
È un bene che i creatori di Fringe abbiano finalmente deciso di dare spazio ai personaggi secondari: Making Angels è una delle migliori puntate della stagione, se non dell’intero telefilm.
Astrid Farnsworth è stata la spalla di Walter per quattro stagioni, e tutti ne abbiamo già visto il potenziale. In Making Angels si prende l’attenzione che le è stata negata in passato, comparendo nel ruolo di protagonista con entrambe le sue versioni.
Alt!Astrid usa il suo grado nel governo per concedersi il permesso di raggiungere l’altro universo; il suo scopo è di conoscere l’altra Astrid, e finisce per trovarsi a lavorare su un caso assegnato alla fringe division.
Per il secondo episodio consecutivo, il freak of the week prevede il futuro di altri individui.
Il protagonista Neil è un ex professore di matematica avanzata finito a fare la guardia in un aeroporto. A differenza di Emily nella 4×10, invece di tentare di salvare le persone di cui vede il futuro, sceglie di ucciderle per evitare loro la sofferenza che li aspetta.
Come una reincarnazione di Gesù, Neil sente di poter concedere la grazia a queste persone, diventando così un angelo una volta morto (infatti, invece di suicidarsi, lascia che sia Olivia a sparargli, altrimenti non andrà in Paradiso).
Sulle scene dei crimini di Neil appaiono anche gli Observers: Olivia e Broyles non si ricordano niente di loro, ma Peter li illumina rivelando che appaiono quando avviene un evento storico di fondamentale importanza.
Gli Observers sono alla caccia del tubo luminescente che contiene il gas con cui Neil attaccava le sue vittime; lo recuperano in una cassaforte a casa del defunto.
In questo frangente scopriamo che l’oggetto è stato perso dall’Observer September nel 1985, nella notte in cui “non ha salvato il ragazzino”. Quel ragazzino è, ovviamente, Peter Bishop. September non ha però obbedito alle istruzioni: il ragazzino che sarebbe dovuto essere morto è tornato.
Ritorniamo dunque alla situazione iniziale, in cui gli Observers appaiono perché devono correggere l’errore della presenza di Peter.
Forse non è un caso che Neil stesse architettando il suo piano in una casa vicino a Reiden Lake, dove Peter è annegato ed è stato salvato (o no, a seconda degli universi e delle versioni) da un Observer.
L’altro cuore della puntata è la performance di Jasika Nicole nei panni delle due Astrid.
Abbiamo già avuto modo di apprezzare le interpretazioni di diversi altri alter ego – i vari Walter, le mille Olivia – ma l’incontro tra le due assistenti è sicuramente il più tenero.
Alt!Astrid è affetta dalla sindrome di Asperger, il che la differenzia notevolmente dal suo corrispettivo; ha deciso di cercare Astrid è perché suo padre è morto, e si chiede se sarebbe stata più amata se fosse stata normale e l’avesse amato in un modo che lui poteva capire.
No, le risponde Astrid: “loro” padre è un uomo difficile, e lei non dovrebbe soffrire per il passato.
Anche se passano poco tempo insieme, Astrid e Alt!Astrid sembrano aver sviluppato un legame di affetto l’una per l’altra – il che è più di quanto si possa dire di Olivia e Alt!Olivia, che pure condividono una fetta molto più ampia della loro vita.
Invece di essere stridenti, dimostrano che può esserci armonia tra i due universi – quella che le due Olivia, trovatesi di nuovo a collaborare, sembrano non avere alcuna intenzione di trovare.
Il rapporto tra le Astrid e loro padre sottolinea un’altra relazione padre/figlio: all’inizio dell’episodio, Walter bacchetta Peter perchè non gli lascia fare una pausa spuntino, e gli dice che preferisce la compagnia di Lincoln Lee – “The other boy, he doesn’t starve me”.
Alt!Astrid, però, gli fa notare che è infelice perchè Peter gli ricorda il figlio che sarebbe dovuto sopravvivere: ma non sarebbe meglio se Walter si convincesse che quello che ha con sé è davvero suo figlio?
Walter porta avanti anche il suo rapporto con Alt!Livia: dopo averla accolta con diffidenza e averla apostrofata ‘viper’ e ‘Mata Hari’, si lascia conquistare dalla sua scatolina segreta, che in realtà contiene delle mentine.
“You might possess qualities i had previously overlooked”.
“Are you flirting with me?”
“In your dreams!”
Ultimi ma non ultimi, Peter e Olivia sembrano cominciare ad essere più a loro agio quando sono insieme. La nostra protagonista se ne esce addirittura con un “As long as you’re stuck here, you make a good partner” che ci fa ben sperare per il futuro – anche se lo scempio della prima relazione tra i due è un errore che non dovrà mai essere ripetuto.
Making Angels è una puntata più statica del solito – invece di enormi avvenimenti, ci sono tanti piccoli pezzi che combaciano e portano avanti le varie trame. Non sappiamo ancora come e perché Olivia morirà, ma almeno abbiamo capito perché gli Observer sono di nuovo in giro, e abbiamo assistito a degli sviluppi più o meno significativi nelle relazioni tra i personaggi.
In questa puntata, peraltro, una frase di Alt!Olivia chiarifica in un batter d’occhio quanto sia familiare con il laboratorio di Walter: quando entra e capisce che dovrà aspettare per riportare indietro Alt!Astrid, chiede senza battere ciglio “Cold Chinese in the fridge?”.
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NOTE A MARGINE: L’interpretazione già eccezionale di Jasika Nicole assume ancor più spessore se si tiene in conto di quanto le possa stare a cuore Alt!Astrid. Sua sorella, infatti, soffre di una forma di autismo; pare che Jasika si sia ispirata a lei per alcune sfumature nel comportamento del suo personaggio.


(37 voti, media: 3,30 su 5)










Concordo a pieno con la recensione. Praticamente l’anno nuovo ha fatto bene a questa stagione di Fringe che, prima non si sapeva dove andasse a parare. Sinceramente, qualche episodio fa ho cominciato a desiderare quasi che questa fosse l’ultima stagione. Punto. Se dovessero continuare su questa linea, però, una quinta stagione finale breve mi piacerebbe. Vediamo come va…
Bello anche il discorso finale di Astrid nel quale tranquillizza la sua Alter della difficoltà del loro padre ad amare. E quando torna a casa in tre battute scopriamo che il papà di Astrid è tutt’altro che orso… Insomma, complimenti ad attrice e personaggio anche per la bugia a fin di bene .
Secondo me non è poi stata questa gran puntata, in alcuni punti l’ho trovata molto noiosa. Tra l’altro non capisco come mai Peter aiuta nelle indagini, quando dovrebbe essere li per lavorare alla macchina e invece se ne va in giro a risolvere casi quando nelle puntate precedenti ci mostrano un Peter che non vuole avere niente a che fare con le vicende di “questo” universo, comunque gli osservatore non sono tornati a prendere il gas, il gas l’ha creato l’uomo grazie al tubo luminoso che gli serviva per vedere il futuro il passato e il presente nello stesso tempo, se ci sarà una nuova storia tra peter e olivia credo sia molto simile alla precedente, anche se non si è vista molto.
Puntata molto gradevole, avrei sperato che si andasse un po’ più avanti con la faccenda Jones, Peter e Osservatori, ma vedere tutti i doppi personaggi interagire è stato esilarante e commovente.
Concordo con le stelline e aspetto la prossima, che a giudicare dal trailer sarà bella movimentata!
Hai dimenticato di far presente che il matematico studiava (in modo ossessivo) il tempo. Dal suo comportamento (ad esempio ripete le frasi della madre prima che le dica) e da quello che dice sembra quasi un proto-observer. Che ci sia qualche nesso? Boh! Sepriamo che non si stiano semplicemente incasinando con la storia…
@ Cilone:
Ripete le frasi perchè ha usato il cogegno che usano gli osservatori, il tubo luminoso, quindi diciamo ha la stessa capacità di prevedere il futuro
A me invece sembra che ormai la serie si regga principalmente sulle splendide interpretazioni di un cast di un cast di alto livello. Il terzo universo ha allontanato un po’ il pubblico a livello emotivo, e le puntate “quasi a se stanti” non giovano. Io non mi sono quasi per niente interessato al caso della settimana, che tra l’altro si è risolto in maniera secondo me frettolosa e banale.
Purtroppo mi sa che questa serie ha già dato il meglio di sè nelle passate stagioni…
Beh, diciamo che Emily più che salvare le persone dal loro futuro cercava di avvertirle. Altra ottima puntata, corale, tecnicamente molto valida (ormai con i “doppioni” riescono anche a fare le strette di mano, bravi!). Ho amato tutti i personaggi e tutte le coppie, specie Alt-Olivia e Walter. Spero che si continui su questi livelli fino al finale.
@ Sophie:
Io avevo capito che il congegno servisse ad ammazzare le persone, non a vedere il futuro. All’ aeroporto non stava usando il “tubo” mentre timbrava i passaporti. Boh!
Bella puntata, senza dubbio una delle migliori. e le potenzialità di Astrid sono davvero interessanti, ammesso che Fringe vada avanti.
volevo però porre un quesito su Peter. Forse è un problema mio che son distratto… ma Peter da dove viene fuori? cioè, se, come diceva il finale della scorsa stagione, è stato un’illusione creata dagli osservatori, com’è che ora è invece reale ed è tornato? Cioè se è una proiezione creata, come fa ad essere anche un personaggio reale? O è una cosa o l’altra?
Noodles ha scritto:
Uhm, che proiezione?
Noodles ha scritto:
Non è mai stata un’illusione. Il finale della terza stagione poteva farlo pensare, ma all’inizio di questa stagione gli Osservatori hanno chiarito quello che intendevano dire con “non è mai esistito”. Gli Osservatori hanno voluto che Peter venisse cancellato da questa timeline, ovvero dall’universo BLU, che diventa in questo modo una variante dell’universo BLU dove Peter è morto annegato. Ora però Peter è riapparso, è tornato a reclamare la sua esistenza, anche perché September si è rifiutato di cancellarlo del tutto (finale della premiere). E’ come se “tracce” di Peter (quello dell’universo Blu originale) non fossero mai andate perdute, e che si siano materializzate in un istante.
Dopo tanto tempo finalmente posso dare cinque stelle ad un episodio di Fringe. Mi è piaciuta davvero molto, a sorpresa Astrid in un episodio si è rivelata più interessante del ‘nostro’ Lincoln in una stagione (mentre l’alt-Lincoln per me è fenomenale).
Mi piace come ormai Peter che cerca di andarsene da questo universo intanto sta iniziando a legare con Walter ed Olivia. In pratica si sta riconnettendo al suo universo… che noi sappiamo che è sempre lo stesso che vediamo e da cui lui è stato cancellato.
Adesso mi fanno paura gli osservatori, probabilmente saranno i cattivi involontari della stagione.
Dextha ha scritto:
ah ecco. grazie Dextha. supponevo ci fosse la spiegazione e io me la fossi persa.
Vado controcorrente…. a me neanche questa puntata è piaciuta l’ennesima occasione perduta per far avanzare la storia.. un altro filler. A mio avviso, eh!
@ Cilone:
Anche io inizialmente, ma il gas lo faceva uscire da un’altro cognegno, e quando parlava nel garage con l’uomo guardava quel tubo, comunque spero spieghino meglio la cosa, anche se non sono molto fiduciosa
A me la puntata è piaciuta principalmente perchè, a parte il caso della settimana che non era questo granchè se non per le briciole di indizi che ci ha lasciato sugli Osservatori, l’ho trovato secondo me quello che più di tutti quelli visti finora ha fatto interagire tra di loro le diverse versioni dei protagonisti facendoli collaborare, che a mio avviso è la direzione che avrebbe dovuto prendere fin dall’inizio la nuova versione dei due universi collegati tra loro. Avrebbero dovuto creare più casi crossover tra i due universi, c’è stato un inizio troppo lento e basato su episodi standalone, solo ora che i rapporti tra la nuove versioni dei protagonisti gialli e Peter pare si siano concretizzate le cose ricominciano ad essere interessanti!
Non so voi ma a me Alt!Olvia in questa puntata ha fatto un effetto strano… vabbè che è molto più sciolta della nostra Liv, ma qui mi è sembrata eccessivamente sbarazzina manco stesse in gita scolastica!!!!
Pixie_blue_eyes ha scritto:
Sono perfettamente d’accordo con te su questo.
Concordo quasi in toto con la recensione, ho trovato molto gradevole anch’io questo episodio che, seppure all’apparenza abbastanza statico dal punto di vista della trama orizzontale (ma neanche troppo: io sono sempre stata una fan degli Observer, dalla primissima apparizione di September nella prima serie, mi intrigano molto quindi ogni volta che compaiono così insistentemente in un episodio non fanno che incuriosirmi ancora di più sulla loro natura e sul loro scopo) ci ha permesso di scavare più a fondo nella personalità di uno dei personaggi secondari solitamente messi da parte: non sono una di quelli che acclamano a gran voce un maggiore spessore del personaggio di Astrid, ma non perché non mi piaccia, semplicemente non ne sento un bisogno impellente, ma in questo “Making Angels” mi ha davvero appassionata con la sua interpretazione delle due versioni del suo personaggio: una Alt!Astrid così tenera nella sua fragilità e una Astrid from our side che eravamo abituati a vedere in panni dolci e comprensivi con Walter ma che commuove ancora di più quando consola l’altra sé sulla personalità dura del padre.
Su Anna Torv, invece, penso ormai si sia detto e ridetto di tutto ma continuo ad ammirare immensamente il suo saper caratterizzare così profondamente le varie versioni del suo personaggio che ogni Olivia che vedo è come guardare un’attrice diversa.
All’episodio in sé posso solo dire che, a mio parere, ha dato (insieme ai due precedenti) una sterzata a questa stagione partita un po’ sottotono. Spero che gli autori non mollino adesso perché questo è il Fringe che amo e che comincia a riavvicinarsi agli standard di qualità a cui eravamo stati abituati.
Il momento topico, secondo me, sta nel momento in cui Astrid si indispettisce perchè Walter, dopo 4 anni di storpiature, ha azzeccato il nome di alt-Astrid (alla quale concede addirittura un abbraccio).
In quel momento lei si rende che Walter non è niente di più che un collega di lavoro, nonostante per anni l’abbia considerato come una sorta di padre (come alt-Astrid le ha fatto notare) Ma lei il padre ce l’ha, a diffenza della sua alter-ego che invece rimpiange il suo, ed è quello l’abbraccio che va a cercare immediatamente.
Quello del “apprezza ciò che hai, finchè ce l’hai”‘ un tema esageratamente banale e scontato….eppure questo episodio riesce a trattarlo con quei modi a cui Fringe ci ha abituato, ma di cui non ci stancheremo mai. Lo stesso tema si ritrova anche quando alt-Astrid consiglia a Walter di accettare Peter come il figlio che non ha più.
Fringe vanta un cast in cui, non solo tutti gli attori sono di ottimo livello, ma in cui tutti i personaggi (anche quelli secondari, come Astrid) sono riusciti a ritagliarsi un loro ruolo nel cuore degli spettatori al punto che ci interessiamo delle loro vicende personali più che della sorte dell’umanità. E questo, evidentemente, lo pensano anche gli sceneggiatori, dato che ormai ci stanno sommergendo di tecnobubbole a cui non avranno dedicato più di 2 minuti per la loro creazione. Ok, Fringe non ha alcuna pretesa pseudo-scientifica, ma ci rendiamo tutti conto che davanti alle spiegazioni della preveggenza di Emily (episodio 4×10) o quella di Neil, la cosa più semplice da fare è alzare le spalle e far finta di niente. Senza contare che la faccenda dei legami e dei composti l’ho trovata una supercazzola terrificante. A far fantascienza in questo modo sono capace anche io :p
A tal proposito ho i brividi nel pensare a come riusciranno a spiegare il fatto che gli Osservatori siano presenti ovunque e in qualsiasi tempo. Secondo me ci arriverà una spiegazione a cui si leverà un coro di “WTF” che lo sentiranno pure nell’altro universo.
Il fatto stesso che ci sia un Osservatore che deve essere informato da un altro di qualcosa accaduto diversi mesi prima (il ritorno di Peter) è qualcosa che va contro la loro natura.
Johnny ha scritto:
Non sono d’accordo, credo che Walter abbia sempre storpiato il nome di Astrid perché sapeva di poterselo permettere, mentre nei confronti di AltAstrid non ha voluto concedersi questa libertà. Walter è molto sensibile a questo genere di dettagli, è molto attento alle persone nuove che gli vengono poste di fronte, lo abbiamo visto da sempre con le persone legate ai casi della settimana e spceialmente con i bambini.
E non credo che Astrid si sia in alcun modo offesa, dato che dopo un po’ lo storpiamento del nome è diventato un gioco anche per lei. E’ vero, Walter è come una figura paterna, ma non in sostituzione del suo vero padre, con cui ha evidentemente un bellissimo rapporto, ma nel senso di persona che ha l’età di suo padre e che è in gravi difficoltà a livello sociale e che quindi ha bisogno di un certo approccio, una certa sensibilità, e lei ha deciso di concedergliela. E col tempo si è formato sicuramente anche un solido affetto, direi reciproco.
Sono d’accordo con chi sostiene che le cazzabubbole di Fringe sono sempre più estreme, ma onestamente non mi importa molto. Sarebbe bello vedere e sentire ad un certo punto una spiegazione che faccia tornare tutti i conti, ma per ora mi sta bene questo bel racconto dei personaggi e delle loro ansie e soddisfazioni.
Nota: il rapporto tra le due Olivie di questi universi dovrebbe essere alleggerito dal fatto che, non essendoci un Peter, AltOlivia non se lo è potuto portare a letto. Compensibile il freddo tra le due, ma ci sono ampi margini di miglioramento, almeno in teoria.
Nusta ha scritto:
E’ sicuramente un punto di vista interessante. Però non credo che il comportamento di Walter fosse una “libertà” che si prendeva nei confronti della sua assistente. Come dici tu, il suo personaggio è troppo buono per essere uno che continua a storpiare il nome della propria collaboratrice/badante, nonostante lei stessa se ne sia lamentata più volte.
Secondo me, l’incapacità di Walter di ricordarsi quel nome (e quello soltanto!) è uno delle tante tare mentali, esattamente come la sua fissazione per il cibo o la sua incapacità a provare imbarazzo quando tira in ballo i suoi bisogni fisiologici; tutto questo serve a ricordarci che Walter è un genio e, come tale, non è “normale”…Sicuramente, aver vissuto in manicomio e trovarsi senza un pezzo di cervello, non sono stati d’aiuto.
Detto questo, non è importante capire il perchè Walter non storpia il nome di alt-Astrid, ma importa che sia successo, causando uno shock in Astrid: lei ormai era abituata ad essere chiamata Astro o Aspirin, al punto di non offendersi più. Ma, anche nella vita reale, quando vedi qualcosa alla cui mancanza ti eri abituato, ti accorgi di quanto ne hai realmente bisogno. E lei ha capito che non aveva senso andare a cercare in Walter quella figura paterna che lei ha ancora la fortuna di possedere.
Nusta ha scritto:
Certo, credo che questo sia il pensiero dominante di chi segue Fringe. Il punto è che ci stiamo avvicinando alla fine e, prima o poi, le varie questioni scientifiche dovranno essere risolte. Una spiegazione “romantica” potrebbe anche andar bene (in fondo ricordiamoci che stiamo parlando di due universi geocentrici ed antropocentrici, con degli esseri umani che devono controllare altre vicende umane), ma il fatto è che nelle ultime puntate ci siamo beccati teorie che davvero davano l’idea di essere state scritte in due minuti. Speriamo bene.
Facciamo un po’ di ordine:
1. Neil, tramite la matematica, ha scoperto come piegare il tempo e quindi poter vedere passato – presente – futuro in contemporanea.
2. Tubo blu (la bacchetta) è uno strumento degli osservatori che probabilmente hanno conservato dall’antico Egitto, e September la perde la sera in cui Peter viene SALVATO (e non come scritto nella recensione NON salvato).
3. Peter è sempre esistito. Per la teoria degli universi paralleli, se si torna indietro nel tempo e si cambia il passato si GENERA un’altro universo. Anche se, ancora una volta, Fringe lascia il DUBBIO che l’universo giallo NON sia un’altra linea temporale, ma davvero la fusione del BLU e del ROSSO. Comunque, questo lo chiariranno sicuramente una volta che la Macchina sarà aggiustata.
4. September, salvato Peter, ha modificato il futuro che gli osservatori conoscevano già – generando eventi a catena (c’era un episodio nella seconda stagione, se non sbaglio, dove un tizio dell’universo rosso era capace di calcolare tutti gli eventi a catena basandosi sulla matematica). Il capo degli osservatori (quello che si vede alla fine dell’episodio) ha ordinato a September di mettere a posto le cose – Peter scompare dal passato (non viene salvato dal lago) e a questo punto nascono le due possibilità (Universo Blu + Rosso = Giallo oppure Giallo = altra linea temporale). Ma tracce di Peter sono rimaste ancora nel tessuto dello spazio tempo. September dovrebbe cancellarle ma non lo fa, disobbedendo.
5. Comunque non è la prima volta che in Fringe si parla di tempo, paradossi e previsioni del futuro. Molti episodi, sin dalla prima stagione, erano incentrati su questo argomento.
Rimangono in sospeso MOLTE questioni:
* Chi è l’uomo che dovrebbe uccidere Olivia (visto nel tremendo episodio cartoon)
* Chi ha sparato a September (chi può uccidere un osservatore?)
* Cos’è l’universo Giallo?
* Se nell’universo Giallo non si arriva alla guerra (poiché è in corso l’alleanza) vista nell’universo GRIGIO, chi diamine ha costruito la Macchina? (questo indizio fa presupporre, appunto, che non sia una nuova linea temporale ma la fusione dei due universi e che, risolte le cose, tutta la stagione verrà resettata).
* In questo universo Giallo cosa stanno facendo Nina e il big bad della stagione a Olivia?
* Soprattutto: com’è avvenuto lo scambio tra Olivia e AltOlivia nell’universo Giallo SE Peter non esisteva e non era da salvare?
* Che fine ha fatto Charlie nell’universo Giallo?
non voglio spoilerare la puntata successiva ma FRINGE IS FUCKING BACK e tutti gli infedeli che avevano sollevato dubbi e perplessita si genufletteranno autoinfliggendosi punizioni corporali per non aver avuto fede!
Scherzi a parte, fringe is dead, questa è l’ ultima stagione lo sappiamo, ma proprio per questo massima ammirazione per la totale noncuranza dei rating da parte degli scrittori che si sono messi in testa un tot plot e vanno dritti come treni: se ultima deve essere almeno NO COMPROMISE! Pur tra alti e bassi roba di questo tipo in tv non ce ne sta più e quando se ne sarà andata anche questa serie sarà tutto un pò più triste.