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Mad Men – 5×13 – The Phantom

La felicità, l’amore, quei due concetti astratti che spesso non s’incontrano. La morte, quel concetto che invece incontra tutti gli altri e che ha vestito come un guanto questo capolavoro di stagione. Mad Men denuncia, in ogni inquadratura, un’inesorabilità che non è solo del tempo che passa: è la costante eventualità dell’errore umano, di quel passo che, in un senso o nell’altro, sembra poter incidere su un generico risultato, sul quadro più ampio dell’azione e della reazione. È una serie di parallelismi: mentre lo shock del dolore costringe Don a ricordare, la terapia dello shock immerge Beth in uno stato di sereno oblio. E noi nuotiamo nelle domande, una su tutte: cosa vuole comunicarmi questo show? Ed è giusto che io lo capisca?

This dream is for you, so pay the price / Make one dream come true, you only live twice.

Se una delle immagini più forti di questo season finale è quella dei soci che contemplano la vetrata del loro successo, prima ancora che la stagione iniziasse le locandine promozionali ci mostravano un Don intento a specchiarsi in una vetrina piena di manichini nudi. Ho sempre trovato quell’immagine una bella sintesi della serie: la vetrina è un simbolo universale dell’esposizione di qualcosa di desiderato, la pubblicità cerca di dirci che possiamo soddisfare i nostri desideri spendendo soldi, e Don nella “sua” vetrina non vede altro che la sua immagine riflessa su manichini senza volto né abbigliamento, nudi di qualsiasi oggetto dell’altrui desiderio. Alla fine della stagione sulla vana ricerca della felicità – definita da Pete «il bendaggio temporaneo a una ferita permanente», da Don il momento che precede la scoperta che si desidera dell’altro –  quell’immagine di Don che si specchia nella vetrina assume nuovi significati. Don sa cosa desidera? Il punto è il suo riflesso o quei fisici neutri, senza volto? Sta cercando di proiettare la sua visione del mondo sui suoi stessi desideri, che vede come neutri nella mera attesa del suo passaggio? E se noi vediamo un uomo che si specchia in una vetrina vuota, cosa vede davvero Don? Di certo la stagione l’ha visto restituire un’identità inaspettata a una serie di personaggi: Lane, Peggy, Megan, Joan. Ma è tutto qui?

In cinque stagioni e sei anni di Mad Men, Matthew Weiner ha dialogato con lo spettatore. Gli ha suggerito in ogni modo possibile – dalla scenografia ai vestiti, dai dialoghi a un pancake bruciato, dalla pubblicità al mal di denti – che domande formulare e poi, tra le righe di una storia lenta solo all’apparenza, ha nascosto risposte ambigue, indefinite. Insomma: non esiste una risposta giusta ai quesiti che pone Mad Men, e se c’è potrebbe essere stata data ancora prima di esplicitare la domanda. Questo finale di una stagione troppo attesa e mai abbastanza lodata ruota completamente intorno a Don, alla sua reazione alle domande (possiamo chiamarle così? Ecco un’altra domanda) che gli hanno posto più o meno silenziosamente i personaggi con cui si è confrontato.

One life for yourself and one for your dreams

Don si innamora nuovamente di Megan guardando il suo screen test, sostiene Weiner. L’impressione da spettatrice è che quella pellicola gli permetta di vederla per la prima volta e innamorarsene davvero subito prima di lasciarla andare. «Sono tutte ragazze fantastiche – diceva Roger nel primo episodio – finché non vogliono qualcosa.» I manichini vuoti, perfetti finché li si riempie con la propria immagine. Ed è forse così? Tutta la permanenza di Megan al suo fianco ha rappresentato, per Don, una sfida: la sfida prima ad accettarla, quando si accorge che la giovinezza estroversa e metropolitana di lei non corrisponde all’idea di moglie che ha lui; poi a rispettarla, mentre ogni fibra del suo essere sembra volerlo spingere a tradimento e trasgressione; poi a capirla, quando lei lo mette di fronte a un sogno non condiviso, da lui percepito come rifiuto di un sistema che riteneva perfetto. Megan è (o vuole essere?) indipendente, non si lascia schiacciare dai ritardi che Don fatica a giustificare. Non è la donna che accetta, che si adatta.

La scena in cui Don guarda la pellicola di Megan traccia un curioso parallelo con la scena, subito diventata iconica, di Zou Bisou. In entrambi i casi vediamo una Megan che si esibisce, che vuole sedurre: ma da una parte è sicura di sé, padrona di casa e dei suoi gesti, dall’altra è quasi imbarazzata, impacciata. Ma se noi vediamo questo, cosa vede Don? Il filtro della cinepresa gli permette di vedere qualcosa dietro una vetrina che noi percepiamo solo di manichini? Vede il suo riflesso, in Megan, o riesce finalmente a liberarsene?

You drift through the years and life seems tame / Till one dream appears and love is its name

Il fantasma del titolo, quello che è secondo Marie il sogno di sua figlia, inutilmente rincorso, rappresenta qualcosa di diverso per ogni personaggio. Per Pete, l’unico che non risponde al percorso di Don ma solo a quello intrapreso da sé stesso, è l’effimero bendaggio di cui parla davanti a una Beth svuotata dall’elettroshock. Per Peggy è un progresso, qualcosa che non è riuscita a raggiungere abbandonando la vecchia agenzia ma per cui sente ancora di dover lottare. Per Don è forse innamorarsi davvero: superare lo stereotipo, la sfida, la tensione sessuale, il sogno venduto e arrivare a guardare la persona che ha di fronte, scoprendone la bellezza.

And love is a stranger who’ll beckon you on / Don’t think of the danger or the stranger is gone

Nulla è lasciato al caso. Colpisce subito che, quando si incontrano al cinema, Peggy sia esattamente nell’iconica posizione di Don quando fuma, la stessa che chiude la sigla: una seduta rilassata, il braccio della sigaretta che si estende sullo schienale della poltroncina adiacente. Lei è, in quel momento, tutto ciò che Don le ha insegnato a essere: ricomincia anche dal punto in cui abbiamo visto cominciare Don, le sigarette. «Don’t be a stranger», gli aveva detto in quel meraviglioso momento di due episodi fa con cui aveva preso commiato dall’agenzia. Allo stesso tempo non vediamo mai che film guardano Don e Peggy, perché la pellicola che vedrà Don sarà un’altra: quella di Megan. Pur non creando una rivalità diretta tra le due, la stagione ha giocato molto nel creare un parallelismo tra Peggy e Megan, sia nelle loro rispettive individualità, sia nel rapporto tra loro, sia nel rapporto di ognuna con Don, convinto di poter “creare” sua moglie come era convinto di aver “creato” Peggy. Ora si siede accanto a Peggy e vede – fate una piccola piroetta mentale, come ho fatto io – una pellicola su Megan: due entità brutalmente diverse, con diverse necessità di creazione e autodeterminazione al di fuori di lui.

Se potessi fare una sola critica a The Phantom – e non sono certa di volerla fare – è che è stato “troppo”: ha toccato il rapporto di Don con la colpa, con Megan, con Peggy. Nessun movimento, umano o ti macchina,  è lasciato al caso. Torna la madre di Megan, torna la povera Beth che ancora una volta sembra voler incarnare tutte le vittime di uno stesso stereotipo, una sorta di nuova Betty (e trovo che la somiglianza tra i nomi non sia casuale) out of the closet. E, soprattutto, ha esplicitato troppo. Ci sono momenti in cui Weiner (che ha co-sceneggiato e diretto l’episodio) abbandona il suggerimento sottile, l’allusione, e fornisce allo spettatore una spiegazione esplicita ma non necessaria. Per quanto la scena dell’estrazione del dente – con Adam che esplicita all’anestetizzato Don l’origine del suo senso di colpa, con tanto di segno del cappio intorno al collo – fosse inquietante e ben interpretata, ha come sottratto qualcosa alle visioni che Don stava avendo del suo fratellastro: più fuggevoli, più sottili, più evocative di un collegamento emotivo – quello tra il suicidio di Adam e il suicidio di Lane – che tutti avevamo razionalmente già fatto.

Vi chiedo scusa per tutte queste domande aperte: ho guardato la stagione in un crescendo emotivo senza precedenti, e alla fine non ho risposte, né (forse) voglio darle. Al di là di ciò che è stato spiegato e di ciò che è lasciato alla nostra interpretazione, la quinta stagione di Mad Men ha toccato corde (no pun intended) e raccontato storie che vivono da sole, comunicano sensazioni che non serve mettere sul tavolo e dissezionare. Ognuno veda ciò che vuole, nella sua vetrina e in quella di Don. Mi sembra più giusto così.

Note:

  • Nella prima stesura di questa recensione (che, come avrete notato dal ritardo di cui mi scuso, mi è costata qualche tribolazione) avevo scritto:

Concedere, per Don, equivale alla resa, alla morte, all’addio. Don non concede mai, vende sogni ma non li regala e Glen, nell’episodio scorso, ha fatto da test al finale di questo: si può dare a qualcuno un attimo di felicità, ma è effimero, ed è uno solo.

Non so più se ne sono convinta. Nel riguardare le scene tra Don e Megan in questo finale ho avuto l’impressione che lui, per una volta, volesse concedersi di concedere. Le conseguenze di questo gesto su entrambi le vedremo nella prossima stagione, non voglio lanciarmi in previsioni azzardate né mi interessa fare ipotesi sulla risposta di lui alla donna del bar.

  • Le sigarette che vengono assegnate a Peggy, il nuovo marchio femminile della Philip Morris, che tutte le altre agenzie sottovalutano considerandole una sciocchezza, sono le Virginia Slims e furono (ovviamente) un grande successo. Curiosità: lo slogan con cui verranno pubblicizzate al loro ingresso sul mercato, nel 1968, era «You’ve come a long way, baby.» Nonostante sia perfetto per il personaggio di Peggy (alludeva a un’identità di donna indipendente e in carriera), Weiner ha detto che non vuole usare un lavoro pubblicitario così noto. Certo, con It’s toasted, storico slogan delle Lucky Strike, si era fatto meno problemi. Ma si sa… you’ve come a long way, Matthew.
  • So che c’è una discussione in corso, tra i commenti, sulla selezione musicale della serie. Io non so se derivi da una mia ignoranza dell’argomento (non lo escludo) ma le musiche non mi hanno mai disturbata. Ho trovato quasi divertente l’epicità suggerita dall’attacco di You only live twice, mentre Don si allontanava dal set, e per contrasto a tutta quella pesantezza mi è piaciuto che la serie si chiudesse su una nota più leggera, buttando un ponte tra James Bond e il pubblicitario di Madison Avenue, prevedibilmente puntato da due donne.
  • Vulture pubblica un bellissimo montaggio delle scene di questa stagione che avevano suggerito l’idea di morte di un personaggio principale. Beccatevelo.
  • Ho scoperto qualche giorno fa che una buona fetta di pubblico americano ha trovato questa stagione la peggiore della serie. Stranamente, quando ne parlo con spettatori italiani (anche di gusti estremamente diversi dai miei) sembrano tutti concordi nel definirla la migliore. Cosa vorrà dire? Grazie Weiner, ci lasci le domande anche fuori dallo schermo.

Chiara Lino

Ero Bab, poi ho cambiato idea. Nervosa, indisponente e spesso gratuitamente crudele, ama la fotografia e la tortura psicologica. Ah, e gli elefanti. Adesso scrivo anche qui, sempre di tv americana ma in un modo un po' diverso.

92 Comments

  1. Vede il suo riflesso, in Megan, o riesce finalmente a liberarsene?

    dalla scena finale direi che se ne libera

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  2. Bella recensione! :)

    A quanto ne so, le critiche a questa stagione hanno a che fare con la mancanza di sottigliezza che la stessa Bab ha evidenziato ( e che non è tipica solo della finale, in molti episodi il “tema” è moltopiù facilmente intuibile che in passato. Il che non è, a mio avviso, sempre una cosa negativa, eh!) e col fatto che molte persone trovano Jessica Parè un’ attrice peggiore di January Jones (ironico, considerata l’ostilità che i fans non hanno mai risparmiato a Betty e alla sua interprete!). Al momento, personalmente direi che ho apprezzato questa stagione più delle due precedenti, ma che la prima e soprattutto la seconda sono ancora le mie preferite. Ovviamente le cose potrebbero cambiare siccome questa è l’unica stagione che ho visto una sola volta…

    Riguardo a Don e allo screentest di Megan, credo che quello che Don vede sullo schermo sia il desiderio di recitare di Megan. E’ qualcosa che ha pensato di sapere fin da quando sua moglie ha lasciato la SCDP, ma a cui non ha mai realmente prestato attenzione ( vedi ad esempio quando non si rende conto che accettare un ruolo in uno spettacolo vorrebbe dire viaggiare), ed ora ha la possibilità di aiutarla, correndo il rischio che lei lo lasci, o ignorare i suoi desideri sperando di ottenere “la vita che vuoi” (come gli suggerisce la suocera). Quello che mi domando è se a vincere, alla fine, sia solo l’amore per Megan o anche il senso di colpa verso quelli che non ha aiutato in passato (Adam e Lane)…

    Joan che fissa la sedia vuota di Lane con un groppo in gola e -assurdamente- si domanda se avrebbe potuto “salvarlo” mi ha spezzato il cuore… Christina Hendricks ha avuto una grande stagione, come anche Vincent Katheiser.
    Spero che l’incontro nel cinema con Don non sia l’ “addio” di Peggy, perchè Mad Men senza di lei non sarebbe mai più lo stesso.

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  3. All’ultima domanda risponderei con un: “che gli americani hanno gusti molto discutibili, non ci si può mica fidar di loro”.
    D’altronde io non capisco nemmeno tutto quest’odio nei confronti di January Jones che ci fa vedere benissimo una Betty tormentata e complicata.
    Non so, gli ultimi sguardi di Don a Megan mi hanno lasciato dubbiosa. Se con la visione dello screen test ero arrivata a pensare che finalmente Don avesse capito l’importanza della recitazione per Megan, sul set della pubblicità sono ritornata sui miei passi.
    La guarda quasi con compassione, si è abbassata a fare qualcosa che lei stessa aveva rinnegato. Ha chiesto la raccomandazione del marito per poter ottenere il lavoro, Don si aspettava qualcosa di diverso dalla sua nuova moglie. Megan è poi così diversa da Betty?

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  4. Io l’ho vista in questo modo:
    Don ha bisogno di una moglie che sia forte e indipendente. Nel momento stesso in cui lei diventa dipendente da lui, ecco che subito può tradirla. La coppia funzionava con una Megan forte, non con una debole.
    In quest’ottica l’ho vista incrtedibilmente simile a Betty, in quel vestito da favola, e una nuova Betty è l’ultima cosa di cui ha bisogno…

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  5. Complimenti per la recensione,
    ritengo che il film che Don e Peggy stanno vedendo al cinema sia Casinò Royale. Film parodia su 007.
    La musica che si sente in sottofondo è il tema del film.
    Considerando che poi avrà un ruolo importante nella puntata la canzone ‘you only live twice’ tratta dal film di 007 omonimo, questo avrebbe anche un certo senso logico.
    Anche Don Draper ha ‘vissuto solo due volte’ quindi scelta della canzone più che mai azzeccata.
    Attendiamo trepidanti la sesta stagione !

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  6. Psi ha scritto:

    Don ha bisogno di una moglie che sia forte e indipendente. Nel momento stesso in cui lei diventa dipendente da lui, ecco che subito può tradirla. La coppia funzionava con una Megan forte, non con una debole.

    Don ha anche visto da vicino cosa significa sottrarre qualcosa a qualcuno, ha toccato con mano la disperazione di chi ha visto infrangersi un sogno e ha sulle spalle il peso del non aver fatto niente quando avrebbe potuto. La tua interpretazione ha senso, ma secondo me i livelli di complessità che si sono sommati nel racconto del personaggio non rendono possibile fermarsi a questo.

    Fran ha scritto:

    D’altronde io non capisco nemmeno tutto quest’odio nei confronti di January Jones che ci fa vedere benissimo una Betty tormentata e complicata.

    Io in una serie come Mad Men non riesco a comprendere l’odio verso i personaggi: non è uno di quei prodotti che ti fanno schierare da una parte o dall’altra, sono tutti più o meno antipatici, più o meno simpatici, molto “veri”. Varia il grado di identificazione ma tutti, almeno in un momento, siamo stati Betty, Don, Peggy, Joan… E, nel complesso, nessuno se non loro lo è stato davvero. January Jones è fantastica nella parte di Betty ma (va detto) tutte le altre volte che ha provato a recitare si è rivelata una discreta cagna :D la scena di prima o seconda stagione in cui spara alle colombe del vicino e, però, perfezione assoluta.

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  7. Ho apprezzato meno questo episodio di quelli appena precedenti, non perché come season finale sia piuttosto anticlimatico (non deve finire tutto sempre a fuochi di artificio), ma perché mi è sembrato meno compatto dei magnifici episodi che l’hanno preceduto.
    La stagione è stata grandissima, anche se il mio giudizio è più che altro riferito alla seconda parte, visto che la prima mi aveva interessato meno.
    Gli Americani hanno indubbiamente sensibilità diverse, e credo che sul giudizio finale abbia giocato una certa qual antipatia per la Parè, e il diffuso timore che il personaggio di Peggy sparisca. Quanto alla Jones, anche se va bene per Betty, a me sembra che i limiti attoriali si notino, magari non tanto in madmen quanto in altre produzioni che noi non abbiamo visto (la sua esibizione al Saturday Night Live è stata giudicata orrenda) ma che negli USA hanno sottolineato, eccome. Per esempio, è stata singolarmente priva di ogni carica sexy in XMen-L’inizio.
    Infine, giusto come impressione , visto che non seguo assiduamente la serie, mi è sembrato, anche da parte di vari commentatori, che ci sia una certa spinta a sminuire questa stagione di MM a favore di altre che agli Emmys non hanno mai vinto: Homeland e Breaking Bad sopratutto; serie, quest’ultima, osannata oltre ogni dire ma che a mio avviso non raggiunge minimamente la raffinateza e profondità di MM.

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  8. Chiara Lino ha scritto:
    ……..January Jones è fantastica nella parte di Betty ma (va detto) tutte le altre volte che ha provato a recitare si è rivelata una discreta cagna la scena di prima o seconda stagione in cui spara alle colombe del vicino e, però, perfezione assoluta.

    Abbiamo postato la stessa idea praticamente in contemporanea…. :-)

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  9. klatu ha scritto:

    Abbiamo postato la stessa idea praticamente in contemporanea….

    Già :D comunque, secondo me, January Jones non è sexy. Bellissima, ma non sexy.

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  10. screencap meraviglioso, e bellissima recensione.
    Io credo che lo spettatore medio americano e quello europeo abbiano sensibilita’ molto diverse, e credo che MM sia una serie molto “europea”.
    cmq: episodio denso, bello, ma secondo me non all’altezza degli altri di questa splendida stagione. Sono d’accordo con te Bab, quando dici che è stato “troppo” e che ha esplicitato troppo, MM ci ha abituati a ben altre sottigliezze.
    La questione_Megan mi lascia perplessa, e concordo con Fran. Secondo me alla fine Don ha visto in lei qualcosa di già visto, e non più l’essere “nuovo” di fronte al quale pensava di trovarsi, l’essere sfuggente e alla fine inconoscibile. Ora lei è una donna che ama, ma che può tradire perché l’ha conosciuta (l’ultima scena per me prelude a un tradimento). Direi che lo sguardo di Don mentre osserva il provino di lei è di tenerezza triste.
    e cmq Megan l’ho detestata per tutto l’episodio, quando frigna sul letto come una bambina scema avrei voluto entrare nello schermo e picchiarla.
    la scena più bella è quella tra Don e Peggy, quei due quando sono sullo schermo insieme mi incantano, sprigionano un’intensità unica.
    4 stelle e mezzo all’episodio (ma sulla scala speciale di MM) e 5 alla stagione (ma ce ne vorrebbero di più).
    p.s. la canzone finale non mi è dispiaciuta, anche se pure stavolta un pò troppo esplicativa:
    You Only Live Twice or so it seems,
    One life for yourself and one for your dreams.
    You drift through the years and life seems tame,
    Till one dream appears and love is its name
    avrei apprezzato di più se avessero messo la versione di Bjork. Scherzo XD

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  11. @ klatu:
    ho un sogno impossibile: January Jones diretta da Hitchcock XD

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  12. Purtroppo ho poco tempo, quindi ho letto velocemente e commento velocemente.

    Non che questo finale sia scarso, ma a me ha un po’ deluso. Peccato, perché io do molta importanza ai finali. Secondo me nella stagione ci sono state puntate molto migliori e mi aspettavo di meglio.

    Tutto molto in sintesi:

    La parte che mi è piaciuta di più è quella di Megan. Sono riuscita davvero a “sentire” la sua preoccupazione.
    Il filone di Pete ha una conclusione più che degna, ma non memorabile.
    Mi è piaciuta la scena finale con Don, ma non la metafora del dente (l’ho trovato un elemento davvero troppo scontato ed esplicito).
    Peggy è il mio personaggio preferito e sono contenta che rivederla, ma non mi sembra abbia avuto molto da dire in questo episodio. Mi è sembrato che con le sue scene più che altro si abbia voluto dire “sì, c’è ancora”.

    3,5/5 alla puntata

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  13. @ Chiara Lino:
    Ecco perché non capivo le critiche! Perché io non ho mai visto nessun altro film con January Jones. :)
    Il mio giudizio si limita a Mad Men e, nonostante sia meno brava di altri, il suo livello di recitazione mi è sempre sembrato più che buono. La scena dei piccioni è la mia preferita in assoluto.
    La Jones è BELLISSIMA, quella ad essere sexy lì dentro è la Hendricks.

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  14. Due personaggi narrativamente nella prossima stagione:
    Roger Sterling, al quale l’Lsd ha donato la possibilità di un evoluzione impensabile fino a qualche episodio fa.
    Ginsberg, fino a qui secondo me molto deludente nel cliché “genio e sregolatezza”.
    Dal punto di vista della sceneggiatura è stato funzionale alla narrazione del ‘nuovo che avanza’ ma la definizione professionale del personaggio è approssimativa, gli viene concesso troppo, mentre in un ambito lavorativo con un direttore artistico verrebbe defenestrato nel giro di 5 minuti (ok, ha delle buone idee ma il comportamento è inqualificabile). Dovrebbero dargli un evoluzione, altrimenti come fa notare Stan “queste dinamiche sono solo noiose”: verità inconsapevole nella sceneggiatura? ;-)

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  15. Chiara Lino ha scritto:

    Don ha anche visto da vicino cosa significa sottrarre qualcosa a qualcuno, ha toccato con mano la disperazione di chi ha visto infrangersi un sogno e ha sulle spalle il peso del non aver fatto niente quando avrebbe potuto. La tua interpretazione ha senso, ma secondo me i livelli di complessità che si sono sommati nel racconto del personaggio non rendono possibile fermarsi a questo.

    Yep

    La mia interpretazione comunque era solo per dire come mai finisce per tradirla, non sul perché l’aiuta.
    E, a proposito, c’è qualcuno che non pensa che ci sia un tradimento alla fine dell’episodio?

    Altra cosa: onestamente non capisco la cosa della mancanza di sottigliezza.
    Don che la tradisce non è certo accostato a spiegoni vari; Don che dopo aver licenziato Lane ritrova la carica nemmeno. E il filmato di Megan? Che cazzo voleva dire? E sto parlando solo degli ultimi 2 episodi che ricordo (perché la mia memoria rimuove ogni episodio dopo 5 giorni che l’ha visto… fra 2 settimane non ricorderò NIENTE di questa puntata). In generale, qualunque azione di Don trovo che sia estremamente difficile da interpretare, se non hai una notevole affinità con lui. Ci sarà uno spiegone (nella scala di sottigliezza di MM), ma chissene? La sottigliezza è giocata su ciò che mette in moto le sue azioni, ed è una sottigliezza che io trovo enorme, pervasiva, al limite dell’indecifrabile la stragrande maggioranza delle volte.

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  16. bella (il genere grace kelly non mi fa impazzire ma è una mia opinione) ma un po’ statica, infatti era favolosa nella ad campaign di versace dell’estate scorsa, perfetta per il modelling.
    @ Fran:

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  17. @Psi.

    Infatti io non sono sicura che Don sia “alone” (cioè che tradirà Megan). Sarebbe piuttosto prevedibile…

    Sulla mancanza di sottigliezza, per farti qualche esempio…

    -nell’episodio in cui Betty cerca di “poison” il nuovo matrimonio di Don (come dice la stessa Megan) cheidendo a Sally di Anna Draper, c’è una scena in cui Megan dice a Don di non aprire la finestra perchè OMG c’è smog tossico e se lo fai entrare ti appesta la casa!

    - come giustamente dice Bab, il collegamento fra il suicidio di Lane e quello di Adam era stato già fatto dalla maggior parte dei fan, quindi le apparizioni di Adam sono già un qualcosa “di più”. La scena in cui parla a un Don sotto anestesia, e fa anche la battuta “I’ll hang around” era probabilmente eccessiva…

    - a proposito di Don e delle sue visioni, scommetto che tutti hanno trovato di difficilissima interpretazione il sogno con Shelly Johnson. Che poi io sono sempre felicissima di rivedere Shelly Johnson, eh!

    -Beth viene introdotta in un episodio intitolato Lady Lazarus,ha un marito che la tradisce, soffre di depressione, subisce spesso l’elettroshock… anche il personaggio di Betty era ispirato a Sylvia Plath (almeno così diceva Weiner durante le prime stagioni) ma era qualcosa che si intuiva e non che veniva costantemente “telegrafato” tramite allusioni dirette

    Non dico che queste cose in sè siano errori o che detraggano dal valore della stagione in generale, però è difficile non notarle…

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  18. Athanasius Pernath 17 giugno 2012 at 19:54

    in breve, sulla mia visione del finale: Don effettivamente si ‘innamora’ pienamente di Megan durante la visione del filmino. che poi veda in quelle immagini una ‘nuova Megan’, o riscopra dettagli che non aveva apprezzato in pieno, io questo non lo so. per me il finale (così come la risposta di Don al bancone) non è ‘sospeso’. al contrario è definitivo, desolante e senza speranza. Don Draper si è definitivamente reso conto che anche con qualcuno per cui prova un sentimento pieno e completo, non riesce a non essere solo. per assurdo, ora che Megan è una ‘conferma’ (avendone sopportati e superati tutti gli atteggiamenti che ai suoi occhi potevano mettere in crisi l’idea stessa alla base di questa nuova relazione) tale conferma invece che essere salvifica, è una mazzata depressiva allucinante. io ci sono rimasto malissimo.

    fantastica recensione. stagione difficilmente superabile. 1968 stelline, e in trepidante attesa. spero che agli emmy, agli altri show lasci solo briciole :)

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  19. featherhead ha scritto:

    Infatti io non sono sicura che Don sia “alone” (cioè che tradirà Megan). Sarebbe piuttosto prevedibile…

    Io su quel dettaglio non mi sono (volutamente) soffermata perché preferisco che sia Weiner a offrirmi la “soluzione”: nella mia testa Don ha ragioni per tradire Megan e ragioni per non farlo. Paradossalmente trovo più coerente che non lo faccia.

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  20. @ featherhead:
    Ah. Ora capisco.
    Non ho mai fatto caso a queste cose, quindi più o meno sottigliezza in quel senso non mi fa né caldo né freddo.
    Forse dovrei confrontare con le stagioni scorse, ma come detto non ricordo quasi niente di quello che succede pre-hanging-Lane (infatti non ricordavo nemmeno il fratello)… ho una testa chiaramente diversa dalla vostra :)
    By the way, questo è anche il motivo per cui non ho mai apprezzato particolarmente le recensioni di MM di questo sito: troppe interpretazioni per i miei gusti, io oltre il primo mezzo sottotesto non vado. [e comunque sono ottime recensioni, me ne rendo conto, ma... non il mio tipo]

    Chiara Lino ha scritto:

    nella mia testa Don ha ragioni per tradire Megan e ragioni per non farlo. Paradossalmente trovo più coerente che non lo faccia

    Puoi spiegare…? Off recap? :)

    Rispondi

  21. Psi ha scritto:

    By the way, questo è anche il motivo per cui non ho mai apprezzato particolarmente le recensioni di MM di questo sito: troppe interpretazioni per i miei gusti, io oltre il primo mezzo sottotesto non vado. [e comunque sono ottime recensioni, me ne rendo conto, ma... non il mio tipo]

    Il ruolo di una recensione non dovrebbe essere quello di farti riflettere su aspetti che non avevi notato? :D

    Psi ha scritto:

    Puoi spiegare…? Off recap?

    certamente. Ogni stagione di Mad Men, come intero, rappresenta un tassello della crescita (positiva o negativa) di Don e quest’ultima (molto Megan-centrica, molto femminile, molto sulla felicità, molto su Peggy e su quello che vogliamo) non fa eccezione. L’abbiamo visto rifiutare razionalmente l’idea del tradimento, tentare di fare il marito che “accetta” e “comprende”, giocare all’uomo irreprensibile che offre al collega l’unica via d’uscita onesta. Poi all’improvviso, tra dente e screen test, è come se unisse emotivamente i puntini di ciò che aveva soltanto messo in pratica fino a quel momento. Non vorrei che tutta la stagione fosse un modo per riportare Don a commettere i vecchi errori: posto che non ho giudizi morali per il personaggio (non mi interessa se tradisce o meno Megan, insomma) dal puro punto di vista del percorso narrativo mi sembra una soluzione più elegante e pienamente giustificata. Se mi sbaglio, e perché mi sbaglio, voglio che sia Weiner a dirmelo con la sesta stagione, non le mie speculazioni in proposito :D

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  22. Megan all’inizio della stagione era l’elemento esotico, indipendente, ingovernabile e sempre un passo avanti a Don: nel momento del distacco invece si è lentamente trasformata in una “moglie di” lagnosa e dipendente. Secondo me nel gesto apparentemente generoso di Don c’è ancora una volta il riaffermarsi del possesso e del controllo.

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  23. Devo dire che ho trovato geniale lo spunto del’episodio nonostante qualche imperfezione: ognuno ha il suo fantasma da rincorrere, Megan di diventare un’attrice e fare arte, Peggy di raggiungere il suo obiettivo di carriera, Pete di ritrovare l’amore, la passione, Roger la giovinezza, la libertà e tutto ciò che non è il suo cinico disincanto. Tutti meno Don, ovviamente, che è l’unico ad essere inseguito dai suoi spettri, invece che rincorrerli.
    Se per gli altri quesa ricerca è un cammino per realizzare i propri sogni, le cui tappe rappresentano comunque dei compromessi (la povera Beth è tutt’altro che la venus in furs che Pete immaginava, la finestra dell’hotel di Peggy dà su una scena decisamente meno romantica rispetto ad una veduta di Parigi, per non parlare di Megan e del suo compromesso) Don prosegue nella sua discesa agli inferi lastricata di sensi di colpa, passati e attuali, gusci vuoti che prendono vita e forme diverse. Non è tanto questione di dibattere sul possibile/probabile/certo tradimento di Don suggerito dall’ultima scena. Anzi, credo chequesto tipo di considerazioni (sicuramente in risposta ad un amo gettato non a cas) distolgano l’attenzione dall’estrema cupezza del finale. Preferisco inserire quella scena nel quadro della progressiva caduta liibera di Don in cui non c’è alcuna speranza di atterraggio sicuro – che tradisca o meno non importa, il punto è il suo personale tormento che non ha fine, per cui non c’è riscatto possibile.

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  24. Bellissimo season finale per una stagione, a mio avviso, tra le migliori di Mad Men. Anch’io concordo sulla mancanza di quella sottigliezza così tipica di MM, in non poche scene di questa stagione (e di questo episodio in particolare). Weiner in un’intervista risponde a questa critica asserendo che in alcuni casi ciò è stato comportato dal timore che gl spettatori potessero non ricordarsi di alcuni particolari narrati ormai diversi anni fa (vedi soprattutto la ricomparsa sottoforma di fantasma, altro rimando al phantom del titolo, del fratello di Don). Se questo può avere un senso non si capisce però il perchè di scelte in fase di scrittura quantomeno non necessarie (se non ridondanti). Un esempio su tutti, il summenzionato Adam che dice a Don, vado a memoria, “è ben altro ciò che hai di marcio…”. Ecco, sono proprio questo tipo di “sottolineature” che hanno fatto storcere il naso a molti commentatori uessei. Ed in effetti, consci che non possono in nessun modo sminuire la grandezza di questa serie, un pò stonano, soprattutto perchè non se ne capisce l’utilità. L’unica motivazione che posso tentare di darmi è che forse alla AMC abbiano fatto pressioni perchè lo show avesse ascolti all’altezza dei soldi investiti (obbiettivo mi pare raggiunto peraltro, cosa che inoltre dimostra come la serie sia ben lungi da non essere apprezzata in patria). Chiedendo a Weiner alcune piccole modifiche in direzione di una maggiore facilità di fruizione. Isomma non so se sia andata realmente così, la mia è solo un’ipotesi.
    Riguardo alle speculazioni inerenti all’episodio, provo a dirvi come stanno, secondo me, le cose. Allora, a mio avviso il finale tratteggia un momento di rottura, potenzialmente definitivo, nel rapporto tra Don e la giovane moglie. Don ormai è lontano, lontanissimo da Megan. Le volta le spalle, lasciandola nel mondo posticcio da “fiaba” (“La bella e la bestia”, e sappiamo chi e chi non è vero? :)) nella quale tanto bramava vivere, per tornare nella stessa ‘oscurità dalla quale, almeno per un attimo, era riuscito a fuggire. Tant’è chenel medesimo istante, quasi come ulteriori figure fantasmatiche (sembra quasi il bar di Shining) appaiono quelle figure che per tutta la stagione erano rimaste nell’ombra di un’apparente e agognata serenità. Tornano le infinitamente reiterabili (anche loro in fondo nient’altro che dei manichini dove proiettare i propri desideri) anonime figure di giovani donne da sempre scappatoia e rifugio (insieme all’alchol, anch’esso quasi assente in questa stagione) di Draper. Perchè questo? Con la sua richiesta Megan lo ha deluso, ha dimostato quella debolezza che Don non accetta dentro di sé, ne può accettare dentro la donna che gli sta accanto. Chiedendo il suo aiuto per avere una scorciatoia Megan ottiene la possibilità che agognava ma perde il rispetto del marito, che non può fare a meno di constatare la fine di quella felicità che ormai credeva di aver definitivamente raggiunto.
    Ultima cosa, grandissimo ritorno per Marie Calvet, che in pochi apparizioni riesce a regalarci tra le migliori battute di tutta la stagione (“If every little girl in the world got her fondest wish there would be a lot more ballerinas.”).

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  25. io ho proprio sofferto, mi sono turbata e angosciata, ho amato questa stagione più di ogni altra.
    non so quali corde tocchi in me, oppure lo so e in effetti è per questo che l’ho proprio amata. sangue a sangue.
    si, qualcuno dice forse a ragione che ci sono più azioni esplicative e a volte il racconto è più descrittivo di quanto sia stato in precedenza. Forse. Ma nononstante questo è la stagione che più destabilizza e più ti lascia con quel senso di non detto e di ambiguo che è a un tratto dolore e a un tratto consapevolezza.
    A volte le cose si fanno chiare e nonstante ciò ci sfuggono. Come una Megan che appare chiara e cristallina all’improvviso solo in un filmato. E per quanto finalmente Don la Veda, con quello che per me è amore, l’amore che lui può, perché non tutti gli esseri umani amano allo stesso modo, o ne sono capaci nello stesso modo, proprio perché la vede gli sfugge.
    Non so, ci sarebbero tantissime parole da scrivere a riguardo. Ma mi tengo la meraviglia e il godimento che mi ha regalato quest’anno questo bellissimo prodotto d’arte.
    Prodotto squisitivamente americano. E per me che vivo in America e che volente o nolente la vivo da Europea, è qualcosa di prezioso.

    ps. grazie @Chiara Lino per la recensione, sentita e sofferta così com’è. bellissima.

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  26. Quanto sono spoiler nei commenti le considerazioni/interpretazioni/interviste varie di Weiner sull’episodio?

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  27. Psi ha scritto:

    Quanto sono spoiler nei commenti le considerazioni/interpretazioni/interviste varie di Weiner sull’episodio?

    Ma spoiler di cosa? La stagione è finita..

    Rispondi

  28. Ottima recensione.
    Questa stagione, a mio avviso, è stata la più bella. E Nancy Sinatra ci stava davvero un sacco nel finale, anche se poteva sembrare troppo esplicativa. Non potevamo perderci un Jon Hamm praticamente James Bond.
    Detto questo, a mio avviso, la scena di Don che guarda Megan va interpretata in questo senso: Don si era quasi dimenticato di questa moglie bella, sexy, affascinante, perché era subentrata un’immagine più casalinga di Megan, più fragile. Don aveva avuto modo di vedere la bambina e la moglie e non dimentichiamo quanto è stato fondamentale l’apporto della madre di Megan, che dice: “Megan ha un temperamento artistico ma non è un’artista”, condannando la figlia al sicuro fallimento.
    Da pubblicitario, da esperto, Don vede qualcosa nel montaggio di Megan e recupera la fascinazione che l’aveva spinto a corteggiarla, ma allo stesso tempo la lascia andare e spiega bene perché: il punto non è Megan – debole o forte che sia – il punto è lui. Ogni volta che qualcuno ha successo nella vita si allontana. Don si sente destinato ad una solitudine esistenziale, all’abbandono continuo e costante: per questo si allontana da Megan. Per Don è già stabilito che, ad un certo punto, quando lei sarà in grado di camminare sulle sue gambe, Don non le servirà più e tutto sarà finito.
    Per quanto mi riguarda, ho interpretato la scena in questo senso.
    Emozione pura per il parallelo Don/Peggy e, concordo, January Jones è bellissima, ma non sexy. Io trovo che la più sexy del cast sia proprio Jessica Paré.

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  29. AbeC ha scritto:

    Ma spoiler di cosa? La stagione è finita..

    Ce ne sono alcune in cui sembra dare una risposta abbastanza chiara alla faccenda tradimento o no…

    Rispondi

  30. Weiner e’ cosi’ preoccupato dagli spoiler che non fa uscire neanche sneak peeks fra un episodio e l’altro, figurarsi se da’ risposte univoche so quello che succedera’ l’anno prossimo…quell’uomo e’ peggio della Sibilla Cumana! :P

    Stavo pensando che in fondo “you help someone and they leave you” e’ proprio come e’ iniziata la relazione fra Don e Megan…. povera, povera Fay! ( ragion per cui, se Don e’ “deluso” da Megan, e’ un bell’ipocrita!)

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  31. bravissima Chiara, che bella recensione!

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  32. ma da quando non essere sexy è un demerito a livello recitativo?
    Senza contare che che la carica sexy di una donna è negli occhi di chi guarda.
    C’è chi trova sexy una postura, chi un modello fisico, chi un inflessione.
    Trovo questo genere di valutazioni sterili e fuoriluogo quando si cerca di “valutare” un’ attrice o un attore.

    Ad ogni modo stagione strepitosa.
    Recensione goduriosa e a giudicare dai commenti che mi precedono, capace di suggerire più interpretazioni alla faccia di quella mancata sottigliezza di cui si parla.

    Ringrazio Serialmente per avermi fornito la sua lente di ingrandimento su questa serie.
    Ne ho apprezzato ogni puntata.
    ogni recensione.

    Rispondi

  33. L`episodio non e` stato il massimo se paragonato a quelli precedenti, ma l`ho trovato comunque di ottimo livello.

    Non e` per me la stagione migliore (troppo didascalica a volte), ma e` comunque una buonissima stagione.

    Con la musica non ne prendono una. E` la piaga totale di “Mad Men” e se non hanno mai corretto il tiro in 5 stagioni, non c`e` speranza lo facciano in futuro.
    Il pezzo finale l`ho trovato disturbante oltre ogni limite consentito, per essere “Mad Men”. Oltre che pacchiano e didascalico.

    Rispondi

  34. pensa che la scelta musicale prevedeva The look of love di Bucharach, scartata in un secondo momento da Weiner perchè successiva all’anno in cui è ambientata la puntata.
    a me non è spiaciuto il bondraper come ho apprezzato He hit me e tomorrow never knows e i kinks che sono piaciuti anche a te.

    Rispondi

  35. Per me è stata complessivamente la stagione migliore, anche se questo finale l’ho gradito molto meno dei finali precedenti, e anzi lo ritengo uno degli episodi meno riusciti della stagione. Alcuni passaggi mi sono sembrati forzati, tipo Joan che si sente in colpa per non essersi “concessa” a Lane (mi è sembrato quasi fuori dal personaggio) o Don che casualmente incontra Peggy al cinema, mentre alcuni passaggi sono stati troppo didascalici (l’inquadratura sulla sedia vuota, il dente e le visioni di Don). Come qualcuno ha fatto notare, è la seconda volta che sentiamo parlare l’incoscio di Don, ma stavolta, al differenza della sequenza horror/onirica di Mystery Date (che era “malata” al punto giusto e ottimamente inserita all’interno dell’episodio), il risultato non mi ha convinto. Mi è sembrato quasi di vedere i fantasmini di Dexter, che odio a morte.
    Alcuni degli elementi didascalici presenti nel resto della stagione, anziché darmi fastidio, li ho visti più come dei “tocchi di classe” spudorati, tipo tutta la storia di Lane e la Jaguar o la nube tossica su Manatthan (episodio storicamente avvenuto, così come tanti altri all’interno della stagione, a partire dalla scena iniziale). Ho trovato più fastidiosi certi dialoghi, come quello dell’amichetto di Sally al termine nella scorsa puntata.
    Piccole pecche che risaltano vistosamente all’interno di una stagione quasi perfetta.

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  36. tonyclifton ha scritto:

    ma da quando non essere sexy è un demerito a livello recitativo?

    secondo me è un demerito a livello di casting: io mi riferivo alla parte che January Jones ha in X-Men: First class, in cui dovrebbe comunicare una carica sexy e gelida al tempo stesso che semplicemente non ha. Chiamiamola sensualità, chiamiamolo carisma: certo non aiuta che nel film lei sia una completa cagna, eh.

    Rispondi

  37. Chiara Lino ha scritto:

    tonyclifton ha scritto:
    ma da quando non essere sexy è un demerito a livello recitativo?

    secondo me è un demerito a livello di casting: io mi riferivo alla parte che January Jones ha in X-Men: First class, in cui dovrebbe comunicare una carica sexy e gelida al tempo stesso che semplicemente non ha. Chiamiamola sensualità, chiamiamolo carisma: certo non aiuta che nel film lei sia una completa cagna, eh.

    Esattamente! E’ proprio il film dove i limiti dell’attrice vengono fuori spudoratamente; lì doveva dare un’impressione di glaciale superiorità e inarrivabile sensualità e invece l’impressione generale è quella di un personaggio immaturo e incompiuto.

    Rispondi

  38. klatu ha scritto:

    Esattamente! E’ proprio il film dove i limiti dell’attrice vengono fuori spudoratamente; lì doveva dare un’impressione di glaciale superiorità e inarrivabile sensualità e invece l’impressione generale è quella di un personaggio immaturo e incompiuto.

    Però, ripeto, è colpa del direttore del casting o di chi gli ha imposto January Jones come scelta. È il suo lavoro capire se un attore sa emanare la “carica” giusta, messo in un certo ruolo, e se saprà creare alchimia con gli altri attori. Nel ruolo di Betty continuo a trovarla stupenda, e non credo sia perché “lei è così veramente”.

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  39. Io me lo sentivo da quando Don ha visto il provino di Megan, che qualcosa si era spezzato, e la fine (per me) è sicuramente un tradimento, come se alla fine la parte più coerente di lui fosse proprio il donnaiolo, e che con Megan avesse tentato fino all’ultimo di resistere, fino a quando lei non si è dimostrata per quel che è veramente, ovvero un’arrivista. Sinceramente non mi aspettavo che scaricasse l’amica in due secondi per farsi dare lei la parte e che si mettesse pure a piangere perché Don (giustamente) non voleva assecondarla.

    Bellissima stagione, aspetto la prossima *-*

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  40. megan in parabola discendente. più betty assolutamente, ma solo perché non riesco a scollarmi di dosso che metà del mio amore per mad men proviene dal mio amore per quel personaggio. la recitazione di jon hamm mi è sembrata incredibilmente artefatta e didascalica, così come alcuni passaggi di questa stagione (l’insopportabile dialogo in ascensore con l’insostenibile figlio di weimar). stagione indiscutibilmente bella, ma non la migliore. non capisco perché inneggiate tutti al capolavoro. io ho preferito di gran lunga prima e seconda.

    Rispondi

  41. tonyclifton ha scritto:

    pensa che la scelta musicale prevedeva The look of love di Bucharach, scartata in un secondo momento da Weiner perchè successiva all’anno in cui è ambientata la puntata.
    a me non è spiaciuto il bondraper come ho apprezzato He hit me e tomorrow never knows e i kinks che sono piaciuti anche a te.

    Meno male l`hanno scartata.

    Ma Tony, stiamo parlando degli anni Sessanta. I migliori anni musicali di sempre (e dico SEMPRE) della storia umana finora, dove, a partire dal 1962, il pezzo musicale lo si puo` scegliere recitando una filastrocca… e nel 99% dei casi va bene.
    E questi riescono a toppare? (Per non dire quando fanno cavolate tipo Decemberist…)…

    Rispondi

  42. A me il fatto di aver usato una sola volta un brano di musica contemporanea era piaciuto! (Maidenform in genere è uno dei miei episodi preferiti!)

    Sull’ambizione di Megan… ovviamente Don non è affatto ambizioso ed è troppo nobile per fare cose, come per esempio, sfruttare la sua relazione con Faye per aggiudicarsi la Heinz beans…
    (non è che Don debba essere moralmente irreprensibile o coerente con sè stesso, ma in alcuni post leggo un tono quasi di condanna verso Megan e non posso non pensare che suo marito ha fatto cose simili o ben peggiori senza venir giudicato più di tanto…)

    Rispondi

  43. @ featherhead:
    :-)
    Megan è un personaggio che in generale sembra non piacere… e dire che dovrebbe essere più vicina alla sensibilità di oggi (ricerca di auto-determinazione, equlibrio di relazione ecc. , con tutte le debolezze e le “cadute” (?) di un personaggio reso bene dal punto di vista narrativo (altrimenti sarebbe monocorde, e non è esattamente la serie giusta per i personaggi senza sfaccettature e/o ambiguità, ma c’esta la vie).
    Si vede che va ancora di più il presunto angelo del focolare, ok, alienata e squilibrata come Betty, ma che casalinga sia. ;-)

    Rispondi

  44. @ featherhead:
    c’est la vie, ovviamente.

    Rispondi

  45. claudia ha scritto:

    @ featherhead:

    Megan è un personaggio che in generale sembra non piacere… e dire che dovrebbe essere più vicina alla sensibilità di oggi (ricerca di auto-determinazione, equlibrio di relazione ecc. , con tutte le debolezze e le “cadute” (?) di un personaggio reso bene dal punto di vista narrativo (altrimenti sarebbe monocorde, e non è esattamente la serie giusta per i personaggi senza sfaccettature e/o ambiguità, ma c’esta la vie).
    Si vede che va ancora di più il presunto angelo del focolare, ok, alienata e squilibrata come Betty, ma che casalinga sia.

    Semplicemente, non è simpatica. Sarà l’attrice, o momenti del personaggio, non saprei….
    Pogo ha scritto:

    tonyclifton ha scritto:
    pensa che la scelta musicale prevedeva The look of love di Bucharach, scartata in un secondo momento da Weiner perchè successiva all’anno in cui è ambientata la puntata.
    a me non è spiaciuto il bondraper come ho apprezzato He hit me e tomorrow never knows e i kinks che sono piaciuti anche a te.
    Meno male l`hanno scartata.
    Ma Tony, stiamo parlando degli anni Sessanta. I migliori anni musicali di sempre (e dico SEMPRE) della storia umana finora, dove, a partire dal 1962, il pezzo musicale lo si puo` scegliere recitando una filastrocca… e nel 99% dei casi va bene.
    E questi riescono a toppare? (Per non dire quando fanno cavolate tipo Decemberist…)…

    Davvero, nei Sessanta c’è l’universo, centinaia di brani memorabili da scegliere.

    Rispondi

  46. klatu ha scritto:

    Semplicemente, non è simpatica. Sarà l’attrice, o momenti del personaggio, non saprei….

    Oddio, perché, Betty è simpatica? Don è simpatico? Roger? Pete?
    L’unico personaggio che trasmette una certa simpatia è Peggy, e anche lei ha i suoi bei momenti di spinanelculismo.

    Rispondi

  47. Per me Megan è stata la grande sospresa di questa stagione. Lo trovo un ottimo personaggio (e dalla quarta stagione non me lo aspettavo), capace di rivelare lati di sè poco prevedibili senza al tempo stesso cadere nell’incoerenza.
    A me poi sta anche moderatamente simpatica, ma non è questo il punto.

    Chiara Lino ha scritto:

    Peggy, e anche lei ha i suoi bei momenti di spinanelculismo.

    E il bello è questo :)
    Un personaggio “femminista” che però non si cerca di rendere simpaticona a tutti i costi.

    Rispondi

  48. @ claudia:
    ma perché se non piace Megan deve piacere per forza l’angelo del focolare? Ma da quando in qua Megan sarebbe “femminista”? Ma dove??? Ma vi rendete conto o no che ha sposato un tizio ricco, quindi non ha più bisogno di lavorare per seguire il suo sogno, e inoltre si può permettere di frignare come una bambina scema per avere la raccomandazione dal marito-daddy? Cosa c’è di femminista in questa scemetta lagnosa e infantile? Dove sta la novità?
    abbiate pazienza, ma se proprio devo appuntare la mia attenzione su un modello di donna, lo faccio su Peggy. Non è una santa nemmeno lei (ma chi lo è in MM? e poi sai che noia), ma almeno santiddio non ricorre allo sugar daddy per farsi mantenere (mamma che novità! che donna nuova!).
    per favore, eh. Megan “donna nuova” non si può proprio leggere, in particolar modo dopo questo episodio.

    Rispondi

  49. Megan non è femminista, ma io la trovo molto interessante e piena di potenziale.
    Ma, appunto, tutti i personaggi di MM lo so e nessuno di loro è un santo o un eroe.

    Rispondi

  50. Daniela G. ha scritto:

    per favore, eh. Megan “donna nuova” non si può proprio leggere, in particolar modo dopo questo episodio.

    ma io non credo che la “novità” vada cercata nell’assenza di raccomandazione: neanche io penso che Megan sia la “donna nuova”, ma il suo essere viziata non toglie all’essere o meno un personaggio più moderno degli altri. Femminista niente affatto, moderna nel senso “giovane” del termine: ha comunque una percezione diversa degli equilibri uomo/donna (che non si è sudata, viene dritta da come è stata cresciuta) rispetto alla media degli altri personaggi.
    Poi non so, io ho sempre difficoltà a leggere i personaggi di Mad Men come “modelli”, li trovo più che altro ritratti estremamente dettagliati di persone realistiche.

    Rispondi

  51. @ Daniela G.: Mi sembra lo stesso discorso che fa Joan a Peggy. Il fatto che chieda una raccomandazione non è certo questione legata al sesso, come non lo sarebbe se un figlio chiedesse una raccomandazione al padre (Megan non si è sposata per profitto, mi pare l’unico fatto assodato in tutta la questione “Megan”). Quello di Megan è il dramma di una persona che non riesce a raggiungere i propri obiettivi, non certo di una donna che si abbandona all’uomo. Megan è figlia di una generazione diversa e nuova, guidata da nuove idee e animata da nuove spinte. Sul fatto che il suo personaggio di per sé sia femminista si può discutere, ma sul fatto che sia portatrice, a modo suo, di modernità un po’ meno.

    Rispondi

  52. @ Daniela G.:
    io non ho usato la parola “femminista”, la usi tu. secondo me “femminista” secondo l’accezione attuale non è nemmeno Peggy, per dire.
    Ho scritto ” più vicino al sentire contemporaneo” , con tutte le contraddizioni del caso. Per questo, secondo me, è un personaggio narrativamente riuscitissimo e interessante, utile a dare una svolta (alla quarta stagione, come ha citato qualcuno) o una possibile svolta a un plot (Don che si fa tutti gli esseri viventi femminili in città) che non potena reggere fino alla sesta (settima?) stagione.. – che noia!

    Rispondi

  53. @ Chiara Lino:
    esatto.

    Rispondi

  54. Giovanni Di Giamberardino ha scritto:

    Sul fatto che il suo personaggio di per sé sia femminista si può discutere, ma sul fatto che sia portatrice, a modo suo, di modernità un po’ meno.

    Mah, si può discutere un po’ di tutto: come abbiamo detto più volte nessuno, in Mad Men, è deputato a portare la torcia di questo o quell’ideale. È tutta gente che un po’ ci prova, un po’ fa compromessi, un po’ si impone e un po’ si adatta. Peggy non è una “femminista”, nel senso che non milita con nessun movimento, non teorizza le ingiustizie che subisce in quanto femmina, ma le nota e cerca di affrontarla nel modo che, volta per volta, ritiene più adatto. Talvolta le ignora, talvolta le aggira, talvolta le respinge.
    Megan è molto giovane ed è stata molto coccolata, ci ha provato per un po’ (anche grazie alla spinta ideologica del padre) e ora si ritrova in una posizione di indubbio vantaggio: nel momento in cui un’amica le chiede di sfruttare quella posizione, si accorge di averla e cerca di sfruttarla per sé. Non la trovo più da disprezzare di tanti altri (i comportamenti moralmente ambigui in Mad Men sono talmente tanti che trovo più semplice bloccare il giudizio e limitarmi all’analisi), ma forse perché non la vedevo portatrice di chissà quale responsabilità.
    Certo, potersi permettere di mollare tutto per seguire i propri sogni è un privilegio che pochi hanno e che chi ha spesso sfrutta: oggi come allora. Non mi sembra né una pratica sessista né retrograda, al massimo poco pulita.

    Rispondi

  55. @ claudia:
    abbi pazienza, ma sei tu che hai scritto che se non si apprezza Megan allora vuol dire che si apprezzano le casalinghe alla Betty, come se Megan fosse la portatrice di chissà quale modernità e la dicotomia fosse solo tra questi due tipi di donna. Sisi, Megan persegue il suo sogno, ma come? Come la bambina viziata da papà che è. Infatti si fa mantenere dal suo sugar daddy e piagnucola per avere una raccomandazione. Che donna, come si può non apprezzarla?
    Mi dite Peggy su chi ha potuto contare nella sua vita? Sulla sua famiglia? No. Su Don? Sì, ma perché? Perché se l’è sposato o perché lui in lei ha visto del talento?
    il che non significa assolutamente che Megan sia da condannare più di tanti altri personaggi di MM, ma questo lo dò per scontato. Dopo 5 stagioni dobbiamo stare ancora qua a ripetere quanto siano spesso moralmente riprovevoli Don, Pete, Roger etc? Non penso, ne abbiamo parlato fino alla nausea. Lei è stata un personaggio importante di questa stagione ed ecco perché ne stiamo parlando.

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  56. Io non ho mai detto che Megan sia femminista ( e non sono neanche d’accordo con @Claudia sul fatto che Betty sia piu’ popolare perche’ casalinga: prima di tutto perche’ Betty e’ sempre stata molto criticata, e poi perche’ la “casalinghitudine” le e’ sempre stata molto stretta, solo che non sembra essere in grado di trovare uno stile di vita alternativo perche’ e’ stata sempre convinta che quello sia il suo ruolo). Ho solo detto che mi fanno un po’ sorridere i post sul fatto che il povero Don sia deluso di trovarsi per moglie una perfida strega raccomandata, visto che usare le sue partner per la carriera non e’ una cosa che il nostro ha giudicato indegna di se’ in passato, e non e’ neanche la cosa peggiore che abbia fatto…

    Rispondi

  57. scusate, ma al di là della tifoseria, quello che viene fuori bene con megan è proprio la tensione tra la vecchia e nuova generazione, tra la voglia di farcela da sola e lo status acquisito con il matrimonio – a una come Betty non era nemmeno saltato in testa di perseguire la sua carriera di modella dopo aver sposato Don (salvo poi rinfacciarglielo qualche tempo dopo). In questo senso si può dire che megan fa parte della “nuova generazione”, sennò mezza stagione sul suo conflitto interiore tra l’accettazione della sua posizione e i suoi sogni non avrebbe alcun senso. Poi, almeno da quanto si è visto, Megan è innamorata di Don e l’ha sposato per quello, non per i soldi.
    Un paragone tra peggy e megan sul piano “chi è più femminista” non sta in piedi, semplicemente perchè nessuna delle due lo è, e poi perchè mm è troppo intelligente per ricorrere all’ideologia, quello che interessa è il modo con cui questi personaggi con le loro idee cercano di andare avanti, di raggiungere i loro obiettivi – con tutti i compromessi del caso.

    Rispondi

  58. Chiara Lino ha scritto:

    klatu ha scritto:
    Semplicemente, non è simpatica. Sarà l’attrice, o momenti del personaggio, non saprei….

    Oddio, perché, Betty è simpatica? Don è simpatico? Roger? Pete?
    L’unico personaggio che trasmette una certa simpatia è Peggy, e anche lei ha i suoi bei momenti di spinanelculismo.

    Giusto, la mia affermazione non esclude ciò che tu affermi. Nessun personaggio in questo show brilla per qualche speciale virtù umana. Nel caso specifico di Megan, per quanto mi riguarda, il personaggio ha perso punti costantemente, arrivando poi in questo episodio ad allinearsi alla massa dei più che approfittano delle circostanze e delle persone per il proprio tornaconto. L’aver scippato il ruolo all’amica è un gesto di meschineria pura. E’ vero che tutti fanno così però almeno la maggior parte evita di fare l’alternativo portando il marito a spettacolini off Broadway dove i tipi come Don vengono presi in giro, salvo poi far leva proprio sulle influenze dello stesso per avere la parte agognata.

    Rispondi

  59. @ Daniela G.:
    femminismo secondo me è una parola ascrivibile solo a un periodo successivo (gli anni ’70), quando si è raggiunta una consapevolezza della questione femminile.
    Sul “femminismo”-modernità del personaggio quoto in pieno l’opinione di Chiara e Giovanni.
    Poi a me (a me) fa cmq un po’ pensare che susciti tanta antipatia un personaggio – frignante o no – che si comporta con il proprio partner come tante di noi farebbero, arrabbiandosi per la mancanza di spiegazioni, ritardi ingiusticati, sottovalutazioni ecc. O forse no, non lo farebbero.
    Saluti.

    Rispondi

  60. @ Chiara Lino:
    Infatti sono stati gli studenti privilegiati Berkeley ad accndere la miccia.. non “le Peggy”. Come nel caso del personaggio Joan la consapevolezza di sé non serve ad affrancarsi dagli stereotipi e a sconfiggerli. Peggy è più giovane, e questo le fa fare qualche passo in avanti, ma senza liberarsi mai (ancora?) del suo retaggio piccolo borghese e bigotto. Mi piace molto la caratterizzazione estetica e di costume dei personaggi (è il mio settore e uno dei motivi che mi hanno fatto interessare alla serie), e non so se hai notato che gli abiti di Peggy sono sempre leggermente retro-datati (mi piace pensare che non sia un caso ma una scelta della costumista, e credo di sì), mai, o quasi, un abito a trapezio, sempre vita segnata, camicetta (la camicia è un’altra cosa) e gonne gonfie: è l’ eredità culturale di un modello femminile precedente, più facile scalare posizioni sul lavoro e andare a convivere con il fidanzato che buttare i vecchi abiti alle ortiche, e con essi il retaggio familiare. Un personaggio del genere “la questione femminile” l’ha vissuta sulla propria pelle senza necessariamente prenderne coscienza in toto. Del resto John Lennon ancora nel ’72 cantava “Woman is the nigger of the world”, prima ci saranno i neri appunto e i gay (l’episodio dello Stonewall è del ’69): Weiner avrà previsto di inserire anche questa questione? :-)

    Rispondi

  61. @ Jeanne:
    allora non mi sono spiegata: non è questione di tifoseria. E’ questione che non capisco cosa ci sia da discutere su Megan come donna “moderna”. Ma davvero? E allora, appunto, Peggy cos’è? E Faye? Cos’era Faye? Sono donne che se la cavano da sole, negli anni ’60. Non, ripeto, la finta alternativa che si fa mantenere e che frigna se il marito non la raccomanda.
    @ klatu: concordo su ogni parola. Anche per me Megan ha perso sempre più punti, fino a precipitare a zero in questo episodio.
    @ claudia:
    ma lasciamo perdere il femminismo. A me fa saltar su, come tu hai scritto, che se non piace il personaggio di Megan, allora vuol dire che piace il modello casalingo alla Betty. Niente di più lontano dalla realtà, ma veramente anni luce. Esistono donne che si fanno il mazzo e che non devono chiedere niente a nessuno, che non si fanno mantenere, e che, non preoccuparti, se il partner lo merita lo mandano affa… alla velocità della luce.
    “Woman is the nigger of the world” è una frase di Yoko Ono, poi ripresa da Lennon con la Plastic Ono Band, l’ho scritto nella mia recensione di “The beautiful girls” dell’anno scorso. Visto che parliamo di donne, diamo a Yoko quel che è di Yoko.
    Omaggi.

    Rispondi

  62. @ Daniela G.:
    mah, a me la tua pare una visione un po’ troppo calcata e pregiudiziale del personaggio… Non mi pare ci siano dei riferimenti oggettivi nella serie per dire che è megan è una finta alternativa (non se sei del partito di Girls ma il mio concetto di finta alternativa è quello) – e il fatto che pianga perchè il marito che la mantiene non la raccomanda… Beh è come dire che Betty è una cretina frustrata che spara alle colombe, Peggy un’arrivista ambiziosa che vorrebbe portare i pantaloni, Roger un vecchiaccio bollito che si è calato un acido di troppo e così via. Questo per dire chemi sembra un tantino riduttivo.

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  63. Daniela G. ha scritto:

    @ Jeanne:
    allora non mi sono spiegata: non è questione di tifoseria. E’ questione che non capisco cosa ci sia da discutere su Megan come donna “moderna”.

    Se non ci fosse da discutere su questo la stagione perderebbe tantissimo della sua bellezza. Mi chiedo quanto ti sia piaciuta la stagione infatti, perchè la tua opinione su Megan va al di là dell’analisi di un personaggio; sembra piuttosto che parli di una conoscente figlia di papà che ti sta sulle palle, visione che toglie gran parte delle sfumature che invece le appartengono eccome. Poi può stare più o meno “simpatica”, ma la descrizione unidimensionale che ne fai non mi sembra affatto condivisibile. Poi la questione del perdere punti proprio non la capisco, tenete dei punteggi morali da dare ai personaggi? Don a questo punto sarebbe finito sotto zero (temperature glaciali) insieme a più o meno tutti gli altri.

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  64. @ Arianna:
    Megan è un personaggio che sembrava promettere molto all’inizo: il suo approccio ai bambini di Don era stato oltremodo positivo, la sua attività lavorativa nell’agenzia, seppur vista con sospetto dai colleghi, giustificata dai risultati. La voglia di seguire il proprio sogno e la decisione delle sue scelte la facevano persona diversa dalla casalinga frustrata Betty e più consapevole su un piano, diciamo così ideologico, di Peggy, che invece per limiti di background culturale non arriva a teorizzare un suo agire differente da quello degli uomini.
    Nel momento in cui Megan si dedica completamente alla realizzazione del suo sogno, i tratti meno gradevoli della sua personalità emergono tutti e alla fine ci troviamo con un personaggio frustrato, un po’ viziato e capriccioso capace di abbassarsi a piccole meschinerie che non credavamo fosse capace di perpetrare.
    Credo che quando si parla di antipatia si intenda la profonda delusione per lo scarto tra le potenzialità “rivoluzionarie” del personaggio e il percorso quanto mai deludente che ha avuto. Per utilizzare una metafora sportiva, Megan è un po’ quel giocatore di talento dalle grandi promesse non messe in pratica.
    Questa è una valutazione che tiene conto del personaggio com’ è ora; poi decideranno gli scrittori di dargli una direzione piuttosto che un’altra.

    Rispondi

  65. Secondo me il non riuscire proprio nel campo che le interessa e lo scendere a compromessi rendono Megan più “umana” e credibile… una Mary Poppins sexy ed integerrima che riesce ugualmente bene in tutte le professioni non sarebbe esattamente in linea con uno show che ha personaggi come Pete o Don…

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  66. Daniela G. ha scritto:

    E’ questione che non capisco cosa ci sia da discutere su Megan come donna “moderna”. Ma davvero?

    Ma “moderna” cosa vuol dire? Perché abbiamo a che fare tutti i giorni con gente che si fa raccomandare dal padre, dal marito, dalla moglie, e a me non viene in mente “antiquati”: mi viene in mente “stronzi”.
    Mi sembra che Mad Men racconti, tra le altre, anche storie di emancipazione. Ma il punto della serie come insieme mi sembra che sia il concetto di cambiamento (in meglio, in peggio, in più o meno ipocrita…): piaccia o no il personaggio di Megan evolve, fa dei passi in una direzione che determineranno il futuro suo e, in parte, di chi le sta intorno.
    Mi chiedo, poi: il punto moralmente inaccettabile è chiedere la raccomandazione o ottenerla? O è chiederla a un uomo e ottenerla? Perché se il problema è che Megan chiede, è perfettamente paragonabile all’amica che chiede a lei la stessa identica raccomandazione.

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  67. klatu ha scritto:

    @ Arianna:
    Megan è un personaggio che sembrava promettere molto all’inizo: il suo approccio ai bambini di Don era stato oltremodo positivo, la sua attività lavorativa nell’agenzia, seppur vista con sospetto dai colleghi, giustificata dai risultati. La voglia di seguire il proprio sogno e la decisione delle sue scelte la facevano persona diversa dalla casalinga frustrata Betty e più consapevole su un piano, diciamo così ideologico, di Peggy, che invece per limiti di background culturale non arriva a teorizzare un suo agire differente da quello degli uomini.
    Nel momento in cui Megan si dedica completamente alla realizzazione del suo sogno, i tratti meno gradevoli della sua personalità emergono tutti e alla fine ci troviamo con un personaggio frustrato, un po’ viziato e capriccioso capace di abbassarsi a piccole meschinerie che non credavamo fosse capace di perpetrare.
    Credo che quando si parla di antipatia si intenda la profonda delusione per lo scarto tra le potenzialità “rivoluzionarie” del personaggio e il percorso quanto mai deludente che ha avuto. Per utilizzare una metafora sportiva, Megan è un po’ quel giocatore di talento dalle grandi promesse non messe in pratica.
    Questa è una valutazione che tiene conto del personaggio com’ è ora; poi decideranno gli scrittori di dargli una direzione piuttosto che un’altra.

    Mi sembra che tu stia ancora parlando di delusione da un punto di vista umano e morale, tutte sfere che per me non c’entrano niente con la qualità del personaggio.

    Rispondi

  68. Per quello che mi riguarda (mi aggiungo anche io al dibattito) Megan mi sembra moderna perché rappresenta la fragilità del suo tempo, in bilico tra il vecchio sistema e il nuovo. Mentre Joan, per esempio, risulta bene inserita nel suo ambiente sociale e capace di gestire i conflitti, anche quelli più estremi, in un certo modo, Megan deve ancora imparare un sacco e fare tanta strada. Non è certo una donna emancipata, indipendente e sicura di sé, ma non lo è mai stata. Se ci fate caso, tutto il suo arco narrativo si può riassumere nell’immagine di lei che aiuta Sally, caduta sul pavimento: Megan è Sally, è quella bambina caduta sul pavimento e che nessuno ha saputo aiutare, neanche il padre. La grande capacità di questa serie è descrivere in personaggi con grande verosimiglianza psicologica e senza perdere il filo del discorso: Megan inizia la sua storia narrativa aiutando Sally e prosegue mostrandoci perché Sally (Che, se seguite il mio discorso è sempre lei, la bambina ferita) è caduta a terra. Mostrandoci la madre.
    In questo senso, a mio avviso, è interessante vedere cosa farà questa donna: riuscirà a crescere? A rialzarsi sulle sue gambe? Rimarrà per sempre la bambina ferita che ha bisogno del papà (Don) per risolvere i suoi conflitti?
    C’è tanto fascino e tanta verità in un personaggio come Megan.
    Il fatto che poi sia così fragile – una ragazza che vorrebbe fare l’indipendente e invece si appoggia al marito – rende perfettamente la complessità di quegli anni in America.

    Rispondi

  69. AryaSnow ha scritto:

    klatu ha scritto:

    @ Arianna:
    Megan è un personaggio che sembrava promettere molto all’inizo: il suo approccio ai bambini di Don era stato oltremodo positivo, la sua attività lavorativa nell’agenzia, seppur vista con sospetto dai colleghi, giustificata dai risultati. La voglia di seguire il proprio sogno e la decisione delle sue scelte la facevano persona diversa dalla casalinga frustrata Betty e più consapevole su un piano, diciamo così ideologico, di Peggy, che invece per limiti di background culturale non arriva a teorizzare un suo agire differente da quello degli uomini.
    Nel momento in cui Megan si dedica completamente alla realizzazione del suo sogno, i tratti meno gradevoli della sua personalità emergono tutti e alla fine ci troviamo con un personaggio frustrato, un po’ viziato e capriccioso capace di abbassarsi a piccole meschinerie che non credavamo fosse capace di perpetrare.
    Credo che quando si parla di antipatia si intenda la profonda delusione per lo scarto tra le potenzialità “rivoluzionarie” del personaggio e il percorso quanto mai deludente che ha avuto. Per utilizzare una metafora sportiva, Megan è un po’ quel giocatore di talento dalle grandi promesse non messe in pratica.
    Questa è una valutazione che tiene conto del personaggio com’ è ora; poi decideranno gli scrittori di dargli una direzione piuttosto che un’altra.

    Mi sembra che tu stia ancora parlando di delusione da un punto di vista umano e morale, tutte sfere che per me non c’entrano niente con la qualità del personaggio.

    Ma io non discuto la resa del personaggio dal punto di vista qualitativo : Mad men non è serie da commettere errori nel tratteggiarne il percorso; è che nel rapportarsi a un’opera seriale mi sembra inevitabile un certo tipo di coinvolgimento anche emotivo per vicende e persone (non il fanboysmo spinto benintesi, che pure avrà la sua ragione d’essere ma che non mi interessa) che per un motivo o un altro toccano alcune corde personali. Ebbene da questo punto di vista Megan si sta rivelando una mezza delusione. Non tanto perché il personaggio abbia difetti (chi non li ha, specie in MM?), ma perché sono proprio mancanze da persona “piccola”, immatura e in fondo limitata.

    Rispondi

  70. klatu ha scritto:

    Ma io non discuto la resa del personaggio dal punto di vista qualitativo : Mad men non è serie da commettere errori nel tratteggiarne il percorso; è che nel rapportarsi a un’opera seriale mi sembra inevitabile un certo tipo di coinvolgimento anche emotivo per vicende e persone (non il fanboysmo spinto benintesi, che pure avrà la sua ragione d’essere ma che non mi interessa) che per un motivo o un altro toccano alcune corde personali. Ebbene da questo punto di vista Megan si sta rivelando una mezza delusione. Non tanto perché il personaggio abbia difetti (chi non li ha, specie in MM?), ma perché sono proprio mancanze da persona “piccola”, immatura e in fondo limitata.

    Ah ok, ho avuto il sospetto che fosse una critica anche verso la qualità del personaggio.
    Capisco benissimo che si possa voler parlare anche della simpatia e delle qualità umane di un personaggio, solo che mi sembra una questione secondaria.

    Rispondi

  71. @ Jeanne:
    ancora? qua stiamo parlando di Megan nello specifico, e della sua supposta “modernità”, perciò sto parlando di lei. Ogni volta bisogna mettersi a recitare il rosario delle nefandezze di tutti gli altri personaggi? Sono cose dette, ridette e stradette. Io contesto il fatto che qui si dica che a chi non piace questo tipo di donna è perché vuol dire che “tifa” per la casalinga alla Betty. Perciò mi sto focalizzando su questo aspetto di Megan. Come altro devo spiegarlo?
    @ featherhead: ma io sono d’accordo. Solo per favore non mi si venga a dire che è chissà quale gran donna.

    @ Chiara Lino: prima di tutto la cara Megan fa le scarpe all’amica, non dimentichiamo questo “piccolo” particolare, non si limita a piagnucolare con modalità da bambina per una raccomandazione. E chi nega che lei faccia dei passi avanti? Ognuno si arrangia come può, in MM come nella vita. Ma qua si è parlato di donne “moderne” o meno. Nonostante l’apparenza, mi dici cosa c’è di moderno in una che si fa mantenere e che va avanti con le raccomandazioni del marito? Lo so benissimo che anche nel 2012 siamo pieni di elementi così, non è una questione temporale. Non mi va che passi il messaggio che quel personaggio è una donna “moderna” nel senso migliore del termine, perché per me finora non lo è stata.
    non per ripetermi, ma in MM di donne che fanno strada da sole con tutta la fatica del caso ne abbiamo già viste.

    @ Arianna: non hai capito la mia prospettiva. Quoto tutto quello che ha scritto klatu (e lo ringrazio per avermi risparmiato la fatica XD).

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  72. @ Daniela G.:
    non è questione di come lo spieghi, è questione delle cose che dici.
    Evidentemente non sono stata abbastanza chiara io nella critica che ti ho fatto, perchè dalla risposta hai mancato completamente il senso di quello che ho detto. La tua prospettiva su Megan è riduttiva e pregiudiziale,indipendentemente da qualsiasi tesi tu stia cercando di smontare – che poi mi sembra talmente un’idiozia quella dell’alternativa stretta tra betty e megan che francamente non ci starei neanche a perdere tempo. Gli aspetti in base a cui tu giudichi megan come non moderna (sempre che poi questa idea abbia un’accezione per forza positiva) sono quelli più conflittuali, ma ce ne sono tantissimi altri di cui non stai tenendo conto che parlano chiaramente di una megan al passo con i (suoi) tempi.

    Rispondi

  73. @ Jeanne:
    nessuno nega che Megan sia una donna sicuramente molto più al passo con i suoi tempi rispetto a una come Betty. La mia prospettiva ti può sembrare riduttiva perché stavo rispondendo a una notazione specifica su di lei, non è che qua stiamo facendo il tema: parla di Megan nella sua totalità.
    e sì, lo ribadisco: per quanto sia una donna che persegue le proprie ambizioni e che manda a quel paese Don quando serve, alla fine è sempre da un uomo che dipende. Per farsi mantenere e per farsi raccomandare. questo è l’aspetto che mi stride con il considerarla una donna “moderna” tout court. Lei è la donna-bambina che non sa camminare con le sue gambe, niente di nuovo. Il che non significa che io trovi scritto male il suo personaggio (lo dico perché c’è sempre qualcuno che mescola le due cose, non so perché).
    quindi: di che stiamo parlando? Non posso pensare che la donna-bambina che deve appoggiarsi a un uomo non sia un esempio di modernità? Nemmeno per i suoi tempi, no, perché come ho già scritto (vedo che sono obbligata a ripetermi) all’interno di MM abbiamo già visto donne ben più “moderne” in questo senso(Peggy, Faye). Questo è l’aspetto del quale stavamo parlando. Se poi secondo te io non colgo i tantissimi aspetti del suo personaggio etc, pazienza. In questa specifica discussione su questo ben specifico aspetto non mi interessano.

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  74. Mi dispiace Daniela G. ma il tuo ragionamento non sta in piedi. Non puoi prendere volutamente un aspetto, decontestualizzarlo e tirane fuori una giudizio che definire assoluto è poco. Cioè, puoi farlo tranquillamente, e lo hai fatto, ma allora stiamo solo a dare aria alla bocca.

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  75. Daniela G. ha scritto:

    prima di tutto la cara Megan fa le scarpe all’amica, non dimentichiamo questo “piccolo” particolare, non si limita a piagnucolare con modalità da bambina per una raccomandazione.

    Guarda, a me non interessa particolarmente difendere Megan, trovo solo interessanti le diverse percezioni del suo personaggio. L’amica stava facendo più o meno la stessa cosa che poi ha fatto lei: usarla per chiedere a Don una raccomandazione. E Megan è una stronza a comportarsi in quel modo, ma dire che le fa le scarpe presume che l’amica già avesse la parte in tasca. Quindi, mi chiedo: il problema è chiedere aiuto al marito o chiedere una raccomandazione in generale?
    Poi ovvio, bisogna capire cosa si intende per “modernità”, come chiedevo più su. Nella mia percezione appoggiarsi ad amici e parenti per ottenere ciò che si desidera è un comportamento trasversale a ogni epoca e non prettamente femminile. Il fatto è che il personaggio di Megan è stato introdotto come un nulla di nuovo (la segretaria giovane e attraente che sposa “il padrone” – come direbbe mia madre – più anziano) e pian piano è andata formandosi, ai nostri occhi, con pregi e difetti. Per me la modernità di Megan è una faccenda estetica, di approccio alla vita, ma non è esente dalle “ricadute” proprie di un’epoca in cui è cresciuta. Poi ovvio, se devo scegliermi una rappresentante all’interno della serie non sarà certo Megan (anche perché ho chiesto e Jon Hamm non mi vuole sposare :| ) ma piuttosto Peggy, o anche Joan. Sono comunque tre donne con un piede di qua e uno di là, e molto dipende da cos’hanno di qua (per Peggy e Joan è tutta una vita da guadagnare) e cosa di là (per Megan sicurezza e conforto, che né Peggy né Joan hanno trovato in un modello di vita “vecchio”). Insomma, è una crescita molto contestuale dei personaggi, mi sembra che sia stata sviluppata un’ottima ambiguità tra input e output :)

    (però, ehi, non vorrei fraintendere i toni: io sono tranquilla, serena e ho voglia di approfondire i punti di vista altrui)

    Rispondi

  76. Secondo me Don alla fine si disamora completamente di Megan.L’episodio termina con lui che guarda il suo provino prima col sorriso..poi con uno sguardo malinconicamente consapevole.L’abbandona congelata in una posa circondata da truccatori e macchinisti mentre lui si incammina senza tentennamenti…dandogli le spalle…allontanandosi verso un altro fotogramma della sua vita. Immediatamente dopo lo vediamo seduto a fumare al bar..e lo spettatore viene lasciato con l’interrogativo se accetterà o meno le avanches di una sconosciuta (e secondo me le accetterà).
    Megan non è più quella che ha sposato.Secondo me la sua evoluzione non è stata spiegata abbastanza bene. Sappiamo che originariamente voleva fare l’attrice. Poi ha iniziato a lavorare al ricevimento di un’agenzia pubblicitaria per poter fare gavetta e aspirare a essere una creativa.A Don s’è presentata con quell’ambizione.Poi parla col padre e ritorna a volere fare di punto in bianco l’attrice.Don prima deve subire questo repentino cambio di prospettiva e la donna sicura, matura, consapevole che aveva al fianco e che sembrava sapere cosa volesse…diventa una che giorno dopo giorno per inseguire il suo sogno finisce per minare l’equilibrio e le abitudini che insieme s’erano costruiti nel rapporto.Lui si trova a fare i conti con la sua insoddisfazione e la sua incapacità a realizzarsi da sola.Gli deve pure dare una mano..in qualcosa che lui nemmeno condivide (come non condivideva che Betty nella prima stagione dovesse tornare a fare la pubblicità della Coca Cola).

    Rispondi

  77. @ Jeanne:
    ahahah oddio… e che rispondere a una cosa del genere? Dove sta scritto che non posso prendere uno specifico aspetto e discuterne? Questa non l’avevo mai sentita, giuro XD E’ per questo che il mio ragionamento non sta in piedi? Ok, a questo punto davvero alzo le mani, anche perché onestamente non sono abituata a scadere a livelli di “dai aria alla bocca” XD
    @ Chiara Lino:
    per me Megan le scarpe all’amica le fa eccome, perché sapendo quanto lei ci tenesse al provino non solo non la raccomanda, ma si fa raccomandare lei da Don. Insomma le “soffia” l’opportunità, perché di certo l’amica il provino non l’avrà fatto. Non che questo sia il punto fondamentale, ma giusto per precisare. E cmq è un’azione abbastanza meschina.
    per il resto sono d’accordo con te, quindi di cosa stiamo parlando? Concordo sullo sviluppo contestuale del personaggio. Il tutto è partito da un’osservazione nemmeno mi ricordo più di chi su Megan come donna “moderna” in contrapposizione alla casalinga Betty. Cosa che per me non è corretta, perché alla fine gratta gratta nella sostanza Megan non è capace di realizzarsi da sola, ma proprio per niente. Magari lo sarà in futuro, perché no, ma ora stiamo parlando del personaggio a questo livello di evoluzione. Ora, magari per qualcuno è sufficiente che Megan non voglia stare in casa a fare la brava mogliettina e che preferisca fare l’attrice, per farla definire “moderna”. Per me no. Senza Don finora non avrebbe realizzato niente. Quindi se un piccolo passo avanti l’ha fatto (lo spot) non è per le sue indubbie (?) capacità, ma perché ha obbligato l’uomo che ha sposato a raccomandarla. Ripeto: ci sono ben altri esempi di donna in MM, che ce la fanno da sole. La voglio condannare, bruciare sul rogo etc? nemmeno per sogno. E’ una donna complessa, una donna-bambina che deve crescere ancora. Però non sono d’accordo sul fatto che si dica: ah, ecco la donna “moderna”, per i motivi già esposti. Tutto qua.
    oh, io più chiara (no pun intended XD) di così non riesco ad essere, sperem XD

    Rispondi

  78. Daniela G. ha scritto:
    Ok, a questo punto davvero alzo le mani, anche perché onestamente non sono abituata a scadere a livelli di “dai aria alla bocca” XD

    Già, non sei neanche abituata alla logica, a quanto pare. Guarda, lasciamo perdere. Io sarò anche critica e avrò forse toni aggressivi, ma a me non è mai piaciuto dscutere in modo “democristiano” mettiamola così. Far notare quello che mi pare un errore nel tuo ragionamento non è un gran big deal. Quando è successo a me ci ho ragionato e di solito ha contribuito a migliorare il mio modo di analizzare le cose. Quello che mi piacerebbe però è che tu per una volta leggessi quello che scrivo, perchè non ho MAI detto che non si può discutere di un singolo aspetto. Nè che dovevi fare un tema su Megan etc. nè quasi nessuna delle cose che mi hai attribuito nelle tue risposte. Una discussione civile è fatta di questo, credo.

    Rispondi

  79. Daniela G. ha scritto:

    per il resto sono d’accordo con te, quindi di cosa stiamo parlando?

    Ma infatti mica ti stavo dando contro, stavo solo analizzando la situazione :D forse perché non mi sembra di aver mai visto i personaggi di Mad Men come l’uno contrapposto all’altro, e dare a Don l’opposto di Betty mi sarebbe sembrato semplicistico, non ai livelli della serie. Io contesto solo l’opinione espressa da alcuni (non te, mi pare) secondo cui Megan sarebbe un personaggio mal riuscito. Per me ha aspetti di modernità soprattutto estetici e attitudinali, ma è costruita benissimo nel suo rappresentare un conflitto tra due modi di pensare.

    Rispondi

  80. @ Daniela G.:
    ok, pare che io abbia (involontariamente) dato il via a una lunga discussione…
    avevo scritto che secondo me Betty rappresenta lo stereotipo della donna fine anni ’50 “casalinga per forza e per adesione culturale” (almeno perchè non entra nel novero di possibilità di quel tipo di donna dell’epoca neppure concepire qualcosa di diverso da “figli-casa”). Mi stupiva che un personaggio del genere susciti spesso una certa simpatia se si può dire così (non mi ricordo di chi, ovviamente, ma ho letto dei commenti del tipo “sarebbe bello vederli tornare insieme” e “lei meglio di Megan” (sto semplificando)), e mi stupisce il relativo successo di un personaggio così reazionario (secondo i miei riferimenti). Forse l’ho espersso in maniera semplicistica, volutamente, tipo provocazione, ma insomma, per deformazione culturale e professionale non posso fare a meno di notare come certi modelli, anche estetici, molto molto conservatori stiano tornando in auge (naturalmente è un discorso molto più ampio, ci dobbiamo scrollare di dosso il trash iper-volgare ma se la reazione è il bon ton e portare le torte all’asilo, io qualche domanda me la faccio).
    Lavoro come designer di moda, e, lo confesso, a me January Jones as Betty non paice neanche esteticamente perchè la trovo “antica” e banale, il prototipo della wasp perfetta ma con zero personalità, comunque esteticamente vecchia. Questo per spiegare lo stupore (mio) davanti al successo di questo personaggio. E anche le question estetiche non sono da sottovalutare, il successo di MM è in parte dovuto anche a quello, e un blog come Tom e Lorenzo, per dire ne offre un ottimo esempio: io sono di parte è il mio settore, ma l’argomento è “tosto” (qua invece noto che viene trattato poco).
    La modernità: il concetto di moderno (o di post-moderno, per dire) non è applicabile in base alle caratteristiche caratteriali più o meno virtuose (è più moderna chi si fa il mazzo), ma una caratteristica legata alla sintonia con un’epoca precisa (e questa non è una mia opinione, sono categorie storiche e sociali).
    Sai quando il personaggio Megan lascia trasparire di più il suo essere moderna (cioè culturalmnete appartenente alla generazione della cultura moderna)? Quando Don le chiede da quando la musica è diventata così importante e lei risponde che lo è sempre stata. No, lo è per chi ha nel dna un certo tipo di appartenenza ad una generazione (la stessa che cominciava a discutere con il marito e si metteva il bikini o la minigonna senza chiedere il permesso ma soprattutto senza sentirsi neppure trasgressiva), perchè è lì che la musica comincia ad essere fondamentale nella costruzione delle identità di ognuno: un dialogo del genere con Betty o anche Joan per fare un esempio non avrebbe avuto senso.
    Buona estate a tutti.

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  81. (scritto in fretta, sarà pieno di errori, mi spiace).

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  82. @ claudia:

    Ti sei spiegata benissimo, sono assolutamente d’accordo con te e mi interessa molto il punto di vista che hai in riferimento a MM (espresso molto bene anche in commenti precedenti). Quello della “moda” è un filtro particolarmente potente in questo caso, padroneggiarne bene il senso e il contenuto come fai tu è un vantaggio a mio parere. Mi raccomando non sparire per la prossima stagione ché mi piace leggere i tuoi commenti :D

    Rispondi

  83. @ Arianna:
    Speriamo che non ci facciano aspettare troppo per la nuova serie, dovrebbe prendere in pieno il ’68, sono curiosa di vedere chi indosserà il primo kaftano flower-power :-)
    Hai usato esattamente le stesse parole di una mia amica, sociologa e ricercatrice che si occupa anche di moda, coinvolgendomi: un filtro molto potente dell’immaginario contemporaneo. Che facciamo come creativi? si prendono delle ispirazioni da ciò che di interessante sta intorno, e le si rielaborano in un nuovo contenuto creativo che a sua volta influenzerà l’immaginario collettivo.
    Se ti interessa l’argomento ti consiglio veramente Tom e Lorenzo http://www.tomandlorenzo.com/category/television/mad-men (se non li conosci già e non ti spaventano lunghe dissertazioni in inglese), oppure di guardare qua:
    http://www.fashionising.com/pictures/b–Pradas-mad-men-Fall-2010-3185.html
    oppure vedere cosa succede quando qualcuno invece guarda Downton Abbey ;-) (per vedere la relazione fra tv series e moda).
    http://youtu.be/pknKXP1SUiE

    Rispondi

  84. @ Arianna:
    :-)
    ti avevo inviato un commento più articolato, con dei link che forse i potrebbero interessare ma “è in attesa di moderazione” da un giorno ^_^ …

    Rispondi

  85. @ Arianna:
    beh, riprovo, senza i link alle sfilate (purtroppo)
    Speriamo che non ci facciano aspettare troppo per la nuova serie, dovrebbe prendere in pieno il ’68, sono curiosa di vedere chi indosserà il primo kaftano flower-power
    Hai usato esattamente le stesse parole di una mia amica, sociologa e ricercatrice che si occupa anche di moda, coinvolgendomi: un filtro molto potente dell’immaginario contemporaneo. Che facciamo come creativi? si prendono delle ispirazioni da ciò che di interessante sta intorno, e le si rielaborano in un nuovo contenuto creativo che a sua volta influenzerà l’immaginario collettivo.
    Se ti interessa l’argomento ti consiglio veramente Tom e Lorenzo (se non li conosci già e non ti spaventano lunghe dissertazioni in inglese), oppure di cercare qualcosa digitando “Prada – 2009 – Mad Men” ;-)

    Rispondi

  86. @ claudia:

    Grazie Claudia! Non conoscevo Tom e Lorenzo, ho dato un’occhiata al link e caspita se ci sono cose da leggere! Cosa che farò sicuramente ;) Non sono una grande appassionata di moda, ho un atteggiamento molto naif a riguardo e la mia personalità mi porta ad essere poco attenta a “come mi vesto”, in generale sono sotto la media (femminile) quando si tratta di essere alla moda :D In compenso però sono molto attenta ai costumi nei film e credo che valorizzare l’estetica aggiunga significato e sia uno strumento utile per caratterizzare un personaggio. Discorso accentuato evidentemente in una serie come questa. Il problema è proprio che non ho gli strumenti per analizzare questo aspetto da sola (che diavolo è un kaftano flower-power??) e avere qualcuno che mi aiuti a interpretare diventa fondamentale. Indi grazie ancora per i link, ora mi rianalizzo tutta la serie dall’inizio ;)

    Rispondi

  87. @ Jeanne:
    ehm… dunque: non sono abituata alla logica, e sono “democristiana”. Direi che i presupposti per una civile discussione ci sono tutti, again XD
    prima scrivi che non hai MAI detto che non si può discutere di un singolo aspetto, poi però appena su hai scritto: “Non puoi prendere volutamente un aspetto, decontestualizzarlo e tirarne fuori un giudizio che definire assoluto è poco”.
    inoltre: credo di aver spiegato fino all’esaurimento il mio punto di vista, che possa piacere o meno. Alla fine il tuo non credo di averlo capito. Ho capito solo che non sei d’accordo col mio. Sarei interessata a comprenderlo, se avessi la bontà di espormelo. Senza offendere, possibilmente XD

    @ Chiara Lino: ecco sì, diciamo che per me Megan ha elementi di modernità soprattutto estetici, quelli non glieli toglie nessuno. E sicuramente non sono stata io a dire che si tratta di un personaggio malriuscito. Purtroppo qui si ingenerano sempre questi equivoci: c’è sempre qualcuno che non capisce, perché fa l’equazione: personaggio X odioso = personaggio scritto male. Infatti quando ho recensito “Tea leaves” mi sono sentita in dovere di precisare che dicendo “mi piace il personaggio di Betty” non intendevo dire che la trovo una donna piacevole, altrimenti stai certa che qualcuno sarebbe saltato su a dire: non capisco! come fa a piacervi quella bitch! etc (già successo).

    @ claudia:
    figurati, come scrivevo a Chiara su, Megan ha sicuramente degli elementi di modernità estetici ed attitudinali. Per quanto riguarda il suo rapporto con Don e con il mondo del lavoro, aldilà dell’apparenza, per me non ancora. Perché a queste cose alla fin fine si approccia ancora in modo infantile e immaturo. Magari crescerà.
    conosco il blog di Tom e Lorenzo, è veramente bello.
    p.s. a me piace il personaggio di Betty, ma all’interno della serie. Il che vuol dire che trovo interessanti da seguire le dinamiche scatenate dalle sue nevrosi, non certo che la trovo una persona piacevole.

    Rispondi

  88. Daniela G. ha scritto:

    Infatti quando ho recensito “Tea leaves” mi sono sentita in dovere di precisare che dicendo “mi piace il personaggio di Betty” non intendevo dire che la trovo una donna piacevole, altrimenti stai certa che qualcuno sarebbe saltato su a dire: non capisco! come fa a piacervi quella bitch! etc (già successo).

    temo che solo un matto vorrebbe passare del tempo con Betty di sua spontanea volontà :| oltretutto quella donna sa usare un fucile, non vorrei trovarmi neanche nel suo stesso quartiere figuriamoci nella stessa stanza! Però è un personaggio meraviglioso, potentissimo per ciò che vuole dire.

    Daniela G. ha scritto:

    prima scrivi che non hai MAI detto che non si può discutere di un singolo aspetto, poi però appena su hai scritto: “Non puoi prendere volutamente un aspetto, decontestualizzarlo e tirarne fuori un giudizio che definire assoluto è poco”.

    Secondo me tutti giudichiamo in base a singoli aspetti decontestualizzati, ma non è strano: siamo umani, siamo diversi tra noi, a me colpisce più un aspetto, a te un altro e sono quelli che nelle rispettive teste finiscono per definire un personaggio. Poi, ovvio, riusciamo a vedere anche il resto, ma è per questo che trovo utile questa discussione: ognuno fa risaltare gli aspetti che ha notato. Ad esempio io trovo Megan immatura e infantile, ma non riesco a trovarla odiosa nonostante tutto. Anzi, il fatto che abbia ceduto alla meschineria e alla raccomandazione, che si sia rivelata qualcosa di diverso da “una di quelle ragazze brave in tutto” come l’aveva definita Peggy, me l’ha resa più simpatica, più accessibile da analizzare e, quindi, da capire. Forse è per questo che mi pesa meno il fatto che si sia rivelata comunque dipendente da un uomo.

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  89. Evidentemente devo aver smesso di parlare non solo l’italiano, ma una lingua comprensibile alle persone.
    1) c’è una differenza ENORME tra il discutere di un aspetto, e il prendere un aspetto di una persona, una storia, quello che è, e trarre un giudizio sul TUTTO, come ha fatto Daniela G.
    2) non ho mai dato a Daniela G. della democristiana. Se il resto è considerato un’offesa, mi spiace, ma trovo comunque più grave fraintendere ogni singola cosa che ho detto – se più o meno volutamente, questo non lo so.
    3) Daniela G. il mio punto di vista te l’ho dato decine di commenti fa, se ti interessava discuterne saresti entrata nel merito allora, invece hai volutamente estratto una frase “al dilà della tifoseria” che non era necessariamente riferita a te, anzi, e ti sei irrigidita sulle tue posizioni.

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  90. interessante analisi ,rispetto al potere delle donne in mad men, fatta da tom& lorenzo.
    il colore rosso nei capi indossati da joan,peggy e megan nel season finale rispecchia il modo in cui sono giunte a quel traguardo. Per non parlare delle analogie tra i capi indossati e il modello di donna che rappresentano: Beth( come betty)e trudy per esempio.
    Una cura dei dettagli che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, il livello di questa serie.

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  91. @ tonyclifton:
    Ah, povera Trudy, condannata alla mediocrità anche da abiti datati e inutilmente ridondanti… (queste gonne sempre troppo gonfie), il contrario di Cynthia, tanto per capirsi.
    Janie Bryant, la costumista, in questo momento è uno dei personaggi più influenti del fashion system americano (mentre come fashion designer – ha una sua linea – è molto più debole), e ciò è dovuto a un’intuizione geniale in certo senso (alla quale anche molti costumisti cinematografici non sono arrivati), e che cioè nella costruzione dell’identità estetica di un personaggio conta anche molto quello c’è di preesistente nell’armadio. Nessuno butta tutti gli abiti all’inizio del nuovo anno, quindi un’ambientazione in un anno X risente anche di quello che i protagonisti hanno conservato dagli anni precedenti, per gusto personale, reddito, incapacità di adeguarsi alla novità ecc. In più la Bryant usa solo tessuti d’epoca, e la differenza si vede, ora sono prodotti in modo diverso, come sono diverse le tecniche di stampa ecc.
    Pan Am al contrario era molto banale perchè aveva tutto un’aria un po’ troppo “di stagione”, finta insomma. Anche Tom e Lorenzo credo che l’abbiano abbandonato a metà, del resto la sceneggiatura poi non aiutava ;-)

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  92. Sono in linea con le valutazioni di Daniela. Megan è un personaggio moderno nel senso che è figlio del suo tempo e i tempi stavano – inevitabilmente, come sempre – cambiando, non certo “moderno” inteso come più vicino alla nostra percezione di donna emancipata come potrebberlo essere Peggy o Faye.

    Megan è stata messa al front desk per la sua bellezza – l’amica di Peggy, in una puntata, dice infatti “ti aspetto all’ingresso perché i miei amici vogliono vederla (Megan)” – passa da segretaria a copy nell’arco di 24h dall’annuncio del fidanzamento con il capo, ottiene il provino – dopo una serie di fallimenti – grazie al marito. Fallimenti di cui si è potuta concedere il lusso: se non avesse avuto il paracadute della posizione di Don avrebbe dovuto rinunciare dopo i primi “no” per trovarsi un lavoro retribuito. O un marito.
    Ma quello che non amo di Megan – non mi lascia un segno così profondo da poterla detestare – è la disonestà con cui si vede vittima. Non c’è nulla di male nell’usare i propri punti di forza, la bellezza, le connessioni, l’essere moglie di, ma Megan si strugge capricciosamente nella sua condizione fingendo di non essere una privilegiata, fatto che emerge soprattutto con l’amica attrice durante la lettura di un copione: Megan deride il dover interpretare un ruolo così sciocco, l’amica le fa notare che per lei è facile giudicare dal 76 piano di un building di Manhattan.

    In relazione a Don, penso che Don l’abbia amata di nuovo guardandola nel filmato ma al tempo stesso ha realizzato che non poteva essere la donna della sua vita: Don Draper *è* il suo lavoro e la donna che può stare al suo fianco non è la donna che conosce l’esisteza di Dick Whitman, ma quella con cui lui può condividere il suo lavoro. Megan è stata sua complice e compagna finché ha lavorato in agenzia, adesso è solo un’altra moglie.

    PS non ho trovato meschino che Megan sfrutti l’informazione ricevuta dall’amica: innanzitutto l’amica esordisce con un “tu sai che per te farei lo stesso” e dall’espressione di Megan capiamo che non è affatto così, nulla ci dice che tra le due ci sia un legame di profonda amicizia. Poi, Megan ha colto l’occasione: il punto è che Don mette subito in luce il centro della questione che non è l’aver chiesto il suo aiuto. Megan aveva rinunciato al lavoro di copy per aspirazioni da grande artista, anche con una certa spocchia. Ora non le interessa più di poter passare per “moglie di” per di più per un banale spot pubblicitario.

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