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Person of Interest – Season 1 so far – Parte 3 [ep.15/18]

E’ ormai diventato difficile – oltreché limitante – riuscire a ricondurre l’intero plot di Person of Interest all’enunciato eccentrico miliardario e vendicatore in cerca di riscatto arrivano là dove la legge non può. Solo superficialmente la serie può essere liquidata come un procedurale in cui il crescendo narrativo culmina con John Reese impegnato nel far rimpiangere al criminale di turno di averlo anche solo guardato: la sequenza d’azione è sì la più vistosa nell’arco dei 45 minuti, ma sono le implicazioni morali che la anticipano e ne conseguono a dare peso a ciascun episodio che settimana dopo settimana porta a corredo elementi che espandono e delineano un universo sempre più complesso e stratificato. In effetti una puntata di Person of Interest risulta godibile e comprensibile anche slegata dalla continuity ma questo è un particolare merito degli autori la cui chiarezza di vedute si trasmette in termini di linearità e pulizia allo svolgimento degli episodi che rimandano sempre una sensazione di stand-alone, ma tanto è stato costruito da “You can call me Mr. Finch” a “Goodnight, Nathan“.

“Relax, Finch, it’s just tea. I haven’t guessed your favorite color yet”

Identità e Controllo sono inscindibili. Il meccanismo di sorveglianza per essere efficace – quale sia il fine – ha bisogno di informazioni. Nome, indirizzo, lavoro, movimenti bancari sono solo la prima spremitura dei dati sensibili. Abitudini e stile di vita, orientamento politico, sessuale, e tutto ciò che può emergere dalla scia di pratiche burocratiche che ci segue dalla nascita determinano non solo univocamente una persona ma anche la sua esistenza. In “Identity Crisis” viene sottolineato come, grazie soprattutto ai social network, sia possibile arrivare alla coincidenza tra identità e persona. Mr. Finch accredita a sé stesso il merito dell’idea dei social network alla cui base c’è un’intuizione: le persone sono ben felici di fornire liberamente tutta quella tipologia di informazioni altrimenti impossibili da acquisire. Per dirla con le parole di J. Nolan “Look, I understand the appeal of things like social networking, but it feels myopic to not look at the consequences.”

Mr. Finch dimostra dunque di aver avuto ottimo gusto nell’invaghirsi della Jordan/Tara di “Identity Crisis”: non solo l’affascinante criminale è un perfect match per eleganza e gusti letterari, ma comprende così a fondo l’intuizione di Mr. Finch da averla completamente bypassata. Inutile nascondersi, tentare di cancellare le proprie tracce, molto più semplice sottrarre l’identità di qualcun altro, vivere nella sua vita: quella che sconterà moralmente e legalmente la condotta criminale.

“Elias happened”/”The Choice is called the police!”

Se ci pensate il semplice atto del chiamare la polizia porta con sé la nozione dell’aver fatto tutto il possibile. Diversamente nell’agire in prima persona, per quanto si riesca a fare, la percezione rimanda a una zona grigia in cui l’assenza della legittimità dell’intervento desta preoccupazione. Reese è costretto a scendere a patti con Elias per salvare la vita della piccola Leila – la “Baby Blue” del titolo – e nel farlo deve sacrificare la copertura di un’agente permettendo a Elias di prendere sotto la sua custodia, in luogo di quella della polizia, suo padre. La frattura con Carter a questo punto diventa insanabile e forse ingestibile. Aver lavorato fianco a fianco con Reese e Finch colloca, nonostante la fine del sodalizio, anche l’agente in una zona grigia: le viene chiesto di tornare a indagare sul suo “a man in a suit” finalmente con il pieno appoggio dell’FBI, proprio ora che potrebbe far rintracciare Finch e Reese ma non senza implicare sé stessa nella vicenda.

“Be serious, Mr.Reese”

Nell’economia di una stagione di 22 episodi, in qualsiasi serie, arriva sempre il momento delle puntate di alleggerimento: sia per arrivare a coprire un ordine completo di episodi, sia per dare respiro dopo un arco narrativo particolarmente intenso. Person of Interest – altra sua peculiarità –  non ne ha bisogno. La costante ironia che caratterizza gli scambi dei protagonisti è senza dubbio fonte di godibilità, ma sono le storie stesse a svilupparsi in modo da mostrare sia il risvolto ironico che quello drammatico incidendo sul vissuto dei protagonisti. In “Risk” il terrore di broker, speculatori e risparmiatori di finire in strada come barboni viene ribaltato da Reese che mette al sicuro il broker che protegge portandolo proprio tra i barboni. Ma è “Baby Blue” l’esempio più evidente. La storia inizia come la più classica delle commedie: i soggetti più improbabili nel gestire una bimba sono proprio quelli che dovranno averne cura. Ben presto, però, si  passa a un John Reese tenero e disperato nel tentativo di proteggere la piccola, per finire con l’amara consapevolezza dello stesso Reese di non avere il diritto di desiderare per sé una famiglia. Il prezzo sarebbe quello pagato nel protagonista di “Blue Code” diviso in una doppia vita tra famiglia e lavoro di poliziotto sotto copertura. Lui riesce a salvare sia la famiglia che il lavoro, ma solo perché aveva un John Reese pronto a trarlo d’impaccio.

Loose Ends

In Person of interest deve piacere non solo quello che c’è, ma anche quello che non c’è. La trama, come detto, si sta espandendo e per un Elias che ci godiamo in alcune puntate – ma ne percepiamo la spietata abilità tentacolare il resto del tempo – doppiamo aspettarci il ritorno di una misteriosa signora dalle unghie dipinte di nero, nemesi di Mr. Finch. Per un flashback sul passato di Reese la figura di Ingram attende di essere arricchita con nuovi elementi, così come attende un’ulteriore caratterizzazione il brillante studente del MIT, tale Harold Wren. Per una Miss Morgan già ricomparsa piuttosto che essere l‘irrelevant di un singolo episodio, dobbiamo aspettarci il ritorno dell’agente CIA Mark Snow destinato a scontrarsi con il nuovo arrivato dell’FBI agente Donnelly. Senza trascurare Fusco. Da simpatica spalla acquista un peso sempre maggiore non solo perché è ora l’unico contatto di Reese e Finch all’interno del dipartimento, ma anche per l’aspetto etico: la sua opportunità di riscatto dall’essere un poliziotto corrotto passa attraverso il restare un poliziotto corrotto. In definitiva, per ogni storyline che viene portata avanti ce se sono decine che aspettano solo di essere sviluppate.

Gli altri Recap of Interest:  PilotSo far parte1So far Parte 2

Note

  • La CBS ha ordinato una ventitreesima puntata: il season finale andrà in onda il 17 Maggio.
  • Dimenticavo la principale storyline aperta: Mr. Reese è in credito di un taglio di capelli da Bridget Regan.
  • La mia interpretazione di “Goodnight, Nathan” è che Nathan sia il vero nome di John Reese. Lo ritengo più plausibile e in linea con quanto visto finora, ma c’è anche la possibilità che Finch, ancora stordito, si riferisse a Ingram il cui nome è proprio Nathan. Ma ecco, a me così sembra meno bello.
  • Mr. Finch: “Only the paranoid survive.”
  • Per chi ha amato anche Rubicon questa
  • Our Mutual Friend” di Dickens a cui fa riferimento Finch è il libro che Desmond Hume si riserva di leggere prima di morire.
  • Finora solo tre persone sono inquadrate con il target giallo che indica l’impossibilità del riconoscimento: Finch, Reese e Ingram.
  • Anche qui, come accaduto in Life Unexpected, vengono attribuiti problemi di salute alla mancata adozione di una bimba bianca, bionda e con gli occhioni azzurri che dovrebbe avere una  fila di aspiranti genitori con le carte di credito in mano.

Mara R.

Whedonverse.

34 Comments

  1. E’ una serie fantastica che cresce episodio dopo episodio.

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  2. Io ADORO questa serie… e la bimba che con le sue cicciottose manine gioca sorridente con la bomba a mano è meravigliosa *_*

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  3. Secondo me è la miglior novità della stagione!!!
    Per me “Goodnight, Nathan” sta nel farci capire che Finch si sta legando piano piano a John Reese come con il suo vecchio compagno!!!

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  4. Serie bellissima! e che voce il buon John Reese..

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  5. nic ha scritto:

    Per me “Goodnight, Nathan” sta nel farci capire che Finch si sta legando piano piano a John Reese come con il suo vecchio compagno!!!

    Stessa cosa che ho pensato anch’io, oltre tutto se si unisce a quando la tizia gli prende auricolare e cellulare e finch le dice che quello è il suo più caro amico

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  6. …You trusted him with a baby!?

    …:D

    Io adoro Person of Interest, mi piace un sacco e mi è piaciuto da subito. Ma migliora di puntata in puntata!

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  7. Grande serie, sempre più bella, sempre più “Nolaniana”. Ci saranno 10 storyline aperte e sono tutte interessanti. Grandi interpreti, stellina di merito a Fusco e al suo percorso di redenzione.
    Poi il riferimento ai social è stata una bella e opportuna mazzata a questo (per me) incomprensibile e moderno desiderio di “outing”. Secoli di lotta per la privacy buttata allegramente nel cesso in modo volontario. Incredibile, ad analizzarla a posteriori non ci si crederebbe mai. Spero che Finch/Nolan abbia ragione, sarebbe la giusta ricompensa a tanta cecità.
    Avete mai pensato a cosa troverebbe su di voi la “machine” sfogliando i social network?

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  8. Ho appena visto la puntata 18 Identity Crisis e anche io interpreto il Goodnight Nathan come se quello fosse il vero nome di Reese… comunque: la puntata più bella in assoluto di Person Of Interest è stata questa. Mi ha sorpresa dall’inizio alla fine e vedere l’evoluzione di ciascuno dei personaggi è stato stupendo, mi ha emozionata.
    Mr Finch strafatto, poi, è stato delizioso! :D

    p.s. ottima recensione!

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  9. @ Minerva:
    Grazie!

    @tutti
    Come ho aggiunto in nota Person of Interest avrà un episodio in più per un totale di 23 in questa prima stagione.

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  10. Come interpretate la richiesta di una puntata in più? E poi, così vicino al termine… spero non allunghino il brodo!

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  11. appena visto la 19: assolutamente da Urlo, serie dell’ anno, guai a voi se non la recensite :D

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  12. (A) ha scritto:

    appena visto la 19: assolutamente da Urlo, serie dell’ anno, guai a voi se non la recensite

    Quoto in pieno, grande episodio, sempre più divertente, tutte le pedine sulla scacchiera senza perdere il filo, complimenti agli autori. Il “celodurismo” di Reese da cartolina, dategli un mantello nero e una maschera ORA.

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  13. Puntata 19: DA MANUALE!

    Non c’è stato un secondo di calo di tensione, tutti i fili gestiti meravigliosamente, mi complimento sempre di più con gli sceneggiatori. Questa serie sembra come il buon vino… più passano le puntate più si affina acquistando sfumature e dettagli.

    Rispondi

  14. Minerva ha scritto:

    Puntata 19: DA MANUALE!
    Non c’è stato un secondo di calo di tensione, tutti i fili gestiti meravigliosamente, mi complimento sempre di più con gli sceneggiatori. Questa serie sembra come il buon vino… più passano le puntate più si affina acquistando sfumature e dettagli.

    ahah ragazzi vedo che siamo in tanti, pressiamo i nostri serial recensori di fiducia, al mio tre: RE-CEN-SIO-NE! RE-CEN-SIO-NE! RE-CEN-SIO-NE! RE-CEN-SIO-NE!!!!

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  15. Se inizialmente i dubbi sul recensire o meno questa serie erano comprensibili ora non lo sono più. Merita tutta la vostra attenzione!

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  16. E’ difficile scegliere il miglior episodio di questa fantastica serie, ma per quello che mi riguarda la 1×21 che ho appena visto si avvicina alla perfezione assoluta.
    Applausi, applausi e ancora applausi. Personaggi QUADRImensionali :D

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  17. Una caratteristica di Person è ormai quella di farci dire “miglior puntata fino ad ora” a ogni puntata.

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  18. Mara R. ha scritto:

    Una caratteristica di Person è ormai quella di farci dire “miglior puntata fino ad ora” a ogni puntata.

    LOL.

    Poi anche la 1×20 non era da meno eh… diciamo che era “meravigliosamente normale” ;)

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  19. Personalmente credo che POI sia la migliore rivelazione di quest’anno. E’ stato sempre un crescendo puntata dopo puntata che a reso possibile l’attaccamento ai due personaggi principali Finch e Reese. Loro sono un connubio perfetto costituito da scaltrezza e potenza, ragione ed istinto. Insieme sono una bomba.

    La narrazione degli episodi è molto azzeccata, a parte la “storia del giorno” di ogni singolo episodio è assolutamente affascinante l’intrecciamento tra i personaggi e la storia di ogni singolo che si evince pian piano col passare delle puntate.

    Spero tanto che POI venga rinnovata per una seconda e magari anche una terza stagione, credo che ci sia ancora molto da poter fare e raccontare.

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  20. ancora nn è uscita una recensione sull’ultima parte di stagione? scherziamo?
    poi c’è pure una vecchia conoscenza di noi buffymaniaci in un ruolo che , sperando non si esaurisca in 2 episodi, potrebbe regalare grandi risvolti.

    la serie poi meriterebbe uno spazio settimanale per la seconda stagione, non è uno show irrilevante

    Rispondi

  21. Root ha scritto:

    ancora nn è uscita una recensione sull’ultima parte di stagione? scherziamo?
    poi c’è pure una vecchia conoscenza di noi buffymaniaci in un ruolo che , sperando non si esaurisca in 2 episodi, potrebbe regalare grandi risvolti.
    la serie poi meriterebbe uno spazio settimanale per la seconda stagione, non è uno show irrilevante

    lascia proprio perdere, c’ hanno gossip girl da coprire puntata dopo puntata che fai scherzi, roba impegnativa da far tremare i polsi…. Sono come un sito di calcio che non parla del chelsea e di del piero, contenti loro, per fortuna si sono i siti americani a recensire le serie americane sticazzi di serialmente.

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  22. @ (A):

    ammazzate quanto sei acido! Aprilo tu un blog così recensisci quello che ti pare che dici?

    Anche a me piacerebbe una recensione settimanale per person, ma avranno i loro buoni motivi per non poterla fare al momento, se dovesse esserci per la prossima stagione ben venga, altrimenti pace.

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  23. @ (A):
    Davvero sgradevole il commento lasciato in un sito della cui gestione non dobbiamo rendere conto a dei “clienti” ma che nasce sul piacere/passione che noi che recensiamo condividiamo con chi commenta, e chi commenta può esprimere il proprio parere ben più che solo su “gossip girl” che guarda caso non viene neanche recensito settimanalmente.

    Rispondi

  24. Ragazzi, io mi sono stancata di dover spiegare come funziona qui perché siete irrispettosi e non riuscite a capirlo da soli, quindi mettiamola in questo modo: volete che copriamo tutte le serie che escono, settimana per settimana, come vi pare a voi? PAGATECI LO STIPENDIO. Noi finché non riceviamo la busta paga continuamo a fare come ci piace e come ci diverte, senza dovervene rendere conto manco le recensioni fossero roba dovuta.

    Rispondi

  25. @ Chiara Lino:
    Condivido il tuo risentimento per certi commenti: purtroppo alcune persone si arrogano il diritto di criticare in maniera assolutamente non costruttiva e con un tono davvero insolente.
    Non dovresti lasciarti prendere dall’ira. Saprai sicuramente che il vostro è un blog molto seguito e il merito è sicuramente della qualità dei vostri contenuti. Comprenderai anche, però, che da qui a dire “pagateci se volete che copriamo tutte le serie” è un grande passo: significa in sostanza la chiusura completa da parte vostra ad idee e suggerimenti che possono arrivare da lettori che, vorrei sottolineare, a volte possono possedere un’intelligenza ANCHE pari alla vostra. Posso dire che una risposta un po’ meno arrogante non avrebbe sicuramente guastato.

    Un’ultima considerazione: visto che in molti hanno apprezzato la bontà di Person Of Interest, non sarebbe stato meglio chiedere aiuto alla vostra community? Sono sicuro che in molti vorrebbero poter contribuire al vostro meraviglioso lavoro in maniera totalmente gratuita (come del resto fate voi).

    Chiedo scusa per la lunghezza del post e complimenti ancora per l’ottimo lavoro che state facendo. :-)

    Rispondi

  26. Marco Nardon ha scritto:

    Non dovresti lasciarti prendere dall’ira. Saprai sicuramente che il vostro è un blog molto seguito e il merito è sicuramente della qualità dei vostri contenuti. Comprenderai anche, però, che da qui a dire “pagateci se volete che copriamo tutte le serie” è un grande passo: significa in sostanza la chiusura completa da parte vostra ad idee e suggerimenti che possono arrivare da lettori che, vorrei sottolineare, a volte possono possedere un’intelligenza ANCHE pari alla vostra. Posso dire che una risposta un po’ meno arrogante non avrebbe sicuramente guastato.

    No, ti garantisco, nessuna ira :) inoltre non mi rivolgerei mai così a chi avanza critiche rispettose, ma dopo che passi anni (giuro) a spiegare con calma e ottimi argomenti che cerchiamo di fare il meglio che possiamo con i mezzi limitati che abbiamo mi sono stancata, e cerco di fare esempi concreti. Non sono i suggerimenti, il problema, e nessuno è mai stato trattato a pesci in faccia per aver fatto una proposta educata: la cosa che mi fa cascare le braccia è la pretesa di alcuni lettori che il sito abbia la forma e il contenuto che vogliono loro. Tra critica e pretesa, concorderai, c’è una bella differenza, e mi preme sottolineare cosa significherebbe, in termini pratici, la dittatura del lettore che alcuni pretendono di esercitare.

    Marco Nardon ha scritto:

    Un’ultima considerazione: visto che in molti hanno apprezzato la bontà di Person Of Interest, non sarebbe stato meglio chiedere aiuto alla vostra community? Sono sicuro che in molti vorrebbero poter contribuire al vostro meraviglioso lavoro in maniera totalmente gratuita (come del resto fate voi).

    Molti dei recensori sono ex commentatori, quindi è capitato che chiedessimo “aiuto”, ma essere appassionati di una serie e saperne scrivere sono, purtroppo, due cose molto diverse. Poiché anche selezionare persone capaci (e disposte a fare un lavoro gratis) è impegnativo, non possiamo sempre permetterci di delegare e ogni tanto dovete essere voi lettori a pazientare finché non terminiamo la recensione che vi interessa con le nostre forze.

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  27. Condivido pienamente l’intervento di Marco: il vostro lavoro è lodevole (io non potrei quasi più fare a meno delle “sbirciatine” quotidiane alle recensioni delle serie che preferisco e delle quali spesso mi aiutate a comprendere sfumature che rischiano di sfuggire nella “voracità seriale”), ma un atteggiamento eccessivamente autoreferenziale e, passatemi il termine, un po’ oligarghico, non aiuta a fidelizzare i lettori e a conquistarvi le loro simpatie.
    Spesso ho la sensazione che scriviate e parliate di cose che solo “voi” potete capire e condividere fino in fondo e questo, accettate il consiglio da chi scrittore titolato non è, ma amante delle buone letture sicuramente sì, è quanto di più lontano dalla “mission” stessa dello scrittore, che dovrebbe aprirsi agli altri senza porsi su un piedistallo.
    Cara Chiara, so quanto possa essere noioso, snervante e frustrante avere a che fare ogni giorno con la mediocrità umana, ma l’invito è quello di aiutare ad elevarci tutti piuttosto che affossare se stessi e gli altri in quella stessa paludosa mediocrità.

    P.S. Non tutti i vostri recensori solo abili scrittori, ma spesso sono proprio loro le recensioni più avvincenti, convincenti ed emozionanti. ;)

    Rispondi

  28. In tutto questo ho dimenticato di dire la cosa più importante: Person of interest spacca. E molto. :)

    Rispondi

  29. Franco ha scritto:

    Spesso ho la sensazione che scriviate e parliate di cose che solo “voi” potete capire e condividere fino in fondo

    Se mi spieghi meglio a cosa ti riferisci provo a risponderti :)

    Comunque nessun piedistallo (e nessuno scrittore, da queste parti): ci piace moltissimo quando vi complimentate con noi per il lavoro che facciamo, ma spesso qualcuno di voi non sembra rendersi conto di quanta fatica c’è dietro questo risultato. Inoltre (ti stupirà) essere insultati non ci piace, talvolta la reazione scappa e il messaggio di fondo resta: non è accettabile presentarsi su un sito e pretendere a male parole che il sito cambi per incontrare il proprio gusto. Una situazione simile esiste e si verifica quando il giornalista deve incontrare la linea editoriale della testata che gli paga lo stipendio.

    Rispondi

  30. Ci stiamo perdendo, temo, in un bicchiere d’acqua: le modalità capestre, ineducate e irrispettose di chi attacca incontrano tutta la mia solidarietà, così come l’insulto gratuito nei confronti di chi fa un (ottimo) lavoro, peraltro senza alcun corrispettivo economico.
    Quello a cui mi riferisco è però l’atteggiamento che alcuni di voi hanno, tanto offensivo quanto un insulto gridato nei vostri confronti, soprattutto se supportato dalla motivazione “nessuno ci paga, quindi accettate silentemente la nostra linea editoriale” (per tornare alla metafora giornalistica da te utilizzata); immagino infatti che non scriviate solo per voi stessi, ma, come peraltro sottolinei anche tu, per la gratificazione che il complimento di un lettore sempre può dare.
    La caduta di stile, se biasimata, deve esserlo da ambo le parti.
    L’invito era quello di abbassare i toni, prendere se stessi e gli altri un po’ meno sul serio: scrivete, voi con le vostre recensioni e i lettori con i loro commenti, delle piacevolissime pagine di intrattenimento. Lasciamo che tale rimanga e ridiamo della mediocrità umana, evitando di cadere nella trappola e cedere alla lusinga della cattiveria gratuita. ;)

    Rispondi

  31. Franco ha scritto:

    “nessuno ci paga, quindi accettate silentemente la nostra linea editoriale”

    Ci stiamo perdendo davvero in un bicchier d’acqua, e chiudiamola qui che magari qualcuno vuole commentare la serie :) il mio sfogo era solo relativo al commento cafone, di certo non penso che chi non paga non possa avere da dire (o da criticare) in merito a un contenuto. Accettare silentemente? Nessuno ve lo chiede, anzi, i commenti stanno qui e sono aperti a tutti e non si può negare che partecipiamo a ogni discussione spesso dissezionando il nostro punto di vista. Noi chiediamo solo un po’ di rispetto per ciò che facciamo, tutto qui. Poi io sono della scuola che rendere pan per focaccia, invece che fare i superiori e ignorare, sia a modo suo una forma di rispetto :D
    In ogni caso spero che tu non abbia interpretato come “alzare i toni” le mie risposte a te, che erano solo un tentativo di spiegare e approfondire :) se hai critiche o osservazioni da fare sul sito sono le benvenute. E pensa, non devi neanche pagarle! ;)

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  32. No, ho anzi molto apprezzato il tempo che mi hai dedicato e di questo ti rigrazio. ;)
    Hai mostrato interesse per l’interlocutore e questo è davvero ammirevole. Ora sparisco e lascio spazio alla serie! :D

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  33. l’unica cosa che spacca è la noia , ma scusate avete mai visto la serie FRINGE?

    Rispondi

  34. Setteditroppo 24 luglio 2013 at 00:04

    francesco ha scritto:

    l’unica cosa che spacca è la noia , ma scusate avete mai visto la serie FRINGE?

    noia???
    Io invece trovo che sia una serie piacevolissima da recuperare soprattutto in questi giorni di caldo. Ne sto vedendo una al giorno e mi diverte molto. Anzi. Temo fortemente per le mie giornate autunnali: si aggiungerà alla lista delle serie tv da vedere settimana dopo settimana!

    Rispondi

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