Touch

Quasi completamente digiuna dell’esperienza televisiva di 24 il ritorno in tv di Jack Bauer – quel tipo di personaggio che in qualche modo conosci anche senza averne seguito direttamente le gesta – costituiva motivo di una blanda curiosità. Ma a fine visione è proprio l’interpretazione di Kiefer Sutherland a convincermi: efficace e misurata, tanto più encomiabile considerando che lo script non gli risparmia – tra le altre cose – l’abbandono allo sconforto sulla tomba della moglie, l’abbraccio con il figlio sotto la pioggia scrosciante. Perché Touch spinge molto, troppo, sull’emotività fin dalla premessa di partenza.

Martin Bohm è un ex reporter di successo che da dieci anni a questa parte si arrabatta come può passando da un lavoro di bassa manovalanza all’altro, persi per lo più per andare incontro alle esigenze del figlio Jake bisognoso di attenzione e controllo costanti. Il bambino, afflitto da mutismo, sembra completamente scollegato dalla realtà circostante, ma il voiceover che ci introduce nel mondo di Touch lascia intendere  il contrario: Jake è perfettamente cosciente di tutto ciò che lo circonda, ma lo è in un modo più profondo che lo porta a disinteressarsi del tipo di comunicazione – la nostra – fatta per un livello più basso di comprensione dell’universo.

Dalla voce del bambino apprendiamo che l’universo tutto è regolato da una precisa e costante ripetizione di rapporti numerici: chi è in grado di scorgerli può vedere come e quanto sia tutto interconnesso persone incluse, così come narra anche una leggenda cinese secondo la quale gli individui destinati a entrare in contatto tra loro sono legati da un filo rosso. In questa prima puntata il filo rosso è un telefono cellulare che fa il giro del mondo, passando di mano in mano influenzando il destino di chi se ne serve.

Seguiamo così le vicende del giovane inglese legittimo proprietario del telefono impegnato nel disperato tentativo di recuperarlo per i preziosi ricordi che contiene, del ragazzino di Baghdad a un passo dal diventare un kamikaze per aiutare la famiglia prossima all’indigenza, passando per la ragazza irlandese con il sogno, in cui non crede più, di diventare una star. Curiosamente quest’ultima vicenda pur essendo l’unica a difettare di una spinta emotiva forte, è l’unica che ne avrebbe avuto necessità: ragazza con un lavoro normale sogna di avere successo. E allora?

A favorire questa rete di legami e rapporti apparentemente casuali è proprio Martin Bohm: senza rendersene conto, cercando di trovare un significato, una corrispondenza, nei numeri che il figlio ripropone continuamente, diventa uno degli inneschi per la catena di eventi.
Una spiegazione più particolareggiata su come ciò sia possibile viene fornita dal personaggio interpretato da Danny Gloves, ma anche qui la sostanza è la stessa: matematica, fisica, onde elettromagnetiche ma anche destino e fato. Si gioca la carta della suggestione cercando di dare credibilità alle premesse con una spiegazione scientifica, ma di renderle contestualmente appetibile per il pubblico più sensibile al Grande Misterioso Disegno. E il destino, o il ruolo, di Jake sembra essere quello di leggere e agevolare la volontà matematica dell’Universo e Martin ora ne è consapevole.

In pieno spirito della serie il fatto che la moglie di Martin sia una vittima dell’unidici settembre non è casuale: anche questo elemento troverà la sua perfetta collocazione grazie alla storyline in cui Titus Welliver, grazie alla sua capacità di non suscitare simpatia, asciuga un po’ di quell’eccesso di dramma che gronda la combinazione vigile del fuoco, sensi di colpa, autobus carico di bambini da salvare.

Il pilot di Touch è dunque troppo sbilanciato sul versante dei sentimenti tanto da scadere spesso nel sentimentalismo, poco disposto a concedere spazio a una metodologia di ricerca e indagine che non sia un continuo agitarsi a caccia di corrispondenze tra numeri e realtà, ma le potenzialità per realizzare qualcosa di interessante ci sono.

 al pilot

 alle potenzialità

Note

  • La serie porta la firma di Tim Kring (Heroes)
  • La regia è di Francis Lawrence (Constantine, I Am Legend) ma soprattuto del compianto Kings
  • L’assistente sociale è interpretata da  Gugu Mbatha-Raw (Undercovers, Doctor Who)
  • Touch inizierà regolarmente il 19 Marzo su Fox.

Mara R.

Whedonverse (Close to me nello stesso Universo ma differente Timeline)

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Commenti
29 commenti a “Touch – 1×01- Pilot”
  1. gb scrive:

    a me è piaciuto!

  2. Tacchan scrive:

    Tanto ho amato 24, tanto ho trovato terribile questo pilot. Personaggi stereotipati al limite dell’accettabile (le giapponesine sono vestite da scolarette e sono un po’ zoccole… il ragazzino arabo deve lottare per la sua famiglia povera e finisce a fare la bomba umana…) e alcuni passaggi sono risibili… la scena finale: “Mi serve un forno” “Conosco uno che glielo può dare” è folle!

    Vedo che Tim Kring non ha buttato via l’accetta con la quale scriveva Heroes.

  3. nic scrive:

    A me è piaciuto…io, cuore di ghiaccio mi sono emozionato 2 o 3 volte !!! Adesso per me 4 stelle se le merita tutte…poi si vedrà!!!

  4. Pogo scrive:

    Intervengo solo per dire che secondo me Kiefer Sutherland è un attore fantastico, tagliato per il mezzo televisivo, oscurato storicamente dalla presenza del padre, di ben altra categoria.
    Quando “24″ dopo le prime due o tre stagioni originali è calato, si è retto solo sulle sue spalle. “24″ era Jack Bauer.

    Per quanto riguarda “Touch”…
    Tim Kring?
    No grazie. Preferisco stare lontano da ogni cosa che scrive.

    P.S. da quel che scrivi, Close To Me, il bambino mi ricorda tanto un bambino autistico che decifra un codice…

  5. Reinechan scrive:

    concordo sullo sbilanciamento verso l’emotività, ma anch’io ho avuto la sensazione che questa serie abbia delle grandi potenzialità, se non altro c’è Kiefer Sutherland!! :)

  6. close to me scrive:

    Pogo ha scritto:

    P.S. da quel che scrivi, Close To Me, il bambino mi ricorda tanto un bambino autistico che decifra un codice…

    Anch’io leggendo la sinossi ho pensato subito a Codice Mercury ma in Touch parlano esplicitamente di una erronea diagnosi di autismo, ma quando nella stessa frase c’è matematica e destino forse non c’è molto da sottilizzare.

  7. fra scrive:

    a me è piaciuto! 4 stelle se le merita

  8. Daaka scrive:

    MA c’è una serie tv che non abbia le potenzialità? Facile metterle in tutte.

  9. Cilone scrive:

    Io, dopo aver dato una occhiata al cast, l’ho visto senza sapere nulla della trama. Devo dire che personalmente l’ho trovato bellissimo. Ben girato e ottimamente interpretato. Sutherland attore di spessore, veramente bravo. La storia poi, accettata la premessa, è intrigante e il puzzle con il “318″ imperante è ben costruito. Anche i ratings sono di tutto rispetto (3.9/10).
    L’unico dubbio che mi rimane è vedere se la storia regge la serialità. Rimarrà interessante proponendo lo stesso schema ogni settimana? Vedremo. Intanto 4,5 stelle per me.

  10. doctorwho10th scrive:

    Tre stelle anche per me, mi sembrava davvero di vedere Heroes, ma più basato sui sentimenti che sui personaggi. Apprezzo molto la storia principale, pure il pompiere (piacevole rivedere quell’attore!) e probabilmente il personaggio di Glover riuscirà ad inserirsi nel contesto.
    Però, tutte le altre storie secondarie lo ho trovate confusionarie e poco interessanti, in particolare quella del filmato del telefonino che mi è sembrata un po’ troppo ridicola.
    Sutherland si rivela ancora una volta un ottimo attore, ha mantenuto qualcosa di Jack Bauer anche qui, mi sono già affezionato al suo personaggio.
    Sull’assistente sociale ancora non mi esprimo, aspetto il prossimo episodio per giudicare.

  11. tonia scrive:

    Secondo me è il pilot piu bello degli ultimi anni. E’ riuscito ad emozionarmi, ben interpretato e girato….. non so cosa altro si possa chiedere a questo episodio…… 5 stelle se le merita tutte anche per le potezialità.

  12. D’accordissimo con Tonia e poco con la recensione. Uno dei migliori pilot degli ultimi anni. Capace di stare in piedi anche da solo senza una serie a seguito. Ottima davvero. Cinque stelle al pilot. Se proprio vogliamo, posso dare 4 stelle alla potenzialità. Ma il pilot è assolutamente encomiabile.

  13. Federico scrive:

    Ma ragazzi questo è un pilot da 5 stelle, non scherziamo. Gioca con l’emotività? No, riesce a creare un’atmosfera coinvolgente come poche altre serie hanno mai fatto. Anzi (senza voler esagerare), non sono stato così colpito e coinvolto emotivamente da tanto tempo. Hanno scritto benissimo questo episodio, “Jack” è un attore fantastico, stato tutto perfetto. Così perfetto che ho paura di continuare a vederlo perché la serialità ammazzerebbe tutta quella tensione che si creata. Se ogni puntata è un codice da decifrare, si rischia di cadere nel banale e di perdere tutto il pathos.
    Cinque stelle al pilot: MAGICO
    Tre stelle alle potenzialità: ma è positivo, anzi mi auguro che facciano una sola stagione anche di soli dieci episodi, se saranno tutti come il pilot.

  14. vale scrive:

    Non mi è dispiaciuto aspetterò le prossime puntate per farmi un’idea precisa…nella foto in calce al commento all’inizio pensavo fosse il padre Donald, più invecchia più il figlio gli somiglia: nella staticità dell’espressione la somiglianza è quasi inquietante!

  15. nike scrive:

    Bah, io l’ho trovato abbastanza noioso…. pur apprezzando la prova degli attori ed il fatto che come sempre son prodotti molto ben confezionati.
    Una serie di giá visti mostruosi, a partire dal bambino codice mercury, alle trame alla six degrees of separation, ad una serie di situazioni assolutamente surreali: quella del forno veramente ridicola, l’assistente sociale che appare dal nulla incazzata come una iena e dopo 10 minuti é giá cuo e camicia con sutherland.
    2 stelline al pilot
    grandi prospettive, anche se ancora nn ho capito se andrá + sul sentimentale o + sul poliziesco o dove?

  16. Resto della mia idea. Un prodotto non solo “ben confezionato”, ma degno di essere anche prodotto a se stante. Se non fosse per la durata, che è giusta in quanto pilot, sarebbe un film da grande schermo. Allungato a dovere non sarebbe stato proprio niente di meno. Per cui, quando questo accade, significa che si è di fronte ad una grandissima abilità autorale.

  17. Claudia2 scrive:

    Scusate se appaio sempliciotta, ma, a parte la forzatura della storia del ragazzo afghano, che poteva essere sostituita con qualcosa di meno surreale (il fatto del forno è in effetti un po’ ridicolo), tutto il resto mi ha rapita. Ho pianto come una fontana, io che sono un cuore di pietra. Bellissimo. Bellissimo. Bellissimo pilot. Speriamo che il resto regga, Krieg è famoso per le premesse ottime e gli sviluppi deludenti. Kiefer, inoltre, è sempre un grande!

  18. Claudia2 scrive:

    Scusate, volevo dire Kring.

  19. Angel.Targaryen scrive:

    Ok, troppo sentimentale come episodio e con qualche forzatura qua e là. ma vogliamo dirlo?
    Nel complesso l’ho trovato molto piacevole.
    E’ la prima volta che non concordo con la critica e soprattutto con il giudizio:
    All’episodio avrei dato 4stelle -magari con uno o due meno- e alla potenzialità starei molto attento:
    non so’ quanto sia facile portare avanti una storia del genere, e temo ( ho realmente il terrore ) che sfoci nel banale. Ho paura che facciano episodi troppo sentimentali e/o troppi fantascientifici.
    Non è un prodotto facile da gestire; vediamo come si evolve.

  20. rmk scrive:

    Mi ha ricordato in parte Segnali dal futuro e un po’ Numb3rs. E spero che non prosegua su quei binari (e che non diventi la ripetizione pedissequa dello stesso schema per tre stagioni come Lie to Me). Ma sicuramente un buon pilot.

  21. dreden scrive:

    Mi è piaciuto.
    Non guarderò altre puntate di questo telefilm.

    p.s. sono già stato scottato da A Gifted Man… come qualcuno disse all’epoca non tutte le idee si adattano alla serialità e non credo che questa si possa adattare.

  22. Daaka scrive:

    Come fate lodare questo episodio così povero di qualità? Dov’è finito il vero Community?

  23. S. scrive:

    A me è piaciuto molto.. finalmente una serie un po’ impegnativa da seguire, di quelle che ti fanno aspettare l’episodio successivo, e non soltanto per vedere i meri sviluppi amorosi della coppia della situazione.

    Poi temo anche io un’improvvisa caduta a precipizio dalla terza puntata in poi (ultimamente è sempre così… due o tre puntate.. e poi BUM).

    Personalmente mi ricorda Lost dei tempi d’oro: la sequenza di numeri, le coincidenze, i destini legati… Per un attimo ho temuto di sentire la fatidica frase “Desmond Hume will be my constant”!

    ..e ciò mi fa ben sperare (:

  24. Cesc scrive:

    ragazzi ma stiamo scherzando? il peggior pilot della storia. cinquemila storie parallele assurde, ma davvero assurde e la scena del cellulare (che dovrebbe essere ovviamente impostato a timer con ricezione spenta) che squilla e tutto quel che segue sono un’offesa a quel minimo di realismo a cui ogni serie dovrebbe attenersi. ma come si fa a piangere? quando è commovente? quando si abbracciano finalmente dopo 11 anni, sotto la pioggia? mamma mia.. mi imbarazzo per voi

    ps. ma come fa il bambino a scrivere in anticipo il numero di cellulare della madre dell’assistente sociale? un conto è trovare connessioni che altri non vedono, un altro è indovinare un numero dal nulla, poco prima che chiami. Kring da pensionare subito

  25. Cesc ha scritto:

    … mamma mia.. mi imbarazzo per voi…

    Per noi, per loro, per sta ceppa anche. Se ti sta bene eh.

  26. Cesc scrive:

    dopo aver visto il tuo avatar, un po’ anche per te :)

    chiedo venia, ho avuto una giornataccia. sono solo stranito dal fatto che abbia ricevuto così tanti consensi, per cui invece di fare il giustiziere aiutami a capirne i punti di forza. il discorso sull’imbarazzo usciva perchè ai miei occhi è sembrato davvero una schifezza e per niente emozionante. ci sono proprio rimasto male

  27. chiara scrive:

    il pilot mi è piaciuto, anche se durante lo svolgimento sembrava di intuire già tutta la trama. La seconda puntata è stata peggiore, perchè lo schema è sempre quello, e chi guarda prevede già che c’è una figlia da ritrovare o un mafioso che deve redimersi perchè il figlio non ha amici a causa sua. Se continua così sarà noiosissimo, è tutto prevedibile, si poteva evitare cercando di sviluppare tutto in più puntate, senza che ogni volta si concludessero tutte le storie parallele…. insomma io dopo Lost non ho più trovato una serie veramente interessante e “nuova”…. nessuno ci è andato minimamente vicino, tutto già visto o scontato.

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