    PS In ogni caso, ancora un gigantesco Matt Smith che fa il verso a John Wayne. Il modo in cui riesce a saltare dal dramma al cazzeggio spinto è assolutamente spettacolare.

    Rispondi

  40. Postilla. Ho letto velocemente che ci sono state già un po’ di polemiche tra recensori e commentatori. Vorrei rimarcare che sto criticando l’episodio, non il recensore né la recensione in sé. E’ evidente che diamo importanza a cose diverse, il che rientra anche nel gusto personale. Di certo non prendo nessuno per pazzo se l’episodio è piaciuto.

    Rispondi

  41. @ema
    anche a me non è piaciuto per nulla, buone premesse ma risultato scadente. questa serie è proprio partita male.

    Rispondi

  42. @Erik. Guarda, in realtà non sono d’accordo sul fatto che la serie sia partita male. E’ partita in sordina, questo sì, specie se confrontata alla precedente. Ma penso sia un’esigenza dovuta alla preparazione del “crescendo”: se parti sparato, è più difficile salire ancora. Il primo episodio mi è piaciuto molto, il secondo l’ho trovato comunque divertente anche se sul genere “cazzarone”, se mi passi il termine. Il quarto mi è sembrato un bellissimo episodio “vecchia maniera”, in cui si consuma un casino in cinque minuti sullo sfondo dei rapporti interpersonali, senza però cedere sul fronte della coerenza.
    E’ questo terzo che non mi è andato proprio giù…

    Rispondi

  43. [...] volta visti gli episodi non dimenticate di andare a leggere i commenti su Serialmente! “A Town Called Mercy” e “The Power of [...]

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>