Game of Thrones 2x10 (Lettori)

Game of Thrones – 2×10 – Valar Morghulis (Lettori)

Disclaimer: CONTIENE SPOILER PER I NON LETTORI. Al contrario di quanto è accaduto per le altre recensioni di Game of Thrones, i due articoli dedicati a questo season finale differiscono per alcuni piccoli dettagli. Questo presenta in più punti considerazioni sugli sviluppi della vicenda che rischiano di rovinare la visione a chi già non conosce l’opera letteraria. A maggior ragione, dunque, invitiamo gli spettatori avversi agli spoiler a non sbirciare né articolo né commenti, che c’è l’altro fatto apposta per loro. Nei commenti a questo articolo vale la regola dello spoiler libero fino a  A Feast for Crows (o, nell’edizione italiana, fino a L’ombra della profezia). Ciao!

They danced as the flames consumed them, they staggered and writhed and spun and raised blazing hands on high, their fingers bright as torches.

Nella recensione della première, ho definito A Clash of Kings – con la vaghezza necessaria a non turbare la visione di quanti ancora, non avendo letto la saga letteraria, non conoscevano gli sviluppi della storia – un’opera molteplice, che fa della proliferazione – di personaggi, di luoghi, di avvenimenti – il suo tratto distintivo. Sulla pagina scritta, grazie all’uso di una narrazione in terza persona con punto di vista limitato, questa tecnica centrifuga funziona, e permette al lettore di apprezzare la complessità delle vicende e, al contempo, di comprendere a fondo l’evoluzione interna dei singoli personaggi. Riprodurre questa ricchezza, che si traduce poi soprattutto in una pluralità di visioni, nella serie televisiva era un’impresa ardua, in misura assai maggiore di quella posta dall’adattamento di A Game of Thrones, caratterizzato da un intreccio più lineare. David Benioff e D. B. Weiss hanno fatto del loro meglio, ma non sempre sono riusciti nell’intento, in particolare negli episodi centrali della stagione, che, nella fretta di far proseguire il racconto, accumulavano eventi e colpi di scena senza preoccuparsi di inserirli sempre in una struttura narrativa forte e coesa.

L’ultimo episodio ha magistralmente corretto il tiro e ci ha regalato una delle ore di televisione in assoluto più intense ed efficaci di sempre. Non diversamente da quanto era successo con “Fire and Blood”, quindi, spetta a questo “Valar Morghulis” di sciogliere, dopo lo Spannung della settimana scorsa, la tensione narrativa di questa stagione e di costruire in maniera convincente le fondamenta della prossima.

Hear me roar

A Clash of Kings è, come suggerisce il titolo, il libro che più direttamente affronta le tematiche politiche e militari che venano la saga. È il romanzo in cui cinque re diversi – Joffrey, Stannis, Renly, Robb e, più tardi, Balon – si contendono il potere e, nel tentativo di assicurare per sé il trono, mettono a ferro e fuoco il regno, più o meno inconsapevoli della devastazione che lasciano nella loro scia. L’evento culminante della guerra è la Battaglia di Blackwater Bay e – dopo aver dedicato allo scontro un intero episodio – gli autori scelgono, saggiamente, di soffermarsi poco sugli strascichi del conflitto. A dimostrazione che l’intervento di Tywin, lungi dal risolvere interamente le sorti della guerra, è riuscito solo a ripristinare un precario equilibrio, le scene nella sala del trono di King’s Landing hanno la qualità compassata di una formalità svuotata di senso, interamente esteriorizzata. Si capisce che questi personaggi – Joffrey e Cersei in primis – si stanno solo godendo la relativa quiete fra uno scoppio di tuono ed il successivo, e la loro è una cerimonia gelida, uno spettacolo allestito ad uso e consumo tanto dei sudditi quanto di loro stessi. Non a caso, dunque, l’unico momento spontaneo – il sorriso di Sansa quando capisce di non dover più sposare Joffrey – è un piccolo istante privato, intimo, nascosto agli occhi della corte. Lontano da questi fasti, in una stanzetta stipata di mobili e libri, Tyrion – alla cui abilità strategica si deve la salvezza della città – è stato subito messo in disparte, schiacciato dall’ingombrante ombra del padre. Accanto gli rimangono il fedele Podrick, Shae (il cui affetto nei confronti del Lannister è stato senza dubbio enfatizzato rispetto ai libri, cosa che renderà ancora più devastante la sua morte per mano di Tyrion stesso) e Varys, che subito riprende a tessere la sua tela. Conleth Hill ha fatto un lavoro sottile ma convincente sul personaggio, riuscendo a vestirne gli ambigui panni con naturalezza e grande espressività. Il Ragno Tessitore è una delle creature più riuscite di Martin, nonché uno dei miei personaggi preferiti, e vederlo interpretato con tanta maestria è un vero piacere. Sulla bravura di Peter Dinklage, invece, non credo ci sia molto da aggiungere a quanto, da una parte e dall’altra dell’oceano, è già stato detto. Game of Thrones non poteva trovare attore più carismatico di lui per interpretare uno dei ruoli più complessi della serie, e senz’altro uno dei più amati. Ammirarlo mentre incitava le truppe prima della battaglia è stato impagabile, ma vederlo sciogliersi in lacrime davanti a Shae è ancora più emozionante.

Winter is coming

L’ellissi narrativa che ci porta dal tentativo di Theon di far passare i figli del fattore per Bran e Rickon all’assedio di Winterfell è vertiginosa, forse troppo, anche per una serie come Game of Thrones che richiede una grandissima attenzione ai suoi spettatori. Non mostrare mai le truppe assedianti, per di più, è una scelta che desta qualche perplessità, non tanto in termini di efficacia scenica, quanto di progressione del racconto. Ad esempio, non è interamente chiaro – dopo che Dagmer Cleftjaw stordisce Theon e conduce gli Ironborn lontani da Winterfell – chi dia fuoco al castello, né, del resto, che fine facciano i cinquecento uomini inviati da Dreadfort per salvare la sede avita della Casa Stark. Perché Bran, Rickon, Osha e Hodor non incontrano nessun soldato quando escono dalle cripte? In tal senso, se posso sopportare la mancanza (almeno per ora) di Meera e Jojen Reed, che pure sono fra i miei personaggi favoriti, credo che la scelta di non introdurre Reek, il bastardo di Roose Bolton, sia stata davvero infelice. Il tradimento degli uomini del nord è uno dei colpi di scena più genuinamente sconvolgenti del libro e, senza questo dettaglio, la storyline perde molto del suo impatto. Infine, mi chiedo che cosa avranno in mente gli autori per far arrivare Theon nelle mani di Ramsey, elemento non di poco conto alla luce di A Dance with Dragons. Sono dettagli su cui sono disposto a soprassedere per due motivi: la scena del pomposo discorso di Theon, comicamente troncata da un colpo alla nuca, e quella, toccante, dell’ultimo addio di Maester Luwin. Ora, ad ogni modo, i più piccoli fra gli Stark – tutti e due insieme, altro piccolo particolare diverso dal libro, e piuttosto insensato – sono diretti alla Barriera, nella speranza che Jon possa tenerli al sicuro fino alla fine della guerra…

The sword in the darkness

Arriviamo così al puntum dolens della stagione, ovvero la storyline di Jon Snow. Qui gli autori – nel tentativo di sintetizzare pagine e pagine di descrizioni e avvenimenti – hanno forse ecceduto con le semplificazioni, con il risultato che la morte di Qhorin Halfhand non ha un decimo dell’impatto emotivo che aveva nel romanzo. Interessante la scelta di lasciare volutamente vaghe le ragioni di questa morte – se capiamo, infatti, che quella di Qhorin è una messinscena, non possiamo essere così sicuri che Jon reagisca solo per stare al gioco –, ma opaca la realizzazione. Se dovessi salvare un solo elemento di questa sottotrama, sceglierei con tutta probabilità Rose Leslie, che dà vita a una Ygritte certo diversa da quella dei libri, ma indubbiamente salace e divertente. Il resto, ahinoi, sembra solo un riempitivo, per quanto necessario, in attesa di fare la conoscenza di Mance Ryder.

Fire and blood

Daenerys è stato il personaggio più bistrattato della stagione. Allontanandosi dal testo di Martin, spesso con scelte – come l’insensato colpo di stato di Xaro Xoan Daxos – discutibili, David Benioff e D. B. Weiss non hanno solo perso di vista la traiettoria di Dany, ma hanno anche tradito il ruolo che Qarth riveste nel romanzo. Il carattere mitico, favolistico quasi, della città, serve infatti a Martin per allargare lo sguardo a quanto accade al di là dei Seven Kingdoms, ma soprattutto per enfatizzare la qualità meravigliosa della storia, che, lungi dal non essere presente, è invece originalmente ripensata in chiave straniante. Detto in altri termini, la magia di Qarth colpisce proprio perché è così squisitamente aliena rispetto al resto dell’ambientazione. È questa alterità costitutiva il cardine del racconto e la scelta di trasformare la città in una sorta di King’s Landing più esotica, con i suoi intrighi ed i suoi giochi di potere, ma priva del fascino esoterico che aveva sulla pagina, penalizza anche Daenerys stessa. Personaggio ancestrale, caratterizzato da una femminilità atavica e da una natura insieme mistica e guerresca, come le amazzoni della mitologia, Dany non a caso incontra sul suo percorso figure bizzarre come Quaithe o Pyat Pree, e luoghi tenebrosi come la Casa degli Eterni o Vaes Tolorro, espunta dalla serie. L’atmosfera che si respira nei suoi capitoli è insieme fiabesca e realistica, ma sempre, appunto, altra. Tutto questo si è perso nella stagione, almeno fino a questo episodio. Benché le scene nella Casa degli Eterni siano molto diverse da quelle del libro, e sostanzialmente più lineari, hanno un’innegabile forza icastica – la sala del trono coperta di neve, le terre di ghiaccio di là dalla Barriera – e narrativa, come nell’episodio, dolcissimo, di Khal Drogo. È però perso tutto il contenuto simbolico che rendeva il capitolo – il mio preferito dell’intera saga – così ricco, e che tuttora fa discutere gli appassionati dei romanzi. Sarebbe stata l’occasione perfetta per mostrarci Rhaegar e per udire la famosa frase che fa venire i brividi a tutti i fan: He is the prince that was promised, and his is the song of ice and fire. Sarebbe stata, soprattutto, l’occasione per approfondire il sostrato leggendario della storia – già impoverito, l’anno scorso, con l’esclusione di tutti i ricordi di Ned su Lyanna – e per dare spunti di riflessione anche agli spettatori della serie. Sinceramente, mi sarei almeno aspettato una menzione alla famosa, e oscura, profezia degli Eterni: Three heads has the dragon… three fires you must light… one for life and one for death and one for love… three mounts must your ride… one to bed and one to dread and one to love… three treasons will you know… once for blood and once for gold and once for love. È vero che, come dice Todd VanDerWerff nella sua recensione, ci sarebbe voluto David Lynch per rendere giustizia alla visionarietà di queste pagine, ma è comunque un peccato che gli autori abbiano scelto di non provarci nemmeno. Ad ogni modo, la scena in cui Daenerys, con quel dracarys appena bisbigliato, ordina ai draghi di ardere vivo Pyat Pree è splendida e fa, in parte, perdonare tutti questi tagli. Nonostante il materiale fornitole nel corso della stagione non fosse particolarmente interessante, Emilia Clarke si è sempre impegnata a fondo per renderlo convincente e credibile, ma è indubbio che il suo forte sia la Daenerys più regale, imperiosa ed implacabile — quella, per intenderci, delle ultime scene nel palazzo di Xaro Xoan Daxos, quella che, con un movimento quasi impercettibile degli occhi e delle labbra, è capace di comunicare tutto il potere e la trattenuta furia del drago.

The horn that wakes the sleeper

L’ultima scena dell’episodio non proviene da A Clash of Kings, bensì dal prologo di A Storm of Swords, terzo volume della saga. Scelta coraggiosa ma vincente, perché le ultime immagini – con l’esercito di wights che emergono dalla bufera di neve, guidati da un White Walker in sella ad un cavallo scarnificato – hanno la potenza visiva necessaria a chiudere la stagione in grande stile, come era accaduto l’anno scorso con la nascita dei draghi, e a lasciarci in trepidante attesa per la successiva. Non mi dilungo troppo, ma colgo l’occasione per applaudire la bravura di Alan Taylor, che è riuscito ad infondere alla scena una quanto mai calzante qualità orrorifica. L’immagine dell’Estraneo sulla sua spettrale cavalcatura è di quelle che non si dimenticano facilmente.

All’episodio, che chiude in maniera quasi perfetta la stagione. Alcuni piccoli nei – il segmento di Jon Snow e la soporifera parte dedicata a Robb e Talisa, personaggio che, da lettore, proprio non mi convince (perché non mantenere la povera Jeyne Westerling? Perché dare all’amante di Robb un’origine così esotica? Perché, soprattutto, anticipare così tanto l’affaire del matrimonio? Non si rischia di togliere pathos al Red Wedding?) – non gli fanno raggiungere l’eccellenza, ma stiamo comunque parlando di un episodio sontuoso che, a differenza di quanto successo in alcune puntate a metà stagione, non perde mai di vista il gusto puro del racconto.

Alla stagione, che – pur avendo avuto una parte centrale non interamente riuscita – ha confermato, grazie al superlativo “Blackwater” e a questo episodio, quello che già sapevamo di Game of Thrones, ovvero che non si tratta solo di una serie dalla produzione sfarzosa e dalle interpretazioni impeccabili, ma anche, e soprattutto, di una serie che racconta una storia appassionante, scritta con gusto e maestria e arricchita da personaggi indimenticabili. Da non perdere.

Note:

1. Nel corpo della recensione non ho avuto modo di parlare dell’unica scena dedicata ad Arya, ma vorrei comunque ritagliarmi un piccolo spazio per sottolineare la bravura di Maisie Williams e di Tom Wlaschiha, un Jaqen H’ghar davvero perfetto.

2. Molto bella anche la scena dedicata a Stannis e Melisandre – geniale il dettaglio del fuoco riflesso negli occhi di entrambi – e quella di Brienne e Jaime. Visto che sulla bravura di Carice Van Houten mi sono già espresso nella recensione della première, colgo l’occasione per tessere le lodi di Gwendoline Christie. La sua alchimia con Nikolaj Coster-Waldau è palpabile e gli scambi fra i due sono impagabili. Non vedo l’ora che incontrino i Brave Companions di Vargo Hoat e che Jaime perda la mano della spada, perché sono sicuro che ci regaleranno grandi soddisfazioni in quel frangente.

3. Come sapete, la serie è stata rinnovata per una terza stagione, che consterà sempre di dieci episodi e andrà in onda la prossima primavera. Il progetto degli autori è quello di adattare grosso modo la prima metà di A Storm of Swords, romanzo davvero monumentale che era impensabile rielaborare in una sola stagione.

Andrea Morstabilini

Introdotto al culto telefilmico in giovanissima età da Twin Peaks, Andrea ama le serie scritte bene, e, dunque, la Hbo.

115 Comments

  1. Ed ora attendiamo le terza…. un anno è lungo e l’inverno deve ancora arrivare.
    Tutto molto bello, noioso Robb e Talisa, idem per Cat. Secondo me non si capisce bene quanto grave sia il “tradimento” nel confronto dei Frey. Peccato.
    Jon: il solito schifo!

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  2. Ottima recensione!

    Un’unica svista: il bastardo di Bolton è Ramsay, non Reek. Reek è un suo servitore, che poi viene sostituito da Theon.

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  3. Recensione bellissima :-))

    Sono d’accordo su tutto:

    – Jon é stato ridotto di parecchio
    – Danaerys é passato dall’essere un mio personaggio preferito dei libri, ad uno dei personaggi che non sopporto nella serie: a volte, risulta essere davvero troppo una bambina viziata
    – Robb e Talisa: ma perché??? Perché modificare così la storia? In questo caso, non riesco a vedere nessuna motivazione possibile

    La scena di Theon é stupenda, ma effettivamente non si capisce cosa succeda dopo.
    E non comprendo neanche perché Bran e Rickon siano ancora insieme: magari Martin si é sentito in colpa per averlo dimenticato per 4 libri? XD
    Tyrion sempre meraviglioso! Così come Varys e Littlefinger (come dimenticarlo!).

    Grazie ancora per le recensioni ^____^

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  4. E ora? Come la mettiamo con il re di Qarth??? Murato vivo nel suo cavot personale sarà dura rivederlo più in là…e la sua presenza non è mica marginale nei futuri equilibri di Essos…

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  5. Bellissima recensione!!!!
    sinceramente neanche io riesco a capire il motivo per cui hanno trasformato Jeyne in lady Talisa, un cambiamento assolutamente senza senso. Immagino che abbiano anticipato la loro storia per dare invece più pathos alle nozze rosse.. cercano di far affezionare gli spettatori alla coppia per poi farti prendere quella bella mazzata che è il red wedding!!
    mi sono piaciute molto le scene dedicate a Theon, molto bello lo scambio che ha con il maestro Luwin e ho riso tantissimo alla sprangata come risposta al “what is dead may never die!!” non vedo l’ora di vederlo in qualità di Reek!!! i suoi capitoli nei libri sono geniali!!! davvero uno dei personaggi più interessanti della saga!!
    Sono rimasta un po’ delusa dalla casa degli eterni e, come dici tu nella recensione, dalla mancanza della profezia..peccato!!
    Jon Snow…non ho parole!!! il suo gesto sembra quasi un gesto di rabbia nei confronti di Qhorin..bah!!!!

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  6. Grazie per la bella recensione!

    La puntata mi è piaciuta molto. Devo dire che, nonostante sia una lettrice e dunque conosca già buona parte degli eventi, riesce comunque a coinvolgermi e lasciarmi col fiato sospeso.

    Ci sono davvero alcune differenze con i libri che lasciano un po’ perplessi, ad esempio nella storyline di Dany secondo me almeno la parte della profezia sui tre tradimenti avrebbero dovuto inserirla, visto quanto lei ci ripensa nei libri successivi e quanto la condiziona… Non parliamo del personaggio di Talisa, che proprio non capisco, o della parte Bran/Rickon che ancora si trovano insieme :/
    Credo che per i non lettori l’incendio di Winterfell sia un enorme punto interrogativo, poi.

    Però mi è piaciuta un sacco la puntata, il finale crea il giusto clima di attesa per gli eventi futuri e adesso aspettare l’anno prossimo sarà dura… L’anno scorso almeno avevo tutti i libri da leggere davanti a me (sono una dapprima spettatrice che poi si è fatta conquistare e si è letta tutti i libri in un anno, compreso A Dance with Dragons in italiano fino a I fuochi di Valyria e in inglese per l’ultima parte). Quest’anno che faccio?? O_O

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  7. PS: una domanda: ma secondo voi, stravolgeranno un po’ la vicenda di Theon, mostrandolo anche nelle prossime stagioni? Perché nei libri, dopo che viene catturato dal Bastardo, in pratica Theon scompare…
    Comunque Alfie Allen è SPETTACOLARE nel rendere il personaggio.

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  8. Reek…sostituito da Theon? Sicuri di aver letto i libri? :)

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  9. io credo che sia utile per un lettore guardare la serie insieme a un neofita perché hai subito la cartina di tornasole di ciò che non torna o che semplicemente non si capisce
    – l’accordo tra Jon e Qhorin si capisce sì e no
    – la scena nella House of the Undying, per quanto visivamente bella e anche commovente con Khal Drogo e Rhaego, non aveva però senso, cosa significava? Daenerys che resiste alle tentazioni e alle illusioni come Gesù Cristo nel deserto? e per farmi vedere questo vengono segati ancora una volta tutti i riferimenti mitici (The prince that was promised, Azor Ahai reborn eccetera) che hanno importanza nella storia generale e non solo nel segmento di Bran
    insomma, tra tagli, aggiunte, riscritture et similia un po’ della coerenza del mondo di Martin va a farsi benedire
    per fare un altro esempio, vengono citati i tagli a Ned e Lyanna: in ASOS verrà fuori potentemente il fatto che quello che sta succedendo adesso è la diretta conseguenza di quello che successe al tempo della ribellione di Robert e anche prima (cito Tyrion “It all goes back and back to our mothers and fathers and theirs before them. We are puppets dancing on the strings of those who came before us, and one day our own children will take up our strings and dance in our steads.”)

    P.S.: Nei commenti a questo articolo vale la regola dello spoiler libero fino a A Feast for Crows
    ce la facciamo a non parlare di cose che avvengono in ADWD? dai che poi arriva Pogo e s’incazza ;-)

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  10. Devo dire che l’episodio è stato un pò deludente, anche se non in tutto.
    E’ stata spettacolare l’ultima scena, un finale davvero bellissimo! Sono rimasta col fiato sospeso per tutto il tempo, anche se sembrava un pò troppo una marcia di zombie, ma questi sono gusti personali dato che odio tutti i morti che camminano, zombie e vampiri senza eccezioni. Avrei fatto a meno di loro anche nei libri. Gli estranei invece sono decisamente più fighi :D

    Le delusioni sono quelle che sono già state espresse nella recensione:

    “credo che la scelta di non introdurre Reek, il bastardo di Roose Bolton, sia stata davvero infelice. Il tradimento degli uomini del nord è uno dei colpi di scena più genuinamente sconvolgenti del libro e, senza questo dettaglio, la storyline perde molto del suo impatto.”

    Nella serie sembra che siano gli uomini di ferro a bruciare Grande Inverno, quando invece la faccenda è ben diversa, ed era importante lasciarla com’era specialmente perchè iniziava a intravedersi il tradimento di Roose Bolton.

    La casa degli eterni è stata la delusione più grande in assoluto. Ma cos’era quella roba?!?! Non hanno fatto vedere NESSUNA delle visioni, ma proprio nessuna..

    “È però perso tutto il contenuto simbolico che rendeva il capitolo – il mio preferito dell’intera saga – così ricco, e che tuttora fa discutere gli appassionati dei romanzi. Sarebbe stata l’occasione perfetta per mostrarci Rhaegar e per udire la famosa frase che fa venire i brividi a tutti gli appassionati: He is the prince that was promised, and his is the song of ice and fire.”

    E infine Shae, con la quale ormai sono arrivati al punto di non ritorno… Hanno sbagliata fin dall’inizio e ormai siamo arrivati a queste scene patetiche con Tyrion.. Niente da dire su Tyrion eh, lui è sempre fantastico..

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  11. @ Martino:
    Ramsay dapprima è il Reek di Theon, che si rivela essere Ramsay Snow nel momento in cui entra nel castello e brucia tutto.

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  12. Lo dico? questo episodio ha mi ha fatto grossomodo cagare. L’ho detto.
    Ora elenco i motivi, in ordine sparso e non di importanza:
    1- La casa degli Eterni delusione colossale.
    2- Effetti speciali brutti brutti. Le fiamme dei draghi, ma soprattutto GLI ZOMBIE. Pessimi sul serio. Pollice su invece per gli Esterni, mi piacciono.
    3- Brutta scelta quella con cui hanno riscritto la parte di Theon, perchè toglie la suspance e l’idea fosse morto (cosa che, sarò stupido io, ma ho creduto a lungo anche leggendo i libri).
    4- Brutta anche la scelta per Quarrt che, al momento, stando alla serie ha perso tutte le figure politiche di riferimento e sa il cazzo cosa ci succederà. Non capisco il senso di questa riscrittura. Solitamente non critico i cambiamenti solo perchè cambiamenti, ma qui mi manca proprio il senso delle cose.
    5- Scritturarlo per scritturarlo, Ramsey potevano introdurlo direttamente in questa serie. Ci saremmo risparmiati taglia e cuci un po’ a cazzo di cane.
    6- Reso malino anche lo scontro tra Jon e Querin il monco, a mio avviso. Non so quanto passi il messaggio di ciò che è accaduto a chi non ha letto.

    In sostanza episodio finale che per me è il punto più basso della serie fino ad ora. Chiude una seconda stagione mediamente sotto la prima come qualità generale, ma con picchi eccelsi.
    Ora non resta che attendere la terza serie, che secondo me finisce a nozze. ;)

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  13. Gli esterni??? E’ un concetto che mi è…estraneo@ manq:

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  14. @ giò:
    ops. :D
    Beh dai, ci siam capiti. :P

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  15. Roby_dreamer 6 giugno 2012 at 11:53

    Allora per una volta voglio parlare delle cose che non mi sono piaciute, visto che comunque quest’opera, sia quella televisiva che quella letteraria, sono stupende:
    -Robb e Talisa: per quanto mi piaccia la performance dell’attrice non mi piace proprio il cambio che hanno dato alla storia, hanno tolto tutto i rapporti tra i Westerling e i Lannister, quindi la possibile vendetta di Tywin Lannister o i possibili intrighi tra le due famiglie e secondo me viene un po’ snaturata la figura di Robb! Nel telefilm appare come un ragazzo che per la prima ragazza che passa e che gli fa gli occhi dolci lascia perdere tutto, mentre nel libro sposa Jeine soprattutto per onore, lei lo “consola” dopo che lui scopre della morte dei sui fratelli e il giorno dopo si pente e cerca di rimediare. Memore, molto probabilmente, della storia di suo padre e Jon pensa prima all’onore della ragazza invece che alle alleanze ed è proprio qui che si delinea la personalità di Robb che cerca di fare sempre la cosa giusta da vero Stark, anche se è contro il suo stesso interesse (vedi anche quello che succede con Karstark). Che poi nel libro non mi sembrava neanche così innamorato…
    – Dany nella casa degli Eterni: qui molto probabilmente gioca il fatto che non vedevo l’ora di vedere questa scena con la profezia e le tutte le visioni (o almeno alcune tipo qll delle Nozze Rosse), era la scena che aspettavo di più di tutta la stagione e non hanno fatto vedere niente -.-
    La scena è molto bella, ma perde completamente di spessore se si pensa a quello che era nel libro e alla sua importanza. Alla fine con quella scena Martin permette al lettore di avere una visione del futuro e a tormentarsi per cercare di capire tutti gli indizi che vi sono sparsi.
    Va beh apparte queste due cose che mi hanno molto deluso rispetto al libro il resto è perfetto o comunque non mi è piaciuto anche se diverso.

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  16. Io ho trovato le visioni della Casa degli Eterni carine :)

    E’ stato l’ultimo dei miei problemi. I motivi per cui la puntata mi ha deluso sono ben altri.

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  17. Uhm… no. Ma davvero vi è piaciuta? Io normalmente non sono certo uno di quelli che si lamenta di più (Pogo, dove sei? :-P) e detesto la nerdrage che è rapidamente esplosa sui forum (date un’occhiata a westeros.org… roba da matti). Ma sinceramente, sarà che avevo enormi aspettative, ma questa finale mi ha decisamente deluso.

    Prima di tutto: che bisogno c’era di concludere TUTTE le storyline nella finale? Così è troppo dispersivo e si è sprecato minutaggio utile. Arya, Brienne e Robb potevano concludere tranquillamente nella puntata 8.

    – Le parti di Tyrion, Sansa e Stannis sono le uniche quasi perfette. MA dov’è finito Davos? Dalle interviste alla Van Houten sembrava di capire l’avremmo visto imprigionato… forse avranno tagliato la scena all’ultimo e la ricicleranno. Stephen Dillane mi fa morire nella sua incarnazione Grammar Nazi/Capitan Ovvio… “I see fire”

    – Brienne & Jaime: carina la scena, ma Brienne non è una bestia assetata di sangue, su. Mentre è bello vederla un po’ più sicura di sè, di sicuro la Brienne dei libri non ucciderebbe nessuno a sangue freddo con quella crudeltà.

    – Arya: già che c’erano potevano farla un po’ più esplicita questa scena. Tra un po’ Jaqen si mette a raccontare tutti i capitoli di Arya di A Feast for Crows. E dice delle cavolate, pure: se vuoi vendicarti unisciti ai Faceless Men?? Certo, come no. RED GOD WTF???? E in tutto questo Arya non ha ucciso nessuno per scappare, perdendo un’importante momento dell’evoluzione del personaggio.

    – Theon: c’era bisogno di dare l’impronta comica alla scena, con la botta in testa? Veramente fuori luogo vista la drammaticità della sua storyline. Capisco le necessità pratiche che hanno portato a rimandare l’entrata in scena di Ramsay, ma non potevano usare un extra in armatura sostituendo Dagmer a Rodrik Cassel? Una roba tipo “Kill them all and burn the castle”. Capire di che pasta è fatto Ramsay sarebbe stato un cliffhanger molto più interessante rispetto a “chi ha bruciato il castello?”

    – Jon: Oddio. Le scene delle scorse puntate con Ygritte mi sono piaciute molto, ma con il senno di poi hanno fatto più danni del previsto. Hanno tagliato tutta la crescita del personaggio di Jon (che ha fatto solo cazzate a destra e a manca) hanno rubato minutaggio a queli figo di Qhorin, e il duello è stato privato di tutta l’energia drammatica.

    – Fist of the First Men: ma che è, The Walking Dead? Gli wight non sono mica così lenti. Figo, per carità, ma avrei preferito una cosa più “intima”, una prospettiva dall’interno dell’accampamento con gli wight che attaccano, ma son gusti. Ma come facciamo a credere che Sam se la cavi?

    – Dany: difficile commentare. A me la storyline di Qarth non è dispiaciuta, e non sono un grande fan di quella dei libri. Ma l’House of the Undying è una delle mie sequenze preferite EVER, forse più del Blackwater. Per carità, bella la sala del trono bruciata e invasa di neve, bella la scena con Drogo. Non profetico, ma evocativo. Ma una volta che hai messo una scena con la Barriera, che CAZZO TI COSTA aggiungere una rosa blu? Dacci sto’ contentino, no? In realtà io speravo veramente che la facessero bene, anche se non immaginavo inserissero i 3 fires/mounts/treasons ed era ovvio che alcune immagini sarebbero risultate o troppo misteriose o troppo spoilerose (il Red Wedding è un po’ telefonato dopo che hai visto un re-lupo in mezzo ai morti). Ma almeno Rhaegar, i nanetti, la rosa blu, il mummer’s dragon… era davvero più difficile di quello che hanno messo al suo posto? Mah.

    Sono un po’ deluso, e probabilmete rivedendo la puntata mi piacerà di più. Comunque 3/5 alla puntata, 4.5/5 alla stagione.

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  18. Quoto in pieno manq tranne che in una cosa: gli zombie ci sono perché ci sono anche nel libro. I non-morti sono effettivamente zombie, quindi per me li hanno rappresentati bene. Per il resto invece non mi sono piaciute le troppe libertà che si sono presi sul libro, capisco alcuni cambiamenti necessari per far quadrare le 10 puntate ma mi hanno svalutato pure la House of the undying, che è uno dei punti focali della saga di Martin (R+L=J, il principe che fu promesso e paranoie mentali varie). Potevano eliminare quella insulsa scena tra Robb e Talisa (si esatto non la sopporto proprio) e ampliare la scena di Dany. Inoltre così hanno anche sminuito il ruolo degli Eterni. La scena finale ha risollevato la puntata, ma sinceramente ora non so cosa aspettarmi nella terza stagione. Spero meglio di questa seconda.

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  19. credo che Bran e Rickon siano ancora insieme perché si separeranno con l’introduzione dei fratelli Reed

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  20. Woland ha scritto:

    Ma come facciamo a credere che Sam se la cavi?

    E perchè no? Nei libri è lui che uccide un estraneo..

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  21. Una cosa buona secondo me, soprattutto per i non lettori, è che hanno esplicitato il perché a Littlefinger venga dato Harrenhal, cioè il patto con i Tyrell.
    E’ passato un sacco di tempo da quando ho letto ACOK, ma mi sembra che Sansa dica qualcosa a proposito del fatto che lei non si ricorda di qualche merito particolare di Baelish durante la battaglia, ora è tutto più chiaro.

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  22. @ Jadd:
    Si, UN estraneo, non un’armata di zombie… poi immagino che semplicemente lo ignoreranno, ma è un po’ un clichè.

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  23. Per quanto , di solito, accetto i cambiamenti nelle trasposizioni (da libri a telefilm/film), stavolta veramente non riesco a tollerare quelli presenti in questo episodio (e mi pare condivisibile da molti questa cosa XD). In primis, Talisa. Ma perchè? Che vi aveva fatto Jeyne Westerling? Cosi si perde pure il fatto che sia stato Lord Lannister a “pianificare” la cosa. Mah vabbè…
    La storia di Jon Snow perde proprio tanto. Ghost scompare pure e la scena finale perde proprio tutto!
    Arriviamo poi al peggio dei cambiamenti, quelli riguardanti Daenerys. Già storcevo un pò il naso per i cambiamenti riguardanti Qarth. Ora mi tagliano praticamente tutto ciò che avviene nella torre.. grrr.. okay, capisco che volete tagliare la profezia, perchè non volete legarvi ad una storyline che magari finisce per non svilupparsi nel telefilm (metti che tagliate un matrimonio – una morte ecc.. poi come la spieghi la profezia?) Posso capire pure questo taglio, ma le altre cose? La scena di Rhaegar? ç.ç Quella di Aerys? ç.ç Avrei accettato pure il taglio delle scene di massacro, spoiler delle Nozze Rosse. Ma … qualcosa almeno!!! Sto entrando troppo nella fase di lettore polemico XD
    Anche la distruzione di Winterfell perde di qualsiasi sensazione. Nel leggere la scena nei libri, ero totalmente distrutto dal punto di vista di lettore. Nel telefilm, nel vederlo mi torna alla mente quando lo lessi.. ma cosi.. solo a guardarlo.. sono rimasto quasi indifferente.

    La scena finale del telefilm, con gli estranei, è comunque straordinaria (io ancora non capisco però la differenza tra Estranei e Zombie XD). E tuttosommato anche la scena della sala del trono distrutta e innevata. Anche quella dei tre draghi che sputano fuoco (anche se poi mi sembra la copia di ciò che accade ad Astapor poi, già temo un cambiamento radicale li).

    E’ pur sempre un bellissimo episodio di un bellissimo telefilm, ma stavolta non riesco proprio ad accettare i cambiamenti fatti. {E che cavolo! Almeno la storia dei Tre!! Ok, la finisco u.u}

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  24. @ Woland:

    C’è anche da dire che non l’hanno cagato neanche di striscio. L’estraneo l’ha guardato ed è passato oltre O_o

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  25. Mutabile ha scritto:

    io ancora non capisco però la differenza tra Estranei e Zombie XD

    Semplicemente gli Estranei sono creature a sè stanti che vivono col freddo e la notte, e uccidendo trasformano gli esseri viventi in zombie. E’ per questo che i wildings bruciano i loro morti.

    Rispondi

  26. Mutabile ha scritto:

    io ancora non capisco però la differenza tra Estranei e Zombie XD

    gli Estranei sono i White Walkers (il tizio a cavallo), mostri creduti leggendari che arrivano insieme a un lunghissimo inverno o robe del genere e sono loro a creare i wights, cadaveri umani rianimati che al “risveglio” hanno gli occhi blu
    i White Walkers vengono uccisi dal dragonglass (ossidiana), i wights temono soprattutto il fuoco (che è l’unico modo per ucciderli definitivamente)
    un’arma normale può ferire un wight (che tanto non sente il dolore) ma si spezzerebbe se colpisse il corpo di un White Walker (vd. prologo di AGOT)

    Rispondi

  27. Giusto un commento alla storia di Rob. Scusate, ma chi vi dice che lei non possa comunque essere una spia lannister? Alla fine della fiera potrebbero solo averle cambiato nome e nulla più. no?

    Rispondi

  28. @ manq:
    Io continuo a sperare che sia Jeyne sotto falso nome, anche se ormai non vedo come la cosa sia possibile.
    In ogni caso sono d’accordo con quanto dici, e sarà sicuramente così.

    Rispondi

  29. @ Alessio:
    si, ok, ma forse fa un po’ confusione: Ramsay si finge Reek, per salvare la pellaccia. Ma noi sappiamo che è Ramsay no?

    @ marcdaly85:
    abbastanza sicuro di averli letti :)
    evitando spoiler: ci sono più personaggi che nel corso della storia si chiamano o si fanno chiamare o sono chiamati Reek e quello che meno ne assume le fattezze, per sua fortuna, è proprio Ramsay.

    Rispondi

  30. Il fatto che la parte nella casa degli Eterni dovesse essere girata da Lynch io lo pensai fin da quando lessi il secondo libro :P E come l’hanno rappresentata nella serie non mi è piaciuto per niente…

    Rispondi

  31. Martino ha scritto:

    Ramsay si finge Reek, per salvare la pellaccia. Ma noi sappiamo che è Ramsay no?

    No non lo sappiamo finché non lo dice lui stesso prima di bruciare Winterfell

    Rispondi

  32. Certi cambiamenti sono proprio insensati, io personalmente la scena finale l’ho apprezzata solo per l’impatto visivo dell’Estraneo ma per il resto è incoerentissima. Come fa Sam a sopravvivere in un mare di Estranei e non-morti? Perchè è giorno quando compaiono quando nei libri viene ripetuto ogni tre righe che compaiono solo di notte?
    Per la parte alla casa degli Eterni, capisco il voler tagliare tutte le parti del passato ecc. ma la profezia dai! Perchè non farla dire a Drogo? La persona che era più vicina a Dany che le riferisce che sarà tradita tre volte, avrebbe avuto sicuramente effetto la cosa, io boh certe volte gli autori mi sembrano proprio dei deficienti.
    La parte a Winterfell che dall’assedio di Theon in poi è la mia parte preferita del libro non la commento nemmeno, uno scempio solo per non scritturare un fottuto attore e fargli fare tre fottute scene in croce.

    Sta stagione non mi è piaciuta proprio, a parte Blackwater ed alcune scene sparse l’ho trovata proprio poco riuscita e la maggior parte dei cambiamenti funzionano malissimo (ma questo è perchè gli autori poi puntano ad andare verso la stessa conclusione del libro creando incoerenze su incoerenze).

    Rispondi

  33. Scusate per l’errore. Volevo scrivere Ramsey, ma – avendo in mente ADwD – mi è uscito Reek. Ho corretto! :)

    Rispondi

  34. @asd

    dici che il tizio a cavallo è un White Walkers? a me sembrava il comandante Mormont zombizzato…

    Rispondi

  35. io in un mese gli ho letti tutti :) la disoccupazione fa “brutti” scherzi!!!

    Arnika ha scritto:

    Grazie per la bella recensione!

    La puntata mi è piaciuta molto. Devo dire che, nonostante sia una lettrice e dunque conosca già buona parte degli eventi, riesce comunque a coinvolgermi e lasciarmi col fiato sospeso.

    Ci sono davvero alcune differenze con i libri che lasciano un po’ perplessi, ad esempio nella storyline di Dany secondo me almeno la parte della profezia sui tre tradimenti avrebbero dovuto inserirla, visto quanto lei ci ripensa nei libri successivi e quanto la condiziona… Non parliamo del personaggio di Talisa, che proprio non capisco, o della parte Bran/Rickon che ancora si trovano insieme :/
    Credo che per i non lettori l’incendio di Winterfell sia un enorme punto interrogativo, poi.

    Però mi è piaciuta un sacco la puntata, il finale crea il giusto clima di attesa per gli eventi futuri e adesso aspettare l’anno prossimo sarà dura… L’anno scorso almeno avevo tutti i libri da leggere davanti a me (sono una dapprima spettatrice che poi si è fatta conquistare e si è letta tutti i libri in un anno, compreso A Dance with Dragons in italiano fino a I fuochi di Valyria e in inglese per l’ultima parte). Quest’anno che faccio?? O_O

    Rispondi

  36. @ Rob:
    questa è bella.. XDD

    comunque le vicende di Robb/Talisa/Cat mi sono sembrate sempre poco sviluppate, o sviluppate male per tutta l’intera stagione; secondo me hanno rovinato un pò la storia intorno al red wedding che avverrà nelle prossime stagioni (a questo punto mi è sorto il dubbio che poi lo faranno davvero avvenire in un modo più che spiegato o lo faranno avvenire velocemente e alla rinfusa.. mah).

    Rispondi

  37. Rob ha scritto:

    @asd
    dici che il tizio a cavallo è un White Walkers? a me sembrava il comandante Mormont zombizzato…

    Ma certo, si vede chiaramente che quello e un altro White Walker stanno “comandando” l’orda.

    Nel complesso l’episodio a me è piaciuto moltissimo e le due visioni di Daenerys eran talmente belle e ricche di pathos che mi hanno fatto “dimenticare” la mancanza di tutte le altre. Capisco che nello show sarebbe stato molto difficile inserire tutte quelle scene che per giunta non avrebbero avuto molto senso per chi non si può soffermare come sulla carta stampata. Un dispendio di soldi non indifferente solo per dei flash.
    L’atmosfera della House of the Undying in generale troppo poco mistica e un po’ deludente ma me l’aspettavo, e mi immaginavo anche che gli Undying sarebbero stati riassunti dal solo Pyat Pree.

    Commoventi e per nulla banali le scene dell’addio di Maester Luwin e quella fra Tyrion e Shae.
    So che molti non apprezzano questo personaggio così diverso ma a me piace vedere qualcosa che non mi aspetto a volte (Ros esclusa, stay tuned for her next adventure… mah!). Non so se lo lessi qua, ma qualcuno scriveva che il rapporto di Tyrion e questa Shae potrebbe incrinarsi proprio col suo matrimonio con Sansa. Ce la vedo molto gelosa perché “her Giant of Lannister” non l’ha “scelta”. O più semplicemente faranno che Tywin la ammazza e Tyrion si vendica uccidendolo a sua volta (non che mi piaccia).

    Concordo con la recensione, soprattutto nel commento della stagione, bellissima perché lo show è il capolavoro che sappiamo, peccato per qualche pecca soprattutto nella parte centrale.

    p.s. ma il mega “spoilerone” per cui in pratica si sa già che Little Finger aiuterà Sansa a fuggire?!

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  38. Posso dire che io il fatto di ramsay-reek- theon non l’ho mica mai capito?

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  39. Cousin Jerry 6 giugno 2012 at 18:06

    Ma il personaggio di Bran? I suoi sogni ? Tutto completamente svanito,eppure l’anno scorso ci avevano mostrato il corvo con 3 occhi,quest’anno solo un accenno nelle prime puntate ed a questo punto quasi dubito dell’introduzione dei fratelli Reed.Anche tutta la storia di essere un metamorfo ed i sogni di lupo,sinceramente mi sembrano un’omissione abbastanza rilevante.

    Per tutto il resto perfette le parti su king’s landing ed Harrenal,ma anche quelle su Stannis,Renly e Brienne mentre molto più deboli quelle su Robb(ed anche qui considerando l’importanza dei Bolton sul resto della storia sono stati poco approfndiiti i personaggi dando troppo spazio alla storia d’amore di Robb che nel libro ci viene solo accennata ed oltretutto attraverso la visione di cat e non di robb) e soprattutto quelle su Jon e Daenerys

    Rispondi

  40. @ Pecoranera:
    E’ semplice: Ramsay e Reek imprigionano stuprano ed uccidono in modo orribile una nobile (Ramsay la sposa per accaparrarsi le terre e successivamente la imprigiona e le fa mangiare le mani); all’arrivo della giustizia del nord, nelle vesti di Rodrick Cassel, Ramsay prende i vestiti di Reek e si finge lui per non morire (sorte che appunto spetta al Reek originale, da tutti scambiato per Ramsay) finendo quindi nelle segrete di Grande Inverno. Da qui viene liberato da Theon, che non sa chi è ed a cui consiglia prima di uccidere i figli del mugnaio spacciandoli per Bran e Rickon, poi lo fa andare via da Grande Inverno perchè gli promette uomini con cui spezzare l’assedio che Rodrick Cassel ha eretto. Quando Ramsay torna ha dismesso i panni di Reek ed uccide con l’inganno gli uomini di Cassel; uccide poi tutti i presenti a Grande Inverno e non contento brucia tutto quanto, lasciando in vita solamente Theon e prendendolo come suo ostaggio; mesi di torture trasformano Theon in Reek.

    Rispondi

  41. Mau ha scritto:

    O più semplicemente faranno che Tywin la ammazza e Tyrion si vendica uccidendolo a sua volta (non che mi piaccia).

    Se davvero Tyrion lo uccide per vendicarsi di Shae, la scena perderebbe completamente la sua ragione di esistere. Anche perchè nei libri Tyrion decide di uccidere il padre prima di vedere Shae nel suo letto e per altri motivi.

    Mau ha scritto:

    ma il mega “spoilerone” per cui in pratica si sa già che Little Finger aiuterà Sansa a fuggire?!

    Penso che questa sia stata una buona scelta. Ser Dontos non l’abbiamo praticamente visto in questa stagione, tranne che nella prima puntata.

    Rispondi

  42. Secondo me aver letto i libri ci penalizza. Ho apprezzato di più la prima serie PROPRIO perché NON avevo letto i libri. La mia mente, il mio occhio erano liberi da qualsiasi preconcetto, aspettativa, convinzione personale. Leggendo i libri ne ho afferrato la complessità e ho apprezzato la maestria nel trasporli in film. In realtà noi lettori non avremmo alcun diritto a giudicare la serie tv. E invece continuiamo a lamentarci di tutto… certo, anche a me Talisa lascia più che perplessa, anche a me fa male come hanno ridotto il grande Jon Snow a un boccheggiante incapace. Ma da quasi addetta ai lavori in quanto giornalista, e scrittrice, vi dico: rendetevi liberi di guardare una serie, smettetela con i paragoni, che il vostro occhio sia fresco come quello di chi non ha nessuna aspettativa. E’, dev’essere, un gioco d’immaginazione, non una resa didascalica. Contempla errori di valutazione, ritmo, interpretazione. Ma godetevelo, perdio!

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  43. Ottima questione: credete che sia meglio vedere la serie in quanto lettori o in quanto neofiti?

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  44. La prima serie,anche da non lettore,scorre liscia come l’olio. La seconda è un casino,c’è poco da dire; vedo gli amici non lettori molto perplessi su più di un punto. Da conoscitrice della saga potevo capire molti passaggi che per loro sono un tantino oscuri, e ovviamente conosco bene i personaggi,le casate,i luoghi… Ho idea che per gli altri sia difficile comprendere la portata di certi eventi e le conseguenze alle quali porteranno.Ovviamente sto generalizzando.

    Rispondi

  45. @ Ombretta:

    Penso che da lettori i paragoni siano inevitabili. Personalmente sto cercando di godermelo ma è snervante. Capisco che alcune modifiche andavano fatte, per carità, ma hanno esagerato. E non è una questione di fare semplicemente paragoni, il problema è che noi lettori conosciamo già quello che avverrà, e vedere certe scene e certi personaggi stravolti non fa che venir voglia di chiederti come risolveranno la cosa. Modifichi una cosa all’inizio e devi modificare tutto il resto per forza, fino a far venir fuori una confusione assurda.
    Il nostro scontento deriva da questo. Noi lettori sappiamo che certe cose sono importanti, allora perchè non lasciarle come sono? Secondo me i neofiti avranno in testa una grande confusione se non si giocano bene le prossime serie..

    Rispondi

  46. Grazie Munky: ora ho capito. Dopo la prima serie tv ho divorato i libri ed effettivamente qualche passaggio me lo sono perduto per strada. Grazie di nuovo.

    Rispondi

  47. Jadd@: Certo, mi rendo conto! E credimi, anch’io ho sofferto di certi cambiamenti, alcuni davvero inutili se non dannosi. Il mio era un invito a non perdere di vista l’opera nella sua totalità. Perché nonostante tutto, io mi diverto! E’ l’unico show per cui spengo il cellulare :-) Notte.

    Rispondi

  48. Ottima puntata, anche se ho preferito il season finale della prima serie; rispetto alla saga letteraria ci sono stati diversi cambiamenti, tra gli altri:

    *Mi sono piaciuti*
    – Il dialogo a cuore aperto tra Theon e Maestro Luwin
    – L’odio inumano di Theon verso il suonatore di corno XD
    – Le visioni di Daenerys; buona scelta quella di variare rispetto al libro, sarebbero state troppo spoilerose (del resto che Robb si stia scavando la fossa è piuttosto lampante)
    – La rivelazione sul fatto che le ricchezze di cui si vantava Xaro in realtà non esistessero e che dietro la porta del forziere non vi fosse che il vuoto; molto evocativo.

    *Non mi hanno convinto*
    – L’incendio di Winterfell lasciato in sospeso e senza chiarire di chi è opera; va bene lasciare il mistero, ma possibile che Bran non faccia domande in proposito e Maestro Luwin (che ha assistito agli eventi) non senta il bisogno di spiegare cos’è successo..?
    – Doreah che tradisce la sua adorata khaleesi; l’hanno salvata dal deserto solo per questo? Poveretta…
    – La resa degli Estranei; mi sono sembrati troppo semplici e selvaggi, quasi dei “dothraki del nord”; dove sono finite le loro armature trasparenti..?
    – L’esercito di White Walkers passa accanto a Sam senza saltagli addosso??

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  49. Mi dicono che questa seconda stagione non abbia avuto il successo di pubblico della prima. E’ vero?

    Rispondi

  50. Keevan ha scritto:

    Mi dicono che questa seconda stagione non abbia avuto il successo di pubblico della prima. E’ vero?

    Ehm, direi che è una balla bella grossa:

    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Game_of_Thrones_episodes

    Nell’ultimo episodio si sono addirittura superati i 4 milioni di spettatori!

    Rispondi

  51. blade runner 7 giugno 2012 at 15:03

    manq ha scritto:

    Giusto un commento alla storia di Rob. Scusate, ma chi vi dice che lei non possa comunque essere una spia lannister? Alla fine della fiera potrebbero solo averle cambiato nome e nulla più. no?

    scusami la domanda, dovuta al mio precoce invecchiamento, qual è il momento in cui diventa palese che jeyne è una spia lannister?

    Rispondi

  52. blade runner ha scritto:

    manq ha scritto:

    Giusto un commento alla storia di Rob. Scusate, ma chi vi dice che lei non possa comunque essere una spia lannister? Alla fine della fiera potrebbero solo averle cambiato nome e nulla più. no?

    scusami la domanda, dovuta al mio precoce invecchiamento, qual è il momento in cui diventa palese che jeyne è una spia lannister?

    Concordo, nei romanzi si sa che suo zio e la sua casata per ingraziarsi i Lannister hanno collaborato al Red Wedding, ma il fatto stesso che Jeyne volesse parteciparvi insieme a Robb credo dimostri che lei fosse del tutto all’oscuro dei maneggi della sua famiglia…

    Rispondi

  53. la madre di Jeyne Sybell Spicer (lo racconta a Jaime in AFFC) si era messa d’accordo con Tywin Lannister, dando nel frattempo a Jeyne erbe per l’infertilità (così da non dare a Robb un erede), in cambio di mariti nobili per le sue figlie in modo da risollevare la casata
    poi ci sono dei punti oscuri sui quali i fan stanno facendo teorie da anni

    Rispondi

  54. @ blade runner:
    Riformulo: qualora Jayne fosse una spia Lannister, cosa di irrimediabile ha fatto la serie per chiudersi questa opportunità? Niente.
    Ho scritto spia per semplificazione estrema. Dai libri quello che io ho colto è che a Rob è stato fatto un trappolone in cui la cara Jayne giocava parte attiva. Nel senso: magari non aveva idea del massacro a cui avrebbe portato, o magari poi si era davvero innamorata di Robb o magari sa il cazzo, però certamente non s’è trovata lì per caso nè tantomeno è stata resa infertile a sua insaputa.
    Che Martin è una roba seria, mica politica interna italiana. :D

    Rispondi

  55. manq ha scritto:

    nè tantomeno è stata resa infertile a sua insaputa.

    invece è proprio così (avrei dovuto specificarlo), la madre le diceva che erano erbe per la fertilità invece erano l’esatto contrario

    Rispondi

  56. asd ha scritto:

    manq ha scritto:

    nè tantomeno è stata resa infertile a sua insaputa.

    invece è proprio così (avrei dovuto specificarlo), la madre le diceva che erano erbe per la fertilità invece erano l’esatto contrario

    Precisamente, l’impressione che ho avuto leggendo i libri è che Jeyne fosse l’inconsapevole pedina del gioco orchestrato dalla sua famiglia..

    Rispondi

  57. @ Mau:
    Meno male! M’era preso un colpo! ;)

    Rispondi

  58. @ ventoacqua:
    Oh, a me è sempre sembrata una pentita, più che inconsapevole.

    Rispondi

  59. blade runner 8 giugno 2012 at 02:50

    La mia era cmq realmente una domanda, anche se forse dal tono sembrava sarcastica o che ne so, perché non ricordavo alcuni particolari e vi ringrazio. Anche io ho letto la saga tutta insieme -anche a dance with dragons- dopo il primo episodio dell’hbo, e mi chiedo se non ho sbagliato…tre anni fa durante una pigra estate avevo letto solo a clash of kings e -ovviamente- non avevo potuto cogliere la ricchezza e il respiro dell’opera di martin

    Rispondi

  60. Asd ti ringrazio di aver preso le mie difese sulla questione ADWD :-D
    Ma porca paletta, si riesce a non parlarne? Headmaster, se ti ci metti pure tu! :-P

    Woland, sono di passaggio, ma la mia dose di maledizione settimanale alla produzione di GOT è partita a metà dell’episodio, che in quanto a qualità e valore non arriva a un terzo del precedente scritto da zio Giorgio…
    Se quei mangiapane a tradimento* di Benioff e Weiss si fossero limitati a ri-scrivere i libri in forma di sceneggiatura avrebbero fatto più bella figura, avrebbero fatto una grande serie e io non mi sarei mai incavolato… XD
    Se domani mi riesce dico la mia.

    *Weiss non so, ma Benioff non può essere un incapace, non con un curriculum dove il titolo “La 25a Ora” spicca come libro (ottimo) e come sceneggiatura (capolavoro); si aggiunga “Brothers”, film di tutto rispetto. Certo c’è anche “Troy” nel curriculum, segno che ogni tanto perde la retta via.
    E dico io, proprio in modalità scrittura di Troy doveva essere per questa saga televisiva?
    Colpa comunque da dividere con tutta la produzione (a partire da HBO) e anche con Martin, perché il buon GRRM dovrebbe randellare con una clava le loro teste da mattina a sera… hai visto mai che ci ricava qualcosa…

    P.S. ma che roba è la scena nella quale Daenerys trova Drogo con un bambino… stavo quasi per addormentarmi…

    Rispondi

  61. Francesco FeniceRossa 8 giugno 2012 at 16:38

    Allora, togliamoci subito il dente:
    The House of the Undying… come temevo non si è vista né sentita NESSUNA delle visioni o profezie che aspettavo. Direi che a questo punto, cari lettori, possiamo iniziare ad intraprendere la fase della rassegnazione: tutto il sostrato mitico-mitologico-profetico di ASoIaF in GoT non si vedrà mai per quello che è, così come tutto il retroscena storico, compresi Lyanna e Rhaegar, se non in vaghi accenni relegati a dialoghi fra vari personaggi a caso (o meglio, secondo le funzioni della trama e del gioco di rimandi fra le scene diverse, vedi Tywin e Arya che parlano dei draghi ad Harrenhal richiamati dalla pioggia di fuoco che Cersei vuole scatenare sugli invasori, e contestualmente il riferimento a come Arya ricordi al Lannister la figlia, ripreso da Cersei quando racconta a Sansa come da piccola si vestisse come Jamie perchè non si rassegnava, a suo modo, del tutto diverso da quello di Arya, al destino che una fanciulla doveva avere). Certo, per noi è una ricchezza in più, forse, ma vederlo rappresentato anche no. P&L.
    Detto ciò, e superata la delusione relativa… a me la scena della House of the Undying è piaciuta eccome. Evocative le scene nella Sala del Trono e alla Barriera, e molto toccante, e importante per il personaggio di Dany, quella dell`illusione con Drogo e Rhaego (unica in parte ripresa dai libri, dove però mi pare Rhaego fosse adulto). La scelta della realtà, dei suoi “figli” realmente esistenti per quanto surrogati, invece della vita che avrebbe voluto ma non esiste più, ha per me segnato una ripresa di determinazione di un personaggio che si stava un pò smarrendo nel labirintico e sconosciuto mondo che si trovava ad affrontare (quasi) da sola. Il ringraziamento a Xharo Xoan Daxos mi è sembrato, in questo, molto più sincero che ironico.
    Su Dorhea che tradisce… sinceramente ho sempre pensato potesse essere lei ad aver preso i draghi, sin da quando non si riusciva a ritrovarla.
    Per le profezie sui tre tradimenti, è vero, Dany nei libri ci pensa spesso, ma non lo confida mai a nessuno, e data l`incertezza delle profezie ben poche volte agisce come conseguenza dei suoi timori, per cui all`atto pratico cambia poco.
    Unico appunto: oltre alla Casa degli Eterni, in tutto il secondo libro accade una sola cosa fondamentale a Dany: l`incontro con Arstan/Barristan architettato da Illyrio Mopatis. Embé? Un filino meno “intrighi di corte a Qarth” e più Barristan no, eh?

    Per il resto ho amato quasi tutto. Robb e Talysa a parte, of course. E la mancanza di chiarezza nell`uccisione di Qhorin da parte di Jon. Ancora una volta Slow sembra essere sempre in balia e costretto dagli eventi, per poi ritrovarsi con l`espressione del “porca troia”della Carfagna, invece che quello che è nei libri, un personaggio che fa delle scelte, per quanto sofferte, m con determinazione.

    Anch`io penso che la mancata separazione di Bran e Rickon verrà ovviata coi fratelli Reed (sì! Grazie!). E ha senso, perché attualmente come si sarebbero potuti dividere? Bran e Hodor da soli verso la Barriera? Mica siamo in un manga, in GoT li avrebbero presi e presumibilmente fatti fuori entro dieci leghe.

    Rispondi

  62. Sinteticamente, la mia: Headmaster, sono d’accordo sul giudizio che dai di Benioff e Weiss per la stagione e proprio per questo non concordo con il giudizio sull’ultimo episodio, che personalmente ho trovato terribile (in valore relativo, chiaro che stiamo pur sempre parlando di GOT), soprattutto dopo il 9° episodio a firma G.R.R.M.
    Anche la stagione non è stata granché.
    Ma il problema è un altro: è l’effetto farfalla di scelte sbagliate precedentemente (anche nella prima stagione), ma soprattutto il problema di aver voluto raccontare una storia diversa.

    Il peccato più grave, stravolgere elementi, personaggi (soprattutto l’introduzione di nuovi personaggi senza MOTIVO ALCUNO), tempi e vicende:
    – si perdono gli elementi ancestrali, mitici, mistici e poetici che Martin ha profuso a piene mani (ma con sapienza) nei libri.
    – si perde completamente il grande affresco umano che Martin tratteggia.
    – se non ci pensa zio Giorgio in persona (Baelor, Blackwater) l’epica va a farsi benedire.
    – spariscono del tutto gli elementi fondanti del conflitto umano, del conflitto sociale, del grande conflitto dello Yang e Yin presente in ogni persona umana.
    – la semplificazione regna sovrana.
    – Jon Snow (il personaggio più straordinario dell’intera saga letteraria, con i suoi mille conflitti e sensi di colpa) ridotto a un grandissimo ebete, con un casting pure pessimo.

    In più, dal punto di vista esclusivamente narrativo, lasciano una forte delusione scelte del tutto inefficaci, come Talisa, che grida vendetta, l’assenza dei Reed, Arya che trova Tywin a Harrenhall, e così via.

    GOT si segue bene, è anche piacevole vederla, la prima stagione mi ha fatto saltare più di qualche volta sulla sedia, ma nel complesso era una degna e ottima serie televisiva, ma questa seconda stagione ha segnato decisamente un passo indietro: a tratti soporifera (tutto ciò che riguarda Daenerys, anche perché inventato di sana pianta nel 90% dei casi) sembra raffazzonata in più di qualche passaggio.

    P.S. leggere i “niubbi” di là è abbastanza divertente, soprattutto per alcune teorie alquanto bizarre, ma è anche indice di come Benioff e Weiss abbiano gestito male alcune cosette. Incendio di Winterfell su tutto.

    Rispondi

  63. Pogo ha scritto:

    – se non ci pensa zio Giorgio in persona (Baelor, Blackwater) l’epica va a farsi benedire.

    Martin nella prima stagione ha scritto The Pointy End, non Bealor ;)

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  64. Francesco FeniceRossa ha scritto:

    l`incontro con Arstan/Barristan architettato da Illyrio Mopatis. Embé? Un filino meno “intrighi di corte a Qarth” e più Barristan no, eh?

    E’ vero mi ero dimenticata di Barristan! Come hanno potuto non metterlo?! :(

    Concordo con tutto quello che ha scritto Pogo. Tutta l’atmosfera creata da Martin non c’è e non ci sarà mai. E ormai dobbiamo rassegnarci a questo patetico Jon. Ma se diciamo ai neofiti che questo Jon diventerà comandante della Night’s Watch, dite che ci crederanno?? E’ credibile nei libri, ma questo Jon è talmente piatto e noioso che è assurdo pensare che riuscirà a diventare così importante.
    Per me è stato piuttosto snervante guardare questa stagione, soprattutto quest’ultima puntata, in cui speravo risolvessero un pò di casini che hanno fatto in questa stagione, e invece ne hanno aggiunti di più.

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  65. Ah un’altra cosa che manca quasi totalmente nella serie è il fatto che tutti i ragazzi Stark siano degli skinchanger. Non è una cosa importante da trasporre ?!
    Prima di tutto Jon, che il suo essere uno skinchanger lo accomuna ai wildings, dato che fra loro ce ne sono in maggior numero.
    E poi Bran, di cui è il tratto che lo caratterizza di più e che, fra tutti i fratelli, è quello che lo possiede in modo più forte. Nella serie hanno fatto vedere solamente una misera scena, tra l’altro nemmeno molto comprensibile, a differenza dei libri che trasudano dei suoi sogni di lupo.
    Persino Arya fa sogni di lupo, anche se è lontana da Nymeria e non capisce che cosa essi significhino. D’altra parte è lei che vede sua madre morta nel fiume e impedisce agli altri lupi di mangiarsela.
    O_o

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  66. Scusate, vengo tra voi lettori per non rischiare possibili spoiler tra i miei colleghi niubbi, ma mi chiedevo, se come sembra assolutamente verosimile Jon è effettivamente il figlio di Lyanna (Winterfell, inverno, ghiaccio etc etc) e Rhaegar (drago, fuoco) che sia proprio lui il fulcro finale narrativo? “A song of ice and fire”, entrambi gli elementi sarebbero nel suo sangue. Non so come mai mi sia venuto in mente adesso ahahah! Personalmente, tendo a collegare Jon all’ice, a causa della sua location sul wall, e Daeny al fuoco per ovvie ragioni, ed essendo secondo questa teoria fratellastri, per me rappresenterebbero i due capi del filo rosso che percorre tutta westeros. Le due avventure isolate di questi due personaggi, verrebbero così a rappresentare le due parentesi che racchiudono tutte le avventure che avvengono nel mezzo. Nulla di importante comunque, ma volevo sapere come interpretavate voi il titolo della saga (che suona benissimo, comunque).
    E secondo voi faranno vedere flashback sul passato, o ormai è una speranza da abbandonare? :(

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  67. @Jadd: Nella serie hanno fatot vedere due scene dei sogni di lupo, e mi sembra abbastanza comprensibile. Poi è ovvio che ci sarebbe parecchio approfondimento in più da fare.
    Comunque in generale ci andrei piano a dire “hanno tolto questi personaggi” o “hanno tolto questo aspetto dei personaggi”: se non ci sono stati per ora, non significa che non ci saranno mai. Diversi personaggi della seconda stagione ci saranno nella terza. Anche le evoluzioni di Arya e Bran, da quello che dice uno degli sceneggiatori, sono state rallentate e non trascurate.
    Ci sono tante critiche da fare, ma su questo versante mi sembra inutile dare giudizi prima del tempo.

    @Volpe: io non saprei, ma è un’ipotesi abbastanza comune. Martin comunque ha detto che il titolo ha una valenza generica di “gioco di opposti” e che ha fatto apposta a sceglierlo così, in modo che possa essere interpretato in vari modi. Se significasse anche quello che dici tu, sicuramente non lo direbbe perché sarebbe un po’ spoileroso.

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  68. Volpe ha scritto:

    ed essendo secondo questa teoria fratellastri

    se R+L=J fosse vera Daenerys sarebbe la zia di Jon Snow
    detto ciò, ho una curiosità personale: in base a cosa un neofita sospetta che Jon Snow non sia il figlio di Ned? nella serie di riferimenti a Lyanna ce ne sono ben pochi (lo chiedo perché qui è da un po’ che pensiamo che tra i neofiti ci siano degli infiltrati che buttano lì come supposizioni cose in realtà lette nei libri)
    purtroppo nello specifico non me la sento di rispondere perché bisognerebbe citare troppo in profondità i libri (dovrei parlare di profezie, visioni nella House of the Undying e chissà cos’altro), comunque parallelismi tra Jon Snow e Daenerys e le loro storie/situazioni ci possono anche stare, il fatto è che Martin non è uno scrittore che ti spiega tutto fin nei minimi dettagli, preferisce lasciare indizi su cui il lettore può ricostruire la sua verità, girare nei vari forum in rete ti può far scoprire cose sottintese che non avevi nemmeno notato (lascio qui l’ultima che ho trovato, occhio che parla di avvenimenti dei libri 3 e 4 http://bit.ly/L8zmtF)

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  69. Vabbè, in questa sezione certi commenti sembrano scritti da dei talebani della letteratura… Che poi non mi azzarderei mai a chiamare “letteratura” la saga di Martin, ma insomma, ci siamo capiti. Il lavoro che gli autori stanno facendo con la serie è encomiabile, per quanto mi riguarda. Probabilmente quello che dirò verrà preso per eresia, ma sono arrivato a preferire la trasposizione televisiva alla serie cartacea. B & W si sono liberati di molta della zavorra che pesava nei libri, sempre con un rispetto assoluto verso la fonte. Davvero, mi allibisce leggere con quanta facilità alcuni di voi affermino che vicende e personaggi “vengono stravolti”: ma vi rendete conto che la serie è trasposta con una fedeltà al limite del letterale? Non mi pare il caso di gridare allo scandalo perché non sono stati introdotti i Reed (personaggi fighi, per carità, ma che ci stavano a fare in questa stagione?), perché il background storico è stato a malapena accennato (e per fortuna, altrimenti quanti spiegoni/flashback pesantissimi avremmo dovuto sorbirci?), perché Asha è cessa o perché il cavallo di Tywin caga o non caga nella sala del trono.

    Finito lo sfogo, l’episodio mi è piaciuto, e molto. Non ho avvertito la frammentarietà, anzi, mi è sembrata una puntata d’ampio respiro che riassesta le carte in tavola molto bene.
    Facendo una rapida carrellata personaggio per personaggio, difettucci compresi:
    – Jaime & Brienne: questa Brienne vendicativa mi piace eccome! Vedere Jaime azzittito in quel modo è stato divertente;
    – Robb & Cat: non ho mai amato Robb, né sulla carta né in tv. La storia con Talisa non mi fa né caldo né freddo, anche se spero vivamente che l’infermierina venga rivelata come una spia dei Lannister nella prossima stagione. Sarebbe un’interessante variazione rispetto al materiale cartaceo e, anche se un po’ prevedibile, sarebbe un bel colpo per quel salame di Robb. Cat continua a piacermi, molto di più rispetto alla sua pesante controparte letteraria. Mi dispiacerà vederla ammazzata al Red Wedding, anche se non vedo l’ora di conoscerla in versione zombie;
    – Arya: la sua storyline non mi ha convinto appieno in questa stagione, nonostante la fighezza estrema di Jaqen e degli scambi con Tywin, ma questa conclusione mi ha soddisfatto;
    – Tyrion & Shae: anche qui, continuo a preferire anche loro nella serie tv. Nei libri Shae è una troietta con lo spessore della carta velina, qui l’hanno resa molto più sfaccettata e scafata. Sarà interessante vedere le motivazioni che spingeranno Tyrion a strangolarla;
    – Sansa: bella la scena del sorriso della durata di un secondo prima che Littlefinger le dia un’ulteriore mazzata, ma avrei preferito sentire qualcosa sulla sua mancata fuga con The Hound;
    – Maergery: ADORO! Ma quanto è zoccola e falsa quando lecca il culo a Joffrey?? Non vedo l’ora di vederla nella prossima stagione;
    – Dany: una degna conclusione, che però avrebbe dovuto avvenire due puntate fa. L’hanno tirata troppo lunga con questa House of the Undying, nominata per mezza stagione e vista solo ora. Anche la stupidità di Pyat Pree stride un po’, ma le visioni di Dany mi sono piaciute molto. La sala del trono innevata e distrutta era molto potente, e la scena con Drogo mi ha emozionato. Mi ha stupito positivamente la crudeltà di Dany verso Xaro e Doreah, soprattutto quest’ultima. Non me l’aspettavo assolutamente il suo tradimento, ci sono rimasto male! Btw, anche in questo caso preferisco la Dany televisiva: Emilia Clarke la rende molto più umana e reale;
    – Winterfell: commoventi le scene con maester Luwin, bravo Alfie Allen, bravi i ragazzini, ma avrei gradito almeno una minima menzione sul “mistero” dell’incendio di Winterfell;
    – Jon: personaggio assolutamente palloso come la sua controparte del libro. Anche qui, mi sarebbe piaciuto qualche accenno in più al piano di Qhorin, ma la faccia di Kit Harington davanti al campo di Mance Rayder non era male :D
    – Stannis: scena affascinante, soprattutto per il solito carisma di Carice Van Houten. Le tempistiche però sono state giocate un po’ male: abbiamo visto Stannis impiegare diversi episodi per arrivare a King’s Landing e ora è già al sicuro a Dragonstone?
    – Sam: amo gli zombie, non ho potuto che gioire per l’ultima scena;
    – Ros: la voglio sull’Iron Throne!

    Stagione leggermente inferiore alla prima a causa di due o tre episodi verso la metà troppo chiacchierati, ma tanto di cappello alla HBO! Ora inizia la lunga attesa, e io torno a lurkare…

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  70. @ DarkTower:
    sei liberissimo di preferire la serie tv ai libri ma non puoi parlare di “rispetto assoluto verso la fonte”
    tu stesso prima parli di “fedeltà ai limiti del letterale” e poi scrivi “Preferisco la Brienne televisiva, la Catelyn televisiva, la Shae televisiva, la Daenerys televisiva”
    insomma, mettiti d’accordo con te stesso

    Rispondi

  71. DarkTower ha scritto:

    Non mi pare il caso di gridare allo scandalo perché non sono stati introdotti i Reed (personaggi fighi, per carità, ma che ci stavano a fare in questa stagione?), perché il background storico è stato a malapena accennato (e per fortuna, altrimenti quanti spiegoni/flashback pesantissimi avremmo dovuto sorbirci?), perché Asha è cessa o perché il cavallo di Tywin caga o non caga nella sala del trono.

    Veramente gli stravolgimenti non sono quelli che hai elencato tu (escludendo il background storico)… Le cose che hai scritto sono opinioni personali che ognuno ha espresso. Gli stravolgimenti sono stati fatti su personaggi importanti come Jon ( e non dirmi che non te ne sei reso conto perchè in questo caso la differenza fra serie e libri è davvero ENORME), e anche su Dany (e nel suo caso hanno stravolto anche quasi tutta la sua vicenda a Qarth). E potrei citare molti altri stravolgimenti più importanti delle cose che hai scritto tu.

    AryaSnow ha scritto:

    Ci sono tante critiche da fare, ma su questo versante mi sembra inutile dare giudizi prima del tempo.

    Sarà ma io avrei già iniziato a mostrare questa caratteristica, dato che non ce l’ha solo Bran ma tutti i ragazzi Stark.

    Rispondi

  72. AryaSnow ha scritto:

    Martin nella prima stagione ha scritto The Pointy End, non Bealor

    Ah, sì… era comunque l’episodio che intendevo… (anche se come ho già scritto la prima stagione è di più alto livello e proprio l’episodio “Baelor” è di alta qualità: io stesso nei commenti ho fatto i complimenti a Benioff).
    Ma ci siamo capiti a livello generale…

    DarkTower ha scritto:

    Davvero, mi allibisce leggere con quanta facilità alcuni di voi affermino che vicende e personaggi “vengono stravolti”: ma vi rendete conto che la serie è trasposta con una fedeltà al limite del letterale?

    Libero di pensarla come più ti pare (ci mancherebbe), ma ogni volta che leggo che i personaggi non sono stravolti, mi chiedo se chi scrive abbia mai davvero letto i libri.
    Due personaggi come esempio possono bastare: Jon e Cersei.
    E se credi non siano stati stravolti, forse hai letto Licia Troisi.

    Fedeltà al limite del letterale presupporrebbe che al posto di Talisa ci fosse la giovane Westerling.

    P.S. e perché Martin non si può definire letteratura?

    Rispondi

  73. DarkTower ha scritto:

    - Tyrion & Shae: anche qui, continuo a preferire anche loro nella serie tv. Nei libri Shae è una troietta con lo spessore della carta velina, qui l’hanno resa molto più sfaccettata e scafata. Sarà interessante vedere le motivazioni che spingeranno Tyrion a strangolarla

    Io, invece, non sono per niente convinta.
    Quando processano Tyrion con l’accusa de avere avvelenato Joffrey, Shae testimonia il FALSO contro di lui, facendolo condannare, oltre ad esporlo al ridicolo davanti a tutta la corte sostenendo che pretendeva che lei lo chiamasse “Mio gigante di Lannister”.
    E’ un momento terribile per Tyrion (e per tutti quelli che lo amano, quorum ipsa), non credo possano eliminarlo, altrimenti come potrebbero condannarlo a morte?
    Ho paura che intendano fare di Shae un clone di Thisa (che infatti non viene mai nominata) ma in questo caso salterebbe il movente per cui Jaime salva il fratello “perchè glielo deve e i Lannister pagano sempre i loro debiti” (il collegamento è sempre Thisa).
    E’ un pasticcio, secondo me, altro che effetto farfalla.

    Invece non mi hanno dato fastidio nè la mancanza dei Reed (entreranno nella prossima stagione e va bene così) nè quella di Ramsay alias Reek alias Ramsay perchè raccontare la storia della moglie fatta morire di fame, ecc. ecc. sarebbe stato solo uno spiegone non necessario, inoltre lord Bolton con Robb continua a parlare del suo bastardo da mandare a Winterfell e come potrebbe farlo se Ramsay risultasse morto (il che non è ma non lo sa nessuno)?!

    Per il resto, adoro i libri e adoro la serie.
    Grazie, Head, ben tornato!

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  74. luta44 ha scritto:

    Ho paura che intendano fare di Shae un clone di Thisa (che infatti non viene mai nominata)

    Nella prima stagione viene nominata. Mi pare che Tyrion racconti la sua storia a Shae e Bronn.
    E quello che manca non è la storia RamseyxReekxRamsey, ma manca proprio Ramsey che brucia Winterfell, uccide tutti e porta via Theon. Che è molto diverso.

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  75. Perchè quella di Martin non sarebbe letteratura? Quest’uomo sa senza dubbio scrivere. Se poi insinui che non si tratti di vera letteratura perchè il luogo comune vuole che il fantasy o la fantascienza siano di serie b, il mio scrittore preferito,Ray Bradbury,mancato pochi giorni fa, è stato uno dei più grandi di tutti i tempi, al di là del genere. Martin mi ha riportata all’amore per la saga fantasy, quanto Terry Brooks mi aveva fatta allontanare gambe in spalla.

    Rispondi

  76. @ asd:

    io sono una neofita affetta da curiosità maniacale, natura dispettosa che mi ha portato a spoilerarmi molte cose. Quando avevo iniziato la lettura di Martin, per quanto la storia mi intrigasse, non mi aveva affatto colpito lo stile e avevo abbandonato la lettura (ma ammetto che come letture fantasy sono riuscita ad apprezzare solo il leggendario Tolkien e Harry Potter, perché con quest’ultimo ci sono cresciuta :D), così adesso mi baso sulla serie tv. Il mio cervelletto ossessivo, però, formula mille ipotesi, e in queste occasioni sbircio i commenti e i forum per vedere se effettivamente la mia impressione può essere giusta, perché mi diverte tanto quanto guardare poi la puntata. Riguardo alle origini di Jon, nella prima stagione si capisce chiaramente che c’è sotto qualcosa di misterioso, e personalmente avevo macchinato tra me e me che fosse il figlio della sorella di Ned, come viene comunque suggerito, seppure molto sottilmente, con indizi sparsi (o forse sono cose che si vedono solo se le hai già decise nelle tua testa XD). Quindi, partendo da questa sensazione e leggendo qui e lì qualche frammentario pezzo della storia di Lyanna, sono approdata alla teoria R+L. Ma, chiaramente, manco di un terreno solido, avendo solo teorie e notizie frammentarie. E quando voglio notizie spoilerose o discutere teorie/elementi di questa natura vengo a commentare qui ammorbando voi esperti :D però sì, a volte si ha l’impressione che alcuni dei neofiti ne sappiano decisamente troppo per dire “no, no! letto niente io! so niente io!” mentre spiattellano analisi e teorie francamente sospette. Se poi voi che sapete come evolveranno sul serio le cose confermate l’impressione, probabilmente sarà vero. C’è da chiedersi com’è che certa gente trovi passatempi simili (fingersi un neofita) interessanti XD io comunque sono della filosofia “spoiler contenuto”: solo su certi aspetti, legati comunque a teorie e impressioni personali che nascono dalla visione della serie tv (tipo che quando mi intrufolo tra i vostri ranghi per fare domande, leggo solo quando c’è un evidente @Volpe o una chiara risposta relativa solo a quanto mettevo in discussione, perché, giustamente, voi qui dovete avere tutta la libertà della critica sciolta e i neofiti che ci entrano lo fanno accettandone termini e condizioni :)).

    Rispondi

  77. @Pogo: Licia Troisi la getterei tranquillamente ai porci, grazie.
    Martin non lo considero letteratura perché lo vedo per quello che è, ossia intrattenimento puro. La sua è una serie fighissima, complessissima, piena di personaggi riuscitissimi, ma siamo sinceri, suvvia: A Song of Ice and Fire non è la venuta di Cristo, è una buonissima saga narrativa, competente in molti fronti, ma per quanto mi riguarda la letteratura è ben altra.

    @asd: dai, non facciamo le pulci alle parole… Il fatto che preferisca molte versioni televisive dei personaggi è perché molto spesso hanno quel qualcosa in più che sulla carta non ho trovato. Uno sprazzo di umanità, una qualità in più che gli attori conferiscono, e per certi aspetti sono meno artificiosi.
    Ma in fin dei conti sono sempre loro, mi pare assurdo parlare di stravolgimento: è stata menzionata Cersei, che forse è l’unica con un temperamento differente da quello del libro, ma anche in questo caso io vedo sempre lo stesso personaggio. Quando si incazza con Tyrion perché manda via Myrcella, o quando ridacchia come una cretina perché crede di aver imprigionato la puttana giusta, o quando in uno scatto d’isteria butta Lancel per terra, quella è la stessa Cersei dei libri, punto. Stesso discorso per Jon: se il personaggio sembra diverso è perché l’attore è un mezzo incapace. Su Talisa non so che dire, non è il massimo come personaggio, ma di certo il non averla introdotta come Jeyne Westerling evita altri pesanti spiegoni sull’origine della sua casata e sul suo legame con i Lannister. Possiamo criticare la scrittura del personaggio quanto vogliamo, ma non biasimo gli autori per la scelta di cambiare la sua origine. E non fatemi nemmeno iniziare sulle lamentele su Dany…

    @Luta44: non ho capito cosa vuoi dire. Non ho mai detto che possono eliminare il momento in cui Shae testimonia il falso contro Tyrion, anzi, credo che Shae avrà lo stesso ruolo di traditrice. Quello che mi interessa vedere è come la porteranno al tradimento, visto che per ora sembra genuinamente affezionata a Tyrion.

    Rispondi

  78. DarkTower ha scritto:

    Stesso discorso per Jon: se il personaggio sembra diverso è perché l’attore è un mezzo incapace.

    Non è solo colpa dell’attore. L’hanno proprio reso un ragazzino sfigato, a partire dal rapporto con Mormont che è piuttosto diverso rispetto ai libri, fino alla mancanza di personalità. In questa stagione non ha fatto praticamente niente, si è solo fatto trasportare dalle azioni degli altri. E’ privo di profondità, quando non mi pare che sia così nei libri, dove invece è pieno di conflitti e un personaggio davvero molto interessante.

    Rispondi

  79. @anna76: non volevo dire che la letteratura fantasy sia un genere minore, e te lo confermo affermando che è il mio genere preferito in assoluto. Volevo semplicemente dire che molto spesso si confonde letteratura con narrativa. Martin sa scrivere eccome ma, senza nulla togliergli, non va “oltre”. E’ un concetto che meriterebbe molte pagine, ma non mi pare la sede migliore parlarne qui. Per quanto mi riguarda, Martin rimane uno che sa fare bene il suo lavoro ma che non rientra pur sempre nella narrativa “commerciale” (passatemi il termine). Se vuoi qualche esempio di quella che io considero letteratura fantasy più o meno recente, ti posso citare Tanith Lee, Ursula Le Guin, Jack Vance, Michael Moorcock, Philip Pullman, Neil Gaiman, per certi versi la Zimmer Bradley, Bradbury su cui concordo, il più che ovvio Tolkien, e spaziando anche nell’horror citerei anche la prima metà della produzione di Stephen King, Lovecraft, ecc.

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  80. DarkTower ha scritto:

    per quanto mi riguarda la letteratura è ben altra.

    Il benaltrismo è l’anticamera del qualunquismo.
    Se poi alcuni nomi sono quelli di Zimmer Bradley o Stephen King (ma dai, sul serio? il più incapace e allo stesso tempo sopravvalutato scrittore mainstream di tutti i tempi – ma già, il tuo nick è DarkTower) resto veramente basito.

    DarkTower ha scritto:

    Il fatto che preferisca molte versioni televisive dei personaggi è perché molto spesso hanno quel qualcosa in più che sulla carta non ho trovato. Uno sprazzo di umanità, una qualità in più che gli attori conferiscono, e per certi aspetti sono meno artificiosi.

    Che tu possa preferirli e non trovare il “qualcosa in più” sulla carta, è pacifico: sono cose soggettive.
    Ma che tu voglia far passare dei personaggi vicini agli stereotipi narrativi, come sono quelli nella serie, rispetto agli archetipi che crea Martin, stiamo alla frutta. O forse al dessert.
    Ti piace di più la serie televisiva. Va benissimo.
    Evita però la morale su cosa è letteratura e se Martin lo è, soprattutto quando nomini sopravvalutati come King o Bradley (“The Mists of Avalon” è un libro che arrivato a metà, ho pagato qualcuno per prenderselo…), perché non ci fai bella figura.

    Volpe ha scritto:

    ma ammetto che come letture fantasy sono riuscita ad apprezzare […] Harry Potter, perché con quest’ultimo ci sono cresciuta

    Devo dire che questo non depone a tuo favore, di certo. ;-)

    Rispondi

  81. @ Jadd:
    Be’, a me questo sembra un normale cliffhunger.
    Chi ha bruciato Winterfell?
    Lo saprete alla prossima puntata.
    Ah, la stagione è finita?
    Pazienza, lo saprete l’anno prossimo.
    C’era da spiegare il tradimento di Bolton, non era facile vista la gran roba che c’era da mettere in moto con l’ultimo episodio.
    Già così fra i lettori c’è stata irritazione perchè mancava questo e quello e fra i non lettori lamentele a non finire perchè ci sono troppe storie da seguire, cioè in pratica gli scontenti lo sono per opposti motivi.
    Non dico che tutto sia stato perfetto, ma era un lavoro difficile e a me sembra che se la siano cavata più che bene.

    DarkTower ha scritto:
    <blockquote @Luta44: non ho capito cosa vuoi dire. Non ho mai detto che possono eliminare il momento in cui Shae testimonia il falso contro Tyrion, anzi, credo che Shae avrà lo stesso ruolo di traditrice. Quello che mi interessa vedere è come la porteranno al tradimento, visto che per ora sembra genuinamente affezionata a Tyrion.

    Quanto a Shae c’è chi ha ipotizzato che Tiwin la uccida e Tyrion uccida il padre per vendicare lei (e non Thisa).
    E’ questo che mi preoccupa.
    Ne hanno fatto un tale santino (per me, che la odio, insopportabile. Uno dei momenti più belli è quando Tyrion la strangola) che non so come faranno a farla diventare una traditrice credibile.
    Comunque staremo a vedere.

    Rispondi

  82. Pogo ha scritto:

    Volpe ha scritto:

    ma ammetto che come letture fantasy sono riuscita ad apprezzare […] Harry Potter, perché con quest’ultimo ci sono cresciuta

    Devo dire che questo non depone a tuo favore, di certo.

    ahah :P HP come libro per ragazzi è ben scritto, il problema è che troppo spesso non viene considerato per quello che è: narrativa per ragazzini! E in quell’ambito è più che apprezzabile e non mi vergogno che sia stato il compagno dalla mia pre a tarda adolescenza :D la letteratura fantasy è appestata di pregiudizi, come, appunto, letteratura di serie B. Personalmente, la maggior parte delle volte mi basta scorrere la trama sul retro di copertina dei libri sugli scaffali fantasy per deprimermi. Poi leggi qualche pagina e la qualità della scrittura ti fa accapponare la pelle. Ma può ben darsi che non sia stata capace di trovare gli autori giusti. Tolkien mi era piaciuto moltissimo perché si sentiva chiaramente la grandezza dell’opera e la costruzione perfetta di un mondo originale, con forti messaggi e una cura del dettaglio impagabile. Anche solo con l’invenzione della lingua elfica, Tolkien ha introdotto novità davvero interessanti nel genere. Ma chi altri può essere altrettanto considerato? Martin mi incuriosisce perché la storia è interessante e i personaggi molteplici e generalmente ben caratterizzati, ma la vedrai anch’io come una lettura piacevole e avvincente di intrattenimento, piuttosto che un instant classic della letteratura mondiale. Leggendo commenti dei lettori e dei fan, nessuno sembra riconoscergli meriti di aver rinnovato il genere, o altro. Molti additano pecche di stile, cliffhanger narrativi che puzzano di espediente commerciale, qualità altalenante etc. Ciò non toglie la piacevolezza e i meriti della narrazione e dello scrittore, semplicemente li relativizza. Voi che dite in questo senso? (vi avevo anche già ammorbato su questo topic, tra l’altro, rubando energie alla buona @Aryasnow che mi aveva pazientemente offerto un’analisi attenta e interessante)

    senza andare troppo OT ne approfitto per chiedervi delucidazioni: ma nella house of the undying c’era solo un warlock? O_o e pure così allocco?

    Rispondi

  83. @Pogo: non so che dirti sinceramente… so benissimo che sia King che la Zimmer Bradley di boiate ne hanno scritte, ma il fatto che diverse delle loro opere facciano parte della letteratura fantasy e horror mi pare comunemente assodato, e non lo dico solo io. Poi sinceramente, faccio fatica a dar peso alle tue osservazioni quando leggo cose come “elementi ancestrali, mitici, mistici e poetici” o “grande affresco umano” o “elementi fondanti del conflitto umano, del conflitto sociale, del grande conflitto dello Yang e Yin presente in ogni persona umana” riferite alla saga di Martin. L’unico commento che mi verrebbe da fare è un grande MA PER FAVORE. E mi fa ridere sentirmi dire che probabilmente ho letto Licia Troisi :)
    Passo e chiudo, ora torno a lurkare veramente… Buona vita!

    Rispondi

  84. Mi unisco a coloro che si sono domandati il motivo dell’assenza di ser Barristar; questa seconda stagione comunque ha lasciato fuori diversi personaggi eccellenti (la famiglia Tully, i Reed..) quindi non è così sorprendente.
    Dirò la mia ipotesi: all’inizio della terza stagione Daenerys (la cui storyline ha bisogno di essere un po’ rimpolpata nel telefilm) invece di dirigersi subito verso le città degli schiavisti farà prima vela per Pentos, dove incontrerà mastro Illyrio che le fornirà le 3 navi e le affiderà come scorta un certo misterioso uomo dalla barba bianca…
    ù_ù

    @darktower: Scusa, ma l’unica differenza che si individua nella tua distinzione tra ‘letteratura’ e ‘narrativa’ è “a me è/non è piaciuto”, che è un po’ poco…..

    Rispondi

  85. @ luta44:
    Beh ma non ci voleva molto ad aggiungere una scena da due minuti in cui facevano vedere Ramsey. Che il bastardo di Bolton doveva andare a Winterfell lo sapevamo già, dato che ne hanno parlato Roose e Rob. E secondo me sarebbe stato molto più efficace come cliffhanger, come del resto è successo anche nei libri, nei quali non sai cosa pensare dopo aver letto questa scena.

    DarkTower ha scritto:

    so benissimo che sia King che la Zimmer Bradley di boiate ne hanno scritte, ma il fatto che diverse delle loro opere facciano parte della letteratura fantasy e horror mi pare comunemente assodato, e non lo dico solo io.

    Se King fa parte della letteratura, non vedo perchè non dovrebbe farlo anche Martin, che è 1000 volte meglio. Solo perchè un autore viene più letto rispetto ad un altro, non significa che sia migliore.

    Rispondi

  86. @ Jadd:
    Sì, forse avrebbero potuto fare anche così, ma credo abbiano prevalso ragioni di budget e poi penso che non abbiano ancora scelto l’attore che farà Ramsay, personaggio agghiacciante, fra l’altro, son curiosa di vedere che faccia sceglieranno, non che la faccia sia tutto, ovviamente, ma comunque dovrebbe far venire i brividi la solo vederla.
    Io odio Theon a prescindere ma la sua sorte è davvero penosa.

    Rispondi

  87. Volpe ha scritto:

    il problema è che troppo spesso non viene considerato per quello che è: narrativa per ragazzini! E in quell’ambito è più che apprezzabile

    Francamente no.
    Anche Carroll e Baum si possono considerare letteratura per ragazzini. Però sono di un’altra categoria. O no? ;-)
    Volpe ha scritto:

    ma la vedrai anch’io come una lettura piacevole e avvincente di intrattenimento, piuttosto che un instant classic della letteratura mondiale.

    Martin ha creato finora una grande saga dove è dipinto attraverso le parole, uno dei più grandi affreschi sulla condizione umana e della società.
    Non è che qualcosa va bene solo se innova eh…
    Non è che Joyce è passato alla storia solo per il suo stile.

    DarkTower ha scritto:

    Poi sinceramente, faccio fatica a dar peso alle tue osservazioni quando leggo cose come “elementi ancestrali, mitici, mistici e poetici” o “grande affresco umano” o “elementi fondanti del conflitto umano, del conflitto sociale, del grande conflitto dello Yang e Yin presente in ogni persona umana” riferite alla saga di Martin. L’unico commento che mi verrebbe da fare è un grande MA PER FAVORE. E mi fa ridere sentirmi dire che probabilmente ho letto Licia Troisi

    Caro DarkTower, se tu non individui gli elementi mistici, ancestrali etc… nel libro, può voler dire una sola di queste due cose:
    a) non lo hai letto e ti diverti a fare il “fighetto”
    b) lo hai letto, ma non l’hai capito (e quindi in realtà non “sai” leggere).

    Per il resto, dai pure peso a chi e cosa ti pare, ma qualsiasi persona che inserisce King nella letteratura fantasy e horror e Martin no (cioè non è letteratura, che poi devo ancora capirlo eh cosa è e non è visto che non hai saputo spiegarlo) è ridicolo. Non credibile.
    E io devo – e dico DEVO – davvero imparare a rispettare una delle leggi di Murphy che tanto mi piace…

    P.S. se si vuol fare il fighetto, che almeno si sappiano tirare fuori nomi che fanno un certo effetto… tipo Hugh Cook, per dire…
    E Ray Bradbury infilato in quella lista che hai fatto ha del blasfemo.
    Bradbury, con Dahl e altri, appartiene ai “classici”.

    Rispondi

  88. Volpe ha scritto:

    Tolkien mi era piaciuto moltissimo perché si sentiva chiaramente la grandezza dell’opera e la costruzione perfetta di un mondo originale, con forti messaggi e una cura del dettaglio impagabile. Anche solo con l’invenzione della lingua elfica, Tolkien ha introdotto novità davvero interessanti nel genere. Martin mi incuriosisce perché la storia è interessante e i personaggi molteplici e generalmente ben caratterizzati, ma la vedrai anch’io come una lettura piacevole e avvincente di intrattenimento, piuttosto che un instant classic della letteratura mondiale. Leggendo commenti dei lettori e dei fan, nessuno sembra riconoscergli meriti di aver rinnovato il genere, o altro. Molti additano pecche di stile, cliffhanger narrativi che puzzano di espediente commerciale, qualità altalenante etc. Ciò non toglie la piacevolezza e i meriti della narrazione e dello scrittore, semplicemente li relativizza. Voi che dite in questo senso?

    – Negli ultimi due libri (che sono i meno belli) ci sono alcuni cliffhanger di basso livello. Nei primi tre mi sembrano tutti molto ben inseriti. Le pecche di stile le vedo eccome, ma ne vedo spesso anche di più in altri scrittori molto elogiati. Secondo me nel complesso lo stile è buono (sempre secondo il criterio scrivere bene narrativa=far immergere il lettore nella storia).

    – La storia e i personaggi sono il pregio di Martin, quindi secondo me va letto principalmente per quello. Sinceramente, non vedo come questo sia un segno di inferiorità. Poi io ci vedo anche un’unità tematica globale e qualche potenziale spunto di riflessione qua e là. A chi vuole leggere un fantasy principalmente per la ricercatezza dell’ambientazione consiglierei altro (non perché quella di Martin faccia schifo, ma perché c’è di meglio). Per quanto mi riguarda, sinceramente, l’invenzione della lingua elfica mi interessa meno della fabbricazione delle suole delle scarpe, ma ognuno ha le sue esigenze.

    – Di “innovazione del genere” evito proprio di parlarne per principio perchè 1) Non sono un’esperta di storia del fantasy. 2) Come ti ho già detto, l’innovazione mi interessa poco (anche perché la novità presto smette di essere tale e quindi… perché mai dovrebbe incidere così tanto sul mio gradimento?). Mi interessa piuttosto che un’opera abbia una sua “personalità unica” che in qualche modo la distingua da mille altre, ed è un discorso diverso.

    – Di paroloni come “istant classic della letteratura” ne faccio volentieri a meno. 1)Non spetta a me decretare queste cose (tra l’altro, mi domando a chi spetti). 2) Ho alcuni dubbi sull’utilità di tali definizioni. 3) Non ho nemmeno ben chiaro cosa significhi.
    Trovo mille volte più interessante leggere “semplici” (mica tanto…) riflessioni sulle caratteristiche specifiche di un’opera e su perché può piacere o non può piacere, anziché sulla possibilità di affibbiarle paroloni altisonanti dal sapore assolutistico.

    – Per me ASOIAF non è solo divertimento, e per essere qualcosa di più non c’è il minimo bisogno di essere innovativi e/o dei classici (anzi, direi che sono proprio due questioni diverse). Il mero divertimento è qualcosa che mi suscita solo emozioni “leggere” e che una volta finito non mi rimane impresso. ASOIAF sicuramente riesce a darmi qualcosa di più del farmi dire sul momento “eheh, divertente^^’’” E dicendo questo non ho alcun bisogno di scomodare paroloni.
    E sì, per me King anche nei suoi “classici” si avvicina più di Martin al concetto di “puro divertimento”, ma mi sembra una questione molto soggettiva. Di certo non traccio la linea di demarcazione tra letteratura e non letteratura in base a questo.

    Poi vabbè, il discorso su questi argomenti sarebbe lungo. Diciamo che tendo un po’ a storcere il naso davanti ad atteggiamenti/luoghi comuni pseudointellettualoidi.

    senza andare troppo OT ne approfitto per chiedervi delucidazioni: ma nella house of the undying c’era solo un warlock? O_o e pure così allocco?

    Hmm, mi sembra che nel libro i maghi fossero molti. In generale, la scena del libro è molto diversa e anche la sua posizione all’interno della storia è diversa (è circa al 60-70% del libro, non alla fine). Nella seconda stagione in parecchie cose ci sono differenze consistenti. C’è molta più distanza dal libro rispetto alla prima.

    Rispondi

  89. Pogo ha scritto:

    Francamente no.
    Anche Carroll e Baum si possono considerare letteratura per ragazzini. Però sono di un’altra categoria. O no?

    Martin ha creato finora una grande saga dove è dipinto attraverso le parole, uno dei più grandi affreschi sulla condizione umana e della società.
    Non è che qualcosa va bene solo se innova eh…
    Non è che Joyce è passato alla storia solo per il suo stile.

    Sono diversi i fattori, siamo d’accordo. Ma non si può sottostimare l’importanza dello stile. Un’opera come quella della Austen, leggera e d’intrattenimento (cioè, c’erano le guerre napoleoniche e tutto quello che leggiamo con lei sono i drammi sentimentali della media e alta borghesia XD), ma è lo stile ottimo ad averla fatta risaltare. Nelle arti plastiche è più evidente: si può avere la tecnica e realizzare grandi capolavori, si può avere un’intuizione artistica, si può costruire e decostruire, arrivando fino all’arte contemporanea, dove è sempre più difficile applicare la bella etichetta “artistico”, tra intellettualismi e provocazioni. Nella letteratura la “tecnica” è ancor più alla portata di tutti: le parole. Ma anche lì, la costruzione di una storia, la profondità della narrazione, la capacità stilistica, l’innovazione, il ritmo, la bellezza della scrittura, sono tutti elementi essenziali per stabilire il valore di un’opera. Che, inevitabilmente, risulterà in grande misura soggettiva, essendo quella la bellezza dell’arte ;). Per me Carroll, per esempio, è grande letteratura. HP mi è piaciuto e gli sono affezionata, è una buona saga per ragazzi, ma non un grande libro. Non avendo letto Martin per esteso, mi sento zoppa nell’attaccarlo, posso giusto dire che l’impressione che mi ha dato è di essere una lettura piacevole, con buone idee e una storia intrigante (ottimi meriti), ma non scritto sufficientemente bene per poter gridare al capolavoro leggendolo. Insomma, secondo me non è Dostoevskij, non è Tolkien, per me è più una Rowling per adulti (e mo’ Pogo mi manda la macumba XD).

    @ AryaSnow:

    grazie AryaSnow, sempre puntuale e precisa :) Hai ragione quando dici che si tratta di discorsi lunghi e OT, d’altronde però terribilmente interessanti. Si potrebbe fare lo stesso discorso declinato per cinema e serie tv. Queste ultime per esempio: io ne guardo, come la maggior parte di voi, una quantità spropositata. Tra queste, poche le considero veramente grandiose e “da ricordare”, anche se a molte mi sono affezionata e le ho apprezzate (e le ho seguite fino alla fine, anche certe delle quale mi vergognerò sempre :D). Alcune mi hanno parlato di più emotivamente, altre mi hanno colpito per la costruzione, altre per la storia etc. Ma ci sono distinguo e graduatorie “interiori”. Mi sembra normale applicare criteri di valutazione a quello che leggiamo/guardiamo. Che saranno sempre semi-oggettivi e semi-soggettivi, d’accordo. Personalmente, sto cercando di esercitarmi ad osservare le varie “tecniche” proprio perché tendo a farmi assorbire dai contenuti piuttosto che dal modo in cui essi sono presentati e, sperando un giorno di poter vivere di creatività, sento il bisogno di concentrarmi su questi altri aspetti, per avere una visione più globale. Aspetti che, per me, non sono secondari nella valutazione di un’opera.

    Ora che vi ho ammorbato per bene torno tra i neofiti e non vi rompo più :) ho poi tutta l’estate per leggermi la saga ASOIAF per intero e tornare l’anno prossimo più agguerrita che mai nei commenti della serie tv per lettori ;D grazie della pazienza a voi lettori e buon inizio di settimana!

    Rispondi

  90. @Volpe: anch’io, ovviamente, ho una mia graduatoria e dei criteri di valutazione. Non ho nemmeno mai messo in dubbio l’importanza della tecnica (anzi, trovo i discorsi tecnici particolarmente interessanti, e proprio per questo non mi piace che vengano mischiati con i pseudointellettualismi da quattro soldi). Non so se si è capito, ma quello che mi hai risposto nell’ultimo post lo condivido, e il discorso che ho fatto io è su questioni diverse.

    PS: Dire “Martin non è Tolkien” per me è un complimento per Martin, LOL. Hmm, è che non sono affatto un’amante di Tolkien. Di Dostoevskij invece sono una fan di lunga data. Trovo però che nessuno dei due sia stilisticamente il modello ideale per uno scrittore contemporaneo che vuole scrivere narrativa e, in generale, penso che tra i “grandi del passato” ci siano parecchi autori che scrivono molto meglio di questi.
    Vabbè, basta :D

    Rispondi

  91. AryaSnow ha scritto:

    Dire “Martin non è Tolkien” per me è un complimento per Martin, LOL

    AMEN.
    Cmq a leggervi mi prende un disagio che metà basta. Mi sento un po’ stronzo visto che leggo Martin come puro sfogo e divertimento: mi piace, mi appassiona, ma son ben lungi dal ricordarlo a memoria, rileggerlo, ed analizzarlo neanche fossero i compiti delle vacanze del liceo. ;)

    Rispondi

  92. allora, sperando di non far partire nessun flame OT:

    – nell’edizione Oscar Classici di Orgoglio e Pregiudizio la prefazione (non mi ricordo di chi è) parla dei riferimenti impliciti fatti dalla Austen alle guerre napoleoniche del periodo (anche in altri libri), se trovate quell’edizione leggetela

    – al di là di ciò, Jane Austen leggera e d’intrattenimento perché? perché parla di matrimoni? con lo stesso metro Joyce era d’intrattenimento (e triviale) perché scrive dei pensieri di Bloom mentre caga e della signora Bloom subito dopo una scopata, senza contare tutta l’avventura al bordello di Dedalus

    – il problema di Martin negli ultimi 2 libri è che la trama gli sta sfuggendo di mano, troppo complicata, troppi personaggi che si traducono in troppi libri (all’inizio la saga doveva essere una trilogia, poi i volumi sono diventati 4 poi 5 poi 6 poi 7) poi da bravo scrittore riesce comunque a piazzare qualche bel colpo (SPOILER ADWD i capitoli di Reek alias XXXXX sono bellissimi, altro personaggio fenomenale da inserire nella galleria)

    – come dice Arya Snow, anche il grande Dostoevskij non può essere oggi un modello per chi vuole scrivere narrativa, ogni opera va inserita nel suo contesto storico, se io oggi vado in una casa editrice con un 100 canti in terzine incatenate che parlano di un viaggio allegorico nell’aldilà mi mandano affanculo per direttissima e avrebbero ragione, con buona pace di Pierre Menard

    – più in generale, sui giudizi dei contemporanei sulla Letteratura ci andrei molto molto cauto, quando uscivano i libri di Balzac (o anche solo di un grande narratore come Dumas) la gente aveva occhi solo per Eugène Sue (chi? appunto) i cui feuilleton nel 1840 a Parigi erano un fenomeno “pop” paragonabile a Lost (dal merchandising tipo giochi dell’oca a cose più serie come ospizi per i poveri intitolati all’autore), ne parlavano i giornali, la gente comune (gli analfabeti si facevano leggere le puntate!) e non (il Presidente del Consiglio ritardava i suoi impegni per leggere l’ultima puntata uscita), uscivano altri libri per spiegarli eccetera

    Rispondi

  93. @ AryaSnow:

    Tolkien non è neppure tra i miei preferiti, ma ammiro le sue innovazioni e la fantasia, oltre all’incredibile conoscenza mitologica e folkloristica. Non è che nel tempo libero parlo lingua elfica per sport, ma trovo che sia stata una cosa geniale inventarsi una lingua così, da solo, con grammatica e tutto. Se qualcuno l’avesse fatto così estesamente prima di lui, mi sfugge. Comunque hai ragione, ci vuole tempo e un luogo appropriato per discutere di queste cose senza scadere in -ismi inutili :) se abitassimo vicine ti inviterei per un caffè :D

    @ manq:

    è come conto di leggerlo anch’io, in verità :D anche se, conoscendomi, ci sarà tutto il post lettura di masturbazione mentale “ah ma quindi qui, lì, insomma voleva dire, lo stile, etc”. L’utilità di quest’ultima fase è del tutto opinabile :D.

    @ asd:

    provo anch’io con l’elenco, vediamo se mi funziona:

    – Jane Austen suggerisce qui è lì la presenza di una guerra in sottofondo (milizie, uomini al fronte, etc), ma sono, appunto, accenni, mentre l’azione si concentra sulle donne e sulle loro avventure verso l’immancabile matrimonio. Intrattenimento non è un termine di per sé dispregiativo. Jane Austen ha talento, tratteggia ritratti femminili perfetti con un’ironia magnifica, ma resta un mondo senza macchie, alla fine dei libro si è soddisfatti e privi di qualsivoglia turbamento. Joyce, che tu citi come contraltare, turba. Se entrambi possono affrontare la quotidianità e l’individualità, come anche la Wolf, i due scrittori più moderni rinnovano lo stile, cambiano il tempo e rimandano a una malinconia, un pessimismo, che nella Austen non abbiamo, e lasciano un nuovo amaro in bocca alla fine della lettura. In questo senso, per me, possiamo dire che “intrattengono” meno. Ma questo non inficia assolutamente il talento e la portata della Austen, la cui bravura è insindacabile.

    – Ok, Dostoevkij è il mio scrittore preferito, e lo uso per dire “sarà anche bellino quello che mi dici tu, ma per me non raggiunge la vetta”. Ma non è che sto accusando Martin di non avermi parlato della russia dell’800 e di essere quindi incapace :D. Ho gusti classicheggianti, lo so, ed è un limite che rende ancora più difficile valutare i contemporanei. In più qui parliamo di fantasy, complicando ancor più la questione. E, seguendo il tuo esempio, comunque Martin più di tantissimi altri potrebbe facilmente rientrare nel fenomeno “pop” da te citato, soprattutto ora che anche quanti lo ignoravano prima lo conoscono grazie alla serie tv e si convertono alla lettura delle opere per curiosità. Sopravviverà al tempo? Ai posteri l’ardua sentenza? Certo. Ma è normale che i contemporanei critichino e si confrontino ugualmente sulla questione :)

    scusate tantissimo l’OT e la vagonata di ciarle, ma mi imbatto di rado nella possibilità di conversazioni così interessanti nella rete ^-^ buon lunedì a tutti!

    Rispondi

  94. Volpe ha scritto:

    Sopravviverà al tempo?

    Se è per questo, quando io lessi per la prima volta Tolkien le persone nemmeno sapevano chi fosse. Poi è arrivata la (pessima) trilogia filmica.
    E comunque Tolkien è importante per la storia della letteratura (è il padre del fantasy moderno-medievale), mica per lo stile o altro.

    Per il resto, anch’io ringrazio che Martin non è Tolkien.

    E la macumba te la mando sì, perbacco, visto che dire “una Rowling per adulti” è un’offesa peggio di una parolaccia…

    asd ha scritto:

    più in generale, sui giudizi dei contemporanei sulla Letteratura ci andrei molto molto cauto,

    Concordo.
    Infatti non capisco il razzismo culturale da cui è partita questa discussione di non mettere Martin nella letteratura, ma King o altri sì…

    Rispondi

  95. Tutto questo parlare di stile lo trovo un pò inutile e spiazzante. Francamente ritengo che lo stile non sia tutto nel giudicare un’opera. Ok, ha una sua importanza, ma se devo essere sincera Orgoglio e Pregiudizio è un libro che non riesco proprio ad apprezzare, anche se scritto con uno stile impeccabile.
    In ogni caso, per quanto riguarda Martin, ritengo che di colpi di scena ne abbiamessi di belli anche in ADWD e non solo nei primi tre. Sono d’accordo sul fatto che si è fatto prendere un pò la mano, ma dopo aver letto AFFC (che è il più lungo e noioso), ADWD è stato come una ventata d’aria fresca.

    Pogo ha scritto:

    Volpe ha scritto:

    il problema è che troppo spesso non viene considerato per quello che è: narrativa per ragazzini! E in quell’ambito è più che apprezzabile
    Francamente no.
    Anche Carroll e Baum si possono considerare letteratura per ragazzini. Però sono di un’altra categoria. O no?

    Anche io come Volpe apprezzo HP e penso che sia ottima narrativa per ragazzini. Lo giudichi male solamente perchè ti basi sui film che, francamente, sono piuttosto bruttini. Secondo me la Rowling è al livello dei due che hai citato, il suo stile è cresciuto e migliorato insieme ai suoi libri ed è riuscita nell’impresa non da poco di creare un mondo fantastico quasi privo di difetti, e di caratterizzare alla perfezione i personaggi.

    Rispondi

  96. Jadd ha scritto:

    Lo giudichi male solamente perchè ti basi sui film che, francamente, sono piuttosto bruttini.

    Mai visto un film di HP.
    Letto il primo libro.
    Paragonarla a due mostri sacri come Carroll e Baum è troppo, Jadd. Davvero.

    Rispondi

  97. Pogo ha scritto:

    Letto il primo libro.

    beh, i primi 2 sono proprio più per bambini, andando avanti anche la Rowling cresce (come trama, stile, atmosfera) e tutto si fa più quantomeno per adolescenti, ho appena letto il quinto in inglese e francamente sotto certe età non lo consiglierei
    poi non è che piaccia particolarmente neanche a me

    Rispondi

  98. @ Pogo:

    I primi due sono scritti un pò più per bambini, come dice asd, ma andando avanti sono sempre meglio. Poi per carità la Rowling non è di certo la mia scrittrice preferita, con i suoi libri ci sono cresciuta e li apprezzo ancora oggi. Ha fatto un ottimo lavoro, ma di sicuro non la paragono a Martin, che non è “una Rowling per adulti”.

    Rispondi

  99. Pogo ha scritto:

    Letto il primo libro.

    Io ho un amico che sostiene Martin faccia cagare perchè ha letto 60 pagine del primo libro e le ha trovate noiose.
    Per carità, ognuno è libero di formulare giudizi come e quando vuole, ma al mio amico in questione di solito rispondo che un giudizio così formulato non ha motivo d’essere nè di venir considerato all’interno di una discussione che vuole andare al di là dei gusti personali.
    Io spessissimo mollo le serie dopo il pilot, quindi non dico che devi per forza sorbirti tutta un’opera che non ti piace per poter dire che non ti piace. Però devi conoscerla tutta per formulare una lettura critica attendibile. Almeno secondo me.

    Pogo ha scritto:

    quando io lessi per la prima volta Tolkien le persone nemmeno sapevano chi fosse

    Beh, l’hype da film c’è sicuramente stato, ma non è che fosse così di nicchia prima eh. Si vede che non frequenti abbastanza nerd. :D

    Rispondi

  100. manq ha scritto:

    Però devi conoscerla tutta per formulare una lettura critica attendibile. Almeno secondo me.

    Concordo. Bisogna conoscere tutta l’opera; ma 1 (uno) libro è un’opera. Che poi può essere all’interno di una saga (o, nel caso di HP un franchise) è un altro discorso.
    60 pagine di GOT non bastano. L’intero libro sì. Da un libro intero si possono capire tante cose.

    manq ha scritto:

    Si vede che non frequenti abbastanza nerd.

    Non tutti, ma molti miei amici sono fisici, chimici, matematici e informatici che apprezzano queste stesse cose. Il gioco di ruolo è qualcosa che ho praticato e quando posso pratico tutt’ora e qualche “nerd” penso di conoscerlo.
    Ma le persone che frequentiamo non sono il mondo… ;-)

    Asd e Jadd: la Rowling – non ho letto oltre il primo libro, ma sono a conoscenza del fenomeno – essendo una donna intelligente (così sembra, comunque a quei livelli c’è anche chi ti consiglia) ha capito che la saga sarebbe stata seguita da chi ha iniziato a leggere HP. Per questo cerca di seguire l’età dei suoi lettori.
    Carroll, per rimanere all’esempio di prima, scrive apparentemente per ragazzi, ma “Alice in Wonderland” può essere letto da chiunque e chiunque trova qualcosa in quel libro. Anche se ha 80 anni.

    Martin, invece, è chiaramente per adulti, visto il modo diretto che ha di presentare le cose; ma non è certo questo il punto di forza che lo rende grande…

    Rispondi

  101. Pogo ha scritto:

    60 pagine di GOT non bastano. L’intero libro sì. Da un libro intero si possono capire tante cose.

    Non condivido.
    60 pagine possono bastare per capire se ti piace un certo libro perchè la trama e la sua conclusione non sono tutto. Vero. Se il libro è scritto in un modo che non sopporti o parla di argomenti che non ti interessano non hai bisogno di leggerlo tutto per accorgertene.
    Per valutare la trama invece, hai bisogno di leggere l’intera opera.
    Infine, se si vuole discutere il valore artistico/letterario di un’opera, sia questa HP o come le Cronache, a mio avviso se ne deve avere il quadro completo. E un una parte non è un quadro completo, secondo me.

    Rispondi

  102. Pogo ha scritto:

    la Rowling – non ho letto oltre il primo libro, ma sono a conoscenza del fenomeno – essendo una donna intelligente (così sembra, comunque a quei livelli c’è anche chi ti consiglia) ha capito che la saga sarebbe stata seguita da chi ha iniziato a leggere HP. Per questo cerca di seguire l’età dei suoi lettori.
    Carroll, per rimanere all’esempio di prima, scrive apparentemente per ragazzi, ma “Alice in Wonderland” può essere letto da chiunque e chiunque trova qualcosa in quel libro. Anche se ha 80 anni.

    Martin, invece, è chiaramente per adulti, visto il modo diretto che ha di presentare le cose; ma non è certo questo il punto di forza che lo rende grande…

    Concordo con tutto quello che hai scritto, ma questo non cambia l’opinione che ho dell’opera della Rowling.

    Concordo in parte con quello che ha scritto Manq. A me è successa la stessa cosa quando ho tentato di leggere I turbamenti del giovane Törless di Musil: credo di aver letto una decina di pagine per poi abbandonarlo perchè proprio non mi piaceva il modo in cui è scritto.
    Poi certo, per poter valutare un libro devi leggerlo e conoscerlo per intero, questo è ovvio. Il giovane Törless potrebbe anche essere un capolavoro ma io non lo saprò mai :)

    Rispondi

  103. Jadd ha scritto:

    Tutto questo parlare di stile lo trovo un pò inutile e spiazzante. Francamente ritengo che lo stile non sia tutto nel giudicare un’opera. Ok, ha una sua importanza, ma se devo essere sincera Orgoglio e Pregiudizio è un libro che non riesco proprio ad apprezzare, anche se scritto con uno stile impeccabile.

    Il problema è che lo stile spesso viene inteso come “virtuosismo che, mentre leggi, ti permette di esclamare “uhhhh, che suono sublime che hanno queste parolee *_* ” oppure “ma come ha fatto questo scrittore a inventarsi questa metafora?””. In questo senso, sono assolutamente d’accordo nel ritenerlo poco importante. Io però quando parlo di stile intendo un modo di scrivere strettamente funzionale a esprimere il contenuto, e quindi non posso non dargli peso.

    Rispondi

  104. manq ha scritto:

    Per valutare la trama invece, hai bisogno di leggere l’intera opera.

    Concordo Manq, mica no.
    Ma la trama non si valuta (sarebbe come se io dicessi che la trama di GOT è brutta perché muore uno dei miei personaggi preferiti).
    Un libro è sufficiente a capire chi c’è dietro, cosa può dare e cosa non può dare, perché un libro, di suo, è un’opera definita. Ha comunque un inizio, una parte centrale e un finale.

    Io, ad esempio, mai amato Salinger… eppure basta leggere uno qualsiasi dei suoi libri per capire la statura dello scrittore.

    Certo, esistono le eccezioni in generale (ad esempio, tutte le opere prime dovrebbero essere scevre da un giudizio di questo tipo) e le eccezioni nell’autore stesso – magari la Rowling sa far molto di meglio – ma l’opera resta per sempre. E quella è giudicabile. E con essa, l’autore che c’è dietro.
    In parole povere, GOT è straordinario, ASOIAF ancora non posso dirlo… ;-)

    Rispondi

  105. AryaSnow ha scritto:

    Il problema è che lo stile spesso viene inteso come “virtuosismo che, mentre leggi, ti permette di esclamare “uhhhh, che suono sublime che hanno queste parolee *_* ”

    qualcuno ha detto Baricco?

    Jadd ha scritto:

    A me è successa la stessa cosa quando ho tentato di leggere I turbamenti del giovane Törless di Musil: credo di aver letto una decina di pagine per poi abbandonarlo perchè proprio non mi piaceva il modo in cui è scritto.

    beh, il giovane Torless è in effetti pesantino (punta a unire il misticismo indiano all’alta matematica) ma poteva andarti peggio (potevi leggere L’Uomo senza qualità, che comunque è un capolavoro)

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  106. nicola cassaran 16 giugno 2012 at 14:17

    “1. Nel corpo della recensione non ho avuto modo di parlare dell’unica scena dedicata ad Arya, ma vorrei comunque ritagliarmi un piccolo spazio per sottolineare la bravura di Maisie Williams e di Tom Wlaschiha, un Jaqen H’ghar davvero perfetto.”
    ?? Non vorrei dire, ma il titolo dell’episodio prende il titolo proprio da quella scena…

    Rispondi

  107. Ho visto la prima serie senza leggere i libri e ne sono rimasta positivamente contaggiata e nel giro di poco tempo ho letto anche tutti i libri.

    Vedere adesso la seconda serie però mi ha annoiato, pensavo che fosse dovuto al fatto che sono molto avanti con la storia e quindi non ci sono colpi di scena che tengono vivo l’interesse, ma credo che sia perchè hanno semplificato troppo gli eventi. Se prendiamo un neofita e gli chiediamo di illustrarci la geografia o la composizione delle casate secondo voi saprebbero rispondere? Io stessa mi sono trovato smarrita perchè mi hanno tolto dei punti di riferimento.

    Si perchè il problema è proprio, leggendo i libri c’erano diverse parti a volte un po’ noiose che servivano a illustrare le varie casate e i rapporti intercorsi tra di esse nei vari anni. A distanza di anni chi ha letto i libri ricorda per ogni casata nome e stemma, ora chi a visto solo la serie sà a mala pena che gli Stark sono Lupi e i Lannister Leoni…

    Chi segue la saga si è trovato a chiedersi chi è la madre di Jon (e alcuni anche il padre) qui a parte la curiosità per il gossip non vedo altro motivo perchè dovrebberlo chiederselo. Per me è una parte importante perchè credo che sia la chiave del finale.
    I Targaerys torneranno a comandare e l’inverno incombe, i Lannister sono solo un diversivo estivo…

    P.S. Si sono dimentimenticati di dire che l’inverno sta arrivando!!!!

    Rispondi

  108. Discutendo col mio ragazzo (che non ha letto i libri) posso confermare anch’io che la sequenza di Winterfell bruciato non è chiara: il piccolo discorso tra Robb e Roose Bolton sul reclutare il figlio bastardo di quest’ultimo per andare ad assediare il castello e liberare i due piccoli Stark, un paio di episodi prima, è passato in secondo piano con l’arrivo di Talisa (anche qui, why? C’era bisogno di andarla a pescare dall’altra parte del mare ‘sta benedetta ragazza per cui Robb tradisce il giuramento fatto a Walder Frey?) e la strombazzata tra i due, io stessa già non me lo ricordavo più quindi, non avendo un background di conoscenza degli eventi, non credo in molti avrebbero capito che in realtà è stato proprio il bastardo di Bolton a bruciare tutto (anche per via di questa scelta, anche secondo me non eccellente, di non mostrare mai gli assedianti fuori dalle mura).
    Altri dettagli della stagione in generale che non mi hanno convinta li avete già riportati anche voi: lo sconvolgimento degli eventi a Qarth, davvero troppo esagerati; la mancanza di dettagli del “viaggio” di Dany all’interno della casa degli Eterni che secondo me sono non solo rilevanti (v. la profezia) ma avrebbero lasciato ancora di più l’acquolina in bocca agli spettatori, tutti, per il proseguimento della serie; l’assenza dei due fratelli “mangiarane”, che a me piacevano, e il fatto che di conseguenza Bran e Rickon non vengono divisi… Con tutto questo non voglio dire che gli autori abbiano fatto un brutto lavoro di adattamento, tutt’altro! (e sono convinta che adattare un’opera del genere sia tutt’altro che semplice!) Però è chiaro che, come quando si va a vedere un film tratto da un libro, alla prima omissione GROSSA ci si chiede “cos’hanno intenzione di fare dopo? come si ricollegheranno? ecc.ecc.” (in questo caso ancora di più trattandosi di un adattamento seriale, quindi con la possibilità che i risvolti di determinate azioni verranno mostrati in tempi molto lunghi)

    Rispondi

  109. Approfitto dell’ultimo commento per riallacciarmi all’amata saga e dirvi che sto mettendomi in pari con i libri. Confermo quanto avevate detto: leggendo non si ha affatto l’impressione di un Ned babbo, anzi, le sue azioni sono tutte molto comprensibili. Nella prima serie, nel ritmo concitato, la proposta di Renly avviene con un tempismo diverso, mentre nel romanzo è più evidente perché Ned non considera questa opzione. Poi, sullo stile (cosa che ho tirato in ballo tempo addietro prendendomi la macumba dalla maggior parte di voi :D) confermo che considero Martin uno scrittore di scarso livello. La sua immaginazione è notevole, il senso della storia, i personaggi, i dialoghi, sono veramente accattivanti e se uno cerca soprattutto questi aspetti in un romanzo, capisco l’entusiasmo. Io però ho odiato trovarmi a saltare parti descrittive semplicemente perché scritte in maniera terribile. Le descrizioni di ogni capo di abbigliamento, il lungo elenco di nomi di personaggi che neppure si ripresentano successivamente, sono tutti aspetti davvero pessimi del suo stile narrativo che non trovano giustificazione né nel tratteggiare il mondo da lui creato, né nella bellezza letteraria. Sono solo parole in più che appesantiscono la narrazione e dimostrano i limiti dello scrittore, a mio parere. Trovo che il talento dell’autore si ritrovi in particolare nei dialoghi, e infatti lo vedrei come un abilissimo sceneggiatore. E poi, sicuramente, ha avuto la capacità di creare dei personaggi accattivanti.Ora, visto che avevo fatto imbestialire con il paragone con la Rowling, posso dire che, in tutta onestà, pur trattandosi di due target differenti, la Rowling a mio giudizio scrive molto meglio (basta guardare gli incipit dei primi due libri di entrambi per capire cosa intendo, a livello letterario). Anche se preferisco le storie di Martin. Continuerò a leggerlo in inglese come ho cominciato, ma capisco perché così tanti mie amici appassionati lettori e ossessionati con questa serie tv non siano riusciti ad andare oltre metà del primo libro. Almeno adesso posso sostenere quest’opinione avendo letto i primi 2 tomi :D

    Rispondi

  110. Volpe ha scritto:

    Ora, visto che avevo fatto imbestialire con il paragone con la Rowling, posso dire che, in tutta onestà, pur trattandosi di due target differenti, la Rowling a mio giudizio scrive molto meglio (basta guardare gli incipit dei primi due libri di entrambi per capire cosa intendo, a livello letterario).

    Sono una dei pochi alieni che non hanno letto HP, quindi non ho modo di sapere se per il resto del libro la Rowling scrive meglio di Martin oppure no, ma confrontando i due incipit casomai mi convinco del contrario :D Quello di ASOIAF, pur non essendo affatto perfetto, per me seppellisce quello di HP. L’ incipit di HP è uno spiegone che contrasta con la basilare norma dello show, don’t tell. L’incipit di ASOIAF ti catapulta subito in una scena, che tra l’altro è dotata di un forte conflitto fin dalle prime parole.

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  111. @ Volpe:
    Io invece non ho trovato particolarmente disturbanti le parti descrittive, secondo me si integrano abbastanza bene con il contesto generale (Martin non sta semplicemente portando alla luce un universo in stile medievale, dove sappiamo bene o male come ci si veste e alte cose così -perché ci è familiare come ambientazione, avendo letto altri libri o visto film o documentari a proposito- ma sta creando un mondo dal nulla, un mondo complesso fatto di intrighi politici, culti religiosi diversi, le differenze intestine tra un uomo del nord e uno del sud, uniti sotto lo stesso re ma ancora profondamente divisi dalle loro credenze e tradizioni…tutto questo DEVE essere spiegato, secondo me). Poi che purtroppo una lingua come l’inglese si presti poco a questo tipo di cose è un altro discorso: l’inglese è di per sé una lingua più “fiacca” dell’italiano, e soprattutto in Martin la vediamo scadere spesso in ripetizioni di espressioni già belle e pronte (“would that I could”, “it was all he could do not to…” ecc.), ma io non l’ho trovata pesante come lettura per questo motivo, perché comunque (anche in capitoli che riportano il punto di vista di personaggi la cui storyline non mi interessa da morire) il ritmo si tiene bene, in ogni capitolo “succede qualcosa”, non è mai solo descrizioni ed elenchi di persone (per quest’ultimo aspetto poi devo dire che le appendici alla fine di ogni tomo sono di grande aiuto, per dare un “ruolo” a tutti i mille nomi menzionati qua e là).

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  112. 1) Se non ti piace Talisa, NCCUCDC
    2) A chi dice che Ygritte è cessa, go buy occhiali. O forse è un bimbominkia 13enne che è abituato alle biondone siliconate made in USA e non conosce altro.

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  113. @ luta44:
    CAZZO SPOILERI ???

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  114. @ Martino:
    non penso sia proprio una svista: a Theon si era presentato come Reek, solo nel suo ultimo capitolo Ramsey rivelerà tutto (che il vero Reek è morto al posto suo…)

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  115. Akira ha scritto:

    @ luta44:
    CAZZO SPOILERI ???

    Ma non siamo fra i Lettori qui?!

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