
Se lo chiedeva anche Ben Dowell dalle pagine del Guardian; com’è che lo youth drama sta sfornando alcune delle serie migliori nel Regno Unito? Skins, Being Human, Misfits, tra titoli più interessanti degli ultimi anni, sono accumunati dalla giovane età dei loro protagonisti e del target di riferimento.
La risposta la fornisce Jack Thorne, uno dei responsabili del trend. Creatore di Skins e di The Fades, lo sceneggiatore sostiene che nel secondo caso sia il genere fantastico ad avergli permesso di portare avanti trame interessanti, senza rinunciare a domande più profonde da porre al suo spettatore.
La domanda che vi pongo io invece è: siete lo spettatore ideale per The Fades? Diversamente dagli show inglesi più conosciuti, questa serie da 6 episodi è sicuramente un prodotto di nicchia, con un volume di buzz mediatico ridotto. E’ andato in onda su BBC3, un canale più sperimentale rispetto all’ammiraglia BBC1, dedicato ad un target più giovane. Ma non si tratta solo di questo.
The Fades parla di un’apocalisse incombente.
Seguendo le vicende di Paul ci sarà veramente poco da ridere. Già all’inizio la sua vita non brilla per vivacità; abbandonato dal padre, diviso tra una madre apprensiva e Anna, la sorella facile all’insulto, lo smilzo eroe della vicenda si aggira per la scuola sfoggiando orridi maglioncini e pantaloni ascellari. Ad aggravare la sua già non brillante etichetta di sfigato c’e’ il suo migliore amico Mac (Daniel Kaluuya), assolutamente incapace di completare un discorso senza guarnirlo di citazioni da nerd consumato. Inizialmente preoccupato dalla sua mancanza di contatto col genere femminile e dai suoi problemi psicologici, Paul comincerà anche a vedere le anime dei morti (le Fades del titolo ), per qualche motivo impossibilitate a raggiunge il paradiso attraverso i punti di ascensione preposti. Presto verrà coinvolto in una guerra tra le Ombre e gli Angelici, gli unici esseri umani in grado di vederle ed aiutarle. Il tutto intervallato da frequenti visioni apocalittiche. E cadaveri di corvi posticci che precipitano dal cielo a mazzi.
The Fades sa tanto di già visto ma non rientra in nessun genere preciso.
Le Ombre cominciano a cibarsi di carne umana quando il loro capo John (Joe Dempsie di Skins e This is England ’86) scopre che questo permette di evolversi in una forma dapprima capace di interagire con le superfici, poi visibile agli umani ed infine immortale. L’unica controindicazione è che bisogna continuare a cibarsi di carne umana. Fa tanto zombie, vero? Invece delle classiche scene di caccia all’umano ne vedrete davvero poche e in generale l’azione non è l’ingrediente principale della serie.
Dalla descrizione dei protagonisti più giovani avrete già intuito che i rimandi a Skins e Misfits non mancano. Uno dei maggiori punti di forza dello show sono proprio i personaggi e la loro umanità affranta, in grado di mutare in un arco di tempo ridotto. Il problema è, appunto, dargli il tempo di farlo.
The Fades sa essere una gran rottura di coglioni.
Non fraintendetemi, questa serie è veramente ben scritta e realizzata. Ma quanta pazienza ci vuole per andare oltre i primi due episodi!! The Fades difetta di un ritmo omogeneo e sostenuto, soprattutto nelle sue battute iniziali. Riesce a costruire degli sviluppi di trama mozzafiato, dei picchi improvvisi di tensione e poi PAM, il ritmo s’arresta di colpo. Se il vostro telefilm tipo ha un ritmo incalzante, lasciate perdere. Se invece questo titolo vi incuriosisce, sappiate che dovrete resistere strenuamente nell’episodio 1 e 2, lasciarvi conquistare dal 3 e 4 e nell’ultimo terzo, finalmente, sarete incollati allo schermo del pc.
The Fades sa essere innovativo e sperimentale (aka low budget)
Se stavate cercando una serie elitaria inglese di cui vantarvi coi vostri amici whovian al grido di “Naaa, troppo mainstream!”, siete nel posto giusto. Pur partendo da presupposti comuni, the Fades sa sfruttarli in maniera spesso sorprendente e, giunti alla conclusione, vi accorgerete che quell’impressione di perdita della via maestra nascondeva una sceneggiatura solida. La serie evidentemente non vanta un budget stratosferico ma questa mancanza ha avuto un impatto positivo dal punto di vista stilistico, con trovate accattivanti (la sigla) ed effetti speciali non troppo pezzenti.
L’investimento è massiccio nel cast. Li avete visti già tutti da qualche parte e sono tutti bravissimi a costruire personaggi eccezionali: Iain de Caestecker, Lily Loveless, Sophie Wu, Jenn Murray. La sfida per la miglior performance però se la giocano l’Angelico indurito dalla vita interpretato da Johnny Harris e la ex Angelica ora divenuta un’Ombra di Natalie Dormer (già Anna Bolena nei Tudors e presto Margaery Tyrell in Game of Thrones).
In sintesi, recuperare The Fades nei momenti di fiacca potrebbe essere un’ottima idea, a condizione di avere un interesse pregresso in questo tipo di prodotto e una pazienza piuttosto sviluppata. Altrimenti andate sulla fiducia; è bello ma non fa per voi.
![]()
Una domanda per chi ha visto la serie; non era disturbante il modo di correre di Natalie?

(10 voti, media: 4,10 su 5)










Io l’ho amato,riguardato,amato di nuovo,riguardato…. Aspetto la seconda serie sulle spine,in ansia per quello che attende i miei due nerd preferiti. E Neil.
Joe Dempsie è anche Gendry in Game of Thrones!! BTW ho trovato questo telefilm davvero molto molto interessante.. concordo sull’ostacolo dei primi 2 episodi un po’ noiosi ma da lì in poi si migliora decisamente!!!
poi finalmente un modo alternativo per ricordarti gli avvenimenti delle puntate precedenti che non sia un “previously on..”!!
Non solo gli youth drama ma anche tra le youth comedy il Regno Unito è messo bene, titoli come The inbetweeners e fresh meat sono bei prodotti, con attori capaci e storie interessanti e si Nataliie correva in maniera assolutamente disturbante.
Gran bel telefilm. E’ stato un piacere rivedere sia Joe Dempsie che Daniel Kaluuya!
A me è piaciuto moltissimo. E non ho nemmeno trovato lenti i primi due episodi! Anzi. Già dal primo ero completamente innamorata di questo telefilm.. e di anni non ne ho più 15 da luuuuuuuuuuuungo tempo. Mi è piaciuto proprio perché particolare e, nonostante un budget molto ridotto, son riusciti a non sembrare ridicoli come altri in passato (vedi Haven).
Io la seconda serie l’aspetto con ansia, sebbene purtroppo non credo rivedremo più john.
La serie è veramente interessante, mi è piaciuta, anche se concordo su alcuni momenti in cui ci vuole un bel po’ di pazienza. Ma aspetto la seconda stagione con molta curiosità.
Io invece non sono riuscito ad andare oltre proprio il secondo episodio, mi aveva sfiancato da quanto era smorto.. non credo comunque di continuarlo..
Questa serie mi ha preso tantissimo… agli ep finali ero talmente incollata allo schermo da avere gli occhi rossi.
Al primo ep ero scettica perchè con la mia età non rientravo per niente nel target, ma ho adorato subito i personaggi e la storia è montata di episodio in episodio in maniera magnifica. Io me lo ricordo così. Non ho fatto nessuna fatica e non mi è mai parso noioso.
Aspetto con ansia la seconda stagione (ma l’hanno confermata la seconda stagione?)
Se non sbaglio non è ancora stata rinnovata. Non mi aspetto buone notizie.
Serie ok, tre e mezzo mi pare il voto adatto, ha veramente degli alti e bassi paurosi.
Daniel Kaluuya sia qui che (soprattutto) in Black Mirror dimostra di essere il miglior attore uscito da skins.
faccio parte di quella categoria di persone che non sono riuscite ad andare oltre il primo episodio. Grazie a dio – proprio non ho tempo di mettermi a recuperare qualcos’altro. Ho ancora intenzione di guardarla ma, visto che non ricordo praticamente niente del mezzo episodio che ho visto, me la prenderò con comodo
A me è piaciuta tantissimo e non mi ci è voluta nessuna pazienza per vederla né tanto meno per superare i prm due episodi che mi sono scivolati lisci come l’olio. Una più belle sorprese di questo anno e considero il voto basso. Io gli darei quattro stelle piene. Ho trovato il suo messaggio davvero profondo, non dico niente per non spoilerare, ma The fades è tutt’altro che una serie banale come del resto quasi tutte le produzioni inglesi che restano a tutt’oggi le mie preferite, raramente sbagliano un colpo.
Ho l’impressione che il gradimento di questa serie tenda a variare dalle 2.5 alle 4.5 stellette a seconda dell’individuo… credo che il voto della rece sia un po’ la media.
Monik aka Varianza ha scritto:
concordo e ribadisco
Ho adorato questa serie. Cento volte meglio di altre, in particolare di Misfits che questa terza stagione l’ho trovato davvero deludente. Spero in una seconda stagione, il problema è che non si sà niente, nemmeno su un’eventuale cancellazione. Vorrei sapere se ci posso sperare in un seguito o no
A me è piaciuta, fin dall’inizio, tanto che me la sono vista tutta d’un fiato. Spero vivamente che facciano una seconda stagione, anche perchè l’ultimo episodio mi ha lasciato un tantino sconvolta (e chi ha visto la serie sa a cosa mi riferisco).
E poi, Mac è adorabile!!
sempre più ingarellato! vi prego, ditemi dove mac trova i suoi maglioncini!!!
Il modo di correre di Natalie sarà disciplina olimpica a Londra 2012, speriamo che Margery Tyrrel non debba correre prossimamente…
By the way, ho ADORATO la serie
grazie per la dritta, l’ho adorata! e no, le prime due puntate non le ho trovate lente nemmeno io o_o
Recensione assolutamente ingenerosa. Io, che pure non sono un appassionato del genere horror, ho trovato la serie strepitosa. Le prime due puntate non per niente lente. O meglio: magari lo sono, ma chi se ne frega; l’importante è il ritmo, non la velocità; una narrazione (che sia musicale, letteraria, televisiva, teatrale etc.) può essere lenta, ma avere molto ritmo, questo è ciò che conta. E questa serie di ritmo ne ha da vendere. Veramente una bella sorpresa. Riguardo al budget: ma è importante? In nessun momento si ha una sensazione di povertà di mezzi, semmai di rigore espressivo e pulizia dello sguardo. Contrariamente al recensore, consiglierei questa serie a tutti gli appassionati di racconto televisivo. Andate sulla fiducia: è bello e FA per voi!
salvag ha scritto:
STRAQUOTO !