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Upfront(almente) – Il magico mondo del web

Le tenebre strisciarono di nuovo sulla foresta della Serialità. Voci di contratti segreti ad est, sussurri di episodi pilota senza nome. E la Serialità percepì che era giunto il suo momento. Abbadonò la televisione.

Proprio quando vi eravate ripresi dall’abbuffata di upfront delle scorse settimane e vi stavate riappropriando della vostra vita, un nuovo, oscuro episodio di questa tentacolare serie arriva a gettarvi nel panico.
Cestinate pure il calendario in cui avevate difficoltosamente incastrato le serie rodate con gli episodi pilota che attendete già impazientemente. Avete fatto i conti senza i Giganti della Rete.

Ormai non è più un mistero: la televisione si sta lentamente avviando a diventare un mero schermo su cui fruirire, previa connessione ad internet, contenuti personalizzabili sia per tipologia che orario di visione. Non è ancora chiaro quando, come e quanto velocemente, ma ormai è certo che accadrà. Per questo i grandi network tremano e corrono ai ripari, cercando di stringere alleanze per sopravvivere al cambiamento, tutelando i propri introiti.

L’aspetto più interessante è però che i grandi nomi del settore che affiancheranno i canali televisivi stanno contemporaneamente pianificando la propria discesa in campo. Lo scopo di questa ultima puntata di Upfrontalmente e proprio quello di fare il punto sulla situazione di quanto è stato finora rivelato, facendosi strada a machetate tra montagne di rumours, vaneggiamenti, voci di corridoio e verie e proprie profezie riportate dai media. La già complessa situazione evolve di ora in ora; quanto leggete non è esaustivo nè scolpito nella roccia, ma vi aiuterà a non affrontare l’invasione impreparati.

HULU

Al sito americano che fornisce contenuti streaming a pagamento vogliamo molto bene, perche non ha fatto il prezioso e ha creato una pagina web dedicata, anche se come sempre accessibile solo da oltreoceano.
A partire da giugno, Hulu lancerà la nuova programmazione estiva ricca di nuovi programmi d’intrattenimento, tra cui spicca una comedy originale, We Got Next. Niente per cui strapparsi i capelli, sia chiaro. Trattasi di 4 amici uniti dalla passione per il basket ma decisamente male assortiti come gruppo, impegnati a consigliarsi reciprocamente nel peggior modo possibile nelle loro riunioni settimanali “per soli maschi”. Il cast e composto da elementi come Lance Barber, che hanno fatto capolino in un numero considerevole di grandi serie come riempitivo o personaggio di contorno.
Tempo fa si parlava di una possibile collaborazione di Hulu con FOX, ma l’idea al momento sembra essere stata accantonata.

NETFLIX

Forse il gruppo il cui progetto è allo stadio più avanzato, a causa dalle limitazioni alla diffusione del servizio che stanno lentamente soffocando la piattaforma. La via d’uscita potrebbe proprio essere la produzione in proprio di contenuti originali. Non parliamo di serie tappabuchi bensì di DAVID FINCHER. Il regista non ha fatto mistero di voler produrre il remake di thriller politico made in BBC risalente agli anni ’90. Il tutto in stile HBO: un protagonista del calibro di Kevin Spacey, soldi a vagonate, contenuti da Emmy. Netflix, per superare il scetticismo di Fincher, ha messo sul piatto il rinnovo sicuro per due stagioni e, si mormora, una cifra vicina ai 100 milioni di dollari. House of Cards, ora in lavorazione (proprio in questi giorni Entertainment Weekly ha pubblicato una prima foto dal set), ha tutte le carte in regola per presentare Netflix come una valida alternativa ai canali tradizionali. Inoltre Netflix può vantare altri 3 progetti originali che debutteranno nel 2013.
Tra questi, presto potremo testare Orange is the New Black, comedy adattata per la tv da Jenji Kohan, creatore di Weeds. La serie ruoterà attorno alla vera storia di Piper Kerman, che nel suo romanzo-confessione racconta l’anno passato in detenzione insieme ad altre carcerate. Nei primi mesi del 2013 arriverà anche Hemlock Grove, altro adattamento, affidato ad Eli Roth. La storia del misterioso omicidio di una ragazzina non è proprio originalissima, ma il probabile coinvolgimento di lupi mannari e la presenza del già citato Eli Roth vietano di essere troppo scettici.
Più il ritorno di Arrest Development, ovviamente. Insomma, il guanto di sfida ad HBO è stato lanciato.

AMAZON

Addentrandoci nel campo dell’altamente ipotetico, c’è da segnalare che anche il colosso di vendite online è interessato ad espandersi in questo settore. Il sito degli Studios Amazon ci dà un’idea di cosa potrebbe venirne fuori: stavolta non ci si rivolge a nomi di peso, quanto al pubblico del web. Ebbene sì, le serie da realizzare verranno selezionate tra le proposte inviate al sito, permettendo ad autori esordienti di emergere e guadagnare fino a 55.000 dollari nel caso in cui il loro script venga trasformato in una serie televisiva.  State già per mettervi a tradurre in inglese la sceneggiatura che nascondete nel cassetto? Fate attenzione, perchè Amazon sta cercando solo comedy (della durata di 22 minuti) e prodotti dedicati al pubblico dei più piccoli (11 minuti).  Inoltre per partecipate bisogna inviare il pitch della serie, ovvero una sorta di breve riassunto che descriva la trama, i personaggi e alcuni spunti per la realizzazione di 4, 5 episodi più lo script completo del pilota. Il gigante delle vendite online si prefigge di realizzare un progetto al mese, da diffondere via streaming attraverso il servizio di Amazon Prime. A capo dell’intera operazione ci sono Joe Lewis e Tara Sorenson, che hanno collaborato rispettivamente con 20th Century Fox/Comedy Central e  con la sezione bambini di National Geographic.
Nel frattempo, Amazon viene accreditata come possibile salvatrice di Pan Am, lo show che Abc ha cancellato senza troppi rimpianti dati gli ascolti non esaltanti. Dato che il titolo è parecchio amato sul versante europeo, sembra che Amazon voglia metterci le mani. Ovviamente nulla è confermato, ma devi essere una serie veramente pezzente se non ti meriti almeno un paio di rumours sul tuo possibile ritorno dopo la cancellazione. Un rumours non si nega a nessuno!

GOOGLE / YOUTUBE

Tutto quello che segue vanta la fondatezza dei discorsi di un ubriaco, ma poichè il proverbio dice in vino veritas e noi amiamo i pettegolezzi, vale la pena di spendere qualche riga.
Google vuole diventare un competitor di peso tra i debuttanti e per farlo sfrutterà la popolarità di Youtube e la Google TV, che ultimamente è stata oggetto di restyling e aggiornamenti. Ufficialmente è stato annunciato solo che verranno aperti entro breve almeno un centinaio di canali tematici che produrranno ogni giorno contenuti originali per oltre 25 ore di programmazione. Secondo il Wall Street Journal, la strategia del colosso sembrerebbe quella di accaparrarsi nomi di rilievo del mondo dell’entertainment, della musica e del piccolo schermo, assicurando loro laute percentuali sui guadagni, in modo da ottenere l’attenzione del pubblico grazie alla fama dei diretti interessati. Quanto inciderà sul mondo della serialità? Non è dato sapere, ma tra le celebrità già contattate dovrebbe esserci anche Felicia Day

APPLE

Qui passiamo direttamente alle teorie cospirazionistiche. Che la casa della Mela e il colosso Google si stiano sfidando su diversi fronti tecnologici è sotto gli occhi e negli smartphone di tutti.
Per questo motivo, molti analisti (come spiega questo articolo del Guardian) ritengono altamente improbabile che Apple lasci la strada spianata a Google nel suo tentativo di colonizzare le neonate TV con collegamento ad internet. Nei modelli di ultima generazione l’applicazione di GoogleTV sta diventando molto più che un semplice optional e pare che Apple stia correndo ai ripari per fornire una sua alternativa, prima che Google intasi il mercato nascente.
Da qui, per deduzione, ci si chiede: può l’azienda proprietaria di un negozio multimediale che noleggia e vende film e serie televisive come iTunes essere tanto lontana dal produrre contenuti originali in esclusiva per invogliare gli utenti ad utilizzare le proprie applicazioni?
Tuttavia per alcuni questa opzione non sarebbe contemplata perchè comporterebbe rischi notevoli e introiti risicati, specie con questo ritardo rispetto a chi di annunci concreti ne ha già fatti. La soluzione sarebbe allora una piattaforma in stile Youtube dedicata ai possessori di iPhone e iPad, lavorando al restyling della per ora non esaltante Apple iTV.
Tutto tace, ma un altro elemento suggerisce un possibile coinvolgimento di Apple: parecchi mesi fa si sono susseguite voci di shopping compulsivo tra sceneggiatori snobbati dai grandi networks da parte dei soggetti sopracitati. Pare che però alcuni fossero già sotto contratto e vincolati da norme strettissime di riservatezza. Si pensò che fosse stata Apple ad aver fatto acquisti in anticipo sui tempi.
Oppure nell’ombra si nasconde un nuovo Oscuro Signore? Non ci resta che attendere.

(fonti aggiuntive: 1 / 2 / 3 / 4 / 5 )

Elisa G.

follow me, not the white rabbit [il blog]

5 Comments

  1. Se c’è Felicia Day, per me è un sì assicurato qualunque cosa sia. Speriamo che sia vero.

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  2. non si sa nulla invece di Dr Horrible? Whedon ha parlato di un sequel distribuito sempre via web, ma volevo sapere se ci sono date o altro

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  3. No, non si sa ancora nulla su Dr. Horrible 2… si sa solo che si farà, e, almeno teoricamente, abbastanza a breve.

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  4. @ Thiliol:
    Al momento viene riportato solo l’annuncio fatto da Whedon stesso in occasione delle interviste legate alla promozione di Avengers. In genere per questo genere di news bisogna attendere innanzitutto una conferma ufficiale, poi che venga annunciata la piattaforma di riferimento e l’inizio vero e proprio della produzione. Solo dopo molto tempo si potrà parlare di date. Parlando poi di web, il tutto è ancora più aleatorio.
    Mettitevi comodi.

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  5. pemf.bolloso 4 giugno 2012 at 11:03

    Sì ma di sto House of Cards se ne parla da almeno 2 anni e non si sa se e quando uscirà. Anche in questo Netflix fa concorrenza alla HBO.
    Ovviamente, qualora il progetto andasse in porto, hype a mille che manco per la seconda stagione di Game of Thrones

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