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Dopo un primo buonissimo episodio della seconda stagione, The Walking Dead è ritornato alla grande noia della soap opera. Gli sbattimenti interpersonali tra i personaggi hanno sempre la meglio sulle scene d’azione, ma non sarebbe un problema se almeno le dinamiche fossero un minimo interessanti o se i personaggi si fossero dimostrati memorabili.

La chiusura dell’ottava puntata aveva fatto ben sperare in un mutamento dello status quo. O meglio, una volta messaci l’anima in pace sui morti viventi, sembrava almeno possibile assistere ad un cambio di genere e poter godere di un telefilm di tipo western “apocalittico-country”, legittimato solo a questo punto dagli scazzi tra i personaggi e dalle sparatorie tra gente non ancora morsicata.
E invece no!

Superato il dialogo tra il vecchio e Rick nella bella taverna d’atmosfera, tutto ritorna al punto di partenza. Digerito prontamente il massacro, ecco un secondo scontro con gli amichetti dei due defunti. Mentre Glenn non riesce a mantenere il sangue freddo di fronte un piccolo gruppo di zombie, Rick & Dottore si occupano di uno dei fuggiaschi, abbandonato dagli altri perché rimasto incastrato con gamba intera in un’inferriata. Verso la fine dell’episodio, quando i tre ritorneranno sani e salvi con il quarto amichetto, la sorpresa del resto del gruppo e di noi che guardiamo è pressoché nulla. Si capisce già: difficilmente il nuovo arrivato sarà in in grado di creare un po’ di sano scompiglio.

La speranza di assistere ad un po’ di azione quando l’anoressica (e attrice cagna) Lori si risveglia dall’incidente con un paio di zombie affamati che grattano il finestrino, viene subito distrutta dall’ormai insopportabile Shane che sputacchia sentenze sull’andare a recuperarla, mentre Carl muove i suoi occhioni tutto tranquillo quando in realtà dovrebbe disperarsi per davvero, e non tanto perché entrambi i genitori sono scomparsi, ma perché sembrano totalmente incapaci di tenere insieme la baracca.

Vogliamo poi affrontare la noiosissima tensione sessuale Carol-Daryl?! Come era successo tra Glenn e Maggie, l’unico modo in cui i rapporti di coppia riescono ad andare avanti è quello di darsi il cambio nel ruolo di incazzatissimo vs passivo, dando luogo a sviluppi psicologici assurdi privi di cognizione di causa. Anche Glenn, personaggio che è sempre apparso ingenuo e buonissimo, si trova invischiato nelle scelte sbagliate degli sceneggiatori; appioppatogli un presunto senso di colpa per l’egoismo dimostrato al villaggio, quello che vorrebbe presentarsi come un elemento disturbatore della relazione con Maggie (e la poveraccia si è appena dichiarata, con un’improvviso colpo di scena per il suo carattere di mestruata rompicoglioni) si riduce ad un incomprensibile WTF?!

Per non parlare di Shane aka la nuova minaccia. Dopo che Dale ha rapidamente diffuso quanta menzogna e crudeltà si nascondono in lui, non c’è mano sul pacco che tenga, Laurie inizia a guardarlo male e Lori è terrorizzata. Inutile dire che lo stratagemma narrativo dell’adulterio con gravidanza inattesa non sorprende più nessuno ed è ben lontano da costituire l’elemento di “incollamento” per le prossime puntate. Ma non lo è nemmeno la preoccupazione crescente dei vari sfollati nei confronti della violenza di Shane, che, ammettiamolo, non ci sembra affato più incazzato e brutale di prima.
Come già accennato nella recensione precedente, l’ambientazione campagnola non sfrutta affatto le possibilità di ibridazione tra film western e zombie—figure storicamente legate allo spazio urbano—e il risultato è assolutamente deludente. Se con queste seconda serie si voleva dare un cambio di scenario, il tentativo è fallito, tanto più che intreccio e sceneggiatura sembrano ispirarsi più che altro ad una telenovela piuttosto che ad un film di Romero.

La noia che ci aspetta, vorrei direi, è grande. Forse solo un’ondata di zombie con assedio alla fattoria Greene potrà salvarci dallo sbadiglio fatale. Ma anche in quel caso, l’unica cosa che potrebbe far tremare di paura lo spettatore è l’incapacità dei personaggi, morti e vivi, a dare vita ad una serie avvincente.

Commenti
61 commenti a “The Walking Dead – 2×09 – Triggerfinger”
  1. Lily scrive:

    .. il telefilm si chiama The Walking Dead: se non uccidi gli zombi, ‘azzo fai? :-D w le carneficine!!!

    (dai scherzo ;-p )

  2. massi scrive:

    @Dextha

    Che la stagione la si dovesse fare bene, e che soprattutto la si potesse fare meglio, mi pare siamo tutti d’accordo e poco importa in fondo l’ambientazione no? Come ho detto fino alla pausa di metà stagione ero piuttosto critico anch’io verso lo show, e abbastanza scettico sulle reali possibilità di risollevarsi, in queste prime due puntate ho visto alcuni elementi che mi fanno sperare si possa arrivare ad un discreto finale di stagione. Quello della prima serie era stato molto deludente rispetto alle premesse iniziali, adesso mancano ancora 4 episodi alla fine di questa (in realtà 3 visto che l’episodio 10 è già andato in onda, ma dato che non tutti forse lo hanno visto e che stiamo sulla recensione del 9° direi non è il caso di fare spoiler), lo spazio per chiudere in crescendo c’è e soprattutto con tutto il tempo che hanno usato (perso) per raccontare i personaggi i reciproci rapporti, le loro posizioni e aspirazioni, c’è il materiale.

    Gli scontri all’interno del gruppo sono pronti a esplodere (spero) e non solo il fin troppo telefonato confronto Shane-Rick. Personalmente ho trovato la situazione alla fattoria sempre più tesa, e la comunicazione tra i veri personaggi sempre meno efficace. Certo non si sta aggrappati alla sedia però “Triggerfinger” mi è sembrato un episodio che ha saputo mantenere un discreto livello di tensione per tutto il tempo (vedasi la sequenza dell’arrivo degli stranieri al villaggio con i tre bloccati nel bar, prima della sparatoria), nonostante i 45′ mi paiano ancora troppo lunghi per le capacità degli autori di inchiodare lo spettatore al divano.

    Poi è ovvio che non tutti abbiamo gli stessi gusti e le stesse aspettative, e ci sta che alcuni siano delusi. Ad esempio le tanto criticate scene del pozzo e del braccio più che riempitivi a me sono parsi strizzate d’occhio trash-splatter che in un serial di zombie non mi pare siano per niente fuori luogo. Riempitivo mi è parso invece la spedizione di Daryl, davvero troppo lunga (praticamente un intero episodio), d’accordo invece sulla spedizione alla scuola, necessaria, incalzante e soprattutto causa di risvolti non indifferenti sugli sviluppi del personaggio Shane e di tutto il gruppo.

    Un’ ultima cosa, ho notato che molti considerano il confronto Rick – Shane come uno scontro tra Bene e Male, nonostante ci sia al contempo la sensazione diffusa che su molti punti Shane abbia ragione da vendere. A me è parso più di notare dei richiami al dualismo Democratici – Repubblicani (dopotutto siamo negli U.S.A.) con differenti punti di vista sui fatti, ragioni e torti distribuiti piuttosto equamente da entrambi i lati e soprattutto diverse politiche a confronto. Magari dico una cazzata e mi spiacerebbe se alla fine gli autori virassero sulla soluzione più semplice (Rick eroe buono, Shane antieroe cattivo) quando le possibilità sono ben più ampie e affascinanti.

  3. paolazzo scrive:

    mi fate ridere. se vi fa tanto schifo non lo guardate!!! mi chi vi arregge davanti alla tv! c’è il telecomando ftto apposta per cambiare! a me piace molto, soprattutto perchè non è mai scontato e sempre imprevedibile. sulla qualità degli attori vi do ragione, Lori fa abbastanza ridere, ma nel complesso è un buon telefilm, sempre meglio delle cacate che ci sono in giro ora (true blood, drop dead diva &co.)

  4. giannetto scrive:

    ho visto la 10, sembra che le cose vadano un po’ meglio….

  5. (A) scrive:

    Dextha ha scritto:

    marty ha scritto:
    @Rob.
    il problema è che di solito, davanti ad un ”buono” vs. ”cattivo”, ci si indentifica o perlomeno si prendono le parti di uno dei due. in questo caso, perlomeno io, ritengo shane uno psicopatico e rick un rincoglionito, con l’aggravante di una espressività patetica.
    di fatto li trovo intollerabili entrambi.. o forse è meglio dire che trovo intollerabili tutti i personaggi, non ne ho nemmeno uno in simpatia.

    Beh, anche questa potrebbe essere una cosa voluta, in fondo. Non che i personaggi risultino odiosi e antipatici, ma che ognuno di essi abbia una parte di ragione e una di torto. Nessuno ha la verità in mano, nessuno fa esattamente la cosa giusta. Non esiste neppure un concetto di giusto o sbagliato che possa soddisfare tutti. Con questo non sto difendendo il lavoro svolto dagli autori, o almeno, lo sto difendendo solo in parte.

    vi quoto entrambi perchè avete entrambi ragione in parte,Rob il discorso buono VS cattivo in realtà è relativo e ti rispondi da solo nel finale. Dextha, sai benissimo quanto slegata è l’ eventuale dicotomia eroe VS bad guy dall’ amare follemente un personaggio, siamo presumo entrambi innamorati di un bastardo pezzo di merda di nome Walter White, ed io faccio il tifo stile ultras per una manica di motociclisti trafficanti d’ armi pluriomicidi intrallazzati con l’ IRa ed il cartello messicano, se ci sono storie e popò d’ attori non c’ è bisogno di buonismo mainstream.

  6. (A) scrive:

    ops m’ è partito l’ invio, concludo, quelli di TWD non sono odiosi in quanto ambigui moralmente ma perchè recitati da cani e scritti alla cazzo altrettanto di cane (Boris docet)

    ps a chi diceva ma perchè ve lo guardate: beh so zombie, ce so cresciuto, è una cosa quasi religiosa, da cui anche i bestemmioni a fine puntata tutte le volte

  7. marty scrive:

    (A) ha scritto:

    ps a chi diceva ma perchè ve lo guardate: beh so zombie, ce so cresciuto, è una cosa quasi religiosa, da cui anche i bestemmioni a fine puntata tutte le volte

    ah beh, personalmente è per queto vivere di coppia. :D

  8. Adebisi Lives scrive:

    Rob, (A), themaninblack, massi e pochi altri. Questi sono i soli che la puntata la guardano e vanno anche al di là del classico smerdamento sistematico di questa serie. Premetto, ci son tanti difetti, ma MI VERGOGNO ad aver consigliato questo blog a qualche amico, veramente ragazzi ripigliatevi, le recensioni fanno ridere, o meglio sono fatte per creare ilarità, volutamente, la ricerca del consenso verso la lapidazione sistematica. Consenso che tra l’altro puntualmente arriva, zero spunti se non i commenti degli utenti sopra citati. Ci saranno tutti i difetti del mondo ma ormai non vi sforzate nemmeno, paga di più buttare tutto sul ridicolo. Come Boardwalk Empire per voi era una serie incompiuta ed è rimasta tale nonostante il finale più coraggioso che sia stato scritto quest’anno (e forse da tempo), come sons of anarchy una figata nonostante delle merdate ben peggiori di quelle che vedo in sta serie(e ne vedo tante). Adesso voglio vedere cosa salta fuori dalla puntata prossima… Forse mi son abituato troppo bene io e anche Serialmente come TWD è diventato noioso, perdonatemi quindi tutti i miei commenti noiosamente uguali.

  9. @ paolazzo:
    direttamente dalle nostre FAQ (che trovi al comodo link in cima ad ogni pagina), ma solo per questa volta:

    SE NON VI PIACE UN POSTO AL SOLE* PERCHÉ LO GUARDATE?

    Una miriade di buone ragioni, da “per passare il tempo” a “per una questione di studio sociologico”, passando per “saranno affari nostri”. Il fatto è che se non ci piacesse moltissimo esprimere vocalmente le nostre opinioni Serialmente non sarebbe mai nato: certo, le stroncature sono divertenti da scrivere, ma cerchiamo di fare in modo che non siano mai gratuite. Se vi infastidisce un’opinione diversa dalla vostra, per quanto ben argomentata, forse questo non è il sito che fa per voi.

  10. daniele scrive:

    a me queste recensioni, sembrano solo un esercizio di stile.
    Eh, mi sembrano proprio gratuite.

  11. Giulia scrive:

    Scusate ma non sono daccordo su parecchie cose questa stagione io l’ho trovata molto ben fatta e coinvolgente,e la relazione Carol Deryl trovo sia una delle cose che rende valide lo show.

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