
Intendo rivendicare l’espressione sfoderata da Anna Torv nell’inquadratura finale di questa prima puntata dopo la lunghissima pausa natalizia (quasi due mesi). Perché anche mi sento un po’ F4 basito davanti al “nuovo” Fringe. Ma empatizzo ancor di più con Peter nel suo non sentirsi parte della terza realtà giallognola. Infatti anche a me pare di essere stato sbalzato fuori dal Fringe che amavo e reinserito invece in un universo estraneo, dove ho difficoltà a trovare un appiglio, dove i personaggi sebbene abbiano le stesse facce mi sembrano irriconoscibili.
Back to Where You’ve Never Been
Scritto da David Fury & Graham Roland. Diretto da Jeannot Szwarc.
Due lune or sono ci eravamo lasciati con Olivia che veniva rapita da una task force della Massive Dynamics guidata da Nina Sharp. La ritroviamo oggi seduta alla tavola di casa Bishop nei sogni del povero Peter, bloccato in una realtà dove il padre “adottivo” ne rifiuta l’esistenza e la donna che ama non solo non lo ama più, ma gli preferisce il novello collega occhialuto. Perciò come biasimarlo quando, allontanato per l’ennesima volta da un Walter tristemente segnato dagli eventi di venticinque anni prima, Peter decide di rivolgersi a Walternate per provare a tornare a casa.
Ma non è tutto così semplice. Perché nonostante gli abbia teso una mano Olivia porta avanti di nascosto la sua agenda personale assieme a Lincoln al fine di salvaguardare la pace dell’universo blu. Perché all’insaputa di tutti è ripresa la produzione di mutaforma nell’universo rosso e qualcuno ora cerca di fare fuori Peter e Lee per metterli a tacere. Perché Walternate non sembra prendere benissimo la notizia della comparsa del figlio e sguinzaglia l’esercito alla sua ricerca. Perché AltOlivia e AltLee cominciano a sospettare la veridicità delle accuse riguardo il coinvolgimento del segretario alla difesa nella produzione dei mutaforma. Perché quando Walternate si decide ad aiutare il figlio smascherando il suo assistente-spia, gli chiede in cambio di tornare un’ultima volta nell’universo blu come messaggero di pace. Perché la talpa mutaforma nella Fringe Division è niente meno che Broyles al servizio di un redivivo mister Jones. Perché September compare ferito gravemente al cospetto di Olivia annunciandole che in ogni possibile futuro you’re gonna die, Charlie lei verrà comunque uccisa.
L’episodio impartisce una brusca e necessaria accelerata agli eventi di questa prima metà di stagione, muovendo finalmente le pedine ormai ben disposte sulla scacchiera. Ripeto, finalmente. Non solo: finalmente (lo ripeto ancora? finalmente) ci viene mostrata anche la direzione che intende intraprendere la stagione: non solo l’odissea di Peter verso casa, ma l’inserimento di un nuovo vecchio nemico (interpretato dal magnifico Jared Harris) a rimescolare le carte. Come se non bastasse vengono messe in discussione la stessa sopravvivenza di Olivia (alla Charlie di Lost) e quella del nostro Osservatore preferito.
Come sempre John Noble e Anna Torv saltellano tra le due versioni dei rispettivi personaggi con sapienza e controllo, ma ormai non serve nemmeno più stare a puntualizzarlo. Meno convincente Seth Gabel, le cui controparti hanno come unico tratto distintivo la presenza o meno di un paio di occhiali. E’ poi un piacere incontrare di nuovo madame Bishop, capace come sempre di imprimere la giusta carica emozionale agli episodi a cui partecipa.
Ora però le (mie personalissime) note dolenti. Come accennato in testa all’articolo, da settembre provo una strana sensazione di allontanamento, di raffreddamento nei riguardi del racconto. La responsabilità non va certo alla discussa seconda metà della stagione scorsa, visto e considerato che il finale mi era piaciuto assai (come avevo già scritto qui). Dopo un lungo ragionamento ho concluso che il mio spaesamento è diretta conseguenza della scelta degli autori di proiettare lo spettatore in una TERZA dimensione alternativa in cui September non ha prestato soccorso a Walter salvando Peter, rompendo quindi quel legame di intima intesa con tutti i personaggi (eccetto uno). Per quanto possano assomigliarsi, infatti, Walter e Olivia non sono gli stessi Walter e Olivia, gli stessi protagonisti che abbiamo imparato a conoscere a fondo, con cui ci siamo identificati in questi tre lunghi anni, gli stessi che sono serviti da chiave di accesso alla narrazione finora. Tabula rasa. L’unico strumento “utile” al coinvolgimento dello spettatore rimane Peter, ritornato però troppo tardi nella stagione, dopo che gran parte del pubblico si era già alienato e raffreddato (e gli ascolti ne sono la dimostrazione).
In più non sono neanche un fan della retcon che ha messo in standby (almeno spero) tutte le questioni aperte come quella del figlio di Peter a AltOlivia, o quella dell’uomo misterioso dentro la testa di Olivia (e che pare dovesse ucciderla). Unica nota positiva della retcon: addio Bellivia.
Infine non so neanche come digerire la “conversione” di Walternate, o meglio la possibilità che l’uomo in realtà non sia il creatore dei mutaforma, storyline che ci ha accompagnato nell’arco di tre stagioni e che foriva molto più spessore, contrasto e grigiore alla nemesi più interessante e umana dell’intera serie.
Avverto un problema di identità. Così come Peter cerca disperatamente di trovare un modo per tornare a casa, anche io vorrei ritornare al Fringe di una stagione fa, alla serie che sfornava episodi come questo e questo. Ma forse sono l’unico.
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Note:
- Stavolta il product placement della Nissan è stato abbastanza invadente. Mancava che Olivia facesse l’occhiolino allo spettatore e dicesse “comprare quest’auto è stato proprio un affarone!”
- La parola del giorno è JONES (duh!).
- Kevin Reilly della FOX ha affermato che con gli ascolti che registra al momento Fringe is no more profitable per il network. Se dovesse essere cancellato comunque l’intenzione sarebbe quella di comunicarlo in tempo per costruire un finale degno. Incrociamo le dita.













Concordo a pieno con il tuo pensiero. Durante gli ultimi episodi non faccio altro che pensare alla scorsa stagione. Con l’ “abbandono” degli universi che conoscevamo, hanno fatto un errore di una portata incredibile. Io più lo guardo e più non riesco ad affezzionarmi ai personaggi. Cosi alla fine, perlomeno io, più che sperare che rinnovino la serie, spero almeno che abbia un decente finale.
First of all, ho riso 30 secondi per l’uguaglianza F4=basito e sentivo la necessità di scriverlo
Se può consolarti, condivido in toto lo straniamento per questa quarta stagione di Fringe; quest’episodio smuove le acque e il ritorno di David Robert Jones è intrigante, ma ho sempre la sensazione di stare guardando un altro telefilm rispetto a quello delle stagioni precedenti (posto che a me gli ultimi episodi della terza proprio non sono calati e continuo a guardare il tutto con discreto scetticismo).
Sull’eventualità della chiusura, beh, credo sia giunto il momento: davvero serve una quinta stagione? cosa può aggiungere? un quarto universo? Dio, no.
Secondo me l’unico modo per uscirsene bene è tentare un colpo di coda stile sesta stagione di Lost, soprattutto se – come è probabile – questa sarà l’ultima stagione. I personaggi di questa nuova realtà hanno qualche lieve differenza, ma alla fine sono più o meno gli stessi (grosse differenze caratterliali non ne vedo), e non mi sorprenderebbe un Peter “costante” che arriva a “flasharli” sulla “vecchia realtà”. Ancora meglio sarebbe un Peter che capisce di essere bloccato per sempre in questo realtà, un finale tragico e melanconico non stonerebbe, anzi, lo preferirei all’happy ending.
Totalmente d’accordo. Rivoglio il vecchio Fringe! Questo sembra un’altra roba!!
Era una delle mie serie tv preferite. E’ calata a picco nell’ultima stagione mi ricorda un po’ Prison Break, prima stagione eccezionale e poi giù in picchiata fino a toccare il fondo… peccato
A mio parere il fatto che nn ci affezioniamo ai personaggi più come una volta è dovuto al fatto che (scusate la ripetizione!) dobbiamo aspettare un mese tra una puntata e l’altra. Se non sbaglio la quarta serie è iniziata a settembre e siamo solo all’ottavo episodio? Non si lamentino poi che gli ascolti calino!! A mala pena mi ricordo che cosa è successo nella puntata precedente tanto è lunga l’attesa, il che rende inutile l’inserimento di qualsivoglia cliffhangerone a fine puntata, visto che poi te ne dimentichi!
A me questo Fringe piace.
In fondo il non riconoscere, il senso di spiazzamento, fanno parte dell’identità della serie stessa. Ogni singolo personaggio ha sempre combattuto con il senso di estraneità e la mancanza di appartenenza perfino “geografica” come sintetizzato in Northwest Passage: Peter from… Boston. Questi sono ancora e sempre i personaggi che ho amato, solo li ho conosciuti in un ambito diverso.
Nota stonata il minuto finale: ho apprezzato tantissimo l’azzeramento delle storyline gravidanza, due universi in guerra e via dicendo. Avrei preferito che nell’operazione tabula rasa fosse finita anche “Olivia deve morire”.
Condivido in pieno quanto scritto da Rei nella recensione, ma devo dir che son rimasta piacevolmente sorpresa da questa puntata che mi è piaciuta più di quanto mi aspettassi! Effettivamente un po’ di accelerata serviva, hanno perso troppo tempo all’inizio con puntate che nelle loro intenzioni dovevano acclimatarci con i personaggi dell’universo giallo, spezzando la tensione che si era creata alla fine dela stagione scorsa, avrebbero magari dovuto spendere un po’ più di tempo nel seminare indizi per il ritorno di Peter invece di farlo spuntare fuori dal nulla!
A me l’idea di seminare il dubbio sull’effettivo coinvolgimento di Walternate con i mutaforma è piaciuta, vediamo dove ci porterà… e speriamo che non abbiano deciso veramente di far fuori September!!!
Anch’io ora vedo il parallelo con Lost in questa stagione. Olivia = Charlie, Peter = Desmond. Ma non di più di questo secondo me. Sinceramente mi dispiace che il finale di sospensione dell’episodio precedente non sia subito stato ripreso, per me avrebbero dovuto spiegare perché dovevamo attendere tutti quei mesi per vedere Nina che stordisce Olivia, non passare ad un episodio bellissimo come questo in cui succedono tanti eventi… tranne una motivazione su quello.
Anche vedere l’Alternate Broyles mi ha fatto un po’ storcere il naso, specialmente dopo quanto era stata simbolica la sua morte nell’universo precedente. Allora perché l’agente Francis non è morto qui? Se i mutaforma non li ha mandati Walternative, allora non dovrebbe essere vera nemmeno la sua dipartita.
Vabbè, ci sono tanti interrogativi e Fringe è diventato un calderone dove spero che ci siano puntate a sufficienza per mescolare bene tutto.
Considerato che finalmente considero questa puntata superiore a quelle precedenti, vado con 4 stelle.
nn so se è già stato detto ma i mutaforma li aveva creati Bell nella prima versione della realtà…
il finale fa tanto charlie e desmond
Io non ci sto più a capire nulla, ma continuerò a seguirlo, come sempre.
Secondo me non c’era assolutamente bisogno di sconvolgere la serie con questo altro universo, potevano inventarsi qualcosa di meglio, un altro cattivo, non lo so.
Certo che è brutto affezionarsi ai protagonisti per 3 anni, per poi veder azzerare tutto o quasi.
Non seguo la serie con lo stesso entusiasmo che avevo prima, ma ripeto, voglio vedere come andrà a finire.
La maggiore paura che ho? Dover aspettare 14 episodi per vedere Peter tornare nella sua giusta dimensione.
A proposito di Peter, è l’unico personaggio che è rimasto uguale alle scorse stagioni, e per questo forse uno dei pochi motivi che continuo a seguire la serie.
Pixie_blue_eyes ha scritto:
D’accordissimo su questo, appena finito questo episodio ammetto di aver pensato “Bene, Fringe forse sta tornando”: suspence al punto giusto, di nuovo passaggi in punta di piedi tra un universo all’altro (ma solo a me questa idea del ponte aveva lasciato un po’ di amaro in bocca? La vicinanza eppure enorme distanza tra le due realtà era sempre stato il leitmotiv in questa serie: fare avanti e indietro a piacimento con un passaggio così bello e pronto, anziché usare il portale di Walter o mille altri metodi strani, tutto assolutamente in sordina, mi aveva un po’ fatto calare l’interesse…). Forse questo improvviso toccarsi e conoscersi tra i due universi ha contribuito a farmi continuare a seguire questa stagione in maniera più passiva fin dai primi episodi, con l’affetto che continuo a nutrire per Fringe, con i suoi personaggi che ormai adoro alla follia, ma senza più quel qualcosa in più. Perlomeno fino ad adesso: l’inizio di stagione, come già detto, è servito da introduzione a questo nuovo universo giallo (che, devo dire, non mi conquista molto), è stato quindi molto tiepido, il ritorno di Peter ci si è inserito come un lampo inaspettato, decisamente troppo buttato là per i miei gusti…ma forse ora si ricomincia a ingranare. Di questo episodio quello che mi è piaciuto e allo stesso tempo mi preoccupa è stato il rovesciamento improvviso di tutto ciò che sapevamo sul vecchio Fringe: Walternate evil, Jones morto ecc. Tutti colpi di scena per me ben assestati, ma ho timore che si stia andando a sconvolgere troppo un mondo costruito attentamente nell’arco di tre anni, con il rischio di arrivare alla fine della serie (perché sappiamo tutti che per Fringe ormai, mi piange il cuore ad ammetterlo, ma non ci sarà una stagione successiva, quindi sarebbe bello terminare questa con un finale degno di quello che la serie è stata finora) con una nuova realtà che rimescola tutte le carte delle partite precedenti ma non fa in tempo a ridistribuirle per bene in tavola. Fringe merita di più, quindi spero che ora che si è data un’accelerata non si perda il ritmo, ma spero anche non si perdano molti degli spunti che sono stati dati negli episodi passati, cose che andrebbero a mio parere approfondite (la storia di Nina e Olivia, per dirne una, ma ce ne sarebbero mille altre).
ps: a me devo dire che come stagione, tolta la parentesi Bellivia, la terza è proprio quella che mi ha colpito di più, per lo scambio continuo tra universo rosso e blu. Salti back and forth molto ben orchestrati…ma parliamoci chiaro, tolta la parentesi Bellivia e l’inizio di questa quarta stagione non c’è quasi NIENTE di Fringe che io non abbia amato
d’accordissimo con la recensione: anche a me manca il fringe del passato eppure che sollievo veder tornare questa nuova puntata che comunque , riconferma la serie come una delle migliori in circolazione. Bella la recitazione, la fotografia, i personaggi sia pure “pezzottati” rispeto a quelli amati. E comunque , a me la storyline prende da questo momento in poi ad intrigarmi non poco.
Mi aspettavo più twist da questo episodio, ma il successivo ha compensato: il 4×09 è il vero snodo! Agghiacciante.
“Avverto un problema di identità. Così come Peter cerca disperatamente di trovare un modo per tornare a casa, anche io vorrei ritornare al Fringe di una stagione fa, alla serie che sfornava episodi come questo e questo. Ma forse sono l’unico.”
Purtroppo non sei l’unico, Fringe fino alla scorsa stagione era la mia serie preferita, adesso sinceramente ha perso tanto. troppa confusione, troppa carne al fuoco che però non sembra aver mai uno sbocco, bah!
Ovviamente continuerò a seguirlo, sperando ci sia un netto cambio di rotta!
Sarò un caso a parte, ma a me questo Fringe piace tantissimo.
L’idea di fare di Peter la costante tra tutti gli svariati mondi paralleli è secondo geniale.
Ho adorato il colpo di scena e secondo me, al pari di un altro commentatore qua sopra, il calo d’ascolti è da attribuire più al tempo in cui sono diluite le puntate (troppo!) che al cambio di mondi paralleli.
Senza contare che, anche là dove Peter riuscisse a tornare nel SUO mondo, la situazione per lui non cambierebbe affatto, anzi peggiorerebbe: se qui è morto quando era molto piccolo, nella SUA realtà, anche se non lo sa, non è esistito affatto.
Quindi dopo il finale della terza, il prezzo del sacrificio di Peter è comunque quello di non appartenere a nessun luogo, a nessun tempo, a nessun mondo possibile.
Anch’io mi sono persa alla grande,e la recensione azzeccata e “pulita”nonostante il groviglio di mondi che si è venuto a creare nella mia testa.A mio parere iniziano ad esserci troppe sovrapposizioni e fuck al continuum spazio temporale,abbandonato da tempo. Non abbiamo più il legame con la famiglia che conosciamo – Oliva Peter Walter e Astrid – e questi personaggi o sono freddi o sono terribilmente confusi.
Manca un punto di riferimento in realtà,manca il calore di casa.
Speriamo di trovarlo,insieme a Peter.
nella quarta stagione fanno ancora vedere comunque che i 2 universi sono collegati tra loro, lee e oliv passano lo scanner per entrare dove c’è la macchina dove si vedono le 2 realtà ec ecc ma allora perchè in questa puntata peter deve usare il vecchio ,se si può dire tale,metodo? al teatro ” di nascosto”?
e un’ altra cosa….perchè broyce c’è ancora nell altro universo??!?!?!!?