House M.D. - 8x22 - Everybody Dies

House M.D. – 8×22 – Everybody Dies

Dunque ci siamo. La fine.
Un finale di stagione e di serie degno di questi otto anni. Un espediente decisamente non originale, ma perfettamente calzante rispetto a quanto abbiamo visto in passato, un’ottima chiusura per questo story-arc e per la serie intera.

Le domande di sempre si accavallano in questi quaranta minuti, ricorrono i grandi temi che ci hanno accompagnato nel corso della serie: l’esistenza di Dio, il rapporto con i pazienti, le ragioni che ci fanno aggrappare alla vita nei momenti più difficili, il confine tra compromesso e ricatto, l’amicizia ed i rapporti di potere relativamente nascosti che si instaurano tra le persone.

La scena si apre, ancora una volta, per l’ultima volta, sul volto di Hugh Laurie.
L’inquadratura si allarga e troviamo House in una stanza buia e sporca, accanto ad una persona priva di sensi, poco distante da una siringa. La mente va alla conclusione dell’episodio precedente ed in un attimo abbiamo capito: di fronte alla prospettiva del ritorno in prigione, House si è arreso.

Don’t bother, he’s dead.
You’re dead too.
The fire isn’t.

La coscienza di House prende corpo ed ha inizialmente le fattezze di Kutner e poi di Amber, Stacy e Cameron. Persone che in un modo o nell’altro hanno fatto la differenza nella vita di House, più o meno inconsapevolmente.

House ragiona con sé stesso su ciò che è successo nei giorni precedenti e su ciò che sta accadendo in quel momento: il caso medico dell’uomo che gli giace morto accanto, la prospettiva di tornare in prigione e le deboli strategie per evitarlo, la possibilità di terminare tutto in quell’edificio in fiamme, abbandonandosi al destino, a Dio o forse, semplicemente, alla propria misericordia. O alle proprie paure?

Un flashback dopo l’altro facciamo la conoscenza di Oliver, eroinomane convinto che l’estasi e l’oblio offerte dalla droga siano la risposta migliore ai problemi che la vita gli ha posto. Il paziente giusto al momento giusto, per un House in procinto di ritornare in carcere e di rinunciare dunque agli ultimi mesi di vita del suo migliore amico.
A prescindere da Oliver, comunque, vediamo delinearsi la resa di House già nei tentativi di trovare un complice che gli permettesse di evitare la prigione: lui stesso si rimprovera “Part of you knew the plan, even when it was working, wouldn’t work”.
Perché mandare all’aria gli accordi con Foreman, perché mostrare quell’aria strafottente a Wilson, perché non chiamare un avvocato che ribadisse ciò che mai nessun avvocato ha ribadito, dato che nessun avvocato è mai stato chiamato, ovvero che House non sarebbe dovuto andare in prigione nemmeno la prima volta e che in questa occasione si sarebbero dovute contare mille e più attenuanti di tipo psicologico?

Context matters.

La ragione è che a volte capita di sentirsi stanchi di combattere, di non volerlo ammettere, nemmeno con noi stessi, e di trovare sempre più allettante quella via di fuga che abbiamo sempre considerato sbagliata, scorretta, “da codardi”. Perché è vero, “it’s reality that sucks”. E si fa una enorme fatica, quelle volte, a ricordarsi che è necessario, indispensabile, vitale, godersi le piccole gioie, le piccole soddisfazioni, anche le più sciocche, le più effimere, perché è di questo che ci nutriamo, è questo ciò che compensa lo strazio di perdere un amico perché è questo ciò che forma la base dell’amicizia e dell’amore e della vita.

Vediamo House ripensare alle occasioni perse, vediamo i suoi rimorsi ed i suoi rimpianti, lo vediamo venire a patti con sé stesso e ripromettersi di cambiare, e forse capire che quando si è in fin di vita questo genere di promesse non sono semplici “blah blah blah”.
E alla fine lo vediamo alzarsi, di nuovo, per cercare di salvarsi. Troppo tardi?

Shut up, you idiot!

Shore è clemente nei confronti dei suoi fedeli spettatori ed è abbastanza chiaro, dal ritmo che assume a questo punto l’episodio, che possiamo aspettarci di tirare un sospiro di sollievo. Non prima di aver ricacciato indietro qualche lacrima, ovviamente, dato che le parole dedicate ad House al suo funerale sono quelle che noi spettatori gli abbiamo sempre riservato, quando si discuteva delle sue scelte e dei suoi gesti, fossero il licenziamento dell’intero team o la sua difficoltà di costruire un rapporto con le donne di cui si era innamorato o si sarebbe potuto innamorare.
Sentire Chase, Cameron, Masters e Thirteen e tutti gli altri parlare in quel modo di House è stato davvero toccante: non c’era ipocrisia, perché nonostante tutto il male che può aver causato, tutta l’insicurezza, la frustrazione, la rabbia che House sapeva innescare così bene negli altri, la verità è che “He was a healer” ed era spesso proprio grazie a lui, alla scossa che riusciva a dare alle persone, che queste capivano come poter cambiare e migliorare.

Hi.
How?

House è un grande egoista. Ed allo stesso tempo un grande altruista. Di un altruismo che non sempre gli altri sono riusciti a comprendere e che spesso è stato difficile da inquadrare anche da lui stesso. Ed invece di regalarsi la fine del dolore e dell’angoscia e della prospettiva della solitudine tramite una morte dalle caratteristiche velatamente catartiche, ha deciso di rimandare il momento a data e dettagli da destinarsi e di soffrire un altro po’, di preoccuparsi un altro po’ e di rischiare un altro po’, giocando una scommessa per sé e per Wilson.
Per sua e nostra fortuna (credo che avrei scagliato qualcosa contro il monitor, se fosse andata diversamente), Wilson è ben contento di partecipare al gioco.
La carrellata finale sulle note di Keep Me In Your Heart ci mostra un Plainsboro (ed una porzione di Mercy) decisamente in forma e pronto, secondo me, a riaccoglierlo nel caso in cui tra qualche mese avesse bisogno di un punto fermo a cui aggrapparsi nuovamente.
E dopo quaranta minuti di tonalità cupe e fredde, dominanti anche nei flashback, dai toni quasi metallici, pian piano riaffiora la luce, che comincia a risplendere durante il funerale, colora le scene della carrellata ed infine esplode nel verde della conclusione.
Ed io non so se la cromoterapia o la musicoterapia siano state prese in considerazione, dato che la verosimiglianza delle pratiche mediche qui in House M.D. è sempre stata un po’ “elastica”, ma tutta quella natura con Enjoy Yourself in sottofondo è stata davvero la scelta perfetta per chiudere.

Note sparse prima della chiusura anche per noi.

Did you never see “Dead poet society”?
Se nemmeno voi l’avete visto, fatelo. Vi strapperà il cuore e ne farà pezzettini, ma quando l’avrete raccolto e ricomposto sarete contenti di averglielo lasciato fare.
Da notare che oltre alla carriera di Robert Sean Leonard, il riferimento a questo film non è affatto casuale visto il tema di questo finale: è anche per questo genere di sfumature poco invadenti, tra l’easter egg e l’eureka del senno di poi, che abbiamo amato questa serie.

Nobody cares about the medicine.

Su Polite Dissent avrebbero qualcosa da ridire, ma anche senza scomodare il Dr. Scott mi sento sicura nell’affermare che la medicina in House M.D. è sempre stata un cardine portante: al di là della correttezza delle prescrizioni e dei percorsi diagnostici, il modo in cui è stato raccontato il mondo della cura e della malattia è uno dei motivi per cui la serie è diventata ciò che diventata. Presentare un medico malato, un medico sofferente, un medico che metteva in discussione il rapporto con i suoi pazienti al livello di non volerli avere di fronte è stato qualcosa che ha permesso una prospettiva estremamente fertile in quanto a riflessioni su cosa significhi essere medici ed essere malati, suoi ruoli  e sui limiti che il nostro sistema ci impone e sulle libertà che il nostro progresso ci concede. Chi raccoglierà il testimone?

Is this your douche bag group?

L’ultimo pensiero va a tutti i personaggi che hanno accompagnato quel grande protagonista che è stato House, che non avrebbe potuto esserlo senza Wilson, Cuddy, Foreman e tutti gli altri comparsi e scomparsi nel corso degli anni.
Grandi scelte di casting, anche quando sembravano persone decisamente fuori posto (leggasi: Masters – ma anche: Adams – no, Adams, la mia insofferenza nei tuoi confronti non è stata esorcizzata da un bell’episodio di uscita come è capitato a Masters).
Mi mancheranno molto, ma all’ipotesi di uno spin-off direi grazie, ma no grazie. Il paragone sarebbe certamente infelice.
Meglio tante nuove strade e sono proprio curiosa di vedere cosa riserva loro il futuro (quello della Morrison in Once Upon A Time mi pare un buon auspicio per tutti).

The only thing was the puzzle.

Giuro, giuro che ho pensato e ripensato a questa recensione dal momento stesso in cui ho finito di vedere la puntata per la prima volta, e avevo ancora gli occhi lucidi. E dopo averla vista altre 5 volte, e aver gridato a Head-Cameron “you bitch!” ogni volta che compariva dicendo “Who says I’m here to convince you to live?“, ho continuato a ripensarci. Il problema era trovare il tempo e il modo di tradurre tutti questi pensieri in parole.
Mi scuso con tutti per il grosso ritardo, sarà stata anche la distrazione del terremoto, ma sicuramente il fatto che fosse l’ultima occasione ha reso ancora tutto più diffcile. Ora, però, direi che è abbastanza, no? Forse pure troppo. Meglio lasciare la parola, finalmente, a voi.

Nusta

Perennemente affamata di storie, ama divorarle in grandi abbuffate ma anche gustarsele piano piano, assaporandone ogni capitolo. Che siano lunghe o corte, semplici o ingarbugliate, surreali o realistiche, che siano dolci, amare, aspre o dal sapore misto, che siano delle vecchie compagne o delle novità assolute, dopo un primo assaggio convincente le è difficile abbandonare a metà la portata. Talmente difficile che a volte la si potrebbe definire narrativa-dipendente. Se ci fosse una cura, comunque, non la vorrebbe affatto.

65 Comments

  1. Un bel finale, anche se l’espediente per far rientrare quasi tutti gli attori nella storia, mi ha ricordato molto l’episodio della morte di Amber.

    L’assenza della Cuddy si sentiva moltissimo.

    Grazie per la bella recensione:-)

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  2. Era dai tempi della splendida 2×02 che mi aspettavo il finale in moto (credevo sulle note di “You can’t always get what you want”, invece hanno scelto “Enjoy Yourself” che è comunque una citazione interna alla serie, dagli insuperabili episodi finali della quinta stagione). Che dire? Come ampiamente preventivato, l’ottava stagione non è stata in grado di risalire ai fasti delle prime quattro. Nonostante ciò, abbiamo comunque assistito a diversi episodi di ottima qualità e, più in generale, a una conclusione tutto sommato degna della serie – poteva andare molto peggio. Il series finale l’ho trovato meno emozionante di quanto mi aspettassi, se consideriamo che era la conclusione di una serie che ha fatto parte della mia vita per otto anni, ma nonostante un paio di plot holes clamorosi (come fa House a uscire dall’edificio in fiamme senza un graffio? Come fa a scambiare la sua impronta dentale con quella del paziente morto?) riesce comunque ad analizzare bene tutti i topoi della serie e a dare l’unica conclusione possibile: un finale aperto, con House che si allontana forse per sempre dal Plainsboro, e all’orizzonte quello che ha sempre temuto/cercato di più: il cambiamento, la prospettiva di nuovi problemi ma anche di nuovi motivi per cui andare avanti, e questa volta senza il bastone “metaforico” che è sempre stato Wilson. So long, House; mancherai, mancherai terribilmente.

    P.S. : ora che è libero da impegni televisivi, Hugh Laurie DEVE partecipare almeno a un film all’anno, come minimo.

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  3. Le stellette, dovevi mettere le stellette!
    In ogni caso grande episodio, che ho capito veramente solo alla seconda visione. Un’uscita di scena coi controcazzi che non mi sarei mai aspettata (ma dopo aver visto Sherlock forse mi sarei dovuta preparare).
    Come il grande investigatore inglese ha deliberatamente scelto di rinunciare al riconoscimento del suo genio per il suo migliore amico.
    E dopo 8 anni posso dire di essere soddisfatta di questo percorso. Applausi.
    Hugh Laurie torna l’anno prossimo, anche per fare la guest in Law and Order, ma torna.

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  4. Athanasius Pernath 7 giugno 2012 at 16:56

    buonissimo episodio, niente di eccezionale, e meno emozionante di quanto avrei voluto..diciamo che in questa ottava stagione, un paio di ottimi episodi li hanno azzeccati, e superano abbondantemente per qualità questo finale. un pò troppo banalotte le metafore sherlockiane, stavolta. stonata davvero l’obbligata assenza della Cuddy :)
    niente da ridire però, su una serie che pur non entrando mai nella mia top-ten, ha avuto un paio di stagioni di livello altissimo. e solo applausi per un interprete che ha fatto la storia delle icone televisive

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  5. Ho recuperato gli ultimi 4 episodi solo per poter vedere questo finale (avevo abbandonato House all’inizio della quinta stagione, sembrerà sciocco ammetterlo, per crescente ipocondria più che per noia, e me ne dispiaccio).
    Sebbene consideri tutta la questione “allagamento e crollo” troppo pretestuosa per mettere House alle strette e davvero poco comprensibile e giustificata, ho invece trovato questo finale intelligente ed emozionante (anche se mi sono più commosso in The C Word), degna conclusione per una serie importante che ha saputo rimanere in forma fino all’ottava stagione. Complimenti.

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  6. non so perché ma mi sarei aspettata che nel finale la moto di House sparisse e si vedesse solo quella di Wilson. Chissà.

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  7. Sono rimasta un po’ delusa da questa puntata, mi erano piaciute di più le tre prima (che ho trovato davvero perfette), forse perchè il fatto che ci fosse l’alternanza presente-passato non ha tenuto alta la tensione, ho trovato esagerata la cosa della casa in fiamme e pavimento che crolla, e non mi sono piaciuti neanche particolarmente i momenti di House che parla con Cameron e gli altri. Non l’ho trovata coinvolgente come avrebbe dovuto soprattutto rispetto a come invece lo erano state le puntate prima.
    Comunque modo di far finire la serie mi è piaciuto, da questo punto di vista sì che l’ho trovato perfetto, quando si è saputo del cancro di Wilson mi sarei aspettata un House autodistruttivo, invece non lo è stato e mi è piaciuto come ha preso coscienza di cosa è veramente importante per lui. Toccante anche il funerale, mentre Wilson parlava pensavo “bravo, digliene quattro” ahaha

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  8. che dire? Degna conclusione di questa splendida serie, un giro panoramico all’interno della testa e del cuore di House, all’interno della serie stessa e delle sue tematiche più profonde. Ho davvero temuto il peggio e ho pianto alla scena del funerale, ma alla fine, con quei due amici che vanno insieme verso il tramonto, ho sorriso perchè la liberazione di House è stata catartica. Mi mancherà moltissimo, ma non poteva esserci finale migliore (non solo per Greg, comunque, ma per tutti… e vedere quel Robert Chase MD mi ha fatto enormemente piacere).
    Splendida anche la recensione, quoto parola per parola e vi ringrazio per aver recensito questo capolavoro anno dopo anno.

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  9. Pure qui “Valar Morghulis”
    XD

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  10. @ Giovanni Di Giamberardino:

    tu devidevidevi guardare 7×22. E’ magnifico.

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  11. Alla buon ora arriva la recensione; invece Game of Thrones esce quasi in diretta..

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  12. tante, troppe cose da dire. Quando è finito l’episodio sorridevo ma avevo le lacrime agli occhi mentre vedevo House e Wilson andare via su “Enjoy yourself”. Solito equilibrio miracoloso che è (era) proprio di House M.D.
    La mancanza di Cuddy si è sentita tremendamente, ma la Edelstein non è voluta tornare, quindi c’era poco da fare. Maledizione.
    Mi sono commossa quando ho visto che Cameron aveva come sfondo sul pc una vecchia foto del team originario, e mi sono commossa anche nel vedere Chase capo di diagnostica. Quanta strada hanno fatto, i “pulcini” di House. Mi sembra ieri, che guardavo per la prima volta questa serie su uno strambo tizio che vessava i suoi sottoposti.
    “Cancer is boring”, l’ultima battuta di House. Lui e Wilson insieme verso la fine, ma questo in quel momento non sembrava affatto triste, nonostante tutto. Mi mancherà l’umanità di House, da morire.
    8 anni passati a dissezionare le incongruenze della natura umana, a cercare la verità. Ma spesso “the truth just sucks”, per citare Park. E’ triste? No. Meglio sorriderci su e mandare tutto affa…
    non lo so, magari questo finale non sarà stato perfetto, ma non riesco ad essere obiettiva. Ho visto tutto quello che volevo vedere. 5 stelle. 4 alla stagione e 5 alla serie.
    Nota per Nusta: tu, io, jenny e Clod ce l’abbiamo fatta a coprire tutti gli episodi fino alla fine, siamo stati bravi! XD

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  13. Senza Parole.
    Finale perfetto di una serie “perfetta”.
    “House, MD” mi mancherà.

    Vorrei far notare che la tesi “le persone non cambiano” è stata smentita dallo stesso protagonista, che dimostra invece l’antitesi “le persone possono cambiare”.
    In compenso la tesi “tutti mentono” è confermata alla grande (ha falsificato la sua morte).

    Nusta, complimenti per la bellissima recensione, ma avrei da ridire sul finale “non originale”: eccome se lo è, con quel “cancer is boring” finale.
    Tornerò volentieri per iniziare un dibattito finale su “House”. Ora sono di passaggio. :-)

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  14. Non poteva esserci finale migliore!Dopo le lacrimucce ti strappa un sorriso per le 2 moto che corrono verso un vero cambiamento!Il team che finalmente può camminare con le proprie gambre!House è stato il mio personaggio preferito in assoluto, di sempre, in verità non ho mai trovato un personaggio più realisticamente umano di lui!House M.D. mancherà davvero tanto!

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  15. io non ho trovato stonata più di tanto l’assenza della Cuddy. Tra loro era finita male ed era stata una relazione passionale ma corta. Stacy era in realtà la donna dela sua vita, con cui aveva convissuto diversi anni e che lui aveva lasciato, fosse stato per lei sarebbero stati insieme.

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  16. Caroline ha scritto:

    non so perché ma mi sarei aspettata che nel finale la moto di House sparisse e si vedesse solo quella di Wilson. Chissà.

    Grazie a Dio ti sei sbagliata.

    Finale ottimo, comunque, un po’ sopra le righe, ci voleva il cameo della Cuddy. Qualche buco qua e là ma roba che si può perdonare se trasmette queste emozioni. E sì, il “Cancer is boring.” finale è meraviglioso, la frase perfetta per chiudere questa serie. Unico rammarico: il montage finale è epico (sbaglio o Foreman SA?) e la canzone è perfetta, ma io speravo di sentire una forma completa dei Teardrop dei Massive Attack. Va be’.

    Molto carino anche lo speciale che ha preceduto il finale con Leonard e Laurie maestosi. Grandissimo anche il riferimento all’Attimo Fuggente, se lo sono chiaramente tenuti da parte per il gran finale.

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  17. Pogo ha scritto:

    Vorrei far notare che la tesi “le persone non cambiano” è stata smentita dallo stesso protagonista, che dimostra invece l’antitesi “le persone possono cambiare”.

    Non saprei. E’ vero che House dimostra che può cambiare, ma lo fa “morendo”. Nella sostanza si autoannienta, lascia alle spalle tutto ciò che aveva fatto di House “House” (ad eccezione del rapporto con Wilson, che è ciò che, alla fine della fiera, aveva maggior valore per lui) . E’ per questo che non mi pongo troppo il problema di che farà dopo la morte di Wilson. L”House che conosciamo non esisterà più, per questo considero questo finale molto… “definitivo”. XD E House non è esattamente cambiato per me. E’ morto, non so se mi spiego. Se cambiare = morire, allora sì, le persone possono cambiare.
    Più in generale, non credo sia il migliore dei finali che avrei potuto desiderare (il rimando a Sherlock Holmes era prevedibilissimissimo), ma prendo e porto a casa. Mi mancherà House.

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  18. Un finale soddisfacente, ma ben lontano dalla perfezione (= finale di Six Feet Under). Oltre alle forzature già sottolineate da Sandman, sono rimasto un po’ spiazzato da questa chiusura così minimale nei toni, dopo le esagerazioni degli ultimi anni (mi dispiace, io l’escalation di stupidate post-rottura con la Cuddy ancora non gliela riesco a perdonare).
    Non so, da un lato sono “contento” per il personaggio, dall’altro credo che un finale tragico avrebbe avuto un maggiore impatto (e forse un pizzico di coerenza in più, rispetto a quanto visto finora);quanto al presunto cambiamento..mah..l’affetto per Wilson non è mai stato in discussione e, di fatto, per perseguire il suo scopo, realizza la più grande delle manipolazioni possibili. Certo, la speranza è che effettivamente per House, finalmente, brilli un po’ di sole; io, nonostante alcune battute a vuoto verso la fine, posso solo salutarlo e conservare il ricordo di anni universitari trascorsi a cercare di arrivare alla diagnosi prima del team :D

    Rispondi

  19. Lia ha scritto:

    E’ morto, non so se mi spiego. Se cambiare = morire, allora sì, le persone possono cambiare.

    Non è morto; è vivo e vegeto e se ne va a spasso con Wilson con la moto. House è morto per gli altri (e nemmeno, visto che ha lasciato un messaggio a Foreman) ed è la sua ultima grande manipolazione.
    House è cambiato perché lo ha detto e poi fatto, quando con la proiezione di Cameron stava per arrendersi: ha detto “ma io posso cambiare”.
    Quindi ha messo in scena il tutto.

    Tra l’altro, non c’è nessun buco logico, perché il calco dei denti lo ha scambiato entrando nell’ospedale usando il suo tesserino e lasciandolo in regalo a Foreman sotto il mobile che si muoveva.
    Vado di fretta e alla prossima occasione articolerò meglio.

    Rispondi

  20. @ Holmes:
    ma questo non è stato certamente un happy end. Sì, loro due se ne vanno via in moto sulla canzone allegra, e poi? Wilson morirà a breve, e House dovrà andare in prigione e probabilmente non potrà più esercitare la sua professione. Lo dicono chiaramente. Non lo so, volevate vedere i due amici che si lanciavano nel Grand canyon come Thelma e Louise?

    Rispondi

  21. Holmes ha scritto:

    Non so, da un lato sono “contento” per il personaggio, dall’altro credo che un finale tragico avrebbe avuto un maggiore impatto (e forse un pizzico di coerenza in più, rispetto a quanto visto finora);

    A me invece è piaciuto così, il finale tragico era troppo prevedibile, troppo atteso, non per niente la gente già stava discutendo di come avrebbe potuto morire House…così invece è stato meno prevedibile, ha permesso uno sviluppo maggiore del personaggio, che cmq non è che adesso sia allegro e felice, sarà anche vivo, ma non lo aspettano momenti facili.
    (insuperabile il finale di Six Feet Under cmq)

    Rispondi

  22. Sandman ha scritto:

    Il series finale l’ho trovato meno emozionante di quanto mi aspettassi, se consideriamo che era la conclusione di una serie che ha fatto parte della mia vita per otto anni, ma nonostante un paio di plot holes clamorosi (come fa House a uscire dall’edificio in fiamme senza un graffio? Come fa a scambiare la sua impronta dentale con quella del paziente morto?) riesce comunque ad analizzare bene tutti i topoi della serie e a dare l’unica conclusione possibile: un finale aperto, con House che si allontana forse per sempre dal Plainsboro, e all’orizzonte quello che ha sempre temuto/cercato di più: il cambiamento, la prospettiva di nuovi problemi ma anche di nuovi motivi per cui andare avanti, e questa volta senza il bastone “metaforico” che è sempre stato Wilson. So long, House; mancherai, mancherai terribilmente.
    P.S. : ora che è libero da impegni televisivi, Hugh Laurie DEVE partecipare almeno a un film all’anno, come minimo.

    Condivido in pieno, sia per l’emozione – ci sono stati episodi che mi hanno fatto saltare, imprecare o piangere molto di più – che per i plot hole (ma non li trovo così clamorosi, piuttosto le chiamerei forzature un po’ pesanti), ma soprattutto per la tua riflessione sul cambiamento. (E naturalmente per il p.s. XD )

    cordelia ha scritto:

    Le stellette, dovevi mettere le stellette!
    Hugh Laurie torna l’anno prossimo, anche per fare la guest in Law and Order, ma torna.

    Niente stelle perché onestamente sono troppo di parte, in questo momento, per dare un giudizio obiettivo: già la nostalgia fa effetto e sarebbero cinque per tutto, episodio, stagione e serie!
    Laurie guest? Quando?
    Comunque mi pareva di capire che stare lontano da casa fosse costantemente un problema per lui, quindi forse potremmo aspettarci una serie inglese nel suo futuro? Sarebbe stranissimo comunque sentirlo con l’accento giusto!

    Giovanni Di Giamberardino ha scritto:

    Ho recuperato gli ultimi 4 episodi solo per poter vedere questo finale (avevo abbandonato House all’inizio della quinta stagione, sembrerà sciocco ammetterlo, per crescente ipocondria più che per noia, e me ne dispiaccio).

    Hai l’estate davanti per recuperarla… ;)

    Caroline ha scritto:

    non so perché ma mi sarei aspettata che nel finale la moto di House sparisse e si vedesse solo quella di Wilson. Chissà.

    Ecco, allora sì che sarebbe stata una delle visioni più emozionanti e con più imprecazioni della storia! XD
    Guarda, non ci avevo assolutamente pensato, ma credo che avrei apprezzato anche una svolta così, anche se ora avrei il cuore in frantumi… oh mamma, no, per fortuna no!

    BetterLife ha scritto:

    Toccante anche il funerale, mentre Wilson parlava pensavo “bravo, digliene quattro” ahaha

    Ha fatto benissimo! XD
    Però era l’unico che poteva permetterselo, non l’avrei accettato da nessun altro u_u

    Thiliol ha scritto:

    Mi mancherà moltissimo, ma non poteva esserci finale migliore (non solo per Greg, comunque, ma per tutti… e vedere quel Robert Chase MD mi ha fatto enormemente piacere).
    Splendida anche la recensione, quoto parola per parola e vi ringrazio per aver recensito questo capolavoro anno dopo anno.

    Quando ha toccato la palla nell’ufficio mi sono venuti i lucciconi: la story-line di Chase è stata davvero ottima in questa ultima stagione ed in generale è quasi sempre stata di ottimo livello, uno dei miei personaggi preferiti, sin dal principio.
    (grazie per le belle parole e grazie a te per averci seguito ^_^ )

    Daniela G. ha scritto:

    tante, troppe cose da dire. Quando è finito l’episodio sorridevo ma avevo le lacrime agli occhi mentre vedevo House e Wilson andare via su “Enjoy yourself”. Solito equilibrio miracoloso che è (era) proprio di House M.D.
    La mancanza di Cuddy si è sentita tremendamente, ma la Edelstein non è voluta tornare, quindi c’era poco da fare. Maledizione.
    Nota per Nusta: tu, io, jenny e Clod ce l’abbiamo fatta a coprire tutti gli episodi fino alla fine, siamo stati bravi! XD

    Ti dirò che io invece non ho sentito “così” tanto l’assenza di Cuddy: stonava, è vero, rispetto alla folla che hanno richiamato, ma non rispetto alla storia e, per quanto ne sappiamo, poteva essere in Guatemala in occasione del funerale.
    Era comunque presente nei pensieri e devo dire che lo story-arc di Dominika ha aiutato molto, a livello di trama, ad alleggerire l’ingombranza del ricordo di Cuddy.

    (Siete stati grandiosi! sono orgogliosa del fatto che non ne abbiamo saltato nessuno, anche se devo ancora smaltire i sensi di colpa per i miei ritardi, spesso estremi, dei tempi di consegna x_x purtroppo i tempi della vita non sono ben calcolati come quelli dei telefilm…)

    Pogo ha scritto:

    Nusta, complimenti per la bellissima recensione, ma avrei da ridire sul finale “non originale”: eccome se lo è, con quel “cancer is boring” finale.

    Grazie ^_^
    Ritengo poco originale l’espediente della finzione della propria morte, che nel campo televisivo e letterario è visto e stravisto, ma ciò non toglie che la resa sia di ottimo livello e che la scelta di questo espediente, tra le tante possibili svolte della trama, sia stata un’ottima idea da parte degli autori: è un finale “adatto” a questa serie e non so se con altre svolte sarebbe stato possibile definirlo in tal modo. Quindi: non originale, ma giusto.

    Francesco ha scritto:

    Unico rammarico: il montage finale è epico (sbaglio o Foreman SA?) e la canzone è perfetta, ma io speravo di sentire una forma completa dei Teardrop dei Massive Attack. Va be’.
    Molto carino anche lo speciale che ha preceduto il finale con Leonard e Laurie maestosi. Grandissimo anche il riferimento all’Attimo Fuggente, se lo sono chiaramente tenuti da parte per il gran finale.

    Foreman SA eccome, il suo sorriso è proprio dedicato all’idea che House si sia salvato: io credo che la sua offerta di amicizia fosse sincera e, anche se forse c’è più affinità caratteriale con Chase, la possibilità di costruire un rapporto più profondo con Foreman la vedo più concreta, per il futuro di House. A questo mi riferivo quando dicevo della possibilità per House di ritornare al Plainsboro e di poter contare su qualcuno… Sempre che non se ne vada a fare il pianista in qualche isola delle Filippine!
    Lo speciale è stato carino, anche se un po’ frammentario: sembrava quasi uno speciale da DVD (e devo dire che l’assenza di Cuddy/Edelstein lì l’ho sentita molto di più!) e forse come progetto avrebbe meritato più respiro…

    Pogo ha scritto:

    Lia ha scritto:
    E’ morto, non so se mi spiego. Se cambiare = morire, allora sì, le persone possono cambiare.

    Non è morto; è vivo e vegeto e se ne va a spasso con Wilson con la moto.

    Esatto: è stato un cambiamento drastico, ma è stato un cambiamento, non una “cancellazione”. Bisognerebbe poi vedere gli sviluppi, conoscere House fuori dai ritmi dell’ospedale e della sua vita, e vedere come se la cava, ma il cambiamento è stato innanzitutto accettare di provare a cambiare, cosa che prima lo terrorizzava a dir poco.

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  23. E’ stato emozionante vedere quest’ultimo episodio.
    Mi è sembrato di vivere una vicenda reale, che apparteneva alla mia vita.
    Non ho mai pensato veramente che House si lasciasse andare .
    Certo la vita gli ha lasciato ferite profonde, ma come dice Lui : “life is pain !” , “it’s our responsability stay alive! ”

    E House non mi ha delusa :)

    “Cancer is boring ! ”
    Ho ricominciato a vedere la serie dall’inizio , nel Pilot all’inizio, quando Wilson chiede aiuto ad House per risolvere il caso della “cugina” , c’è una frase simile : “Brain tumor , she’s gonna die, boring ” riferito alla ragazza di Wilson.
    Probabilmente è solo una coincidenza, ma mi ha fatto riflettere.
    La prima volta che afferma che il tumore è noioso, lo afferma perché non c’è un enigma da risolvere e quindi il caso non gli interessa , si annoierebbe.
    Quando lo dice a Wilson sorridendo, tanta acqua è passata sotto i ponti… Il cancro è noioso perché dal punto di vista medico non c’è niente da risolvere e ora gli porterà via il suo amico, la sua famiglia, ma lui non vuole pensarci , vuole vivere momento dopo momento il tempo che rimane e assaporare le piccole ma intense gioie che la vita ci riserva e chi ci fanno “stare a galla” , come viene detto nella bella recensione .

    Spoiler : non grazie ! Sarebbe improponibile. House m.d. rimarrà unico nel suo genere.

    Grazie House per questi 8 anni di emozioni ! I miss you and I’ll remenber you forever !

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  24. Questa recensione è stata un colpo al cuore: mi ero quasi ripresa dalla visione della puntata e la lettura ha riaperto la ferita :D Complimenti comunque, tra la rece e i commenti siete riusciti a mettere nero su bianco molte cose che restavano solo dei pensieri confusi, non potendoli condividere con nessuno :(

    Il quartetto finale è la degna conclusione della serie: un arco narrativo soddisfacente per far compiere al protagonista il cambiamento più verosimile possibile e allo stesso tempo tirare le somme su una quantità di temi portanti seminati in otto anni. Tutti mentono, ma in compenso anche un cinico bastardo come House può cambiare, e può farlo solo grazie alla spinta propulsiva derivata dal rapporto con Wilson, il vero e unico rapporto d’amore che House sia mai stato in grado di vivere. Cosa succederà tra 5 mesi non possiamo saperlo, e ognuno può pensare e sperare qualsiasi cosa; personalmente credo che House ce la farà, che la resa è qualcosa che non gli appartiene veramente e la morte di Wilson non coinciderà con la sua. Insomma, Gregory House mi mancherà tantissimo, ma ancor di più mi mancherà Laurie. Spero vivamente di rivederlo in un altro ruolo seriale il più presto possibile.

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  25. Arianna ha scritto:

    Insomma, Gregory House mi mancherà tantissimo, ma ancor di più mi mancherà Laurie. Spero vivamente di rivederlo in un altro ruolo seriale il più presto possibile.

    Mi pare che abbia detto che non vuole più fare serie, si ritiene già fortunato che gli è andata bene una volta ed è improbabile che succeda di nuovo, visto che ha avuto un ruolo da una volta nella vita. Comunque magari se gli propongono qualcosa interessante può anche cambiare idea, o si dedicherà alle comparsate nelle altre serie! la cosa mi piacerebbe, con ogni volta un personaggio diverso..tanto sa fare tutto..

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  26. Pur non avendo tempo, stavo quasi per iniziare a scrivere un commento lungo e approfondito su “House”, quando mi sono accorto che stavo andando nella direzione sbagliata.
    Non servono troppe parole. Per valutare la serie bastano poche parole: “House” è la più grande serie statunitense in chiaro della storia recente della televisione a stelle e strisce.

    Nessuna serie su un’emittente accessibile a (quasi) tutti, di ogni estrazione sociale e culturale, di ogni età e interessi, è così abilmente stratificata, in grado di variare l’approfondimento delle tematiche e trattarle sotto una luce diversa e originale, abolendo il significato di politicamente corretto e mettendo alla berlina ogni esemplificazione dello scibile umano.
    In “House” non è accettabile la semplificazione, ma non per questo si permette che la narrazione sia semplicistica.
    Il grande lavoro di Shore, aiutato da un casting meraviglioso (Laurie su tutti) è stato quello di aver rubato da Sir Doyle per farne un monumento indipendente della televisione moderna.
    I peggiori copiano. I migliori rubano. Così recita un vecchio adagio letterario.

    Qualche anno fa, in una conferenza, mi trovai d’accordo con un’osservazione arrivata dal pubblico: “House” è un medical drama che sconfina nell’investigativo poliziesco. Un CSI al rovescio: un medical-detection.
    Ebbene mi sbagliavo. Non tanto perché l’analisi non fosse condivisibile (lo è), ma perché copriva solo la superficie del prodotto di Shore.
    “House, MD” è molto di più: è un viaggio nella condizione umana attraverso gli occhi di un diseredato della società. Il più brillante anticonformista che sia mai apparso sui televisori di mezzo mondo.

    Un grande affresco metaforico, con i suoi alti e bassi (sono pur sempre 177 episodi, non proprio come scrivere il tema delle superiori), che ci ha accompagnato per otto anni. Una straordinaria fortuna aver potuto ammirare tale immensa opera narrativa.

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  27. Nusta ha scritto:

    Quindi: non originale, ma giusto.

    Almeno dalla Bibbia in poi, non c’è più nulla di originale. A voler essere buoni, non c’è più nulla di originale da 3000 anni.
    Dipende da come usi gli espedienti narrativi. Qui la finta morte, non prevedibile prima, serve a far arrivare House e Wilson su un ponte, in moto e a far dire a House: “cancer is boring”.
    Eleonora mi ha anticipato ed è stata molto brava a individuare il rimando che chiude la narrazione definitivamente.
    Una cosa non è originale se copiata da altri, non se si usa l’espediente in modo sapiente e raffinato come fatto da Shore.
    Sono pronto a scommettere che chiunque ha pensato che Gregory House fosse morto. Perché la serie ci ha insegnato che era possibile.

    Per continuare il dibattito con tutti:
    – Foreman capisce subito che House è vivo, perché quel tesserino non c’era prima che House fosse dichiarato morto e House aveva visto che Foreman aveva problemi con quel mobile.
    – House non tornerà mai a fare il dottore, almeno non nel modo a noi conosciuto; lo esplicita chiaramente a Wilson (I’m dead, Wilson).
    – Non ci sono buchi logici, perché House visto alla finesta è una soggettiva di Wilson e non sappiamo quanto lontano potesse essere dalla trave infuocata che cade a terra e per il calco dentario, già detto.
    – Non capisco perché il finale tragico sarebbe stato più di impatto (ma più tragico di un’amicizia che ha solo 5 mesi di vita?) e in che senso coerente.
    – Cuddy non mi è mancata, perché ci può stare che il subinconscio di House non la richiami. Tra l’altro è comprensibile Lisa Edelstein avesse il sassolino nella scarpa nei confronti di Fox.

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  28. Athanasius Pernath 9 giugno 2012 at 00:45

    Pogo ha scritto:

    Sono pronto a scommettere che chiunque ha pensato che Gregory House fosse morto. Perché la serie ci ha insegnato che era possibile.

    Pogo, pur non avendo per House la tua stessa passione, e non considerandola affatto il capolavoro che tu difendi con tanta foga (ma avendola decisamente apprezzata per otto stagioni) leggo con piacere le tue considerazioni, che non sempre condivido, ma che sono spunti interessanti. dopo questa premessa, devo proprio dire: ma sei serio?
    in una puntata che grida “Reichenbach Falls” ogni 30 secondi (dalle falls di House, alla fall del tossico..) secondo te qualcuno poteva pensare che fosse morto? seriously? :D era telefonatissima

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  29. Athanasius Pernath ha scritto:

    secondo te qualcuno poteva pensare che fosse morto?

    Le scommesse si possono anche perdere. Oggi mi ha tradito la Polonia, pensa te.
    E sì, più di qualcuno l’ha pensato (così sembra anche dai commenti qui presenti). Perché la struttura era perfetta per la tragedia e per la mancata redenzione di House, che reagisce quando è ormai troppo tardi e la casa gli crolla metaforicamente addosso.

    Ho una passione per House, è vero, ma non difendo niente. “House” si difende benissimo da sé.
    Capolavoro, poi, non è un lemma che contemplo quando si tratta di televisione e lunga serialità.

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  30. Ci sono stati episodi più memorabili di House Md, ma questo finale è semplicemente un finale “giusto” perché rende perfetta giustizia al personaggio e ne chiarisce definitivamente la gigantesca statura morale. Sì, qui lo dico senza esitazioni, House secondo me è un eroe nel senso più compiuto della parola. E’un eroe moderno, pieno di difetti, capace di sporcarsi e dilaniato come gli eroi classici non potevano essere, ma incrollabile come loro nella fedeltà al suo ideale di morale e instancabile nella ricerca della verità.
    I grandi personaggi che puntano all’assoluto rischiano spesso di alienarsi gli amici a causa della loro intransigenza e House non fa eccezione, ma per l’unico amico che ha e che perderà prestissimo il dottore è pronto al sacrificio estremo dell’annullamento di sé, che è più del gesto eroico di un istante quando qualcuno salva la vita a una persona, perché House lo medita a lungo, dilaniato tra desiderio umanissimo di mollare tutto e farla finita con il dolore fisico che sempre lo accompagna e con la prospettiva di un futuro a tinte fosche e quell’incrollabile vitalismo che gli fa scegliere la vita nonostante tutto.
    Se fosse possibile rimarcare maggiormente l’eccezionalità del personaggio, direi che più che il gesto di pura amicizia verso Wilson conta il suo atteggiamento verso Oliver, un uomo che ha ben poco da dare a sé e agli altri ( e infatti, appena dimesso, finirà la sua esistenza con una overdose). House prima accetta poi rifiuta l’aiuto del paziente, che pure gli risolverebbe tutti i problemi, perché ne ha scoperto la malattia, nonostante “…you’rea better person dying than you ever were living and the world is a better place because I didn’t save you. Which makes me wonder why I’m about to tell you…you’re not symmetrical.” E poco dopo House stesso ammette: “If I kept it to myself then it would just be a puzzle, but I opened my mouth because I thought it was more”.
    E’ sempre stato così, è sempre stato tutto more than a puzzle, solo che questo lo potevamo intuire solo noi spettatori, cui era concesso di vedere House con quei pochi pazienti con cui stabiliva dei legami, o nell’intimità della sua casa, mentre ci comunicava la sua fragilità con uno sguardo o una musica suonata al pianoforte.
    Proprio perché Oliver è in fondo una persona ben poco degna l’onestà morale di House di non approfittare di lui è esemplare.
    Una seconda visione dell’episodio ne rivela la coerenza della costruzione, a partire dall’ evidente omaggio a S. Holmes, evocato nella scena della caduta di House al piano inferiore, e della finta morte, fino alla rappresentazione ironica del funerale, nel quale l’amico si comporta da House e ne traccia un ritratto spietato e allo stesso tempo esatto. Wilson non a caso , dopo aver apostrofato l’amico come “ass”, aggiunge una frase rivelatrice ” He mocked everyone who did not measure up to his insane ideal of integrity” e usa anche il termine “heroic quest for truth”.Giusto per ribadire la dimensione eroica . Dimensione che comunque gli autori si premurano di demistificare dove possibile, grazie ad alcune salaci battute (memorabile “How are things in Hell? Is the humidity the big issue?” rivolto ad Amber) o inquadrature che puntano all’epico come nell’ ‘immagine scelta per questa recensione, con lo sguardo di House che sembra fissare l’orizzonte, mentre sta semplicemente finendo di pisciare.
    La bellezza di questo finale è che tutto ha un suo compimento (anche per quanto riguarda i comprimari), e allo stesso tempo al pubblico è concesso di immaginare un prosieguo come meglio ritiene. Aveva mille volte ragione Laurie quando parlava di finale “uplifting” per il suo personaggio (che termine azzeccatissimo!).

    P.S: alcune minime annotazioni, poi mi verranno in mente altre cose:
    1. al funerale sullo sfondo ci sono donne giovani che non hanno né l’aria di infermiere né quella dei dottori: secondo me sono le hookers preferite del buon Greg;
    2. se si riparlerà della personalità di House sarà interessante discutere della sua bellissima casa, piena di oggetti da collezione: anche quelli Greg ha abbandonato per il suo amico Wilson (il rapporto di House con il denaro e il possesso di beni/oggetti meriterebbe un saggio a parte…);
    3. Io ho sentito la mancanza della Cuddy, ma sono stato felicissimo per la presenza di Stacy. La scena col bimbo mai nato ha aperto una parentesi inattesa sul protagonista.

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  31. [quote]secondo te qualcuno poteva pensare che fosse morto?[/quote]

    Io ho seriamente pensato che House fosse morto. Ci stava, era plausibile e, sinceramente, la morte aleggiava sul caro Greg praticamente dal Pilot. Son contenta che mi abbiano smentito.

    Io non ho sentito più di tanto l’assenza della Cuddy e lo dico da grande fan della coppia! Li volevo insieme, ma è andata a finire malissimo ed è plausibile che House non la richiami alla memoria. Stacy, invece, come ha già detto qualcuno, è stata il vero amore della vita di House, la donna che lui ha amato, che ha sposato e che, credo, ha continuato ad amare sempre, quindi ho apprezzato che fosse lei, alla fine, a metterlo di fronte a se stesso (anche perchè, a differenza della Cuddy, Stacy ha sempre accettato anche le parti più oscure di House)

    Per quanto riguarda Laurie, ha detto che non farà più serie, ma ho gran fiducia in un suo ritorno in UK dove c’è proliferazioni di miniserie di qualità eccelsa!

    Rispondi

  32. Ieri ho letto un’intervista al giallista Michael Connelly a proposito del film che sarà tratto da uno dei suoi romanzi. Connelly ha detto che come interprete del protagonista Harry Bosch lui punta su Hugh Laurie. Mah. Vedremo.

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  33. Come ha scritto BetterLife, Hugh ha detto che non conta più in una parte da protagonista in una futura serie. Da una parte vorrà godersi un po’ il malloppo accumulato in 8 anni di ritmi demenziali, quali sembrano essere quelli delle serie generaliste, specie per uno come lui che è in ogni inquadratura, e dall’altra è una persona troppo intelligente per non capire che lui sarà eternamente legato a House. C’è inoltre da dire che non è più giovanissimo.
    Da un altro punto di vista ha però una serie di vantaggi su altri attori televisivi legati a un particolare personaggio: è un attore sopraffino, capace di recitare in ruoli comici e drammatici, è un autore lui stesso, è poliedrico (musicista, giocoliere, atleta) e se si taglia la barba e si pettina diversamente è irriconoscibile (avete presente Stuard Little?). Quindi la sua presenza in un arco narrativo in una serie di prestigio potrebbe starci. Non credo neanche che sarebbe un problema di soldi: ovviamente è profumatamente pagato ma non ha mai dato alcuna impressione di avidità stile C. Sheen e gli interessano i progetti di qualità.
    Mi piacerebbe vederlo in Mad Men o vestito in stile medievale -rinascimentale in una particina di GOT! Ma non ho ancora letto i libri, quindi ditemi voi chi potrebbe essere!

    Rispondi

  34. Athanasius Pernath 9 giugno 2012 at 17:26

    klatu ha scritto:

    Mi piacerebbe vederlo vestito in stile medievale -rinascimentale in una particina di GOT! Ma non ho ancora letto i libri, quindi ditemi voi chi potrebbe essere!

    con la barba lunga e una benda sull’occhio… ^_^

    Rispondi

  35. Athanasius Pernath ha scritto:

    con la barba lunga e una benda sull’occhio…

    Chiamala particina…
    Eppoi ci rimarrei male io. Molto male. :-D

    Klatu, bellissimo il tuo intervento delle ore 1.30: quoto tutto, con esclusione della mancanza di Cuddy.

    Rispondi

  36. Athanasius Pernath 9 giugno 2012 at 18:28

    Pogo ha scritto:

    Athanasius Pernath ha scritto:
    con la barba lunga e una benda sull’occhio…
    Chiamala particina…
    Eppoi ci rimarrei male io. Molto male.

    immagino :D
    però col look più ‘slavato’ che è stato dato alla famiglia nella serie, per me sarebbe esteticamente calzante.

    ma dei membri del cast fisso, secondo voi rivedremo qualcuno in un ruolo di successo? so (grazie a serialmente) che Chase sarà il protagonista in una serie di pompieri che molto difficilmente vedrà una seconda stagione..e Cameron ha già vinto alla lotteria. ma ad esempio, Omar Epps io non lo vedo messo bene a carriera :P

    Rispondi

  37. NO scusate, chi è il tipo con la benda? Euron Greyjoy?

    Rispondi

  38. Athanasius Pernath 9 giugno 2012 at 20:39

    klatu ha scritto:

    NO scusate, chi è il tipo con la benda? Euron Greyjoy?

    no. ma nel rispetto dell’impegno anti-spoiler di SERIALMENTE riguardo a GoT, i nomi dei personaggi che non sono apparsi non li faccio a prescindere se non nel topic ‘GAME OF THRONES per LETTORI’ :)

    Rispondi

  39. @Pogo
    Grazie! Però la mia curiosità rimane….. a che libro devo far riferimento? Sto cominciando con il primo in inglese….

    Rispondi

  40. Io Laurie lo vorrei ancora in motocicletta in Sons Of Anarchy ma è semplicemente irrealizzabile, anche se volesse continuare a fare televisione.

    Rispondi

  41. Comunque, per evitare la malinconia post-House ho immaginato un finale alternativo…

    http://imageshack.us/f/29/breakinghouse.png/

    Rispondi

  42. @ Francesco:
    100% con te. Ma perché irrealizzabile?
    Poi se fosse chiamato da Simon in Treme secondo me ci andrebbe di corsa, dato il suo amore per New Orleans.

    Rispondi

  43. Mica ha detto che ora vuole dedicarsi completamente alla musica?

    Rispondi

  44. @ Francesco:
    Sì, per il momento, non credo definitivamente. E’ anche interessato a regia e produzione. Ma se gli offrono una bella parte in un film, non penso rifiuterebbe. Staremo a vedere

    Rispondi

  45. Be’, è comunque piuttosto improbabile secondo me che si avvicini a SOA, anche perché ha solo tre anni di tempo (diciamo due visto che la quinta stagione ormai è fatta). Però darei non so quanto per vederlo, per una volta, dalla parte dei “cattivi”.

    Rispondi

  46. klatu ha scritto:

    che libro devo far riferimento? Sto cominciando con il primo in inglese…

    Quarto in inglese… :-D

    Certo che piacerebbe anche a me vederlo in “Sons of Anarchy”, ma più di tutto, lo preferirei in “Sherlock”, a fare qualche parte particolare…

    P.S. come la recensione evidenzia, ho trovato la citazione di “Deads Poet Society” di una maestria e raffinatezza unica.

    Rispondi

  47. Oggi ho letto una succosa news su Hugh Laurie ingaggiato come villain nel reboot di Robocop, con Joel Kinnaman (veramente bravissimo in The Killing) ad interpretare Alex Murphy: proprio adesso che sto recuperando Breaking Bad, mi sembra un’ulteriore conferma di come la differenza tra grande e piccolo schermo vada sempre più assottigliandosi.

    Rispondi

  48. Più di 100 commenti per il finale della settima stagione e neanche 50 per il series finale… certo che questo episodio è veramente piaciuto ai fan di house di serialmente eh….

    Rispondi

  49. @ budapest:
    Ma il finale della settima era controverso e ha suscitato un vespaio. Questo finale è piaciuto ai più, quindi ci sono meno pareri discordanti e c’è meno discussione. Inoltre la recensione è arrivata un po’ tardi, e sappiamo benissimo che vien voglia di commentare un episodio appena si è finito di vederlo, quando è “caldo”. Almeno, per me è così.

    Rispondi

  50. @ Holmes:
    Ho letto anch’io la notizia e sinceramente speravo di vederlo sul grande schermo in altra veste.

    klatu ha scritto:

    @ budapest:
    Ma il finale della settima era controverso e ha suscitato un vespaio. Questo finale è piaciuto ai più, quindi ci sono meno pareri discordanti e c’è meno discussione. Inoltre la recensione è arrivata un po’ tardi, e sappiamo benissimo che vien voglia di commentare un episodio appena si è finito di vederlo, quando è “caldo”. Almeno, per me è così.

    Concordo con Katu.
    La settima stagione ha avuto un finale BOMBA e i fans si sono scatenati nel discutere.

    Alcuni sono rimasti delusi da alcuni episodi dell’ottava e forse hanno abbandonato la serie, ma chi l’ha sempre seguita e amata , è rimasto contento del finale, almeno io si .

    Ricordando House : http://wallpapersbyeleonora.blogspot.it/2012/06/leonardo-da-vinci-e-house.html

    Rispondi

  51. Per me un finale molto controverso, al punto che non credo di averlo ancora “metabolizzato” bene…

    E’ stato solo apparentemente allegro e spensierato, perché qui di “happy ending” non si tratta, ci siamo arrivati tutti, ed è questo che mi inquieta di più (oltre a “Enjoy Yourself” che sinceramente mi rammenta troppo Evil Amber per non farmi venire la tremarella xD)

    Wilson morirà tra 5 mesi, House è morto in senso “solo” sociale e metaforico, sì, ma che farà quando l’amico non ci sarà più? Sconterà la sua pena (che, se uscisse allo scoperto, si allungherebbe enormemente visto che fingere la propria morte se non ricordo male è un reato, specie per uno con la condizionale appena revocata :-))? E poi, tornerà al Plainsboro? Io ci spererei sinceramente, perché è lì che aveva un lavoro che comunque gli dava una ragione per vivere (gli enigmi, i puzzle, e sì, pure gli incontri-scontri con i pazienti che spesso lo divertivano da matti, anche dai pazienti ha imparato tanto, che gli piaccia o no), e soprattutto persone che gli volevano bene e lo rispettavano (il suo team)… Sarò limitata ma non riesco ad immaginarlo al di fuori della professione medica, e sappiamo bene che persona difficile sia da amare sulla lunga distanza… scommetto che il suo team (passato e… passato recente) inizia a mancargli già ai titoli di coda…

    Cose come “Cancer is boring” House è tipo da 8 anni che le dice :-) , non mi è parsa questa gran frase di per sé, piuttosto mi preoccuperei di quando la malattia di Wilson inizierà a degenerare… non è escluso che Wilson possa decidere di curarsi prolungando la sua aspettativa di vita (se ho ben capito, la decisione finale non è stata questa)… tutto è possibile, hanno lasciato a noi ogni ipotesi / conclusione.

    La vera ORIGINALITA’ dell’episodio per me è stata *non* incentrarlo su Wilson (lo ammetto, l’avevo dato quasi per scontato), bensì su House, e non su una tematica qualunque che lo riguardasse, ma sullo spauracchio tenuto alla larga per ben 8 anni: ovvero l’ipotetico SUICIDIO di House, fantasma che aleggiava sul personaggio da almeno 3 anni.

    La vicenda del personaggio intrappolato in un inferno reale (l’incendio) ed emotivo per noi non era nulla di nuovo, ma trovo l’abbiano gestita in modo adeguato e neppure forzato, facendo tornare tutti i personaggi degni di nota (dopo Amber, non potevo chiedere di più, ma ammetto che è stata Cameron a emozionarmi… anche senza i boccoloni d Once Upon A Time :-P … bello anche rivedere Stacey, per la Cuddy già si sapeva, e comunque House che dice “Cuddy’s gone” la rende drammaticamente presente).

    Debitamente autoreferenziale la struttura a flashback che ha tenuto alta la tensione (cosa che non avevo ravvisato ad esempio in episodi simili come impianto, tipo “Chase” o “Nobody’s Fault”).

    Ecco sulla faccenda della finta morte il naso lo storco un po’ anch’io, in senso buono s’intende, ma vi basti sapere che incendio/esplosione + toccante elogio funebre + morti redivivi è stato anche il finale di Melrose Place (quello storico naturalmente, partito nel ’92! :-)) Non parliamo di personaggi che muoiono e resuscitano in continuazione in film, soap opera, libri, telefilm…

    Mi è parso un escamotage fin troppo facile per una serie come questa che ha appunto gli stereotipi li ha sempre ribaltati, così come non mi è chiaro come House possa andarsene in giro a viso scoperto (quando aspetta Wilson sulla scalinata) a scambiare pure protesi dentali nel suo ex posto di lavoro dove tutti possono riconoscerlo… e che dire di un narcisista patologico come House che non assiste di nascosto al proprio funerale? ;-) Wilson ha preso la macchina per raggiungerlo, anche se non pareva molto lontano…

    Quasi quasi anch’io avrei preferito che House fosse morto davvero, sarebbe stato uno schiaffo e uno shock non da poco, ma anche così mi è spiaciuto ad esempio che non si sia preso più tempo per dire addio alle persone che aveva intorno (che lo amavano e che lui, a modo suo, amava)… non dico scene lunghissime strappalacrime, ma mi rattrista pensare a collaboratori vecchi e nuovi “orfani” del loro mentore (Taub e Park su tutti) e alle tante cose rimaste non dette… sì, sono sentimentale :-)

    Sic, che tristezza, ragazzi. Finisce una pietra miliare della televisione. Ci mancherà.

    Rispondi

  52. Fra parentesi, stamattina su Italia1 hanno mandato “Maybe Baby”, con Hugh e Joely Richardson (la Julia di Nip/Tuck).
    Gli ho dato un occhio giusto per conoscenza / affetto verso Hugh e… be’, è vero che il film non era così trashoso come pensavo (perdonatemi ma questo filone in genere non lo reggo, insieme a commedie romantiche e affini), però… cavolo, Hugh era bravo pure lì O___o
    Non che mi sorprenda, però il suo talento già si vedeva… inutile dire che guardando alcuni sketch di “A Bit Of Fry and Laurie” sono rimasta basita… e mi fa sorridere di tenerezza ripensare a Laurie che con modestia infinita disse che, prima di House, i pochi ruoli di nota (Stuart Little, Maybe Baby e altri) li aveva avuto solo grazie a dei conoscenti o alla fortuna…

    Uno bravo come lui. Ma pensa te.

    Rispondi

  53. @ Raffa:
    Raffa, House se ne va in giro a viso scoperto perché nessuno lo sta cercando: non la polizia, né i suoi colleghi. Nessuno. E il posto dove si incontra con Wilson non mi sembra sia vicino a casa sua.
    Quanto all’escamotage della sua scomparsa: House se è tornato all’ospedale a tarda notte, quando il personale è ridotto. Avendo lavorato al PP per anni e conoscendo il tipo non gli sarà stato difficile non farsi notare ed entrare da una entrata secondaria magari con un pass. E poi ricordiamo, nessuno lo stava cercando. Lo scambio delle impronte dentali non implica che House sia andato a casa del dentista del paziente, come alcuni spettatori americani hanno scritto per rimarcare l’implausibilità della situazione, ma è avvenuto in ospedale, dove certamente al paziente è stata fatta una radiografia prima dell’intervento proprio nella zona della testa e del collo, visto che è stato operato lì. Quindi la situazione regge. Ogni giorno scompaiono dal nulla decine di persone e quasi mai il momento della scomparsa viene notato da qualcuno.
    Se così non fosse non esisterebbero trasmissioni come Chi l’ha visto?
    Sul cosa succederà “dopo”, beh, non c’è la nona serie quindi non potremo mai dire se la soluzione adottata è buona, cattiva , plausibile o meno; House MD è semplicemente finito qui, la storia è chiusa. Gli spettatori potranno immaginarsi quello che vogliono e ricamarci su, magari pensando a un futuro incontro con gli ex collaboratori, o addirittura una riconciliazione con Cuddy. Insomma, materia per fanfiction.
    Io sono soddisfatto che il personaggio non abbia scelto il suicidio perché sarebbe stato triste e OOC. Per quanto le tendenze autolesionistiche siano presenti in House, in lui la spinta vitale e la curiosità verso la vita prevalgono. Quindi, finale perfetto, agrodolce, senza forzato happy ending ma “giusto”.
    Speriamo di rivedere Laurie come attore, ancora in tv o al cinema. Sprecare uno come lui sarebbe un delitto.

    Rispondi

  54. Infatti, speriamo di rivederlo presto in qualche progetto degno di lui (perché scommetto che dopo “House” tutti lo cercano e tutti lo vogliono :-) , ma come già detto da altri, lo vedo troppo intelligente per accettarsi di inflazionarsi facendo il prezzemolino ovunque, specie dopo il ruolo che l’ha consacrato in tutto il mondo e che, per sua stessa ammissione, gli resterà appiccicato addosso, almeno per un bel po’… una bella comparsatina qui e là però non dispiacerebbe, eh…!)

    @ klatu:

    Klatu ci mancherebbe, dici tutte cose giustissime e lungi da me polemizzare… Addirittura avevo pensato che House potesse essersi messo d’accordo con Foreman per far prendere un coccolone (ulteriore) a Wilson che così si sarebbe deciso a curarsi… più che altro m’ha lasciata un po’ così l’escamotage (perché questo è, di trovata geniale non si può parlare, non stonerà con la serie ma la trovo neppure così calzante) della finta morte, perché se ci pensiamo è stata dettata non dalla malattia di Wilson, bensì… da un atto vandalico di House che voleva fare lo scherzetto a Foreman! Fa un po’ ridere, certo, e ci sta pure vista l’eterna, ossessiva “immaturità” di House in fatto di scherzi, però insomma, date le circostanze (la condizionale che già a inizio stagione aveva salvato per il rotto della cuffia, così come in “Nobody’s Fault” dove effettivamente ‘ste gran colpe non le aveva) m’è parso un pretesto un po’ labile per “morire” socialmente e metaforicamente.

    Soprattutto perché House in quella casa voleva “morire” ma per davvero. Non che l’avrei preferito, sia chiaro (House che la fa finita, lacrimuccia, titoli di coda), ma mi strazia il cuore saperlo lontano da quel poco che ha amato nella vita (la sua sfuriata a Foreman a questo riguardo per me E’ una cosa GENIALE, non so, forse ho parametri diversi) proprio ora che era disposto a “cambiare”, o almeno a provarci (lui che ha sempre detto cose come “Meglio aver tentato e fallito che non aver mai tentato”).

    Come hai detto gli istinti suicidi (il desiderio di farlo sul serio poi è un’altra cosa e se si è lasciato cullare da tante allucinazioni forse neppure era così convinto) erano coerenti con il personaggio e con la serie (così come che alla fine House abbia scelto la vita), invece fingere la propria morte non lo vedo così necessario, ne CAPISCO le motivazioni ma trovo ci fossero altre alternative (su tutte… be’, accettare mille casi contemporaneamente come Foreman gli aveva gentilmente concesso per star fuori di galera. Ok, un chinare il capo non molto housiano, però c’erano alte probabilità di una bella proroga della sua pena).

    Tornando a noi, visto appunto il desiderio di “scomparire”, di tagliare con il passato, ho trovato strana l’ “imprudenza” di House: occhei, non ti stanno cercando ma ti credono morto, calati almeno il basco sugli occhi che se qualcuno ti riconosce (anche qualcuno che NON ti sta cercando), oltre che far saltare le coronarie a quel qualcuno, ti potrebbero beccare e spedire subito in galera… nei telefilm personaggi che abitano in quartieri, città, stati, continenti diversi si incontrano ogni 3×2 al supermercato e in altri dieci posti diversi ad ogni episodio :-D , non vedo perché non sarebbe potuto succedere ad House in queste circostanze… ma va be’, non era quello l’importante.

    Questo finale non mi è dispiaciuto, forse era uno dei pochi in grado di non strappare il cuore dal petto dei fan (non del tutto) e di lasciare ogni conclusione allo spettatore, a tratti non mi ha emozionato come credevo ma resta comunque un buon episodio e un buon finale tutto sommato (ripeto, devo ancora metabolizzarlo, al momento la fine della serie mi sembra ancora troppo surreale). Non un episodio capolavoro però, quello per me era stato il precedente “Holding On”, di cui “Everybody Dies” è l’inevitabile prosecuzione. C’erano ancora tante cose da dire, ma forse è meglio che siano rimaste tali, non dette.

    Infine, non ci posso fare niente, il finale (non è una critica, solo un’osservazione) mi ha ricordato questo (mi riferisco in particolare al minuto 1, al bambino che percorre i sentieri con la bicicletta, festeggiando la vita, per quanto difficile essa sia):

    http://www.youtube.com/watch?v=3flpg8aQoLE

    Rispondi

  55. @ Raffa:
    Il fingere la morte è in realtà un “necessario” omaggio al personaggio cui House è ispirato, cioè S. Holmes. Così come non è necessaria la scena di House che precipita al piano inferiore dello stabile in fiamme: anche quello è un preciso riferimento all’ultimo racconto di C. Doyle (che poi non è l’ultimo, perché Holmes , come si sa, non muore davvero ma ritorna. Ma ritorna a furor di pubblico). E’ un continuo gioco di rimandi.

    Rispondi

  56. Peccato che ne “Il Mastino dei Baskerville” quasi tutto il lavoro lo faccia Watson :-D e che il personaggio “risorse” malgrado le reticenze di Sir Conan Doyle che avrebbe in realtà desiderato togliersi di dosso l’etichetta di “ha scritto solo Sherlock Holmes” (non riuscendoci mai)… speriamo non accada lo stesso a Laurie con House.

    Proprio quest’anno, e pur non essendo grande appassionata in senso stretto dei romanzi holmesiani, ho iniziato a seguire “Sherlock”, aspettandomi la proverbiale boiata pazzesca… invece! O__o Ho debitamente commentato nelle sezioni apposite.

    Molti infatti hanno paragonato la finta morte di House con quella di Sherlock nel telefilm (altamente drammatica, “teatrale”, discussa e sviscerata all’inverosimile, già di per sé inverosimile eppure scioccante, nonostante tutti bene o male sapessero che una cosa del genere stava per arrivare), ma io credo che i paragoni “dovuti” a Sherlock Holmes in “House” si siano conclusi da parecchio, insomma, non mi è mai sembrato che “House” si sentisse in DOVERE di fare omaggi e citazioni… semmai li contestualizzava e li stravolgeva. Qui l’avrà anche fatto, ma ho trovato più coinvolgente la parte delle allucinazioni, alla morte orchestrata è stato dedicato molto poco (a riprova che senza il protagonista il telefilm… be’, non resisterebbe 2 secondi, senza nulla togliere al magnifico cast).

    Qui poi non ci hanno neanche lasciato con questo gran dubbio per chissà quanto tempo, giusto l’elogio funebre, un sms e zac, “mistero” svelato :-) … c’è stato davvero poco tempo per creare la suspence del libro (lì se non sbaglio Holmes precipitava in un burrone e “Il Mastino dei Baskerville” sarebbe arrivato dopo un bel po’) o l’attesa spasmodica di “Sherlock” (che praticamente rivedremo nel 2013, a più di un anno di distanza dalla seconda stagione!)

    Mi rattrista comunque non poco pensare a ciò che sarà (Wilson, e House che rimarrà solo, se non per sempre, per un bel po’ di tempo, in attesa di rifarsi una vita o di ritornare), forse avrei preferito un finale più definitivo per non dovermi arrovellare con dolorosissime ipotesi su cosa potrebbe essere o non essere ;-) …

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  57. Ho visto la prima volta sugli schermi HL in “Ragione e sentimento” e benché il suo personaggio abbia poche battute l’avevo notato subito :)
    Poi ho visto “maybe baby” e l’ho trovato bravo anche in quella parte. I 2 attori hanno reso godibile una storia che altrimenti sarebbe stata demenziale.

    Mi piacerebbe vederlo recitare in un film storico, magari nel remaque del “Leone d’Inverno” che mi è piaciuto tanto ( adoro quel periodo storico e poi si parla di Eleonora D’Aquitania, mia omonima, una delle donne più potenti della storia )

    Rispondi

  58. Arrivo tardissimo e lascio un commento per pura voglia di dire qualcosa, a di scussione ormai morta.
    Ho trovato quest’ultima stagione molto bella, con punte altissime tipo “The C word”. Il finalone invece mi ha fatto abbastanza cagare.
    Poco senso, per me, incentrare un episodio sulla cosienza di house usando le persone più importanti della sua vita, se non puoi contare sulla principale (per quanto visto in 8 anni, per me la Cuddy sta al livello di Wilson). Poi la finta morte, l’utilizzo della morte di un paziente per i propri scopi, e il finale aperto sono espedienti, imho, che buttano tutto sul livello “massì, cazzo cene, non ci saranno altri episodi in cui dovremo spiegare o tappare le falle, possiamo fare il cazzo che ci pare”.
    Non m’è piaciuta la pensata, insomma, ma nemmeno come è stata resa on screen.
    Io non ho visto tantissime serie al completo, anzi ne ho viste proprio poche, ma credo sia uno dei finali più brutti che mi sia capitato di vedere.
    In ogni caso, dispiace perdere una serie come House perchè il suo livello di intrattenimento lo regalava sempre. Non più ai fasti iniziali, con qualche delirio di troppo (tipo la passata stagione), ma tutto sommato qualcosa che uno guarda comunque senza sentirsi derubato del suo tempo.
    Bye, Greg!

    Rispondi

  59. @ manq:
    Anche per me si è trattato di un finale un po’ così, certo non brutto e magari anche più innovativo di quello che sembra (non so in quanti pensassero ad un finale così aperto), però nemmeno secondo me all’altezza di questa Grande Serie che è stata House.

    Le allucinazioni di Greg come proiezione della sua coscienza le ho apprezzate abbastanza, rivedere i vecchi personaggi (molti li abbiamo amati, altri odiati, ma tutti ci hanno lasciato qualcosa) fa sempre tanta nostalgia :-) e in un ultimo episodio secondo me uno sguardo al passato non deve mai mancare, quindi ci stava anche bene… non originalissimo ma glielo concedo. Non ho sentito la mancanza della Cuddy non perché non sia stata un personaggio importante per Greg, anzi, ma perché a mio avviso è stata proprio la sua assenza a renderla più presente di tutti gli altri, non so se mi spiego… sappiamo bene perché l’attrice non è potuta tornare ma secondo me ci sta che l’inconscio di Greg rifiuti di rivedere una persona a cui ha tenuto così tanto, e quel “Cuddy’s gone” detto a Stacy rendeva tutta la disperazione e rassegnazione di Greg.

    Ho avuto qualche dubbio invece sulla questione della finta morte: a parte essere un escamotage fin troppo facile, soprattutto per uno show di questo livello, non mi è piaciuta molto, tanti dicono che è in character ma a me fa un’immensa tristezza pensare che Greg abbia lasciato così con un palmo di naso tante, tante persone che a lui avevano tenuto, e che lui aveva, se non amato, “tollerato” e stimato (mi vengono Taub, Cameron e Foreman, soprattutto Taub). Greg è uno che non le ha mai mandate a dire xD e in otto anni non ha certo tenuto a freno a lingua, ma un saluto a tutti loro di persona penso lo dovesse. Magari avrebbero potuto prendersi un episodio in più per fargli inscenare questa finta morte…

    Tutta questa gente che lo crede stecchito, e lui è lì che pare se la spassi alla grande fregandosene di tutto ma fra sei mesi potrebbe stare conciato peggio di adesso. Ecco, in questo il finale, col senno di poi, è tremendamente angosciante, atipico, in un certo senso coraggioso, una scena apparentemente felice per un futuro su cui si addensano già nubi fittissime, e le conclusioni lasciate a noi, molte delle quali troppo scioccanti e dolorose anche solo da immaginare, almeno per quello che mi riguarda.

    Capisco che la fine non mi abbia soddisfatta anche perché volutamente “sgradevole” (e io nel finale tragico ci speravo), dolorisissimo comunque la si voglia girare (Wilson è un malato terminale, House è in fuga da tutto e tutti), insomma dopo questo sarà impossibile tornare a godermi le stagioni passate come ero solita fare senza pensare a com’è andata.

    Rispondi

  60. Oh cielo, dopo mesi e mesi mi accorgo che allora di House vi interessava ancora qualcosa, e avete pure pubblicato una recensione ed è la recensione più bella del mondo e *mi ha fatto bruciare gli occhi*.
    Dopo otto anni (per me sei) di amore totale per questa serie, anche quando tutti la odiavano, anche quando molti l’avevano lasciata, mi ritrovo ancora ad amare lo sforzo esegetico per leggere meglio tra le righe degli episodi. House MD è stata spesso “low profile”, soprattutto quando doveva trattare i temi importanti: mai un’esagerazione nello script o nella performance, mai un tono troppo alto ,sentimentale o lacrimevole o messo lì semplicemente perché la gente si sentisse attirata e in empatia con House. Bisognava sempre pensarci un po’ su, ammortizzare e metabolizzare quello che succedeva. E tutto il sottotono che uno pensava di essersi preso in collo, di colpo acquistava un peso tutto suo. Lo stesso è capitato con questo finale, capito da meno persone di quante avrebbe meritato perché la serie stessa ad un certo punto non è stata più capita da tutti quelli che all’inizio le stavano dietro fedelmente. Grazie della bellissima, bellissima recensione. Mi farebbe piacere tradurla in inglese e diffonderla nel fandom per far conoscere i meriti dell’autrice, con la quale a questo punto realizzo di condividere più di una prospettiva. :)

    Rispondi

  61. @ Raffa:
    Holding On era un episodio senza macchia e senza peccato, e la serie sarebbe potuta finire con la scena di Wilson e House sulla soglia e sarebbe stato epico e perfetto. Ma sarebbe stato incentrato su Wilson, e non su House. Onestamente per me poteva anche finire lì: ho pianto tutte le mie lacrime – cosa mai vista per me – ed ora Holding On è il mio episodio preferito di SEMPRE. Diciamo che avevano 22 episodi e che l’ultimo trattasse dei momenti estremi della vita di House… “ci stava”, come si dice dalle mie parti (potrebbe non voler dire nulla al lettore non Cispadano…).

    Rispondi

  62. alethehousewife ha scritto:

    @ Raffa:
    Holding On era un episodio senza macchia e senza peccato, e la serie sarebbe potuta finire con la
    scena di Wilson e House sulla soglia e sarebbe stato epico e perfetto. Ma sarebbe stato incentrato
    su Wilson, e non su House. Onestamente per me poteva anche finire lì: ho pianto tutte le mie lacrime
    – cosa mai vista per me – ed ora Holding On è il mio episodio preferito di SEMPRE. Diciamo che
    avevano 22 episodi e che l’ultimo trattasse dei momenti estremi della vita di House… “ci stava”,
    come si dice dalle mie parti (potrebbe non voler dire nulla al lettore non Cispadano…).

    Nulla da dire su “Holding On” (anche se credo di aver in parte rimosso l’episodio per la sua immensa
    portata drammatica / scioccante che il pubblico affezionato tende a “rifiutare” senza se e senza
    ma), e neanche sul fatto che il finale fosse incentrato su House. Caspita, è il protagonista!

    Anzi… mi sembrava quasi mancasse qualcosa. Che ci dovesse essere più Greg, Greg, Greg… perché
    sai in 8 anni di cose sul personaggio ne han dette poche (ironia xD) Per questo ho apprezzato la
    faccenda dei “fantasmi del passato”, per quanto già vista e stravista (ma appunto non gesita male). Di Greg non se ne ha mai abbastanza, non so se si può essere fan di uno show così protagonista-centrico da non esserne assuefatti come lui lo è al Vicodin.

    Faccenda “fantasmi” già utilizzata ampiamente all’interno della serie, peraltro, ma mi andava bene.
    Gran parte dell’attenzione – forse in modo saggio – è stata invece spostata dai demoni di House
    (comunque riassunti in questo “everybody Dies”) verso Wilson (e i sentimenti che Greg prova per lui,
    occhio, la persona più importante della sua vita fin dal pilot, ovvero Wilson… questi ultimi episodi, mi rendo conto, erano più House-centrici che mai!) “Ci stava” anche per me ;-)

    Mi rimane il naso arricciato per la finta morte (escamotage che trovo troppo abusato e tirato per i
    capelli anche per una serie che dell’ “esagerazione” aveva fatto un marchio di fabbrica, in certe
    stagioni, detto proprio con affetto, House è un sociopatico senza pari :-) … che cura la
    gggente!), e la faccenda stessa del cancro di Wilson, che forse avrebbe meritato un’intera stagione
    (avrebbe davvero tolto tutto questo shock / effetto sorpresa? Non credo) e non solo di essere tirata
    fuori negli ultimi 3 (dolorosissimi) episodi.

    Poi c’è l’inevitabile, insormontabile effetto déjà vu
    che ogni accanito spettatore di telefilm avrà provato (cancro che colpisce un personaggio centrale del telefilm, se ne potrebbero citare a milioni, dal recente Walter White di Breaking Bad alla Scully di X-Files). E’ una cosa che in parte, con modalità diverse, abbiamo già visto, sia in tv che al
    cinema, non è colpa loro.

    Non so, a “Holding On” a molti è parso l’episodio perfetto. Di sicuro è di gran livello, come poi lo è stata la serie anche nei momenti “peggiori”, del resto esprimo solo un’opionione personale e una valanga di gente non sarà d’accordo con me… pazienza, è giusto così.

    Ma trovo che come un po’ tutta l’ottava (dignitosa) stagione sia stato molto di maniera, “basso
    profilo” come dicevi tu. Tematiche fortissime, trattate con sensibilità (anche da Greg, lo abbiamo
    visto tante volte), ma poca voglia di osare, o meglio, di “esagerare” come nel primo “House” (primo?
    almeno fino alla quinta stagione). Il che può essere visto come un pregio, la serie cresce e quindi
    matura, abbandonando gli eccessi (in termini di scrittura, credibilità, verosimiglianza del
    personaggio a un medico reale).

    Ho visto comunque tanti episodi col freno troppo tirato, proprio come se la serie
    che aveva ribaltato diversi canoni degli show televisivi avesse paura di smentirsi,
    o di svaccare proprio nel finale. Per esempio tutta la faccenda di House sotto inchiesta
    per la storia di Chase è finita in una ridicola bolla di sapone, ma il bello è che ce
    l’hanno fatto capire fin da subito (o quasi) che sarebbe andata così, tutti prendevano
    la cosa come un gioco e il conflitto fra Chase e House è durato pochissimo.
    Idem per quello fra House e Wilson a inizio stagione: un anno di rancore (per la faccenda
    della Cuddy), House torna di prigione e Wilson quanto gli tiene il broncio? Mezzo episodio.

    Poi, i casi clinici. Nelle prime stagioni una delle cose più agghiaccianti era la moria che
    colpiva i pazienti del Plainsboro, è una delle cose che ti balza più all’occhio riguardando le
    repliche: quanti ne sono morti nei primi 2-3 anni? Una caterva, praticamente il Plainsboro era
    un obitorio (non che House & Co. non si impegnassero, sia chiaro!)

    A partire dal quarto-quinto anno il numero dei morti si è drasticamente ridotto (ok, agli inizi
    dovevano attirare l’attenzione, o meglio, sviluppare benissimo come poi hanno fatto il
    concetto-tormentone di House “everybody dies”), fino ad arrivare a… tutti, e credo proprio TUTTI,
    che guarivano felicemente da qualsivoglia malattia, mortale e non (ok, il morto magari lo scoviamo
    :-), ma è giusto per far capire quanto il mood sia passato da “totalmente pessimistico e nichilista
    assoluto” a “l’ottimismo è il profumo della vita, ormai il pubblico è fidelizzato, non c’è più bisogno de fallì morì tutti”). Non che augurassi la morte a quei poveretti xD , non che mi soddisfi vedere un attore che finge la morte sullo schermo, non che mi piacesse vederli andarsene uno a uno come mosche (per certi dipartiti sono scioccata ancora adesso) ma… insomma, trovo che un po’ di buonismo e convenienza in questa cosa ci sia stato (“siamo una gran serie, lo abbiamo dimostrato, che House è un grande diagnosta pure, facciamoli guarire tutti che questa è pur sempre TV e non la vita vera”).

    E in questo finale i demoni e problemi di House, lo sappiamo bene, sono stati solo accantonati,
    posticipati… tutt’altro che risolti, pronti a ripresentarsi fra qualche mese. Come potrà sentirsi
    House, latitante, finto morto, dopo la scomparsa (viene data per certa) del suo amico Wilson?

    Comunque sia, è finita :-) … buon anno a tutti.

    Rispondi

  63. @ alethehousewife:
    Grazie! *_*
    (naturalmente puoi diffondere ciò che vuoi, basta solo un link ;) )

    alethehousewife ha scritto:

    Bisognava sempre pensarci un po’ su, ammortizzare e metabolizzare quello che succedeva. E tutto il sottotono che uno pensava di essersi preso in collo, di colpo acquistava un peso tutto suo.

    verissimo, ed in effetti HMD è sempre stata una delle serie che ho ri-guardato più volentieri (quando ancora avevo il tempo di farlo!) proprio perché ogni replica regalava una sfumatura in più…

    Raffa ha scritto:

    Capisco che la fine non mi abbia soddisfatta anche perché volutamente “sgradevole” (e io nel finale tragico ci speravo), dolorisissimo comunque la si voglia girare (Wilson è un malato terminale, House è in fuga da tutto e tutti), insomma dopo questo sarà impossibile tornare a godermi le stagioni passate come ero solita fare senza pensare a com’è andata.

    Mah, io non considero House “in fuga”, io lo considero in vacanza con Wilson, dopo che per una vita hanno quasi sempre anteposto il loro lavoro alla loro vita privata, o comunque hanno lasciato che il loro lavoro e le preoccupazioni e le ansie ad esso connesse fossero centrali nei loro pensieri: finalmente possono godersi sè stessi senza rendere conto a nessuno, possono essere tristi senza doversi preoccupare anche del dolore di qualcun altro, possono soffrire e rasserenarsi e trovare forse un equilibrio e un senso a ciò che devono affrontare. House ha tutti i mezzi per tornare, eventualmente, in un futuro, e riallacciare i rapporti interrotti ora “senza un saluto” e credo che nessuno, ma proprio nessuno, gli chiuderebbe la porta in faccia: basta vedere il sorriso di Foreman per sapere che una mossa del genere, da House, la gente quasi quasi se l’aspetta.

    Rispondi

  64. Nusta ha scritto:

    Mah, io non considero House “in fuga”, io lo considero in vacanza con Wilson, dopo che per una vita hanno quasi sempre anteposto il loro lavoro alla loro vita privata, o comunque hanno lasciato che il loro lavoro e le preoccupazioni e le ansie ad esso connesse fossero centrali nei loro pensieri: finalmente possono godersi sè stessi senza rendere conto a nessuno, possono essere tristi senza doversi preoccupare anche del dolore di qualcun altro, possono soffrire e rasserenarsi e trovare forse un equilibrio e un senso a ciò che devono affrontare. House ha tutti i mezzi per tornare, eventualmente, in un futuro, e riallacciare i rapporti interrotti ora “senza un saluto” e credo che nessuno, ma proprio nessuno, gli chiuderebbe la porta in faccia: basta vedere il sorriso di Foreman per sapere che una mossa del genere, da House, la gente quasi quasi se l’aspetta.

    Sai, di quest’ultima cosa non sono per niente sicura :-)

    Al contrario non fatico a credere che si sia trattato di un finale “liberatorio” per i due personaggi, dopo una vita dedicata ai pazienti (o alle malattie, come diceva House i primi tempi), e che la “vacanza”, anche in quelle circostanze, per un po’ se la godranno.

    Il guaio è che dubito possa durare molto (cosa che rende questo finale effettivamente tragico dietro la solare apparenza).

    Sappiamo tutti che la “resa dei conti” arriverà, sia per Wilson (la morte?) che per House (la scomparsa dell’amico e la definitiva solitudine)… ma quando?

    Secondo me abbastanza presto. La professione medica era l’unica cosa che permettesse ad House di non diventare un sociopatico totale, mentre Wilson non era un oncologo per caso (ma per passione). Secondo me (tralasciando il dramma della malattia di Wilson che avanza) sentiranno prestissimo la mancanza del Plainsboro e della vita che conducevano. Tagliare i ponti così è inebriante, liberatorio, ma Wilson (oltre che malato) è un sentimentale nato (ci piace anche per questo), e House stesso è un abitudinario seriale (nonostante il suo carattere “schizofrenico”, al Plainsboro aveva finito per sentirsi a casa, mettendoci anni ad “adattarsi”, soprattutto alle persone. E alla fine ci stava pure bene). Dei due Greg è il più propenso a dare un taglio netto col passato, ma un futuro senza Wilson per lui lo vedo deprimente e spaventoso (sarebbe stato lo stesso se fosse rimasto al Plainsboro).

    Ecco, un House estraniato da tutti (stavolta non solo emotivamente ma anche fisicamente, e LEGALMENTE, fingere la propria morte è pure un reato), lontano dagli affetti (i pochi, ma buoni, che ha voluto mantenere), dal suo amato lavoro, da un ambiente che comunque lo stimava e soprattutto gliene faceva passare parecchie, solo, senza nemmeno più il suo migliore amico, per me è una prospettiva tristissima :-(

    Dicevo, fingere di morire non è acquetta (non solo a livello simbolico-emotivo), nell’ottica di House magari è stata pure una simpatica burla ;-), ma a livello pratico la vedo abbastanza ingestibile: se tornasse al Plainsboro, non solo verrebbe arrestato (era già latitante da prima, per la “marachella” dei bagni allagati, non penso sarebbero tanto clementi con lui), ma credo che gli altri lo prenderebbero tranquillamente a mazzate :-D Persone come Foreman, Chase, Park, Tredici magari la prenderebbero con filosofia, ma altri come Cameron, Taub, Adams (va be’ da quando conta…) dubito lo perdonerebbero PRIMA di averlo fatto stare tutto in una scodella :-D (per lo spavento e il dolore procurato).

    Oppure possiamo pensare che House, al contrario, si rifarà una vita, anche dopo la morte di Wilson.

    Non è che questo è il sequel? (L’ho scoperto per caso tramite amici…)

    http://www.youtube.com/watch?v=pAsUbspeUaY

    Qualcuno ne sapeva nulla? Quando è finito “House” si vociferava che Laurie intendesse sparire per un po’, addirittura non sapevamo se l’avremmo più rivisito sugli schermi… poi ho saputo che aveva girato un film con Seth Coen di OC e la gattamorta di Gossip Girl xD … i miei amici mi hanno detto che il film è un po’ una cavolatina, loro non seguivano “House” quindi non sono particolarmente affezionati a Hugh Laurie, a me dal trailer sembra bravo come è sempre stato, ma dal suo “ritorno” mi aspettavo un genere diverso… altri progetti in vista?

    Rispondi

  65. A me più di tutto mancherà il fatto che ci sono tante cose ancora da sviscerare……..per esempio, perchè la madre permetteva al “padre” di trattarlo male?Visto che era su una spiaggia, dopo aver sfondato la casa della Cuddy, chi l’ha convinto a costituirsi?Perchè non hanno mai spiegato com’è veramente andato l’appuntamento con Cameron?Tante questioni irrisolte……..sto rivedendo tutte le stagioni in DVD, sono arrivata alla quinta, ma ancora mi sfuggono certe cose…….

    Rispondi

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