
Ho passato le ultime dodici ore a ripetermi “Non è finita! La sesta stagione di Chuck è dietro l’angolo! Bartowski vive e lotta con noi!”. Nonostante la mia follia, dopo cinque anni Chuck è davvero arrivato alla fine, ed ha chiuso con il botto. Ma che botto. Con una tripla esplosione.
Le puntate precedenti al finale hanno avuto gemme come l’apparizione di Bo Derek nei panni di se stessa ed il ritorno di Brandon Routh nei panni del cattivissimo Shaw.
Il finale di due ore – due episodi separati, ma senza nemmeno i credits in mezzo per risparmiare tempo – salva all’ultimo quella che è stata una serie con molti alti, ma anche molti bassi, e che già da due stagioni mostrava segni di stanchezza e di un budget ridottissimo.
Dopo aver scaricato l’intersect, Sarah ha perso la memoria ed è stata convinta dal cattivo Quinn che il suo incarico sia sempre stato di infiltrarsi nella vita di Chuck ed ucciderlo.
L’atmosfera del finale ci riporta alle prime due stagioni: Sarah è una spia senza scrupoli, e Chuck è un nerd alle prese con un problema molto più grosso di lui. Il suo compito, ben più arduo di quelli assegnati nelle cinque stagioni, è ritrovare e riportare a casa l’amore della sua vita.
Ma, come dice Ellie: “You are not the same person you were five years ago: you are so much more”. Chuck fa di tutto per fare in modo che Sarah si innamori di nuovo di lui, e nel frattempo distruggere anche un paio di cattivi che hanno messo a repentaglio la sua vita e quelle di tutti i suoi cari.
I protagonisti Zachary Levi e Yvonne Strahovski hanno sicuramente alzato il tiro delle loro interpretazioni: non c’è scena in cui la tensione tra i loro personaggi sia meno che esplosiva, e le loro lacrime – abbondanti e frequenti – farebbero spezzare anche il cuore del ruvidissimo Casey della prima stagione.
Oltre agli ultimi tre minuti del secondo episodio, ci sono altri tre punti in cui è meglio avere i fazzoletti pronti:
1) I mission logs di Sarah, in cui si ripercorrono i vari momenti chiave della relazione tra lei e Chuck: quando ha conosciuto il nerd un po’ sfigato, quando lui ha cominciato farsi strada nel suo cuore, quando si è resa conto di essere innamorata di lui.
2) Il montaggione finale delle stesse scene chiave, miracolosamente fatto bene e per niente fastidioso o melenso.
3) L’incontro tra Sarah-senza-memoria e Chuck-disperato nella loro casa dei sogni.
Entrambe le puntate, particolarmente la seconda, sono disseminate di riferimenti alla prima stagione di Chuck.
Ci sono quelli ovvi, come Sarah che ricompare nella divisa del Wienerlicious, o un ristorante messicano similissimo a quello del primo ‘appuntamento’ di Chuck e Sarah; c’è una nuova scena al bancone della Nerd Herd (con Sarah vestita negli stessi colori della prima volta, per amor di precisione), e ritorna la camera d’albergo in cui Walker viveva all’inizio della serie.
Tra i meno evidenti, in Chuck Versus Sarah c’è una scena di combattimento in cui Yvonne Strahovski ripropone pari-pari una sequenza del suo ex-collega Bryce Larkin (Matt Bomer), ripresa da una puntata di cinque anni fa.
A stare bene attenti, Adam Baldwin inserisce persino una citazione di Firefly.
Le cose non sono andate come i protagonisti si aspettavano, ma la serie si chiude con un nuovo ordine che viene stabilito.
Ogni personaggio riceve la sua conclusione: Morgan e Alex vanno a vivere insieme, i Woodcomb si trasferiscono a Chicago, Casey va all’inseguimento di Gertrude Verbanski, ai Jeffster viene promesso che diventeranno famosi in Germania.
E Chuck e Sarah? Alla fine della puntata, lei non ha recuperato la memoria: riusciranno a far ritornare le cose come prima?
La conclusione aperta potrebbe non essere quello che tutti i fan desideravano, ma le ultime due puntate sono state un riassunto delle caratteristiche migliori di Chuck: il mix perfetto di azione, sentimenti e commedia è riemerso alla grande, regalando due ore di risate e lacrimoni.
Con queste puntate, Chuck riprende tutti i punti che aveva perso negli ultimi due anni e ne guadagna di extra, chiudendo al meglio cinque anni di missioni segrete e travagli di rinnovo.
Come direbbe Casey, “I guess Bartowski made us all a little soft”: con questo addio, i creatori Josh Schwartz e Chris Fedak sono riusciti a colpire e affondare anche chi pensava che non avrebbe sentito la mancanza di Chuck.
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Le due puntate sono strutturate affinché ognuno dei personaggi abbia il suo momento di gloria, dai protagonisti all’ultimo degli sfigati.
· I commessi del Buy More, rimasti nello sfondo per tutto questo tempo, hanno la loro scena madre quando vengono assunti come servizio stalking per ritrovare Sarah. Jeff e Lester inaugurano la missione al grido “unleash the perverts!”.
· Il premio migliore frase della puntata va a Awesome, che copre gli occhi alla piccola Clara quando nonna Bartowski tira fuori una pistola: “Grandma, what did we say about baby Clara seeing firearms?”.
· Come dimenticare Jeffster? La loro rendition di “Take On Me” è uno dei momenti più divertenti del finale.
· Morgan alle prese con il mantello dell’invisibilità regala trenta secondi di battute back-to-back, compreso un “you’re a wizard, Harry” che ci ricorda che siamo circondati da nerd.
· I due protagonisti – interpretati da Zachary Levi e Yvonne Strahovski, nel caso dopo cinque anni non lo sapeste ancora – sono belli belli belli da impazzire. Ecco, l’ho detto.


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Ah come cambiano i tempi. Ora una citazione da Harry “vasaio” Potter è da nerd…. poveri noi vecchi geek.
Cheers
grazie per la recensione!!!
La cosa che mi mancherà di più? I Jeffster! Ho cominciato a piagnucolare quando li ho visti apparire a teatro, sapendo che era la loro ultima esibizione, memorabile tra l’altro (il finale della terza stagione senza di loro non sarebbe stato lo stesso!). E anche tutte le seghe mentali di Chuck, sì, mi mancheranno tantissimo. E anche i ringhi di Casey. Ok, mi mancheranno tutti, anche Larkin che è una vita che non si vede, persino il Generalissimo che mi ha regalato grassissime risate.
Oh, Chuck, è stato bello.
concordo a pieno con la recensione. hanno saputo dare un degno finale a tutti senza scadere nel banale. Inoltre le musiche scelte sono tutte bellissime…
a veder quei momenti presi dalle prime stagioni mi ha preso una nostalgia incredibile!
però son contenta che sia finito, è giusto così
Io di Chuck ho visto il pilot e poi spezzoni qua e là, poi per curiosità mi sono visto solo l’ultima scena e mi sono commosso, credo che possa considerarsi un grosso merito dello show, in quei 4 minuti si vede chiaramente come nel protagonista e nelle sue parole si condensino le emozioni e la sofferenza di una storia d’amore che non sa neanche lui come possa finire.
Bravo Zachary Levi!!!
Oddio, Shaw e Bo Derek non li chiamerei momentoni (ma forse c’era un pizzico di ironia) però sì, il finale è stato buono. Tanti callback, il giusto tono da dramedy che Chuck tirava fuori anni fa (e non la ridicola tensione e serietà che permeava le ultime due stagioni), tanti momenti divertenti e il giusto finale bittersweet. Ciao Chuck.
Anzi, spero solo che il dolceamaro della scelta finale rimanga: prego perché gli 8 minuti extra contenuti nel DVD non riservino qualche scenetta stile Sarah che di botto ricorda tutto dopo il bacio con Chuck, sarebbe banale e gratuito…
Finale agrodolce che lascia poco spazio all’immaginazione: i due torneranno insieme.
Questa è forse la più grande vittoria del nerd meno sfigato della Terra, lui Sarah l’ha conquistata 2 volte e partendo quasi da zero.
Del resto di questa stagione salvo solo queste ultime 2 puntate, indubbiamente Chuck vs Sarah è molto più carica, emotivamente parlando, di Chuck vs the goodbye…IMHO una puntata perfetta per come orchestrata, l’apice poi si raggiunge nel finale con il Mission log di Sarah e il discorso finale con Chuck, lì mi sono veramente emozionato.
Proprio un ottimo finale! ormai mi ero abbastanza stufata della serie, questa stagione l’ho guardata giusto perchè sapevo che era l’ultima, eppure queste due puntate finali mi hanno fatto venire voglia di vederne altre, e dispiacere della fine della serie…insomma ottime e una spanna sopra il resto della serie! tra l’altro ho apprezzato come siano riusciti ad evitare di cadere troppo nel melenso/nostalgico, certe serie nel finale prendono un tono tragico eccessivo (per esempio Casey se ne va, ma viene salutato allegramente, perchè cmq è previsto che torni e mantenga i contatti), e bello anche il finale aperto Chuck e Sarah! almeno hanno evitato di far innamorare Sarah di lui in cinque minuti!
Sarà anche bello il finale aperto, però vi assicuro che da domenica devo ancora riprendermi da una leggera malinconia che mi è rimasta addosso. Sarà perchè è finito Chuck, sarà perchè forse preferivo un happy ending vero e proprio, sarà perchè non capisco se Chuck ha ancora l’Intersec in testa…fatto sta che qualche cosa in più non dispiacerebbe. Io ha a questa serie m’ero affezzionato…
scusa te la dislessia e la grammatica dell’ultima frase…
cordelia ha scritto:
per Bryce Larkyn guarda White Collar
@ deppe:
grazie mille, ma non intendevo che mi mancava Matt Bomer…
a me, sinceramente, quest’ultima stagione non è piaciuta… a parte le ultime due puntate (che danno un valore all’insieme) a me sembra che abbiano semplicemente inventato micro storie, con le puntate legate le une alle altre solo dal sottile filo del finale della puntata precedente
pensateci: dopo che la storyline di morgan con l’intersect (potenziale centro della stagione) è stata “bruciata” in un paio d’episodi, abbiamo avuto il ritorno di shawn, la storia della bambina, i jeffester che scoprono il segreto delle spie, (3 volte) bo dereck ed ora quinn.
come se avessero pensato “abbiamo tante piccole idee ma nulla di grande….limitiamoci a legarle assieme!”
(comunque, si, come serie mi mancherà)
Concordo con tutto quello che ho letto, dalla bella recensione ai commenti precedenti. Anche a me l’ultima stagione non mi stava più piacendo per niente, ma nelle ultime due puntate si sono inventati proprio un bel finale, commovente ma non troppo da scivolare nel “Dawson’s Creek”.
Rivedere le puntate delle prime stagioni fa un certo effetto, soprattutto per la pettinatura di Levi: l’acconciatura delle ultime puntate alla Little Tony non la mandavo proprio giù e se è riuscito a conquistare Sarah con quella.. beh è un cazzuto play boy u.u
Mi dispiace che sia finito, ma allo stesso tempo sono contento, perchè alla fine come serie ha dato tutto quello che poteva dare e si è conclusa in modo splendido. Avevo il terrore che finissero con il tirarla ancora per le lunghe e diventare inguardabile.
Spero solo che gli attori non scompaiano ma di rivederli presto in altre serie (a parte Levi e Baldwin che sicuramente faranno altro, ma non posso pensare di non rivedere più Morgan.. anche se con nome diverso).
Salve,
Chuck a mio parere è stato uno show che nonostante un paio di stagioni non brillanti, è riuscito in quello che pochi telefilm possono vantare, ricevere un’ affetto incondizionato un pò da parte di tutti. Poco importa se non è stato sempre ai livelli delle prime due magnifiche stagioni, in tutto il suo percorso lo show è stato principalmente un vero scambio di affetto tra Chuck e i fan.
Quel mix di generi, che ha regalato al pubblico un vasto range di emozioni, tutte positive. L’obiettivo di chi ha lavorato allo show direi è stato pienamente raggiunto.
Senza dimenticare quanta bella musica ci ha regalato, anche dopo i tagli al budget: Brava Patsavas!!!
Nonostante i ratings, e soprattutto un percorso sempre sul filo di lana, che non ne hanno permesso una pianificazione organica e lineare, lo show è riuscito ad arrivare fino alla fine in maniera egregia.
Chuck è finito, ma non sarà dimenticato
(ogni riferimento a N.Young è puramente non casuale)
P.S.: ottimo sito, grande attitudine. Anche se lascio pochi commenti vi seguo assiduamente. E’ un piacere leggere le vostre recensioni.
G.L.
Bella recensione Emme. Complimenti.
Per quanto mi riguarda, potevano fare altre 10 di stagioni di “Chuck”. Anche come la quinta.
Quinta che ha buttato 5 episodi dietro Morgan, ma poi si è ripresa alla grande. E l’episodio 11 vale una stagione intera. Lasciando da parte questo finale.
Finale che è stato sublime, portando le qualità di “Chuck” alla massima espressione. Quel mix di “generi” dosati sapientemente, poggiati sulle interpretazioni magistrali di Levi, Strahovski, Gomez e Baldwin, avvolti da una struttura perfetta, in grado di creare un percorso di “semina” e “raccolta” di grande levatura artistica che in questi anni ha spaziato dai temi della solitudine (Sarah, Casey, la famiglia Bartowski) ai temi della fiducia e del sogno (formare una famiglia, trasformarsi da nerd del Buy More a spia semi-perfetta) passando per tematiche adulte come l’abbandono, la famiglia moderna – con l’eccezione geniale della famiglia “Awesome” – come comunità allargata e priva di vincoli, la paura dell’ignoto e del futuro, l’importanza della vita umana, l’idiozia del sistema precostituito, l’amore come sofferenza, l’amore come rifugio ultimo dell’umana condizione (e altre ancora); a queste tematiche adulte sono poi contrapposte quelle adolescenziali che accompagnano il personaggio Chuck, come la sindrome di peter-pan, l’inadeguatezza sociale, sociologica e semantica, la consapevolezza dell’io, la bassa considerazione di se stessi, la commiserazione, l’abbandono del nido materno (maternità rappresentata dalla sorella), l’arrendevolezza a credere nei propri mezzi. Morgan, poi, da perfetta spalla, completa le tematiche adolescenziali con l’incapacità di leggere la realtà.
Il tutto senza dimenticare il fine ultimo di una serie televisiva: l’intrattenimento; conseguito attraverso il ricorso allo stile della parodia, della presa in giro continua dello scibile spionistico, sci-fi, avventuroso e sentimentale attingendo a piene mani dalla storia delle “arti plastiche in movimento”.
“Chuck” si erge così come serie che fa della parodia sfacciatamente realistica – tutto è preso sul serio, la vita e la morte, ma non la serie stessa – il suo essere, il quid grazie al quale dalla sua spina dorsale partono le storie. Lo fa con gusto, in modo scanzonato, a volte serio, ma senza autocompiacersi e distruggendo con leggeri tocchi di buona scrittura tutti i cliché che hanno animato un secolo di racconti.
Una parodia che evita la volgarità del demenziale gratuito, affidando invece nella figura comica del duo Jeff&Lester una vena di follia demenziale, cosa ben diversa, che è una risposta alla follia del sistema; follia che raggiunge l’apice proprio nell’ultimo episodio quando “salvano il mondo” con il pop elettrico e posticcio degli A-HA. Jeff e Lester sono due perdigiorno per eccellenza, dominatori di un mondo (quello del Buy More) composto da gente stramba e inqualificabile; un mondo dove la genuina e simpatica mediocrità di cui è portatore Big Mike è al potere.
Tra la follia del sistema (il mondo spionistico e i suoi cliché) e l’idiozia del Buy More si posizionano Ellie e Devon, portatori dei valori sani del sogno americano, nonché ancora di salvezza per Chuck.
Fedak e Schwartz hanno creato un meccanismo perfetto, dove l’immedesimazione in Chuck è automatica e la scrittura sostiene sempre una parvenza di realtà con un gusto per la citazione mai fine a se stesso, anzi spesso come motore dell’azione; la crescita dei protagonisti è equilibrata, credibile e varia. “Chuck” è una serie fantastica che, grazie anche alle musiche originali di Tim Jones, emoziona, coinvolge, diverte, intrattiene. E tutti noi maschietti, diciamoci la verità, vorremmo essere Chuck.
L’ultimo episodio, propone il tema fondamentale di una serie che ha come protagonista “un tizio con il computer nel cervello”: la memoria e cosa rappresenta per noi. Una tematica cara a P.K.D. (da cui Scott ne prese spunto per farne un capolavoro filmico).
Noi siamo fatti dei nostri ricordi: siamo quel che siamo perché abbiamo una memoria. Ricordare è vivere. Sarah – la protagonista principale ma allo stesso tempo “nascosta” dell’episodio – non ricorda più gli ultimi cinque anni. Questo è, per lei, non aver vissuto; per noi spettatori, invece, è un colpo al cuore, un velo di tristezza per il personaggio in realtà più fragile di tutta la serie, che dietro la barriera emotiva della spia fredda e spietata nasconde una vita fatta di assenza di calore e di sentimenti. I valori di Sarah sono l’inganno, il sospetto, l’egoismo. Almeno prima di conoscere Chuck. Per Sarah i cinque anni con Chuck rappresentano aver vissuto davvero, sentire l’amore delle altre persone su di se, avere un punto fermo verso il quale tornare. Quinn le ha portato via questo e noi tifiamo disperatamente che Chuck possa risolvere la sua ultima missione, quella più difficile.
Fedak, però, con grande maestria e spietato controllo creativo dirige i destini dell’invenzione sua e di Schwartz verso la tragedia greca, verso la scelta impossibile, verso il conflitto interiore lancinante tra la propria felicità e l’aderenza ai sacri valori di cui Chuck (che nella prima stagione ci era stato detto esplicitamente per bocca di Bryce – in un episodio memorabile – essere troppo buono per quella vita) è il portatore per eccellenza. Con il conflitto esteriore, cioè la corsa contro il tempo, che incombe, Chuck non può che scegliere di rispettare quei valori, sacrificando se stesso, ma anche – e soprattutto – la felicità di Sarah, usando l’intersect e salvando così gli innocenti spettatori della follia di Jeff e Lester.
La serie si sveste – per un attimo – della parodia che l’ha contraddistinta e attinge a piene mani dalla cultura del teatro greco e dalla visione che al Fato, il dio figlio del Caos, è impossibile fuggire. Così Chuck è costretto a essere dal destino la spia semi-perfetta, l’eletto (ma pasticcione e un po’ imbranato, diamine è una parodia!) che deve reggere il peso delle responsabilità di salvare il mondo. L’intersect e la vita da spia che avevano provato ad evitargli la madre, il padre, Bryce all’università, la CIA, i nemici e la sorella, sono il destino che traccia la via della crescita di Chuck, delle sue sfide personali.
Il finale coinvolgente, per niente banale e molto coraggioso, è un lieto fine di straordinaria intelligenza. Fedak evita sapientemente una cena a lume di candela per tutti i protagonisti, un finale tanto da “vogliamoci bene”, dando invece l’ultima grande spinta propulsiva verso il cambiamento e la crescita. Perfino Jeff&Lester diventano più adulti e imparano ad approfittare dell’unica vera opportunità che la vita offre loro.
Così Morgan e Alex diventano una vera coppia, Casey è migliorato nella sua umanità e “insegue” il suo amore, Ellie e Devon fanno un salto di carriera e ne approfittano, senza più preoccuparsi di Chuck, ormai consapevole del suo ruolo nel mondo.
Per Sarah, invece, la tragedia è inesorabile e Chuck si è ormai arreso; ma qui, come ogni buon romanzo di formazione che si rispetti, interviene l’amicizia che per bocca di Morgan riporta Chuck a combattere quest’ultima battaglia.
Trova Sarah lì dove tutto è iniziato. E Sarah ha maledettamente bisogno di aggrapparsi ai vaghi ricordi che non le dicono nulla, ha voglia di sentire quel calore che altri le raccontano, si sente defraudata dal Fato e chiede a Chuck di raccontare la loro storia. Perché il racconto è la salvezza. E perché la memoria degli altri che si tramanda, dai padri ai figli, è il collante che tiene insieme l’umanità. Il racconto di Chuck riporta il sorriso nel suo bellissimo – quanto espressivo – viso. E il magico bacio di cui Morgan farnetica è la chiusura perfetta di una vecchia storia d’amore e l’inizio di una nuova. Se il bacio è magico o meno poco importa (a logica, dovrebbe esserlo, cosa che non sarebbe né gratuita, né banale), perché Sarah sa dentro di sé, che Chuck è il suo bene più prezioso.
Nella mia classifica delle serie del cuore (una volta si facevano), che non vuol dire delle migliori (valutazioni oggettive) o preferite (valutazioni di gusto), ma proprio letteralmente del cuore, “Chuck” è al 1° posto, davanti anche a “House”. Il perché è difficile da spiegare, perché il cuore, appunto, agisce in modo irrazionale.
[chiedo scusa alla redazione di Serialmente - che gentilmente ci ospita - e ai lettori, per aver scritto un commento-fiume che occupa spazio nei commenti. Avevo un po' di tempo e ho voluto dire la mia in modo "serio" e con semplici parole su "Chuck", che evidente io abbia adorato dal primo all'ultimo episodio.
Evitando così interventi-lampo o sterili polemiche nelle quali, non nego, mi tuffo allegramente. Grazie]
Ciao a tutti! Che piacere leggere di Chuck su serialmente, non mi era mai successo e pensavo lo snobbaste!
Bella recensione e bei commenti, specie quello di Pogo che addirittura vorrei avere il piacere di citare nella mia tesi.
Sono d’accordo con voi su molti punti ed in particolare vorrei soffermarmi su un aspetto: ma quanto gli avranno stretto la cinghia con il budget? Mi è sembrato MOLTO ridimensionato nelle ultime puntate..
P.S. La costruzione della climax con i Jeffster è stata semplicemente SENSAZIONALE!!
Standing ovation.. a tutti, dal cast agli autori.. a chiunque vi abbia preso parte.
Pure a Pogo (incredibile…ho letto interamente il tuo commento).
@ DadoMar:
Ciao, non se ti può essere utile, ma da quello che avevo letto, i tagli del budget sono iniziati dalla terza stagione in poi, diventanto man mano sempre più drastici. Non saprei dirti le cifre, ma in una vecchia intervista ad YS, le fu posta una domanda ironica, del tipo se a causa dei tagli c’era meno catering e comfort per lo staff. Mi pare rispose, tra il serio e il faceto, che in un certo senso si erano dovuti un attimo adattare.
Cmq arrivare alla 5 stagione, e tirare fuori una perla con nient’altro che olio di gomito e tanta maestria, mi sembra encomiabile.
C’è tra l’altro un video su You Tube di Zach in Italia, che spiega bene i salti mortali che hanno dovuto fare gli autori: ricevevano un ordine di 13 ep, scrivevano la storia, si iniziava da un punto e si finiva in un altro, ed ecco che la Nbc ordinava 9 episodi aggiuntivi, e allora dovevano correggere il tiro e reinventare di nuovo.
..e complimenti a Pogo, commento esauriente e accurato.
G.L.
Già mi manca…
Becera ha scritto:
A me dopo il 1° episodio della prima stagione. Lì ho capito che indipendentemente dalla durata della serie, il giorno dopo l’ultimo episodio mi sarebbe mancata.
JL ha scritto:
Ringrazio te, Rob e DadoMar (se vuoi puoi mandarmi una mail) per la stima e i complimenti.
In realtà ho fatto una sintesi veloce, perché su “Chuck” si potrebbe scrivere un libro anche bello corposo.
Non ho approfondito come le tematiche adulte, per esempio, siano portate avanti dalla narrazione; in quell’elenco, tra l’altro, ho omesso volutamente due tematiche che sono dei veri e propri pilastri della serie: la dicotomia fiducia/tradimento e la questione legata all’identità della persona.
La fiducia e il tradimento della fiducia sono elementi di spicco già dalle prime battute, quando nel 2° episodio Sarah contrappone la fiducia al credere (trust/believe) e ha il suo apice nel trittico degli episodi dedicati a Jill, tra l’altro tra i miei preferiti.
L’identità, come lotta tra ciò che sappiamo di essere e ciò che gli altri vedono. Casey e Sarah rappresentano la summa, ma Chuck ne viene travolto e risucchiato, trovandosi così costretto a mentire alla sorella, al migliore amico e così via.
Comunque io sacrificherei tutte le novità di questa stagione e della scorsa (ovviamente non HBO) per avere un’altra stagione di Chuck…
Voglio dire… gira certa robaccia in giro…
Pogo ha scritto:
Quoto ad oltranza!
Pochi sono gli show da guardare a prescindere, e che hanno la capacità di farti immedesimare. Per me ad esempio con Chuck il livello di immedesimazione era tale, che in quell’ora a settimana era come vivere in una realtà parallela. Poco importa se la puntata di turno non era il top. Me la godevo lo stesso.
- Mi è venuto un sospetto recentemente: se non sbaglio nella 4 serie a Volkoff gli avevano resettato la memoria da giovane, e poi è stato fatto in modo che la riacquistasse. Sto cercando di recuperare le puntate in questione. Se qualcuno nel frattempo ricorda..
Buona serata a tutti
JL ha scritto:
Super Quotone Munchkin!
Anch’io come te, vivevo l’ora settimanale in quell’universo parallelo con sede a Burbank.
Tra l’altro questo è uno degli argomenti che ho sempre portato a contrasto dei detrattori. Voglio dire, cosa mancherebbe poi alla serie? Anche negli episodi peggiori, proponeva forti contrasti nelle tematiche, prove recitative sopra la media, divertimento e emozioni.
Non tutti gli episodi possono essere al livello dei migliori della serie stessa. Nemmeno i Soprano, Mad Men o Six Feet Under possono fregiarsi di tale onore.
“Chuck”, in fondo, è la miglior parodia che si sia vista in televisione.
Giddo ha scritto:
Mi era sfuggita questa tua critica, Giddo.
Perdonami ma definire ridicola la tensione che gli autori – volutamente – creavano è uno scivolone.
Anche nella parodia, se fatta per bene, i personaggi crescono e evolvono.
Non puoi avere un Chuck perennemente bloccato nella fase della prima e seconda stagione.
Perché se a un ragazzo succede una cosa del genere e dopo due anni con i migliori agenti di CIA e NSA non sa né difendersi, né capire le situazioni, né essere autonomo, è perché è morto, letteralmente.
Tra l’altro, la tensione e la serietà vi sono fin dalla prima stagione, solo che non ve ne siete accorti.
O il ciclo degli episodi su Orion è per te “dramedy”?
JL ha scritto:
Non ricordo il numero preciso dell’episodio, ma Chuck gli da un paio di occhiali progettati appositamente. Se non vado errato…
@Giddo
C’è da considerare, come ho scritto in qualche post sopra, che a Chuck la Nbc non ha mai dato la fiducia necessaria per far sì che lo staff creativo potesse esprimersi come era nelle loro intenzioni iniziali. Non ti rinnovo lo show, anzi ti rinnovo per 13 espisodi e vediamo come va, ok fammene altri 9 in corso, e in caso concludi la storia. Non so se ti rinnovo, e così via dalla 3 terza stagione in poi. Alla lunga sotto il profilo della continuità e di certi equilibri puoi pagare dazio. Nonostante questo, da veri funamboli, hanno tirato fuori una serie egregia. E questo in serie di critica va tenuto in considerazione.
Se la Nbc, che ha sempre detto di amare Chuck, lo avesse dimostrato rischiando e dando loro la possibilià di lavorare per almeno 4 anni di fila, invece di mandarlo avanti a spallate, allora si che il Master Plan che è sempre stato alla base delle intenzioni degli autori, si sarebbe sviluppato in maniera organica.
- Immaginatevi se ad un lui e una lei, nell’atto, a ogni erezione/whatever gli tirano una secchiata di acqua gelata, poi gli dicono, “ops sorry, ricominciate pure” per due/tre volte. Se riescono a finire la copula sono dei fenomeni. Awesome!
P.S.: Ehm, giusto un delirio passeggero..già passato
JL ha scritto:
Tra l’altro è – o meglio era – la cosa migliore che ha, o meglio aveva. Tutto il resto (con l’esclusione forse di un paio di sit-com del giovedì) può essere cestinato. E poi premere mela+shift+backspace…
Manca anche a me…
Leon ha scritto:
Ecco, potremmo fare un fan club a questo punto!
Seriamente, mi interesserebbe sapere se qualcuno vorrà portare i cofanetti dell’intera serie in Italia oppure no.
Ovviamente quel qualcuno si spera sia la WB Italia, visto che la Warner è tra i produttori della serie …
Perché in quel caso si può prendere solo l’edizione UK… e la cosa mi scoccia un po’…
@ Pogo:
Grazie Pogo, nel collegarmi a serialmente speravo anche in tuo ultimo commento su chuck. Non sono rimasto deluso, anzi direi che ti sei superato! Forse l’emozione ti ha ispirato nel centrare i temi importanti di chuck. Hai giustamente evidenziato come chuck si inserisca di diritto nella grande tradizione narrativa americana. Romanzi, film o serie tv, quando fanno centro, si caratterizzano sempre per la straordinaria capacità di unire il puro intrattenimento ai temi più alti, prestandosi a diversi livelli di lettura.
That’s why I love america!
@Pogo
Cito: L’ultimo episodio, propone il tema fondamentale di una serie che ha come protagonista “un tizio con il computer nel cervello”: la memoria e cosa rappresenta per noi.
Io:Aggiungerei un altro punto di vista: l’intersect rappresenta la conoscenza nella società delle reti, e non è un caso che sia un nerd l’unico a riuscire davvero a sfruttarla senza subire i danni che accusano tutti gli altri, riassumibili nella perdita della propria identità e nell’incapacità di dominare l’intersect.
Cito: Fedak e Schwartz hanno creato un meccanismo perfetto, dove l’immedesimazione in Chuck è automatica e la scrittura sostiene sempre una parvenza di realtà con un gusto per la citazione mai fine a se stesso, anzi spesso come motore dell’azione;
Io:Anche su questo punto è un pò che rifletto.. che tale immedesimazione sia tale per noi che siamo un pò nerd? Pensavo a No sense of Place di Meyrowitz a tale riguardo: che per noi italiani ci sia una particolare affinità verso un siffatto anti-eroe, un precario di 28 anni con un trascorso universitario soffferto alle spalle e indolenza per la mancanza di sbocchi nel futuro?
P.S. per la tesi, avrei piacere di avere uno scambio di opinioni magari un pò più in là.
@JL
Grazie per le info, cercherò di approfondire in rete
@Giddo
Cito:C’è da considerare, come ho scritto in qualche post sopra, che a Chuck la Nbc non ha mai dato la fiducia necessaria per far sì che lo staff creativo potesse esprimersi come era nelle loro intenzioni iniziali. Non ti rinnovo lo show, anzi ti rinnovo per 13 espisodi e vediamo come va, ok fammene altri 9 in corso, e in caso concludi la storia. Non so se ti rinnovo, e così via dalla 3 terza stagione in poi. Alla lunga sotto il profilo della continuità e di certi equilibri puoi pagare dazio. Nonostante questo, da veri funamboli, hanno tirato fuori una serie egregia. E questo in serie di critica va tenuto in considerazione.
Se la Nbc, che ha sempre detto di amare Chuck, lo avesse dimostrato rischiando e dando loro la possibilià di lavorare per almeno 4 anni di fila, invece di mandarlo avanti a spallate, allora si che il Master Plan che è sempre stato alla base delle intenzioni degli autori, si sarebbe sviluppato in maniera organica.
Io: APPLAUSO! Super d’accordo su tutto.
chamcha ha scritto:
Prima di tutto grazie della stima anche a te.
C’è un vecchio adagio che esemplifica molto bene questa capacità statunitense e recita più o meno così: preso un tema, un tedesco vi farà un trattato, un italiano un dipinto e uno statunitense un film.
Esagerazione a parte, è innegabile la capacità dei nordamericani di veicolare attraverso il racconto e l’intrattenimento tematiche profonde e universali.
“Chuck” non si esime da tale “regola” ed è un merito, un grosso merito, di Fedak&Schwartz.
Ovviamente concordo con te che si inserisca nella grande tradizione narrativa americana. Tra l’altro, la qualità narrativa è talmente alta, che il limite su cui hanno viaggiato per cinque anni è stato talmente labile che avrebbero potuto pagare gravemente ogni piccolo errore di struttura.
Perché “Chuck” è una parodia, ma come ho già detto, sfacciatamente seria: e questo si traduce nel farci sembrare naturali cose che nella parodia, se strutturata male, sarebbero talmente fuori posto da rendere indigeribile l’intera opera. Pensa all’episodio S02E11, quando Sarah uccide a sangue freddo l’agente nemico e Chuck osserva non visto.
DadoMar ha scritto:
Credo che “Chuck” abbia funzionato un po’ da tutte le parti, ma devo dire che questa tua lettura è originale quanto condivisibile.
Sulla questione del nerd, probabilmente è un aspetto in più, una felice coincidenza. Chuck è più che altro portatore di valori “non negoziabili” che gli permettono di essere ciò che è.
Ho finito Chuck giusto oggi, con un po’ di ritardo… e temo che mi mancherà tantissimo!
Sembro incapace di ricordarmi tutti i motivi per cui stava perdendo un po’ di brio (rimanendo sempre una serie gradevolissima però, per carità)! Ora come ora, riesco solo a pensare che mi mancherà non vederne più altre puntate 
Concordo col dire che le ultime due stagioni non sono state granché, eppure il finale ha fatto perdere la memoria anche a me
Quando al finale aperto… alleluja! Mal sopporto sia i lietofine tutti contenti tutti felici e tutti accoppiati, sia i finali tragici… non si può dire che Chuck sia finito male, ma comunque i personaggi hanno ancora cose da fare, da risolvere, persone da trovare ecc ecc, ed è sicuramente molto più realistico e meno melenso di un lietofine troppo lieto!
Sono comunque contenta che sia finito… non era il caso di trascinarlo ulteriormente, e ha lasciato quella sensazione agrodolce che tutte le serie dovrebbero lasciare quando finiscono :’)
Dema ha scritto:
Ma “Chuck” non era trascinato mica. Era solo in difficoltà con il budget e un po’ anche per via della NBC…
Ragazzi, ma io vorrei che facessero molte altre stagioni…
Ma non le fanno per mancanza di soldi?
O le faranno?
Non potrebbero dare una risposta in un certo tempo?
Io non mi capacito perchè un telefilm di questo tipo che è bellisimo si concluda presto e così…
Mi fa sentire proprio male che finisce e che sarah e chuck non stiano più insieme…