
People don’t change. Uno degli assunti fondamentali della visione “housiana” dell’esistenza. E di volta in volta c’è qualcuno che tenta di confutare questo assunto, finendo generalmente scornato. Stavolta tocca ad Adams, il che era prevedibilissimo in quanto l’insulsa ragazza ha assunto a pieno titolo il fastidioso e a quanto pare irrinunciabile – nell’economia della serie – ruolo di grillo parlante. Mi rimangio tutti gli improperi che a suo tempo ho indirizzato alla volta di Cameron e Masters. Se proprio un grillo parlante deve esserci allora ridateci una delle due, perché Adams proprio non si regge.
Ma basta parlare dell’insulsa – che tra l’altro durante l’episodio rischia anche di ammazzare la paziente con la sua diagnosi errata – parliamo invece proprio della paziente. Un’adolescente scappata di casa perché stufa di dover accudire la propria madre tossicodipendente. Agli occhi di House la ragazza è una persona che ha avuto il coraggio di fare qualcosa che lui non ha mai osato fare, cioè fuggire da una situazione familiare difficile, e per questo merita una particolare considerazione.
People don’t change è una visione delle cose realistica, amara e cinica. Che la abbia House, nulla di strano. Che la abbia una ragazzina, pur se già provata dalla vita, è molto triste. Ma le cose stanno proprio così. La madre della paziente si presenta apparentemente cambiata al capezzale della figlia, pronta ad assisterla e prendersene cura come una madre dovrebbe fare. Tutti meriterebbero una seconda chance, ma quando questo concetto si applica alle relazioni umane, e soprattutto al campo più minato di tutti – il rapporto genitori-figli – la posta in gioco diventa troppo alta. Dolore, senso di abbandono, perdita di punti di riferimento. Il “tradimento” di un genitore è un evento devastante, e pur di non ripetere l’esperienza siamo pronti a rinunciare, e a trincerarci dietro frasi come “people don’t change”.
House e la giovane paziente sono sulla stessa lunghezza d’onda, hanno la stessa visione della vita. Hanno ragione loro? Dal loro punto di vista sì. Cresciuti in famiglie disfunzionali, hanno capito che è meglio non illudersi per non farsi ancora più male. E poi House ha provato lui stesso, a cambiare. E abbiamo visto com’è andata a finire.
Di questo devo dare atto per l’ennesima volta ad House M.D., del fatto che la visione consolatoria non sia assolutamente nelle corde della serie. Il consueto e lucido pessimismo razionale stavolta si estende anche alle altre storylines dell’episodio: Taub alle prese con Sophia&Sophie si annoia mortalmente, perché non tutti siamo come Chase che va in estasi davanti alle due bimbe, ma spesso siamo proprio come Taub e troviamo i bambini piccoli molto noiosi, anche se sono figli nostri. E Foreman? Lui va in crisi quando la sua amante sposata gli rivela di aver detto la verità sulla loro relazione al marito, e oltretutto siccome a quanto pare il coniuge è di larghissime vedute, è tutto ok. Finché il marito non sapeva nulla Foreman non si sentiva in colpa, adesso invece, nonostante la “benedizione”, ci si sente. Come no. Caro Foreman, avrei potuto dirtelo io fin dal primo momento, senza aspettare l’ennesima battuta sardonica di House: ora che il marito lo sa non c’è più gusto, tutto qua. E’ questione di adrenalina, se la scarica non la trovi più in una relazione extraconiugale non più extra, la troverai altrove, perché ne sei dipendente. Questa è la diagnosi di House, che “incorona” così Foreman come il personaggio a lui più simile, e a nulla vale il debole: “I’m not like you, House” del chief; “Sure. No limp” è la risposta. D’altronde non per nulla in Better-Half per una volta non è stato House ad avere l’epifania sulla diagnosi, ma è stato proprio Foreman. Il chief non è adatto a stare dietro una scrivania a compilare scartoffie, ce ne siamo resi conto tutti, aspettiamo solo che se ne renda conto anche il personaggio.
Runaways vede il debutto come writer di Marqui Jackson, che avrebbe potuto fare di meglio. La paziente e sua madre non suscitano empatia (in questo senso è andata molto meglio la settimana scorsa) nonostante il loro caso avesse delle ottime potenzialità “drammatiche”, e il resto delle storylines non si amalgama bene, non c’è un vero filo conduttore. Anche l’ennesima storyline “leggera”, cioè House alle prese con due fratelli fanatici delle rievocazioni storiche che quando sono in costume non riescono ad uscire dal personaggio, non ha molto senso. Si è sentita troppo la necessità di riempire questi benedetti 43 minuti in qualche modo, e queste non sono cose alle quali House M.D. ci ha abituati. Nella precedente stagione la sensazione con la maggior parte degli episodi era che il tempo non fosse sufficiente, tanti erano gli spunti offerti. Adesso, a parte episodi davvero molto belli come Dead and buried, la stanchezza si inizia a sentire.
Ma forse è solo la calma prima della tempesta, vedere il promo del prossimo episodio, cioé Nobody’s fault per credere.
Quindi, nonostante tutto, stay tuned.
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(15 voti, media: 4,20 su 5)










Bah. Non saprei che dire. Più o meno mi trovo in linea con la recensione anche se mi ha lasciato un po’ più freddino che all’autrice. Avrei dato un tre scarso come voto. House è House, si fa sempre guardare anche nelle situazioni peggiori. Ma mi aspettavo di meglio.
La puntata non mi è dispiaciuta, però inizio a trovare intollerabile che cerchino di trasformare Adams nel “clone” più smaccato e scialbo di personaggi come Cameron e Marsters. Come non avesse una propria personalità… ah già, forse davvero non ce l’ha. Eppure l’attrice tutto sommato ci prova, fa quello che deve fare, sarebbe bello vederle fare qualcosa che in “House” non è già stato fatto. Va be’, mi sto incartando
Per non parlare di quando cercano di rendercela incommensurabilmente figa facendoci scoprire che sa sparare benissimo… solo la faccia sinceramente basita di House ci ha ricompensati
Chase con le bambine *___* Infinitamente più sexy e apprezzabile e divertente in scene come questa, sono felice che si ricordino che Robert non è solo il sessuomane insipido che ci hanno dato a bere negli ultimi due anni (oltre che valido collaboratore nel team).
I due fratelli mi hanno fatta abbastanza lollare ^^
Dimenticavo… sarò inguaribilmente naif, però ho sempre avuto l’impressione che Foreman in colpa verso il marito ci si sia sempre sentito, in fondo da quanto frequentava questa tipa, due episodi sì e no…? Ha sempre manifestato disagio per la situazione, e forse non è poi così strano che l’idea di un “terzetto” gli desse un po’ la nausea… specie visto che la tipa a divorziare o separarsi non ci pensava minimamente…
Felice per il ritorno di Taub, mi era mancato
Daphne, forse la paziente non TI ha suscitato empatia.
Paziente splendida. Straordinaria. Tratteggiata in punta di penna, lasciando da parte ogni cosa scevra dai motivi della fuga.
E non c’è nessun pessimismo razionale nella serie. C’è realismo. E il realismo è cosa diversa: quando la ragazza dice chiaramente di non voler essere una senza tetto per sempre, è uno slancio ottimista verso il futuro. Solo che non vuole vivere un presente peggiore di quello che riesce a darsi da sola.
Resta il rammarico di non aver saputo sfruttare una paziente così, tranne che per dare una lezione alla Adams da parte di House.
L’episodio non è dei migliori, infatti, visto che la struttura cede e la sceneggiatura insegue: se si concedono troppi minuti ai co-protagonisti della serie facendosi prendere un po’ la mano, va a finire che la mamma diventa una figurina panini, senza spessore, un cliché ambulante… cosa che in “House” non si verifica (quasi mai).
Per il resto, House che ha dell’empatia così forte per una paziente è cosa rara e il modo in cui l’attore e gli autori se la sono giocata è molto raffinata. Infatti solo Wilson ha capito tutto…
Questa stagione mi sta piacendo più delle migliori aspettative ma questo epsiodio sfiora livelli di noia a cui House raramente si è avvicinato. Adams è il suicidio di ogni personaggio femminile, fa brillare una Parks che di suo non è poi così interessante. La totale mancanza di spessore dei personaggi femminili si fa pesare, peccato perchè la stagione non sarebbe affatto male. Certo i livelli toccati in passato sono lontani ma siamo all’ottava stagione, The X-Files all’ottava stagione stava facendo decisamente peggio. Direi che House MD mantiene la sua dignità e i suoi attori continuano a sfornare ottime interpretazioni (Hugh Laurie, Robert Sean Leonard, Peter Jacobson in primis e devo dire che mi commuovo un po’ a vedere quanto Jesse Spencer sia cresciuto come attore in questi anni). Peccato davvero per questa assenza femminile, peccato, perchè House ha avuto eccellenti personaggi femminili. Aveva perfettamente ragione chi diceva che finchè House e Wilson fossero stati nella serie lo show poteva continuare, lo fa, come dicevo, con dignità e qualità ma è inutile negarlo: la sensazione è quella di essere nella hall del Plainsboro Teaching Hospital e avvertire che “qualcosa manca” …
Mi spiace dirlo, ma House mi sta annoiando.
Ho amato molto la serie, ma questa stagione non mi va proprio.
Ormai lo schema : Qualcuno cerca di smentire House e non ci riesce , mi ha stancato.
House , come si dice nella recensione, ha provato a cambiare per amore, ma quando ha avuto paura di perdere il suo amore è stato debole e questa debolezza non gli è stata perdonata ( cosa che ho trovato molto ingiusta !)
Allora House ancora più cinico e ha quasi sempre ragione.
Dico quasi , perché non è sempre bianco o nero come Lui ritiene , ci sono tante sfumature di grigio.
Ma lui odia il “grigio” ( ha ragione !) , odia l’ipocrisia e allora … everybody lies e meglio soli che mal accompagnati !
Forse era meglio concludere la serie alla settima stagione ?
Stasera guardo l’ultimo episodio e spero di trovare di nuovo entusiasmo per la serie.
Per quanto riguarda gli altri personaggi: noia , noia , noia . Ci mancava Taub con le figlie “finte – gemelle” che sembrano leggermente cerebrolese.
Foreman alla continua ricerca della donna giusta, non sa manco lui che vuole.
Le 2 donne…. a parte che il soggetto non mi interessa , sono insulse
Ridateci 13!
Wilson , povero .
Sembra che l’attore si sia stufato di interpretare la parte.
Mi è sembrato di notare fatica nella recitazione e anche in H.L.
A volte mi sembra si annoi. Fa il suo lavoro e basta.
è ufficiale, chiude. già mi scende una lacrimuccia, considerando che se ne vanno anche le Casalinghe è la fine di un’ epoca.
frale ha scritto:
Ma dove lo hai letto?
EDIT: come non detto, ecco qui il link http://www.tvline.com/2012/02/house-fox-ending-may-2012/ T_T
DaphneMoon ha scritto:
Non potrei essere più d’accordo, è davvero insopportabile.
L’episodio mi è piaciuto, però niente di eccezionale ed anzi con un vago senso di déjà-vu, dato che la storia dell’adolescente scappato di casa/orfano/emancipato è stata riproposta in mille versioni nelle varie serie che seguo. Apprezzo comunque la scelta finale di farla andare via, anziché riconsegnarsi nelle mani di un donna che non si è fidata della parola di una ragazza che le ha fatto da governante per mesi, ma che ha creduto alla prima dottoressa che le viene a dire che senza dubbio sua figlia è una ubriacona.
Bella l’empatia di House e tutto quanto di contorno, anche se forse si poteva calcare un po’ di più la mano.
Simpatici i due fratelli, anche se completamente scollegati dal resto.
Comunque sono contenta che finalmente la clinica sia tornata a pieno ritmo!
Taub dovrebbe leggere più blog di mamme, si sentirebbe molto meno inadeguato e troverebbe qualche suggerimento su come passare il tempo con due poppanti.
Foreman è assurdo, ma ancora più assurda è la ragazza e ancora ancora più assurdo il marito di lei.