Girls – 1×09 – Leave Me Alone

Girls - 1x09 - Leave Me Alone[17-29-03]

A un episodio dalla fine (ma sono sicuro che ce ne sono altri dodici nascosti da qualche parte, tirateli fuori!) non ho ancora deciso quanto separare le girls rappresenti una soluzione positiva. In Vagina Panic bene o male si ritrovavano tutte alla clinica, in Welcome To Bushwick andavano tutte alla festa. In Leave Me Alone ognuna va per la sua strada. Letteralmente. E va bene, siamo tutti d’accordo  che ciascuna di loro ha il suo bel bagaglio di storie da raccontare, ma uno dei concetti di base della serie non era sopravvivere insieme a New York?

Leave Me Alone è il titolo del romanzo autobiografico di Tally Schifrin, una vecchia compagna del college di Hannah con una fronte e un naso piuttosto discutibili. Le ragazze partecipano alla presentazione del libro e Hannah ritrova il suo professore di scrittura creativa, che le confida di non essere molto entusiasta del successo di Tally e la invita ad un incontro di scrittori organizzato da lui. Hannah è a dir poco elettrizzata dalla proposta del suo ex insegnante preferito e decide di presentarsi con un saggio che aveva scritto ai tempi del college. Nel mentre, Shoshanna dichiara di avere un appuntamento (quasi) al buio dopo essersi iscritta su un sito di incontri e Jessa riceve la visita di Katherine, la mamma delle due bimbe a cui faceva da babysitter.

Ci sono tre momenti importanti nell’arco dell’episodio:

La (auto)correzione indotta di Hannah. Hannah non si presenta all’incontro con il pezzo che aveva in mente (un saggio su una sua vecchia cotta dotata di scarsa igiene personale), un po’ perché Marnie lo definisce whiney e un po’ perché Ray la convince che bisogna scrivere di cose comprensibili da tutti, universali, reali (tra le tante, lui suggerisce la morte). E così si ritrova a leggere ad alta voce una paginetta scritta di getto in metropolitana su un improbabile fidanzato conosciuto online che muore all’improvviso. Il pezzo non ottiene – ovviamente – successo e Hannah scappa via, quasi imbarazzata. A questo punto mi sale un dubbio: proviamo per un attimo a separare Hannah da Lena Dunham e chiediamoci se la prima sia davvero brava a scrivere come la seconda. Insomma, avevamo già stabilito che Hannah fosse presuntuosa, incontentabile e svogliata. Non abbiamo però mai letto qualcosa scritto da lei, quindi non siamo davvero sicuri che ci sia tutto questo talento inespresso.

La wake-up call di Jessa. Una delle cose che mi piacerebbe vedere di più nella prossima stagione è una corposa storyline per Jessa, e lo dico confessando di averla odiata nei primi episodi. Col tempo ci siamo accorti che, sotto sotto, è la più matura delle altre tre messe insieme e la sua razionalità si è manifestata nello scorso episodio. Anche Jessa però ha (o forse è meglio dire aveva) dei sogni nel cassetto, e il non riuscire a realizzarli l’ha costretta nel limbo di costante rifiuto (I don’t like women telling other women what to do or how to do it or when to do it) in cui si trova adesso. Il discorso di Katherine arriva un po’ così, quasi fuori luogo, ma veicola quella che dovrebbe essere l’unica soluzione per risolvere la vita di tutte le protagoniste: mettere da parte i sogni e le ambizioni per costruirsi una base solida, un rifugio sempre presente. Solo in seguito, se ci sarà la possibilità o il tempo, provare a rincorrere daccapo quel sogno lasciato indietro.

La tranquilla, ordinaria sfuriata tra coinquiline. Ok, si respirava già un po’ nell’aria (falso: c’era già mezza scena nel trailer, brutti infami) ma è stata una bella botta. Non riesco a schierarmi, perché nonostante tutte le critiche che si possano muovere al personaggio di Hannah un po’ di ragione ce l’ha anche lei. Da una parte c’è Marnie, che deve pagare l’affitto per due e in generale deve sopportare le lamentele di una persona che non sta riuscendo ad ottenere quello che vuole dalla vita ma allo stesso tempo si rifiuta di abbassare le aspettative; dall’altra parte c’è appunto Hannah con tutti i suoi problemi. Il manuale del buon amico, in teoria, dovrebbe consigliare di non scaricare le proprie croci su spalle altrui, ma la ragazza dice una frase che ho sentito molto come mia: Maybe that’s not what’s important to me right now. I don’t really give a shit about being a good friend. I have bigger concerns. Ecco, ci sono delle volte in cui tutto quello di cui abbiamo bisogno per provare a stare bene è essere lasciati in pace (leave me alone, appunto), dimenticarsi per un attimo delle pressioni. Ci vuole lucidità per superare un qualsiasi problema, e in questo momento Hannah ha tutto tranne che quella.

Io non ho più parole.

NOTA

  • Consiglio un giretto sul portfolio di Laura Ballinger, arredatrice della serie che quest’anno ha lavorato con HBO anche per Veep. In passato, aveva curato anche gli interni di Brokeback Mountain, Step Up, The Fighter, Kings e Bored To Death.
  • Kathryn Hahn è meravigliosa. È un peccato che abbiano subito segato Free Agents.

Giulio

Brutto, cattivo e antipatico. Sì, un criticone.
Conflitti interiori e menti disturbate sono di casa.

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Commenti
19 commenti a “Girls – 1×09 – Leave Me Alone”
  1. pemf.bolloso scrive:

    Beh in teoria Hannah è davvero talentuosa visto che il suo prof (Chris Moltisanti!) ha apprezzato il pezzo che doveva leggere inizialmente.
    Shoshanna è sempre più grandiosa, più Shoshanna please.

  2. IlaSR scrive:

    Questo episodio mi ha lasciata un po’ così, non mi aspettavo niente di tutto quello che è successo… Quindi forse devo ancora digerirlo. L’unica cosa che mi sento di dire è che proprio quella frase detta da Hannah durante il litigio mi ha fatto propendere un po’ verso Marnie: insomma, ti sto dicendo che ogni tanto ho anche i miei problemi a cui pensare oltre che parlare allo sfinimento dei tuoi e tu rispondi che per te in questo momento è importante essere ancora più egocentrica e non essere una buona amica?

  3. confesso che nemmeno io ho potuto più concedere ad hannah il minimo beneficio, dopo un’uscita del genere.
    tutto ciò che le accade è narrato dal suo punto di vista, e fino ad ora era sempre riuscito a suscitare una certa empatia per l’appunto perchè era lei a raccontarcelo come lo racconta a se stessa, nonostante i suoi errori fossero taciuti ma evidenti.
    ma quando la sua migliore amica le verbalizza direttamente un suo disagio e hannah non riesce ad uscire da se stessa, anzi rincara la dose dicendo che NON VUOLE uscire da se stessa, beh allora aveva davvero ragione elisa nella recensione all’episodio 7 a definire questa una storia di persone (se non di una generazione) devota all’esaltazione del fallimento come ideale poetico, all’autoindulgenza derivata da un’opinione del se sproporzionata, di una ragazza che ha eletto se stessa protagonista e non accetta altre intromissioni… sempre a fini artistici, si capisce.

  4. Arianna scrive:

    Ho convissuto con un’amica molto stretta per quasi un anno, l’esperienza è terminata con una litigata indimenticabile che si è trascinata per qualche giorno (peggio di tutte le litigate con tipi vari, le donne sono molto più argute degli uomini e questo esce fuori soprattutto nella nebbia dell’ira :) ) e giuro che quando ho visto il litigio tra Hannah e Marnie mi sono riconosciuta incredibilmente. Una scrittura estremamente reale, con dinamiche di botta e risposta ben bilanciate, che non lasciano propendere per nessuna delle due parti in maniera evidente, e molto spesso succede così. Per indole caratteriale tra le due mi sono rivista in Hannah, ma semplicemente per il fatto che non avrei mai cominciato col mettere il muso… è una cosa che tra amiche proprio non mi appartiene, ma il bisogno di attenzioni di Marnie è assolutamente comprensibile. Jessa è un buon personaggio che però si sta delineando grazie a una storyline con parecchi buchi. In ogni caso ci sono ottime premesse per la prossima stagione, così come per Shoshanna. Girls continua a convincermi sempre di più, e credo che abbia un potenziale ancora maggiore rispetto a quello che abbiamo visto finora.

  5. Sax85 scrive:

    E’ Ray che convince Hannah a cambiare il pezzo da leggere, non Charlie.

  6. SmellyCat scrive:

    Seguo Girls dal primo episodio. Tra i vari motivi che mi hanno spinto a seguirlo, il principale era costituito dal mio desiderio di trovare un telefilm di formazione alla Sex&theCity in cui però ritrovare la mia generazione. Mi aspettavo qualcosa di leggero, divertente, che mi facesse sognare un po’ e mi accompagnasse durante gli anni come hanno fatto diversi protagonisti cresciuti a New York (Friends mi manchi!). Alla fine mi sono riprovata indubbiamente un prodotto un po’ diverso: più scanzonato sotto alcuni punti di vista ma molto più serio rispetto ad altri. È facile identificarsi con le protagoniste di S&TC: sono quattro steriotipi di donne portati all’estremo, che per quanto complessi alla fine risultano comunque sempre coerenti. Inoltre un po’ ci si vuole identificare con loro, perché hanno in linea di massima una bella vita, con lavori più o meno avviati e controparti maschili che alla fine sono più succubi che altro. Con Girls invece è diverso: abbiamo il disagio di una generazione che può contare su backup familiare più presente e disponibile, ma con un futuro molto più incerto e forza di volontà molto più labile. È logico a primo acchito disprezzare Hannah, biasimare Jessa, ridere di Shoshana o mal sopportare Marnie. Nessuno muore dalla voglia di sentirsi come loro, perché infondo non abbiamo niente per cui invidiarle. Però propio per questo alla fine le comprendiamo, le sentiamo vicine e abbiamo in un certo senso la sensazione di poter essere loro. Per questo apprezzo Girls: perché pur non raccontando una storia di amore epica come quella di Carrie e Mr. Big, pur avendo Jessa invece di Sam, Shoshana che non è bella come Charlotte e Hannah che di certo non ha il guardaroba di Carrie, riesce a far arrivare un messaggio più diretto, più vero anche se più duro. Crescere vuol dire ridimensionarsi, abbassare le aspettative come è scritto nella stupenda recensione. Accettare il fatto che ogni tanto nemmeno le amiche possono aiutarti, visto che il problema sei tu: secondo me per questo Leave Me Alone. Per questo adesso amo Lena Dunham.  
    (P.S. Ne approfitto per fare i complimenti a questo sito. Spacca veramente. E poi siete quasi malati quanto me e questo mi consola! xD)
    (P.P.S. Oh Jesus, dal tono del commenti sembro chissà quando seria e profonda xD Volevo solo dirvi che in realtà non è così: sono solo una testa di cazzo amante delle pippe mentali. ) 

  7. SmellyCat scrive:

    P.P.S. Ah e scusate anche il papiro. Chiaramente non ho il dono della sintesi. xD

  8. Giulio scrive:

    @ Sax85:
    Corretto!

    @ SmellyCat:
    Ma benvenuta! Mi sei già simpatica dal nick :)

  9. Volpe scrive:

    Spero daranno sempre più spazio alle frustrazioni e problematiche di Hannah in quanto aspirante scrittrice. E’ la parte che mi piace/interessa/fa sentire più partecipe. Nota dell’episodio: Micheal Imperioli! Un po’ fitta la cuore vederlo così invecchiato (il tempo passa troppo in fretta ;_;) ma chicca notevole.

  10. mate scrive:

    @Giulio: ottima recensione, come sempre. Mi trovi d’accordo con tutto, eccetto per la sfuriata finale di Hannah: al posto di Marnie cacciata di casa, stile Paris in Gilmore Girls :P

    @Smellycat: quoto alla grande!

  11. AryaSnow scrive:

    Una delle puntate che mi sono piaciute di più.
    Anche a me le vicende presentate in questa puntata interessano di più di quelle amorose.

    Finora Hannah non si è dimostrata granché come scrittrice, ma soprattutto ha un’attitudine verso questa attività che mi sembra un po’ del cazzo: scegliere un pezzo scritto secoli fa alle superiori, poi optare per un pezzo scritto di getto 10 minuti prima, stupirsi che non sia piaciuto e disperarsi per questo….

    Ottima la scena delle litigata, molto naturale e articolata.

    Jessa non è che mi dispiaccia, ma per ora il suo è più che altro potenziale.

    Puntata più cupa e incentrata sul disagio delle due precedenti, e infatti mi è piaciuta di più.

    4/5

  12. Winnie Cooper scrive:

    AryaSnow ha scritto:

    Finora Hannah non si è dimostrata granché come scrittrice, ma soprattutto ha un’attitudine verso questa attività che mi sembra un po’ del cazzo: scegliere un pezzo scritto secoli fa alle superiori, poi optare per un pezzo scritto di getto 10 minuti prima, stupirsi che non sia piaciuto e disperarsi per questo….

    E invece pensa che secondo me l’attitudine è “normale”. Nel senso che, questo è un po’ un difetto della serie, dà per scontati alcuni processi che un determinato gruppo di persone (in questo caso i wannabe-scrittori-brillanti-che-non-sfondano) applica ma che all’esterno sembrano incomprensibili.
    Hannah il talento lo ha, o lo ha avuto (per questo sceglie una cosa VECCHIA, perché le cose nuove o non le scrive o le scrive in maniera per lei non adeguata), ma è allo stesso tempo schiava del lettore. Lo scrittore non dovrebbe avere percezione dei desideri dei lettori, nel momento in cui ce l’ha, salta tutto.

    Secondo me :)

  13. Lidalgirl scrive:

    @ SmellyCat:
    applausone!

  14. tonyclifton scrive:

    Winnie Cooper ha scritto:

    ma è allo stesso tempo schiava del lettore. Lo scrittore non dovrebbe avere percezione dei desideri dei lettori, nel momento in cui ce l’ha, salta tutto.

    Secondo me :)

    Questo vale per tutto anche secondo me.
    Un autore( teatrale, musicale etc) non deve che compiacere se stesso.
    Non deve gratificare le aspettative del pubblico per assicurarsi il consenso, inducendolo a provare solo un inconcludente senso di appartenenza.
    Un po’ come dice Adam al suo amico attore; non è che se il pubblico non ride (si diverte) non è in grado di capire o sentire nient’altro.
    Quel passaggio, come per l’autore della recensione di quella puntata, l’ho particolarmente apprezzato.
    E direi che rende giustizia all’autrice della serie.

  15. AryaSnow scrive:

    Winnie Cooper ha scritto:

    E invece pensa che secondo me l’attitudine è “normale”. Nel senso che, questo è un po’ un difetto della serie, dà per scontati alcuni processi che un determinato gruppo di persone (in questo caso i wannabe-scrittori-brillanti-che-non-sfondano) applica ma che all’esterno sembrano incomprensibili.
    Hannah il talento lo ha, o lo ha avuto (per questo sceglie una cosa VECCHIA, perché le cose nuove o non le scrive o le scrive in maniera per lei non adeguata), ma è allo stesso tempo schiava del lettore. Lo scrittore non dovrebbe avere percezione dei desideri dei lettori, nel momento in cui ce l’ha, salta tutto.

    Secondo me

    Secondo me invece lo scrittore (se poi presenta l’opera al pubblico, anche a livello amatoriale) deve avere una forte percezione del lettore e deve pensare al pubblico. Quando qualcuno fa leggere volontariamente agli altri un suo brano e poi dice “ma tanto io scrivo solo per me stesso”, non ci credo mai. Questo ovviamente non significa che deve cercare di piacere a tutti i costi a più persone possibili, diventando “commerciale” nel senso negativo del termine, ma a un qualche pubblico (anche di nicchia/ristretto) comunque mirerà. Si tratta di comunicazione.

    Ma il mio discorso non era questo. L’attitudine di Hannah che non vedo di buon occhio è quella di una presunzione (“sono un graaaande talento, quindi posso far leggere anche un mio testo delle superiori/scritto di getto in tram, che è già bello così”) unita alla svogliatezza e allo stesso tempo a una suscettibilità ingiustificata (“non è piaciuto un mio testo scritto di getto sul tram? Ma come? Oh, che tragedia!”). Lo so benissimo che è un atteggiamento in realtà abbastanza diffuso tra gli aspiranti scrittori (infatti è stata un’ottima puntata anche per questo), ma per me è sbagliato.
    Se Hannah poi non ha nulla di meglio da offrire di un testo scritto alle superiori, questo non depone certo a suo favore. Significa che l’attività non la appassiona molto e/o che non è stata capace di fare di meglio in tutto questo tempo.

  16. Sabrina·Miso scrive:

    Scusate se lo scrivo qui, ma non so dove chiederlo. Come si intitola la canzone finale alla puntata 4? Grazie!

  17. ilaSR scrive:

    @ Sabrina·Miso:
    Si chiama “Same mistakes”, dei The Echo Friendly! Comunque c’è questo sito fantastico che si chiama tunefind dove le trovi (quasi) tutte!
    (Scusate l’OT)

  18. Sabrina·Miso scrive:

    Ho visto tutta la serie fin qui in… 2 giorni! Mi ha molto presa e non me lo sarei aspettato.
    Mi piace vedere qualcosa di più reale, anche se ambientato a NY e anche se alcuni personaggi (tipo Shoshanna) non sono proprio dei poveracci.
    Hannah è semplicemente una persona “vera”, piena zeppa di difetti: vuole fare la scrittrice ma non scrive (e un po’ la capisco), vuole un fidanzato che la tratti bene ma esce con Adam, vuole essere indipendente ma quando trova un lavoro non è in grado di tenerselo. Insomma ogni cosa che fa sembra destinata al fallimento. E tutti non fanno che ripeterle quanto è egoista, che può anche essere vero, ma anche Marnie si è dimostrata molto egoista, come le ha detto anche Elijah.
    Semplicemente, Hannah è “evidentemente” sfigata, lo si evince fin dall’aspetto trasandato, e sembra il capro espiatorio perfetto per qualsiasi cosa succeda.

    Quindi la prossima puntata è l’ultima? Che tristezza!

  19. kilanw scrive:

    aspetto con ansia il commento dell’ultima puntata per non fare spoiler dirò soltanto una cosa WTF!!

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