Old News: Dan Harmon

Quella volta in cui rinnovarono Community ma cacciarono Dan Harmon

Community rinnovato: yay!
Dan Harmon licenziato: buuu!

Bene ora ricomponiamoci, mettiamo su le nostre darkest–timeline beard, ripercorriamo il corso degli eventi per capire cosa è accaduto e dare il giusto peso – ovvero trascurabile – alle voci che hanno attribuito il licenziamento di Harmon alla querelle con Chevy Chase.

Timeline

10 maggio Community viene rinnovato per una quarta stagione da 13 episodi ma le prime voci sul cambio di showrunner raffreddano l’entusiasmo.

18 maggio Dan Harmon licenziato: in realtà non è stato tecnicamente licenziato, semplicemente la Sony non ha mai interpellato Harmon nelle trattative per il rinnovo della serie decidendo infine di non riconfermare il suo coinvolgimento a nessun livello: David Guarascio e Moses Port (Aliens in America, Happy Endings) sono i nuovi executive-producers e showrunners. Be’, in effetti, suona come un licenziamento in tronco nonostante Bob Greenblatt, presidente  della NBC, lasci intendere che Harmon verrà in qualche modo coinvolto.

19 maggio la replica di Dan Harmon dal suo blog: lo showrunner precisa di aver appreso la notizia così come noi altri “Why’d Sony want me gone?  I can’t answer that because I’ve been in as much contact with them as you have” e di non aver mai avuto alcun contatto con Greenblatt. Quanto al presunto coinvolgimento è un mero riferimento alla clausola standard presente nel contratto: in soldoni garantisce ad Harmon di poter entrare fisicamente negli studi senza essere fermato da una guardia giurata, ma tutto qui “However, if I actually chose to go to the office, I wouldn’t have any power there.”

24 maggio Leaked Memo THR pubblica le linee guida che la NBC consiglia al cast di seguire nel corso delle interviste. Il messaggio da far passare è chiaro: minimizzare l’allontanamento di Harmon – è stato bello lavorare con Dan, ciao Dan! – per mettere l’accento sul ritorno di Community a settembre, in fin dei conti è questo quello che conta no?

…meanwhile on twitter

Qui trovate raccolti i tweet di rammarico e gratitudine espressi da cast and crew, mentre spunta il fake account @guarascioport che alcuni utenti, a giudicare dal tono delle replies, scambiano per l’account ufficiale dei nuovi showrunners.

Who goes and who stays

Gli executive-producers Neil Goldman e Garrett Donovan sono ormai sotto contratto con la Fox, Chris McKenna – co-executive – con la Universal (comunque non avrebbe accettato di tornare senza Harmon). Saluta anche Dino Starburns Stamatopoulos che della serie è stato anche consulting-producer e co -autore di Abed’s Uncontrollable Christmas.
Tra quelli che restano Megan Ganz (tra gli altri, Cooperative Caligraphy) come confermato via twitter.

A working day with Dan Harmon

Quando la riconferma di Harmon da scontata a seguito del rinnovo della serie inizia a essere incerta, molti attribuiscono la decisione della Sony al carattere spinoso dell’autore ma soprattutto alla degenerazione dei rapporti con con Chavy Chase. In effetti lavorare con Dan Harmon non è semplice: il termine più ricorrente utilizzato nel descriverlo è “erratic”. Perfino Sarah Silverman ha avuto il suo bel da fare nel rapportarsi ad Harmon co-autore della prima stagione del Sarah Silverman Program al punto da licenziarloI can’t have someone on the set who is crazier than me.”

Maureen Ryan è un’altra di quelle persone ad aver avuto un’esperienza di prima mano con il temperamento dell’autore. Il critico, nel recensire  negativamente lo show della Silverman, si è ritrovata un commento infantilmente offensivo dello stesso Harmon non nuovo a questo genere di esternazioni “[…]You’re a parasite. Have you looked at the photo of yourself next to your column’s heading? You look like an idiot. When you go to sleep tonight, I want you to have a dream about shame.”

Arriviamo allo scontro Harmon vs Chevy Chase.

Chase non è contento del metodo di lavoro di Harmon troppo votato all’improvvisazione. Non é per nulla soddisfatto della caratterizzazione di Pierce Hawthorne, non apprezza la “comicità” espressa dalla serie e delle sue posizioni non fa alcun mistero, anzi ci tiene a esprimere il suo malanimo forte e chiaro. D’altra parte l’attore – altro personaggio con cui non è semplice relazionarsi – non è stato scelto direttamente da Harmon ma calato dall’alto. La situazione degenera  quando Chase rifiuta di girare un’ultima scena del finale di stagione (secondo un’altra versione si trattava dello spot per il superbowl, l’attore era stato avvertito con scarso preavviso). Harmon non la prende benissimo e nel wrap party invita la crew a mandare – tutti in coro – Chevy Chase… in quella galassia lontana lontana. L’attore abbandona il party, lascia un messaggio ricco di insulti nella segreteria di Harmon Brooke e Ridge si sposano di nuovo che ne fa ascoltare pubblicamente il contenuto. In seguito a numerosi tweet e prese di posizione a favore di Chevy Chase, Harmon dal suo blog chiede scusa per il comportamento senza però menzionare direttamente l’attore.

What happens now

Community non è semplicemente una comedy atipica, né un prodotto che alla soglia del quarto anno mostra un universo consolidato in cui le caratteristiche dei protagonisti lasciano intravvedere in modo chiaro la direzione che la serie avrebbe preso in futuro. Community è il dreamatorium di Dan Harmon. Conosciamo le peculiarità di Abed e Troy ma non per questo siamo in grado di dire cosa avviene nelle loro sessioni di dreamatorium. Allo stesso modo i nuovi showrunners si ritroveranno a gestire personaggi con caratteristiche ben precise ma non per questo potranno continuare a rappresentare lo spirito di Community che non è strettamente legato a uno stile, a un modo di porgere le battute, di scriverle. La serie è un’emanazione di Dan Harmon e questo ha determinato l’insuccesso su vasta scala per un pubblico abituato – semplifico, lo so – a considerare la comedy come un genere che deve far ridere, ma al contempo ha determinato un innamoramento folle per pochi.

Quindi perché alla soglia della syndication la Sony si libera del creatore dello show rischiando di perdere quella porzione di pubblico piccola ma affezionatissima? La prossima stagione sarà con tutta probabilità l’ultima (lo spostamento al venerdi non è certo indice di fiducia). Dan Harmon per sua stessa ammissione è un “pretty crap manager” e non è semplice, per chi lavora con lui, seguire i suoi ritmi alquanto disordinati. Harmon ha poi sempre lasciato cadere nel vuoto gli inviti a cercare di conquistare un pubblico un po’ più vasto negando al network anche richieste non particolarmente gravose quali spostare un episodio più in là nel corso della stagione. A questo punto la Sony ha deciso di optare per qualcuno che portasse a conclusione senza problemi e grattacapi l’intera serie, rispettando budget e tabella di marcia, che non avesse il potere e la volontà di opporsi anche per piccole questioni, cercando contestualmente di offrire un prodotto meno di nicchia e  più facilmente vendibile.

Forse la Sony è consapevole che Community ha già conquistato un posto nella Hall of Fame delle serie incomprese a cui tra dieci anni tutti guarderanno come esempio di genialità, ma al momento attuale quello che per loro conta è monetizzare il più possibile ottimizzando la produzione: dal loro punto di vista è più probabile conquistare nuovo pubblico che perdere quello già consolidato. Il fatto che la serie diventi qualcos’altro non è una loro una loro preoccupazione. I soldi sì.

Segnalo le disamine più puntuali sulla vicenda (da cui ho tratto informazioni per la stesura dell’articolo): Vulture, Sepinwall, The Hollywood Reporter, plus un’intervista dell’ A.V. Club del 2009 (interessante da rileggere adesso) in cui Dan Harmon parla degli inizi, del Sarah Silverman Program ma soprattutto del nuovo – all’epoca – progetto Community e di come ha inteso fin dall’inizio il personaggio di Pierce Hawthorne.

Note

  • Il contratto di Harmon dopo alcune trattative “Harmon ultimately agreed to a simple one-year deal, potentially giving him more leverage if and when the show was renewed, or making it easier for Sony to do what it has now done by hiring new showrunners.” E’ andata bene alla Sony.
  • Syndication: come spiegato qui per i network il mezzo più remunerativo per trarre profitto da una serie è quello di darla in syndication ovvero venderla a reti locali che ne mandano in onda le repliche, ma perché una serie venga acquistata è necessario che abbia almeno 88 episodi (o 4 stagioni), meglio se 100. Essere a un passo dalla syndication è stato il fattore decisivo che ha fatto pendere la bilancia dalla parte del rinnovo (unitamente al fatto che gli ascolti NBC di quest’anno sono stati mediamente disastrosi mentre Community dopo lo hiatus ha conquistato qualche punto di ratings chiudendo con un buoni ascolti).
  • Segnalo di nuovo il già linkato Sepinwall: nell’articolo troverete anche un breve excursus di altri show che hanno dovuto far a meno – e come se la son cavata – del proprio creatore/showrunner da Gilmore Girls a The West Wing.
  • Nel memo della NBC si legge: “We’re tracking the coverage and conversation and will circle back if we feel the need to reshift our plan or messaging. Please let me know if you have questions.” Per chi segue Person of Interest, mi è parso di sentre la voce di Mr Finch: “You are been watched”.
  • Salutiamo la terza stagione di Community dimostrando quanto siamo stati attenti durante la visione con il test preparato da Vulture. 

Mara R.

Whedonverse.

29 Comments

  1. Ottimo articolo, spero che nelle interviste il cast reciti le risposte fornite alla NBC proprio a memoria, anzi magari leggendo da qualche foglietto.
    Quotando uno dei tweet: “Changry. Deansappointed”.

    Ho fatto 24/25 al test, I’m an Annie.

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  2. Mara R. ha scritto:

    A questo punto la Sony ha deciso di optare per qualcuno che portasse a conclusione senza problemi e grattacapi l’intera serie, rispettando budget e tabella di marcia, che non avesse il potere e la volontà di opporsi anche per piccole questioni, cercando contestualmente di offrire un prodotto meno di nicchia e più facilmente vendibile

    Immagino Renè Ferretti non fosse disponibile.

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  3. Bell’articolo
    Dispiaciuto perla cacciata di dan harmon, alla fine però se non si cerca una via per la mediazione sarebbe stato quasi ingiusto che avesse continuato. Spero che questa stagione non deluda e che faccia concludere l’università ai personaggi principali(anche se l’ultima puntata della terza serie poteva stare benissimo come finale della serie)
    Comuqneu
    19 su 25
    Based on your score…
    You’re an Abed.
    A pop culture obsessive with a split personality. Felt goatees forever!

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  4. Mai sopportato sto tizio. L’ invidia che aveva nei confronti di Glee era davvero incredibile. Magari senza di lui Community andrà meglio.

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  5. Poppante ha scritto:

    Mai sopportato sto tizio. L’ invidia che aveva nei confronti di Glee era davvero incredibile. Magari senza di lui Community andrà meglio.

    Personalmente io amo Glee più di Community. Ma quella di Dan Harmon non è invidia, più che altro è l’incapacità di comprendere come una serie come Glee, con così tanti alti e bassi, sia candidata agli Emmy e Community no.
    Non per dire, ma Community è una serie sperimentale in cui in ogni puntata reinventa sé stessa e credo che meriterebbe sicuramente un riconoscimento da parte della critica.

    Cmq sono l’unica a trovare ingiusto il sistema dei network americani? Uno inventa una serie e il network può licenziarlo dalla serie che lui ha creato e pensato?
    Non c’è in America qualcosa che difenda i diritti degli autori televisivi?

    Mah.

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  6. *kikka* ha scritto:

    Non c’è in America qualcosa che difenda i diritti degli autori televisivi?

    l’ultima volta che gli autori hanno difeso i loro diritti siamo stati per mesi senza serie tv, e ne reca memoria un’annata di stagioni da 13 episodi :D è stato orribile!
    Comunque: non è stato il network a licenziare Harmon, ma la casa di produzione che, come spiega Harmon stesso, detiene una percentuale assurda dei diritti rispetto al creatore. L’unica clausola tutelare verso il creatore di una serie, da contratto, è di tipo economico (Harmon continuerà ad avere degli introiti fissi finché community va avanti e poi calcolati in percentuale sui guadagni di dvd/gadget/syndication) e sulla consulenza creativa, che come Harmon sottolinea ha un valore quasi nullo.

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  7. io non comprendo come sia umanamente possibile allontanare una persona da una cosa che ha creato!
    mi rendo conto che Dan Harmon sia sicuramente difficile da gestire(un intero episodio in 8 bit…ci rendiamo conto?!), però non è giusto! i personaggi erano suoi!
    non credo che riuscirò a guardare quei 13 episodi.

    19 su 25, you’re an abed :)

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  8. manq ha scritto:

    Immagino Renè Ferretti non fosse disponibile.

    @ manq:

    ahah me lo immagino già :cagna, cagna maledetta!
    anyway ,
    20/5
    You’re an Abed. yeah!

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  9. Chiara Lino ha scritto:

    *kikka* ha scritto:
    Non c’è in America qualcosa che difenda i diritti degli autori televisivi?

    l’ultima volta che gli autori hanno difeso i loro diritti siamo stati per mesi senza serie tv, e ne reca memoria un’annata di stagioni da 13 episodi è stato orribile!
    Comunque: non è stato il network a licenziare Harmon, ma la casa di produzione che, come spiega Harmon stesso, detiene una percentuale assurda dei diritti rispetto al creatore.

    Questo penso sia normale visto che sono loro a metterci gran parte dei soldi per produrre gli show. Altrimenti, poveracci, gli sceneggiatori andrebbero falliti se dovessero prodursi tutto da soli! Poi con l’alta percentuale di cancellazione che c’è in giro.

    Comunque articolo molto ben scritto e chiaro! ha finalmente dipanato una questione di cui mi sfuggivano un sacco di elementi :D

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  10. A parte il fatto che per quanto succeda spessissimo è una follia licenziare chiunque in un modo simile, l’unica cosa che posso augurare ad una serie che amo così tanto è che abbia la stessa sorte di The West Wing.
    Dubito che questo succederà, Mara ha ragione quando dice che Community è il dreamatorium di Dan Harmon. Quindi potrà anche diventare una serie migliore di quella che è oggi ma non sarà il Community che abbiamo visto finora, ne sono certa.
    Del brutto carattere dell’autore a me interessa relativamente. Nel senso che mi dispiace per tutte le persone il cui lavoro può essere compromesso o reso più pesante da questi comportamenti ma non mi pare qui la sede adatta per discuterne.
    Quello che a me dispiace di tutto questo è che Community è una serie bellissima, migliore di molte altre (si, anche di Glee per come la vedo io) e oggi ha la possibilità di avere una crescita narrativa e creativa eccezionale mentre tra qualche anno potrà crescere solo a livello economico.

    Se fossi stata sintetica avrei potuto dire soltanto: Mara sei il mio dio hai ragione su tutto, sono d’accordo con te su tutta la linea. Ma scusate dovevo esprimermi, mi è dispiaciuto troppo.

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  11. community verso la “normalizzazione”? probabilmente tornerà ad essere un po’ come la prima stagione, una comedy come tante altre a base di battutine banali e improbabili intrecci amorosi…
    e del resto, per quanto si poteva andare avanti con una serie che, letteralmente ad ogni puntata, reinventava sè stessa e ti faceva chiedere “chissà cosa si inventeranno questa volta?”.
    per quanto mi riguarda, capisco la voglia di tornare ad un prodotto più “piatto” ma più “vendibile”, e preferisco due stagioni in cui (quasi) ogni episodio è stato una perla di inventiva e fantasia sfrenata…

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  12. 23/25 you’re an Annie

    Detto ciò…molto bello l’articolo che finalmente getta un po’ di luce su tutto quello che è successo.
    Dan Harmon è un bambino, vero, e hanno deciso di togliergli il suo giochino, crudele, ma forse necessario.
    Non sono così sfiduciata nei confronti della 4 e probabilmente ultima stagione.
    A noi Dan Harmon ha già regalato il series finale con il meraviglioso Introduction to Finality, se qualcosa dovesse incrinarsi o rovinarsi in maniera pesante nel corso dei 13 episodi conclusivi, riguarderò quello e farò finta che tutto il resto non sia mai avvenuto.

    P.S. – Io Glee non riesco a guardarlo e, citando Jeff, “I hate it! I don’t understand the appeal at all!”…eppure adoro i musical. Però leggendo che è così stimato e premiato forse gli darò una chance… o forse no. :p

    Rispondi

  13. Utilissimo articolo, anch’io non avevo ben capito le dinamiche del licenziamento, chi restava, chi se ne andava, etc. Avevo letto talmente tante cose a sfavore di Chase, ma grazie a Mara ho finalmente capito. L’idea che nella prossima e ultima stagione la serie possa concentrarsi sulle trame amorose mi fa orrore (e poi, Annie e Jeff sono l’accoppiata peggiore della storia) e pensare che la vena folle della serie vada persa deprime troppo :'( . Speriamo che riescano comunque a restare fedeli all’anima della serie, per quanto legata al suo creatore.

    sybilvane ha scritto:

    P.S. – Io Glee non riesco a guardarlo e, citando Jeff, “I hate it! I don’t understand the appeal at all!”…eppure adoro i musical. Però leggendo che è così stimato e premiato forse gli darò una chance… o forse no. :p

    non farlo!!! io ho ceduto per curiosità e me ne sono pentita :D ha ragione jeff, è detestabile!

    Rispondi

  14. Dan Harmon è senz’altro una persona irritante con cui lavorare, ma data la collocazione al venerdì e un ordine di 13 episodi presumibilmente allungabile a 22 per raggiungere la syndacation, che sostanzialmente significa ”dopo questa vi cancelliamo”, non capisco il perchè dell’avvicendamento, dato che la ”presunta” volontà di voler raggiungere un pubblico più vasto e meno ricercato, è troncata dalla collocazione temporale stessa della quarta stagione.
    E’ come lamentarsi del fatto che si pescano solo pesci d’acqua dolce perchè si fa pesca in un fiume, e per rimediare al problema si va a pescare in un lago, WTF???

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  15. Ma Dan Harmon ha tutto il diritto di disprezzare Glee, ma quale invidia? Non siate ridicoli dai.

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  16. Io spero che questo licenziamento faccia crescere Harmon, è un peccato abbia così tanto talento ma non si sappia regolare. Sia chiaro è una delle mie persone preferite dell’universo, ma è anche uno psicopatico testardo e non se lo può permettere considerando che è la sua prima vera serie (e sappiamo benissimo che non è una miniera d’oro); avevo letto da qualche parte (non chiedetemi dove che avrò letto 40 articolo in una settimana su questo) che gli ultimi giorni di riprese bob greenblatt era andato sul set di community e lui si era rifiutato di incontrarlo e che, è vero che non l’hanno interpellato sul suo sostituto, ma è anche vero che ogni volta che i dirigenti della nbc lo chiamavano per qualcosa lui faceva di tutto per non rispondere. Questo non mi va bene, se solo si fosse sforzato credo che non l’avrebbero tagliato così fuori (anche perché, basta guardare la memo per vedere che non ci stanno facendo una bella figura e sicuramente non era quello il loro scopo); io francamente avrei preferito una quarta stagione un po’ limitata con Harmon coinvolto che una quarta stagione limitata senza alcun coinvolgimento del creatore.
    Insomma lui è bravo a scrivere, ora deve imparare a dirigere e a relazionarsi. I sostituti per il momento hanno fatto l’unica cosa che dovevano fare: si sono tenuti praticamente tutti gli sceneggiatori importanti rimasti. Non sono Harmon ma vengono da Happy Endings che quest’anno ha spaccato relativamente molti culi ed è la comedy più simile a Community in onda in questo momento. Partendo dal fatto che secondo me una chance alla quarta bisogna dargliela di sicuro (almeno per rispetto agli attori e gli sceneggiatori rimasti) secondo me può venirne fuori qualcosa di comunque molto godibile.
    Poi certo tentare di ampliare l’audience di uno show alla quarta stagione mettendolo di venerdì è una delle cose più stupide che abbia mai sentito, soprattutto questo show che quest’anno ha tenuto ascolti bassi ma stabili nello slot più competitivo della settimana (e quando ci hanno messo 30 rock gli ascolti sono calati a picco).

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  17. doctorwho10th 29 maggio 2012 at 17:39

    Ecco, Dan Harmon ha un atteggiamento infantile, se lo critichi inizia a piangere ed insultare. Adesso non so quanto sia grande il potere di Sony su queste questioni, immagino immenso, ma c’è da dire che premiare il cast, i personaggi e far fuori l’autore di una serie non so quanto sia una valida scelta.
    Non sarà più lo stesso Community, forse la rete non vuole nemmeno che sia lo stesso visto che gli ascolti erano bassi.
    Le citazioni dell’Inspector Spacetime che capivamo solo in una manciata di persone probabilmente spariranno ed arriverà della comicità più standard e demenziale che a Community non serve.
    Ma sono legato ai personaggi: io al nuovo Community una possibilità gliela voglio dare senza alcun problema, cioè… non c’è nulla da perdere. Se poi vedo che è diventato il nuovo Big Bang Theory faccio in fretta a mollare la serie.
    Mi fa piacere comunque che la questione vera fosse Sony vs Harmon piuttosto che Chase vs Harmon, quella mi avrebbe fatto soffrire e per me uno showrunner ha pieno diritto di gestire un personaggio come meglio preferisce, l’ultima parola non va all’attore.

    Rispondi

  18. […] segnalo un bell’articolo di SERIALMENTE in cui la faccenda è spiegata decisamente meglio di quanto lo farei io. Di Luigi Oppedisano (29 May […]

    Rispondi

  19. sybilvane ha scritto:

    A noi Dan Harmon ha già regalato il series finale con il meraviglioso Introduction to Finality, se qualcosa dovesse incrinarsi o rovinarsi in maniera pesante nel corso dei 13 episodi conclusivi, riguarderò quello e farò finta che tutto il resto non sia mai avvenuto.!

    Quando penso che a quarta serie non sarà più scritta da lui penso sempre a questo anche io ;D
    E comunque se ho abbandonato io Glee a metà seconda stagione e se l’ho fatto io che ho un’alta soglia di tolleranza, mi sa che te la puoi risparmiare

    Rispondi

  20. Poppante ha scritto:

    Mai sopportato sto tizio. L’ invidia che aveva nei confronti di Glee era davvero incredibile. Magari senza di lui Community andrà meglio.

    SCRIVETE CANZONI ORIGINALI!!!

    Rispondi

  21. Volpe ha scritto:

    sybilvane ha scritto:

    P.S. – Io Glee non riesco a guardarlo e, citando Jeff, “I hate it! I don’t understand the appeal at all!”…eppure adoro i musical. Però leggendo che è così stimato e premiato forse gli darò una chance… o forse no. :p
    non farlo!!! io ho ceduto per curiosità e me ne sono pentita ha ragione jeff, è detestabile!

    Alinola ha scritto:

    E comunque se ho abbandonato io Glee a metà seconda stagione e se l’ho fatto io che ho un’alta soglia di tolleranza, mi sa che te la puoi risparmiare

    Va bene ragazzi, prometto che non guarderò MAI e poi MAI Glee!!
    Non so perché, ma credo che non sarà un dispiacere dopo tutto!!!!! :D

    Rispondi

  22. Per ora penso “meglio community senza dan harmon che noi senza community”. Spero che non abbiano a farmi cambiare idea.

    Rispondi

  23. crazy diamond 3 giugno 2012 at 16:00

    Quando ho appreso la notizia, ero anche io in mood “ma grandissimi (insulto a caso) come avete potuto mandare via Harmon da Community, come?”. Leggendo questo articolo, di cui ringrazio e che chiarisce molte cose, capisco che comunque Dan Harmon ci ha messo del suo. Sarà anche un fottuto genio, ma indubbiamente ha bisogno di imparare a comportarsi con maggiore professionalità sul lavoro. E alla fine ai capi in alto, tanto torto non si può nemmeno darglielo se lui effettivamente ha avuto atteggiamenti così altamente scostanti.

    Detto questo, Community è l’unica comedy che seguo e la seguo proprio perchè è totalmente atipica rispetto alle altre. Lo schema delle battutine demenziali e le risate in sottofondo non lo reggo, preferisco di gran lunga guardarmi una puntata di Community ben sapendo che sarà qualcosa di completamente originale e mai visto prima. La puntata sulle diverse timeline o quella sui video games che figata sono state?
    Temo che senza Dan Harmon molto di questo verrà perso. Mi accontenterei che si rispettasse lo stile che la serie ha avuto finora, pur senza toccare le punte di genialità che ha avuto con Dan Harmon. Se diventasse una comedy qualunque con battute banali credo ne soffrirei.
    In ogni caso, sul fatto che vedrò la quarta e ultima serie non c’è alcun dubbio :)

    Rispondi

  24. “Ma quella di Dan Harmon non è invidia, più che altro è l’incapacità di comprendere come una serie come Glee, con così tanti alti e bassi, sia candidata agli Emmy e Community no.”

    Glee appella alle dodicenni che guardano Twilight e simili? I dunno. qualse sia questa capacità.

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  25. […] – Pare che il primo incontro con i fan del post Dan Harmon abbia riscosso timidi feedback positivi. David Guarascio e Moses Port, i due nuovi showrunner, […]

    Rispondi

  26. […] secondo piano agli occhi di un network, e in questo senso è facile leggere il suo licenziamento (qui il nostro sunto della vicenda), alla fine della terza stagione, da Community, che continuerà ad andare in onda a partire da […]

    Rispondi

  27. Bene, adesso Chevy Chase se n’è andato, dopo aver graziosamente definito la sit-com la più bassa forma di intrattenimento, sarà ancora colpa di Dan Harmon?
    Trovo davvero patetico quel vecchio miracolato che sputa nel piatto dove mangia convinto di essere un attore di genio.
    E’ brutto scoprirsi palloni gonfiati a quell’età.
    Spero di non rivederlo mai più su NESSUNO schermo.

    Rispondi

  28. […] disinteresse nei confronti della serie, ma per un riassunto delle puntate precedenti vi rimandiamo a questo pezzo qua) e Chavy Chase molla dopo 13 episodi. E per cosa, poi? Dal momento che è praticamente certo che […]

    Rispondi

  29. […] Forse è per questo che Dan Harmon è sempre incavolato e risponde male a chiunque, che si trovi con lui sul set (vedi Chevy Chase) o che interagisca con il suo profilo twitter. Pensate a come deve essere andata ad esempio quando la Sony ha scordato di dirgli che non avrebbe più ricoperto il ruolo di showrunner di “Community”.  In realtà non dovete immaginarvi proprio niente dato che gli insulti, le scuse e le offese e le scuse ancora di Harmon sono facilmente reperibili sull’internet (ad esempio qui). […]

    Rispondi

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